EDUCAZIONE alla MEMORIA STORICA _INAUGURAZIONE_ MOSTRA DOCUMENTARIA GRANDE GUERRA Quello che portammo di nostro alla guerra non lo riportammo indietro più: fu veramente una vita che ci fu tolta come la pallottola la tolse ai mille compagni segnati di fiamme o di mostrine al colletto. La nostra giovinezza più ingenua e più prodiga ha messo anch'essa le scarpe al sole, sulle ultime rocce riprese al nemico, gli ultimi giorni d'un tempo che due anni di distanza hanno favolosamente slontanato. Paolo Monelli, Le scarpe al sole, 1929
Sabato 22 novembre, alle ore 10, presso l Aula Magna Giambattista Tedesco del Plesso G. Battaglini dell I. C. A. R. Chiarelli, è stata inaugurata la mostra documentaria Grande Guerra a cura del prof. Mario Gianfrate (storico e ricercatore) e della prof.ssa Gianna Caroli (Università del Tempo Libero Cisternino). Tale iniziativa è stata promossa e organizzata contestualmente all avvio della rassegna di Cineforum Il Prezzo della Libertà e della Pace, su proposta dell Associazione Italiana Federazione Partigiani, alla quale partecipano gli alunni delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di 1 grado.
Presenti all incontro la Dirigente Scolastica, dott.ssa Roberta Leporati, l Assessore alla Cultura, prof. Antonio Scialpi, il prof. Mario Gianfrate, la prof.ssa Gianna Caroli, la prof.ssa Maria Pia Pugliese, referente del Progetto Educazione alla Memoria Storica, la prof.ssa Clelia Stasi, docente di Arte e Immagine ed una rappresentanza di alunni per ogni classe. La MOSTRA accoglie documenti, quotidiani, cartoline, fotografie e oggetti della 1^ Guerra Mondiale.
Il prof. Gianfrate ha illustrato agli astanti i principali orientamenti politici italiani all indomani dello scoppio del conflitto bellico, prendendo in esame la prima pagina dei quotidiani del tempo ivi esposti. Egli si è soffermato su articoli pubblicati dalle testate de Il Seme, L Avanti, Il Corriere della Sera, L Astico, La Domenica del Corriere e The war illustrated. In particolare, Il Seme era un quotidiano locale di ispirazione socialista ( Lavoratori, siete piccini perché state in ginocchio; alzatevi! Carl Max), fondato a Locorotondo (Ba) da Giovanni Gianfrate, nonno del prof. Gianfrate, che, in linea con il proprio orientamento politico, era contrario alla partecipazione dell Italia in guerra e, per questo, subì il confino di un anno a Bitonto. Successivamente Il Seme confluì nell edizione provinciale Puglia Rossa.
Il prof. Gianfrate, in seguito, ha ricordato le opposte posizioni politiche circa l ingresso dell Italia in guerra di illustri socialisti pugliesi come Giuseppe Di Vagno, Giuseppe Di Vittorio e Gaetano Salvemini. Egli ha preso in esame anche le accese posizioni interventiste di Benito Mussolini, allora direttore del quotidiano socialista L Avanti che, per questo, subì l espulsione dal partito, e del primo ministro Antonio Salandra, già fondatore de Il Giornale d Italia. Il prof. Gianfrate ha sottolineato il ruolo oppressivo della censura sulla stampa del tempo, indicando le intere colonne lasciate in bianco sulle prime pagine dei giornali, e sulle cartoline inviate dal fronte e ricevute con il timbro verificato per censura. Egli, infine, ha illustrato gli oggetti esposti, tra i quali un elmetto ammaccato, una granata frantumata in schegge, una maschera antigas, una bandiera tricolore con stemma sabaudo, del filo spinato raccolto presso una trincea sul Piave e due piastrine di riconoscimento, una delle quali appartenuta a Eugenio D Onofrio. Eugenio D Onofrio, soldato catturato dopo la disfatta di Caporetto e detenuto in un campo di concentramento austriaco, al suo ritorno scrisse
della prima decimazione della Brigata Catanzaro, composta da soldati meridionali, ritenuti disertori, che furono fucilati da carabinieri italiani. A tal proposito, il prof. Gianfrate ha fatto riferimento al discusso ruolo del generale Luigi Cadorna nel dirigere e coordinare i movimenti delle truppe italiane sino alla drammatica sconfitta di Caporetto del 24 ottobre 1917. Egli ha concluso la sua dissertazione storica leggendo la poesia trovata nella tasca della giubba di un soldato italiano morto sulle Dolomiti: Tutti avevano la faccia del Cristo, nella livida aureola dell elmetto. Tutti portavano l insegna del supplizio e nelle tasche il pane dell ultima cena, e nella gola il pianto dell ultimo addio.