IL CORPO, LA MENTE, LA COMUNICAZIONE.
Sai che cosa è la propriocezione? SI SENTIRE TUTTE LE PARTI DEL PROPRIO CORPO IN TESTA. Quindi essere padrone delle singole parti del proprio corpo in ogni momento e luogo, è così? DOVREBBE E tu senti sempre la posizione delle parti del tuo corpo nello spazio? NO, IO SENTO ORA SICURAMENTE LE MANI USANDOLE AMPIAMENTE, PURTROPPO HO PIU PROBLEMI DI APPARTENENZA A DUE PIEDI, ALMENO STENTO A FARE DUE PASSI UNENDO DESTRO E SINISTRO. Alberto (18 anni)
IO MI VOGLIO MOLTO GOVERNARE IL CORPO. Quale parte del corpo governi meglio? IL PIEDE FA COME VUOLE LUI E la mano? PURE La bocca? PURE Massimiliano (9 anni)
IO PENSO IMPORTANTE CONOSCERE IL PROPRIO CORPO PER ISOLARE IL DOLORE MA IL SOLO CONOSCERE NON PORTA A UNA GIUSTA COORDINAZIONE DEI MUSCOLI. MI MUOVO COSI PERCHE HO LA FIEVOLE SENSAZIONE DEI MIEI MUSCOLI E ALLORA MI MUOVO ESAGERATAMENTE NON MI SO REGOLARE. Perché tremi? PERCHE STO CERCANDO DI PARLARE SIA COL PENSIERO SIA COL CORPO. Cristian (22 anni)
A ME MI ROMPE CHE IO MI COMPORTO DIVERSAMENTE DA COME PENSO. Il braccio destro fa quello che vuoi tu? DI PIU DI PRIMA Le altre parti del corpo le senti? NO E riesci a comandarle? NON TANTO Ma il braccio destro bene? MOLTO DI PIU MI MIGLIORO USANDOLO Francesco 8 anni
OGGI HO IO STRETTO LE RELAZIONI TRA L UDITO E LA RETE INTELLETTIVA Cosa intendi con rete intellettiva? OVVIO L UNIVERSALMENTE GRANDE CERVELLO In che modo hai stretto le relazioni? HO CAPITO Matteo 19 anni
Che cosa hai oggi con il tuo pupazzetto? IO HO BISOGNO DI TENERLO IN BOCCA Perché? MI SERVE IO SENTO LA BOCCA Tu non la senti abitualmente la bocca? IO NON MI SENTO LA MANO, IL BRACCIO, IL DITO, LA BOCCA. Vedi bene? VEDO STORTO Come fai a sapere che è storto? IO LO SUPPONGO PERCHE FACCIO FATICA A CAMMINARE. Adriana 16 anni
.Guardavo fuori dai miei movimenti stereotipati e non capivo le logiche che motivavano il tuo passo. Per me non ragionare su un percorso prima di farlo significava provare il bisogno di essere portato per mano. Rispetto poi all ottenere di fare delle cose mostrandomi prima come farle, io non potevo ripetere l azione vedendola.
Facevo il gesto dentro la testa ma motoriamente non sortivo alcuna attività. Io non riuscivo a mostrarti la mia azione ideata e quindi finivo per ritrarmi dall usare le azioni, non ragionandoci più, non desiderando più la sensazione di un forte ed inaccettabile silenzio motorio. Alberto Frugone tratto da Autism and the Myth of the Person Alone. N.Y. University Press - 2005
..Io ero onnipotente, programmato solo per il mio modo di essere. Ho perso così molti anni in cui bisognava invece essere programmato per fare delle esperienze, e sono anni decisivi quelli che ho perso. Ero distante dall uso finito di una forma giusta di comunicazione, percorrevo una strada ignorandone il fine, pensavo di motivarmi con il valore delle risposte imparate riflettendo nel mio elemento spirituale.
Gemme diventano oggi i pensieri che prima non trovavano confronto, e le parole, tentando di misurarmi con la decisione di vivere l opportunità preziosa che mi è stata regalata. Alberto Frugone tratto da Autism and the Myth of the Person Alone N.Y. University Press - 2005
ricordandoti il titolo della tua relazione: indipendenza che cosa e e come raggiungerla che consigli daresti a chi inizia a facilitare la comunicazione di un bambino o di un ragazzo? ERRORE DARE TROPPA FACILITAZIONE FISICA AD UN BAMBINO, EDUCALO AD INDICARE IN AUTONOMIA, SAPPI ESERCITARLO A DESCRIVERE LA SEQUENZA DI UN AZIONE FACENDOGLIELA FARE AVALLATA NEI PASSI DALLA FACILITAZIONE.
LA PAROLA NASCE POSANDO SU DI ESSA UN SIGNIFICATO CONDIVISO, ESERCITATI CON PRUDENZA INTELLIGENTE: SAPPI DISCERNERE L ECOLALIA SCRITTA DALLA PAROLA USATA CON CAPACITÀ SEMANTICA CERTA.
Praticamente sarà inoltre importante portarlo a ridurre l ansia legata allo scrivere selezionando argomenti con proposte graduali e battendo sulla sicurezza del ragionamento piuttosto che sul linguaggio emotivo.
Questa seconda parte per una definitiva preghiera: alcuni professionisti hanno depistato l importanza delle facoltà cognitive degli autistici raccontando che noi non abbiamo una teoria della mente ma hanno una visione settaria della lettura che noi facciamo dei panni altrui. Noi prima di comunicare sappiamo senza sapere, è poi la comunicazione che dà certezza alla nostra percezione; traiamo più apprendimenti tentando di capire il punto di vista delle persone che non dallo studio calato sull osservazione delle loro azioni. Alberto Frugone 27 anni