A) INFORMAZIONI GENERALI



Documenti analoghi
RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER L'OTTENIMENTO DEL PARERE DI CONFORMITA' DI CUI ALL'ART. 2 DEL D.P.R. 12 GENNAIO 1998 N 37

Locale gruppo elettrogeno (Scheda)

RELAZIONE TECNICA_IMPIANTO GAS METANO

RELAZIONE GENERALE E SPECIALISTICA DEL PROGETTO ESECUTIVO IMPIANTO TERMICO

REALIZZAZIONE DI CENTRO RESIDENZIALE DI CURE PALLIATIVE HOSPICE IN SPICCHIO 2 STRALCIO ESECUTIVO FUNZIONALE

Decreto del Ministero dell interno

L AUTORIMESSA IN CONDOMINIO CON CAPACITA DI PARCAMENTO SINO A 9 AUTOVEICOLI IL RISPETTO DELLA NORMATIVA ANTINCENDIO

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO

RELAZIONE TECNICA DELL IMPIANTO TERMICO

RELAZIONE TECNICA SPECIALISTICA

RELAZIONE TECNICA SPECIALISTICA

Installazione dei contatori a membrana per reti gas metano

TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE

BQ Press GAS per impianti gas per uso domestico

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa

LA COMPARTIMENTAZIONE LE DISTANZE DI SICUREZZA

Allegati Obbligatori ( DM 37 / 2008 ) DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ N. DEL

UNI 11528:2014. Impianti a gas di portata termica maggiore di 35 kw. Progettazione, installazione e messa in servizio. ing.

PREVENZIONE INCENDI norme e procedure

QT_EFC_03. I sistemi di Evacuazione Fumo e Calore nelle regole tecniche di Prevenzione Incendio QUADERNO TECNICO EFC_03

Il sistema dei controlli VV.F. Il D.M. 22 gennaio 2008, n. 37

PROVINCIA REGIONALE DI TRAPANI

RELAZIONE TECNICA INQUADRAMENTO GENERALE

RELAZIONE TECNICA VV.F

Sezione I : Riferimenti inerenti alla documentazione Quadro A. Dichiarazione di conformità n Impianto gas rif. n data

Scuola materna Don Milani

ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.)

UNI 7129/2008. Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda - Criteri di progettazione, collaudo e gestione

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Scuola Elementare F.lli Rossetti Via San Zeno PROGETTO ESECUTIVO SOSTITUZIONE GENERATORE TERMICO

UNI 7129 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione Progettazione, installazione e manutenzione

Il progetto di prevenzione incendi nella GDO:

Sommario PREMESSA... 1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO... 1 CALCOLO ILLUMINOTECNICO... 4

MINISTERO DELL INTERNO

COMUNE di CHIOGGIA. Scheda per l individuazione degli impianti soggetti all obbligo del progetto (art.5 D.M. n 37 del 22/01/2008) DITTA:

RELAZIONE CALCOLO CARICO INCENDIO VERIFICA TABELLARE RESISTENZA AL FUOCO **** **** **** D.M. Interno 09 Marzo 2007 D.M. 16 Febbraio 2007 L.C.

OBIETTIVI DI UN PIANO DELLE EMERGENZE E DI EVACUAZIONE

NORME PER LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI (Adempimenti ai sensi dell art. 6, L n. 46, e dell art. 4, D.P.R n.

RIFERIMENTI NORMATIVI

I&Q STUDIO TECNICO ASSOCIATO COMUNE DI SEGRATE PROVINCIA DI MILANO

La sicurezza elettrica nel condominio

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vicenza

SOMMARIO. 1. Normativa Premessa Dati di ingresso Dimensionamento della condotta Prova di tenuta...

INDICE Manuale Volume 2

IL DIRETTORE GENERALE per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica

DICHIARAZIONE DI CONFORMITA DELL IMPIANTO ALLA REGOLA D ARTE ( D.M. 37 DEL 22 GENNAIO 2008)

FLEXSTEEL. Canne Fumarie Flessibili Doppia Parete. Canne fumarie in acciaio Inox

Ospedale dei SS. Cosma e Damiano REALIZZAZIONE CENTRALE FRIGORIFERA LABORATORIO ANALISI

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti industriali

Relazione schematica opere eseguite: tipologia materiali utilizzati

LA SICUREZZA ANTINCENDIO LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEGLI OSPEDALI

Istituto Superiore Per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro

UNI ed. Ottobre 2012

installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo

DELL'ATTO DI NOTORIETA'

IMPRESA SICURA s.r.l.

Allegati Tecnici Obbligatori Foglio 1 di. (DM 37/08) Impresa/Ditta. Resp.Tecnico/Titolare. Committente.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE IMPIANTO DI MESSA A TERRA DEI CANTIERI

Guida pratica all impianto elettrico nell appartamento (seconda parte)

Allegati tecnici obbligatori alla dichiarazione di conformità (D.M. 37/08; Delibera AEEGSI 40/14 e successive modifiche e integrazioni)

IMPIANTO ANTINCENDIO

SERVIZIO ENERGIA TERMOCAMINI INFORMAZIONI ALL UTENTE

LA COMPILAZIONE E LA VERIFICA DELL ALLEGATO I/40

CLASSIFICAZIONE INCENDI

DICHIARAZIONE DI CONFORMITA e DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA

Nuovo codice di prevenzione incendi. Capitolo S.9: Operatività antincendio

D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 Art. 5 Comma 9 "AL TETTO"

Alcune Norme Applicabili. Dott. Ing. Valter Melotti 1

MINISTERO DELL' INTERNO

CONTRATTO-TIPO DI MANUTENZIONE BIENNALE IMPIANTI TERMICI CON POTENZA NOMINALE INFERIORE A 35 kw. Telefono: Fax.:. Partita I.V.A.:

La sicurezza antincendio negli uffici

Elenco Prezzi. descrizione articolo RETE ADDUZIONE GAS METANO CENTRALE TERMICA

Multistrato per gas Il quadro normativo

TITOLO II IMPIANTI TERMICI CIVILI

IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

SICUREZZA DELLE VIE DI FUGA NEI PICCOLI LUOGHI DI LAVORO

Normativa UNI Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali

Schema di decreto ministeriale, recante Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di ufficio, ai sensi dell'articolo 15

MODALITÀ DI SCARICO FUMI DA CALDAIE A GAS secondo UNI 10845

Edifici e locali destinati ad uffici. Ing. Stefano Perri Funzionario Comando Regionale Vigili del Fuoco Aosta s.perri@regione.vda.

ANACI ROMA INCENDIO NEI CONDOMINI

In allegato si trasmettono i programmi dei corsi di cui si propone l attivazione. In particolare:

Dichiarazione di conformità per caldaie a carica manuale

Allegati tecnici obbligatori alla dichiarazione di conformità (Legge 46/90, D.M. 20-feb-1992, Del. AEEG 40/04 e succ. mod.)

Il parere di conformità nella prevenzione incendi

AGRICOLTURA SICURA CHECK-LIST DI BASE

SPORTELLO UNICO PER L ATTIVITÀ EDILIZIA del COMUNE di VERZUOLO. AUTOCERTIFICAZIONE per la CONFORMITÀ ALLE NORME IGIENICO SANITARIE

Prot. n Roma, 14 dicembre AL SIG. DIRETTORE CENTRALE PER L EMERGENZA E IL SOCCORSO TECNICO SEDE

UNITA OPERATIVA IMPIANTISTICA ANTINFORTUNISTICA AZIENDA USL DI BOLOGNA

7.2 Controlli e prove

Questionario Incendio. PARTE I Generalità. PARTE II Somme assicurate (in euro)

RETI DI DISTRIBUZIONE DEL GAS METANO DOTT. ING. MARIA VINCENZA SACCONE

1. INDIVIDUAZIONE DELLE ATTIVITA' SOGGETTE AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI

DICHIARAZIONE (ai sensi del D.M n. 37 circa Disposizioni in materia di installazzione degli impianti all interno degli edifici )

TESTO. Art. 2. Sono abrogati i decreti ministeriali 10 gennaio 1950 e 2 agosto ALLEGATO

LISTA DI CONTROLLO PER UFFICI E STUDI. Rilevatore: Referente sede. Edificio Codice edificio Piano Stanza Unità organizzativa Ufficio.

Ing. Claudio Giacalone

Tecnofumi Srl. Testi leggi

Transcript:

INDICE 0) INTRODUZIONE A) INFORMAZIONI GENERALI PREMESSA PRINCIPALI LEGGI E NORME DI PREVENZIONE INCENDI B) ATTIVITÀ 91 CENTRALE TERMICA DA 3.000 kw I GENERALITÀ II INSTALLAZIONE ALL'APERTO III INSTALLAZIONE IN LOCALI ESTERNI IV INSTALLAZIONE IN FABBRICATI DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN LOCALE INSERlTI NELLA VOLUMETRIA DEL LOCALE SERVITO 4.1 Disposizioni Comuni 4.1.1 Ubicazione 4.1.1.1 Limitazioni dell ubicazione di apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8 4.1.2 Aperture di aerazione 4.1.2.1 Limitazioni delle aperture di aerazione per gli apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8 4.1.3 Disposizione degli apparecchi all interno del locale 4.2 Locali di installazione di apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda 4.2.1 Ubicazione 4.2.2 Caratteristiche del locale 4.2.3 Aperture di aerazione 4.2.4 Disposizione degli impianti all'interno del locale 4.2.5 Accesso 4.2.5.1 Porte 1

4.2.6 Limitazioni per l installazione a quota inferiore a 5 m e sino a 10 m rispetto al piano di riferimento 4.3 Locali per forni da pane; lavaggio biancheria; altri laboratori artigiani e sterilizzazione 4.4 Locali di installazione di impianti cucina e lavaggio lavastoviglie 4.5 Locali di installazione di generatori di aria calda a scambio diretto V IMPIANTO DI ADDUZIONE DEL GAS 5.1 Generalità 5.2 Materiali delle tubazioni 5.2.1 Tubi di acciaio 5.2.2 Tubi di rame 5.2.3 Tubi di polietilene 5.3 Giunzioni, raccordi e pezzi speciali, valvole 5.3.1 Tubazioni in acciaio 5.3.2 Tubazioni in rame 5.3.3 Tubazioni in polietilene 5.4 Posa in opera 5.4.1 Percorso delle tubazioni 5.4.2 Generalità 5.4.3 Modalità di posa in opera all'esterno dei fabbricati 5.4.3.1 Posa in opera interrata 5.4.3.2 Posa in opera in vista 5.4.3.3 Posa in opera in canaletta 5.4.4. Modalità di posa in opera all'interno dei fabbricati 5.4.4.1 Posa in opera in appositi alloggiamenti 5.5 Gruppo di misurazione 5.6 Prova di tenuta dell'impianto interno VI DISPOSIZlONI COMPLEMENTARI 6.1 Impianto elettrico 6.2 Mezzi di estinzione degli incendi 6.3 Segnaletica di sicurezza 6.4 Esercizio e manutenzione 2

C) ATTIVITÀ 64 GRUPPO ELETTROGENO DA 500 kw TERMINI E DEFINIZIONI TITOLO II - INSTALLAZIONE GRUPPI CAPO I GENERALITÀ - LUOGHI DI INSTALLAZIONE DEI GRUPPI 2. Disposizioni comuni CAPO II - INSTALLAZIONE ALL APERTO CAPO III - INSTALLAZIONE IN LOCALI ESTERNI CAPO IV - INSTALLAZIONE IN FABBRICATI O STRUTTURE DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN LOCALI INSERITI NELLA VOLUMETRIA DEL FABBRICATO SERVITO 1a) Attestazione 1b) Strutture 1c) Dimensioni 1d) Accesso e comunicazioni 1e) Porte 1f) Ventilazione TITOLO III - GRUPPI CAPO I - GENERALITÀ CAPO II - ALIMENTAZIONE DEI MOTORI SEZIONE I - ALIMENTAZIONE A GAS 1.1. Alimentazione 1.2. Dispositivi esterni di intercettazione 1.3. Tubazioni 1.4. Regolatori di pressione 1.5. Dispositivi di sicurezza SEZIONE II - ALIMENTAZIONE A CARBURANTE LIQUIDO TITOLO IV - DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI 1. Sistemi di scarico dei gas combusti 2. Impianti 3. Mezzi di estinzione portatili 4. Segnaletica di sicurezza 3

D) ATTIVITÀ 64 GRUPPO ELETTROGENO DA 2.500 kw TERMINI E DEFINIZIONI TITOLO II - INSTALLAZIONE GRUPPI CAPO I GENERALITÀ - LUOGHI DI INSTALLAZIONE DEI GRUPPI 2. Disposizioni comuni CAPO II - INSTALLAZIONE ALL APERTO CAPO III - INSTALLAZIONE IN LOCALI ESTERNI CAPO IV - INSTALLAZIONE IN FABBRICATI O STRUTTURE DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN LOCALI INSERITI NELLA VOLUMETRIA DEL FABBRICATO SERVITO 1a) Attestazione 1b) Strutture 1c) Dimensioni 1d) Accesso e comunicazioni 1e) Porte 1f) Ventilazione TITOLO III - GRUPPI CAPO I - GENERALITÀ CAPO II - ALIMENTAZIONE DEI MOTORI SEZIONE I - ALIMENTAZIONE A GAS 1.1. Alimentazione 1.2. Dispositivi esterni di intercettazione 1.3. Tubazioni 1.4. Regolatori di pressione 1.5. Dispositivi di sicurezza SEZIONE II - ALIMENTAZIONE A CARBURANTE LIQUIDO TITOLO IV - DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI 1. Sistemi di scarico dei gas combusti 2. Impianti 3. Mezzi di estinzione portatili 4. Segnaletica di sicurezza 4

0) INTRODUZIONE L attività oggetto della presente relazione sarà costituita da una centrale tecnologica a servizio del riscaldamento e raffreddamento degli edifici che verranno costruiti all interno della lottizzazione. Nella prima fase, a fronte di una capacità edificatoria pari a 6.500 m² di SUL, verranno installate le seguenti apparecchiature: Generatori di calore alimentati a gas metano di rete, alla pressione di 2,0 kpa, per una potenzialità complessiva pari a 500 kw; Cogeneratore di energia termica ed elettrica, alimentato a gas metano di rete, alla pressione di 2,0 kpa, per una potenzialità di 500 kw elettrici e 600 kw termici; Gruppo refrigeratore d acqua ad assorbimento a semplice effetto da 350 kw frigoriferi alimentato con acqua calda prodotta dal cogeneratore. A lottizzazione ultimata, le apparecchiature avranno le seguenti caratteristiche: Generatori di calore alimentati a gas metano di rete, alla pressione di 2,0 kpa, per una potenzialità complessiva pari a 3.000 kw; Cogeneratori di energia termica ed elettrica, alimentati a gas metano di rete, alla pressione di 2,0 kpa, per una potenzialità complessiva di 2.500 kw elettrici e 3.000 kw termici; Gruppi refrigeratori d acqua ad assorbimento a semplice effetto da 2.100 kw frigoriferi complessivi alimentati con acqua calda prodotta dai cogeneratori. 5

Sia nella prima fase che in quella finale sarà necessaria l acquisizione delle seguenti autorizzazioni: Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pesaro e Urbino, per le attività 91 (Centrali Termiche) e 64 (Gruppi Elettrogeni); la richiesta di parere di conformità va presentata prima dell inizio dei lavori; Autorizzazione ISPESL, rilasciata dal Dipartimento di Ancona, per l esercizio di generatori di calore ad acqua calda con pressione superiore a quella atmosferica; la richiesta di esame progetto va presentata a lavori ultimati e prima della messa in funzione dei generatori. Si evidenzia che l impianto non rientra fra le attività per le quali non è richiesta la Valutazione di Impatto Ambientale. La Legge Regione Marche n. 7 del 14 aprile 2004, "Disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale" nell allegato 3B1, articolo 1 comma 2a), cita: Impianti termici per la produzione di vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 50 MW. L intervento di cui trattasi prevede una potenzialità termica inferiore ad 1/10 di quella che richiederebbe la VIA. 6

A) INFORMAZIONI GENERALI PREMESSA Le attività oggetto della presente relazione saranno di pertinenza di un area individuata nel PRG del Comune di Fano come Comparto unitario a destinazione direzionale, Zona D4 e Parcheggi di progetto, Zona P2_pr, denominato Comparto Direzionale Località Chiaruccia, Scheda ST5_P17, da attuarsi mediante Piano Particolareggiato di iniziativa privata. Il comparto è compreso tra il fosso di Chiaruccia e la strada comunale di via Campanella che collega la zona industriale di Bellocchi con la frazione di Rosciano; il contesto ambientale in cui è inserito è caratterizzato da terreni agricoli coltivati con relativi fabbricati rurali. In adiacenza al comparto in oggetto è comunque prevista la realizzazione della caserma dei Vigili del Fuoco della stazione di Fano. La Scheda normativa ST5_P17 definisce una capacità edificatoria pari a 6.500 m² di SUL. Sono previsti gli usi di seguito elencati: U3.3 Attività direzionali, uffici pubblici e privati di media e grande dimensione, attività direzionali e sedi di rappresentanza di interesse generale, attività amministrative, finanziarie, assicurative, sedi di istituti di ricerca, servizi di informatica ed elaborazione dati e tutte le attività elencate al punto U3. 1 qualora non ricorrano le condizioni previste al punto U3.1 medesimo. Rientrano in tale uso gli spazi di supporto e servizio, le mense e i bar, i locali di archivio e gli spazi tecnici. U3.1 Terziario diffuso, uffici e studi professionali, compresi quelli dell assistenza sanitaria di base. Ogni unità non dovrà occupare una SUL superiore a 200 m² e tutte le unità non dovranno avere una SUL complessiva superiore al 40% di quella prevista nell intero edificio. Il P.P. propone un organizzazione funzionale delle aree così strutturata. Ai margini esterni dell area, a fianco di Via Campanella e delle strade di 7

progetto da PRG, sono localizzati i parcheggi pubblici e privati ed alcuni spazi a verde. L edificato di progetto è invece realizzato all interno dell area, fondamentalmente suddiviso in due tipologie edilizie. Il fabbricato destinato agli uffici della società proponente Enereco ha un piano interrato destinato a sale conferenze, riunioni ed autorimesse e due livelli fuori terra, articolati con una forma a petali, leggermente sfalsati tra loro in altezza, che richiamano il fiore dell orchidea. Le restanti superfici sono organizzate in tre palazzine con altezza pari a due piani ed una palazzina a torre con un altezza pari a sette piani. Anche sotto queste palazzine viene realizzato un livello interrato destinato a parcheggi privati. A margine dell area, sul lato a confine con la futura caserma dei Vigili del Fuoco viene realizzata una centrale tecnologica in parte interrata ed in parte leggermente fuori terra, mascherata in copertura da uno strato di terreno vegetale sistemato a verde. Sullo stesso lato, viene posizionata la cabina Enel. Nella centrale tecnologica saranno collocate apparecchiature per realizzare un sistema di trigenerazione : Energia termica mediante generatori di calore alimentati a gas metano per riscaldamento di acqua a temperatura inferiore a 100 C; Energia termica ed energia elettrica mediante cogeneratori alimentati a gas metano; Energia frigorifera mediante refrigeratori d acqua ad assorbimento a singolo effetto funzionanti ad acqua calda prodotta dai cogeneratori. La centrale sarà unica per tutti i complessi edilizi che verranno costruiti all interno dell area da lottizzare che, di conseguenza, sarà dotata di un sistema di teleriscaldamento. Le condizioni di sicurezza antincendio, di seguito esposte, saranno riferite alla situazione più critica di potenzialità massima per l intero complesso edificatorio. Il raggiungimento di tali 8

potenzialità avverrà, presumibilmente, in più fasi, parallelamente all andamento delle costruzioni realizzate: si prevede l utilizzo di apparecchiature termiche ed elettriche modulari in modo che la potenza della centrale possa crescere progressivamente con l andamento del processo edificatorio. Le attività soggette ai controlli di prevenzione saranno: - Centrale termica con generatori di potenza complessiva pari a 3.000 kw (500 kw nella prima fase) attività 91; - Gruppo elettrogeno con potenza di 500 kw (prima fase) - attività 64; - Gruppo elettrogeno con potenza di 2.500 kw (seconda fase) - attività 64. PRINCIPALI LEGGI E NORME DI PREVENZIONE INCENDI Le principali leggi e norme di prevenzione incendi esaminate per la redazione del progetto, sono le seguenti: NORME GENERALI - Decreto del Ministero dell Interno 16 febbraio 1982: Modificazioni del decreto ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ; - Decreto del Ministero dell Interno del 30 novembre 1983: Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi ; - D.P.R. N 37 del 12 gennaio 1998: Regolamento recante disciplina dei provvedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, delle legge 15 marzo 1997 n 59. - Decreto del Ministero dell Interno del 10 marzo 1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro ; - Decreto del Ministero dell Interno del 4 maggio 1998: Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l avvio dei procedimenti di prevenzione incendi. 9

- Decreto del Ministero dell Interno del 3 novembre 2004: Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d'incendio. - Decreto del Ministero dell Interno del 7 gennaio 2005: Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio. - Decreto del Ministero dell'interno del 16 febbraio 2007: Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione. - Decreto del Ministero dell'interno del 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. - Decreto n. 37 del 22 gennaio 2008: Regolamento concernente l'attuazione dell'art. 11 quartedecies, comma 13, let. a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti degli edifici. CENTRALE TERMICA - Decreto del Ministero dell Interno del 12 aprile 1996: Approvazione della regola tecnica per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. GRUPPO ELETTROGENO COGENERATIVO - Decreto del Ministero dell'interno del 22 Ottobre 2007: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica o a macchina operatrice a servizio di attività civili, industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi. 10

B) ATTIVITÀ 91 CENTRALE TERMICA DA 3.000 kw La centrale termica costituisce attività regolata dal decreto del Ministero dell Interno 12-4-1996 Approvazione della regola tecnica per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. La relazione è stata redatta attenendosi agli articoli del citato decreto. I GENERALITÀ Omissis. II INSTALLAZIONE ALL'APERTO Paragrafo non trattato. III INSTALLAZIONE IN LOCALI ESTERNI Paragrafo non trattato. IV INSTALLAZIONE IN FABBRICATI DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN LOCALE INSERlTI NELLA VOLUMETRIA DEL LOCALE SERVITO 4.1 DlSPOSIZIONI COMUNI 4.1.1 Ubicazione La centrale termica verrà ubicata in apposito locale, all interno dell edificio destinato alle centrali tecnologiche, con ingresso da spazio scoperto. Il perimetro del locale sarà uguale a 30,97 m; la parete lunga 5,84 m sarà attestata su spazio a cielo libero; il rapporto percentuale fra la lunghezza della parete esterna e il perimetro sarà: (5,84/30,97x100)=18,86% > 15% 4.1.1.1 Limitazioni dell ubicazione di apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8 Paragrafo non trattato perché il combustibile utilizzato sarà gas metano. 4.1.2 Aperture di aerazione Il locale sarà dotato di una apertura permanente di aerazione realizzata sulla parete attestata su spazio a cielo libero. 11

Poiché la potenza del generatore di calore da installare nel locale sarà Q = 3.000 kw, la superficie di aerazione minima dovrà essere Q x 10 = 3.000 x 10 = 30.000 cm². 4.1.2.1 Limitazioni delle aperture di aerazione per gli apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8 Paragrafo non trattato perché il combustibile utilizzato sarà gas metano. 4.1.3 Disposizione degli apparecchi all interno del locale Le distanze tra un qualsiasi punto esterno degli apparecchi e le pareti verticali e orizzontali del locale, nonché le distanze fra gli apparecchi installati nello stesso locale permetteranno l accessibilità agli organi di regolazione, sicurezza e controllo nonché la manutenzione ordinaria. 4.2 Locali di installazione di apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda 4.2.1 Ubicazione La centrale termica confinerà con i seguenti locali: - il pavimento sarà posto su terreno; - il solaio sarà sottostante a terrazzo non praticabile; - la parete di fronte alla porta di accesso sarà su vano tecnico (locale elettropompe); - la parete a sinistra della porta di accesso confinerà con vano tecnico (locale cogeneratori di futura installazione); - la parete a destra della porta di accesso confinerà con un locale tecnico (locale gruppo elettrogeno da 500 kw). 4.2.2 Caratteristiche del locale Il locale costituirà compartimento antincendio con resistenza al fuoco R120 per le strutture portanti, REI120 per quelle separanti. L'altezza media del locale sarà di 3,60 m (> 2,90 m) con un valore minimo di 2,60 e massimo di 4,10. 4.2.3 Aperture di aerazione L apertura di aerazione verrà realizzata sulla parete esterna a filo soffitto per una superficie di: 5,50 x 0,82 = 4,510 m² = 45.100 cm² che 12

risulterà superiore al valore indicato al punto 4.1.2; la superficie di aerazione sarà provvista di alette di protezione. 4.2.4 Disposizione degli impianti all'interno del locale I generatori di calore saranno disposti a pavimento; i canali da fumo saranno realizzati sulla parte superiore delle caldaie; gli apparecchi di sicurezza saranno facilmente raggiungibili. 4.2.5 Accesso L'accesso al locale sarà da spazio scoperto. 4.2.5.1 Porte La porta di accesso al locale sarà metallica, apribile verso l esterno con congegno di autochiusura, di altezza 2,00 m; la larghezza della porta sarà di 0,90 m, superiore al valore minimo, che è 0,6 m. 4.2.6 Limitazioni per l installazione a quota inferiore a 5 m e sino a 10 m rispetto al piano di riferimento Paragrafo non trattato. 4.3 Locali per forni da pane; lavaggio biancheria; altri laboratori artigiani e sterilizzazione Paragrafo non trattato. 4.4 Locali di installazione di impianti cucina e lavaggio lavastoviglie Paragrafo non trattato. 4.5 Locali di installazione di generatori di aria calda a scambio diretto Paragrafo non trattato. V IMPIANTO DI ADDUZIONE DEL GAS 5.1 Generalità Il dimensionamento delle tubazioni e degli eventuali riduttori di pressione sarà fatto in modo da garantire il corretto funzionamento degli apparecchi di utilizzazione. L'impianto interno ed i materiali impiegati saranno conformi alla vigente legislazione tecnica. Il dimensionamento della tubazione verrà eseguito in modo tale che sia verificata la seguente diseguaglianza: 13

P RETE - P TUBO - P RAMPA > P CAMERA COMBUSTIONE dove: - P RETE è la pressione disponibile al punto di consegna della tubazione del gas metano; tale valore viene assunto pari a 3000 Pa; - P TUBO sono le perdite di carico sulla tubazione di adduzione del gas metano; - P RAMPA sono le perdite di carico sulla rampa e sul bruciatore (questo valore viene fornito dalle ditte costruttrici delle rampe e dei bruciatori); - P CAMERA COMBUSTIONE è la pressione dei gas nella camera di combustione (questo valore fornito dalle ditte costruttrici dei costruttori dei generatori ); Le cadute di pressione sulla tubazione P TUBO saranno calcolate con la seguente formula, tratta dalla norma UNI-CIG 7129: P A -P B = (λ V² γ L ) / ( 200 D i ) dove: - P A -P B sono le pressioni relative in mbar, fra il contatore e la rampa; - λ è il coefficiente di attrito dipendente dal numero di Reynolds (per la viscosità cinematica si è utilizzato il valore 4,21 10 5 m²/s, che restituisce i valori del prospetto A III della norma UNI-CIG 7129); - γ è la massa volumica, che nel caso del gas naturale, vale 0,6 kg/m³; - V è la velocità del gas; - L è la lunghezza virtuale della tubazione, data dalla somma della lunghezza reale e dalle lunghezze equivalenti dei pezzi speciali, come indicato nel prospetto A I della norma UNI-CIG 7129; - D i è il diametro interno della tubazione. Ne risulta un diametro di 5 (129,7/139,7 mm) con una perdita di carico di circa 150 Pa contro il valore ammesso di 200 Pa. 5.2 Materiali delle tubazioni L'impianto sarà realizzato con tubi in acciaio. 14

5.2.1 Tubi di acciaio I tubi di acciaio saranno del tipo senza saldatura oppure con saldatura longitudinale e avranno caratteristiche qualitative e dimensionali non inferiori a quelle indicate nella norma UNI 8863. Il tubo di adduzione alla centrale sarà posto all esterno del fabbricato. 5.2.2 Tubi di rame Assenti. 5.2.3 Tubi di polietilene Assenti. 5.3 Giunzioni, raccordi e pezzi speciali, valvole 5.3.1 Tubazioni in acciaio a) Giunti a tre pezzi saranno utilizzati esclusivamente per i collegamenti iniziale e finale dell'impianto interno. b) Le giunzioni dei tubi di acciaio saranno realizzate mediante raccordi con filettature o a mezzo saldatura di testa per fusione o a mezzo di raccordi flangiati. c) Eventuali raccordi con filettatura saranno realizzati con l'impiego di mezzi di tenuta, quali ad esempio canapa con mastici adatti, nastro di tetrafluoroetilene, mastici idonei per lo specifico gas. Non verrà utilizzata biacca, minio o altri materiali simili. d) Tutti i raccordi e i pezzi speciali saranno realizzati in acciaio oppure in ghisa malleabile; quelli di acciaio con estremità filettate o saldato, quelli di ghisa malleabile con estremità unicamente filettate. e) Le valvole saranno di facile manovrabilità e manutenzione e con possibilità di rilevare facilmente le posizioni di aperto e di chiuso. Esse saranno di acciaio, di ottone o di ghisa sferoidale con sezione libera di passaggio non minore del 75% di quella del tubo sul quale vengono inserite. 5.3.2 Tubazioni in rame Assenti. 15

5.3.3 Tubazioni in polietilene Assenti. 5.4 Posa in opera 5.4.1 Percorso delle tubazioni II percorso tra punto di consegna e gli apparecchi utilizzatori sarà all esterno dei fabbricati, di tipo interrato e in vista nel locale di installazione degli apparecchi. 5.4.2 Generalità a) Le tubazioni saranno protette contro la corrosione e collocate in modo tale da non subire danneggiamenti dovuti ad urti. b) Le tubazioni del gas non saranno utilizzate come dispersori, conduttori di terra o conduttori di protezione di impianti e apparecchiature elettriche, telefono compreso. c) Le tubazioni del gas non saranno collocate nelle canne fumarie, nei vani e cunicoli destinati a contenere servizi elettrici, telefonici, ascensori o per Io scarico delle immondizie. d) Eventuali riduttori di pressione saranno collocati all'esterno degli edifici. e) Tutte le apparecchiature quali tubi, rubinetti, accessori, ecc. saranno nuovi. f) All'esterno del locale sarà installata, sulla tubazione di adduzione del gas, in posizione visibile e facilmente raggiungibile, una valvola di intercettazione manuale con manovra a chiusura rapida per rotazione di 90 gradi e arresti di fine corsa nelle posizioni di tutto aperto e di tutto chiuso. g) Il collegamento dell'impianto interno finale sarà realizzato con tubi metallici flessibili continui. h) Nell'attraversamento di muri la tubazione non presenterà giunzioni o saldature e sarà protetta da guaina murata con malta di cemento. Nell'attraversamento di muri perimetrali esterni, l'intercapedine tra guaina e tubazione del gas sarà sigillata con materiali adatti in corrispondenza della parte interna del locale, assicurando 16

comunque il deflusso del gas proveniente da eventuali fughe mediante almeno uno sfiato verso l'esterno. i) I giunti sismici non saranno attraversati. I) Le condotte disteranno almeno 2 cm dal rivestimento della parete o dal filo esterno del solaio. m) Fra le condotte ed i cavi o tubi di altri servizi sarà adottata una distanza minima di 10 cm; nel caso di incrocio, quando tale distanza minima non possa essere rispettata, sarà comunque evitato il contatto diretto interponendo opportuni setti separatori con adeguate caratteristiche di rigidità dielettrica e dì resistenza meccanica; qualora, nell'incrocio, il tubo del gas sia sottostante a quello dell'acqua, esso sarà protetto con opportuna guaina impermeabile in materiale incombustibile o non propagante la fiamma. 5.4.3 Modalità di posa in opera all'esterno dei fabbricati 5.4.3.1 Posa in opera interrata a) Le tubazioni metalliche interrate saranno provviste di un adeguato rivestimento protettivo contro la corrosione e isolati, mediante giunti dielettrici, da collocarsi fuori terra, nelle immediate prossimità delle risalite delle tubazioni. b) Le tubazioni saranno posate su un letto di sabbia lavata, di spessore minimo 100 mm, e ricoperte, per altri 100 mm, di sabbia dello stesso tipo. A circa 300 mm sopra la tubazione, sarà poi prevista la sistemazione di nastri di segnalazione. c) L'interramento della tubazione, misurato tra la generatrice superiore del tubo e il livello del terreno, sarà almeno pari a 600 mm. Nei casi in cui tale profondità non possa essere rispettata sarà prevista una protezione della tubazione con tubi di acciaio, piastre di calcestruzzo o con uno strato di mattoni pieni. d) Le tubazioni interrate in polietilene saranno collegate alle tubazioni metalliche prima della fuoriuscita dal terreno e prima del loro ingresso nel fabbricato. 17

e) Le tubazioni metalliche interrate saranno protette con rivestimento esterno pesante, di tipo bituminoso, e saranno posate ad una distanza reciproca non minore del massimo diametro esterno delle tubazioni (ivi compresi gli spessori delle eventuali guaine). Nel caso di parallelismi, sovrappassi e sottopassi tra i tubi del gas e altre canalizzazioni preesistenti, la distanza minima, misurata tra due superfici affacciate, sarà tale da consentire gli eventuali interventi di manutenzione su entrambi i servizi. 5.4.3.2 Posa in opera in vista 1) Le tubazioni installate in vista saranno ancorate adeguatamente per evitare scuotimenti, vibrazioni ed oscillazioni. Esse saranno collocate in posizione tale da impedire urti e danneggiamenti e, ove necessario, adeguatamente protette. 2) Le tubazioni di gas saranno contraddistinte con il colore giallo, continuo o in bande da 20 cm, poste ad una distanza massima di 1 m l'una dall'altra. All'interno dei locali serviti dagli apparecchi le tubazioni non presenteranno giunti meccanici. 5.4.3.3 Posa in opera in canaletta Assente. 5.4.4. Modalità di posa in opera all'interno dei fabbricati 5.4.4.1 Posa in opera in appositi alloggiamenti Assente. 5.5 Gruppo di misurazione Il contatore del gas sarà installato all'esterno in contenitore o nicchia aerata. 5.6 Prova di tenuta dell'impianto interno Prima di mettere in servizio l'impianto interno e di collegarlo al punto di consegna e agli apparecchi sarà effettuata una prova di tenuta. La prova di tenuta della tubazione interrata sarà effettuata prima della copertura della tubazione. 18

La prova sarà effettuata adottando gli accorgimenti necessari per l'esecuzione in condizioni di sicurezza e con le modalità riportate nel decreto. VI DISPOSIZlONI COMPLEMENTARI 6.1 Impianto elettrico L'impianto elettrico sarà realizzato in conformità alla legge n.186 del 1-3-1968 e alla legge n.46 del 5-3-1990. Il progetto dell impianto sarà effettuato in conformità alle vigenti norme CEI. L'interruttore generale del locale sarà installato all'esterno, in posizione segnalata ed accessibile. 6.2 Mezzi di estinzione degli incendi Nel locale saranno installati trenta estintori di classe 21A-89BC. 6.3 Segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza sarà realizzata in conformità al decreto legislativo n. 493 del 14-8-1996; essa richiamerà l attenzione sui seguenti divieti e limitazioni: - divieto di accesso alle persone non autorizzate (da collocare sulla porta di accesso); - divieto di fumare e di utilizzare fiamme libere (da collocare all interno del locale); - tensione elettrica pericolosa e divieto di usare acqua per spegnere incendi (da collocare sul quadro elettrico). La valvola di intercettazione esterna del gas e l interruttore elettrico generale saranno segnalati con cartelli per attrezzatura antincendio. 6.4 Esercizio e manutenzione La manutenzione del locale sarà effettuata secondo le modalità prescritte dal DPR n.412 del 26-8-1993 e successive modifiche e integrazioni. Nei locali non saranno depositate o utilizzate sostanze infiammabili o tossiche e materiali non attinenti all'impianto. 19

C) ATTIVITÀ 64 GRUPPO ELETTROGENO DA 500 kw Il gruppo elettrogeno da 500 kw verrà ubicato in apposito locale con ingresso dall esterno all interno dell edificio destinato a contenere le centrali tecnologiche. Il gruppo avrà una potenzialità di 500 kw e sarà alimentato a gas metano. Il gruppo sarà utilizzato per l'alimentazione dei vari servizi di elettrici e per la produzione di acqua calda a temperatura inferiore a 100 C recuperata dal raffreddamento dell olio lubrificante e dai fumi di combustione. La presente relazione ha per oggetto la verifica dei criteri di sicurezza antincendio, allo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio di incendio. Per facilità di consultazione e per un facile riscontro con la normativa citata, sviluppiamo di seguito i punti d interesse, con la stessa numerazione, del D.M. 22/10/2007. TERMINI E DEFINIZIONI I termini le definizioni e le tolleranze adottate sono quelli di cui al D.M. 30/11/1983. TITOLO II INSTALLAZIONE GRUPPI CAPO I Generalità - Luoghi di installazione dei gruppi Il gruppo in esame sarà installato in un locale interno ad un fabbricato destinato anche ad altri usi (centrali tecnologiche). 2. Disposizioni comuni 2.1 Il gruppo è ubicato in un piano fuori terra. 2.2 Nonostante la quota indicata sia di -2,50 m, occorre considerare che l edificio si sviluppa su un terreno digradante per cui tale quota corrisponde, per quanto riguarda il locale del gruppo elettrogeno, ad un piano terra: ingresso alla stessa quota dall esterno e copertura senza alcun locale sovrastante. 2.3 Capitolo non trattato perché l alimentazione non è a GPL. 20

2.4 Capitolo non trattato perché l edificio ha altezza in gronda inferiore a 24 m. 2.5 Capitolo non trattato perché l edificio non è destinato ad alcuna delle attività riportate al punto 2.5. 2.6 Capitolo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. 2.7 Il gruppo è unico. 2.6 Capitolo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. CAPO II - Installazione all aperto Paragrafo non trattato perché il locale sarà inserito nella volumetria dell edificio servito. CAPO III - Installazione in locali esterni Paragrafo non trattato. CAPO IV - Installazione in fabbricati o strutture destinati anche ad altro uso o in locali inseriti nella volumetria del fabbricato servito 1a) Attestazione 1. Una parete, confinante con strada privata scoperta, ha una lunghezza di 6,97 m non inferiore a 4,25 m pari al 15% del perimetro del locale di 28,33 m. 2. La parete non è attestata su intercapedine. 3. La parete non è attestata su terrapieno. 1b) Strutture 1. Le strutture orizzontali e verticali avranno una resistenza al fuoco non inferiore a R/REI 120. 1c) Dimensioni 1. Il locale ha un altezza libera media pari a 3,95 m, con un minimo di 3,55 ed un massimo di 4,10 m. 2. Le distanze tra un qualsiasi punto esterno del gruppo e relativi accessori e le pareti verticali ed orizzontali del locale risulteranno superiori a 0,60 m e permetteranno l'accessibilità agli organi di regolazione, sicurezza e controllo nonchè la manutenzione ordinaria e straordinaria secondo quanto prescritto dal costruttore del gruppo. 21

1d) Accesso e comunicazioni 1. L'accesso al locale avverrà direttamente dall'esterno da spazio scoperto. 2. L'edificio non è destinato ad alcuna delle attività riportate a tale punto della norma. 3. Il locale non ha comunicazioni dirette con nessun altro locale. 1e) Porte 1. La porta del locale sarà apribile verso l'esterno, sarà in materiale metallico incombustibile e munita di congegno di auto-chiusura. 1f) Ventilazione L apertura di aerazione verrà realizzata sulla parete esterna a filo soffitto per una superficie di: 6,58 x 0,57 = 3,780 m² per un totale di 37.800 cm² > 12,5 x 500 = 6.250 cm² (valore minimo di norma per gruppi di potenza superiore a 400 kw). La superficie di aerazione risulta superiore anche ad 1/30 della superficie in pianta: 47,81 / 30 = 1,594 m² = 15.940 cm² (valore minimo di norma per gruppi di potenza inferiore a 400 kw). 2. Il gruppo non è alimentato a GPL. TITOLO III - GRUPPI Capo I - Generalità 1.1 Marcatura CE Il gruppo sarà dotato di marcatura CE e di dichiarazione CE di conformità secondo quanto previsto dalle direttive applicabili. I dispositivi e i materiali accessori saranno certificati secondo le normative vigenti. Ai fini dei controlli dell organo di vigilanza, l utilizzatore esibirà copia della dichiarazione CE di conformità ed il manuale di uso e manutenzione. 22

Capo II - Alimentazione dei motori Sezione I - Alimentazione a gas 1.1. Alimentazione 1. L'alimentazione del gruppo elettrogeno avverrà da condotta municipale, a valle di cabina di riduzione, con pressione di alimentazione pari 2,0 kpa = 0,02 bar. 1.2. Dispositivi esterni di intercettazione 1. All esterno del locale verrà installata una valvola manuale di intercettazione, in posizione facilmente e sicuramente raggiungibile ed adeguatamente segnalata. 2. Sempre all esterno del locale verrà installata un elettrovalvola di intercettazione, normalmente chiusa ed a riarmo manuale, che interverrà per intercettare il flusso di gas in caso di emergenza. 3. Come già detto, entrambi i dispositivi verranno posizionati all'esterno del locale gruppo elettrogeno. 1.3. Tubazioni a) Impianto interno 1. L'impianto di alimentazione gas interno al locale sarà realizzato in acciaio e posizionato in vista; nel caso di attraversamento di muri, verrà posto in guaina sigillata verso la parete interna del locale. 2. Non vi saranno prese libere. b) Prove di tenuta 1. Prima di mettere in servizio l'impianto di distribuzione interna del gas, sarà verificata accuratamente la tenuta; l'impianto sarà provato con aria ad una pressione non inferiore a 10 kpa. 2. La prova di cui al punto precedente sarà estesa sia alla tubazione rigida che a quella terminale flessibile. c) Tubazioni flessibili 1. Il collegamento tra gruppo elettrogeno e terminale dell'impianto di alimentazione sarà realizzato con un tratto di tubo metallico flessibile, con caratteristiche adeguate alla pressione di esercizio. 23

1.4. Regolatori di pressione 1. Non sono previsti regolatori di pressione all'interno del locale. 1.5. Dispositivi di sicurezza 1. Saranno previsti i seguenti dispositivi: a) un dispositivo automatico di arresto del motore, per bassa o alta pressione del gas di alimentazione; b) all'interno del locale un rilevatore di presenza gas che deve comandare l'intercettazione del gas all'esterno del locale; c) un dispositivo di arresto del gas a motore fermo. Sezione II Alimentazione a carburante liquido Paragrafo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. TITOLO IV - DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI 1. Sistemi di scarico dei gas combusti 1.1. Varie 1. I gas di combustione saranno convogliati all'esterno mediante tubazioni in acciaio di sufficiente robustezza e a perfetta tenuta a valle della tubazione del gruppo. Il convogliamento deve avvenire in modo che il tubo di scarico sia posto a distanza adeguata da finestre, pareti, aperture praticabili, prese d'aria di ventilazione, che saranno a distanze superiori ai 10 m, e ad una quota non inferiore a tre metri sul piano praticabile. 1.2. Protezioni delle tubazioni a) Le tubazioni di convogliamento dei gas combusti all'interno del locale saranno protette con materiali coibenti. b) Le stesse tubazioni saranno adeguatamente protette o schermate per la protezione delle persone da contatti accidentali. c) I materiali per la coibentazione e la protezione saranno in lana minerale e materiale metallico di classe 0 di reazione al fuoco. 2. Impianti 1. Gli impianti ed i dispositivi posti a servizio sia del gruppo che del locale di installazione, saranno eseguiti a regola d'arte in base alla 24

normativa tecnica vigente. Il pulsante di arresto di emergenza del gruppo sarà duplicato all'esterno del locale, in posizione facilmente raggiungibile ed adeguatamente segnalata, lo stesso attiverà il dispositivo di sezionamento esterno dei circuiti elettrici interni al locale che non siano alimentati a bassissima tensione di sicurezza. 3. Mezzi di estinzione portatili 1. Essendo la potenza del gruppo superiore a 400 kw, all interno del locale verranno installati due estintori portatili di tipo omologato per fuochi di classe 21-A, 113 B-C con contenuto di agente estinguente non inferiore a 6 kg, in posizione segnalate e facilmente raggiungibili. 4. Segnaletica di sicurezza 1. La segnaletica di sicurezza sarà conforme al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493. Il gruppo garantirà il funzionamento di dispositivi, impianti e sistemi preposti alla protezione antincendio, a servizi di emergenza, di soccorso e servizi essenziali che necessitano della continuità di esercizio; per quanto sopra sarà chiaramente segnalato. 25

D) ATTIVITÀ 64 GRUPPO ELETTROGENO DA 2.500 kw I gruppi elettrogeni da 1.250 kw verranno ubicati in apposito locale con ingresso dall esterno all interno dell edificio destinato a contenere le centrali tecnologiche. I gruppi avranno una potenzialità complessiva di 2.500 kw e saranno alimentati a gas metano. I gruppi saranno utilizzati per l'alimentazione dei vari servizi di elettrici e per la produzione di acqua calda a temperatura inferiore a 100 C recuperata dal raffreddamento dell olio lubrificante e dai fumi di combustione. La presente relazione ha per oggetto la verifica dei criteri di sicurezza antincendio, allo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio di incendio. Per facilità di consultazione e per un facile riscontro con la normativa citata, sviluppiamo di seguito i punti d interesse, con la stessa numerazione, del D.M. 22/10/2007. TERMINI E DEFINIZIONI I termini le definizioni e le tolleranze adottate sono quelli di cui al D.M. 30/11/1983. TITOLO II INSTALLAZIONE GRUPPI CAPO I Generalità - Luoghi di installazione dei gruppi I gruppi in esame saranno installati in un locale interno ad un fabbricato destinato anche ad altri usi (centrali tecnologiche). 2. Disposizioni comuni 2.1 I gruppi saranno ubicati in un piano fuori terra. 2.2 Nonostante la quota indicata sia di -2,50 m, occorre considerare che l edificio si sviluppa su un terreno digradante per cui tale quota corrisponde, per quanto riguarda il locale del gruppo elettrogeno, ad un piano terra: ingresso alla stessa quota dall esterno e copertura senza alcun locale sovrastante. 2.3 Capitolo non trattato perché l alimentazione non è a GPL. 26

2.4 Capitolo non trattato perché l edificio ha altezza in gronda inferiore a 24 m. 2.5 Capitolo non trattato perché l edificio non è destinato ad alcuna delle attività riportate al punto 2.5. 2.6 Capitolo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. 2.7 La potenzialità complessiva dei gruppi non supera il valore massimo consentito di 2.500 kw. 2.6 Capitolo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. CAPO II - Installazione all aperto Paragrafo non trattato perché il locale sarà inserito nella volumetria dell edificio servito. CAPO III - Installazione in locali esterni Paragrafo non trattato. CAPO IV - Installazione in fabbricati o strutture destinati anche ad altro uso o in locali inseriti nella volumetria del fabbricato servito 1a) Attestazione 1. Una parete, confinante con strada privata scoperta, ha una lunghezza di 8,15 m non inferiore a 5,91 m pari al 15% del perimetro del locale di 39,43 m. 2. La parete non è attestata su intercapedine. 3. La parete non è attestata su terrapieno. 1b) Strutture 1. Le strutture orizzontali e verticali avranno una resistenza al fuoco non inferiore a R/REI 120. 1c) Dimensioni 1. Il locale ha un altezza libera media pari a 3,68 m, con un minimo di 2,88 ed un massimo di 4,10 m. 2. Le distanze tra un qualsiasi punto esterno del gruppo e relativi accessori e le pareti verticali ed orizzontali del locale risulteranno superiori a 0,60 m e permetteranno l'accessibilità agli organi di 27

regolazione, sicurezza e controllo nonchè la manutenzione ordinaria e straordinaria secondo quanto prescritto dal costruttore del gruppo. 1d) Accesso e comunicazioni 1. L'accesso al locale avverrà direttamente dall'esterno da spazio scoperto. 2. L'edificio non è destinato ad alcuna delle attività riportate a tale punto della norma. 3. Il locale non ha comunicazioni dirette con nessun altro locale. 1e) Porte 1. La porta del locale sarà apribile verso l'esterno, sarà in materiale metallico incombustibile e munita di congegno di auto-chiusura. 1f) Ventilazione L apertura di aerazione verrà realizzata sulla parete esterna a filo soffitto per una superficie di: 7,96 x 0,57 = 4,537 m² per un totale di 45.370 cm² > 12,5 x 2.500 = 31.250 cm² (valore minimo di norma per gruppi di potenza superiore a 400 kw). La superficie di aerazione risulta superiore anche ad 1/30 della superficie in pianta: 93,54 / 30 = 3,118 m² = 31.180 cm² (valore minimo di norma per gruppi di potenza inferiore a 400 kw). 2. Il gruppo non è alimentato a GPL. TITOLO III - GRUPPI Capo I - Generalità 1.1 Marcatura CE Il gruppo sarà dotato di marcatura CE e di dichiarazione CE di conformità secondo quanto previsto dalle direttive applicabili. I dispositivi e i materiali accessori saranno certificati secondo le normative vigenti. Ai fini dei controlli dell organo di vigilanza, l utilizzatore esibirà copia della dichiarazione CE di conformità ed il manuale di uso e manutenzione. 28

Capo II - Alimentazione dei motori Sezione I - Alimentazione a gas 1.1. Alimentazione 1. L'alimentazione del gruppo elettrogeno avverrà da condotta municipale, a valle di cabina di riduzione, con pressione di alimentazione pari 2,0 kpa = 0,02 bar. 1.2. Dispositivi esterni di intercettazione 1. All esterno del locale verrà installata una valvola manuale di intercettazione, in posizione facilmente e sicuramente raggiungibile ed adeguatamente segnalata. 2. Sempre all esterno del locale verrà installata un elettrovalvola di intercettazione, normalmente chiusa ed a riarmo manuale, che interverrà per intercettare il flusso di gas in caso di emergenza. 3. Come già detto, entrambi i dispositivi verranno posizionati all'esterno del locale gruppo elettrogeno. 1.3. Tubazioni a) Impianto interno 1. L'impianto di alimentazione gas interno al locale sarà realizzato in acciaio e posizionato in vista; nel caso di attraversamento di muri, verrà posto in guaina sigillata verso la parete interna del locale. 2. Non vi saranno prese libere. b) Prove di tenuta 1. Prima di mettere in servizio l'impianto di distribuzione interna del gas, sarà verificata accuratamente la tenuta; l'impianto sarà provato con aria ad una pressione non inferiore a 10 kpa. 2. La prova di cui al punto precedente sarà estesa sia alla tubazione rigida che a quella terminale flessibile. c) Tubazioni flessibili 1. Il collegamento tra gruppo elettrogeno e terminale dell'impianto di alimentazione sarà realizzato con un tratto di tubo metallico flessibile, con caratteristiche adeguate alla pressione di esercizio. 29

1.4. Regolatori di pressione 1. Non sono previsti regolatori di pressione all'interno del locale. 1.5. Dispositivi di sicurezza 1. Saranno previsti i seguenti dispositivi: a) un dispositivo automatico di arresto del motore, per bassa o alta pressione del gas di alimentazione; b) all'interno del locale un rilevatore di presenza gas che deve comandare l'intercettazione del gas all'esterno del locale; c) un dispositivo di arresto del gas a motore fermo. Sezione II Alimentazione a carburante liquido Paragrafo non trattato perché l alimentazione è a gas metano. TITOLO IV - DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI 1. Sistemi di scarico dei gas combusti 1.1. Varie 1. I gas di combustione saranno convogliati all'esterno mediante tubazioni in acciaio di sufficiente robustezza e a perfetta tenuta a valle della tubazione del gruppo. Il convogliamento deve avvenire in modo che il tubo di scarico sia posto a distanza adeguata da finestre, pareti, aperture praticabili, prese d'aria di ventilazione, che saranno a distanze superiori ai 10 m, e ad una quota non inferiore a tre metri sul piano praticabile. 1.2. Protezioni delle tubazioni a) Le tubazioni di convogliamento dei gas combusti all'interno del locale saranno protette con materiali coibenti. b) Le stesse tubazioni saranno adeguatamente protette o schermate per la protezione delle persone da contatti accidentali. c) I materiali per la coibentazione e la protezione saranno in lana minerale e materiale metallico di classe 0 di reazione al fuoco. 2. Impianti 1. Gli impianti ed i dispositivi posti a servizio sia del gruppo che del locale di installazione, saranno eseguiti a regola d'arte in base alla 30

normativa tecnica vigente. Il pulsante di arresto di emergenza del gruppo sarà duplicato all'esterno del locale, in posizione facilmente raggiungibile ed adeguatamente segnalata, lo stesso attiverà il dispositivo di sezionamento esterno dei circuiti elettrici interni al locale che non siano alimentati a bassissima tensione di sicurezza. 3. Mezzi di estinzione portatili 1. Essendo la potenza dei gruppi superiore a 800 kw, all interno del locale verranno installati due estintori portatili di tipo omologato per fuochi di classe 21-A, 113 B-C con contenuto di agente estinguente non inferiore a 6 kg ed un estintore carrellato da 50 kg con capacità estinguente pari a A-B1, tutti in posizioni segnalate e facilmente raggiungibili. 4. Segnaletica di sicurezza 1. La segnaletica di sicurezza sarà conforme al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493. Il gruppo garantirà il funzionamento di dispositivi, impianti e sistemi preposti alla protezione antincendio, a servizi di emergenza, di soccorso e servizi essenziali che necessitano della continuità di esercizio; per quanto sopra sarà chiaramente segnalato. 31