Capitolo 7. Comportamento prosociale



Documenti analoghi
Le Basi Psicologiche dell Altruismo e del Comportamento Prosociale

come nasce una ricerca

Elaborazione questionari somministrati nel Liceo Pitagora di ISILI

FORMAZIONE DEI FORMATORI Disagio e bullismo. Dr Fabio Muscionico U.O. Gestione Consultori Familiari

Emozione: Risposta affettiva a situazioni oggettive o a stati soggettivi che turbano profondamente la coscienza.

MODULO 14: L individuazione e le traiettorie di sviluppo

LE STRATEGIE DI COPING

Scuola media di Giornico. tra stimoli artistici e nozioni scentifiche. Il fotolinguaggio. Progetto sostenuto dal GLES 2

O P E N S O U R C E M A N A G E M E N T PILLOLE DI TEST COMPRENSIONE. w w w. o s m v a l u e. c o m

Limitazioni cognitive e comportamento del consumatore (Frank, Capitolo 8)

Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana di Roma

STUDI SU MATERIALE GENETICO

GIANLUIGI BALLARANI. I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING

La gestione delle emozioni: interventi educativi e didattici. Dott.ssa Monica Dacomo

DOTT.SSA MANUELA ZORZI. Convegno di Psicologia Positiva Padova 26 ottobre 2013

Da dove nasce l idea dei video

Inflazione. L indice dei prezzi al consumo ci consente quindi di introdurre anche il concetto di inflazione:

Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali

RELAZIONE FINALE FUNZIONI STRUMENTALI E REFERENTI DI PROGETTO Anno scolastico

L USO DELLA PNL IN AZIENDA: COME, QUANDO E PERCHE

COME PARLARE DI DISLESSIA IN CLASSE.

La felicità per me è un sinonimo del divertimento quindi io non ho un obiettivo vero e proprio. Spero in futuro di averlo.

Percorso raccomandato:

I.C.S. GIRGENTI IV ASPRA

Scuola Triennale di Counseling Integrato. CORSO DI COUNSELING INTEGRATO STEP by STEP. Formazione teorico - pratica. Empowerment

Salvatore Salamone. Manuale d istruzione per. Coppie che. Scoppiano QUALCOSA SI PUÒ FARE! ... tutto sommato un libro d amore

Teorie Etiche - Kant

Looking for Africa (Cercando l Africa)

Lo sfruttamento minorile

Creator of hope. Licieo scientifico G.Marconi

I bisogni degli esseri umani

L albero di cachi padre e figli

Camillo Regalia. Convegno internazionale. Nutrire la memoria per nutrire le generazioni: anziani attivi e benessere

Gruppo Sostegno Alzheimer Fidenza. L esperienza del Gruppo di Auto Mutuo Aiuto "Le Nostre Storie" di Fidenza

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA

Sondaggio bonus.ch sul leasing auto: chi prova il leasing non lo lascia più

Liceo delle Scienze Umane Regina Margherita Salerno. Dirigente Dott.ssa Virginia Loddo Relatrice Dott.ssa Anna Cappuccio

SPRECO ALIMENTARE e CONSERVAZIONE degli ALIMENTI. Buone pratiche per ridurre lo spreco alimentare a casa

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

Scuola di Fotografia

Dizionario Italiano/Lingua dei segni italiana

La ricerca empirica in educazione

Informatica per la comunicazione" - lezione 7 -

21 marzo 2012: Il Consiglio Comunale incontra i ragazzi dell'istituto Comprensivo

I colloqui scuola-famiglia: le basi per una comunicazione efficace Dott.ssa Claudia Trombetta Psicologa e psicoterapeuta claudia.trombetta@ .

La Dignità. L unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà

Adulti - Fragilità. Valeria Cavallina Responsabile Unità Attività Sociale Sanitaria Distretto Porretta Terme

Studio o faccio i compiti?

Autoefficacia e apprendimento

TEORIA DELL AUTODETERMINAZIONE. Il Modello di Deci & Ryan Marzio Zanato

Il Volontariato: un esperienza di vita per la vita dell uomo. Perché te ne devi. preoccupare tu?

Giovanni Boniolo. Metodo ed etica nelle sperimentazioni con animali

L OGGETTIVAZIONE DELLA DONNA

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, aprile

CORSO VENDITE LIVELLO BASE ESERCIZIO PER L ACQUISIZIONE DEI DATI

corso di FIORI DI BACH 18 ore Corso Gratuito per gli allievi che frequentano i percorsi o i minipercorsi Frequenza non obbligatoria

PROMUOVERSI MEDIANTE INTERNET di Riccardo Polesel. 1. Promuovere il vostro business: scrivere e gestire i contenuti online» 15

Test d ipotesi. Statistica e biometria. D. Bertacchi. Test d ipotesi

Carte di credito: il 37% degli Svizzeri ne possiede due

Cos è Auto-Therapy. PARTE 1

ASSERTIVITA = BUONA AUTOSTIMA E MOTIVAZIONE 24/09/2013 DOTT.SSA GOZZOLI CATERINA 1

STAGE In generale il Progetto Stage è un'iniziativa scolastica positiva. 1) Non sono d'accordo 1.92% 2) Sono poco d'accordo 0%

NETWORKING & BUSINESS: LA CREAZIONE DI UN ALLEANZA DI VALORE IL VALORE DEL NETWORKING PER IL CLIENTE: COME CREARLO E COME COMUNICARLO

Psicologia Sociale e di Comunità

IL COLORE DELLE EMOZIONI

Emozioni e stress in contesti di emergenza: vittime e volontari in campo

Avvicinare i giovani allo Sport fa bene all Impresa

Voci dall infinito. richiami per l Anima

Igiene orale Conoscenza e cura dell'apparato dentale

Più giovane e bella senza bisturi

MARCO ANTUZI MOTIVATORE DI ME STESSO

Guida per i nuotatori

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé

La mia autostima. Edizioni Erickson. Deborah Plummer. Dario Ianes Centro Studi Erickson Università di Bolzano

LE SINGOLE AZIONI CIVILI: L AZIONE DI ACCERTAMENTO

Percorso di Storia e Geografia. per la classe seconda della Scuola Primaria. Insegnante: Di Nucci Nicoletta

FISICA. Le forze. Le forze. il testo: 2011/2012 La Semplificazione dei Testi Scolastici per gli Alunni Stranieri IPSIA A.

Fallimenti in psicoterapia psicodinamica J. Gold G. Stricker

Perché studiare la Microeconomia?

Consapevolezza sui propri problemi di studio. Obiettivi.?

Il potere delle domande è la base per tutto il progresso umano INDIRA GANDHI

Fornisci una breve spiegazione su ciò che si intende per «attribuzione». Elenca i fattori che influiscono sul metodo di studio.

AUTOSTIMA QUESTA CHIMERA SCONOSCIUTA LUCIA TODARO, PSICOPEDAGOGISTA

TEST DI ORIENTAMENTO PER LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE

Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria Università di Genova MATEMATICA Il

Vipassana dipendenze e salute

S- magari si potrebbe dire la prima riga, la seconda riga UNITÀ DIDATTICA: TESTO POETICO. Obiettivi

L avversario invisibile

Salute percepita nella ASL 8 di Cagliari

Analisi dei Dati 12/13 Esercizi proposti 3 soluzioni

Lezione 03/03/03 SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA S.R.L.

CIVILTA E MEDICINA: IL TESTAMENTO BIOLOGICO Aspetti bioetici, sociali e morali

Transcript:

Capitolo 7 Comportamento prosociale 1

Argomenti Origini del comportamento prosociale Apatia dello spettatore Determinanti del comportamento di aiuto 2

Cos è il comportamento prosociale? Comportamento prosociale: comportamento intenzionale e volontario che la persona ritiene a beneficio altrui, anche se tale comportamento potrebbe rivelarsi vantaggioso anche per se stessa. Altruismo: forma più specifica di aiuto in cui il comportamento di una persona avvantaggia gli altri senza avvantaggiare il sé 3

Le origini comportamento prosociale Prospettiva evoluzionistica: gli esseri umani sono biologicamente predisposti, cioè hanno una tendenza innata ad aiutare gli altri. Questa tendenza avvantaggia la sopravvivenza della specie: quando aiutiamo gli altri aumentiamo la loro sopravvivenza e quindi la possibilità che i nostri geni siano trasmessi alle generazioni future. Norme sociali: secondo questo approccio, il comportamento prosociale deriva da norma sociale pressoché universale che prescrive di aiutare gli altri. Modellamento: mettiamo in atto comportamenti prosociali perché abbiamo imparato a farlo osservando il comportamento degli altri 4

Le origini comportamento prosociale Questa terza spiegazione è stata messa alla prova da Bryan e Test (1967) in uno studio sperimentale sul campo. Alcuni automobilisti si trovavano a passare davanti ad una donna la cui auto aveva una gomma a terra. Nella condizione di modellamento gli automobilisti vedevano in precedenza un altra macchina ferma e un automobilista che aiutava la conducente a cambiare la gomma. Nella condizione di controllo, gli automobilisti non vedevano alcun modello prima di incontrare la macchina con la gomma a terra. 5

Numero di automobilisti che si ferma per prestare aiuto Figura 1. Effetto del modellamento sul comportamento di aiuto: Lo studio di Bryan e Test (1967) 6

Apatia dello spettatore L assassinio di Kitty Genovese, 1964. Apatia dello spettatore: in una situazione di emergenza le persone tendono ad aiutare meno in presenza di altre persone rispetto a quando sono da sole. Tre sono le spiegazioni avanzate per questo tipo di fenomeno. 1. Diffusione di responsabilità: La presenza di altre persone porta gli astanti a trasferire sugli altri la responsabilità di intervento. Addirittura non è nemmeno necessario che altre persone siano fisicamente presenti, basta che l astante sappia o pensi che altre persone sono al corrente della situazione. 2. Inibizione da pubblico (paura della brutta figura): si può temere di agire con troppo zelo o di essere non competenti, suscitando ilarità e/o disapprovazione 3. Influenza sociale (informativa): Se altre persone sono presenti e non intervengono, possiamo dedurre che non si tratta di una vera emergenza Questi fattori rappresentano le determinanti situazionali del comportamento di aiuto. 7

Determinanti del comportamento di aiuto A. Determinanti centrate su chi percepisce 1. Personalità: Sebbene gli psicologi sociali ritengano che i fattori situazionali possano essere più forti rispetto ai fattori di personalità, la ricerca ha individuato alcune differenze individuali nel comportamento di aiuto: senso di responsabilità sociale, locus of control interno, empatia disposizionale Locus of control: modalità con cui le persone attribuiscono le cause degli eventi della propria vita. Le persone con locus of control interno ritengono in misura maggiore rispetto alle persone con locus of control esterno di avere un controllo personale sugli eventi della propria vita. Al contrario, le persone con locus of control esterno tendono a percepirsi vittime delle circostanze. Empatia disposizionale: tendenza a provare empatia e ad assumere la prospettiva di un altra persona 8

Determinanti del comportamento di aiuto A. Determinanti centrate su chi percepisce 2. Competenza: Se una persona crede di essere competente sarà più disposta ad intervenire. Uno studio di Baumeister e colleghi (1988) ha mostrato che i membri del gruppo designati come leader (con una procedura di assegnazione casuale) sono più propensi a prestare aiuto (80% dei leader vs. 35% dei non leader) 3. Umore: Il buon umore favorisce il comportamento di aiuto. Secondo il modello dell attivazione dell emozione (Brewer, 1981; Forgas, 1992), il buon umore attiva nella nostra memoria informazioni congruenti, compresa la tendenza positiva al comportamento di aiuto. Secondo il modello dell emozione come informazione(schwarz, 1990) l umore viene usato come informazione per capire cosa proviamo nel nostro ambiente. 9

Determinanti del comportamento di aiuto B. Determinanti centrate sul destinatario 1. Somiglianza e appartenenza di gruppo: Tendiamo più facilmente ad aiutare chi è simile a noi e chi categorizziamo come membro dell ingroup 2. Attraenza: si aiutano di più le persone attraenti e di bell aspetto. 3. Responsabilità della situazione negativa: Tendiamo ad aiutare di più le persone che sono in difficoltà per via di cause esterne e meno quelle che riteniamo personalmente responsabili. 10

Aiutare gli altri può renderci felici? Spendere denaro per gli altri aumenta la felicità: la ricerca di Dunn, Atkin e Norton (2008) I partecipanti, studenti universitari venivano fermati di mattina nel campus universitario. Veniva consegnata loro una busta con del denaro. In una condizione c erano 5 dollari, in un altra condizione 20 dollari. A metà dei partecipanti fu chiesto di spendere il denaro per se stessi (spesa egoista), all altra metà fu chiesto di spenderlo per altre persone (spesa prosociale) A fine giornata furono ricontattati e fu chiesto loro di indicare quanto si sentissero felici In ricerche successive questi ricercatori hanno appurato che spendere denaro per gli altri non solo rende più felici ma migliora la perfomance di gruppo 11

Felicità percepita Figura 2. Spendere denaro per gli altri rende felici (Dunn, Atkin, & Norton, 2008) Non vi era alcun effetto della quantità di denaro ( 5 vs. 20 dollari). 12

Aiutare gli altri può renderci felici? Perché e quando spendere denaro per gli altri ha effetti così positivi (Akin et al., 2013)? Secondo la teoria dell auto-determinazione (Weinstein & Ryan, 2010), il benessere degli esseri umani dipende dalla soddisfazione di tre bisogni: affiliazione, competenza e autonomia. Affiliazione: i partecipanti riportano livelli maggiori di felicità quando spendono denaro per comprare un caffè per un loro amico piuttosto che per se stessi, ma solo quando si recano al bar insieme all amico. Competenza: questo bisogno viene soddisfatto quando le persone vedono che le proprie azioni fanno la differenza Autonomia: questo bisogno viene soddisfatto quando le persone sentono di aver scelto liberamente un corso d azione La spesa prosociale ci renderà più felici quando uno o più di questi bisogni sono soddisfatti 13

Domande di ripasso Cosa si intende per comportamento prosociale? Quali sono le tre principali spiegazioni delle origini del comportamento prosociale? Cos è l apatia dello spettatore? Quali sono i tre fattori responsabili dell apatia dello spettatore? Quali sono le tre determinanti principali del comportamento prosociale centrate su chi percepisce? Quali sono le tre determinanti principali del comportamento prosociale centrate sul destinatario? Descrivere procedura e risultati dello studio di Bryan e Test. Descrivere e commentare i risultati di Figura 2. Perché e quando spendere denaro per gli altri ci può rendere più felici? 14