Anno XXVIII - N. 164 Spedizione in abb. post. art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LOMBARDIA MILANO - GIOVEDÌ, 9 LUGLIO 1998 3º SUPPLEMENTO STRAORDINARIO AL N. 27 SOMMARIO D.c.r. 17 giugno 1998 - n. VI/932 [3.2.0] Atto programmatorio relativo al punto 2) della d.g.r. n. 27099 dell 8 aprile 1997 «Atto di indirizzo per il riordino del sistema di emergenza-urgenza sanitaria in Lombardia», concernente linee e indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e individuazione dei presidi per le attività di emergenza e urgenza, nonché determinazioni in ordine alle tariffe di remunerazione delle prestazioni di trasporto e ospedaliere.......................... 2 3.2.0 SERVIZI SOCIALI / Sanità
[BUR1998031] [3.2.0] D.c.r. 17 giugno 1998 - n. VI/932 Atto programmatorio relativo al punto 2) della d.g.r. n. 27099 dell 8 aprile 1997 «Atto di indirizzo per il riordino del sistema di emergenza-urgenza sanitaria in Lombardia», concernente linee e indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e individuazione dei presidi per le attività di emergenza e urgenza, nonché determinazioni in ordine alle tariffe di remunerazione delle prestazioni di trasporto e ospedaliere Presidenza della vice presidente V. Beccalossi. Omissis IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Visti: il d.p.r. 27 marzo 1992 «Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza»; il d.lgs. 30 febbraio 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, concernente il riordino della disciplina in materia sanitaria, che prevede in particolare, all art. 1, comma 7, l elaborazione di linee guida per l applicazione coordinata del piano sanitario nazionale e della normativa di settore; il d.p.r. 1º marzo 1994 di approvazione del piano sanitario per il triennio 1994-1996 che individua tra le priorità di intervento del servizio sanitario nazionale l attivazione e l organizzazione delle strutture e delle attività di emergenza; l atto d intesa tra Stato e Regioni di approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza-urgenza sanitaria, sottoscritto in data 11 aprile 1996; la l.r. 11 luglio 1997, n. 31 «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali»; la d.g.r. 30 luglio 1991, n. 12257 con cui è stato attivato il soccorso sanitario di emergenza-urgenza nell ambito regionale; il progetto obiettivo di emergenza ed urgenza sanitaria approvato con d.g.r. n. 60384 del 29 novembre 1994; il piano regionale di sviluppo che prevede per l area della sanità un progetto di sviluppo, riorganizzazione ed attuazione del servizio di emergenza 118; richiamata la d.g.r. 8 aprile 1997, n. 27099 «Atto di indirizzo per il riordino del sistema di emergenza-urgenza sanitaria in Lombardia» che stabilisce al punto 2 di affidare al settore sanità il compito di predisporre entro il 31 luglio 1997 la proposta di atto programmatorio da sottoporre all approvazione del consiglio regionale concernente: a) le linee e gli indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e l individuazione dei presidi deputati alle attività di emergenza ed urgenza; b) le tariffe di remunerazione delle prestazioni sia di trasporto che ospedaliere; Vista la proposta della giunta regionale di cui alla deliberazione n. 33352 del 19 dicembre 1997; Sentita la relazione della III Commissione consiliare «Sicurezza sociale». DELIBERA 1) di approvare l atto programmatorio allegato quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, relativo a: a) le linee e gli indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e l individuazione dei presidi deputati alle attività di emergenza ed urgenza; b) le tariffe di remunerazione delle prestazioni sia di trasporto che ospedaliere; 2) di disporre che le ASL, le Aziende Ospedaliere, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto pubblico e privato, gli Ospedali classificati e le Case di cura private ne diano applicazione per quanto di competenza. La vice presidente: Viviana Beccalossi Il consigliere segretario: Corrado Tomassini Il segretario del consiglio: Maria Emilia Paltrinieri ALLEGATO Linee e indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e individuazione dei presidi deputati all attività di emergenza ed urgenza. Tariffe di remunerazione delle prestazioni sia di trasporto che ospedaliere. Le linee e gli indicatori per la distribuzione delle funzioni specialistiche e l individuazione dei presidi deputati all attività di emergenza ed urgenza Sulla base di quanto stabilito dalla l.r. 11 luglio 1997 n. 31 «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali», dalla d.g.r. n. 27099 dell 8 aprile 1997 «Atto di indirizzo per il riordino del sistema di emergenza-urgenza sanitaria in Lombardia» e dalle linee guida n. 1/1996 del ministero della sanità in applicazione del d.p.r. 23 marzo 1992 sul sistema di emergenza sanitaria, è necessario definire le modalità organizzative riguardanti i quattro livelli di operatività: punto di primo intervento pronto soccorso dipartimento di emergenza urgenza e accettazione (DEA) dipartimento di emergenza urgenza e accettazione di alta specialità (EAS) PUNTO DI PRIMO INTERVENTO I punti di primo intervento sono deputati a garantire: le prestazioni diagnostico terapeutiche necessarie al sostegno delle funzioni vitali ed alla mobilizzazione atraumatica del paziente, consentendo il trasferimento, nelle condizioni più idonee, del paziente ai presidi sede di DEA e EAS; le prestazioni relative ad eventi traumatici e ad episodi acuti di modesta entità ed a pronta risoluzione. I punti di primo intervento trovano collocazione, di norma, in ospedale. In particolari condizioni di stagionalità e/o in occasione di eventi eccezionali è ipotizzabile la loro collocazione in ambito extraospedaliero; l eventuale attivazione extraospedaliera è affidata alla decisione del direttore generale dell azienda ospedaliera, su proposta del comitato di coordinamento dell area territoriale interdipartimentale (CATI) competente per territorio. Sulla base dei dati epidemiologici, dei dati di attività disponibili e degli elementi riferiti alle condizioni geografiche, strutturali ed infrastrutturali delle aree urbane ed extra-urbane, si individuano i seguenti presidi dotati di punto di primo intervento: 1 Ospedale Faccanoni di Sarnico Bergamo 2 Ospedale Briolini di Gazzaniga Bergamo 3 Ospedale S. Spalenza di Rovato Brescia 4 Ospedale Civile di Leno Brescia 5 Ospedale Civile di Palazzolo Brescia 6 Ospedale Civile di Salò Brescia 7 Ospedale Civile di Orzinuovi Brescia 8 Ospedale Villa di Mariano Comense Como 9 Ospedale S. Marta di Rivolta d Adda Cremona 10 Ospedale S. Croce di Soresina Cremona 11 Ospedale di Circolo di Bellano Lecco 12 Ospedale Delmati di S. Angelo Lodigiano Lodi 13 Ospedale Civile di Volta Mantovana Mantova 14 Ospedale Serbelloni di Gorgonzola Milano 15 Ospedale Oltrocchi di Vaprio d Adda Milano 2
16 Ospedale Carlo Mira di Casorate Primo Pavia 17 Ospedale S. Martino di Mede Lomellina Pavia 18 Ospedale Arnaboldi di Broni Pavia 19 Ospedale Civile di Tirano Sondrio 20 Ospedale Civile di Morbegno Sondrio 21 Ospedale di Circolo di Somma Lombardo Varese 22 C.d.c. S. Maria di Castellanza Varese 23 Ospedale del Ponte di Varese Varese 24 Ospedale Ondoli di Angera Varese 25 C.d.c. Villa Aprica di Monte Olimpino Como 26 C.d.c. Centro Ortopedico Fisioterapico Como di Lanzo d Intelvi 27 C.d.c. Lecco di Lecco Lecco 28 C.d.c. G.B. Mangioni di Lecco Lecco 29 C.d.c. Quarenghi di S. Pellegrino Terme Bergamo 30 C.d.c. Beato Palazzolo di Bergamo Bergamo 31 C.d.c. Castelli di Bergamo Bergamo 32 C.d.c. S. Francesco di Bergamo Bergamo 33 C.d.c. Poliambulanza di Lumezzane Brescia 34 C.d.c. Villa Gemma di Gardone Riviera Brescia 35 C.d.c. Moro di Brescia Brescia 36 C.d.c. S. Camillo di Brescia Brescia 37 C.d.c. S. Camillo di Cremona Cremona 38 C.d.c. Ancelle della Carità di Cremona Cremona 39 C.d.c. Figlie di S. Camillo di Cremona Cremona 40 C.d.c. S. Clemente di Mantova Mantova 41 C.d.c. Zucchi di Carate Brianza Milano 42 C.d.c. Città di Monza di Monza Milano 43 C.d.c. Villa Bianca di Limbiate Milano 44 C.d.c. S. Carlo Milano 45 C.d.c. Ambrosiana di Cesano Boscone Milano 46 C.d.c. Beato Palazzolo Milano 47 C.d.c. S. Giovanni Milano 48 C.d.c. S. Siro Milano 49 C.d.c. Prof. Morelli di Pavia Pavia 50 C.d.c. Beato Matteo di Vigevano Pavia 51 C.d.c. Cittadella Sociale di Pieve del Cairo Pavia 52 C.d.c. S. Maria delle Grazie di Voghera Pavia PRONTO SOCCORSO I pronto soccorso sono deputati a garantire: le prestazioni diagnostico terapeutiche necessarie al sostegno delle funzioni vitali, alla mobilizzazione atraumatica del paziente, al ripristino e mantenimento delle funzioni vitali anche con interventi invasivi se consentiti dal livello organizzativo del presidio, consentendo il trasferimento, nelle condizioni più idonee, del paziente ai presidi sede di DEA ed EAS; interventi diagnostico terapeutici d urgenza che non richiedono particolare impegno assistenziale e che comunque possono essere assicurati sulla base dell articolazione specialistica e dell organizzazione funzionale del presidio. Il funzionamento del servizio di pronto soccorso ed accettazione è determinato dal concorso delle competenze professionali che le unità operative, di cui il presidio è dotato, sono tenute a dedicare, secondo modalità organizzative definite dal direttore generale, su proposta del direttore sanitario, e tali da consentire un adeguato livello di prestazioni di emergenza urgenza nell arco delle 24 ore. Il pronto soccorso trova ovviamente collocazione esclusivamente nella sede ospedaliera. Sulla base dei dati epidemiologici, dei dati di attività disponibili e degli elementi riferiti alle condizioni geografiche, strutturali ed infrastrutturali delle aree urbane ed extra-urbane si individuano i seguenti presidi dotati di pronto soccorso: 1 Ospedale SS. Trinità di Romano di Lombardia Bergamo 2 Ospedale Gerosa di Lovere Bergamo 3 Ospedale S. Biagio di Clusone Bergamo 4 Ospedale Civile di S. Giovanni Bianco Bergamo 5 Ospedale Passi di Calcinate Bergamo 6 Ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo Bergamo 7 Ospedale Civile di Edolo Brescia 8 Ospedale Civile di Montichiari Brescia 9 Ospedale Umberto I di Brescia Brescia 10 Ospedale Civile di Iseo Brescia 11 Ospedale Civile di Gardone Val Trompia Brescia 12 Ospedale La Memoria di Gavardo Brescia 13 Ospedale classificato S. Orsola di Brescia Brescia 14 Ospedale di zona di Menaggio Como 15 Ospedale di Circolo di Cantù Como 16 Ospedale classificato Moriggia Pelascini di Gravedona Como 17 Ospedale classificato Valduce di Como Como 18 Ospedale Civico di Codogno Lodi 19 Ospedale Civile di Casalpusterlengo Lodi 20 Ospedale Montecchi di Suzzara Mantova 21 Ospedale Civile di Asola Mantova 22 Ospedale S. Maria delle Stelle di Melzo Milano 23 Ospedale Vittorio Emanuele III di Carate Brianza Milano 24 Ospedale Riuniti di Giussano Milano 25 Ospedale C. Bollatesi di Bollate Milano 26 Ospedale S.S. Benedetto e G. di Cuggiono Milano 27 Ospedale di Circolo di Abbiategrasso Milano 28 Ospedale classificato S. Giuseppe Milano 29 Ospedale Istituto Ospedaliero per la Maternità Milano 30 Ospedale Buzzi Milano 31 Ospedale Forni di Stradella Pavia 32 Ospedale S. Ambrogio di Mortara (*) Pavia 33 Ospedale S. Annunziata di Varzi Pavia 34 Ospedale Civile di Chiavenna Sondrio 35 Ospedale Luini di Luino Varese 36 Ospedale di Circolo di Cittiglio Varese 37 C.d.c. Mater Domini di Castellanza Varese 38 Ospedale Galmarini di Tradate Varese 39 C.d.c. S. Marco di Zingonia Bergamo 40 C.d.c. Città di Brescia di Brescia Brescia 41 C.d.c. S. Anna di Brescia Brescia 42 C.d.c. Zucchi di Monza Milano 43 C.d.c. S. Pio X Milano 44 C.d.c. Galeazzi Milano 45 C.d.c. Igea Milano 46 C.d.c. S. Ambrogio Milano 47 IRCCS Auxologico (presidio S. Luca) Milano 48 C.d.c. Città di Pavia Pavia (*) Il Pronto Soccorso dell Ospedale S. Ambrogio di Mortara dovrà essere trasferito all Ospedale Asilo Vittoria di Mortara a completamento dei lavori già finanziati con d.p.g.r. n. 59881 del 18 luglio 1997. 3
I pronto soccorso dei presidi ospedalieri, situati in aree ad alto flusso turistico e/o disagiate sul piano dei collegamenti stradali, possono essere potenziati, su proposta del CATI, competente territorialmente, sia sul piano delle dotazioni tecnologiche che delle funzioni specialistiche. In particolare gli ospedali di montagna, su proposta del CATI, nel rispetto delle procedure previste, saranno dotati, ad onere del fondo sanitario regionale, di risorse strumentali e professionali tali da garantire una maggiore autonomia nella gestione della emergenza rianimatoria e cardiologica, rispetto alle competenze individuate per i Pronto Soccorso. I provvedimenti relativi verranno assunti dal direttore generale nel rispetto delle disposizioni vigenti. DEA ed EAS I DEA e gli EAS sono le sede elettiva dei trattamenti diagnostici e terapeutici di emergenza ed urgenza e devono essere operativi sulle 24 ore. Il che comporta la necessità di ridefinire l organizzazione del sistema e l impiego delle principali risorse umane e tecnologiche deputate, orientandole verso gli ospedali dotati di DEA e di EAS. Al raggiungimento di quest obiettivo fondamentale vanno sollecitati operatori e strutture, sulla base di protocolli operativi definiti dal CREU e rivolti sia ai presidi, sia ai mezzi di soccorso. La qualifica di DEA ed EAS viene attribuita al momento del possesso dei requisiti da parte delle strutture. DEA I DEA costituiscono l articolazione organizzativa attraverso cui gli ospedali deputati assicurano le attività di e- mergenza ed urgenza. Gli ospedali organizzati in DEA devono disporre di pronto soccorso e delle seguenti funzioni specialistiche: rianimazione medicina generale o medicina d urgenza chirurgia generale o chirurgia d urgenza ortopedia - traumatologia cardiologia con U.C.C. Dette funzioni specialistiche vanno assicurate attraverso unità operative (U.O.) dotate di posti letto, con dotazioni, in ogni caso, non inferiori ai 10 posti letto, fatto salvo la funzione specialistica di rianimazione, per la quale va prevista una terapia intensiva, dotata di almeno 4 posti letto e la funzione di cardiologia per la quale va assicurata, oltre all U.O. di degenza, una U.C.C., dotata di almeno 4 posti letto. Ciò premesso va rilevato che le funzioni specialistiche di rianimazione, medicina generale (o medicina d urgenza), chirurgia generale (o chirurgia d urgenza), ortopedia-traumatologia e cardiologia devono essere garantite sul piano funzionale da guardie attive divisionali o interdivisionali per le 24 ore giornaliere. Per la terapia intensiva e per l unità di cura coronarica vanno assicurate guardie attive divisionali per le 24 ore giornaliere. Vanno altresì garantiti i servizi e le strutture di supporto, per i quali va prevista un organizzazione funzionale, attraverso il servizio di guardia attiva (divisionale o interdivisionale) e/o il servizio di pronta disponibilità, tale da consentire il permanente funzionamento delle U.O. deputate all emergenza-urgenza. I servizi e le strutture di supporto sono di seguito elencate: servizio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche servizio di radiodiagnostica servizio trasfusionale blocco operatorio dedicato o disponibile «sala gessi» dedicata o disponibile. La distribuzione delle funzioni specialistiche precedentemente elencate e delle relative U.O., definita sulla base dei dati demografici ed epidemiologici disponibili, dei tassi di spedalizzazione, degli indicatori di efficienza (quali tasso di occupazione, degenza media, intervallo di rotazione, peso medio DRG ecc.), degli indici di flusso, di attrazione e dispersione dell utenza, e degli elementi relativi alle diversità presenti nelle aree urbane ed extra urbane della regione Lombardia, sotto il profilo morfologico, idrografico, degli insediamenti produttivi, dell alta densità abitativa e della rete infrastrutturale, porta all individuazione dei seguenti presidi ospedalieri quali sedi di DEA: 1 Ospedale Bolognini di Seriate Bergamo 2 Ospedale di Esine Brescia 3 Ospedale Civile di Manerbio Brescia 4 Ospedale di Desenzano del Garda Brescia 5 Ospedale Sacra Famiglia di Erba Como 6 Ospedale L. Mandic di Merate Lecco 7 Ospedale Maggiore di Lodi Lodi 8 Ospedale di Circolo di Melegnano Milano 9 Ospedale Uboldo di Cernusco S/Naviglio Milano 10 Ospedale Civile di Vimercate Milano 11 Ospedale di Circolo di Desio Milano 12 Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo Milano 13 Ospedale Maggiore di Sesto San Giovanni Milano 14 Ospedale di Circolo di Rho Milano 15 Ospedale Fornaroli di Magenta Milano 16 Ospedale Civile di Voghera Pavia 17 Ospedale Civile di Vigevano Pavia 18 Ospedale Civile di Sondrio Sondrio 19 Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate Varese 20 Ospedale di Circolo di Saronno Varese 21 Ospedale Civile di Treviglio Bergamo 22 Ospedale Mellini di Chiari Brescia 23 Ospedale S. Anna di Como Como 24 Ospedale Maggiore di Crema Cremona 25 Istituti Ospitalieri di Cremona Cremona 26 Ospedale di Circolo di Lecco Lecco 27 Ospedale C. Poma di Mantova Mantova 28 Ospedale G. Salvini di Garbagnate Milano 29 Ospedale Civile di Legnano Milano 30 Ospedale Fatebenefratelli Milano 31 Ospedale S. Paolo Milano 32 Ospedale S. Carlo Milano 33 Ospedale L. Sacco Milano 34 Ospedale di Circolo di Busto Arsizio Varese 35 Ospedale Civile di Castiglione delle Stiviere Mantova 36 Ospedale Destra Secchia di Pieve di Coriano Mantova 37 Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore Cremona 38 C.d.c. Policlinico S. Pietro di Ponte S. Pietro Bergamo 39 C.d.c. Multimedica di Sesto S. Giovanni Milano 40 C.d.c. S. Rita Milano 41 C.d.c. S. Donato di S. Donato Milanese Milano 42 C.d.c. S. Rocco di Franciacorta Brescia 43 C.d.c. Gavazzeni di Bergamo Bergamo 44 C.d.c. San Carlo di Paderno Dugnano Milano 4
Ne deriva che gli ospedali individuati qualora carenti di una o più delle funzioni specialistiche, dei servizi e delle strutture di supporto, indispensabili per l istituzione del DEA dovranno assumere i relativi provvedimenti di adeguamento e precisamente: Funzioni specialistiche da adeguare 1 Ospedale Sacra Rianimazione Como Famiglia di Erba Cardiologia con U.C.C. 2 Ospedale di Circolo U.C.C. Milano di Desio 3 Ospedale Maggiore Cardiologia con U.C.C. Milano di Sesto S. Giovanni Ortopedia 4 Ospedale Bassini Rianimazione U.C.C. Milano di Cinisello B. 5 Ospedale L. Sacco Ortopedia e traum. Milano 6 Ospedale Civile Cardiologia con U.C.C. Pavia di Voghera Inoltre gli ospedali sotto indicati, sede di DEA devono istituire o attivare le seguenti funzioni di alta qualificazione e di particolare impegno specialistico. da istituire 1 Ospedale Civile Chirurgia vascolare Bergamo di Treviglio 2 Ospedale Mellini Chirurgia vascolare Brescia di Chiari 3 Ospedale Maggiore Chirurgia toracica Cremona di Crema 4 Ist. Ospitalieri Neurochirurgia Cremona di Cremona 5 Ospedale Maggiore Chirurgia vascolare Lodi di Lodi Chirurgia toracica 6 Ospedale C. Poma Unità di cura coronarica e Mantova di Mantova cardiochirurgia 7 Ospedale S. Paolo Chirurgia toracica Milano 8 Ospedale F.B.F. Terapia intensiva pediatrica Milano da attivare 1 Ospedale S. Anna Neurochirurgia Como di Como 2 Ospedale Maggiore Chirurgia vascolare Cremona di Crema 3 Ospedale S. Carlo Chirurgia vascolare Milano Milano L istituzione delle sopraindicate funzioni specialistiche deve comunque essere accompagnata da un adeguata analisi costi-benefici, con determinazione dei costi e dei risultati attesi e può essere attuata solo a condizione che vengano rispettate le vigenti procedure, rappresentate dal provvedimento istitutivo della giunta regionale e dal conseguente parere della III Commissione. EAS Gli EAS costituiscono l articolazione organizzativa attraverso cui gli ospedali deputati assicurano le attività di e- mergenza ed urgenza. Gli ospedali organizzati in EAS devono disporre delle funzioni previste per i DEA e di almeno tre delle seguenti funzioni di alta qualificazione: cardiochirurgia neurochirurgia chirurgia vascolare chirurgia toracica terapia intensiva neonatale terapia intensiva pediatrica. Qualora siano presenti nel presidio funzioni di particolare impegno specialistico quali quelle garantite dalle unità per grandi ustionati e dalle unità spinali, le stesse dovranno far parte dell EAS. Per ciò che riguarda le funzioni di alta qualificazione (cardiochirurgia - neurochirurgia - chirurgia vascolare - chirurgia toracica - terapia intensiva neonatale e terapia intensiva pediatrica) e di particolare impegno specialistico (unità spinali e unità per grandi ustionati) vanno evidenziati i seguenti elementi preliminari: la presenza di almeno tre delle funzioni sopra indicate, ovviamente organizzate in unità operativa, è requisito sufficiente per istituire il dipartimento di emergenza, urgenza ed accettazione di alta specialità; l istituzione di ulteriori unità operative di alta qualificazione è limitata: ai presidi ospedalieri già dotati di funzioni di alta qualificazione, alle aziende ospedaliere. Gli ospedali che svolgono funzioni di particolare impegno specialistico in specifici settori di attività quali quelle dell area cardiologica-cardiochirurgica e dell area neurologica-neurochirurgica e che hanno strutturato tali aree in termine di alta complessità organizzativa e di compiuta articolazione specialistica, assicurando livelli elevati di qualificazione e di completezza delle prestazioni ed assumendo un ruolo di centri di riferimento sia regionali che nazionali, possono costituire i dipartimenti di urgenza-emergenza ed accettazione di alta specializzazione. Su questi aspetti comunque va compiuta una più approfondita riflessione, una volta che il sistema ospedaliero regionale sia a regime con l attuazione della l.r. 31/97. Allo stato, sulla base delle caratteristiche organizzative e funzionali e dei dati di attività, si ritiene che l istituzione di un dipartimento di emergenzaurgenza ed accettazione di alta specialità, con le peculiarità sopraindicate, vada riferita, per l area cardiologica - cardiochirurgica, unicamente all IRCCS privato centro cardiologico Fondazione Monzino. La distribuzione delle funzioni di alta qualificazione e di particolare impegno specialistico e delle relative unità operative definita sulla base dei dati demografici ed epidemiologici disponibili, dei tassi di spedalizzazione, degli indicatori di efficienza (quali tasso di occupazione, degenza media, intervallo di rotazione, peso medio DRG ecc.), degli indici di flusso, di attrazione e dispersione dell utenza, e degli elementi relativi alle diversità presenti nelle aree urbane ed extra urbane della regione Lombardia, sotto il profilo morfologico, idrografico, degli insediamenti produttivi, dell alta densità abitativa e della rete infrastrutturale, porta all individuazione dei seguenti presidi ospedalieri dotati di EAS: 5
particolare impegno specialistico 1 Ospedali Riuniti Cardiochirurgia - Neurochirurgia Bergamo di Bergamo Chirurgia vascolare - 2 Spedali Civili Cardiochirurgia - Neurochirurgia Brescia di Brescia Chirurgia toracica - Unità Spinale Umberto I 3 Ospedale Neurochirurgia - Chirurgia Milano S. Gerardo toracica di Monza 4 Ospedale Niguarda Cardiochirurgia - Neurochirurgia Milano Chirurgia vascolare - Chirurgia toracica Unità per grandi ustionati - 5 IRCCS S. Matteo Cardiochirurgia - Neurochirurgia Pavia di Pavia Chirurgia vascolare 6 Ospedale Morelli Neurochirurgia Sondrio di Sondalo Chirurgia vascolare - Chirurgia toracica 7 Ospedale Cardiochirurgia - Neurochirurgia Varese Fondazione Macchi di Varese 8 Casa di Cura Chirurgia vascolare - Brescia Poliambulanza Cardiochirurgia di Brescia Neurochirurgia 9 Istituto Clinico Cardiochirurgia - Neurochirurgia Milano Humanitas Chirurgia vascolare - Chirurgia di Rozzano toracica 10 IRCCS S. Raffaele Cardiochirurgia - Neurochirurgia Milano Chirurgia vascolare - Chirurgia toracica Inoltre gli ospedali sottoindicati, sede di EAS, devono i- stituire o attivare le seguenti funzioni di alta qualificazione e di particolare impegno specialistico: da istituire 1 Ospedali Riuniti Terapia intensiva pediatrica Bergamo di Bergamo 2 Ospedale Civile Terapia intensiva pediatrica Brescia di Brescia (Umberto I) 3 Policlinico S. Matteo Terapia intensiva pediatrica Pavia da attivare 1 Ospedale S. Gerardo Cardiochirurgia Milano di Monza Si pone a questo punto l esigenza di affrontare in termini peculiari le problematiche di emergenza ed urgenza riferite all Ospedale Maggiore (IRCCS), all Ospedale Istituti Clinici di Perfezionamento (ICP) ed all Ospedale G. Pini, tutti collocati nel centro cittadino e per i quali va prevista una forte integrazione. La soluzione che si ritiene obbligata e che ha caratteristiche di straordinarietà, poiché i dipartimenti di emergenza, urgenza ed accettazione sono articolazioni organizzative di un unico presidio, è quella dell istituzione di un EAS inter ospedaliero che coinvolga le tre strutture, considerato che le stesse, pur essendo presidi di alta specializzazione, solo se inserite in un unico dipartimento sono in grado di assicurare tutte le funzioni specialistiche previste. La distribuzione delle funzioni di alta qualificazione e di particolare impegno specialistico e delle relative unità operative nei presidi sopracitati viene così definita: n. Ospedale particolare impegno specialistico 1 IRCCS Ospedale Cardiochirurgia Maggiore Neurochirurgia Chirurgia vascolare 2 I.C.P. Chirurgia vascolare Terapia intensiva pediatrica (nuova istituzione) 3 G. Pini Chirurgia vascolare L istituzione delle funzioni di alta qualificazione e di particolare impegno specialistico deve comunque essere accompagnata da un adeguata analisi costi-benefici, con determinazione dei costi e dei risultati attesi e può essere attuata solo a condizione che vengano rispettate le vigenti procedure, rappresentate dal provvedimento istitutivo della giunta regionale e dal conseguente parere della III Commissione. Le dotazioni di personale dei presidi ospedalieri sedi di pronto soccorso, DEA ed EAS devono essere corrispondenti ai requisiti organizzativi specifici stabiliti dalla normativa autorizzativa vigente ed agli ulteriori requisiti previsti dai provvedimenti regionali in attuazione dell art. 12 - comma 3 - della l.r. 31/97. Il rapporto di lavoro del personale assegnato ai pronto soccorso, DEA ed EAS, nei limiti delle dotazioni organiche stabilite, deve essere di tipo «continuativo». A conclusione di tutti gli aspetti fin qui definiti appare opportuno richiamare il fatto che l intero sistema va sottoposto a permanente controllo sul piano qualitativo e dei costi-benefici: il che consente di introdurre i mutamenti necessari sia a livello della «rete» che della qualificazione dei presidi. Le tariffe di remunerazione delle prestazioni sia di trasporto che ospedaliere Nell attesa che siano raccolti tutti gli elementi utili a determinare le componenti di spesa delle prestazioni d urgenza ed emergenza, sulla base anche di una verifica della tipologia delle prestazioni, in rapporto alle caratteristiche dei presidi deputati e delle relative organizzazioni dipartimentali, è necessario procedere con un sistema misto di finanziamento, sia su base tariffaria, sia su funzione. Pertanto, in una fase transitoria, peraltro modificata rispetto al sistema tradizionalmente in uso, vanno adottate le modalità di seguito indicate. Premesso che le tariffe di remunerazione delle prestazioni vanno riferite sia alle attività ospedaliere sia a quelle di trasporto ne deriva che: Per le attività ospedaliere le prestazioni non seguite dal ricovero ospedaliero vengono regolate dalle d.g.r. n. 18664 del 27 settembre 1996 e successive modificazioni; le prestazioni seguite dal ricovero ospedaliero vengono regolate dalle d.g.r. n. 62664 del 30 dicembre 1994 e successive modificazioni; considerata la necessità di portare a regime il sistema regionale dell emergenza ed urgenza, si pone l esigenza, in questa fase di integrare il sistema tariffario con un finan- 6
ziamento legato alla funzione e diversamente dimensionato su quattro livelli: 1 - presidi ospedalieri dotati di punto di primo intervento 2 - presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso 3 - presidi ospedalieri dotati di DEA 4 - presidi ospedalieri dotati di EAS. Il finanziamento specifico a funzione per i presidi ospedalieri dotati di DEA sarà proporzionato alla complessità della struttura, in particolare al numero di funzioni specialistiche di alta qualificazione. Per le attività di trasporto La remunerazione è determinata da un finanziamento specifico a funzione, diversamente distribuito sia alle aziende ospedaliere che alle aziende sanitarie locali, sede di centrale operativa 118 (COEU), ed impegnate nel trasporto primario e nel trasporto neonatale. Con detto finanziamento vanno riconosciuti alle aziende ospedaliere e alle aziende sanitarie locali di cui sopra i costi gestionali sulla base dei seguenti parametri: personale dedicato, canoni, utenze, beni e servizi, costi generali, elisoccorso e va altresì riconosciuto il costo delle convenzioni con gli enti-organizzazioni ed associazioni di volontariato e/o loro organismi rappresentativi regionali. Il contenuto di dette convenzioni va definito, nei suoi aspetti normativi ed economici, da appositi provvedimenti della giunta regionale, rinnovati di norma con cadenza triennale, tenendo conto dei criteri indicati dal piano relativo alle tipologie, alla distribuzione ed alla modalità di impiego dei mezzi di soccorso. 7