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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTA DI INGEGNERIA DURABILITÀ DEL CALCESTRUZZO DEGRADO ENDOGENO Prof. Ing. Luigi Coppola

TIPI E CAUSE DI DEGRADO DEGRADO ENDOGENO ALTERAZIONE NATURALE DEL MATERIALE DI CUI E COMPOSTA LA STRUTTURA DEGRADO ESOGENO ALTERAZIONI A SEGUITO DI AGENTI ESTERNI ALLA STRUTTURA DELLE CARATTERISTICHE MATERIALI DI QUESTA

CEMENTO AGGREGATI MATERIE PRIME ACQUA AGGIUNTE TIPO I AGGIUNTE TIPO II ADDITIVI

CEMENTO AGGREGATI ACQUA MATERIE PRIME ADDITIVI AGGIUNTE TIPO I AGGIUNTE TIPO II

ACQUA E CALCESTRUZZO CONSEGUENZE ERRATA SCELTA 1. Ritardo o di accelerazione dei tempi di presa e indurimento del calcestruzzo 2. Difetti di natura estetica della superficie dei getti 3. Determinare un precoce degrado delle strutture in calcestruzzo armato.

CLASSIFICAZIONE DEI TIPI DI ACQUA In accordo alla norma UNI 1008, si possono distinguere i seguenti tipi di acqua: ACQUE POTABILI; ACQUA DI RICUPERO DEI PROCESSI DELL INDUSTRIA DEL CALCESTRUZZO; ACQUA NATURALE DI SUPERFICIE E ACQUE REFLUE INDUSTRIALI; ACQUA MARINA O SALMASTRA; ACQUE NERE;

VALORI MASSIMI DI SOSTANZE NELLE ACQUE PER IL CALCESTRUZZO SOSTANZE CONTENUTO MASSIMO AMMISSIBILE CONSEGUENZE SUL CALCESTRUZZO CLORURI 1000 (500 mg/l per strutture in c.a.p.) SOLFATI 2000 ALCALI 1500 NITRATI 500 Innesco meccanismo di corrosione dei ferri. Formazione di gesso e di ettringite secondaria con espansione e fessurazione del calcestruzzo. Reazione alcali-aggregato li con espansione e fessurazione del calcestruzzo. Accelerazione dei tempi di presa e indurimento con conseguente aumento della perdita di lavorabilità durante il trasporto e messa in opera del calcestruzzo. ZUCCHERI 100 Ritardo della cinetica di idratazione del cemento con conseguente allungamento dei FOSFATI 100 PIOMBO 100 ZINCO 100 tempi di presa e indurimento che espongono il calcestruzzo al rischio di gelate notturne quando si getta nel periodo invernale e ad un allungamento dei tempi di disarmo delle strutture

PRESENZA DI SOSTANZE INDESIDERABILI CHE POSSONO COMPROMETTERE LA QUALITÀ DEL CONGLOMERATO ELEMENTO INDESIDERATO CONSEGUENZE SUL CALCESTRUZZO INQUINANTI DI NATURA Rallentamento cinetica di idratazione; ORGANICA Allungamenti sui tempi di disarmo dsa TENSIOATTIVI OLI E GRASSI SOSTANZE ACIDE Inglobamenti di aria; Abbattimento prestazioni meccaniche. Rallentamento sviluppo di resistenze; Diminuzione adesione interfaccia pasta- aggregato; Riduzione prestazioni meccaniche. Comparsa di macchie superficiali antiestetiche Ritardi idratazione cemento;

CEMENTO AGGREGATI MATERIE PRIME ACQUA ADDITIVI AGGIUNTE TIPO I AGGIUNTE TIPO II

SCELTA DELL ADDITIVO Sebbene la scelta del tipo di additivo ricada sotto la stretta responsabilità del produttore di calcestruzzo, tuttavia, il progettista/direttore Lavori può fare delle richieste relative al tipo di prodotto più consono al confezionamento del conglomerato.

CONSIDERAZIONI SCELTA Sempre opportuno richiedere che la produzione del calcestruzzo avvenga ricorrendo ALL IMPIEGO DI UN FLUIDIFICANTE O SUPERFLUIDIFICANTE in quanto questa tipologia i di additivi i consente di confezionare, a pari consistenza, calcestruzzi con un minor quantitativo di acqua e, quindi, di cemento riducendo il rischio di fessurazione nelle strutture

CONSIDERAZIONI SCELTA gli ADDITIVI SUPERFLUIDIFICANTI CON EFFETTI COLLATERALI DI RITARDO possono o essere e di valido ausilio per calcestruzzi da utilizzarsi durante i PERIODI CALDI al fine di attenuare le perdite di lavorabilità durante il trasporto e allungare il tempo di inizio i i presa per agevolare le operazioni di posa in opera e compattazione dei getti

CONSIDERAZIONI SCELTA Gli ADDITIVI SUPERFLUIDIFICANTI CON CARATTERISTICHE NEUTRE O ACCELERANTI del processo di idratazione del cemento sono convenienti da utilizzare nel PERIODO INVERNALE per accelerare lo sviluppo delle resistenze che è depresso dalle basse temperature, oppure nella produzione di elementi prefabbricati sia in stabilimento che a piè d opera

CONSIDERAZIONI SCELTA Nel PERIODO CALDO E PER GETTI DI GRANDE ESTENSIONE si può anche prescrivere l impiego congiunto di ADDITIVI SUPERFLUIDIFICANTI E ADDITIVI RITARDANTI DI PRESA

CONSIDERAZIONI SCELTA Nel PERIODO FREDDO L ADDITIVO SUPERFLUIDIFICANTE PUÒ ESSERE COMBINATO CON ADDITIVI ACCELERANTI DI INDURIMENTO

CONSIDERAZIONI SCELTA Per calcestruzzi destinati a STRUTTURE ESPOSTE IN SERVIZIO A CICLI DI GELO-DISGELO che ricadono nelle classi di esposizione XF2, XF3 ed XF4 è indispensabile prescrivere l utilizzo di ADDITIVI AERANTI per inglobare un sufficiente volume di aria necessario per prevenire il degrado della matrice cementizia

CLASSE XF DEGRADO DA CICLI DI GELO/DISGELO CLS SENZA ADDITIVO AERANTE CLASSI XF2, XF3 e XF4 CLS CON AERANTE

CONSIDERAZIONI SCELTA Per CALCESTRUZZI C AUTOCOMPATTANTI è necessario specificare l utilizzo di ADDITIVI MODIFICATORI DI VISCOSITÀ che consentono di ottenere impasti fluidi, ma allo stesso tempo resistenti ti alla segregazione. L impiego di questi additivi consente, inoltre, di produrre impasti di maggiore robustezza e, pertanto, di prestazioni reologiche e meccaniche costanti

CONSIDERAZIONI SCELTA Per CALCESTRUZZI DESTINATI A PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI SENZA GIUNTI DI CONTRAZIONE è necessario prevedere l impiego di AGENTI ESPANSIVI

CONTROLLI NON È COMPITO DEL PROGETTISTA/PRESCRITTORE DARE INDICAZIONI NÉ IN MERITO ALLA PERCENTUALE D IMPIEGO, NÉ ALLA DENOMINAZIONE COMMERCIALE DEL PRODOTTO. La prescrizione sarà, quindi, relativa soltanto alla conformità alla norma UNI EN 934-2 Prospetto 1 e al prospetto di riferimento specifico della tipologia di prodotto che si vuole si utilizzi.

CEMENTO AGGREGATI MATERIE PRIME ACQUA ADDITIVI AGGIUNTE TIPO I AGGIUNTE TIPO II

CEMENTO: REQUISITI FONDAMENTALI -MARCATURA CE FONDAMENTALI -CONFORMITA UNI EN 197-1 1 -REPERIBILITA CEMENTO: REQUISITI ADDIZIONALI CEMENTI LH PER STRUTTURE MASSIVE CEMENTI RESISTENTI AL SOLFATO PER STRUTTURE A CONTATTO CON ACQUE E TERRENI SELENITOSI CEMENTI POZZOLANICI ALLE CENERI E D ALTOFORNO PER CALCESTRUZZI CON AGGREGATI CONTENENTI FORME ALCALI- REATTIVI (CONFORMI A UNI 8520/2) CEMENTO DI STESSA PARTITA E PROVENIENZA PER STRUTTURE FACCIAVISTA CEMENTO BIANCO PER STRUTTURE FACCIAVISTA BIANCHE O COLORATE CEMENTI RESISTENTI AL DILAVAMENTO PER STRUTTURE A CONTATTO CON ACQUE AGGRESSIVE CEMENTI POZZOLANICI O D ALTOFORNO PER STRUTTURE IN CLASSE XS e XD CEMENTI DI CLASSE 42.5 R PER CALCESTRUZZI PER PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI

LE STRUTTURE MASSIVE ESEMPI : PLINTI DI DIMENSIONI MINIME > 1.5 m, PLATEE DI FONDAZIONE, MURI DI SPESSORE > 80 cm.

DISUNIFORMITA Gli strati più superficiali del getto dissipano una maggiore quantità di calore rispetto al nucleo della struttura proprio a causa del basso coefficiente di conducibilità termica del calcestruzzo con il risultato che nella sezione dell elemento si genera un gradiente termico tra il «cuore» più caldo e la «periferia» più fredda

VINCOLI INTERNI :FASE INIZIALE Trazione negli strati esterni (fessure) Compressione p negli strati interni T C

VINCOLI INTERNI : FASE AVANZATA Compressione p negli strati esterni Trazione negli strati interni FESSURE C T

VINCOLI ESTERNI ANCHE IN ASSENZA DI GRADIENTI TERMICI INTERNI (COME AD ESEMPIO AVVIENE SE VENGONO PREDISPOSTI DEGLI STRATI DI MATERIALE ISOLANTE SULLE SUPERFICI NON CASSERATE O DIRETTAMENTE SUGLI STESSI CASSERI) L INCREMENTO DI TEMPERATURA PRODOTTO DALLA REAZIONE ESOTERMICA DI IDRATAZIONE PUÒ RISULTARE PERICOLOSA SE NELLA FASE DI RAFFREDDAMENTO LA CONTRAZIONE DELL INTERO ELEMENTO STRUTTURALE È IMPEDITA DA VINCOLI ESTERNI ALL ELEMENTO RAPPRESENTATI DA PORZIONI DI STRUTTURA PRECEDENTEMENTE REALIZZATI CHE SONO IN EQUILIBRIO DAL PUNTO DI VISTA TERMICO CON L AMBIENTE

GIUNTO WATER-STOP t =0 t =3-15 giorni Il muro tende a riportare la propria temperatura in equilibrio con quella ambientale. La contrazione dimensionale impedita dal vincolo, nel muro insorge uno stato tensionale di trazione con la nascita di fessurazioni perpendicolari alla direzione di massima contrazione dell elemento strutturale.

LE STRUTTURE DI FONDAZIONE FONDAZIONI MASSIVE REQUISITI AGGIUNTIVI TIPO DI CEMENTO LH (basso sviluppo di calore) in accordo al punto 7 della norma UNI-EN 197/1-2006 con calore di idratazione unitario a 7 giorni < 270 J/g (in accordo alla UNI-EN 196-8)

LE STRUTTURE DI FONDAZIONE FONDAZIONI MASSIVE REQUISITI AGGIUNTIVI QUANTITA DI CEMENTO Dosaggio massimo di cemento:. Kg/m 3

LE STRUTTURE DI FONDAZIONE FONDAZIONI MASSIVE REQUISITI AGGIUNTIVI PROTEZIONE GETTI PROTEZIONE DELLE SUPERFICI CASSERATE E NON, CON PANNELLI TERMOISOLANTI DI POLISTIROLO ESPANSO ESTRUSO DI SPESSORE PARI A 50 mm (O CON MATERASSINI DI EQUIVALENTE RESISTENZA TERMICA) PER ALMENO 7 GIORNI. SULLE SUPERFICI NON CASSERATE PRIMA DELLA PREDISPOSIZIONE DEI MATERASSINI TERMOISOLANTI COPRIRE LA SUPERFICIE DEL CALCESTRUZZO FRESCO CON UN FOGLIO DI POLITENE.

STRUTTURE IDRAULICHE O INTERRATE IN AMBIENTI SOLFATICI STRUTTURE A CONTATTO CON TERRENI E ACQUE SELENITOSE CHE RICADONO NELLE CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE XA (UNI EN 206) AL FINE DI PREVENIRE IL DEGRADO DEL CALCESTRUZZO CEMENTI RESISTENTI AI SOLFATI Cemento conforme alla norma UNI EN 197-1,,provvisto di marcatura CE a Moderata (MRS), Alta (ARS) o Altissima (AARS) Resistenza al Solfato conforme ai requisiti specificati dalla norma UNI 9156

STRUTTURE IDRAULICHE A CONTATTO CON ACQUE CONTENENTI ANIDRIDE CARBINICA LIBERA STRUTTURE A CONTATTO CON ACQUE CONTENENTI ANIDRIDE CARBONICA LIBERA CHE RICADONO NELLE CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE XA (UNI EN 206) AL FINE DI PREVENIRE IL DEGRADO DEL CALCESTRUZZO CEMENTI RESISTENTI AL DILAVAMENTO Cemento conforme alla norma UNI EN 197-1, provvisto di marcatura CE a Moderata (MRD), Alta (ARD) o Altissima (AARD) Resistenza al Dilavamento conforme ai requisiti specificati dalla norma UNI 9606

STRUTTURE ESPOSTE AL RISCHIO DI CORROSIONE DA CLORURO STRUTTURE MARINE E PER QUELLE SOTTOPOSTE A TRATTAMENTI CON SALI DISGELANTI A BASE DI CLORURO, CHE RICADONO RISPETTIVAMENTE NELLA CLASSE DI ESPOSIZIONE XS E XD, PER RALLENTARE LA PENETRAZIONE DELLA SOSTANZA DIFFONDENTE E ALLUNGARE I TEMPI DI INNESCO DEL PROCESSO CORROSIVO CEMENTI POZZOLANICI (CEM IV) CEMENTI D ALTOFORNO (CEM III) i calcestruzzi confezionati con questi cementi hanno un coefficiente di diffusione dello ione cloruro più basso.

CALCESTRUZZI CONFEZIONATI CON AGGREGATI CHE PRESENTANO FORME ALCALI-REATTIVE PER IL CONFEZIONAMENTO DEL CALCESTRUZZO SI UTILIZZANO AGGREGATI CONFORMI ALLA UNI 8520/2 CHE PRESENTANO FORME ALCALI-REATTIVE ALL ESAME PETROGRAFICO, DESTINATO ALLA REALIZZAZIONE DI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI CON STRATO DI USURA O A STRUTTURE A CONTATTO, ANCHE INTERMITTENTE, CON ACQUA PER PREVENIRE ESPANSIONI DISTRUTTIVE PER REAZIONE CON GLI ALCALI CEMENTI POZZOLANICI ALLE CENERI VOLANTI (CEM IV/A-V o CEM IV/B-V) CEMENTI D ALTOFORNO (CEM III/A o CEM III/B)

CALCESTRUZZI PER PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI CON STRATO DI USURA A SPOLVERO O A PASTINA NECESSITÀ DI AVERE TEMPI DI PRESA RELATIVAMENTE CORTI PER ACCELERARE LE OPERAZIONI DI INCORPORO E FINITURA DELLO STRATO DI USURA, INDIPENDENTEMENTE DALLA STAGIONE IN CUI AVVIENE LA REALIZZAZIONE DELL OPERA CEMENTI CLASSE DI RESISTENZA 42.5R

STRUTTURE FACCIAVISTA CALCESTRUZZO VENGA PRODOTTO CON CEMENTO PROVENIENTE DALLA STESSA CEMENTERIA DURANTE L INTERA FORNITURA DEL CONGLOMERATO. O O INOLTRE, PER GETTI DI UNO STESSO ELEMENTO STRUTTURALE, DI GRANDE ESTENSIONE, IL CALCESTRUZZO DEVE ESSERE PRODOTTO CON LA STESSA PARTITA DI CEMENTO

CEMENTO AGGREGATI MATERIE PRIME ACQUA ADDITIVI AGGIUNTE TIPO I AGGIUNTE TIPO II

CONTROLLI AGGREGATI RICICLATO NELLE PRESCRIZIONI DI PROGETTO SI POTRÀ FARE UTILE RIFERIMENTO ALLE NORME UNI 8520-1:2005 E UNI 8520-2:2005 AL FINE DI INDIVIDUARE I REQUISITI CHIMICO-FISICI, AGGIUNTIVI RISPETTO A QUELLI FISSATI PER GLI AGGREGATI NATURALI, che gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione finale del calcestruzzo e delle sue proprietà prestazionali (meccaniche, di durabilità e pericolosità ambientale, ecc.), nonché quantità percentuali massime di impiego per gli aggregati di riciclo, o classi di resistenza del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto previsto nella tabella sopra esposta.

PROPRIETA AGGREGATO/CLS PROPRIETA AGGREGATO -DISTRIBUZIONE GRANULOMETRICA -FORMA -TESSITURA -CONTENUTO DI SOSTANZE FINISSIME -FORMA E TESSITURA -MASSA VOLUMICA -DISTRIBUZIONE GRANULOMETRICA -NATURA DELLE SOSTANZE FINISSIME -MODULO ELASTICO CONTENUTO DI: - SOSTANZA UMICA - ZUCCHERI - ACIDO FULVICO CONTENUTO DI: - CLORURI -SOLFATI - ZOLFO TOTALE - MINERALI ALCALI REATTIVI - GELIVITA CONTENUTO DI IMPUREZZE ORGANICHE LEGGERE PRESTAZIONI DEL CALCESTRUZZO INFLUENZATE PROPRIETA REOLOGICHE DEL CALCESTRUZZO FRESCO PROPRIETA ELASTO-MECCANICHE DEL CALCESTRUZZO INDURITO CINETICA DI IDRATAZIONE DEL CEMENTO TEMPI DI PRESA E DI INDURIMENTO DURABILITA DELLE STRUTTURE IN CALCESTRUZZO ARMATO FINITURA SUPERFICIALE ED ESTETICA DEI MANUFATTI

PRESENZA DI SOSTENZE INDESIDERATE NEGLI AGGREGATI

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO Alcune forme di silice contenute negli aggregati possono reagire con gli alcali presenti nella matrice cementizia. Gli alcali (SODIO E POTASSIO) possono essere presenti nel calcestruzzo per due motivi: a) essi possono essere introdotti attraverso gli ingredienti ed in particolare tramite il cemento; b) essi possono penetrare nel cls dall esterno in ambienti ricchi di questi ioniiquali: - acqua di mare - sali disgelanti a base di cloruro di sodio

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO La reazione alcali-aggregato determina la formazione di una sostanza gelatinosa (silicati idrati alcalini) depositata in prossimità di siti di nucleazione quali: SOLUZIONI DI CONTINUITA ALL INTERNO DELLE POROSITA DELL AGGREGATO REATTIVO ALL INTERFACCIA ALLINTERFACCIAPASTA AGGREGATO In quest ultima situazione il degrado si manifesta per distacco della matrice cementizia all interfaccia con l aggregato lapideo. Il gel generato dalla reazione alcali-aggregato è di tipo espansivo in quanto ha elevata capacità di adsorbimento d acqua. L aumento di volume generalmente determina la nascita di tensioni non compatibili con la resistenza del materiale che, pertanto, si fessura.

AGGREGATO MATRICE CEMENTIZIA IONI OH - MATRICE CEMENTIZIA Na + ; K + I FASE L ALCALINITA DELLA MATRICE CEMENTIZIA ATTACCA LA SUPERFICIE DELL AGGREGATO FORMANDO UN GEL ALCALINO. II FASE IL GEL CREATOSI E IN GRADO DI ADSORBIRE GLI ALCALI PRESENTI NELLA FASE ACQUOSA DEI PORI CAPILLARI H 2 O MATRICE CEMENTIZIA III FASE H 2 O H 2 O H 2 O H 2 O H 2 O L AUMENTO LAUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALI PROMUOVE LA MIGRAZIONE DELL ACQUA VERSO IL GEL, CAUSANDO UNA PRESSIONE OSMOTICA CHE PROVOCA LA FESSURAZIONE

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO Alla fessurazione segue solitamente il distacco e l espulsione del calcestruzzo delle zone più esterne. Il degrado è particolarmente pericoloso in quanto si manifesta DOPO QUALCHE MESE QUALCHE ANNO (in funzione della concentrazione di alcali, della percentuale di umidità e della reattività della silice) allorquando la STRUTTURA è in SERVIZIO. La reazione alcali-aggregato si manifesta, in forma di CLIMI CALDI O FREDDI INDISTINTAMENTE, in forma di: 1.FESSURAZIONI A CARTA GEOGRAFICA O A TELA DI RAGNO (non seguono andamento dei ferri e presentano ampiezze di 0.1 10 mm)

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO 2. GEL DILAVABILE BIANCASTRO (non confondere con CaCO 3 ) PILASTRI FONDAZIONI TRALICCI Fessurazioni profonde 25-50 mm (ruolo fondamentale giocato dall umidità del cls)

PRESENZA DI SOSTENZE INDESIDERATE NEGLI AGGREGATI Presenza di minerali nocivi o potenzialmente reattivi agli alcali

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO 3. PRODUCONO FORTI DISALLINEAMENTI (a causa del fatto che l espansione non avviene uniformemente in tutta tt la sezione coinvolta) ε = 0.1 0.5% REAZIONE ALCALI AGGREGATO Contenuto di alcali nella matrice U.R. Ambiente SiO 2 negli aggregati (fino ad un certo limite) PERCHÉ IL DEGRADO SI MANIFESTI È NECESSARIO CHE SUSSISTANO CONTEMPORANEAMENTE LE TRE CONDIZIONI SOPRAMENZIONATE

LA REAZIONE ALCALI- AGGREGATO ALCALI ASR ACQUA SILICE REATTIVA

QUANTITÁ AGGREGATI ALCALI-REATTIVI L espansione alcali-aggregato aggregato aumenta all aumentare aumentare del contenuto di silice reattiva fino a raggiungere un massimo per poi diminuire. ESISTE UN VALORE PESSIMALE DEL CONTENUTO DI SiO 2 REATTIVA CHE MASSIMIZZA LA REAZIONE Il rapporto Silice/Alcali che corrisponde alla max espansione varia tra 3.5 e 5.5 S/A = 3.5 5.5 A/S 0.18 0.30 Questo significa che allontanandosi da questo valore pessimale del rapporto silice/alcali la reazione dovrebbe diminuire (uso benefico della pozzolane)

QUANTITÁ AGGREGATI ALCALI-REATTIVI 25 2,5 2 (%) Esp pansione 15 1,5 1 0,5 0 0 10 20 30 40 SiO 2 reattiva (%)

Microfotografia di un campione di aggregato costituito da silice microcristallina.

VARIAZIONE ESPANSIONE ε SiO 2d quando S/A >5.5 Finezza SiO 2 Alcali per unità di superficie i di SiO 2 OH - /alcali

Reazione alcali-aggregato aggregato in una pavimentazione in calcestruzzo

Espansione per reazione alcali- aggregato 0,8 CE II/A-LL 42.5; 0,7 Alcali: 4.2 Kg/m 3 Espans sione (% %) 0,6 0,5 0,4 CE II/A-LL 42.5; 0,3 Alcali: 2 Kg/m 3 CE II/A-LL 42.5 (alcali: 4.2 Kg/m 3 ) 0,2 + Cenere volante: 50 Kg/m 3 0,1 0 Tempo CE II/A-LL 42.5 (alcali: 4.2 Kg/m 3 ) + Fumo di silice: 20 Kg/m 3

PAESI MAGGIORMENTE COINVOLTI STATI UNITI, CANADA, AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA, SUD AFRICA, DANIMARCA, GERMANIA, INGHILTERRA, ISLANDA, SCOZIA, GALLES I T A L I A 1 segnalazione: 1981 (questo ovviamente non significa che prima di questa data il fenomeno non si fosse manifestato, ma semplicemente che, per scarsa conoscenza, si attribuiva la formazione dei pop-out ad impurità o a noduli di calce (calcinaroli) anziché alla silice reattiva.

RAVENNA Foglia Metauro PESARO ANCONA 1) SELEZIONE MECCANICA Determina la concentrazione della selce lungo i fiumi della dorsale appenninica Salinello Trigno Sangro Biferno PESCARA Una soluzione sarebbe quella di approvvigionarsi di aggregati sani GARGANO FOGGIA CROAZIA Cervaro

STRUTTURE SOGGETTE A CICLI DI GELO/DISGELO CLASSE DI EXP. XF2 XF3 XF4 AGGREGATI NON GELIVI Aggregati contraddistinti da un assorbimento inferiore oea all 1% %sono odaco considerarsi sdeas non gelivi per via del ridotto contenuto di acqua che può congelare al loro interno

VALUTAZIONE GELIVITÁ Aggregati il cui assorbimento d acqua è superiore all 1% richiedono una valutazione specifica della gelività da effettuarsi sottoponendo l aggregato a cicli di gelodisgelo (prova diretta) in accordo alla norma UNI EN 1367-1 1 oppure ad una prova di immersione in una soluzione di solfato di magnesio (condotta in accordo alla UNI EN 1367-2).

VALUTAZIONE GELIVITÁ CLASSIFICAZIONE Il risultato consente di classificare l aggregato g come F x o MS y dove x ed y rappresentano la perdita di massa percentuale massima ammessa per una determinata classe per la prova condotta rispettivamente con il metodo diretto (cicli di gelodisgelo) o indiretto (immersione in solfato di magnesio). La classe di non gelività dell aggregato g può essere: CLASSE DI ESPOSIZIONE TIPO DI STRUTTURA CLASSE DI NON GELIVITÀ DELL AGGREGATO XF1 XF3/XF2 Strutture verticali Strutture orizzontali in assenza di sali disgelanti e strutture verticali in presenza di sali disgelanti F 4 MS 35 F 2 MS 25 XF4 Strutture orizzontali in presenza di sali disgelanti MS 18 F 1