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5 In Italia circa 2.250mila persone (4% del totale della popolazione) vivono avendo avuto una precedente diagnosi di tumore. Di questi, il 23,3% sono donne con esperienza di tumore della mammella (522mila) AIRTUM Working Group. I Tumori in Italia: rapporto La prevalenza dei tumori in Italia: persone che convivono con un tumore, lungosopravviventi e guariti. Epidemiol Prev 2010; 34(5-6) suppl 2.

6 PAROLE CHIAVE: PATOLOGIA RILEVANTE RELAZIONE CON CARATTERISTICHE DELLA POPOLAZIONE RELAZIONE TRA QUANTO SCRIVIAMO E QUANTO VIVIAMO

7 RISULTATI PRINCIPALI MANUALE Le donne anziane mostrano un accesso non differente dalle classi di età precedenti per quanto riguarda la fase diagnostica, mentre si rileva un minore accesso ai trattamenti neoadiuvanti e adiuvanti legato almeno in parte alla maggiore presenza di comorbidità, come si evince dall analisi per classe di età degli indicatori relativi alla presenza di patologie cardiovascolarie diabete, e alla terapia del dolore. DELIBERAZIONE N X / 1185 Seduta del 20/12/2013 Oggi in Lombardia si registrano oltre 3 milioni di pazienti cronici, pari al il 30% della popolazione: il trattamento di questi soggetti rappresenta però il 70% della spesa sanitaria relativi alle attività di ricovero e cura, di specialistica ambulatoriale ed ai consumi di farmaci.

8 CHEMIOTERAPIA NEOADIUVANTE TRAT.CHIR 1 DELLA MONOGRAFIA Fattori che influenzano l indicatore Questo indicatore è notevolmente influenzato dall età. L accesso alla chemioterapia neoadiuvante è più che doppio rispetto alla media nei casi di età inferiore ai 40 anni e mostra un andamento decrescente, arrivando a meno dell 1% al di sopra degli 80 anni. L utilizzo è modesto nei tumori localizzati e cresce negli stadi più avanzati. E evidente un associazione diretta con il volume di attività ospedaliera

9 Materiali e metodi (pag.27 del manuale) fattori individuali come pure l organizzazione del SSR e degli erogatori possono influenzare l accesso alle prestazioni diagnostiche e ai percorsi di diagnosi, cura e follow-up Lo scenario evolutivo (all1-pag.13, regole 2014) Orientamento ed accesso delle persone e delle famiglie

10 Rete territoriale (all1-pag.14, regole 2014) Prossimità: un modello vicino alle persone ed alle famiglie, che orienti e faciliti l accesso ai servizi territoriali sanitari e socio sanitari. Un esempio pratico di risposta a questa indicazione Ascolto e orientamento: Numero verde di call center per gli screening oncologici di una ASL ANNO 2005: ANNO 2007: ANNO 2013:

11 e cosa chiede il cittadino? I MILLE VOLTI DELLA MALATTIA PREVENZIONE e FATTORI DI RISCHIO LA DIAGNOSI LE CURE IL CONTRIBUTO DEI SERVIZI IL SUPPORTO PSICOLOGICO LA RIABILITAZIONE LE ESTREME FRAGILITA LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Che riferimenti abbiamo oggi?

12 Rete territoriale ( all1-pag.15, regole 2014) Si osserva d altra parte che mentre l assistenza ospedaliera trova nell ospedale un punto di erogazione ben riconoscibile e tradizionalmente consolidato, l assistenza territoriale non è ancora riuscita ad individuare un analogo punto di riferimento per i cittadini. Materiali e metodi, pag.33 del manuale.a livello sia europeo sia nazionale è stata sollecitata la creazione di unità di specialisti che lavorano come gruppo multidisciplinare con accesso a tutte le strumentazioni necessarie

13 Rete territoriale e il Medico di Medicina Generale Tema dei non responder: adesione ai percorsi per non vanificarli Tema degli accordi regionali sul governo clinico: orientarsi verso il cronico e promuovere la prevenzione (medicina d attesa/medicina d iniziativa) Pag 15, all 1delle Regole : Questo nuovo paradigma di prendersi cura è oggi in fase di sperimentazione, in ambito sanitario, con il CreG, che prevede la gestione attiva dei pazienti cronici attraverso un nuovo soggetto (oggi cooperative di medici di medicina generale)

14 ASL e il DIPO : CHE RUOLO SUL TERRITORIO? pensare a strumenti semplici, pratici ma utilizzati al momento e nel luogo giusto creare momenti di «contaminazione professionale» ed esercitare la continuità ospedale-territorio

15 Strumenti semplici, pratici ma utilizzati al momento e nel luogo giusto

16 DIPO: Ospedale-territorio si parlano..

17 LA SOSTENIBILITA ll contesto di riferimento nelle Regole 2014 Il piano regionale di sviluppo ha individuato la necessità di operare un riordino del sistema sanitario e socio sanitario lombardo che permetta di mantenere e migliorare i livelli raggiunti, riconosciuti sia a livello nazionale che europeo, pur in un contesto nel quale alla crescita della domanda sanitaria e socio sanitaria corrisponde una contrazione delle risorse disponibili. Premessa Allegato 2-pag 17 consolidare le azioni integrate per il processo di ulteriore sviluppo nel passaggio dalla cura al prendersi cura. Quali effetti sulle scelte del cittadino?

18 Bologna, 31 gennaio 2014 Congresso Nazionale ONS Autore: Marco Zappa

19 più di 10 milioni di inviti, più di 5 milioni di esami ma sempre troppo pochi al Sud nonostante la congiuntura economica.. Espansione dei programmi Continua l innovazione di sistema (HPV, DWH) Attenzione alla qualità (studio EQUIPE) Riflessione (alto rischio nello screening mammario) Autore: Marco Zappa

20 Concludendo, il punto di vista del territorio: Lo screening è esempio paradigmatico di percorso per tutelare la propria salute: è scelta libera del cittadino ed essendo un consumo di prestazioni indotto, deve essere di eccellenza : Nel manuale degli indicatori si trovano elementi di riflessione sul percorso clinico e sul percorso di screening I DIPO, ROL E LE RETI DI PATOLOGIA sono la sede naturale per promuovere appropriatezza, continuità e complementarietà delle funzioni dei diversi attori del sistema sanitario e sociosanitario: i PDTA sono uno strumento di continuità (dalla acuzie alla cronicità) La cultura del dato archiviato e la prova del suo valore informativo, migliora la qualità dei flussi, aumenta consapevolezza negli operatori ed aiuta a ripercorrere le scelte valutandone gli esiti : si migliora solo ciò che si misura (INDICATORI)

21 Presentazione del manuale, pag.16..come produrre allora una immagine complessiva del percorso di cura? La risposta a queste domande di tipo globale non può risiedere nei singoli indicatori e nemmeno in una loro somma. Questa immagine globale non è presente nel testo che segue. Ma non preoccupiamoci, perché c è tempo: siamo solo agli inizi del percorso. Carlo Zocchetti

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