Undici settimane e già scrive Partecipasalute Settimana nazionale della tiroide non ci piace Perché l'iniziativa "non va bene"? La campagna in corso promuove una iniziativa che non trova sostegno nelle prove scientifiche a disposizione. Infatti si legge nel comunicato stampa che: «l'iniziativa prevede la possibilità di effettuata gratuitamente una visita specialistica dal 12 al 16 maggio 2008 in 100 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale». L'iniziativa ha quindi la forma di uno screening sulla popolazione generale e asintomatica. Tuttavia al momento le prove a disposizione inducono a concludere che non è raccomandabile la diagnosi precoce del tumore della tiroide. Per due ragioni. Anzituto, l'esame diagnostico su persone senza sintomi rileva un gran numero di tumori papillari della tiroide: un tipo di nodulo che non dà alcun disturbo finché resta entro i 5 centimetri di diametro, quando può essere rimosso con successo. E' giustificata la diagnosi precoce di questi noduli? No, perché si trovano in una persona su tre e quasi sempre restano silenti; mentre una volta diagnosticati vengono trattati 7 volte su 10 con l'asportazione della tiroide. Una misura drastica che negli anni non ha portato a vantaggi in termini di minor mortalità. In secondo luogo anche il tratamento precoce dei tumori maligni alo stato iniziale non ha portato, dove praticato, a una riduzione della mortalità. E' invece dimostrato che i possibili benefici superino i possibili danni per la salute correlati all'asportazione chirurgica della
tiroide. Fonte Welch HG. JAMA 2006; 295: 2164. Durante il congresso dello scorso settembre della European Thyroid Association è stato tracciato un quadro alarmante, nel quale l incidente nucleare di Chernobyl avrebbe giocato un ruolo non secondario: le radiazioni infatti possono causare un tumore in questa ghiandola posta nel colo: quindi chi ha subito l inquinamento radioativo dopo l esplosione del reattore nucleare sovietico ha un rischio maggiore di sviluppare il cancro. Nodulo della tiroide visto con ecografia tradizionale. Come: dov'è il nodulo? Guardate allora la stessa immagine con ecocolor doppler:
il colore (cioè la vascolarizzazione) è prevalentemente intorno il nodulo. La stessa immagine ma con tecnica 3D per la sola vascolarizzazione del nodulo. Gilbert Welch, della Dartmouth Medical School, dà però una interpretazione alternativa.
Welch ha mostrato che anche negli Stati uniti dal 1973 al 2002 si è registrata un aumento del incidenza di questo tumore. Lo zampino del uomo in efeti c è, ma non ha l aspeto inquietante di un atomo impazzito. Anzi negli ultimi trent anni del 1900, almeno negli USA, le persone sono state meno esposte ale radiazioni: l ultimo incidente nucleare nel continente americano risale al 1961. L aumento del incidenza sarebbe solo apparente: in realtà non ci sono oggi più persone malate di tumore alla tiroide rispetto a 30 anni fa, ma solo più persone con diagnosi di tumore. Sembra un gioco di parole, eppure non lo è. Se l aumento di questo tipo di cancro fose vero, sostiene Welch, si dovrebbe osservare un maggior numero sia degli stati iniziali della malattia sia degli stati avanzati. Così come si dovrebbe osservare un aumento di sintomi e di morti causate dalle tiroidi ammalate. Però così non è. La situazione infatti è illustrata dal grafico sottostante, dal quale si deduce che ogni anno che passa vengono scoperti sempre più cancri alla tiroide ma la mortalità non aumenta: circa 1 persona ogni 100.000. Alcuni, analizzando questo grafico, vedono il successo della tecnologia diagnostica e terapeutica: affermano che ogni anno cresce il numero di persone malate ma crescono di pari passo la capacità di individuare precocemente il tumore e di curarlo. Welch però, non convinto da questa spiegazione, ha voluto vederci più chiaro. Scavando tra i dati disponibili ha potuto comporre il seguente grafico.
Si può vedere che a far schizzare in alto i casi di cancro alla tiroide sono le diagnosi dei cosiddeti tumori papilari, cioè le forme meno aggresive e difuse: dale autopsie condotte su persone decedute per le più svariate cause, emerge che uno su tre porta in corpo una modificazione di questo tipo. Fortunatamente però nessuno se ne accorge perché non danno alcun disturbo finché non superano i 5 centimetri di diametro. Non è aumentato invece il numero dei tumori scarsamente differenziati: quelli più maligni. Insomma secondo Welch non si può dire che la diagnosi precoce e le terapie hanno permeso di tenere basi la mortalità nonostante l aumento di incidenza: semplicemente non è aumentata l incidenza di tumori, ma solo la capacità di scoprire piccoli noduli benigni. Il guaio è che vengono impropriamente chiamati cancro e tratati come tali. Si potrebbe obiettare che è sempre meglio curare qualcuno in più che qualcuno in meno. Tuttavia non è scontato. Nel caso della tiroide Welch registra che 7 volte su 10 un nodulo papillare viene curato con l asportazione del intera tiroide. Un misura drastica che negli anni non ha portato a vantaggi in termini di minor mortalità. Ma se aumenta il numero di persone curate per tumore (chi si trova nel area A) e non diminuisce la mortalità vuol dire che molti sono sottoposti inutilmente a cure anche pesanti e nessuno ricava un benefici. Ecco tre diapositive che esemplificano quanto appena argomentato