L ORIENTAMENTO COME LIFE SKILLS



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Scritto da Paolo Bellagente Martedì 08 Maggio :16 - Ultimo aggiornamento Martedì 03 Luglio :32

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Transcript:

L ORIENTAMENTO COME LIFE SKILLS

L orientamento consiste nel mettere un individuo in condizione di prendere coscienza delle sue caratteristiche personali e di svilupparle in vista della scelta degli studi e delle attività personali, con lo scopo di perseguire lo sviluppo della società e la propria crescita personale (UNESCO Bratislava, 1970)

Valorizzare le competenze Partire dall interesse del ragazzo Accompagnare l alunno nella sua scelta Orientare significa: Rafforzare l identità personale Aiutare il ragazzo a gestire al meglio le proprie risorse Iniziare a limitare il campo tenendo conto dell interesse dell alunno

Criticità rilevate per orientare alunni con Disturbi Specifici dell Apprendimento La normativa non prevede nulla in merito all orientamento dei DSA. È preferibile presupporre un percorso a lungo termine per giungere a una consapevole scelta futura. L orientamento va condiviso e deve tener conto di: Attitudini Capacità Interessi Difficoltà

Tipologie di alunni DSA: Ragazzi con diagnosi precoce per cui è stato attivato un percorso legato all utilizzo di strumenti compensativi/dispensativi Ragazzi con diagnosi tardiva con livelli base di competenze Ragazzi che presentano criticità nell accettazione del disturbo con sé stessi e con gli altri, in particolare i compagni Ragazzi che hanno sviluppato disturbo emotivo e/o legato alla sfera relazionale che si aggiunge a quella propria dell età preadolescenziale

Approccio ludico: giochi psicoeducativi Il primo approccio per orientare è: sapere cosa il territorio mi offre. Per l approccio ludico posso scegliere se lavorare singolarmente con l alunno, inserirlo in coppia o in gruppo I giochi che scelgo possono essere: Creati in base all esperienza Giochi di società esistenti, rivisti in chiave DSA

Per attuare i giochi creo gruppi bilanciati per competenza. Obiettivi basati su un Bilancio di competenze: Rispetto delle regole Gestione delle emozioni Collaborazione e predisposizione al lavoro di gruppo Pianificazione delle azioni Creazioni di schemi mentali Capacità di ascolto empatico Utilizzo della creatività Semantica del contesto Competitività Sviluppare e/o consolidare capacità preesistenti Riflessione comune

IL BILANCIO DELLE COMPETENZE : VALORIZZA LE COMPETENZE DEFINISCE COSA UNA PERSONA PUO FARE IN BASE ALLE SUE CARATTERISTICHE SPIEGA CONOSCENZE E ATTITUDINI PUNTA A GESTIRE AL MEGLIO LE PROPRIE RISORSE

ESEMPI DI GIOCHI PSICOEDUCATIVI: Sudoku strutturato bypassando i numeri Si può fare all interno di un piccolo gruppo o in classe. Cosa osservo: -Rispetto delle regole -Attenzione alla pianificazione -Capacità logica -Concentrazione -Capacità di analisi -Abilità a contare senza numeri -Creazione di schemi mentali

Aguzza la vista Cosa osservo: - Attenzione ai dettagli - Capacità di attenzione selettiva - Capacità di analisi - Capacità di osservazione - Predisposizione all analisi clinica - Rispetto delle regole

REBUS 3, 9, 2, 3, 3, 5 NON IL CHE Cosa osservo: -Attenzione ai dettagli -Ottima flessibilità mentale -Pensiero divergente e creatività -Concentrazione -Capacità di osservazione -Gestione delle emozioni -Capacità di analisi del contesto Dal Rebus semplice si può passare alla frase poligrafata, ovvero più rebus vanno a creare una frase

Giochi di società JENGA Cosa osservo: -Pianificazione delle azioni -Capacità a mantenere alta la concentrazione -Creazione di schemi mentali -Manualità (impacciato, grossolano..) -Competitività -Gestione delle emozioni N.B. Le regole sono decise da chi conduce il gioco

Taboo Il gioco prevede di indovinare delle parole senza pronunciare i riferimenti indicati dalle carte. Possibili modifiche: Aumentare il tempo a disposizione Limitare le parole da non utilizzare Cosa osservo: -Competitività -Gestione delle emozioni -Attenzione selettiva -Pensiero divergente o convergente

Le intelligenze multiple Gli esempi di riferimento riprendono, tra le altre, la teoria delle intelligenze multiple di Sternberg il quale propone una teoria triarchica del pensiero, dove l attività intelligente è di tre generi fondamentali: analitica, pratica e creativa. Il pensiero analitico riguarda la capacità di analizzare, prendere in esame, valutare, giudicare, mettere in rapporto, confrontare. Il pensiero pratico comprende la capacità di usare strumenti, sperimentare direttamente, applicare ed attuare piani. Il pensiero creativo esprime la capacità di creare, scoprire, produrre, immaginare e supporre. Sternberg li ha sistematizzati dimostrando che la correlazione tra i tre tipi di intelligenza è bassa, e ciò depone a favore del fatto che una delle tre intelligenze può risultare, generalmente, prevalente.

È difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi, che si credono liberi. Lettera ai bambini, G. Rodari