2.3 Risorse ittiche marine



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2.3 Risorse ittiche marine La politica per la pesca dell Unione Europea richiede di assicurare uno sfruttamento delle risorse acquatiche viventi realizzato in modo tale da garantire condizioni di sostenibilità dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Il monitoraggio delle risorse marine (ex L. 41/82, Regolamento 28/199/CE, L.R. n. 66/5) prosegue da più di 2 anni ed è di supporto alla formulazione dei piani gestionali della pesca e dell acquacoltura, in un ottica di riduzione degli impatti ambientali e di sostenibilità delle risorse. L uso congiunto di informazioni provenienti da statistiche di cattura e da campagne scientifiche in mare permette di analizzare lo stato di sfruttamento, ovvero di stimare i tassi di sfruttamento, i livelli di biomassa dei riproduttori e la risposta delle popolazioni in funzione delle scelte gestionali alternative. L analisi temporale del rapporto fra cattura e biomassa in mare consente, infatti, di quantificare tassi di sforzo sostenibili e di monitorare l'impatto della pesca per ciascuna specie. La somma di tutte queste attività, insieme al monitoraggio ambientale della fascia marino-costiera, ha permesso di acquisire una notevole mole di dati utili al monitoraggio e alla valutazione della biodiversità marina dei mari della Toscana, attività che sempre più sta assumendo importanza nell ambito della salvaguardia e valorizzazione della natura. 94

2.3.1 Mortalità e biomassa massimi sostenibili, catture per unità di sforzo o superficie, sforzo di pesca, gestione delle zone di pesca OBIETTIVO GENERALE PAER Gestire in maniera integrata la fascia costiera e il mare INDICATORE UNITÀ DI MISURA DPSIR FONTE DEI DATI DISPONI- BILITÀ DEI DATI COPERTURA TEMPORALE DATI STATO ATTUALE TREND LIVELLO MASSIMO DISAGGRE- GAZIONE DISPONIBILE Mortalità e biomassa massimi sostenibili Catture per unità di sforzo o superficie Sforzo di pesca F att /F MSY B att /B MSY D/P ARPAT ++ 199-21 specie Kg/kmq D/P ARPAT ++ 199-21 specie e zona Numero di imbarcazioni P ARPAT +++ 199-21 27 porti e varie categorie Gestione delle zone di pesca Numero di aree protette R ARPAT +++ 199-21 circa 2 aree protette Descrizione degli indicatori Per raggiungere l equilibrio fra le risorse ittiche (pesci, molluschi e crostacei) e le capacità di prelievo della flotta peschereccia occorre sfruttare la produzione in eccesso delle popolazioni, dovuta agli apporti dei nuovi individui (reclutamento) e alla crescita individuale di quelli già presenti. E possibile definire il livello di pressione di pesca (sforzo) che massimizza le rese in un modo sostenibile, mantenendo gli stock ai livelli in cui la produzione è massima. La produzione massima sostenibile (MSY) è il prodotto di un giusto equilibrio fra il reclutamento e la crescita individuale e le perdite dovute a mortalità naturale. E possibile definire valori di mortalità da pesca o di biomassa della popolazione a livello dei quali si ottimizzano le rese e si garantisce la sostenibilità. L attuale tasso di mortalità da pesca (F) - indice degli individui pescati sul totale - o di biomassa (B) - peso complessivo dei pesci presenti in mare - può essere confrontato con quello di riferimento in modo da definire la situazione corrente e monitorare eventuali cambiamenti nel tempo. Questo viene fatto analizzando i rapporti F corr /F MSY o B corr /B MSY. Un valore pari ad 1 di questo rapporto starebbe a significare 95

che si sta pescando a livello ottimale riguardo la mortalità da pesca F o la biomassa B. Mentre valori di F corr /F MSY >1 sono segnale di eccessivo sfruttamento, valori >1 per B corr /B MSY devono essere interpretati come di buona salute per lo stock. La cattura per unità di sforzo è un indice di abbondanza usato per monitorare la biomassa disponibile di una risorsa e in alcuni casi può essere espresso anche come biomassa per unità di superficie. Lo sforzo di pesca può essere definito come l insieme di lavoro, imbarcazioni, esperienza e tecnologia utilizzata per catturare una risorsa. Il livello dello sforzo può essere espresso come durata dell attività, numero di attrezzi, loro lunghezza, numero di ami posizionati, tempo di strascico con una rete, o varie combinazioni di questi. Il monitoraggio dello sforzo permette di verificare eventuali cambiamenti nella pressione antropica sulle singole risorse e sull ecosistema. Per semplificare l indicatore e poter aggregare i dati su aree estese, la misura dello sforzo può essere espressa utilizzando un indice sintetico, quale il numero di imbarcazioni presenti nella regione, o con altre approssimazioni quali la stazza (GT=Gross Tonnage) o la potenza complessiva (KW=KiloWatt). La gestione delle zone di pesca prevede la costituzione e la gestione di varie tipologie di aree protette o soggette a normative particolari, quali Siti di Interesse Regionale, Riserve Marine, zone di nursery, ecc.. Commento alla situazione e al trend La situazione dell attuale tasso di mortalità da pesca in relazione al valore di riferimento F MSY suggerisce una situazione ancora di eccessiva pressione di pesca. L evoluzione negli anni ha mostrato tuttavia una tendenza al miglioramento, con il rapporto F corr /F MSY in discesa, anche se non sembra che mantenendo lo sforzo di pesca al livello attuale si possa raggiungere il valore considerato ottimale. La biomassa, d altra parte, mostra un livello attuale posizionato al di sotto di quello ottimale (B MSY ) con una tendenza a migliorare per quanto, se lo sforzo di pesca attuale si mantiene immutato, non si prevede di poter raggiungere il valore di riferimento. 96

Anche se lo stato delle principali risorse ittiche non è a livelli ottimali, per alcune di queste i trend osservati indicano sostanziali miglioramenti, in parte anche ricollegabili al fatto che dal giugno 21 la maglia minima della rete a strascico è stata elevata a 5 mm (dai precedenti 4 mm). Nelle figure seguenti sono rappresentati gli andamenti di alcune popolazioni significative per la pesca in Toscana. 3 2.5 2 1.5 1.5 1.6 1.4 1.2 1.8.6.4.2 199 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2 21 22 23 24 25 26 27 28 29 199 1991 1992 1993 1994 1995 F / Fmsy 1996 1997 1998 1999 2 21 22 23 24 25 26 27 28 29 B/Bmsy Figura 1 Indice di mortalità e biomassa massimi sostenibili relativi alla popolazione di triglia in Toscana. Fonte: ARPAT - Area Mare 97

25 2 NNO GRUND nord MEDITS nord MEDIS sud average biomass in kg/sqkm 15 1 5 1984 1986 1988 199 1992 1994 1996 1998 2 22 24 26 28 21 Figura 2 Indice di abbondanza della popolazione di scampo in Toscana rilevata in differenti campagne di monitoraggio. Fonte: ARPAT - Area Mare 6 5 GRUND nord MEDITS nord MEDIS sud ECI average biomass in kg/sqkm 4 3 2 1 199 1992 1994 1996 1998 2 22 24 26 28 21 Figura 3 Indice di abbondanza della popolazione di moscardino in Toscana rilevata in differenti campagne di monitoraggio. Fonte: ARPAT - Area Mare 98

35 3 GRUND nord MEDITS nord MEDIS sud RCL 25 average biomass in kg/sqkm 2 15 1 5 199 1992 1994 1996 1998 2 22 24 26 28 21 Figura 4 Indice di abbondanza della popolazione della razza chiodata in Toscana rilevata in differenti campagne di monitoraggio. Fonte: ARPAT - Area Mare Le catture per unità di superficie possono essere rappresentate dagli indici di abbondanza. Come appare nei grafici precedenti, ad esempio, la situazione attuale per lo scampo è di 8 kg/km 2 nel bacino a nord dell Elba e di 5 kg/km 2 a sud dell Elba, per il moscardino di circa 1 kg/km 2, ecc. Delle tre specie rappresentate il trend è positivo per scampo e razza, mentre risulta negativo per il moscardino. 99

Lo sforzo di pesca delle marinerie in Toscana è stato quantificato tramite gli indici sintetici che esprimono il numero di imbarcazioni (N), il tonnellaggio totale (GT) e la potenza motrice complessiva (KW). Il valore di tali indici nel 21 è il seguente: N=625, GT=5737, KW=4325. Questi valori sono leggermente inferiori a quelli rilevati negli anni precedenti e si osserva una tendenza alla diminuzione pari a circa il 3% all anno, fenomeno comunque rilevato da decenni, non solo nel Tirreno. La Regione Toscana ha provveduto a includere vaste aree marine circostanti le isole di Capraia, Gorgona, Pianosa, Montecristo e Giannutri, nelle relative ZPS che prima interessavano solo la loro parte terrestre. Ulteriori nuove aree protette (SIC - Siti di Importanza Comunitaria) ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE, sono in corso di istituzione, e si trovano a vari livelli dell iter costitutivo. L attuale proposta prevede l istituzione di 14 SIC situati lungo la costa continentale (3), nel sistema di secche che caratterizza la Toscana tra Livorno e Cecina (2), attorno alle isole dell Arcipelago Toscano (5), attorno a isolotti minori (3) e lungo la scarpata continentale (1). 1