Assiomi della comunicazione



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Scuola di Palo Alto anni 50 Gregory Bateson e Paul Watzlawick applicano la teoria cibernetica all interazione animale e umana e studiano un modello circolare retroattivo della comunicazione; 1959 Viene fondato il Mental Research Institute di Palo Alto (California, Usa); 1967 Watzlawick, Helmin e Beacon pubblicano The Pragmatics of Human Communication

Paul Watzlawick e la Scuola di Palo Alto La Scuola di palo Alto, i suoi principali componenti furono Gregory Bateson, Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson ed altri, negli anni Sessanta definì la funzione pragmatica della comunicazione, vale a dire la capacità di provocare degli eventi nei contesti di vita attraverso l'esperienza comunicativa, intesa sia nella sua forma verbale che in quella non-verbale P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, trad. it. Astrolabio, Roma, 1971

Gli Assiomi della Comunicazione Gli assiomi della comunicazione sono: alcune proprietà semplici della comunicazione che hanno fondamentali implicazioni interpersonali 1. Non si può non comunicare 2. Gli esseri umani comunicano sia in modo digitale che in modo analogico 3. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione 4. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione fra i partecipanti 5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari

Gli Assiomi della Comunicazione 1. Non si può non comunicare Chiunque si trovi in una situazione sociale è comunque la sorgente di un flusso informativo, indipendentemente dalla propria intenzionalità, dall efficacia dell atto comunicativo o dalla comprensione reciproca.

Non si può non comunicare Watzlawick, Beavin e Jackson (1967) definiscono comunicazione qualsiasi comportamento che accade in presenza di un altra persona; non occorre l intenzione di comunicare; non esiste nemmeno la possibilità di non comunicare Non importa che la comunicazione sia volontaria o meno: i partecipanti si influenzano tra loro inviando informazioni tramite il proprio comportamento P. E. Ricci Bitti, Comunicazione e gestualità, 1987

Gli Assiomi della Comunicazione 1. Non si può non comunicare L uomo che guarda fisso davanti a sé mentre fa colazione in una tavola calda affollata, o il passeggero d aereo che siede con gli occhi chiusi, stanno entrambi comunicando che non vogliono parlare con nessuno né vogliono si rivolga loro la parola, e i vicini di solito afferrano il messaggio e rispondono lasciandoli in pace P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, Studio dei modelli interattivi delle patologie e dei paradossi, Roma, Astrolabio, 1971

Gli Assiomi della Comunicazione 1. Non si può non comunicare Una proprietà fondamentale del comportamento è che il comportamento non ha un suo opposto NON COMPORTAMENTO = COMPORTAMENTO NON COMUNICAZIONE = COMUNICAZIONE

1. Non si può non comunicare La comunicazione può essere: Intenzionale cioè rivolta ad uno scopo conscia cioè basata su una volontà razionale

1. Non si può non comunicare La comunicazione può essere: efficace reciproca cioè in grado di raggiungere gli obiettivi che si prefigge cioè fondata sull interazione interindividuale

1. Non si può non comunicare La comunicazione può anche essere: intenzionale conscia involontaria inconscia efficace reciproca fraintesa univoca

Non si può non comunicare Si verifica la distorsione del primo assioma tutte le volte che qualcuno cerca di evitare la responsabilità che comporta ogni tipo si comunicazione attraverso tentativi di non-comunicare finendo per generare un'interazione paradossale, assurda, nevrotica, "folle

La finestra di Johari Noto ad altri Noto a sé Ignoto a sé 1. Aperto 2. Nascosto Non noto ad altri 3. Segreto 4. Ignoto

La finestra di Johari Sebbene il nostro modo di comunicare riveli moltissimo dei nostri pensieri e sensazioni, noi possiamo nascondere pensieri e sensazioni quasi completamente anche a noi stessi. Il primo quadrante riguarda la sfera pubblica della personalità, atteggiamenti e comportamenti che il soggetto assume consapevolmente e di cui anche gli altri sono al corrente. Siamo di fronte ad un area comunicativa aperta, dove circolano liberamente i messaggi che l individuo conosce, è disposto a comunicare e sono note agli altri.

La finestra di Johari Il secondo quadrante riguarda il caso in cui nascondiamo alcune verità anche a noi stessi (siamo ciechi), mentre esse possono risultare evidenti agli altri. La terza area riguarda la capacità dell individuo di simulare, inibire e/o mascherare le caratteristiche che ci riguardano. Il quarto quadrante rappresenta i fenomeni che ci riguardano ma che rimangono ignoti, sia a noi che alle persone che ci circondano. È l espressione sintetica della sfera dell inconscio, indisponibile in un dato momento, ma sempre fonte latente di informazione accessibile tramite l analisi.

2. Gli esseri umani comunicano sia in modo digitale che analogico

Nella comunicazione umana si hanno due possibilità diverse di far riferimento agli oggetti (in senso esteso): Rappresentarli con una immagine analogica Dar loro un nome digitale

IN GENERALE In generale, il linguaggio (in particolare quello verbale e scritto) pone una connessione digitale nel riferimento agli oggetti e attiene normalmente all aspetto di contenuto della comunicazione In generale, tutte le modalità non verbali attengono alla dimensione analogica e riguardano normalmente l aspetto di relazione della comunicazione

COMUNICAZIONE ANALOGICA analogica La comunicazione analogica ha radici arcaiche e la sua validità è molto più estesa e generale perché non si basa sull apprendimento di un codice ma su una capacità espressiva congenita

COMUNICAZIONE ANALOGICA La comunicazione analogica è essenzialmente ogni tipo di comunicazione non verbale si basa su una semantica precisa, ma è priva di una sintassi utile a definire la natura delle relazioni che propone

COMUNICAZIONE ANALOGICA Analogici sono quei segnali che contengono una qualche rappresentazione o immagine del significato a cui si riferiscono Un disegno, ma anche l abbraccio protettivo di una madre

COMUNICAZIONE ANALOGICA Non solo il movimento del corpo (cinesica), ma anche i gesti, le espressioni del viso, le inflessioni della voce, la sequenza, il ritmo e la cadenza delle stesse parole, e ogni altra espressione non verbale di cui l organismo sia capace, come pure i segni di comunicazione immancabilmente presenti in ogni contesto comunicativo per esempio È sempre fondamentale non trascurare mai l importanza che ha il contesto per la comunicazione: Chiunque si lavasse i denti in una strada affollata invece che nel proprio bagno rischierebbe di essere portato in gran fretta al commissariato o al manicomio

COMUNICAZIONE DIGITALE LEONE digitale Parafrasando Bateson e Jackson, non c è nulla di specificatamente simile al cinque nel numero cinque; non c è nulla di specificatamente simile a un leone nella parola leone

COMUNICAZIONE DIGITALE La comunicazione digitale ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica direttamente ispirata alla natura delle relazioni che propone Numerici o simbolici sono quei messaggi che rimandano a un sistema simbolico codificato e formalizzato di segni, la cui relazione con il significato di cui sono portatori è del tutto arbitrario

COMUNICAZIONE DIGITALE Ogni volta che si usa una parola per nominare una cosa è evidente che il rapporto tra il nome e la cosa nominata è un rapporto stabilito arbitrariamente Le parole sono segni arbitrari che vengono manipolati secondo la sintassi logica della lingua

3. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione.

3. In sostanza ogni tipo di comunicazione fra due o più individui può avere livelli diversi di: a. notizia b. comando Il primo aspetto(a) trasmette i dati, il secondo(b) il modo in cui si deve assumere tale comunicazione

3. Ad esempio, i messaggi E importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente oppure Togli di colpo la frizione, rovinerai la trasmissione in un momento recano lo stesso tipo di contenuto (aspetto di notizia), ma hanno un livello estremamente differente di relazione (aspetto di comando)

A seconda, dunque del tipo di contenuto, e della relazione preesistente tra i gli attori che partecipano allo scambio comunicativo, la comunicazione acquisisce una forma diversa Gli scambi comunicativi "patologici" siano caratterizzati da una lotta costante per definire i rispettivi ruoli e la natura della relazione, mentre l'informazione trasmessa dai comunicanti passi nettamente in secondo piano

5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull uguaglianza o sulla differenza

In generale In generale, uno scambio simmetrico avviene fra interlocutori che si considerano sullo stesso piano, svolgendo funzioni comunicative e ruoli sociali analoghi In generale, uno scambio complementare fa incontrare persone che hanno una relazione ma non sono sullo stesso piano per potere, ruolo comunicativo, autorità sociale, interessi.

Applicando questo concetto al campo dei mezzi di comunicazione di massa sarebbe possibile definire: una Comunicazione simmetrica quella che avviene attraverso Internet (one one) una Comunicazione complementare quella che avviene attraverso il tradizionale medium televisivo (one many)

4. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione fra i partecipanti. La comunicazione è sempre bidirezionale e viene decomposta analiticamente attraverso la punteggiatura il modo in cui si stabiliscono nessi di causa ed effetto in sequenza

Un osservatore esterno può ritenere che una serie di comunicazioni rappresenti una serie ininterrotta di scambi In realtà ogni atto comunicativo rappresenta contemporaneamente uno stimolo, una risposta, un rinforzo

Ad esempio, un ricercatore che cerca di addestrare una cavia, associa alla risposta della cavia (abbassare la leva di una gabbietta) un rinforzo (fornire alla cavia un pezzo di formaggio)

Allo stesso modo, però, la cavia può arrivare alla conclusione di aver addestrato un ricercatore perché tutte le volte che gli fornisce uno stimolo (abbassare la leva di una gabbietta) ottiene dal ricercatore la medesima risposta (un pezzo di formaggio)

Questo esempio dimostra che: - non esiste una punteggiatura oggettiva - anche la punteggiatura fa parte degli aspetti di relazione della comunicazione

In conclusione, potremmo definire la punteggiatura di una comunicazione paragonandola ad una sinfonia musicale, al cui interno si avvicendano andamenti differenti, ognuno dei quali è condizionato dal precedente e condiziona il successivo

Ragazzo Ragazzo Ragazzo Ragazzo Lui si chiude in se stesso Lui si chiude in se stesso Lui si chiude in se stesso Lei brontola Lei brontola Lei brontola Ragazza Ragazza Ragazza Un esempio di serie oscillante infinita

Il concetto di metacomunicazione riguarda la possibilità di comunicare dati sull atto stesso di comunicare. Ad esempio: un uomo che dice Sto scherzando! un cartello con la scritta Ignorate questa indicazione Quest ultimo esempio, in particolare, può generare la comunicazione paradossale

Che cos è il Paradosso Si può definire il paradosso come una contraddizione che deriva dalla deduzione corretta da premesse coerenti Esistono 3 tipi di paradossi: - paradossi logico matematici antinomie Nell ambito della sintassi logica - definizioni paradossali antinomie semantiche Nell ambito della semantica - paradossi pragmatici ingiunzioni paradossali e predizioni paradossali Nell ambito della pragmatica

Che cos è il Paradosso Nell ambito della sintassi logica Scorrettezza della correttezza di un ragionamento logico un contenitore che contenga tutto non può esistere perché dovrebbe contenere anche se stesso Nell ambito della semantica Scorrettezza della correttezza di un significante veicolato Io sto mentendo è una frase vera se è falsa, falsa se è vera

Che cos è il Paradosso Nell ambito della pragmatica Scorrettezza della correttezza di un comportamento suggerito, ordinato, perseguito Dovresti amarmi Voglio che tu mi domini Non essere così ubbidiente

Il doppio legame Nell interazione schizofrenica il paradosso può tradursi nel cosiddetto doppio legame, le cui condizioni sono: 1) due o più persone coinvolte in una relazione fisica e/o psicologica ad alto valore di sopravvivenza. 2) In questo contesto viene dato un messaggio in modo tale che: a) asserisce qualcosa, b) asserisce qualcosa sulla sua asserzione, c) queste due asserzioni si escludono a vicenda. 3) si impedisce al ricevente del messaggio di uscir fuori dallo schema stabilito dal messaggio, o commentandolo o chiudendosi in sé.

Il doppio legame Il doppio legame non è semplicemente un'ingiunzione contraddittoria, che dà almeno la possibilità di compiere una scelta logica tra due alternative, ma un vero e proprio paradosso, che fa fallire la scelta stessa (illusione di alternative) e mette in moto una serie oscillante e autoperpetuantesi (un vero e proprio modello paradossale).

Il doppio legame Le comunicazioni paradossali legano quasi sempre tutti coloro che vi sono coinvolti: dall'interno, quindi, non si può provocare nessun cambiamento (gioco senza fine) e può verificarsi un cambiamento soltanto uscendo fuori dal modello.

Il doppio legame La comunicazione paradossale si basa sulla teoria del doppio legame: un messaggio è codificato in modo che 1) asserisce qualcosa 2) asserisce qualcosa sulla propria asserzione 3) queste due asserzioni si escludono a vicenda.

Il doppio legame Ad esempio, le seguenti affermazioni costituiscono esempi chiarissimi di comunicazione paradossale Sii spontaneo!! Ti ordino di non obbedirmi!!!

IN SINTESI I fattori che influiscono principalmente in un processo comunicativo per determinarne la sequenza (punteggiatura) sono: La posizione degli interlocutori Il ruolo degli interlocutori La capacità interpretativa degli interlocutori La cultura di riferimento Il contesto TUTTI GLI ELEMENTI ASCRIVIBILI ALLA RELATIVITA IMPLICITA IN OGNI ATTO COMUNICATIVO

Scismogenesi* Processo di differenziazione delle norme del comportamento individuale derivante dall interazione cumulativa tra individui Scismogenesi complementare Scismogenesi simmetrica * G. Bateson, Naven, 1958

Scismogenesi complementare Ad esempio, il fatto che all interno di una classe un ragazzo si comporti da bullo può causare la sottomissione da parte degli altri alunni ai suoi atteggiamenti violenti. Una simile accettazione può comportare, a sua volta, un ulteriore aumento di atteggiamenti violenti da parte del bullo e un ulteriore sottomissione da parte dei compagni, e così via

Scismogenesi simmetrica Ad esempio, il fatto che allo stadio alcuni tifosi incitino calorosamente la propria squadra può comportare, come conseguenza simmetrica, il fatto che anche i tifosi avversari rispondano con un tifo altrettanto sfrenato. La risposta può fare aumentare il tifo dei primi supporter, che a loro volta farà aumentare la risposta dei secondi, e così via