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INDICE DEGLI ARGOMENTI La sindrome influenzale Che cosa è l influenza? Chi si ammala di influenza? Quali sono i sintomi? Cosa bisogna fare quando si ha l influenza? Quando è necessario chiamare il medico? Chi è più a rischio di complicazioni dell influenza? Epidemiologia della sindrome influenzale La sindrome influenzale Le pandemie influenzali Modalità di trasmissione Incidenza Prevenzione e precauzioni Cosa bisogna fare per evitare di ammalarsi di influenza? Come si fa a prevenire l influenza? Come si fa a ridurre il rischio di malattie respiratorie? Come proteggersi dalle malattie respiratorie? Come evitare di diffondere il virus? Quando possono rientrare a scuola i bambini dopo avere avuto l influenza? La stagione influenzale di quest anno (2004-2005) Che cosa è un epidemia e cosa è una pandemia? Ci dobbiamo aspettare una pandemia o una grande epidemia, quest anno? E già arrivata l influenza in Italia? E vero che i bambini devono essere vaccinati contro l influenza? E vero che la vaccinazione anti influenzale protegge la SARS?

LA SINDROME INFLUENZALE Che cosa è l influenza? La sindrome influenzale è un infezione delle vie respiratorie: soprattutto del naso, della gola e dei polmoni. La sindrome influenzale è causata da più di duecento ceppi e specie virali che causano sintomi tipici, ma aspecifici per il singolo agente. Questi virus cambiano continuamente: così ogni anno il ceppo virale predominante in circolazione è diverso degli anni precedenti. Ci sono 3 tipi di virus influenzali: A, B e C. La maggior parte delle epidemie di influenza è causata dai virus di tipo A. Spesso le persone che pensano di avere l influenza hanno solo un brutto raffreddore. Anche la cosiddetta influenza intestinale è un infezione gastrointestinale causata da virus diversi da quelli dell influenza. I virus influenzali si diffondono facilmente da una persona all altra. Chi si ammala di influenza? Tutti possono ammalarsi di influenza. I tassi più elevati di malattia si hanno di solito nei bambini in età scolare. I numero di ammalati ogni anno dipende in gran parte dalla quantità di soggetti che sono suscettibili al virus circolante. Il numero di suscettibili dipende, a sua volta, dal numero di persone che si sono infettate negli anni precedenti con virus simili a quello circolante e ne hanno derivato uno stato di immunità. I virus influenzali cambiano continuamente: quando il cambiamento è molto rilevante i soggetti immuni sono pochissimi e il virus si diffonde liberamente provocando grandi epidemie influenzali. Fortunatamente questa eventualità si verifica, molto raramente, nel corso delle cosiddette pandemie, quando la malattia interessa simultaneamente centinaia di milioni di persone nel mondo. Quali sono i sintomi? Possono variare da persona a persona, ma solitamente negli adulti e negli anziani consistono in: febbre (temperatura superiore a 38.5 C); almeno un sintomo respiratorio - tosse

- naso che cola - gola arrossata; - respirazione difficoltosa; sintomi generali: - brividi - dolori muscolari (persino intorno agli occhi) - mal di testa - debolezza. Cosa bisogna fare quando si ha l influenza? Nei bambini la malattia è di solito caratterizzata dalla febbre associata a segni e sintomi respiratori. La maggior parte delle persone ammalate non richiede un vero e proprio trattamento. Essendo una malattia virale gli antibiotici non servono ( a meno che il medico non li ritenga necessari per curare complicazioni batteriche) e la terapia consiste nel limitare i sintomi. Bisogna stare a casa a riposo (questo riduce anche la diffusione della malattia) Bisogna bere molti liquidi per evitare la disidratazione (dovuta alla febbre) Per ridurre la febbre utilizzare paracetamolo. Non dare aspirina ai bambini per evitare il rischio di una rara e grave complicazione neurologica chiamata sindrome di Reye. Per il controllo della febbre e per il sollievo della sintomatologia dolorosa è indicato l uso di antipiretici e anti infiammatori non steroidei. Il paracetamolo e l ibuprofene sono raccomandati per la loro relativa sicurezza ed efficacia nei bambini, per i quali è, invece, controindicato l acido acetilsalicilico (rischio di sindrome di Reye). Alimentarsi in modo equilibrato e corretto (privilegiando i cibi facilmente digeribili, abbondando in frutta e verdura) Non fumare. Quando è necessario chiamare il medico? Quando ci si sente improvvisamente peggio; quando si ha la febbre oltre 39 C per più di 2 giorni; quando il respiro diventa affannoso; quando si hanno forti dolori alla testa, alle orecchie al viso o ai denti; quando si ha una tosse persistente produttiva (con catarro);

quando c è un grave mal di gola; se si sta male per più di 10 giorni; Chi è più a rischio di complicazioni dell influenza? Gli anziani hanno un rischio maggiore di conseguenza gravi come polmonite, perché spesso hanno altre patologie, che riducono la resistenza all infezione. Inoltre negli anziani, la risposta immunitaria può essere meno efficace. I gruppi ad alto rischio includono gli individui affetti da malattie cardiache, respiratorie o immunitarie, che li rendono più vulnerabili all influenza e più facilmente aggredibili da malattie respiratorie. EPIDEMIOLOGIA DELLA SINDROME INFLUENZALE La sindrome influenzale L influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta alla infezione da virus influenzali. E una malattia stagionale che, nell emisfero settentrionale, si verifica durante il periodo invernale. Il primo isolamento di virus influenzale nell uomo risale al 1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano stati isolati virus influenzali sia da polli sia da suini). Da allora, ne sono stati identificati tre tipi differenti, costituenti il genere Orthomixovirus: il virus tipo A e il virus tipo B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico). Alla base della epidemiologia dell influenza vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che permettono loro di aggirare la barriera costituita dalla immunità presente nella popolazione che in passato ha subito l infezione influenzale. Questo significa che le difese che l organismo ha messo a punto contro il virus dell influenza dell anno precedente non sono più efficaci per il virus dell anno successivo. Per questi motivi la composizione del vaccino deve essere aggiornata tutti gli anni e la sorveglianza è fondamentale per preparare il vaccino per la stagione successiva in base ai ceppi che hanno avuto maggiore diffusione nell ultimo periodo epidemico.

Le pandemie influenzali Le pandemie si verifica ad intervalli di tempo imprevedibili e in questo secolo sono avvenute nel 1918 (Spagna, sottotipo H1N1), nel 1957 (Asiatica, sottotipo H2N2) e nel 1968 (Hong Kong, sottotipo H3N2). La più severa nel 1918 ha provocato almeno 20 milioni di morti. E comunque importante sottolineare che la comparsa di un ceppo con proteine di superficie radicalmente nuove, quindi di un virus influenzale completamente diverso da quelli precedenti, non è di per sé sufficiente per dire che si è verificata una pandermia. Occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace. Modalità di trasmissione Il virus influenzale, generalmente acquisito attraverso il contatto con altre persone infette, si trova sia nella saliva sia nel muco delle vie respiratorie e può penetrare nell organismo attraverso le mucose (bocca, occhi e naso). Il virus può essere trasmesso per via aerea dal momento del contagio fino ai tre quattro giorni successivi ai primi sintomi, che si manifestano a distanza di uno-quattro giorni dall infezione. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Si diffonde molto facilmente negli ambienti affollati. Incidenza La frequenza con cui insorgono casi di influenza, pur essendo assai diverso da epidemia a epidemia, si aggira per lo più intorno al 10-20% della popolazione generale. Il sistema di sorveglianza epidemiologica e virologica ha stimato, lo scorso anno, un incidenza nella popolazione generale pari al 5%, mentre nella fascia di età tra 0 e 14 anni, che è quella più colpita, l incidenza è stata circa del 15%. Durante le pandemie l incidenza può raggiungere anche il 50% della popolazione generale. PREVENZIONE E PRECAUZIONI Cosa bisogna fare per evitare di ammalarsi di influenza? In generale: dormire a sufficienza; mangiare in modo sano e regolare (dieta equilibrata abbondando in frutta e verdura); fare esercizio fisico regolare;

chiedere al proprio medico informazioni sulla opportunità della vaccinazione. Durante la stagione influenzale evitare il contatto con chi ha l influenza: lavarsi le mani molto spesso e non toccarsi la bocca, il naso e gli occhi; non condividere con altre persone oggetti personali, come asciugamani e posate; Come si fa a prevenire l influenza? Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l influenza. Il Ministro della Salute raccomanda la vaccinazione a : 1. tutte le persone di età pari o superiore a 65 anni: 2. i soggetti in età infantile o adulta affetti da: malattie croniche di tipo respiratorio o polmonare (asma compresa), malattie metaboliche croniche (diabete mellito, disfunzioni renali, immunodepressione dovuta o meno ai farmaci, patologie del sangue, sindrome da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi) o quando sono previsti interventi chirurgici di una certa entità; 3. i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e il personale sanitario di assistenza; 4. il personale di assistenza o i contatti familiari di soggetti ad alto rischio; 5. i bambini reumatici sottoposti a prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; 6. personale, che per motivi occasionali è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali (personale addetto all allevamento industriale di polli e alla loro macellazione). Il vaccino antinfluenzale ha un ottima efficacia nei confronti di virus influenzali antigenicamente simili a quelli utilizzati nella sua preparazione ma non può avere effetto su virus di altro tipo e, di conseguenza, ha bassa efficacia pratica qualora la sindrome influenzale in corso sia causata prevalentemente da virus non influenzali o da virus influenzali totalmente diversi. Pur con questi limiti, la vaccinazione rimane il cardine della prevenzione dell influenza nella popolazione anziana, dove si associa a una riduzione di eventi maggiori, comprese l ospedalizzazione e la mortalità.

Come si fa a ridurre il rischio di malattie respiratorie? Al momento non ci sono prove di efficacia che riguardino interventi che possono proteggere specificamente dall influenza. Ci sono però delle precauzioni generali (per proteggersi o per diminuire la possibilità di diffusione) che vanno bene anche per le altre affezioni respiratorie, compreso il normale raffreddore. La base di queste precauzioni è il controllo dell infezione: cioè impedire che il virus viaggi da una persona all altra. Come proteggersi dalle malattie respiratorie? Se si può, bisogna evitare il contatto diretto con le persone che hanno una malattia respiratoria quando si sa che sono contagiosi; lavarsi bene le mani dopo aver toccato oggetti che sono stati toccati da una persona con una malattia respiratoria (specialmente fazzoletti e fazzolettini di carta); evitare di toccarsi viso prima di essersi lavati bene le mani; lavarsi le mani in modo approfondito (lavare le mani con acqua e sapone oppure con alcool); se ci si prende cura di una persona con una malattia respiratoria, bisogna stare attenti il più possibile ad evitare il contatto con la bocca e le mani. Questo significa anche stare attenti agli oggetti che toccano la bocca e il naso, come i fazzoletti e i bicchieri; per aiutare qualcuno a soffiarsi il naso o a pulirsi il viso occorre indossare i guanti (e poi buttarli stando attenti a non toccare la superficie esterna togliendoli) oppure occorre lavarsi le mani subito dopo e scrupolosamente. Come evitare di diffondere il virus? Chi ha una infezione respiratoria, può aiutare a limitare la diffusione del virus. coprendosi il naso e la bocca con un fazzoletto quando starnutisce e tossisce lavandosi bene le mani dopo aver usato il fazzoletto (di stoffa o di carta); buttando i fazzoletti di carta usati nella pattumiera subito dopo averli utilizzati (e non lasciandoli in giro); lavandosi le mani prima di magiare o di bere e dopo essere andato in bagno; rimanendo a casa a riposo quando la malattia è ancora attiva (con febbre e altri sintomi evidenti);

evitando comunque di frequentare alcuni luoghi (come gli ospedali, le scuole, i luoghi di lavoro) quando si è nella fase in cui si starnutisce e tossisce molto; rimanendo lontani dalle persone che soffrono di asma, fibrosi cistica o altre malattie polmonari, perché per loro il raffreddore e l influenza possono essere più gravi; Quando possono rientrare a scuola i bambini dopo avere avuto l influenza? ricordando che, per gli adulti, il pericolo di infettività comincia qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e perdura sino a quattro giorni dopo la guarigione; ricordando che per i bambini il pericolo di infettività potrebbe essere ancora più lungo. L individuo affetto da influenza può trasmettere il virus già alcuni giorni prima dell inizio dei sintomi e sino a alcuni giorni dopo. Le linee guida per il controllo delle infezioni non prescrivono particolari periodi di allontanamento da scuola ma è raccomandabile (sia per evitare complicazioni sia per ridurre la diffusione della malattia) che un bambino ritorni a scuola solo alcuni giorni dopo la completa guarigione. LA STAGIONE INFLUENZALE DI QUEST ANNO (2004 2005) Che cosa è un epidemia e cosa è una pandemia? Si ha un epidemia quando in una determinata comunità o zona geografica si ha un numero di casi di malattia in eccesso rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Una pandemia è una grande epidemia che avviene in un area molto ampia e di solito riguarda una grande parte della popolazione. Nel XX secolo ci sono state pandemie nel 1918 (la Spagnola), nel 1957 (l Asiatica), nel 1968 (l Hong Kong). Le pandemie sono scatenate dai cambiamenti spontanei e imprevedibili nelle proteine antigeniche di superficie del virus dell influenza. Queste mutazioni avvengono ad intervalli irregolari e portano allo sviluppo di nuovi sottotipi influenzali. Poiché la maggior parte delle persone non ha ancora avuto la possibilità di rendersi immune, l infezione può diffondersi con facilità. Ci dobbiamo aspettare una pandemia o una grande epidemia, quest anno? Non ci sono ragioni per supporre che ci possa essere una pandemia quest anno. L OMS sorveglia la situazione mondiale con grande attenzione e non ci si attende una pandemia.

E già arrivata l influenza in Italia? Al momento in Italia l epidemia non è ancora iniziata. E vero che i bambini devono essere vaccinati contro l influenza? Al momento non esistono prove scientifiche che sostengono la utilità delle vaccinazioni generalizzata dei bambini sani e nessuna nazione europea ha finora raccomandato questa pratica. Gli studi utilizzati per giustificare l introduzione della vaccinazione da parte di alcuni paesi extraeuropei (come gli USA), sono oggetto di controversia sia per quanto riguarda la loro qualità sia per quanto riguarda l indipendenza dei loro autori delle ditte produttrici di vaccino. E vero che la vaccinazione anti influenzale protegge contro la SARS? Nessuna istituzione, nazionale o internazionale, ha mai raccomandato l uso della vaccinazione anti influenzale a scopo di prevenzione o controllo della SARS. In Italia il Ministero della Salute italiano non ha modificato le proprie raccomandazioni e l Istituto Superiore di Sanità ha chiaramente affermato la assoluta inesistenza di prove scientifiche di utilità della vaccinazione antinfluenzale nei confronti della SARS.