FAME, APPETITO E SAZIETA



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FAME, APPETITO E SAZIETA 1

FAME Necessità di un organismo ad assumere cibo Nel sistema nervoso centrale, a livello ipotalamico, si distinguono due zone il centro della fame il centro della sazietà La prima è sempre attiva, esercita l impulso che spinge l individuo all ingestione di alimenti 2

Localizzazione dei centri della fame e della sazietà Centro della fame nell ipotalamo laterale Centro della sazietà nell ipotalamo ventromediale 3

Il sistema nervoso centrale ha un importanza fondamentale sui meccanismi implicati nella scelta degli alimenti per mantenere un rapporto equilibrato in nutrienti; la scelta di un alimento piuttosto che un altro risponde ad una precisa richiesta neuroendocrina che sta alla base del comportamento alimentare. E indubbio il ruolo dell ipotalamo nel condizionare anche la selezione degli alimenti tramite alcuni neuromediatori che intervengono sull apporto dei nutrienti: proteine, lipidi, glucidi. Tra i numerosi neurotrasmettitori cerebrali, molto studiato è il ruolo della serotonina 4

Serotonina Neurotrasmettitore cerebrale che agisce sul centro della sazietà e influisce sulla selezione di glucidi e protidi. Questa sostanza nell ipotalamo deriva dal triptofano, aminoacido precursore che passa la barriera ematocefalica. L ingresso nel cervello di questo aminoacido dipende dal suo rapporto con altri cinque aminoacidi neutri: Tirosina, Fenilalanina, Leucina, Isoleucina, Valina (TFLIV) 5

Influenza dell alimentazione sulla sintesi di serotonina Un alimentazione ricca di carboidrati favorisce la secrezione di insulina che aumenta il rapporto triptofano/tfliv => incremento della sintesi di serotonina. Un alimentazione ricca di protidi diminuisce il rapporto triptofano/tfliv => diminuzione della sintesi di serotonina 6

Influenza dell alimentazione sulla sintesi di serotonina Aumento di serotonina porta all ingestione di proteine Diminuzione di serotonina porta all ingestione di carboidrati La totale esclusione del triptofano dalla dieta, con conseguente caduta dei livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale provocherebbe depressione. 7

Gusto e olfatto Molto importanti nella regolazione dell assunzione di cibo. È da tenere presente che una diminuzione dell olfatto porta alla diminuzione del senso del gusto e che l olfatto ha una maggior capacità di influire sul ricordo non solo degli odori ma anche di altri elementi derivanti da stimoli sensoriali emotivi. A generare sensazioni gustative intervengono numerosi chemiorecettori gustativi i quali selezionano quattro sapori fondamentali: dolce, amaro, acido e salato 8

Disposizione sulla lingua delle papille gustative 9

Teorie sulla regolazione della sazietà Ipotesi glucostatica regolazione a breve termine, centro della sazietà Ipotesi lipostatica regolazione a lungo termine, leptine Ipotesi termostatica Ipotesi del peptide intestinale CCK 10

Teoria glucostatica Il livello di glicemia influenza la sensazione di fame A basso valore glicemico corrisponde la necessità di assumere cibo, Il contrario a valori glicemici elevati A spiegazione di tale comportamento si ammette l esistenza di cellule del centro della sazietà (glucostati) la cui attività varia in funzione della velocità di utilizzazione del glucosio ematico. 11

Una situazione particolare si verifica nel diabete mellito, patologia nella quale le cellule dell organismo non sono in grado di utilizzare in maniera adeguata glucosio, pur in presenza di elevati livelli glicemici; in base alla teoria glucostatica si spigherebbe così la continua sollecitazione a soddisfare il bisogno di alimentarsi dell individuo diabetico. 12

Teoria lipostatica Meccanismo di regolazione a lungo termine dove sussiste un rapporto inversamente proporzionale tra la quantità di tessuto adiposo presente nell organismo e la quantità di alimenti assunti. Tali metaboliti lipidici, alla stessa stregua del glucosio, sarebbero i responsabili del controllo nell assunzione dei cibi in senso quantitativo (leptine) 13

Leptine Proteine circolanti elaborate dagli adipociti, che rappresentano il prodotto del gene per l'obesità. Sembra svolgere un importante ruolo nella regolazione del peso corporeo riducendo l'assunzione di cibo e aumentando la dispersione dell'energia dall'organismo, suggerendo che la sua funzione, di tipo ormonale, sia quella di segnalare ai centri nervosi cerebrali i livelli di scorte lipidiche dell'organismo stesso. Una dieta ricca di lipidi determina un considerevole aumento dei livelli di leptina circolante, che sembrano essere finemente regolati dalle riserve lipidiche complessive dell'organismo. 14

Teoria termostatica Teoria della regolazione dell'apporto alimentare in funzione della temperatura corporea, formulata da Brobeck. Secondo questa ipotesi, l'attività dei centri ipotalamici deputati alla sensazione della sazietà e della fame è regolata dalla temperatura corporea, nel senso che una diminuzione di questa stimolerebbe il centro della fame mentre deprimerebbe il centro della sazietà, e viceversa. 15

Altri stimoli che regolano l assunzione di cibo Modificazioni della temperatura ambientale (freddo stimola la necessità di assumere cibo, il caldo tende a inibirla) Stato di pienezza del tubo gastroenterico (viene avvertita dall attività di recettori viscerali e concorre a limitare la necessità fisiologica dettata dal centro della fame, così il bisogno di cibo si accentua quando le riserve di nutrienti si riducono, in caso contrario cesserà l attività del centro della fame) Abitudini individuali Fattori ormonali (La colecistochinina, ormone gastrointestinale, prodotto in risposta all ingestione di grassi, inibirebbe un ulteriore assunzione di cibo) 16

Appetito Fame e appetito non sono sinonimi L appetito (dal latino appetere che significa chiedere, desiderare, avvicinarsi) è lo stimolo accentuato a raggiungere il proprio appagamento attraverso l assunzione di particolari alimenti La fame è naturale, l appetito è soggettivo. La fame un esigenza, l appetito una scelta. 17

Influenze ipotalamiche nella regolazione del comportamento alimentare 18