IL COUNSELING Il counseling



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IL COUNSELING Il counseling è stato definito come un processo di interazione fra due persone il cui scopo è quello di favorire nel cliente una presa di coscienza della sua situazione esistenziale per supportarlo nell affrontare problemi e difficoltà (personali, lavorative ) come una relazione di aiuto destinata a sostenere una persona in un particolare momento della propria esperienza di vita e in relazione a specifici problemi da affrontare come un processo di interazione diadico tra due soggetti, colui che richiede l intervento e l esperto, per aiutare la persona nel suo processo di crescita e nella gestione di disagi e situazioni problematiche. La finalità è quella di facilitare l esplorazione e la ridefinizione delle situazioni "difficili"con lo scopo di aiutare il soggetto a utilizzare le proprie risorse personali per raggiungere la soluzione più adeguata al problema come un processo che implica il cambiamento di una situazione e non il cambiamento, come nella psicoterapia, della persona con la riduzione dei suoi disturbi. Il counseling - propone Pombeni - si esercita quando il soggetto è sollecitato al cambiamento da eventi esterni che richiedono una modificazione della situazione. La psicoterapia, invece, si propone di intervenire verso una necessità interna al soggetto e il cambiamento, deve indirizzarsi proprio alla persona e ai suoi disturbi. 1

Counseling come relazione di aiuto se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare quanto piuttosto quello di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali (Rogers) le finalità del counseling possono essere riassunte nell espressione aiutare le persone ad aiutarsi partendo dal presupposto che il cliente che si rivolge ad un consulente possieda dentro di sé la soluzione al problema e che con il sostegno dell esperto sia in grado di auto-aiutarsi nessuno al di fuori del soggetto è in grado di conoscere realmente come risolvere i suoi problemi. In altre parole il cliente possiede potenzialmente le competenze necessarie alla soluzione delle sue incertezze nell approccio rogersiano non è tanto l assenza di direttive ma la presenza di determinati comportamenti verso il cliente: un atteggiamento empatico che permetta al counselor di immergersi con il cliente nel mondo soggettivo di costui il cliente risulta al centro dell azione comunicativa. La nondirezione non significa "non intervento" e completo lasciar fare ma un atteggiamento incondizionatamente positivo, una relazione basata sul rispetto e la comprensione e astensione dal giudizio valutativo 2

Counseling nella pratica L intervento di counseling è strutturato in tre fasi: La prima fase consiste nel riconoscere e definire il problema da parte del cliente, il ruolo del counselor è quello di permettere al soggetto una ricostruzione attiva della propria storia e una libera espressione delle proprie opinioni. La seconda fase è caratterizzata da un approfondimento della posizione del cliente in cui il counselor attraverso tecniche di riformulazione, in particolare con il rovesciamento del rapporto figura-sfondo, introduce elementi di dissonanza che pongono il cliente in una nuova prospettiva che gli consente di ridefinire la propria posizione e situazione. Tale processo si configura come una rielaborazione del problema per tentativi utilizzando il ragionamento in avanti ovvero il cliente con il supporto del counselor segue una serie di step successivi che gli consentono di ridefinire la situazione immaginando un punto di arrivo, inteso come obiettivo da raggiungere. La terza fase, infine, si focalizza sulla elaborazione di strategie atte a gestire e risolvere la situazione per la quale è nata la richiesta di aiuto. 3

Atteggiamenti del counselor durante l intervento di counseling Atteggiamenti del counselor INVESTIGATI VO Il counselor non deve assumere un comportamento indagatorio, il soggetto non deve sentirsi interrogato ma libero di esprimere le proprie opinioni ed emozioni. VALUTATIVO Il counselor deve astenersi da qualsiasi giudizio, infatti il soggetto non deve percepirsi giudicato e valutato, solo così si sentirà libero di esprimersi e di conversare con il proprio interlocutore. RISOLUTIVO Il counselor non deve proporre soluzioni alle situazioni presentate dal soggetto che invece deve percorrere un proprio cammino di elaborazione e soluzione. INTERPRETA TIVO Il counselor non deve interpretare le situazioni presentate dal soggetto in quanto rischia di deformarne il contenuto e leggerlo secondo i propri schemi mentali con possibili influenzamenti stereotipici. COMPRENSIV Il counselor deve fare lo sforzo di comprendere O empaticamente la situazione e il significato che essa riveste per il soggetto per potergliela riproporre sotto un altro punto di vista. Di SOSTEGNO Il counselor deve supportare e sostenere il soggetto nel processo della presa di decisione e 4

nell elaborazione del proprio progetto di vita. Le qualità necessarie per un counseling efficace Empatia Counselor Competenza professionale Consapevolezza e insight personale Consapevolezza delle diversità culturali Chiari confini emozionali Autostima; interesse non giudicante per gli altri Creatività, flessibilità e senso dell umorismo Capacità di godere della vita e delle relazioni personali Onestà e rispetto per gli altri Frammento di colloquio (Mucchielli, 1983, trad. it. p. 123-133) Donna di 37 anni (voce stanca) so proprio che cosa fare. Ah! so proprio se devo riprendere il mio posto di centralinista mi dà talmente ai nervi, riesco a sopportarlo a malapena ma è un posto sicuro e con un buon stipendio; quindi, allora, o piantare lì tutto e fare solo quello che mi interessa davvero, in ogni caso un lavoro meno monotono, ma questo vorrebbe dire ricominciare daccapo con una retribuzione molto bassa so se riuscirei a farlo o no Possibili risposte 1) Potrebbe dirmi prima di tutto che cosa è che La interessa attualmente? E importante che noi ci riflettiamo sopra. 5

In questo caso il cliente si sente interrogato, percepisce un atteggiamento indagatorio da parte del counselor che tende a orientare la comunicazione verso ciò che ritiene essenziale. Il cliente rischia di non sentirsi a proprio agio e tenderà a non aprirsi alla conversazione (INVESTIGAZIONE). 2) Attenzione, prima che Lei si lanci in qualcosa di nuovo, bisognerebbe che fosse sicura che questo fosse più vantaggioso e che Lei non lasciasse il certo per l incerto. Questo tipo di risposta tende ad esprimere l opinione del counselor. Il cliente si sente giudicato, tale situazione potrebbe condizionare i suoi successivi interventi, molto probabilmente non si sentirà più libero di presentare le proprie opinioni (VALUTAZIONE). 3) Beh, via, non c è da disperarsi; si tratta di sapere in quale servizio potrebbe essere trasferita; posso farle avere un colloquio con il capo del personale. Il counselor individua subito la soluzione che ritiene migliore, rifacendosi ad un proprio quadro di riferimento senza permettere al cliente di spiegarsi ulteriormente e di progettarsi un percorso autonomo (SOLUZIONE). 4) Il Suo imbarazzo ha una doppia spiegazione: da un lato è titubante nell abbandonare il posto che occupa attualmente; dall altro, soprattutto, Lei non sa quale altro impiego Le convenga. 6

In questo caso la risposta data tende a deformare il pensiero dell interlocutore che non si sente accolto in quanto le sue parole vengono interpretate secondo gli schemi mentali dell altro (INTERPRETAZIONE). 5) E una situazione di conflitto: o correre rischi legati all inizio di un lavoro completamente nuovo oppure scegliere la sicurezza di un posto di lavoro che però non Le piace. Questa tipologia di intervento consente al soggetto di sentirsi accolto e compreso, vi è da parte del counselor il tentativo di cercare di capire il problema dal punto di vista del cliente (COMPRENSIONE). 7