Sommario Rassegna Stampa Testata Data Titolo La Gazzetta del Mezzogiorno 16-04-2012 Camere di commercio summit sullo sviluppo La Gazzetta del Mezzogiorno 17-04-2012 L agroindustria scaccia la crisi: Ma bisogna esportare di più La Gazzetta del Mezzogiorno 18-04-2012 L export ora conviene: All estero meno spese La Gazzetta del Mezzogiorno 19-04-2012 Lavoro, a fine mese il primo osservatorio in Capitanata La Gazzetta del Mezzogiorno 19-04-2012 Marchionne blinda la Sofim La Gazzetta del Mezzogiorno 20-04-2012 Energia da biomasse in partenza il progetto La Gazzetta del Mezzogiorno 20-04-2012 L Euro&Med chiude, record di contatti La Gazzetta del Mezzogiorno 20-04-2012 Marchionne elogia la Powertrain pugliese La Gazzetta del Mezzogiorno 20-04-2012 Marchionne porta commesse motori Sofim negli Stati Uniti L Attacco 17-04-2012 Fabbri e le altre imprese foggiane più tecnologiche grazie alle Tic Il Mattino di Foggia 20-04-2012 The Guardian premia il Gargano Il Sole 24 Ore 16-04-2012 Raccolta fondi con le imprese Il Sole 24 Ore 17-04-2012 Arriva la nuova Iri ma è solo un opzione Il Sole 24 Ore 17-04-2012 Monti vede Passera: quattro linee d azione per la crescita Il Sole 24 Ore 17-04-2012 Partite Iva, le prime convergenze Il Sole 24 Ore 17-04-2012 Separati azienda e imprenditori Il Sole 24 Ore 17-04-2012 Perdite su crediti più garantite Il Sole 24 Ore 18-04-2012 Cura di investimenti e liquidità a Pmi Il Sole 24 Ore 18-04-2012 La nuova Iri premia gli utili Il Sole 24 Ore 18-04-2012 Le reti di impresa a misura di banca Il Sole 24 Ore 18-04-2012 Terziario, crediti per 32 miliardi Il Sole 24 Ore 19-04-2012 Crediti Pa, sul tavolo 20-30 miliardi Il Sole 24 Ore 19-04-2012 Nella formazione il futuro del lavoro Il Sole 24 Ore 19-04-2012 Nuovo bonus fiscale per la ricerca Il Sole 24 Ore 19-04-2012 Per la crescita un agenda in 10 mosse Il Sole 24 Ore 20-04-2012 Squinzi: momento difficile, priorità alla crescita Il Sole 24 Ore 20-04-2012 Verso l accordo sui debiti delle Pa Il Sole 24 Ore 20-04-2012 Banche e imprese, le idee per la crescita Il Sole 24 Ore 20-04-2012 Bloccato il bonus competitività
AFIDH/1HDfjIpg8CK+5S+A4IhNOqkvmC08p+/wlK+PI=. II IFOGGIA CITTÀ A G R O A L I M E N TA R E UNA FINESTRA SUI MERCATI NUMERI PIÙ RIDOTTI Il salone presenta numeri ridotti rispetto all edizione 2010: 18 acquirenti dall estero, 40 imprese coinvolte Lunedì 16 aprile 2012 Camere di commercio summit sullo sviluppo Oggi a Manfredonia il «Siaft», da domani l Euro&Med food. L ORA DELLE TRATTATIVE Buyers all ultima edizione di Euro&Med nel 2010 CRISI ECONOMICA LA TESI DELL ECONOMISTA, SENATORE DI FUTURO E LIBERTÀ. SENERCHIA: «FOGGIA CROLLATO IL MERCATO IMMOBILIARE» «I giovani e le donne ci salveranno» Baldassarri: «Possiamo rimettere in sesto i conti solo con loro e con liberalizzazioni vere» l Obiettivo puntato sui mercati mondiali, là dove si vuole indirizzare l offerta dell ag roalimentare foggiano, per la sesta edizione di Euro&Med Food l evento legato alle produzioni agroalimentari di Puglia (con spiccata prevalenza di imprese foggiane) organizzato con cadenza biennale dalla Camera di commercio di Foggia d intesa con la Regione. L Euro&Med aprirà i battenti domani presso il Regio hotel Manfredi a Manfredonia: una sede insolita dopo cinque edizioni nella fiera di corso del Mezzogiorno. Ma la rassegna parte virtualmente questa mattina con la terza edizione del progetto Siaft (Southern Italy Agrofood and Tourism) ovvero il summit delle Camere di commercio meridionali alla presenza del presidente nazionale di Unioncamere, Ferruccio Dardanello e di Angelo Tortorelli (capofila del progetto Siaft). Partecipano a questo raduno i presidenti delle Camere di Commercio di Chieti, Cosenza, Crotone, Latina, Matera, Potenza, Siracusa, dell'unione regionale delle Camere di Commercio del Molise. «Euro&Med Food 2012 commenta il presidente della Camera di commercio di Foggia, Eliseo Zanasi - rappresenta il contributo del sistema delle imprese al superamento dell attuale e delicata congiuntura, rispetto alla quale il settore agroalimentare ha negli ultimi tempi già dimostrato, con la crescita delle esportazioni, andamenti positivi ed in controtendenza, ribadendo nel contempo la sua importanza strategica per l economia del paese ed in particolare per le regioni ed i territori a spiccata vocazione agroalimentare». Il progetto Siaft - informa una nota l I giovani e le donne, specie al Sud, possono salvare l eco - nomia italiana. La buona novella è in fondo al tunnel che con lucido realismo ha percorso sabato, in occasione del convegno su crisi economica e ripresa di Futuro e libertà, il senatore Mario Baldassarri. «Se solo decidessimo di non rinunciare all energia che possono darci i giovani e le donne, riducendo dall attuale 30% al 7% la disoccupazione dei giovani e portando l occupazione delle donne dall attuale 42% al 65%, guadagneremmo 3-4 punti di Pil ogni anno per i prossimi dieci anni». Quelli indicati da Baldassarri sono obiettivi che pone l Unione europea, dunque nulla di fantascientifico: se sullo spread e sul pareggio di bilancio il governo si è impegnato a fare la sua parte, perchè non tener conto anche di questi parametri? Ma la domanda di Baldassarri, illustre economista prima che politico di lungo corso, è destinata forse a restare senza risposta. Come quella sulle liberalizzazioni, altra partita su cui si gioca una strenua battaglia con le lobby: «Qualche rigassificatore in più ci farebbe risparmiare sulla bolletta energetica, e invece lo scorporo di Snam dall Eni viene posticipato a dicembre 2013: chiaro l inten - to di superare indenni la tornata elettorale». Il quadro sulla nostra economia tracciato dal senatore segna burrasca: «A fine 2012 la nostra crescita subirà un passo indietro del 2,5%, per recuperare il reddito del 2007 dovremo IL CASO SOT T ACCUSA LE PRODUZIONI «MISCELATE», LA SENATRICE MONGIELLO: «ETICHETTE PIÙ T R A S PA R E N T I» A picco il mercato dell olio di oliva Coldiretti: «Ora basta con le importazioni, non ne abbiamo bisogno» attendere di questo passo forse il 2018. Siamo bloccati da troppi lacci e lacciuoli: la Corte dei conti dice che dentro il Moloch della spesa ci sono ogni anno 60 miliardi di malversazioni e ruberie che vanno ricercate nella filiera della Pubblica amministrazione, come nei sussidi fasulli alle imprese. Con quale etica lo Stato chiede ai contribuenti onesti di ripianare questo deficit, ben sapendo che un altro organo di Stato certifica un furto di tali dimensioni?». A Foggia la crisi si tocca con CRISI ECONOMICA Il senatore Mario Baldassarri intervenuto sabato al convegno di Futuro e libertà mano soprattutto nel mercato immobiliare: secondo Pippo Senerchia, responsabile dipartimento economico di Fli, «le quotazioni sono crollate del 50%». Il presidente di Confesercenti, Carlo Simone, è sicuro che la nuova ondata di liberalizzazioni per il commercio «appesantisca i costi delle imprese», mentre Filippo Schiavone (giovani Confagricoltura) auspica «una nuova politica agricola nazionale che tenga conto del ruolo di un settore spesso trascurato». [m.lev.] dell ente camerale - è una iniziativa finalizzata a favorire l'internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, con particolare riferimento alle attività ristorative e turistiche dell Italia centro-meridionale. Ma gli scambi commerciali rappresentano il sale di questa manifestazione che vedrà quest anno la presenza di 18 buyers provenienti dall estero e quaranta imprese dell agroalimentare in rappresentanza delle regioni meridionali. Numeri di gran lunga più ridotti rispetto all ultima edizione dell Eu - ro&med 2010 (126 buyers, 140 espositori) che contava anche su un budget superiore al milione di eur o. «A sottolineare lo spiccato profilo internazionale dell evento - riferisce la Camera di commercio di Foggia - anche la rinnovata presenza delle delegazioni delle Camere di Commercio italiane all estero, con le quali prosegue una collaborazione intensa e proficua», e per la quale viene sottolineato il ruolo svolto da Unioncamere nazionale ed Assocamerestero. Completano il quadro delle iniziative previste, tra il 16 e il 19 prossimi, sessioni di wine tasting e degustazioni di olio extra vergine, la presentazione del programma di promozione di Sprint Puglia e della rete Enterprise Europe Network nell ambito del Progetto Bridgconom i e s. le altre notizie BIBLIOTECA PROVINCIALE Incontro col presidente dell Azione Cattolica n Oggi alle 17,30 presso la biblioteca provinciale alla presenza di Mons. Francesco Pio Tamburrino, arcivescovo di Foggia Bovino si terrà il convegno finale della Scuola socio politica della diocesi dal tema «Il ruolo dei cattolici all impegno politico: quale impegno per la società civile, l associazioni - smo e i movimenti». Relatore il presidente nazionale dell Azione Cattolica Franco Miano. SICUREZZA SUL LAVORO Dalla scuola al cantiere un corso di formazione n Gli studenti delle quinte classi dell istituto tecnico per geometri, Eugenio Masi, hanno partecipato a un corso di formazione sulla sicurezza del lavoro organizzato dll Inail di Foggia. Le lezioni si sono concluse lo scorso 12 aprile con l incontro conclusivo sul tema: Sicure zza: dalla scuola al cantiere. Il progetto è stato articolato in due fasi: dopo una prima fase teorica di carattere didattico-interattivo, gli studenti sono stati accompagnati dai tecnici dell Inail direttamente sui cantieri edili. La seconda fase di carattere pratico e di osservazione si è svolta presso il cantiere edile degli Ospedali Riuniti durante la quale i ragazzi sono stati sollecitati ad individuare i fattori di rischio nell ambiente del lavoro. l Era iniziata sotto i migliori auspici la campagna olearia in Puglia e in Capitanata: i prezzi di mercato avevano superato i 50 euro al quintale. Ma in soli quindici giorni - denuncia Coldiretti - artatamente ed ingiustificatamente sono stati fatti crollare fino a 30 euro al quintale. «Sarà un caso - afferma il presidente dell org anizzazione agricola, Pietro Salcuni - ma l andamento drammatico del mercato è coinciso con l arrivo in Puglia di ingenti quantitativi di olive provenienti da Spagna, Tunisia e Grecia». Le massicce importazioni di olio dall estero, pur senza averne bisogno (l Italia con la sua produzione sarebbe autosufficiente) continuano a preoccupare Coldiretti e ora anche il Parlamento. Il disegno di legge recante norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini, ha trovato «immediato riscontro in entrambi i rami del Parlamento», commenta la senatrice foggiana Colomba Mongiello, componente della 9^ Commissione agricoltura e produzioni agroalimentari del Senato. «Nel disegno di legge - spiega - vengono proposte una serie di misure, a partire da un'etichettatura che indichi con maggiore chiarezza la provenienza dell'olio, a tutto vantaggio del Made in Italy e dei consumatori. Lo scopo è quello di proteggere la qualità dei nostri oli nazionali e assicurare la corretta informazione sui mercati». QUOTAZIONI KO Il prezzo sotto i 30 euro
AFIDH/1HDfgsKCcdUYY1EsVdCs/ulJS9Yi8X0bGrjDA= IV IFOGGIA CITTÀ CAMERE COMMERCIO IN CAPITANATA IL PUNTO SUI MERCATI IL BRAND «MADE IN ITALY» «Le imprese ignorano i vantaggi del Made in Italy, terzo marchio più diffuso dopo Coca Cola e Visa». L alleanza fra dieci enti camerali Martedì 17 aprile 2012 L agroindustria scaccia la crisi «Ma bisogna esportare di più» Dardanello: «Lo fanno appena 170mila imprese su 6 milioni, Foggia osi di più» dal nostro inviato MASSIMO LEVANTACI l MANFREDONIA. Fare sistema, bella parola. Dieci Camere di commercio provano a riorganizzarsi, la sfida è sempre quella di riuscire a fare breccia sui mercati internazionali. E là che oggi si possono fare affari: in Italia, con la crisi dei consumi, il piatto piange. Ma le imprese che l hanno capito si contano sulla punta delle dita: quelle che esportano abitualmente sono appena 5mila, su un bacino di 170mila imprese che mette il naso fuori dai patrii confini una volta tanto e una platea complessiva di 6 milioni 148mila imprese, quante quelle iscritte nei registri camerali. C è un divario abissale da colmare, un divario che il presidente nazionale di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, non esita a definire così: «Il mercato ci chiama, se non ne approfittiamo sarà soltanto colpa nostra». Così ieri a Manfredonia si sono dati appuntamento i presidenti di dieci Camere di commercio (Chieti, Cosenza, Crotone, Foggia, Latina, Matera, Potenza, Siracusa e dell'unione regionale delle Camere commercio del Molise) per il «Siaft» un progetto di sistema che promuove il fo o d su alcuni mercati di riferimento. Ieri c erano 40 imprese espressione dei territori di competenza degli enti camerali coinvolti per 18 i buyers provenienti da Canada, Brasile, Germania, Cina. «E stato un momento di confronto molto significativo - spiega Eliseo Zanasi, presidente di Foggia - il sistema camerale conferma in questo modo di essere coeso, importante che questa risposta sia venuta da territori limitrofi». Al Siaft come oggi all Euro&Med partecipano aziende grandi e piccole: «Non importano le dimensioni - spiega Dardanello - a noi interessa che le imprese si facciano guidare in un percorso che da sole non saprebbero affrontare, visti i dati. Mi auguro che Foggia abbia innescato un processo: le imprese devono capire che possono far leva su un marchio fortissimo, il made in Italy, terzo al mondo solo dietro Coca Cola e Visa. Una posizione di vantaggio che tutti gli altri paesi ci invidiano. E allora perchè non approfittar ne?». OGGI GLI SCAMBI PARTECIPANO 85 AZIENDE PUGLIESI, 71 GLI ACQUIRENTI INTERNAZIONALI DA DICIASSETTE PAESI Adesso l Euro&Med bada al sodo Parte la sesta edizione, via il salone solo incontri domanda-offerta SCAMBI Il salone del Siaft l Da stamane, per due giorni, a Manfredonia è di scena la sesta edizione di Euro&Med Food, la vetrina dell agroalimentare pugliese e meridionale nella nuova formula B2B: ovvero solo incontri domanda-offerta fra produttori e acquirenti, nessuna concessione alla vetrina (lo «show») visto nelle passate edizioni. Una concessione all austerity (dati i tempi) e alle restrizioni imposte a seguito dell ispezione ministeriale dello scorso anno che ha rilevato irregolarità nell org anizzazione dell ultima edizione del 2010 vincolata a un ati (associazione temporanea di imprese) fra gli enti organizzatori Camera di commercio, Comune, Provincia e ente fiera che però non si fece. Alla manifestazione sono presenti 85 aziende e 70 acquirenti (di cui 19 italiani) in arrivo da Usa, Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Francia, Giappone, India, Israele, Qatar, Regno Unito, Singapore, Svizzera. Edizione dedicata alle filiere più rappresentative dell ag roalimentare pugliese: dai prodotti, ai presìdi gastronomici, alle specialità agroalimentari tipiche. EXPORT Dardanello (a sin.) e Zanasi La visita Marchionne in Sofim fra attese e smentite Secondo i «boatos» di casa Fiat, oggi dovrebbe essere il giorno di Sergio Marchionne in visita alla Sofim di Foggia. Ma le stesse fonti ieri tacevano e in serata si è saputo che l azienda comunicherà l arrivo dell ammini - stratore delegato di Fiat Auto ai sindacati «all ultimo momento». La storica visita nello stabilimento di borgo Incoronata potrebbe slittare a domani, essendo quelli di martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 aprile i giorni indicati dal vertice di Fiat Industrial (di cui Marchionne è presidente) per un assemblea dei quadri nello stabilimento di Foggia. Con l ad di Fiat arriveranno cinquanta manager di Fiat Industrial, per i quali sono già prenotate le camere all hotel Cicolella (rimaste tali fino a ieri sera). Per Marchionne anche un menu a base di prodotti tipici della Capitanata.
AFIDH/1HDfh+0nsyCRF9vuBb2GX7PedXIX5fs0U3Vek=. VI IFOGGIA CITTÀ A G R O A L I M E N TA R E IERI L APERTURA DEGLI SCAMBI IL TERMOMETRO Al salone 71 operatori internazionali dai 5 continenti. Prodotti tipici e vino, richieste sempre in aumento Mercoledì 18 aprile 2012 L ad di Fiat Marchionne oggi in Sofim visita storica L export ora conviene «All estero meno spese» Zanasi: «L Euro&Med diventerà annuale e faremo più lobby» dal nostro inviato MASSIMO LEVANTACI l MANFREDONIA. Tutti ora guardano all estero come possibile via di fuga. L Italia comincia a stare stretta anche alle aziende più piccole: troppi costi (dai trasporti alla burocrazia), e poi le famiglie consumano di meno. Così chi può cerca di piazzare la propria mercanzia all estero. Ieri all Euro&Med era questo il denominatore comune per compratori e venditori. Nemmeno le piccole aziende ormai sfuggono a questa teoria: «Io ormai vendo solo all estero - risponde Angelo Cotugno di Puglissima a Cerignola - le nostre paste alimentari sono molto apprezzate nei paesi del Nord Europa. Ora cercheremo di farci conoscere anche negli Stati uniti, speriamo bene». «Trovo più conveniente esportare in Germania che vendere in Italia - commentava ieri Francesco Caccavo, oleificio De Palma - lì la benzina costa meno e l au - tostrada è gratis: spese che sui bilanci delle piccole aziende hanno il loro peso». All Euro&Med ha debuttato ieri anche il consorzio Parco della Peranzana, l oliva autoctona dell alto Tavoliere: «E la nostra prima volta - risponde il presidente, Rino D Angelo - ma sono sicuro che porteremo a casa qualche contratto: il livello dei buyers è elevato». Tra i box dell Euro&Med ci sono 71 operatori internazionali, in rappresentanza di 4 continenti (manca l Africa). Diciannove gli italiani, la grande distribuzione arriva oggi. Non è una fiera, ma solo incontri «b2b» venditore-compratore al massimo con l in - terprete a fianco. Il pur grande salone del Regio hotel di Manfredonia, ieri nel giorno d apertura, ha confermato l in - sufficienza degli spazi: riteniamo anche per questo che la decisione di portare l Eu - ro&med fuori dall ente fiera non sia stata una scelta indovinata, come sottolineato da diversi operatori. La formula però si è rivelata GLI EVENTI IL PREMIO «LE ESPERIDI» ALLE DONNE IMPRENDITRICI, IERI UN EDUCATIONAL SULL OLIO E l orchidea garganica è un brand Imma Latino: «Vengono ad ammirarla turisti da tutta Europa» l Mentre l Euro&Med celebra in questi giorni l agroalimentare pugliese (e meridionale) da esportazione, sul Gargano è in atto il primo incoming dell an - no con i turisti che giungono sul promontorio ad osservare le orchidee. «Ne abbiamo 70 specie diverse, fioriscono proprio in questo periodo: oggi (ieri: ndr) era da me un gruppo di olandesi, a fine settimana arriveranno dei francesi», commenta Imma Latino dell ag riturismo Montesacro di Mattinata. A lei così come a Lucia Di Domenico (azienda agrituristica Posta Guevara), Ester Fracasso (Sertur Consulting) e Ruth Vella (Events Club Malta) la presidente del comitato per l imprenditoria femminile della Camera di commercio, Daniela Eronia, ha consegnato in apertura dell Euro&Med il premio «Le Esperidi» riservato alle donne impreditrici. Tra gli eventi dell Euro&Med segnaliamo anche l educational sull olio di oliva, tenuto ieri sera dal capo-panel del laboratorio merceologico Lachimer, Massimo Ragno, a beneficio dei buyers ospiti. OBIETTIVO MERCATI Le contrattazioni. durante la prima giornata del salone «azzeccata», è il parere del presidente della Camera di commercio Eliseo Zanasi. «Le imprese così spendono meno e, inoltre, l organizzazione è più snella: in questo modo - aggiunge - possiamo fare un Euro&Med food all anno (oggi è biennale: ndr) e pianificarlo su due binari, agroalimentare e turismo». Questa edizione ha infine stimolato il confronto fra Camere di commercio, dieci quelle intervenute dell Italia meridionale in occasione del «Siaft», la vetrina che ha preceduto l Euro&Med, tenuta lo scorso lunedì: «L ag roalimentare di qualità - aggiunge Zanasi - è il nostro biglietto da visita, quello che ci qualifica anche sul piano dei rapporti istituzionali: dobbiamo fare lobby con le altre Camere di commercio per riportare in quota le azioni della Capitanata». All inauugrazione erano presenti, tra gli altri, gli assessori regionali Dario Stefàno (Agricoltura), Silvia Godelli (Turismo) e il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi. Il grande giorno è arrivato, a meno di cambi di programma dell ulti - mora è previsto per oggi l arrivo di Sergio Marchionne in Sofim. L am - ministratore delegato della Fiat sarà a Foggia in mattinata per incontrare nello stabilimento di borgo Incoronata i manager di Fiat Industrial per quello che è l annuale incontro del management per fare il punto della situazione sull azienda e sui mercati. Riunione che si tiene in uno stabilimento diverso: quest anno, pare per espressa richiesta di Marchionne, la riunione si tiene nella palazzina nobile dello stabilimento Fiat powertrain. Per l impian - to industriale più importante della Capitanata (1700 dipendenti) è una visita storica, senza precedenti. L impianto metalmeccanico, in attività dal 1976 (prima in joint-venture con i francesi, dal 1982 rilevato dalla casa torinese) aveva ricevuto finora visite importanti al massimo grado di Iveco (la vecchia casamadre), mai di Fiat. Marchionne dovrebbe trattenersi in Sofim due giorni. Non sono annunciati incontri ufficiali con le autorità locali, ma dovrebbe incontrare i sindacati aziendali.
AFIDH/1HDfjHnWxCr+19XzuCFniOqfxK+NlheW/Hyzs=. Giovedì 19 aprile 2012 PORTE SPRANGATE E POLIZIA S C H I E R ATA Così compariva ieri mattina l ingresso della Fiat powertrain durante la visita di Sergio Marchionne A SPASSO IN 146MILA A tanto ammonta il numero degli inoccupati foggiani secondo i dati forniti al ministero del Lavoro, pronti ad accettare una chiamata lavorativa FOGGIA CITTÀI III SPAVENTANO PIÙ LE IMPRESE Spaventa di più la scarsa attitudine delle imprese a innovare che il lavoro sommerso ormai al 50% della popolazione attiva Lavoro, a fine mese il primo osservatorio in Capitanata Allarme dell Ugl: «Fate in fretta, gli ammortizzatori sociali sono in scadenza» l L osservatorio delle professioni in Capitanata sta per vedere la luce. Il primo vagito è atteso per «fine aprile»: sarà soltanto un «primo report sperimentale», avverte Nicola Rosiello dirigente dell assessorato provinciale del Lavoro. Però è un inizio. Il quadro completo della forza-lavoro disponibile in Capitanata, delle professioni a disposizione delle aziende (nonchè il grande abisso dei senza arte nè par te, il problema forse più serio) lo quantificheremo più avanti. Per settembre il Formez (il centro di ricerca e formazione incaricato dal ministero di attuare il progetto) vuole realizzare a Foggia una sorta di «osservatorio day» sui fabbisogni reali delle imprese. Ieri in Provincia è avvenuta la presentazione del progetto che vede coinvolta la Capitanata insieme ad altre quattordici province. «L osservatorio permetterà uno scambio informazioni molto più accelerato, avremo la fotografia delle dinamiche occupazionali che cambiano molto velocemente in Capitanata. Integreremo le informazioni con l I n p s, Infocamere», ha detto l assessore Leonardo Lallo. A Foggia le «criticità molto diverse rispetto ad altre aree» segnalate dal responsabile provinciale delle Politiche del lavoro muovono da un dato: 146mila. «Sono quelle persone inoccupate - spiega Mimmo Buccino, un formatore - che accetterebbero un lavoro, L A L LO Le dinamiche occupazionali cambiano velocemente in provincia qualunque esso sia, anche domani mattina. Il dato è all attenzione del ministero del Lavo ro». La provincia del sommerso che ha ormai superato il 50% della popolazione attiva, spaventa meno della «scarsa attitudine delle imprese a innovare nelle proprie aziende». «Anche la minima commessa commissionata al piccolo artigiano locale a volte non viene consegnata al cliente come questi vorrebbe, è un problema di cultura», ha denunciato Aldo Di Mola dell ufficio statistica di Camera commercio. «Abbiamo grandi potenzialità, ma scarsa capacità d i m p re s a», gli fa eco Marisa Cavaliere presidente dell ordine dei commercialisti. Il progetto, finanziato dal Fondo sociale europeo, mette il dito sulla piaga: «La provincia di Foggia non fa eccezione, purtroppo in Italia solo il 40% dei territori dispone di un osservatorio. In queste condizioni - ha detto il capo del progetto nazionale del Formez, Santino Luciani - misurare per decidere, secondo il nostro motto, è un impresa ardua. Dobbiamo invertire la tendenza, proveremo a istituire una dorsale informativa unica anche se non sarà facile perchè cinque province (non pugliesi: ndr) delle quindici si sono già defilate. Foggia era partita da zero, ma ha fatto passi da gigante: non era affatto scontato». [m.lev.] le altre notizie CONFINDUSTRIA Rosito nella commissione regionale ambiente n La foggiana Simona Rosito è entrata a far parte della commissione regionale Ambiente di Confindustria. «Un incarico - commenta il presidente dei giovani industriali Tiziano Roseto - che va nella direzione intrapresa: Simona Rosito si occupa da anni di energie rinnovabili con Futurgreen e di recente ha raggiunto il traguardo della chiusura della filiera completa per la produzione di energia da biomasse». LA PRECISAZIONE Trattori senza dispositivo antiribaltamento n Non c è dispositivo antiribaltamento sul 50% dei mezzi agricoli in circolazione, non sul 50% dei mezzi di nuova generazione come erroneamente scritto nel titolo della Gazzet - ta a pagina VIII del 13 aprile scorso. Lo precisa Vincenzo Laurendi, responsabile dell ot - tava unità funzionale macchine agricole dell Inail. «Tutti i trattori immatricolati prima del 1 gennaio 74 - precisa Laurendi - non presentano questo dispositivo di sicurezza».
AFIDH/1HDfjHnWxCr+19X1mn11RDQZmHTxEGfFXab+Y= II IFOGGIA CITTÀ UNA VISITA STORICA IL MEETING DI FIAT INDUSTRIAL IL BENVENUTO IN AZIENDA Ad attenderlo c era il management dell azienda foggiana ed i vertici di Fiat Industrial per parlare di programmi e mercati Giovedì 19 aprile 2012 IL RICONOSCIMENTO L ad di Fiat è venuto a conoscere uno stabilimento che ha fatto la fortuna della casa torinese con il diesel più venduto da trent anni Marchionne blinda la Sofim Ma la produzione in fabbrica non si è fermata MASSIMO LEVANTACI l Porte sprangate e polizia in assetto antisommossa. Qusta oggi è la Fiat di Sergio Marchionne: l amministrato - re delegato che ha rivoluz i o n at o t re n t anni di relazioni sindacali, il manager dei due mondi (dopo l acquisizione di Chrysler) è arrivato in fabbrica a mezzogiorno in punto blindato come più non si potrebbe nella sua Thesys nera anticipata e seguita da un codazzo di macchine che ha imboccato a tutta velocità l ingresso secondario della Sofim. Nemmeno la soddisfazione di un flash a pochi metri: il drappello di fotografi e giornalisti fermo da L A R R I VO In fabbrica a mezzogiorno, scortato nella Thesys nera qualche ora ad attenderlo davanti l ingresso principale, è rimasto con palmo di naso. Il manager dal golfino blu si è presentato come un capo di stato, il piccolo corteo motorizzato lo ha accompagnato davanti alla palazzina centrale dello stabilimento dove ci sono gli uffici e la direzione di fabbrica. Ad attenderlo c era il management dell azienda foggiana ed i vertici di Fiat Industrial convocati per il meeting su programmi e mercati. E probabile che il direttore di stabilimento, Pasquale Fiorilli (primo foggiano al vertice in Sofim) abbia fatto gli onori di casa, sebbene Foggia - come spiegano da Torino - sia solo il contenitore di un evento che i manager di Fiat Industrial celebrano ogni anno in una fabbrica diversa. Quest anno è toccato a Foggia, pare su espressa richiesta di Sergio M a rch i o n n e incuriosito da questo stabilimento che ha i nve n t at o t re n t anni fa il motore diesel ultrale ggero che da allora sbaraglia la concor renza, prima con il common rail ora con l F1A. Un motore che ha fatto la fortuna di un segmento strategico per la produzione di casa Fiat come i veicoli commerciali, vale un riconoscimento così autorevole anche se un po tar - d ivo? Era perciò da giorni gran- NIENTE FLASH Evitati fotografi e giornalisti fermi davanti l ingresso principale de l attesa e la curiosità dei 1700 lavoratori foggiani di sapere cosa avrebbe detto loro Marchionne in questa che pur sempre è la prima visita ufficiale del vertice Fiat da quando, nel 1976, lo stabilimento è nato in joint-venture con i francesi. Marchionne però è rimasto chiuso nella palazzina al piano nobile della direzione con i suoi manager, nessun contatto in videoconferenza con i lavoratori (contrariamente a quanto si diceva), smentito pure l incontro con i sindacati «amici» di Fim-Cisl e Uilm-Uil. Potrebbe farlo oggi: Marchionne, infatti, tornerà questa mattina in Sofim per proseguire il suo meeting, probabilmente farà una visita nello stabilimento. Sono però queste soltanto congetture, dopotutto Fiat ha chiuso ermeticamente ogni informazione su questa visita e persino negato, ieri mattina, l arrivo del suo amministratore delegato di lì a poche ore di distanza. Il particolare è stato raccontato da un addetto dell Asi (il consorzio industriale) incaricato ieri mattina di sistemare alcuni cartelli stradali riguardanti la Fiat powertrain sulla carreggiata in prossimità dello stabilimento: «Arriveranno tra qualche giorno alcuni mana g er». La giornata di Marchionne si è svolta quasi tutta in IL RINFRESCO Oggi dovrebbe visitare lo stabilimento, ieri rinfresco a Casa Freda Sofim, nel primo pomeriggio è stato fatto un break a base di prodotti locali. L ad di Fiat ha trascorso la notte nella quiete di Casa Freda, in via San Severo, dove pure c è stato un rinfresco riservatissimo ieri sera offerto dalla Sofim. A fine serata i manager di Fiat Industrial sono stati accompagnati all hotel Cicolella dove la casa torinese aveva prenotato già da alcuni giorni cinquanta camere. Nessun contatto con la città se non attraverso sporadici indizi: nemmeno il sindaco Mongelli è stato avvertito formalmente dell arrivo dell il - lustre ospite. Ragioni di sicurezza, senz altro: ma c è molto del M a rch i o n n e - s t y l e. LA SITUAZIONE LO STABILIMENTO FISSA LA PRODUZIONE A 230MILA MOTORI DIESEL, MA CON PEUGEOT È ROTTURA DAL 2017 E in azienda torna la cig Dal 26 aprile per calo di commesse, già 12 fermate collettive da inizio anno D I R E T TO R E Pasquale Fiorilli, dirige la fabbrica dal 2010 l Tornerà la cassa integrazione in Sofim, dal 26 aprile e per tre giorni (fino al 30) la produzione si fermerà per un calo di commesse. La notizia è stata comunicata ai sindacati qualche giorno fa, la causa viene attribuita allo sciopero delle bisarche rimaste ferme per oltre una settimana il mese scorso causando di fatto l occlusione dell canale azienda-concessionari. Vendite perciò bloccate e dunque si spiegherebbe soprattutto così il picco del -25% registrato dal mercato, secondo il re port ufficializzato solo qualche giorno fa. Tuttavia i dati di vendita restano tutt a l t ro che soddisfacenti (bisarche a parte), e questo non trascurabile aspetto non fa altro che riaccendere i contrasti sindacali all inter no degli stabilimenti Fiat. La Fiom Cgil ha incontrato qualche giorno fa il capo del personale dell azienda di borgo Incoronata in un albergo cittadino (com è noto il sindacato dei metalmeccanici Cgil non ha più rappresentanza in fabbrica). «La direzione - riferisce una nota sindacale - a causa del perdurare della crisi, non esclude un ulteriore utilizzo della cassa integrazione ordinaria (Cigo: ndr) nei prossimi mesi oltre ai 12 giorni di fermate collettive già effettuati quest anno. Allo stato attuale - riferisce ancora il sindacato - la produzione dell anno in corso si aggira intorno ai 230mila motori». Tra le questioni da affrontare che riguardano lo stabilimento di Foggia, Sergio Marchionne dovrà maneggiare anche la grana dell annunciata risoluzione del contratto di fornitura motori da parte della Psa Peugeot che ritira all anno il 40% dei motori diesel prodotti dalla Sofim. Un cliente non facile dunque da sostituire per un disimpegno che, almeno secondo alla tesi paventata dalla Fiom, potrebbe essere notificato anche prima del 2017. «La Fiat - riferisce nel suo comunicato la Fiom Cgil - è alla ricerca di nuove soluzioni che al momento non ci sono. Con l arrivo a Foggia dell amministratore delegato, oltre alla rinfrescata dei muri e la messa a lucido dello stabilimento, crediamo sia necessario conoscere le prospettive dello stabilimento attraverso l illustrazione di un piano industriale credibile».
AFIDH/1HDfjTYpKVeFhsBtCHN4rM93uU4WdSG8zqOYU= Venerdì 20 aprile 2012 ATENEO & AMBIENTE ECCO STAR AGROENERGY Energia da biomasse in partenza il progetto Elettricità, calore e biocarburanti sfruttando l ag r i c o l t u ra l La produzione di energia da fonti rinnovabili è la grande scommessa per salvare l ambiente. L U n ive r s i t à di Foggia, capofila del progetto europeo Star* Agroenergy (finanziato nell'ambito del settimo Programma Quadro con 3.307 milioni) punta con la ricerca a promuovere una conversione ecologica degli apparati produttivi, attraverso il passaggio da un econo - mia dei combustibili fossili ad un mix di fonti energetiche rinnovabili. Il progetto, che vede Foggia partner di altri 6 Atenei (University of Cordoba, University of Zaragoza, Stock-holm Environment Institute, Slovak University of Agriculture in Nitra, Wageningen University, National Technical University of Athens), si svolgerà nel triennio 2012-2014, come detto durante la conferenza di presentazione dal rettore Giuliano Volpe e da Massimo Monteleone, docente di Agronomia e coltivazione erbacee presso il Dipartimento di Scienze Agro-ambientali e coordinatore scientifico del progetto. «Si tratta di un progetto di ricerca che nasce dalla consapevolezza della necessità di dare nuovo impulso alle fonti rinnovabili - ha detto il rettore Volpe -. Attraverso un approccio multidisciplinare si intende elaborare criteri e metodi in grado di conciliare la L O B I E T T I VO Promuovere la conversione ecologica degli apparati produttivi, attraverso il passaggio da un economia dei combustibili fossili al mix di fonti energetiche rinnovabili produzione di energia con la salvaguardia dell ambiente e del paesaggio, valorizzando il patrimonio culturale delle aree rurali, con particolare riferimento ai Paesi dell Europa meridionale». Il progetto che punta a produrre energia (elettricità, calore, biocombustibili e biocarburanti) attraverso attività produttive complementari all esercizio dell agricoltura, consentirà di rafforzare ulteriormente le potenzialità di ricerca dell Università di Foggia nel settore delle biomasse e della bioenergia attraverso tre particolari azioni: bonding ( m at u r a re un approccio interdisciplinare capace d integrare i team di ricerca all in - terno dell Università); bridging (consolidamento di una massa critica di ricercatori attraverso il reclutamento di figure esperte all ester no dell Università); linking ( e s p a n d e re la rete delle collaborazioni attraverso il distaccamento temporaneo di ricercatori e la stipula di accordi istituzionali di partenariato). «L idea che la crescita economica possa essere indefinitamente sostenuta da un ampia disponibilità di combustibili di origine fossile è ormai al tramonto. Da qui l esigenza - ha detto il prof. Monteleone - di promuovere una trasformazione degli apparati produttivi, con il passaggio da u n economia dei combustibili fossili ad un mix di fonti energetiche rinnovabili. Il modello è la produzione di energia su piccola scala, a livello distribuito, assicurando una stretta prossimità fra generazione e consumo». [a.lang.] BIOMASSE Il settore nel quale si svolgerà la ricerca R I C E R C ATO R E Claudio Zaccone FOGGIA CITTÀI IX Al via il 24 aprile Un laboratorio con un Facility centre I fondi stanziati saranno dedicati al rafforzamento del carattere interdisciplinare del gruppo di ricerca sulle agro-energie e all allestimento di un laboratorio attrezzato per la caratterizzazione delle biomasse, nonché all installazione di impianti pilota relativi alle diverse filiere energetiche. Per realizzare il progetto Star Agroenergy, chiariscono dall Ateneo, si procederà al potenziamento delle attrezzature ed infrastrutture di ricerca mediante la creazione di un facility centre, dedicato alla progettazione, valutazione, calibrazione tecnologica di filiere agro-energetiche che si avvalga di impianti pilota e strumentazioni analitiche al servizio delle esigenze di ricerca e trasferimento tecnologico. Tale struttura dovrà stabilire forti legami anche al di là del mondo accademico e della ricerca, interagendo con tutti i soggetti interessati, comprese le istituzioni pubbliche, le amministrazioni locali, gli imprenditori, le associazioni di categoria, le professioni. La struttura opererà nell ambito del Consorzio Eden, Centro Energetico Dimostrativo ed Educativo, appena costituito, in stretta integrazione con un ampio e qualificato partenariato d imprese. La conferenza stampa di presentazione del progetto, che ha visto la partecipazione dei responsabili dei Workpackages del progetto (i prof. Piergiuseppe Morone, Claudio Zaccone, Mariarosaria Lombardi, Maurizio Prosperi), è stata l occasione per annunciare il workshop Biomass, bioenergy, bioeconomy: researches performed, study cases and lessons learned in programma il prossimo 24 aprile presso l auditorium Bruno Di Fortunato di Palazzo Ateneo (inizio ore 9), che inaugurerà di fatto l inizio delle attività del progetto Star*AgroEnergy (www.star-agroenergy.eu).
AFIDH/1HDfjTYpKVeFhsBl3Mxiw4Dwsa83MolQQHQRU= Venerdì 20 aprile 2012 FOGGIA CITTÀI V Borsa agroalimentare L Euro&Med chiude, record di contatti «Il positivo riscontro per la formula B2B di Euro&Med Food 2012 apre una seria riflessione sull op - portunità di rendere annuale la manifestazione». E quanto ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio, Eliseo Zanasi, salutando e ringraziando gli operatori ed aziende protagoniste della sesta edizione della borsa dell agroalimentare che si è conclusa ieri presso il Regio hotel di Manfredonia. La manifestazione, preceduta nella giornata di lunedì 16 dalla giornata dedicata al Siaft, «ha ribadito - recita una nota dell ente camerale - che nel settore agroalimentare e nel turismo vi sono tutte le condizioni di ripresa e sviluppo per il territorio, ma anche la ferma volontà degli imprenditori di cogliere appieno tutte le potenzialità che le produzioni enogastronomiche di eccellenza sono in grado di evidenziare nella strategie e nei processi di internazionalizzazione». Degustazioni ed incontri formativi dedicati, in particolare, all olio extravergine ed ai vini di Capitanata sono stati tra gli appuntamenti che hanno completato giorni di intense contrattazioni per un totale di circa 4500 contatti, quasi un record in due giorni. FURTI DI RAME APPELLO DI CONFAGRICOLTURA E COLDORETTI ALL ENEL: «SUBITO IL RIPRISTINO DELL ELETTRICITÀ IN CAMPAGNA». OGGI NUOVO INCONTRO IN PREFETTURA Sparito un chilometro di fili elettrici Oltre 500 aziende agricole rimaste al buio, a rischio i trapianti per il pomodoro previsti in questi giorni l Ci risiamo con i furti di cavi elettrici, i predoni sono tornati e hanno fatto razzìa, la notte scorsa, di oltre un chilometro di condotti di rame lungo la linea elettrica da Manfredonia a Zapponeta. Oltre cinquecento aziende agricole nella zona sono senza elettricità, il furto in simultanea ha TUTTI AL BUIO Depredate anche le linee elettriche vicine all area del maxi-furto causato un black-out senza precedenti perchè per quanto i furti di questo tipo siano purtroppo divenuti consueti in Capitanata, mai finora i ladri (perlopiù bande di predoni dell est europeo) erano riusciti a mettere in ginocchio un così elevato numero di aziende agricole in una notte sola. La denuncia è stata portata ieri mattina all attenzione della Prefettura da Confagricoltura e Coldiretti che hanno sollecitato «misure urgenti» all Enel per ripristinare «nel minor tempo possibile» la situazione nelle campagne. Un problema molto serio, purtroppo la piaga dei furti di rame sta mettendo in ginocchio l ag ricoltura in provincia di Foggia. L ennesimo trafugamento di cavi elettrici ha interessato 78 cabine elettriche dell Enel. «Il furto - informa l azienda dell elettricità - ha causato la mancanza di energia elettrica in alcune contrade della zona. I tecnici sono prontamente intervenuti e sono tuttora al lavoro per ripristinare gli impianti. Per il rientro alla normalità occorrerà attendere la fine dei lavori. Al momento, infatti, non è possibile fornire energia elettrica agli utenti utilizzando altre linee elettriche vicine, perchè anche queste sono state depredate dai ladri nei giorni scorsi». Ieri mattina, una delegazione di alcune delle associazioni che in Capitanata rappresentano e tutelano gli imprenditori agricoli, è stata ricevuta dal viceprefetto Daniela Aponte. All incontro erano presenti Onofrio Giuliano e Alfredo Giordano, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura e il vice direttore di Coldiretti, Angelo Marseglia. La Prefettura, di concerto con la Questura - informa una nota di Confagricoltura - ha disposto un presidio di forze dell o rd i n e nella zona per evitare che nelle prossime notti i furti si ripetano. L Enel, inoltre, si è attivata per fare in modo che nel tratto interessato dal trafugamento sia in breve tempo ripristinata l erogazione di energia elettrica. Stamane le organizzazioni agricole torneranno a Palazzo di Governo per fare il punto della situazione e valutare, insieme ai vertici della Prefettura, se c è la necessità di disporre nell immediato ulteriori misure per porre freno a quest emer - genza, che si protrae da almeno un anno e che sta creando grosse difficoltà alle aziende agricole della provincia di Foggia. «Sono danni che colpiscono il sistema economico di un'intera provincia, impossibili da sottovalutare o ridurre a un problema solo agricolo», commenta il presidente di Con- VIA LE CABINE Smantellate anche 78 cabine elettriche dell Enel nelle contrade fagricoltura Onofrio Giuliano. «Abbiamo sollecitato l'enel a ristabilire al più presto l'erogazione della corrente lungo la linea colpita aggiunge il direttore Alfredo Giordano le aziende sono alle prese in questi giorni con i trapianti delle piantine di pomodoro, questo black-out non ci vol eva».
AFIDH/1HDfjTYpKVeFhsBn3Zuj8nMBXGro9eaNgwxOc= 6 PRIMO PIANO Venerdì 20 aprile 2012 CONFINDUSTRIA ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE Con 102 sì e solo 21 no il leader della Mapei passa il vaglio finale della giunta. Decisiva la scelta del veneto Dolcetta Consenso per Squinzi via alla nuova squadra Due i pugliesi: Laterza (Mezzogiorno) e Regina (Sviluppo) l ROMA. Giorgio Squinzi esce più forte dal secondo voto in viale dell Astronomia, dove la giunta che lo aveva designato presidente di Confindustria lo scorso marzo si è pronunciata ieri sul programma e la squadra. Alla fine, dopo le tensioni della vigilia, sono 102 i voti a favore. Non mancano i contrari, ma si fermano a 21, con 22 astenuti. Così Confindustria tenta di ricompattarsi e sembra volersi lasciare alle spalle la contrapposizione tra i due avversari nella corsa alla presidenza del dopo-marcegaglia, Squinzi e Alber - to Bombassei, che lo scorso marzo avevano chiuso la sfida con un testa a testa, 93 a 82 per il patron di Mapei. Un equilibrio delicato che si è poi tradotto in un mese di tensione sulla formazione della nuova squadra di vertice, con prove di confronto tra i due schieramenti ma, alla fine, nessun accordo. Confindustria «ritrova una maggioranza significativa», rileva Emma Marcegaglia. Con Squinzi che in giunta ieri avrebbe incassato anche il sostegno degli industriali veneti, soddisfatti per i riconoscimenti nella composizione della squadra al vicentino Ste - fano Dolcetta (che avrà il ruolo chiave delle Relazioni industriali) e al presidente degli imprenditori di Verona, Andrea Bolla (che avrà la responsabilità del Comitato tecnico per il fisco). «Chi ha vinto ha vinto e farà il presidente», commenta Bombassei: nessuna spaccatura, «ci sono solo stati due competitori», dice, e «nessuna corrente», solo «un gruppo di pensiero che voleva dare il suo contributo e lo ha fatto». Ci sarà anche una commissione per la riforma del sistema di Confindustria: Squinzi ha deciso di affidarla a Carlo Pesenti. Dialogo e rispetto sono i valori «guida» che il prossimo leader degli industriali ha indicato alla giunta presentando il suo programma. «Per lo sviluppo e sulla politica industriale «c'è bisogno di una robusta sferzata», ed è «di vitale importanza varare interventi di carattere strutturale», ha avvertito Squinzi. Il programma è ampio. Parte dall obiettivo di combattere la prepotenza della finanza per ridare «piena centralità» a industria e manifatturiero. Quindi liberalizzazioni, credito, infrastrutture, riforma fiscale, relazioni industriali improntate all obiettivo della «massima flessibilità nelle regole»; e ancora ricerca, internazionalizzazione, education, politica energetica. E continuità nell impegno per la legalità che, con la delega ad An - tonello Montante confermata da Squinzi, è uno dei fiori all occhiel - lo della presidenza Marcegaglia. Tra i suoi diversi obiettivi Squinzi si sofferma anche sulla «priorità», per il Paese, di una semplificazione burocratico- amministrativa. E sottolinea che nelle stesse ore il premier Mario Monti ha parlato della burocrazia come freno allo sviluppo: «Mi fa piacere vedere che siamo sulla stessa linea e che abbiamo posizioni comparabili». Nella squadra, forte la delega per Aurelio Regina, con una inedita vicepresidenza per lo «Sviluppo economico» che rifletterà l ampiezza delle competenze assunte dal «superministro» Corrado passera nel governo Monti: quindi tutto il fronte della crescita, ed energia, liberalizzazioni, credito, agenda digitale, probabilmente anche il dossier infrastrutture. Tra i nuovi ingressi, anche l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti. Al vertice di viale dell Astronomia, dice scherzando Squinzi al momento delle foto con la squadra, anche «una quota rosa di altissimo livello», con Diana Br acco (Ricerca e innovazione), Antonella Mansi (Organizzazio - ne), Lisa Ferrarini. Nel complesso saranno undici i vicepresidenti, cinque i comitati tecnici. Con diversi delegati del presidente per singoli temi. Gaetano Maccaferri (Politiche regionali e semplificazione), Aldo Bonomi (Reti di impresa), Ivanhoe Lo Bello (Edu - cation), Alessandro Laterza (Mezzogiorno). Due i vicepresidenti di diritto: il presidente della Piccola Industria Vincenzo Boccia (finanza per le Pmi) ed il presidente dei giovani imprenditori Jacopo Morelli. La squadra Chi affiancherà il nuovo presidente di Confindustria PRESIDENTE Vice presidenti Stefano Dolcetta Aurelio Regina Fulvio Conti Diana Bracco Gaetano Maccaferri Antonella Mansi Aldo Bonomi Ivanhoe Lo Bello Alessandro Laterza Vincenzo Boccia (di diritto) Jacopo Morelli (di diritto) Altre nomine GIORGIO SQUINZI Carlo Pesenti (commissione) Andrea Bolla (comitato tecnico) Paolo Zegna (com. tecnico) Salomone Gattegno (com. tecnico) Edordo Garrone (com. tenico) Lisa Ferrarini (com. tenico) Giuseppe Recchi (delega pres.) Antonello Montante (delega pres.) delega Relazioni industriali Sviluppo economico Centro Studi Ricerca e innovazione Politiche regionali Organizzazione Reti d'impresa Education Mezzogiorno Piccola industria Giovani industriali incarico Riforma interna Fisco Internazionalizzazione Sicurezza Ambiente Tutela "made in Italy" Investitori esteri Legalità ANSA-CENTIMETRI F I AT SI CHIUDE LA VISITA DEL MANAGER DEL LINGOTTO NELLA FABBRICA DAUNA. TIMORI PER I VEICOLI COMMERCIALI CON L USCITA DELLA PEUGEOT DAL 2017 Marchionne elogia la «Powertrain» pugliese «Da Foggia conquisteremo il mercato Usa» Lo stabilimento I motori diesel della ex Sofim Nel corso della sua ultratrentennale carriera (trentasei per l esattezza) la Fiat Powertrain di Foggia ha prodotto oltre 5 milioni di motori diesel montati sui veicoli commerciali di casa Fiat (Fiorino e Ducato) e sulle auto di numerosi partner commerciali: tra questi, Peugeot e Renault. La vecchia Sofim (società franco-italiana motori) cambia nome nel 2005 con l avvento di FPT (Fiat Powertrain Technologies), l azienda del gruppo Fiat specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di motori e cambi: lo stabilimento di Foggia entra a farvi parte a pieno titolo. La Sofim - che oggi occupa 1700 fra lavoratori e impiegati (circa 200) - è la casa del motore diesel: qui la nascita del primo common-rail montato sulle berline 131 e 132 di casa Fiat che aprirono una generazione di vetture alimentate a gasolio tramandata fino ai nostri giorni. MASSIMO LEVANTACI l FOGGIA. «Invaderemo il mercato americano». Proprio così dice Sergio Marchionne dei motori diesel ultraleggeri prodotti dalla Sofim di Foggia. L esame è superato, la fabbrica del vecchio common-rail è al centro delle strategie di sviluppo industriale con la consorella Chrysler. C è tutto un mercato da conquistare: e quello a «stellestrisce» promette margini di vendite molto più incoraggianti di quanto non possa garantire la vecchia Europa e la stantìa Italia. Si è dunque conclusa con questo annuncio la visita di due giorni del capo del Lingotto nella Fiat powertrain di Foggia, al centro dei lavori il meeting annuale di Fiat Industrial che ha radunato nella fabbrica dauna i top manager della honding veicoli commerciali del gruppo torinese. Quella di Marchionne è stata una visita blindata, al riparo da qualsiasi coinvolgi - mento ester no: nemmeno le autorità locali sono state ammesse al recinto della grande fabbrica nell area industriale di Foggia, tirata su nel 1976 in virtù di cospicui capitali pubblici e nel segno di u n alleanza con i francesi della Peugeot destinata però a concludersi. La casa transalpina, infatti, ha già annunciato che dal 2017 non onorerà più il contratto di fornitura motori per i suoi veicoli commerciali. Ma secondo le Cassandre, che in Fiat non mancano mai, l intesa potrebbe essere disdetta ancor prima della scadenza contratt u a l e. Urge correre ai ripari: ma la Fiat - ha candidamente ammesso qualche giorno fa la direzione di stabilimento alla Fiom - non ha al momento alcun piano B da far scattare in caso di forfait dei francesi. O, meglio, non l avev a prima dell ar rivo di Marchionne. La Chrysler prenderà il posto di Peugeot nel «por tafo glio ordini» della Sofim? La domanda, che si pongono i sindacati, potrebbe trovare presto F I AT Sergio Marchionne una risposta nelle «comunicazioni» post-visita che l azienda farà (oggi?) ai sindacati di Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fismic. Ieri, intanto, l a m m i n i s t r at o re delegato di Fiat si è soffermato sulle potenzialità dello stabilimento dauno, ricavandone un giudizio «lusinghiero».
AFIDH/1HDfjTYpKVeFhsBsGmTH9aV2o1QueqYms0/24= IV IFOGGIA CITTÀ L ANNUNCIO LA FIAT RIPARTE DA FOGGIA UNO STABILIMENTO OK Durante la visita agli impianti l «ad» si è complimentato con il direttore Pasquale Fiorilli per la «tenuta dello stabilimento» Venerdì 20 aprile 2012 Marchionne porta commesse motori Sofim negli Stati Uniti Il capo del Lingotto:«Invaderemo il mercato americano». Azienda promossa L apertura di un canale con Chrysler la naturale conseguenza di un rapporto di osmosi MASSIMO LEVANTACI l Marchionne, alla fine, qualche parola da consegnare agli archivi della Sofim l ha dettata. «Invaderemo il mercato americano con i motori prodotti in questo stabilimento», ha detto scaldando il cuore dei 1700 lavoratori. Frase pronunciata durante il suo lungo giro attraverso gli impianti dell azienda di borgo Incoronata, dove peraltro ha avuto modo di complimentarsi con il direttore Pasquale Fiorilli della «perfetta tenuta dello stabilimento». Insomma la Sofim, oggi Fiat powertrain (ma pare che anche l ammi - nistratore delegato di Fiat continui a chiamarla con il suo vecchio nome), avrebbe superato a pieni voti l esame dell inflessibile giudice venuto per conoscerla più da vic i n o. La seconda giornata di Sergio Marchionne in Sofim si è conclusa ieri pomeriggio. Al mattino il capo del Lingotto aveva catechizzato i suoi manager durante l annuale meeting di Fiat Industrial: al centro della riunione le strategie di gruppo e l analisi del difficile momento che attraversa anche il segmento dei veicoli commerciali. Poi una volta concluso il meeting e congedati i top manager convocati a Foggia, il presidente di Fiat Industrial ha potuto dedicarsi alla visita dello stab i l i m e n t o. Della visita in sè per sè non trapela che giusto qualche indiscrezione. La comunicazione formale del «verbo» di Marchionne sarà portata stamane dai vertici della direzione di stabilimento ai sindacati aziendali di categoria di Cisl, Uil e Fismic (alla Fiom Cgil la Fiat, com è noto, impedisce una rappresentanza sindacale all interno di tutti gli stabilimenti del gruppo). Ma il giudizio che già trapela sullo stabilimento di Foggia appare «più che lusinghiero», riferisce un portavoce delle cate gorie. Marchionne nel suo giro tra i reparti - dall avveniri - stico banco di prova motori, alla catena di montaggio - avrebbe fatto molte domande quasi a volersi rassicurare sulle condizioni di salute di uno stabilimento destinato - è questa almeno la percezione ricevuta - ad assumere un ruolo di maggior rilievo nella gerarchia degli impianti produttivi di casa Fiat. Quell «invaderemo il mercato americano», citato testualmente, altro non sarebbe che l intenzione di aprirsi alle nuove alleanze tecnico-commerciali fatte in casa con la consorella Chrysler. Del resto il propulsore della Sofim è considerato uno dei motori diesel più affidabili su scala mondiale, montato sui veicoli delle principali case automobilistiche europee. L aper tura di un canale con Chrysler sarebbe dunque la naturale conseguenza di un rapporto di osmosi industriale sempre più fitto, già intrapreso ad esempio su alcuni modelli di punta della nuova gamma (Freemont, ora tocca alla Cinquecento). Se sarà questo il «rilancio» di Marchionne per il futuro produttivo e occupazionale della Sofim, le conseguenze sui programmi produttivi non dovrebbero tardare a manifestarsi. Intanto, l annun - cio dell amministratore delegato scatena già le prime reazioni della Fiom: «Che senso avrebbe - si domanda il segretario Antonio La Daga - produrre il motore a Foggia, la cabina alla Sevel (Val di Sangro: ndr) e poi trasportare il tutto negli Stati Uniti quando per questioni logistiche Marchionne ha chiuso tre anni fa Termini Imerese? La Sicilia - ricorda il sindacalista - per l amministratore delegato è troppo distante dal Centro-Nord Europa e venne per questo esclusa dalla logistica degli stabilimenti F i at». Le esternazioni di Marchionne sembrano ora destinate ad alimentare la campagna per il rinnovo delle rappresentanze sindacali aziendali di Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic, in programma lunedì e martedì della prossima settimana. La Fiom, sebbene esclusa d «imperio» dalla tornata elettorale, annuncia che organizzerà ugualmente l elezione dei suoi delegati all esterno dello stabilimento e inviterà i lavoratori a votare per i suoi rappresentanti. «Negli altri stabilimenti abbiamo ottenuto un sacco di consensi - riferisce La Daga - ci aspettiamo che anche i lavoratori di Foggia reagiscano allo strapotere delle Fiat votando i nostri dele gati». OBIETTIVO CHRYSLER Sergio Marchionne in una foto d archivio con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lo storico marchio automobilistico americano è nel portafoglio della casa torinese LA DENUNCIA LA SEGRETERIA DELLA UILTRASPORTI CHIAMA TRENITALIA: «A FOGGIA UNA SITUAZIONE CRITICA PER I LAVORATORI» Treni, Officine al minimo storico «Mancano i pezzi di ricambio, il capannone per il Minuetto non si farà più» OFFICINA MANUTENZIONI L impianto occupa 300 lavoratori Pensionati, la Cgil elegge Persiano «Non dobbiamo lasciarli soli» l Il direttivo provinciale dello Spi Cgil ha eletto Franco Persiano nuovo segretario generale. Succede a Giovanni Novelli che ha guidato la categoria dei pensionati per due mandati: durante il suo mandato Novelli ha, tra l a l t ro, riportato in vita l Anpi, l associazione nazionale partigiani d Italia, della quale è ora coordinatore provinciale. Nel suo intervento programmatico Persiano ha insistito sul ruolo centrale delle Leghe dei Pensionati nell azione politico-sindacale, oltre che sul loro ammodernamento e specializzazione. «La lega è un punto centrale del nostro insediamento nel territorio, la nostra forza, perciò va avviato un processo di rinnovamento e riqualificazione, proprio perché oggi abbiamo bisogno di dare risposte e tutele a chi si vede colpito nei suoi diritti, a difesa del reddito dei pensionati, per la tutela individuale degli invalidi civili -quelli veri- e del dramma che vivono le famiglie spesso lasciate sole». BRUNO (UILT) «La manutenzione ferroviaria in declino, mancano i locomotori» l Non è crisi, ma le assomiglia molto da vicino quella che si respira ormai da qualche tempo nell Of ficina manutenzione ciclica di Trenitalia. L impianto di viale Fortore (300 dipendenti) è salito agli onori della cronaca dopo la denuncia dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil che accusano l azienda di aver rinunciato a investire nello stabilimento foggiano, complice anche la crisi economica che ha tagliato di netto anche le forniture di pezzi di ricambio all interno dell impianto che si occupa della manutenzione dei treni regionali. La situazione non è cambiata granchè se a distanza di circa un mese da quelle accuse, la Uil trasporti aggiunge nuovi particolari sullo stato di salute dell Omc rincarando sostanzialmente il carico di accuse nei confronti dell azienda. «In Puglia - rileva il coordinatore del sindacato, Franco Bruno - la situazione della manutenzione ferroviaria è in una condizione di esasperato declino, i siti di eccellenza di Foggia e Taranto attraversano un periodo di difficoltà. A Foggia negli ultimi anni le politiche amministrative e organizzative centrali hanno messo in condizione i lavoratori dei siti manutentivi dell Officina di Foggia di non garantire i parametri minimi di funzionalità». Cosa ha spinto, si domanda il sindacato (la nota è firmata anche dai componenti del direttivo Uilt-Uil, Domenico Frisoli e Luigi Di Biase), i dirigenti del trasporto regionale di Trenitalia a cestinare l ef - ficienza e la lunga esperienza del sito di Foggia? «L impianto di manutenzione corrente (l ex deposito locomotive: ndr) - attacca Bruno - versa in uno stato di totale abbandono. Al suo interno i lavoratori lamentano di essere utilizzati senza le dovute abilitazioni, mancanza di attrezzature, di pezzi di ricambio, di binari non idonei per lo svolgimento della manutenzione, provocando una continua soppressione di treni per la mancata disponibilità di locomotori efficienti». Ma le preoccupazioni adesso si addensano sull Officina manutenzione ciclica, impianto «da sempre fucina di professionalità che ha visto - ricordano alla Uilt - un suo notevole sviluppo sino al raggiungimento apicale della produttività, grazie al lavoro dei suoi dipendenti e agli accordi delle organizzazioni sindacali». «Da un anno però - denuncia Bruno - le maestranze denunciano una mancanza di pezzi di ricambio tale da sospendere la manutenzione a 12 mezzi del tipo Aln 668/663 e l ester - nalizzazione di due convogli Taf compromettendo il normale svolgimento del servizio ferroviario regionale a causa della soppressione dei treni per mancanza di materiale rotabile». Ulteriore indizio del progressivo declino dell impianto è dato, secondo la Uilt-Uil, dalla «mancata edificazione del capannone per la manutenzione del treno Minuetto: da ultime informazioni apprese dalla direzione tecnica di Trenitalia - conclude Franco Bruno - si evince che il progetto è stato approvato, ma dei cantieri e degli addetti alla costruzione del nuovo capannone neanche l ombra. Il nostro timore è che, a fronte della esternalizzazione di duecento convogli Minuetto, il progetto possa essere cestinato e il lavoro affidato in gestione alla ditta che produce quegli stessi treni».
8bMTthFEzlPLu8axMjfxd0cmVRmgFYaw5ppfpLW2V1c= tr Ž trst torie IL TABLOID azbgl^kbmhi^l\ab\bmkzbib½[^b*) ebmhkzeb]bmzebz':g\a^ eziehf[bg`e^l^ghg kbnl\bmhzk^lblm^k^zeikhfhgmhkbh òš ƒ ƒ ó ƒ Žƒ ƒ Il merito del riconoscimento è del ristorante Al Trabucco da Mimì di Matteo palumbo ƒ Ž ƒ ƒ æ Ž ƒ Ž ƒ æ œ ƒ Š áˆƒ ˆˆ Ð ƒ ƒ Š ƒ ƒ Ž ŽŽ œœ Ž î䞃 æ ƒ Ð ƒ æ á ˆƒ ƒ æ ƒ Ž svƒ Ž Ð ŽŽ ƒ Ž æ ƒ Ž òš ƒ ƒ ó Š Šƒ Š ƒ srž ƒž î ŽŽ ï ƒž ƒƒ ƒž ƒž ƒ ƒ á ƒ á á ƒžð áƒ áƒ æ Ž რƒ ƒ ƒä Žƒ Žƒ Žƒ ƒ Ž æ ƒ ƒ ƒ Ž æ ƒ ŽŽ ƒ Ž ƒ ƒ ƒ œœƒð ƒ á ƒƒ Š ŽŽ ƒ ƒ ƒ ƒ ƒ ƒ Žƒ ƒž ƒ ƒž ãòž ƒ ƒ óá Š Ž ƒ Šƒ ƒ Ž ƒž æ Ž ƒ á ƒ Ð á ƒ Ž áƒ ïæ Ž ƒáƒ Ž Ž ƒ ƒž ŽŽ æ ï ƒž ƒ ƒ Ž ˆ ƒ ƒá ƒ ƒ ƒž ŽŽƒ ƒ ƒäƒ ƒ ƒ ƒ Ž ƒ ƒ ƒá Ž ƒ ŽŽ Š ƒ ƒžƒ ƒä ŽŽƒ ƒ Žƒ ƒœ æ Ž ƒ á ƒ ƒ æ Š ƒ ƒ ƒ ƒ ƒá ƒ äž æ Ž Ž ƒž ƒ ŽòŠ ƒ ƒ óäò ƒ Al Trabucco da Mimì che ha folgorato il giornalista con i suoi sapori ed i suoi saperi 11 Ž ƒ á ƒ î ƒˆˆƒ ƒæ ƒž ä ƒžžƒ Ž ƒá ƒ Š ƒ ˆƒ ˆ ƒ ƒ æ ƒ Ž ƒ ä ƒ Ž ƒ ˆ Š á ƒ Žï æ œƒ ƒæ ƒ œ Š ˆƒ ƒ ƒƒž ƒ ƒ ឃ ƒ ƒ Öƒ ƒ Ž ƒ á ƒ ï Š Ž ˆƒ Žƒ œƒ æ ä òž ƒ ó ƒ ƒ ƒ Žƒ Ž ä ˆ ŽŽ Ð Ž ãƒ ƒ Ž á Žƒ ƒ ŽŽƒ œ á ƒ ŽŽïƒ Ž œƒä æ ƒ ÖáŽ Žƒ œƒ á ƒ œƒ ƒá Ž ƒ Ö á ƒæ ƒ ƒž ƒ á Š ƒžž Ž ŽïƒŽ ƒžžƒ ƒ á æ ƒ ƒ ƒ ƒ ƒž ƒ ƒ ƒ Ž ƒ 䞞 ƒ ƒ ƒ ƒ ƒ Žƒ ƒ ŽŽƒ Ž òš ƒ ƒ óä ò ƒ Ž ƒˆ ƒ ƒ Šƒ ƒæ Ž œœ Ž ƒ ƒ ƒ Ž Š Šƒ Ž Ž Ž æ ƒ ƒ ƒ ƒ æ æ Š ƒ ƒƒƒ ƒ ƒ æä ƒ Ð ƒž Žƒ ŽŽƒ Žƒ ƒæ ƒ ƒ Žƒ ƒ á æ ƒ Šƒ ƒ Ž ƒ Š Žƒ äƒ ƒƒ ƒœ æ Ž Ž ˆ პ ƒž î Ž ƒž ƒ ƒœ ƒž ƒ á ƒ Ž Š Ž ŽŽ ƒ Ž ƒ óä æ ƒ ƒ ƒˆƒæ Ž ƒ Š ƒ ƒ Ž ƒ ƒ á ƒ Š ƒžs{twä ƒ ƒ ƒž Ð Žƒ Žïƒ œ ƒ Š á ƒ ˆƒ ˆ ƒ ƒ ƒæ ƒ Öƒ Š Žƒ Ž ƒ Žs{wxá Ž Š ƒ ƒž ƒ ä ƒ ƒ ƒ ƒ Ž ƒž ƒ ƒ ážï Ž ƒ æ Ž Ž tv Š Šƒ Ž Ž sw ƒ tw ƒ ƒž ƒ ƒ ƒæ ä ï Ž ä ƒ ˆ ŽŽƒ ƒæ œ ƒ ƒ ƒ ƒ Ž Ž ƒ ƒ Ž Š ƒ Ž Ž Ž ƒž ƒ Žƒ ƒ ƒ ƒž ƒ Žƒ ˆ ƒä ŽŽ Š Žƒ ƒ ˆƒ Ž ƒ ƒƒ ƒ ux ƒ ƒ u ƒœ æ ƒ æ ƒ ƒ æ ƒ ƒ æ ƒž ƒ î Š ƒ â ƒ ƒ ƒ Žƒ ƒž Ž æ ƒ Š ƒ ƒ ä Žïƒ Ž î ƒžžƒ ƒ ƒž Žïƒ ŽŽ ƒž ƒ ƒ ƒæ Ž æá ˆƒ ƒ î ƒ ƒžƒ ƒ ƒ Ž æ Ž ƒ Ž œ ƒ ŽŽƒƒ ƒ ƒ ƒá ŽŽƒ ƒž ƒ æ ƒƒœœ ˆƒ î ƒ óä
16-04-2012 Marketing. Cresce l'attenzione a promuovere accordi e progetti condivisi con il mondo produttivo Raccolta fondi con le imprese Visibilità e ritorno economico i vantaggi per le associazioni A CURA DI Eleonora Della Ratta Da un lato ci sono aziende sempre più sensibili nei confronti delle problematiche sociali, dall'altro società non profit ben organizzate e con un discreto livello di capacità manageriali. Non si tratta di due mondi separati: anche in Italia, seppure lentamente, profit e non profit si incontrano sempre più spesso attraverso azioni di cobusiness. Progetti comuni, sponsorizzazioni, donazioni liberali ma anche programmi di payroll giving, ossia con il coinvolgimento dei dipendenti, e di matching grant, coinvolgendo cioè i clienti che con acquisti o donazioni, cui partecipa attivamente anche l'azienda, sostengono progetti sociali e onlus. Proprio questa forma di marketing sta spingendo molte imprese a promuovere prodotti e servizi attraverso il sostegno a imprese non profit, puntando su programmi di fidelizzazione e raccolta punti, fidelity card, programmi di cause related marketing, ma anche formule di risparmio o servizi che permettano al cliente di partecipare quanto l'azienda nel sostegno di una determinata realtà no profit. E così, tra responsabilità sociale e marketing, si stanno facendo passi avanti nello sviluppo di forme di cobusiness. Una recente ricerca, svolta dalla Divisione ricerche e dal Master in Management delle imprese sociali, non profit e cooperative di Sda Bocconi su 400 aziende profit e non profit impegnate in partnership trasversali, rivela che solo il 20% delle imprese profit ha svolto azioni di cobusiness, spinte soprattutto dalla possibilità di contribuire allo sviluppo socio-ambientale del territorio e alla promozione della responsabilità sociale, ma anche per promuovere l'immagine della propria azienda. L'impegno nei confronti delle società non profit, infatti, spesso si limita a una semplice elargizione: «La collaborazione tra profit e non profit è molto strutturata nei paesi anglosassoni, mentre in Italia sta decollando in questi ultimi anni spiega Federica Bandini, direttore del Master della Sda Bocconi -. Tra le cause di questa lentezza c'è una certa diffidenza da parte delle società non profit per le quali è importante avere partner e potenziali donatori solo a patto che ne condividano i valori etici. Dunque, nella scelta della partnership, le non profit scelgono l'impresa con cui collaborare soprattutto in base alla sua reputazione e alla coerenza con la mission dell'associazione». Eppure per il 33% delle imprese non profit intervistate, questo tipo di collaborazione ha portato un aumento della visibilità della propria associazione, oltre a un indiscusso ritorno economico. Ma spesso anche per le aziende non è facile confrontarsi con realtà poco strutturate e con un basso livello di capacità manageriali. «Sono due mondi culturalmente ancora distanti sottolinea Federica Bandini. Basta pensare che l'87% delle imprese for profit svolge attività di responsabilità sociale in maniera costante e strutturata ma solo la metà redige un bilancio sociale (contro il 74% delle non profit). Di contro, il 79% delle organizzazioni non profit ha una struttura dedicata al fund raising ma nella maggiore parte dei casi non ha una funzione espressamente dedicata alla cura dei rapporti con le imprese». Qualcosa comunque si muove, sia nel coinvolgimento dei dipendenti sia in quello dei clienti: le attività di partnership si stanno sviluppando sia in termini quantitativi che a livello di complessità, anche se la collaborazione tra profit e non profit ha ancora ampi margini di crescita e miglioramento. Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia.
17-04-2012 LE TUE NUOVE TASSE La legge delega Arriva la nuova Iri ma è solo un'opzione L'imprenditore potrà scegliere di tassare separatamente reddito aziendale e personale Marco Mobili ROMA Certezza ed equità per sostenere la crescita. Sono queste le due direttrici su cui si muove la riforma del fisco approvata ieri dal Consiglio dei ministri e ora inviata all'esame delle Camere. Certezza del diritto che passa, principalmente, attraverso la ridefinizione e codificazione dell'abuso del diritto, la revisione delle sanzioni penali, nonché l'accelerazione del contenzioso. Equità che, un po' a sorpresa, non poggerà più sul tanto atteso e annunciato fondo "taglia tasse" che per la seconda volta in poco tempo (era già accaduto con il Dl fiscale) è stato stralciato dal testo approvato. La redistribuzione dei proventi della lotta all'evasione e all'elusione fiscale, sottoforma di sgravi e riduzioni delle imposte, a questo punto potrà fare comunque affidamento alla norma contenuta nella manovra estiva. Il premier, in consiglio dei ministri, ha però confermato l'avvio del fondo, ma solo da quando comincerà a disporre di una dote concreta. Confermato il monitoraggio delle agevolazioni che dovrà contribuire a riscrivere il vasto panorama tutto italiano (720 voci quelle censite dall'economia) delle tax expenditures. Il percorso tracciato nella delega, inoltre, prevede altre due tappe per raggiungere un fisco più equo: la riforma del catasto dei fabbricati, ritenuta necessaria per superare le sperequazioni prodotte dalle attuali rendite catastali e che, come ha sottolineato lo stesso Governo, si sono accentuate con l'aumento generalizzato fissato con il decreto di Natale e l'arrivo dell'imu; l'introduzione di una tassazione ambientale con la carbon tax con cui ridurre le emissioni nocive e su cui si è acceso il confronto in Consiglio dei ministri. Sulla stesura del nuovo testo sulla green tax ci sarà la mediazione del sotto segretario Antonio Catricalà. Fin qui la ratio della nuova delega, principalmente ritoccata rispetto al primo testo portato dall'economia al Consiglio dei ministri del 23 marzo scorso e il cui impianto è stato sostanzialmente confermato con l'aggiunta di due principi del tutto nuovi: la razionalizzazione e stabilizzazione del 5 per mille dell'irpef che i contribuenti destinano al finanziamento del no profit; la riforma del mercato dei giochi che va dalla tassazione alla prevenzione delle ludopatie, al contrasto della pubblicità di giochi non autorizzati e alla tutela dei minori. Non solo. Novità dell'ultima ora nel testo in entrata anche per la nuova imposta unica sul reddito imprenditoriale (Iri): l'imprenditore potrà scegliere se tassare il reddito aziendale separatamente da quello personale. Dunque nessun obbligo di passaggio all'iri come prevedeva inizialmente lo schema di delega discusso il 23 marzo scorso. Su opzione sarà anche l'imposta a forfait per i contribuenti minori. Novità importanti per le imprese con la codificazione dell'abuso del diritto. Che nella versione condivisa con la Giustizia e approvata ieri contiene tre novità di rilievo: l'abuso del diritto non avrà rilevanza penale; sarà l'agenzia delle Entrate a dover provare l'abuso; scompare la responsabilità dei professionisti; infine oltre al contraddittorio tra contribuente e fisco, in caso di ricorso, le sanzioni e gli interessi potranno essere riscossi dopo la sentenza della Ctp. Ma andiamo con ordine scorrendo l'articolato il cui testo è pubblicato integralmente sul sito www.ilsole24ore.com e rinviando per gli approfondimenti alle pagine seguenti. Si parte con le modalità di esercizio della delega da attuare in nove mesi con uno o più decreti delegati. Per conoscere i tempi dei successivi decreti occorre arrivare all'articolo 17 secondo cui le Camere avranno 30 giorni dalla data di trasmissione per esprimere il proprio parere, con possibilità di proroga non superiore ai dieci giorni. In questo caso l'esercizio della delega da parte del Governo slitterà sempre di dieci giorni. C'è poi la riforma del catasto (articolo 2): il valore fiscale degli immobili in futuro guarderà al mercato immobiliare di riferimento e per determinare la consistenza dell'immobile l'unità di misura diventerà il metro quadrato e non più il vano catastale. Aggiornamento periodico dei valori e delle rendite così come l'esatta definizione dell'anno d'imposta dal quale saranno applicate le nuove rendite e i valori patrimoniali degli immobili.
La misurazione della lotta all'evasione (articolo 3) e il monitoraggio dell'erosione fiscale (articolo 4) dovranno contribuire meglio a definire il fenomeno del sommerso. A misurare e rilevare l'evasione fiscale sarà l'istat con una commissione indipendente in cui partecipano esperti dell'istituto, dell'economia e degli altri ministeri o amministrazioni interessati. Inoltre, il Governo annualmente renderà noti, nella procedura di bilancio, gli effetti della lotta all'evasione e l'efficacia delle misure messe in campo. Sul fronte dell'erosione fiscale il Governo procederà alla riduzione, eliminazione e riforma delle spese fiscali che possono essere superate o ingiustificate. Sarà comunque garantita la tutela della famiglia, della salute, dei soggetti svantaggiati, il patrimonio artistico, la ricerca e l'ambiente. Novità di ieri sono la stabilizzazione e la razionalizzazione del 5 per mille dell'irpef a sostegno del no profit finanziato con la razionalizzazione delle tax expenditures. Sul fronte Iva viene confermata la razionalizzazione, a fini di semplificazione, dei regimi speciali come l'attuazione dell'iva di gruppo secondo le regole dettate da Bruxelles. Saranno riviste le imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, nonché le concessioni governative con la riduzione degli adempimenti e la razionalizzazione delle aliquote. IRI Reddito imprenditoriale L'Ires cambia e diventa Iri L'Ires potrebbe cambiare nome e trasformarsi in Iri, imposta sul reddito imprenditoriale. A prevedere questa novità che non è solo un cambio di nome è la bozza del disegno di legge delega fiscale. In pratica, la proposta è quella di introdurre, come metodo ordinario di tassazione, l'applicazione dell'ires a tutte le attività di impresa (e professionali). Il reddito che l'imprenditore (professionista) ritrae dall'impresa (dallo studio professionale) come remunerazione del proprio contributo lavorativo viene tassato in Irpef come reddito ordinario, soggetto alla progressività propria di questo tributo. Si tratterebbe di una innovazione di tipo strutturale, con effetti di ampio respiro sul sistema di tassazione e sulla sua percezione da parte dei contribuenti. Non a caso si propone di ribattezzare l'ires (imposta sul reddito delle società), chiamandola Iri (imposta sul reddito imprenditoriale). Fr.Mi. Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia.
17-04-2012 Palazzo Chigi. Oggi il vertice con i partiti Monti vede Passera: quattro linee d'azione per la crescita IL MENU DELLO SVILUPPO Internazionalizzazione delle imprese, rilancio della competitività, riforma degli incentivi e sblocco delle risorse per le infrastrutture IL CONFRONTO POLITICO Alfano, Bersani e Casini chiederanno di chiudere l'intesa sul lavoro, misure per le aziende, sblocco degli investimenti dei Comuni Barbara Fiammeri ROMA Serve un segnale. Alla vigilia dell'incontro che si svolgerà oggi pomeriggio tra il premier Mario Monti e i tre leader Alfano, Bersani, Casini quel che emerge dall'istruttoria provertice è l'esigenza, se non di una svolta, almeno di una boccata d'ossigeno. Il premier ieri mattina ha riunito i ministri economici per fare il punto della situazione. Ma come ha detto l'altro giorno Corrado Passera, i «miracoli» non rientrano tra le possibilità dell'esecutivo e l'assenza del fondo per gli sgravi fiscali dalla delega approvata ieri è l'ennesima conferma di quanto ristretti siano i margini d'azione. Monti però non è disposto a finire sotto il tiro incrociato di Pd e Pdl. Per questo ieri è tornato a difendere il ddl lavoro («più ampio e incisivo di quello previsto inizialmente») e soprattutto ha fatto sapere che a frenare gli investimenti esteri in Italia, come gli ha confessato l'emiro del Qatar accanto a lui, è stata finora soprattutto «la corruzione». Una stoccata volontaria, visto che ancora manca un accordo nella maggioranza sul ddl anticorruzione (stamane l'incontro tra il Guardasigilli Severino e la maggioranza) che la dice lunga sull'irritazione del premier nei confronti di quanti si riparano dietro le misure impopolari di SuperMario, per tentare di risalire la china. Detto questo però Monti è consapevole che ha bisogno del sostegno dei leader della sua strana maggioranza per poter andare avanti. E soprattutto per non prestare il fianco ai dardi lanciati al di fuori dei confini nazionali. Il FT ieri è tornato a criticare il premier italiano definito «il tecnocrate di Roma», che «meschinamente» attacca il collega spagnolo Rajoy (Palazzo Chigi ha ricordato di aver già smentito questa ricostruzione) per l'incremento dello spread, invece, di spingere assieme al premier iberico per un fiscal compact, una politica di bilancio che tenesse conto della grave recessione in atto e non penalizzasse ulteriormente la crescita. Ad Alfano, Bersani e Casini oggi Monti anticiperà i principali numeri del Def, a partire dalla contrazione del Pil inizialmente fissata allo 0,4 e che la commissione Ue ha già portato a -1,3. La situazione continua ad essere difficilissima; permane la tensione sullo spread e sui nostri tassi di interesse. Di risorse da utilizzare per rilanciare la crescita o abbassare la pressione fiscale al momento non c'è traccia. Qualcosa però dovrà essere fatto. Nella riunione di ieri mattina a Palazzo Chigi, Monti si è confrontato con il titolare dello Sviluppo Corrado Passera che assieme ai colleghi Fornero, Giarda, Grilli, Moavero, Patroni Griffi e Profumo ha ragionato sui provvedimenti che potrebbero restituire un po' di fiducia a imprese e lavoratori. Internazionalizzazione delle imprese, rilancio della competitività, riforma del sistema degli incentivi e soprattutto sblocco delle risorse destinate alle infrastrutture sono i principali asset su cui in particolare si sta muovendo il ministro dello Sviluppo. Che questo accontenti Abc lo vedremo nelle prossime ore. Nessuno ha in tasca il «vademecum» per la crescita, diceva ieri Casini, convinto però che neppure «possiamo fare manovre su manovre». Il timore di un ulteriore intervento correttivo non è affatto scongiurato, così come al momento non risulta alcuna sconfessione dell'incremento dell'iva previsto per l'autunno dalla manovra di Tremonti. Alfano e Bersani torneranno alla carica chiedendo l'allentamento del patto di stabilità interno per liberare un po' di risorse degli enti locali da destinare soprattutto a investimenti infrastrutturali. L'altro tema è il recupero dei crediti vantati dalle imprese verso la Pa sul quale Bersani propone di intervenire ricorrendo a un'azione combinata tra Cassa depositi e prestiti, banche ed enti locali per restituire liquidità. Passera è disponibile. Scontato che si parlerà anche delle modifiche al ddl lavoro e in particolare sulle nuove regole per le assunzioni. Bersani non si mette di traverso. Alfano ha già fatto preparare in commissione Lavoro al Senato emendamenti che puntano ad allentare la cosiddetta «flessibilità in entrata». Ma oggi pomeriggio non si parlerà solo di economia in senso stretto. Il ddl anticorruzione sarà certamente
protagonista del vertice, assieme più in generale ai provvedimenti sulla Giustizia. E sul tavolo inevitabilmente finirà anche il beauty contest, che secondo stime del governo potrebbe portare nelle casse dello stato circa due mld di euro. LE TAPPE La delega fiscale Via libera del consiglio dei ministri alla delega fiscale che pone le basi della complessiva riforma del fisco senza toccare le aliquote Irpef. Non solo non è previsto nessun intervento sull'irpef, ma salta anche la soppressione dell'irap prevista dal precedente governo e l'ipotesi di far confluire i proventi della lotta all'evasione in un fondo da destinare a futuri sgravi fiscali, così come ipotizzato in alcune bozze circolate nelle ore precedenti l'approvazione del provvedimento. Nella delega viene inserita la riforma del catasto con il passaggio dai vani al metro quadrato per la determinazione del valore patrimoniale dell'immobile. Confermato lo sfoltimento degli sconti fiscali. Il gettito derivante dall'introduzione della carbon tax sarà destinato prioritariamente alla revisione del sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili L'iter del provvedimento Doppia opzione per il futuro della delega approvata dal consiglio dei ministri: sarà o un disegno di legge autonomo o un emendamento alla vecchia delega Tremonti ferma in parlamento, all'esame della Commissione Finanze della Camera Le misure per la crescita Tra i provvedimenti adottati dal consiglio dei ministri, l'annullamento del beauty contest per l'assegnazione gratuita delle frequenze televisive, che ora dovranno essere acquistate con un'asta onerosa. Una misura che - secondo stime del governo potrebbe portare nelle casse dello stato circa due miliardi di euro. La decisione, proposta dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, va nella linea già annunciata dall'esecutivo, che aveva suscitato forti proteste da parte di Mediaset e anche del Pdl Il confronto Monti-Passera Nella riunione di ieri mattina a Palazzo Chigi, Monti si è confrontato con il titolare dello Sviluppo Corrado Passera e ha ragionato sui provvedimenti che potrebbero restituire un po' di fiducia a imprese e lavoratori. Internazionalizzazione delle imprese, rilancio della competitività, riforma del sistema degli incentivi e soprattutto sblocco delle risorse destinate alle infrastrutture Il vertice con i segretari Oggi Mario Monti anticiperà ad Alfano, Bersani e Casini i principali numeri del Def, a partire dalla contrazione del Pil inizialmente fissata allo 0,4 e che la commissione Ue ha già portato a -1,3. Si discuterà anche delle ricette per la crescita Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
17-04-2012 RIFORME E SVILUPPO Il Ddl sul lavoro Partite Iva, prime convergenze Monti: flessibilità in uscita, riforma più incisiva del progetto iniziale - Alfano: no a una legge contro le imprese IL RILANCIO DI FORNERO Il ministro parla di «giusto equilibrio» della proposta e di «sintonia nel Governo» dopo che Passera aveva definito il testo «migliorabile» Nicoletta Picchio ROMA Il presidente del Consiglio, Mario Monti, difende la riforma del mercato del lavoro: «È considerevolmente più ampia e incisiva rispetto a quanto ho dichiarato alle Camere nell'intervento programmatico del 17 novembre». In particolare sulla flessibilità in uscita, nonostante «qualcuno non lo abbia trovato sufficientemente ampio», ha continuato il presidente del Consiglio, riferendosi implicitamente al mondo delle imprese. «Le norme sono estese a tutti e non solo ai nuovi assunti e non a titolo sperimentale, è definitivo». Di mercato del lavoro Monti riparlerà anche nel vertice politico con i segretari dei partiti che lo sostengono, Pd, Pdl, Udc. Intanto prosegue il lavoro parlamentare, in Commissione Lavoro del Senato: oggi comincerà la discussione generale e il 24 aprile scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Se sull'articolo 18 la stesura del testo resterà sostanzialmente quella attuale, salvo magari qualche specificazione in più sul concetto della «manifesta insussistenza del fatto» in cui si prevede il reintegro in caso di licenziamento economico, le modifiche si concentrano sulla flessibilità in entrata, per andare incontro alle esigenze delle imprese, contrarie alle eccessive rigidità del testo. Il Pdl sta già lavorando ad alcuni emendamenti su contratti a termine, (eliminando l'aumento del contributo dell'1,4% dai contratti stagionali, stringendo i tempi tra un contratto e l'altro, allungando i tempi del primo contratto senza causale ed intervenendo sul massimale di 36 mesi, escludendo da questo il contratto di somministrazione); partite Iva, co.co.pro. e apprendistato, recependo le indicazioni delle imprese. «Fare una riforma ostile a chi fa le assunzioni significa fare una riforma che disincentiva l'occupazione», ha detto il leader Pdl, Angelino Alfano, aggiungendo «le aperture del governo sono la migliore strada per l'approvazione definitiva al Senato». Ma anche dal Pd arrivano segnali di apertura sulla questione delle partite Iva, combattendo gli abusi ma salvaguardandone l'applicazione, e si sta ragionando anche su una maggiore gradualità dell'applicazione della legge. Anche dall'udc, con Pierferdinando Casini, arriva il messaggio che «sulla flessibilità in entrata bisogna cambiare». Parla di «giusto equilibrio» il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che sottolinea la «sintonia dentro il governo», specie con il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che domenica ha definito la riforma «migliorabile». «Le parti sono insoddisfatte, ma la riforma va calata nella società dove ci sono interessi contrapposti», ha continuato il ministro. Intanto le imprese, Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle coop e Rete Imprese Italia, stanno lavorando ad un documento comune da presentare a governo e partiti. Sulla riforma è intervenuto ieri il vice presidente di Confindustria per i rapporti sindacali, Alberto Bombassei: «Le modifiche potranno arrivare dal Parlamento, non sono ottimista ma alcuni suggerimenti di questi giorni mi auguro possano portare a delle aperture». I temi sul tavolo del vertice di maggioranza LAVORO I nodi sulla riforma del lavoro Contratti a termine, partite Iva, apprendistato e forse anche articolo 18. Sarà soprattutto il Pdl, con il segretario Angelino Alfano a insistere, al vertice con il premier, su queste modifiche che diverranno emendamenti al Ddl in discussione in commissione al Senato RAI E FREQUENZE TV Rai e beauty contest nel menu Al centro dell'incontro tra il Professore e i leader dei partiti principali, ci saranno anche il futuro della Rai e il delicato
dossier dell'asta delle frequenze dopo l'annullamento, via emendamento al Dl fiscale, del beauty contest. Intervento, quest'ultimo, inviso a Berlusconi CRESCITA Le ricette per la ripresa Alla cena con Alfano, Bersani e Casini, il presidente del Consiglio affronterà anche il tema della crescita, a cominciare dal piano nazionale delle riforme. I tre leader saranno quindi chiamati a esporre le proprie proposte per rilanciare l'economia Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
17-04-2012 LE TUE NUOVE TASSE Le imprese/1 Separati azienda e imprenditore Aliquota unica per il reddito delle attività commerciali e professionali Gian Paolo Tosoni Il reddito d'impresa e di lavoro autonomo saranno soggetti alle imposte dirette con una unica aliquota (Iri, imposta sul reddito imprenditoriale). Lo prevede l'articolo 12 del disegno di legge sulla delega fiscale esaminato ieri dal Consiglio dei ministri. Il tema torna attuale, dopo che anche il Governo precedente annunciò, qualche anno fa, l'introduzione di un sistema ad aliquote ridotte: due per l'irpef e una Ires. Sistema che, però, non vene mai realizzato. Ancor prima si era pensato a una tassazione proporzionale per il reddito di impresa, ma non fu mai emanato il decreto attuativo. Ora il disegno di legge attribuisce la delega al Governo per unificare la tassazione di tutti i redditi da attività d'impresa, artistica o professionale dei soggetti Ires e Irpef sotto un'unica aliquota. Vi rientreranno anche i redditi di partecipazione in società di persone. Nell'ultima versione del testo legislativo è stato precisato che tale tassazione separata, relativamente al reddito di impresa, riguarda le attività commerciali. Si deve ritenere che la tassazione delle imprese agricole rimarrà ancora imperniata sul sistema catastale. Pertanto le imprese agricole saranno escluse dall'iri. Il nuovo meccanismo consiste in sostanza nell'introduzione della tassazione separata per i redditi di impresa e di lavoro autonomo. Tali redditi saranno pertanto soggetti all'imposizione diretta con una unica aliquota d'imposta e non concorreranno alla formazione del reddito complessivo del contribuente. Per quanto riguarda il funzionamento della nuova tassazione, l'articolo 12 del Ddl delega dispone che le somme che verranno prelevate a titolo di compenso per l'artista, il socio, l'associato, l'imprenditore o il professionista saranno deducibili dal reddito d'impresa o di lavoro autonomo e concorreranno alla formazione del reddito complessivo del percettore ai fini Irpef; in questo modo viene dunque salvaguardata la progressività dell'imposizione, nel rispetto del precetto costituzionale. Questo nuovo regime, sostitutivo dell'ires, punta a separare la tassazione dell'impresa da quella dell'imprenditore o del professionista, tassando allo stesso modo tutte le attività commerciali e professionali, indipendentemente dalla forma giuridica (individuale, società di persone o di capitali). Non è chiaro se gli utili prelevati e derivanti dalle attività, oltre al compenso di lavoro già tassato, concorreranno a loro volta alla formazione del reddito dell'imprenditore o del professionista come avviene oggi per le società di capitali quando il socio riceve i dividendi che generano un reddito di capitale. Se fosse adottata questa soluzione, sarebbe oltremodo complesso regolarla per le imprese individuali e per i professionisti. Altra misura, contenuta nell'articolo 12 della bozza della delega fiscale è rivolta alle imprese e ai professionisti di minori dimensioni. Per questi contribuenti vengono istituiti regimi fiscali che prevedano il pagamento a forfait di un'unica imposta in sostituzione di quelle dovute, «purché a tendenziale invarianza dell'importo complessivo dovuto», coordinandoli con analoghi regimi vigenti. Il Governo è quindi chiamato a riformare i "regimi fiscali" nell'ottica della semplificazione. L'imposta forfettaria risponde proprio a questa esigenza di semplificazione. In più, l'articolo 12 stabilisce che il Governo possa prevedere «forme di opzionalità». IN SINTESI IL REDDITO D'IMPRESA COM'È I redditi da attività imprenditoriali e professionali concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente, come quelli di altra natura COME DIVENTERÀ La delega fiscale prevede una tassazione separata ad aliquota unica, per i redditi da imprese, arti e professioni in capo a soggetti Ires e Irpef LA NORMA
ARTICOLO 12 Comma 2, lettera a): assimilazione dell'imposizione su tutti i redditi d'impresa commerciale o di lavoro autonomo...assoggettandoli a imposta unica...prevedendo la deducibilità...delle somme prelevate dall'artista o professionista o dai soci o associati o dall'imprenditore o dai soci, e la concorrenza delle predette somme alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
17-04-2012 LE TUE NUOVE TASSE Le imprese/2 Perdite su crediti più garantite Novità anche per le attività estere e l'inerenza - Nessuno sconto sull'irap Dario Deotto La delega di riforma fiscale punta al riordino e alla razionalizzazione del reddito d'impresa e della base imponibile Irap, con l'obiettivo di non porre vincoli eccessivi all'internazionalizzazione delle imprese. I fronti su cui agisce sono le perdite su crediti, il principio d'inerenza, le attività transfrontaliere, l'iva e le altre imposte indirette. Non è certo un mistero il fatto che, negli ultimi tempi, la disciplina del reddito d'impresa è stata fatta oggetto di molteplici interventi. Questi ultimi sono stati quasi tutti rivolti a reperire gettito. Il risultato è stato che si è sempre più allontanata la determinazione del reddito dall'effettiva capacità contributiva dell'impresa. Il disegno di legge delega si propone, quindi, di razionalizzare la base imponibile reddituale delle imprese. Gli interventi più significativi che sono elencati nel disegno di legge delega sono quelli che riguardano le perdite su crediti, aspetto sul quale vi è molta confusione sia nella prassi che nella giurisprudenza. Attualmente, la norma fiscale dispone che le perdite su crediti sono deducibili in presenza di elementi certi e precisi. Ma molte volte, specie da parte dell'amministrazione finanziaria, si richiede che i requisiti della certezza e della precisione si realizzino in relazione alla perdita. Invece, tali requisiti devono sussistere con riferimento agli elementi indicatori della perdita stessa. Così, la delega fiscale si propone di individuare criteri chiari e coerenti in generale con quelli del bilancio per la disciplina del reddito d'impresa ma, in particolare, per la deduzione delle perdite su crediti. Un altro aspetto sul quale vi sono molte controversie è quello dell'inerenza. Quest'ultima è il principio che declina, di fatto, quello di capacità contributiva, visto che il reddito d'impresa va considerato nella sua interezza, cioè considerando sia i componenti positivi che quelli negativi. E, quindi, su questo importantissimo principio interviene ora il disegno di legge delega di riforma, con l'obiettivo di "salvaguardare" e di meglio specificare il concetto di inerenza. Viene prevista, ulteriormente, la revisione dei regimi di deducibilità degli ammortamenti, delle spese generali e di particolari categorie di costi. Quanto alle attività transfrontaliere, l'obiettivo è di non porre eccessivi vincoli alla internazionalizzazione delle imprese. Viene prevista, in particolare, la revisione del l'individuazione della residenza fiscale, del regime delle società controllate estere e di quelle collegate, delle stabili organizzazioni nonché delle ritenute transfrontaliere. L'opera di razionalizzazione verrà fatta anche con riguardo all'iva e alle altre imposte indirette. Per l'iva, in particolare, vi sarà l'attuazione del regime di gruppo, secondo quanto deriva dalla direttiva 2006/112/Ce. Viene prevista anche la revisione delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, sulle concessioni governative, sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti. Rispetto alle aspettative della vigilia, invece, nel testo del disegno di legge delega viene meno il riferimento a una possibilità specifica di abbattimento della base imponibile dell'irap. Questa imposta viene solo toccata dagli stessi interventi di riordino e razionalizzazione previsti dalla norma per quelle sul reddito. IN SINTESI LE PERDITE SU CREDITI COME SONO REGOLATE Oggi le perdite su crediti sono deducibili esclusivamente se indicate da elementi certi e precisi. Spesso il fisco richiede che certezza e precisione siano riferite alla perdita COME DIVENTERANNO La delega si propone di individuare in materia di perdite su crediti criteri chiari coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio LA NORMA ARTICOLO 13 Comma 1, lettera a): introduzione di criteri chiari e coerenti con la disciplina di redazione del bilancio, in particolare per determinare il momento del realizzo delle perdite su crediti, ed estensione del regime fiscale previsto per le procedure concorsuali
anche ai nuovi istituti introdotti dalla riforma fallimentare e dalla normativa sul sovraindebitamento, nonché alle procedure similari previste in altri ordinamenti Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
18-04-2012 RIFORME E SVILUPPO Le misure per la crescita Cura di investimenti e liquidità a Pmi Via libera al documento sviluppo: più capitali privati per le infrastrutture, sblocco dei debiti Pa IL DOSSIER Nelle slide del ministro Passera la legge per le grandi opere, il riassetto degli incentivi con aiuti alla ricerca e alla crescita aziendale IL NODO RISORSE L'esecutivo invita alla prudenza: «Iniziative di respiro vincolate ai risultati su lotta all'evasione, spending review, fondi Ue» Carmine Fotina ROMA «Crescita sostenibile», in altre parole un giusto mix di austerity e sviluppo, di stimoli alla domanda e adeguate risorse a copertura in linea con il Piano nazionale di riforme. L'agenda presentata al vertice da Corrado Passera reca già nelle premesse della quarantina di slide il filo rosso che il governo intende seguire senza rischiare pericolosi salti nel vuoto. Passera, il ministro dell'"economia reale" che somma le responsabilità dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e trasporti, ha confermato che non c'è da attendersi, a maggior ragione in questa fase, idee taumaturgiche o un decreto omnibus da sbandierare come una ricetta miracolosa. La crescita è il refrain sia del premier Monti sia del ministro è un punto debole europeo che richiede risposte anche a livello continentale. Non per questo l'italia dovrà restare in attesa, è il ragionamento, ma dovrà dare carburante sia alle riforme avviate e ancora da implementare sia a quelle in cantiere per i prossimi mesi. Un percorso che richiede molta cautela, in assenza di risorse fresche. Nuove fonti ha evidenziato il ministro - potranno arrivare da lotta all'evasione fiscale, spending review, attrazione dei capitali privati, miglior utilizzo dei fondi Ue (sul quale è in corso il piano Sud del ministro Barca), tutte variabili che potranno consentire interventi di maggiore respiro. Ma serve grande prudenza. Il dossier in pdf presentato da Passera è stato condiviso dai leader della maggioranza e oggi potrà esserci un nuovo passaggio in consiglio dei ministri. C'è l'intesa su una tabella di marcia durante la quale il comune denominatore dovrà essere il contrasto al problema numero uno: il «disagio occupazionale». Il ritardo delle infrastrutture, i limiti dimensionali del tessuto imprenditoriale italiano, la difficoltà di accedere al credito a costi competitivi, le complicazioni burocratiche che ancora resistono dopo il decreto semplificazioni, il sovraccosto dell'energia elettrica per le aziende, la scarsa capacità di attrarre investitori esteri: questi i principali punti deboli della nostra economia. Come porre rimedio? Diverse le idee, da un nuovo pacchetto semplificazioni a un ddl per premiare il merito sia nella Pa sia nel settore privato. Tra i primi provvedimenti in agenda c'è però la legge delega sulle infrastrutture, già a maggio, che dovrà rendere più incisive le nuove regole sul project financing impostate in recenti provvedimenti. L'idea forte è mobilitare al meglio i capitali privati, anche attraverso opportune leve fiscali. Contemporaneamente il disegno di legge dovrebbe contenere un aggiustamento del piano casa; un "piano città" per interventi di riqualificazione urbana; probabilmente una revisione dei rapporti autorizzativi con il territorio che, anche privilegiando il dibattito pubblico, consenta di disinnescare l'effetto "nimby" sulle grandi opere riesploso prepotentemente con il caso Tav. Per le imprese il menu dovrebbe portare a novità entro giugno. Partirà il nuovo Ice, con compiti mirati anche per l'attrazione di investimenti dall'estero. Ma il punto più dolente resta il credit crunch abbinato a una strutturale difficoltà della nostra Pubblica amministrazione a onorare i debiti nei confronti delle piccole e medie imprese. Di qui l'intenzione di accelerare definendo, probabilmente già nel vertice in programma domani al ministero dello Sviluppo economico con Abi e imprese, una proposta che senza aggravare il debito pubblico possa iniziare a sbloccare almeno una tranche di 17 miliardi di debiti della Pa centrale. Le banche (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) si impegnano con la formula del "pro solvendo" ad anticipare almeno il 70% dei crediti certificati secondo un'operazione che prevede alla base l'utilizzo della provvista che gli istituti di credito acquisiranno dalla Cassa depositi e prestiti o dalla Bce. Entro l'anno, poi, arriverà il recepimento della direttiva Ue sui
pagamenti futuri. Si orienterà prevalentemente su strumenti automatici, come il credito di imposta per la ricerca, la razionalizzazione degli incentivi alle imprese che porterà all'abrogazione di 20-25 norme nazionali, la metà di quelle attive (a livello regionale sono addirittura 815). Tra gli obiettivi anche maggiori strumenti per la crescita dimensionale delle imprese. I tecnici dello Sviluppo, tuttavia, frenano attese eccessive dal momento che si attendono di ricavare dal riassetto risorse da rimettere in gioco per non più di 500-700 milioni di euro. Sempre in tema di innovazione, entro l'estate dovrebbe arrivare il decreto "Digitalia" con il quale l'italia dovrà provare a recuperare già accumulato sull'agenda digitale europea. Occorrerà forse qualche mese in più per "Start up Italia", il provvedimento sulla nascita di nuove imprese innovative che dovrebbe rilanciare il venture capital. Tasselli di politica industriale che lo Sviluppo economico intende però portare avanti soprattutto con il riassetto delle grandi rete strategiche. Entro maggio arriverà il Dpcm sui criteri e le modalità per la piena separazione di Snam da Eni. Ma potrebbe non finire qui: anche operazioni straordinarie sulla rete Telecom sono tornate nelle suggestioni di una parte del governo. Il piano di Passera PROJECT FINANCING La legge delega sulle infrastrutture dovrà rendere più incisive le nuove regole sul project financing impostate in recenti provvedimenti. Andranno mobilitati al meglio i capitali privati, anche attraverso opportune leve fiscali. Contemporaneamente il ddl dovrebbe contenere un aggiustamento del piano casa e un "piano città" per interventi di riqualificazione urbana DEBITI DELLA PA È in programma domani al ministero dello Sviluppo economico il vertice con Abi ed imprese: si lavora su una proposta che senza aggravare il debito pubblico possa iniziare a sbloccare almeno una tranche di 17 miliardi di debiti della Pa centrale. Al tempo stesso si cerca la definizione di regole per facilitare l'accesso al credito per progetti di investimenti delle piccole e medie imprese COMMERCIO ESTERO Nuovo corso per l'ice: l'agenzia per il commercio estero dovrà essere fortemente orientata anche all'attrazione di investimenti dall'estero. Il nuovo Ice, più snello e più concentrato sui mercati emergenti, non dovrà limitarsi all'attività di promozione e di supporto del made in Italy ma dovrà impiegare le sue "antenne" radicate da anni all'estero per guadagnare nuovi investimenti INCENTIVI La riforma degli incentivi alle imprese si orienterà prevalentemente su strumenti automatici, come il credito di imposta per la ricerca, la razionalizzazione degli incentivi alle imprese che porterà all'abrogazione di 20-25 norme nazionali, la metà di quelle attive (a livello regionale sono addirittura 815). Tra gli obiettivi anche maggiori strumenti per la crescita dimensionale delle imprese AGENDA DIGITALE Con il decreto "Digitalia" il governo proverà a recuperare il terreno perso nella diffusione degli obiettivi dell'agenda digitale europea, un ritardo già stigmatizzato dal commissario Ue Neelie Kroes. L'obiettivo della cabina di regia che coinvolge più ministri è facilitare lo "switch off" della Pubblica amministrazione al digitale e sostenere l'alfabetizzazione informatica START UP Il provvedimento sulle "start up", probabilmente un decreto legge, si comporrà di semplificazioni amministrative e burocratiche, incentivi fiscali, misure di sostegno all'internazionalizzazione delle aziende più innovative. Tra le ipotesi in campo, anche la detassazione delle operazioni di investimento così come le operazioni di fusione e acquisizione che hanno come target le start up italiane Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
18-04-2012 La delega fiscale. L'imposta unica per le attività d'impresa e professionali incentiva a tenere i profitti in azienda La nuova Iri premia gli utili Si potrà optare per una tassazione separata con la stessa aliquota dell'ires Luca Gaiani La nuova imposta unica per le attività di impresa e professionali premierà i contribuenti Irpef che mantengono gli utili in azienda. Professionisti e società personali, che oggi tassano con aliquota progressiva il reddito derivante dalla propria attività, anche se non prelevato, potranno optare per una tassazione separata che colpirà, con la stessa aliquota dell'ires, l'utile reinvestito nell'impresa o nello studio. Il disegno di legge delega sulla riforma fiscale, riprendendo le indicazioni della Commissione Biasco, prevede di istituire un sistema di tassazione del reddito delle imprese e delle attività professionali soggette all'irpef, che opererà in modo separato da quello del reddito personale dell'imprenditore o del professionista (persona fisica). Attualmente le persone fisiche che svolgono un'attività (anche attraverso società personali o studi associati) devono far concorrere il reddito aziendale alla formazione dell'imponibile personale, soggetto all'irpef progressiva (cumulandolo, per esempio, con altre tipologie di reddito realizzate, come lavoro dipendente o fabbricati), indipendentemente dall'importo effettivamente percepito. Questo sistema fa sì che, soprattutto in presenza di redditi elevati, che scontano aliquote Irpef fino al 43% (oltre i 75.000 euro), le imprese e i professionisti, qualora reinvestano parte degli utili nella loro attività, finiscono per essere penalizzati rispetto alle società di capitali (e ai loro soci), per le quali il reddito non distribuito è tassato con imposta proporzionale del 27,5 per cento. Il legislatore, dopo aver introdotto l'ace, prevede ora di rendere neutrale la tassazione del reddito aziendale non distribuito consentendo, su opzione dei contribuenti, un'imposizione unitaria degli utili prodotti da tutti i contribuenti tenuti alle scritture contabili. Le imprese o gli studi, come ora le società di capitali, tasseranno con aliquota proporzionale (si pensa 27,5% come l'ires) il reddito al netto di quanto prelevato dal socio o dall'imprenditore, mentre questi ultimi pagheranno l'irpef progressiva (con cumulo con gli altri redditi) sulle sole somme incassate. Aver stabilito un regime opzionale (rispetto alle prime bozze che invece indicavano un meccanismo obbligatorio) consentirà a chi preleva sistematicamente l'utile dalle proprie aziende o dai propri studi di rimanere nel regime attuale, evitando la complicazione del doppio binario richiesto dalla nuova imposta separata che non produrrebbe in questi casi alcun beneficio in termini di tax rate (si veda il secondo esempio a margine). Nessun cambiamento è invece in arrivo per le società di capitali. Nonostante il provvedimento non sia del tutto chiaro, il regime sopra descritto dovrebbe infatti riguardare solo le imprese e i professionisti soggetti a Irpef. I contribuenti Ires continueranno a tassare il reddito trattenuto (al netto dell'ace), o distribuito, con aliquota 27,5% e i soci assoggetteranno il dividendo percepito all'irpef in misura ridotta ovvero sconteranno l'imposta sostitutiva del 20% sulle rendite finanziarie. Alla prova dei conti I PROFESSIONISTI Lo studio associato ha un reddito di 500mila euro. I soci, che conseguono altri redditi per oltre 75mila euro, prelevano 200mila euro, mantenendo 300mila euro nello studio per investimenti. A) Regole attuali. Tutto il reddito viene tassato in capo ai soci che lo cumulano agli altri redditi conseguiti. Irpef sul reddito di lavoro autonomo: (500.000 x 43%) = 215.000 B) Regole future. Il reddito dello studio viene tassato separatamente (si ipotizza al 27,5%) da quello dei soci. Gli importi prelevati costituiscono costi deducibili. Reddito dello studio associato (500.000-200.000) = 300.000. Imposta unica: (300.000 x 27,5%) = 82.500. I soci assoggettano a Irpef l'importo prelevato. Irpef sul reddito prelevato: (200.000 x 43%) = 86.000 euro. Tassazione complessiva: (82.500 + 86.000) = 168.500. Risparmio rispetto dall'attuale regime: (215.000-168.500) = 46.500 L'IMPRESA ARTIGIANA
La Snc Rossi svolge attività di elettricista e realizza un reddito di 60.000 euro che viene imputato ai soci Tizio (40%), Caio (40%) e Sempronio (20%). I soci nel corso dell'anno prelevano tutto l'utile realizzato. A) Regole attuali Tizio e Caio dichiarano un reddito di partecipazione di (60.000 x 40%) = 24.000. Irpef lorda: 5.880 ciascuno. Sempronio dichiara un reddito di partecipazione di (60.000 x 20%) = 12.000. Irpef lorda: 2.760. Totale Irpef dei soci: (5.880 + 5.880 + 2.760) = 14.520 B) Regole future Essendo i prelievi dei soci pari all'intero reddito, la nuova imposta unica non avrà effetti di alcun rilievo sul livello di tassazione. Infatti, la Snc ha un reddito imponibile pari a zero mentre i soci avranno un imponibile Irpef pari al reddito prelevato L'IMMOBILIARE Alfa Sas è una società immobiliare di gestione con soci Caio (50%) e Tizio (50%). Il reddito annuo realizzato è di 150mila euro e non viene distribuito, ma trattenuto per pagare le rate di mutui ipotecari precedentemente contratti dall'azienda. A) Regole attuali Caio dichiara un reddito di partecipazione di (150.000 x 50%) = 75.000 euro. Irpef lorda: 25.420. Tizio dichiara un reddito di partecipazione di (150.000 x 50%) = 75.000 euro. Irpef lorda: 25.420. Totale tassazione: 50.840 B) Regole future La società immobiliare Alfa Sas sottopone il complessivo reddito di impresa all'imposta unica del 27,5%. Così l'imposta unica diventa (150.000 x 27,5%) = 41.250 Risparmio: (50.840-41.250) = 9.590 Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
18-04-2012 Sinergie. Studio Confindustria Verona VENETO Le reti d'impresa a misura di banca STRUMENTO STRATEGICO Bolla: «Chiediamo al Governo di creare una fiscalità di vantaggio» Bonomi: «Aiutiamo il manifatturiero a crescere» Luca Orlando VERONA. Prima l'ora dell'entusiasmo, l'ondata dei pionieri. Poi il momento della maturità, del miglioramento. Come in ogni processo o prodotto innovativo, anche per le reti d'impresa arriva la fase della sistematizzazione, cercando di sfruttare l'esperienza iniziale delle aziende per migliorare l'utilizzo dello strumento. Esperienza già rilevante, che coinvolge in Italia oltre 1.600 imprese per 313 reti. Con questo obiettivo, Confindustria Verona ha avviato un gruppo di lavoro tra università, banche e imprese per fornire un quadro certo di regole da inserire nei contratti. Lo studio, avviato a fine 2010 con la collaborazione dell'università di Verona, di Unicredit e Banco Popolare, ha prodotto un insieme di clausole condivise per affrontare al meglio i problemi della collaborazione di rete e soprattutto poter presentare il contratto al sistema bancario in modo da ottenere il massimo in termini di benefici, rating più alti, sconti sui tassi. Tra gli aspetti considerati cruciali vi è la necessità di indicare concretamente gli obiettivi strategici della rete e di prevedere criteri e indicatori di performance per misurare l'avanzamento verso lo scopo. Si ritiene opportuno inoltre specificare le regole di recesso o di esclusione delle singole imprese, così come i meccanismi per accettare nuovi ingressi. In questo caso, il suggerimento è quello di prevedere una richiesta all'organo comune, affidando però la decisione di ammissione alla maggioranza dell'assemblea. Ampio spazio è dedicato alla governance della rete, dove si propongono due strade alternative: una via "snella" per favorire la velocità di azione, l'altra più strutturata, che predilige il profilo di una maggiore ponderazione delle decisioni da assumere. «Noi a Verona spiega il presidente della Confindustria locale Andrea Bolla abbiamo creduto da subito in questo strumento, anche prima del varo degli incentivi. Oggi nasce sul territorio una nuova rete, l'ottava, per fornire servizi nel settore delle telecomunicazioni. Il nostro lavoro, con la creazione di best practice, è uno strumento utile per sviluppare lo strumento, al Governo chiediamo di continuare a crederci, creando ad esempio una fiscalità di vantaggio proprio per le reti». «Si tratta di una sfida continua afferma il vicepresidente di Confindustria Aldo Bonomi e i successi di queste aggregazioni testimoniano la fiducia degli imprenditori nel futuro. La fase del "piccolo è bello" è finita per sempre e le reti sono una risposta pragmatica al problema dimensionale. Per una volta l'intero sistema ha lavorato nella stessa direzione: Governo, imprese e banche hanno condiviso obiettivo e strumento. Ora però siamo solo all'inizio, servono altre iniziative in questo senso per aiutare il nostro manifatturiero a crescere, competere e creare lavoro». Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
18-04-2012 Ritardi Pa. Pmi del settore in allarme Terziario, crediti per 32 miliardi LA PROPOSTA Una semplice modifica del codice consentirebbe di pagare direttamente i subappaltatori abbreviando i tempi Marzio Bartoloni Le 18mila imprese dei servizi dalle mense alla gestione dei rifiuti chiedono al Governo di non perdere più tempo sui ritardi dei pagamenti della Pa. Ritardi che continuano ad allungarsi e che come un nodo scorsoio strozzano sempre di più un settore che ormai vanta un credito di 32 miliardi, quasi metà della montagna di 70 miliardi di debiti verso i fornitori su cui siedono le Pa. In cima alla lista dei debitori delle imprese dei servizi che in media aspettano per essere pagati 250 giorni ci sono le Asl (per il 54% dei crediti), i Comuni (20%) e lo Stato centrale (per il 17%): «Si tratta di una situazione drammatica», spiegano dal «Taiis», il tavolo interassociativo che rappresenta queste aziende che danno lavoro a 900mila persone e sono le più "ricattate" perché non possono mai staccare la spina, altrimenti «c'è la denuncia per interruzione di pubblico servizio». Ora, dopo le promesse e le buone intenzioni, chiedono una «inversione di tendenza» e misure urgenti da applicare immediatamente: «Finora ci sono stati troppi dibattiti, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, norme annunciate la cui attuazione è rinviata», ha spiegato ieri Giuseppe Gherardelli, coordinatore del Taiis. Che sulle iniziative del Governo per risolvere il nodo dei ritardi di pagamento (si veda l'articolo a pagina 3) mostra attesa ma anche un po' di scetticismo: «Siamo preoccupati per alcune soluzioni, come la formula del pro-solvendo con le banche, che rischia di diventare solo un aggravio in più». «Va bene anche ricorrere alla Cassa depositi e prestiti aggiunge, ma va affrontato anche il debito degli enti locali e delle Asl, non solo quello dello Stato». Tra le richieste urgenti c'è il tanto atteso recepimento della direttiva Ue che entro marzo 2013 dovrebbe tagliare i tempi di pagamento a 30 giorni (con eccezioni fino a 60): lo statuto delle imprese (legge 180/2011) aveva anticipato le nuove norme a novembre 2012, ma ora la comunitaria all'esame del Senato dopo il sì della Camera rischia di allungare l'attesa prevedendo il recepimento dopo 6 mesi dalla sua approvazione. Non solo. La stessa comunitaria aggiunge una serie di paletti che rischiano di penalizzare le imprese: il Dlgs che dovrà regolare il periodo transitorio risolvendo il nodo del saldo dei debiti già maturati potrà essere emanato solo dopo «l'entrata in vigore avverte l'articolo 12 di provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie». Come dire che il rischio di nuovi rinvii è dietro l'angolo. Per le imprese dei servizi deve essere anche chiarito il rapporto tra obbligazioni di pagamento per i contratti di servizio e il patto di stabilità che troppo spesso è diventato per gli enti locali un alibi. Infine il «Taiis» segnala come almeno il 30% dei ritardi sia dovuto alla lentezza dei trasferimenti dello Stato, mentre per "alleviare" le sofferenze delle Pmi propone di modificare il codice degli appalti per consentire il pagamento diretto delle imprese subappaltatrici: «Si tratta spiegano di una misura di facile attuazione e a costo zero». Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
19-04-2012 Il piano per il rimborso. Oggi l'incontro tra il ministro dello Sviluppo, le banche e le associazioni di categoria Crediti Pa, sul tavolo 20-30 miliardi GLI STRUMENTI Alla bozza di protocollo di intesa che potrebbe essere firmata nei prossimi giorni si affianca il «Plafond progetti investimenti Italia» Laura Di Pillo L'incontro è fissato per questa sera al ministero dello Sviluppo. Un tavolo allargato ai vertici dell'abi (l'associazione bancaria italiana) e alle 5 principali associazioni di categoria per tentare di sbloccare una parte dei debiti della Pa nei confronti delle imprese. Un'emergenza per il sistema produttivo che insieme alla stretta del credito rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di crescita e di rilancio dello sviluppo che il governo mette in campo. L'intenzione del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera è quella di accelerare sulla road map tracciata per rimettere in circolo liquidità. C'è la disponibilità del sistema bancario ad anticipare alle imprese 20-30 miliardi di debiti della Pa che saranno ceduti alle banche grazie a una norma contenuta nel decreto semplifica-italia ha spiegato ieri Passera precisando che «nel decreto semplifica Italia all'esame del Parlamento c'è una norma che mette le banche in condizione di anticipare alle aziende debiti scaduti. Incontreremo il sistema bancario ha detto Passera perché siamo convinti che ci sia disponibilità per anticipare probabilmente qualcosa intorno ai 20-30 miliardi che in un momento come questo possono fare la differenza». L'obiettivo dell'incontro di questa sera è arrivare ad una bozza di protocollo di intesa che potrebbe essere firmata nei prossimi giorni alla quale si affiancherà la costituzione del «Plafond progetti investimenti Italia» (si veda il Sole 24 Ore del 17 aprile). Sul tema è intervenuto ieri il presidente dell'abi. Le banche, ha specificato Giuseppe Mussari, proporranno «un plafond di investimento per le Pmi da 5 miliardi e tre modalità diverse per rendere liquidi i crediti verso la Pa», compresa la cosiddetta «cessione pro solvendo». In concreto le imprese potranno girare i propri crediti con la Pa alle banche che, in cambio, metteranno liquidità a disposizione delle aziende. Per evitare un'eccessiva esposizione al rischio degli istituti di credito, le cessioni potrebbero avvenire con la formula appunto del pro-solvendo (e si ipotizza anche un ruolo del ministero con il Fondo centrale di garanzia). Nei fatti le imprese rimarrebbero comunque responsabili di un'eventuale insolvenza del debitore, ovvero della pubblica amministrazione. Grazie a questa soluzione, i crediti delle aziende, stimati dalla Banca d'italia in oltre 60 miliardi (cui vanno comunque stralciate le voci relative a enti in dissesto finanziario e a Regioni sottoposte a piano di rientro da deficit sanitario) continueranno formalmente a essere classificati come «commerciali» e non come «finanziari», dunque a non pesare sul debito pubblico. L'obiettivo è «favorire una maggiore e più regolare trasmissione dei flussi di liquidità» ha spiegato Mussari sollecitando il governo «a dare attuazione pronta e rapida alla direttiva dell'unione europea sul sistema di pagamenti anche tra le imprese stesse. È giusto che chi ha debiti li paghi in tempi congrui e non biblici». Sul tema è intervenuto ieri a Verona il direttore generale di UniCredit Roberto Nicastro. «L'impegno delle banche italiane per favorire lo sconto dei crediti delle imprese verso la Pa ha confermato Nicastro potrebbe immettere fino a 30 miliardi di liquidità nel sistema». Parlando a un convegno organizzato dalla Fondazione CariVerona sulla crisi del credito, il dg di Piazza Cordusio ha però sottolineato come la condizione necessaria per «l'azione di sistema» sia la definizione degli standard di certificazione dei crediti. Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
19-04-2012 Occupazione. Cresce il numero delle aziende che scommettono sull'aggiornamento professionale Nella formazione il futuro del lavoro Da Fondimpresa un miliardo di euro negli ultimi cinque anni PAGINA A CURA DI Giacomo Bassi Per riacquistare la competitività perduta è fondamentale investire in una formazione a 360 gradi. E proseguire il cammino virtuoso intrapreso dalle aziende che, nonostante il momento di crisi economica, hanno voluto scommettere sulla propria forza lavoro in quanto leva strategica per uscire dal pantano della stagnazione, o quantomeno per porre delle solide basi per una ripartenza non appena lo scenario economico globale invertirà la tendenza negativa. Un percorso intrapreso già da migliaia di aziende aderenti a Fondimpresa (il principale fondo interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori partecipato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) che negli ultimi anni hanno deciso di puntare i propri sforzi appunto sull'innovazione, sull'aggiornamento dei prodotti e delle linee e sulla qualificazione continua dei lavoratori. «La formazione è strategica per il nostro apparato produttivo e per la professionalità degli addetti. In questi anni i risultati di Fondimpresa spiega Luciano Silvestri, che ne è vicepresidente sono stati ottimi, e questo si deve a una pratica concreta della bilateralità, che va sviluppata sempre di più, anche in senso complementare alla contrattazione. E la formazione non è solo fonte di nuovo saper fare ma, potenzialmente, di un nuovo tessuto di relazioni. Da una positiva esperienza di formazione possono nascere nuovi rapporti tra imprese, preziosi per la valorizzazione del territorio. Per tutti questi motivi è essenziale che l'attività dei Fondi possa proseguire senza confusioni di competenze tra politiche attive e passive del lavoro, inclusa la gestione delle risorse». Per capire l'importanza che gli strumenti di Fondimpresa hanno per le aziende, basta leggere i numeri: un miliardo di euro i finanziamenti assegnati negli ultimi cinque anni, 1,7 milioni di lavoratori formati, 100.692 imprese aderenti, oltre 150 milioni di euro (divisi in differenti Avvisi) oggi a disposizione per la formazione nei settori della sicurezza, dell'innovazione, della tutela dell'ambiente. Ma, soprattutto, le imprese aderenti possono contare in ogni momento sul proprio "Conto Formazione", costituito dal 70% dei versamenti del contributo obbligatorio dello 0,30% delle retribuzioni, per finanziare direttamente i propri piani formativi. Un meccanismo inedito, prima di Fondimpresa, ma ormai le aziende, anche piccole, hanno imparato a farne buon uso spiegano dal Fondo tanto che 1,1 milioni di lavoratori sono stati formati con questo canale di finanziamento. L'altro, il "Conto di Sistema" (nel quale converge la restante parte del contributo) è comunque a disposizione di tutti gli iscritti al Fondo, che possono accedervi partecipando agli Avvisi che periodicamente vengono banditi. Una formula di successo, che ha consentito nell'arco di cinque anni di moltiplicare il numero delle imprese aderenti e dei finanziamenti erogati. Ma più che i risultati raggiunti, sottolinea Michele Lignola, direttore generale del Fondo, bisogna guardare a ciò che «non siamo riusciti a fare. Paradossalmente spiega il nostro successo evidenzia una difficoltà, perché il circuito della domanda che siamo riusciti ad avviare è diventato talmente dinamico che non è possibile soddisfarlo». Nel triennio 2007-2009, a fronte di richieste per 265 milioni di euro sul "Conto di Sistema", sono stati assegnati solo 199 milioni mentre negli ultimi due anni, poco più di 193 milioni su 453. «Gran parte delle imprese che fanno formazione prosegue il direttore del Fondo sono Pmi, e gran parte dei piani sono finalizzati all'innovazione. Il circuito positivo tra formazione, lavoro e sviluppo di impresa deve essere rafforzato il più possibile per consentire alle aziende italiane di vincere la sfida della competitività e superare la recessione». Per questo la possibilità, ventilata nell'ipotesi di riforma del mercato del lavoro, che le risorse per la formazione vengano destinate a un uso diverso risulta quantomeno contraddittoria. «Se la crescita è un obiettivo per il Paese, sarebbero necessarie più risorse per soddisfare la domanda di formazione. Inimmaginabile pensare di ridurle. Per questo conclude Lignola ci auguriamo che venga accantonata l'idea di utilizzare lo 0,30% per finanziare gli ammortizzatori sociali e le politiche passive per il lavoro, e di poter continuare a utilizzarlo per sostenere le piccole imprese, i progetti di rilancio delle aziende colpite dalla crisi, il bisogno di innovazione». In cifre I BENEFICIARI
1,7 milioni I lavoratori Che sono stati formati grazie a Fondimpresa a partire dal 2007 LE RISORSE 1 miliardo I finanziamenti Erogati dal fondo per la realizzazione di piani formativi I PARTNER 100 mila Le aziende Che aderiscono a Fondimpresa e occupano 3,8 milioni di lavoratori Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
19-04-2012 RIFORME E SVILUPPO Le misure del Governo Nuovo bonus fiscale per la ricerca Al via il Fondo crescita sostenibile: finanzierà anche la riconversione delle aree industriali IL RIASSETTO Dovrà privilegiare innovazione, promozione della presenza internazionale, sostegno alle «crisi complesse» Carmine Fotina ROMA Credito di imposta per la ricerca nel triennio 2012-2014 e Progetto di riconversione e riqualificazione industriale: sono le due principali novità con le quali il ministro dello Sviluppo economico prova a riorganizzare la politica industriale italiana. La bozza dello schema di decreto legge su «Misure urgenti in materia di riordino degli incentivi per la crescita e lo sviluppo sostenibile» prevede l'abrogazione di 40 norme e disposizioni nazionali e lo spostamento delle risorse che dovessero emergere verso pochi selezionati obiettivi. Il testo, 14 articoli più un allegato di quattro pagine, sarà uno dei primi provvedimenti del piano crescita ad approdare al traguardo, sicuramente entro giugno secondo i piani dello Sviluppo economico che ha lavorato al dossier anche con l'apporto del ministero dell'istruzione università e ricerca. Il riordino è atteso da anni previsto originariamente da una delega al Governo contenuta nella legge sviluppo del 2009 ma è stato più volte rinviato dai precedenti esecutivi, scontando soprattutto l'assenza di nuove risorse. Un limite quest'ultimo che tuttavia è destinato a caratterizzare anche la riforma Passera che, secondo prime stime dei tecnici, riuscirà a mobilitare e rimettere in circolo non più di 500-700 milioni. Come detto, l'obiettivo è concentrare la politica industriale su pochi ambiti di intervento: sostegno agli investimenti in ricerca e innovazione, in particolare per le Pmi, promozione della proiezione e della presenza internazionale delle imprese italiane, facilitazione della riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa. A questi scopi nasce, con la suddivisione in specifiche sezioni, il "Fondo per la crescita sostenibile" che sostituisce il Fondo rotativo per l'innovazione tecnologica (Fit). Il nuovo Fondo dovrà avere tra le priorità il riequilibrio territoriale Nord-Sud, il sostegno alle imprese femminili e giovanili e alle start up tecnologiche e verrà alimentato sia con le economie realizzate con le norme abrogate (si veda l'articolo in basso) sia con le somme restituite o non erogate a seguito di provvedimenti di revoca. Non solo: il ministero intende chiudere la stagione del "Fondo innovazione", che sosteneva brevetti per invenzioni e modelli di utilità, e convogliare le risorse derivanti nel nuovo Fondo "unico". In cima agli interventi dovrà esserci il credito di imposta per la ricerca. L'ambizione si legge nella relazione illustrativa «è portare il livello di spesa privata sulla media dei Paesi europei». «Il credito d'imposta avrà una stabilità nel tempo, in modo da consentire a tutte le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo nel triennio di imposta 2012/2014 di poter usufruire di tale agevolazione fiscale in modo semplice e immediato». Si prevede un bonus fiscale annuale, per le imposizioni Ires e Irap, del 30% fino a un tetto massimo di spesa di 1,5 milioni di euro e comunque un credito d'imposta massimo di 450mila euro. Scatta un premio aggiuntivo per i programmi basati su piani triennali di investimento: in questi casi, oltre al bonus precedente, si applica un beneficio del 5% e comunque con un credito di imposta massimo di 250mila euro sulla spesa triennale ammessa, se si verificano due condizioni: ricavi e numero addetti invariati o superiori alla fine del terzo anno; margine operativo lordo in rapporto al fatturato incrementato del 30%. Per capire la reale portata della norma, e riscontrare il reale gradimento delle imprese, troppe volte scottate da meccanismi eccessivamente complicati o inefficaci, bisognerà comunque attendere un decreto ministeriale sulle modalità di applicazione del credito, gli obblighi di comunicazione a carico delle aziende e le modalità di verifica delle spese sostenute. L'altro pilastro della riforma è contenuto all'articolo 8 con cui si punta a rafforzare gli interventi di reindustrializzazione diventati sempre più necessari negli ultimi anni con la drammatica esplosione di centinaia di tavoli di crisi aziendali. Nascono il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale e la nozione di crisi industriale complessa. Quest'ultima si configura a seguito di un'istanza della regione interessata di fronte a un «collasso economico-
produttivo» derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto oppure una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio. Per combattere le crisi, si punterà sui Progetti di riconversione: andranno adottati mediante la stipula di accordi di programma e, anche attraverso cofinanziamento regionale, potranno promuovere investimenti produttivi, la riqualificazione delle aree, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree dismesse. Verso l'abrogazione INNOVAZIONE Vengono abrogati gli incentivi (spesso in credito d'imposta) per gli investimenti in R&S previsti dalla legge 317/91 e dal Dl 79/97, i contributi all'e-commerce della Finanziaria 2001, quelli per l'innovazione nel tessile della Finanziaria 2002 e quelli della Finanziaria 2007 SUD Addio alla disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno (legge 64/86), ai criteri per la concessione dei contributi previsti dalla legge 488/92, all'estensione della stessa 488 al commercio, ai finanziamenti per istituire i centri per l'imprenditorialità nelle zone del Sud ACQUISTO BENI Eliminati i finanziamenti alla costruzione o alla ristrutturazione di impianti industriali (legge 623/1959), i contributi per l'acquisto o il noleggio di macchinari (legge 696/1983), gli incentivi fiscali alle Pmi di commercio e turismo per acquisto beni strumentali (legge 449/1997) AREE INDUSTRIALI Stop alle agevolazioni automatiche per gli investimenti delle Pmi industriali nelle aree depresse (Dl 244/1995), ai contributi per la dismissione del settore siderurgico (Dl 396/1994) e la riqualificazione del distretto delle armi di Brescia e dei sistemi di illuminazione del Veneto (legge 99/2009) EVENTI STRAORDINARI Tagliate le norme sugli aiuti alle imprese delle zone colpite dal terremoto dell'irpinia del 1980, dell'alluvione in Piemonte nel 1994 e di altri eventi alluvionali. Abrogate anche le norme sulle agevolazioni per l'innovazione e la riconversione delle produzioni che utilizzavano l'amianto (legge 257/92) FONDI Tra i fondi abrogati quello per il credito agevolato al settore industriale (Dpr 902/1976), quello per la promozione e lo sviluppo del commercio (Dl 9/1987) nonché quello per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà (Dl 35/2005) Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
19-04-2012 RIFORME E SVILUPPO Le misure del Governo Per la crescita un'agenda in dieci mosse Infrastrutture, merito, certificazione dei debiti della Pa: entro l'anno l'attuazione del piano Passera INVESTIMENTI Tra piano casa, scuola, housing sociale, città, innovazione e ricerca si pensa di mettere in circolo 5 miliardi Carmine Fotina ROMA Cifre, provvedimenti da approvare, settori prioritari sui quali investire. Il documento del ministro Corrado Passera sull'«agenda per la crescita sostenibile» è la traduzione operativa dei principi fissati dal Programma nazionale di riforma, con l'inevitabile corollario sulla difficoltà di reperire risorse e la necessità di procedere gradualmente con le riforme senza misure "shock". Sono dieci i provvedimenti tra decreti legge, disegni di legge, decreti ministeriali che il governo si prepara ad adottare e attuare tra maggio e presumibilmente la fine dell'anno: infrastrutture, merito nella Pa e nel settore privato, riforma degli incentivi, nascita dell'agenzia per l'agenda digitale, interventi per la stessa Agenda digitale (un testo a parte), definizione della pianta organica del nuovo Ice, certificazione dei debiti della Pa, recepimento della direttiva sui pagamenti futuri entro il 2012, sviluppo della filiera della green economy, spinta alle start up innovative. «Da almeno 15 anni è la premessa del documento presentato ai leader della maggioranza nel vertice di martedì sera l'italia cresce in modo insufficiente e più lentamente dei principali Paesi europei con i quali si confronta». Le previsioni sulla dinamica del Pil e il disagio occupazionale preoccupano ma «non ci sono scorciatoie di breve periodo in una situazione caratterizzata da una limitatissima disponibilità di risorse pubbliche». Si punta a mobilitare fondi, anche privati, «con taluni effetti anche di breve periodo ma il tutto senza mai mettere a rischio l'equilibrio dei conti pubblici». L'obiettivo, tra infrastrutture, pagamento scaduto della Pa, riordino incentivi è attivare 60 miliardi tra effetto diretto e indiretto degli investimenti che si possono rivitalizzare. In particolare alla voce «investimenti», tra piano casa, scuola, housing sociale, città, innovazione e ricerca, si pensa di mettere in circolo 5 miliardi. Ad ogni modo, «l'efficacia degli interventi nazionali sarà funzione anche della capacità dell'unione europea di gestire la crisi del debito pubblico a livello continentale». Pagamenti e infrastrutture È il tema più caldo. Proprio oggi il vertice tra Passera, Abi e imprese dovrebbe portare a un primo accordo. Si parte da quanto disposto dal Dl di semplificazione fiscale che facilita la cessione dei crediti anche nella forma pro solvendo e dalla piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti che sarà varata con un apposito decreto ministeriale dell'economia. Per le infrastrutture è allo studio un disegno di legge per introdurre in Italia un sistema simile al francese Débat publique per la discussione sulle grandi opere. La trasparenza online consentirà di seguire l'evoluzione delle singole delibere Cipe. Nascerà un Comitato di ministri con funzioni di coordinamento, monitoraggio e propulsione e arriverà un piano città per interventi di riqualificazione urbana. È inoltre allo studio, si legge nel documento, la «costituzione di un fondo immobiliare per la valorizzazione dei beni dei Comuni». Incentivi ed energia Il riordino degli incentivi (si veda la pagina accanto) ha come priorità il credito di imposta alla ricerca e nuovi strumenti per il rilancio delle aree industriali in crisi. Tra le opzioni, nuovi interventi per premiare fiscalmente fusioni e consolidamenti aziendali e costituzioni di reti di imprese. Continuerà il lavoro sulla semplificazione burocratica, spiega Passera, con iniziative tagliate sui singoli settori (costruzioni, commercio, artigianato, agricoltura). Resta una questione irrisolta il caro-energia che penalizza le famiglie e crea per le imprese un gap rispetto ai concorrenti stranieri. Ieri, al termine del consiglio dei ministri, Passera ha ammesso: «Dobbiamo fare di tutto perché la bolletta inizi a scendere». Per il governo molto potrà fare la separazione della rete gas Snam da Eni, quando sarà operativa, mentre sulle accise della benzina, ha proseguito il ministro, «appena si parlerà di sgravi fiscali con la lotta all'evasione è possibile che se ne discuta e si possa valutare se tornare parzialmente indietro». In preparazione inoltre un Ddl per lo sviluppo della filiera della green economy e la nuova strategia energetica nazionale (entro l'estate).
Internazionalizzazione Il cda del nuovo Istituto per il commercio estero è stato appena nominato. Per dare finalmente il via libera alle nuove politiche per l'internazionalizzazione, però, occorre il Dpcm che ripartisce i dipendenti del vecchio istituto tra la nuova Agenzia e il ministero dello Sviluppo: arriverà entro giugno. L'Ice, più snello, lavorerà anche per attrarre capitali stranieri: «L'obiettivo è di far guadagnare alcune decine di posizioni all'italia nelle classifiche per gli investimenti esteri e di raddoppiare il flusso di Ide nei prossimi tre anni come percentuale del Pil (da 1% a 2%)». Agenda digitale e start up L'Italia è stata sollecitata dal commissario Ue Neelie Kroes a cambiare passo per rispettare gli obiettivi dell'agenda digitale. Passera ha in mente due interventi: uno per creare un'agenzia ad hoc, l'altro ("DigItalia") per mettere in pratica il lavoro dei sei gruppi di lavoro interministeriali. Entro luglio, invece, il decreto o Ddl per accelerare la nascita e lo sviluppo di start up innovative. Le dieci ricette dell'agenda per la crescita e le cifre in gioco 1. MERITOCRAZIA Valore legale laurea CARRIERA E ANZIANITÀ Nell'iniezione di dinamismo per l'economia e la società, l'agenda per la crescita prevede un apposito disegno di legge su mobilità sociale e meritocrazia. Il testo dovrebbe contenere alcuni interventi in materia di pubblico impiego, sanità, fisco e giustizia con lo scopo di evitare gli avanzamenti di carriera per mere ragioni di anzianità. Nel disegno di legge potrebbero confluire anche le decisioni del Governo sul valore legale della laurea PROVVEDIMENTO Disegno di legge in preparazione EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: bassa 2. INFRASTRUTTURE Piano casa PROCEDURE SNELLE Per recuperare il ritardo infrastrutturale è in preparazione un disegno di legge per l'adeguamento alla situazione italiana delle tematiche relative al «Débat publique» e per l'istituzione di un Comitato di ministri con funzioni di coordinamento, monitoraggio e propulsione. Si preparano inoltre norme per l'accelerazione sui piani casa, scuola e di housing sociale, per il patrimonio museale e per riqualificare il patrimonio immobiliare PROVVEDIMENTO Disegno di legge in preparazione EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: media 3. AGENDA DIGITALE Nasce l'agenzia LA CABINA DI REGIA Con il Dl Semplifica Italia è stata avviata una Cabina di regia interministeriale per l'implementazione dell'agenda digitale italiana, allo scopo di realizzare gli obiettivi dell'agenda europea. Alla Cabina di regia si affiancherà una Agenzia per raggruppare i numerosi organismi che si occupano del tema. Ammontano a circa 600 milioni di euro gli investimenti previsti per azzerare il digital divide ai quali si sommano i 443 milioni di euro per il progetto banda ultralarga PROVVEDIMENTO Disegno di legge in preparazione REALIZZABILITÀ: media EFFICACIA: bassa
4. AGENDA DIGITALE I gruppi di lavoro DDL DIGITALIA Un provvedimento ad hoc regolerà l'attività dell'agenda digitale italiana articolandola in sei gruppi di lavoro: 1) Infrastrutture e sicurezza (azzeramento digital divide e sviluppo NGN); 2) E-commerce; 3) Alfabetizzazione informatica; 4) E-government (digitalizzazione della pubblica amministrazione); 5) Ricerca e Innovazione (digitalizzazione come motore di innovazione trasversale); 6) Smart Cities&Communities PROVVEDIMENTO Dl o Ddl DigItalia (entro giugno) EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: alta 5. INNOVAZIONE Riordino incentivi CREDITO D'IMPOSTA Una delle missioni dell'agenda Passera punta al rafforzamento dei fattori di crescita delle imprese. In questo ambito, al fine di spingere l'innovazione e la ricerca, è previsto il riordino del sistema degli incentivi alle imprese con l'abrogazione di circa 40 norme nazionali esistenti e introduzione di un meccanismo automatico e permanente di credito di imposta alla ricerca e allo sviluppo innovativo, condiviso con il Mef e il Miur (si veda pagina a fianco) PROVVEDIMENTO Decreto legge in preparazione EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: alta 6. COMMERCIO ESTERO Internazionalizzazione PIÙ COORDINAMENTO Dopo la ricostituzione dell'istituto per il commercio estero (Ice) a opera del Dl Salva Italia, un apposito decreto del presidente del Consiglio dei ministri consentirà la partenza. Previsto inoltre un rafforzamento della strumentazione finanziaria per l'internazionalizzazione (ad esempio l'export finance), sulla base delle migliori esperienze internazionali. Un maggiore coordinamento va garantito tra Cassa depositi e prestiti, Sace e Simest PROVVEDIMENTO Decreto del presidente del Consiglio dei ministri in preparazione EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: media 7. CREDITI Meno burocrazia CERTIFICAZIONE PIÙ VELOCE Al fine di garantire il credito alle imprese a costi competitivi, dopo le misure del Dl Semplificazione che facilitano la cessione dei crediti nelle forme pro soluto o pro solvendo, sono in corso di elaborazione ulteriori misure per l'assorbimento dello scaduto della Pubblica amministrazione accelerando e semplificando la certificazione dei crediti e facilitandone la cessione in collaborazione con il sistema bancario
PROVVEDIMENTO Decreto ministeriale in preparazione REALIZZABILITÀ: media EFFICACIA: alta 8. CREDITI Direttiva Ue RECEPIMENTO ANTICIPATO Ancora da recepire la direttiva europea che regola i pagamenti futuri alle imprese (che vanno onorati entro 30 giorni tra privati e pubblica amministrazione salvo deroghe). Il termine per il recepimento, per l'italia come per gli altri paesi Ue, è fissato a marzo 2013. L'Agenda per la crescita sostenibile si impegna ad adottarla in anticipo, già entro la fine dell'anno PROVVEDIMENTO Disegno di legge di recepimento della direttiva europea EFFICACIA: alta REALIZZABILITÀ: media 9. GREEN ECONOMY Sviluppo della filiera IL TERZO TASSELLO Per garantire alle imprese risorse energetiche a costi competitivi sono tre gli interventi in campo. Se il Dl Semplifica Italia ha puntato alla valorizzazione delle risorse naturali e il Dl Salva Italia ha prorogato la detrazione d'imposta del 55% per interventi di risparmio energetico, è ora allo studio dei tecnici lo sviluppo della filiera della green economy. Entro l'estate è poi prevista la nuova strategia energetica nazionale per accelerare investimenti su aree prioritarie PROVVEDIMENTO Disegno di legge o decreto legge ancora allo studio EFFICACIA: media REALIZZABILITÀ: bassa 10. START UP Task force al lavoro MISURE IN POCHI MESI È stato avviato un progetto per accelerare la nascita e lo sviluppo di start up innovative coinvolgendo in una apposita task force alcuni dei rappresentanti più significativi del settore. Entro pochi mesi sarà presentato un pacchetto di interventi normativi, finanziari, fiscali, amministrativi. Misure che si aggiungono a quelle del Semplifica Italia che ha snellito l'iter per il battesimo delle nuove imprese PROVVEDIMENTO Decreto legge o disegno di legge (anche delega) REALIZZABILITÀ: media EFFICACIA: media I NUMERI 30 miliardi Già stanziati Governo e Cipe hanno messo a disposizione delle Pmi 20 miliardi di garanzie di credito; sono stati avviati progetti infrastrutturali per circa 30 miliardi (fondi pubblici di 22,5 miliardi con previsione di spesa di circa 20% all'anno). Sono poi stati messi a disposizione 13,5 miliardi sotto forma di Ace (Aiuto alla crescita economica) e Irap e circa 6 miliardi
per pagamento di debiti scaduti delle amministrazioni centrali 20-30 miliardi In arrivo Nei prossimi mesi il Cipe conta di avviare e accelerare altri progetti infrastrutturali per 20-30 miliardi, di poter accelerare rimborsi di debiti scaduti di Pa e privati per almeno 30 miliardi e di attivare altri investimenti per almeno 5 miliardi (piano casa, scuola, housing sociale, città, innovazione e ricerca ecc.) 600 milioni Digital divide Gli investimenti pubblici per azzerare il digital divide ammontano a circa 600 milioni (171 milioni già stanziati) a cui si sommano i 443 milioni per il progetto sulla banda ultralarga 10 miliardi Destinazione Mezzogiorno Circa 10 miliardi dei 22,5 finora deliberati dal Cipe sono a favore delle regioni del Sud con le quali il ministero dello Sviluppo economico ha avviato una forte collaborazione per mettere a punto specifici piani di lavoro 110 miliardi Le risorse complessive Per uscire dalla recessione e riavviare la crescita sono stati già attivati circa 50 miliardi (infrastrutture, garanzia sul credito, pagamento scaduto Pa, fisco per le imprese). E sono in corso di attivazione altri 60 miliardi Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
20-04-2012 Confindustria IL NUOVO VERTICE Squinzi: momento difficile, priorità alla crescita Via libera della giunta a squadra e programma: si allargano i consensi - «Ricominciare a fare politica industriale» LOTTA ALLA BUROCRAZIA «Mi fa piacere che Monti sulle semplificazioni sia in linea con noi» «Relazioni industriali con pragmatismo e buon senso» Nicoletta Picchio ROMA «Da ora in poi dobbiamo metterci a lavorare con determinazione e serietà: il momento è difficile, ci dobbiamo impegnare al massimo per tornare alla crescita». Sono le prime parole che pronuncia Giorgio Squinzi, presidente designato alla guida di Confindustria, nella conferenza stampa, subito dopo il voto della giunta a squadra e programma: 102 voti a favore, 22 astenuti, 21 contrari, su 150 presenti (una scheda nulla e 4 non hanno partecipato alla votazione): «Mi sembra ha detto che il consenso sia stato molto importante e che si stia andando nella direzione di ricompattare Confindustria, non posso che dichiararmi soddisfatto». Nelle prime file sono seduti alcuni componenti del vertice della futura Confederazione, tra nuovi ingressi e riconferme. «La mia Confindustria ha spiegato Squinzi è determinata ad andare avanti su questa direzione e ce la metteremo tutta». Con una priorità, la semplificazione burocratica, «la madre di tutte le azioni che si possono fare per riprendere la crescita nel paese». Proprio ieri mattina il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva sottolineato il peso della burocrazia come freno allo sviluppo: «Mi fa molto piacere che il premier sia in linea con noi sulla semplificazione. Forse ha copiato il nostro programma, visto che noi ci stiamo lavorando da tempo». Ma c'è molto altro tra gli obiettivi che Squinzi, numero uno della Mapei ed oggi vice presidente per l'europa, vuole realizzare. «C'è bisogno di una robusta sterzata, di ricominciare a realizzare una politica industriale: abbiamo potenzialità, siamo la seconda realtà manifatturiera d'europa, dobbiamo impegnarci a tutta velocità per cambiare il clima economico». I punti principali li ha indicati nel discorso di ieri in giunta, subito dopo un breve intervento di Emma Marcegaglia. E quindi il credito, i ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione, e poi il fisco, l'energia, che ha costi del 30% in più rispetto alla media Ue. Per far ripartire l'economia sono anche indispensabili le infrastrutture: materiali e immateriali, come la scuola, l'università, la ricerca e l'innovazione. E poi l'internazionalizzazione, per crescere sui mercati esteri, e più peso all'europa. «È un programma ambiziosetto», ha detto Squinzi con una battuta. «Ci vorranno 40 anni per realizzarlo, io ne ho 4 come mandato, passerò al prossimo presidente ciò che non sono riuscito a fare». Un documento più dettagliato sarà pronto a breve: all'assemblea di maggio, quando Squinzi assumerà il ruolo di numero uno (l'elezione definitiva avverrà all'assemblea privata del 23 maggio, e il 24, all'assemblea pubblica, terrà il suo primo discorso), sarà presentato un Manifesto programmatico di azioni concrete, «da realizzare sia direttamente sia come scelte della politica». Squinzi è stato designato presidente nella giunta del 22 marzo, con 93 voti contro gli 82 dell'altro concorrente, Alberto Bombassei, vice presidente per i rapporti sindacali. Squinzi e Bombassei si sono incontrati due volte, per cercare una sintesi. «Sulla squadra la condivisione è indiscutibile. Alcuni nomi in cui io credevo sin dall'inizio sono stati indicati anche dall'altra corrente, che mi auguro corrente non sia», ha commentato Squinzi, soddisfatto del voto e che Confindustria stia ritrovando l'unità. Quanto al programma, rispondendo alla domanda di un giornalista sul fatto che Bombassei l'aveva chiesto e non ricevuto, Squinzi ha precisato: «Non l'ho condiviso perché ritenevo che prima dovesse essere consegnato alla giunta. È stato un atto di rispetto nei confronti di questo organismo». Tanto più che, ha aggiunto «le grandi linee del programma erano già notissime, ne avevo già parlato nelle associazioni territoriali durante gli incontri che ho avuto prima delle votazioni di marzo». E comunque, ha aggiunto, è stato deciso di dare il via alla Commissione per la riforma interna, guidata da Carlo Pesenti, che sarà snella e comincerà a lavorare al più presto: «Una richiesta avanzata dall'altro concorrente, almeno su questo c'è condivisione. Confindustria deve essere più moderna, più aderente al mondo che cambia e alle esigenze delle imprese». Un capitolo a sé, le relazioni industriali: sulla riforma in discussione Squinzi ha già detto nei giorni scorsi che condivide
la linea della presidente: «La decisione finale uscirà dal dibattito parlamentare». E nel programma ha parlato di relazioni industriali «innovative», all'insegna di «pragmatismo e buon senso». In ogni caso ancora nel prossimo mese sarà la presidente in carica a definire le scelte, anche se ci sarà condivisione: «I nostri rapporti personali sono amichevoli da decenni. Dal primo momento mi sono dichiarato in continuità con Emma Marcegaglia, ma la condivisione non vuol dire fare esattamente le stesse cose, i tempi cambiamo e bisogna adattarci a ciò che andremo ad incontrare». Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia
20-04-2012 RIFORME E SVILUPPO Le imprese Verso l'accordo sui debiti della Pa Prima tranche da 10 miliardi - Certificazione dei crediti obbligatoria e più semplice IL VERTICE Il via libera dovrebbe arrivare la prossima settimana Marcegaglia: pronti a firmare anche l'accordo sui 5 miliardi di finanziamenti Carmine Fotina ROMA Accordo vicino sullo sblocco del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e dei finanziamenti alle Pmi. Il vertice al ministero dello Sviluppo economico con banche e imprese ha consentito di fare passi avanti sulla base delle bozze di protocollo di intesa presentate dall'abi (si veda Il Sole 24 Ore del 17 aprile). La prossima settimana è in programma una nuova riunione e potrebbe già arrivare la firma tra privati, mentre al governo spetterà mettere a punto rapidamente i provvedimenti attuativi necessari, in primis per sancire l'obbligatorietà della certificazione dei crediti e semplificarne le procedure con l'introduzione di una piattaforma elettronica affidata alla Consip. L'ipotesi è partire con lo smobilizzo di circa 10 miliardi di euro di debiti della Pubblica amministrazione centrale, ai quali potrebbero aggiungersi più avanti due tranche da 5 miliardi ciascuna. Al vertice convocato dal ministro Corrado Passera hanno partecipato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, insieme al presidente designato Giorgio Squinzi, Giuseppe Mussari (Abi), Marco Venturi (Rete Imprese Italia), Giorgio Guerrini (Confartigianato), Giuliano Poletti (Lega Cooperative), Aldo Minucci (Ania) e alcuni dirigenti del ministero dell'economia. Mussari ha esposto gli ultimi dati sul sistema, escludendo da un lato l'esistenza di un «credit crunch tecnico» e ricordando come dall'ultimo bollettino di Bankitalia emerga che dopo aver toccato il punto più basso a marzo ci siano segnali di risalita. Detto questo l'urgenza di soluzioni di fronte al problema del credito è giudicata assoluta anche dall'abi, che ha messo sul campo tre opzioni per risolvere il problema dei debiti "scaduti" della Pa: le formule pro soluto e pro solvendo (sulle quali il governo è appena intervenuto con correttivi nel decreto semplificazioni fiscali) e l'anticipazione del credito. Quest'ultima opzione, sulla quale spinge maggiormente l'abi, prevede come condizione indispensabile il supporto del Fondo centrale di garanzia per il quale lo Sviluppo economico studierà un eventuale potenziamento. La durata dell'anticipazione non potrà comunque essere superiore ai 12 mesi e la sua misura non potrà essere inferiore al 70% del valore nominale del credito. Il tasso di interesse applicabile alle operazioni sarà determinato dal tasso Bce e da uno spread funzione della qualità dell'impresa e della specifica tipologia di operazione (sconto pro soluto o anticipazione con o senza cessione del credito). Al tavolo Passera-banche-imprese si è parlato anche del secondo protocollo proposto dell'abi, relativo al "Plafond progetti investimenti Italia", destinato al finanziamento delle Pmi. Le banche metteranno a disposizione in una prima fase 5 miliardi di euro aggiuntivi rispetto ai 20-30 indicati da Passera: «Oggi ha precisato Mussari abbiamo comunque preso l'impegno a rinnovare questo plafond quando sarà esaurito». Marcegaglia ha spiegato che Confindustria è «pronta a firmare con l'abi per l'accordo sui 5 miliardi per gli investimenti». Sui vari temi relativi al credito, ha aggiunto, «abbiamo fatto alcuni avanzamenti interessanti. La prossima settimana concluderemo la prima tranche dell'accordo per lo smobilizzo del credito delle imprese verso la pubblica amministrazione». Critiche, soprattutto sull'ipotesi del «pro solvendo», sono state espresse da Confartigianato. A fine incontro, invece, Venturi (Rete Imprese Italia), ha osservato che «non c'è una compensazione tra crediti e debiti come avevamo chiesto ma ci sarà una certificazione dei crediti e questo aiuterà il ricorso delle imprese a diverse forme di finanziamento». L'incontro a Via Veneto è stato anche l'occasione per fare con le imprese il punto sull'«agenda per la crescita sostenibile» preparata da Passera. Tra i temi passati in rassegna ci sono l'agenda digitale, con la costituzione di un'apposita Agenzia e un decreto in arrivo a giugno; l'internazionalizzazione, per la quale le imprese chiedono di passare rapidamente al riassetto che ruoterà intorno al nuovo Ice e all'export finance, e le semplificazioni burocratiche per le quali partiranno gruppi di lavoro misti.
Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia 20-04-2012 EUROPA E MERCATI I Forum del Sole Banche e imprese, le idee per la crescita Tarantola (Bankitalia): «I finanziamenti Bce stanno iniziando ad arrivare all'economia reale» Maximilian Cellino Morya Longo «Le maxi iniezioni di liquidità da parte della Banca centrale europea sono state fondamentali per impedire conseguenze peggiori sul sistema bancario ed economico. La prima iniezione non si è tradotta in nuovo credito verso la clientela perché le banche dovevano coprire la loro carenza di liquidità, ma la seconda comincia a far vedere i primi effetti sulle imprese». Le parole di Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d'italia, aprono uno squarcio di ottimismo: i mille miliardi di euro erogati dalla Bce alle banche di tutta Europa (in parte italiane) stanno piano piano finendo dove veramente servono. Cioè nell'economia reale. Nelle imprese. In chi produce. Le aziende, forse, ancora non se ne rendono conto, ma i dati Bankitalia dimostrano che il flusso sta tornando. È da questo spiraglio di luce che è partito ieri mattina il terzo «Forum banca & impresa» organizzato dal Sole 24 Ore. Uno spiraglio essenziale, perché i problemi che il sistema Italia deve affrontare sono tanti. Da un lato le imprese sono poco capitalizzate: il rapporto tra debito ed equity ha spiegato Matteo Coppola, principal di Boston Consulting ha raggiunto un livello del 100%, contro il 70% del 2007. Dall'altro le imprese sono troppo esposte sul sistema bancario: in Italia ha certificato Tarantola di Bankitalia «dipendono dalle banche al 70% contro il 50% del resto d'europa». Le banche a loro volta, pur capitalizzate con un Core Tier 1 al 9,6% dal 5,7% del 2007, soffrono. Morale: per far crescere l'italia, per far evolvere in maniera costruttiva il rapporto tra banche e imprese, bisogna fare gioco di squadra. Questo, in fondo, è il messaggio arrivato dal convegno. Questo, però, è il punto su cui l'italia è più manchevole. «Prevale sempre l'individualismo», osserva Massimo D'Aiuto, amministratore delegato Simest. Idee per la crescita Tutte le istituzioni stanno cercando soluzioni. I problemi, però, sono due: da un lato le imprese italiane troppo spesso non sono informate, dall'altro le stesse istituzioni a volte giocano singolarmente e non in squadra. «L'Abi sta creando misure straordinarie», annuncia per esempio il direttore generale dell'abi Giovanni Sabatini. A metà convegno ha infatti lasciato il palco per andare a Roma, per incontrare il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera: «Al ministro presentiamo alcuni strumenti afferma Sabatini. Un plafond di 5 miliardi da mettere a disposizione delle Pmi e un meccanismo volto a favorire lo smobilizzo dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione». Anche la Cassa depositi e prestiti ha varato e sta attivando diverse iniziative. «Abbiamo messo a disposizione un plafond da 8 miliardi, di cui hanno beneficiato 52mila piccole imprese spiega l'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini. Non intendiamo sostituirci alle banche, ma lavorare al loro fianco». Stesso discorso per la Sace, società attiva nell'assicurazione all'export: «Bisogna affrontare il tema in modo più ampio osserva il numero uno Alessandro Castellano. Occorre creare un unico campo da gioco a livello europeo, perché le differenze a livello normativo creano scompensi che non sono recuperabili con la produttività». E anche la Simest, la finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all'estero, ha numerose iniziative in corso. I freni alla crescita Ma gli ostacoli, i freni, sono ancora tanti. Il caso delle infrastrutture è emblematico. Se i lavori per l'autostrada M6 Toll in Gran Bretagna sono stati avviati nel 2000 e oggi sono conclusi, con un costo di 20,5 milioni di euro a chilometro, le autostrade simili italiane portano via molti più anni e hanno un costo molto maggiore: dai 32,2 milioni al chilometro della Pedemontana Lombarda, ai 39 della Bre-Be-Mi. «In Italia c'è un grande gap infrastrutturale spiega Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i. Sarebbe quasi necessaria una militarizzazione delle infrastrutture: costringere cioè gli enti locali e la burocrazia a svolgere i compiti che sono assegnati loro». Discorsi simili si potrebbero fare sulla giustizia. L'internazionalizzazione L'Italia è in recessione, l'europa ristagna, mentre alcune economie emergenti sono ben più dinamiche. Eppure le esportazioni delle imprese italiane secondo i dati Coface vanno per il 57,3% verso l'unione europea e per il 42,7%
verso i Paesi extra-europei. Ovvio che quelli siano i mercati da aggredire. Purtroppo ci riescono solo le grandi aziende, più organizzate, ma non le piccole: perché l'italia come dimostrano le testimonianze dell'amministratore delegato di Diasorin, Carlo Rosa, e del numero uno di Coface, Riccardo Carradori non fa sistema, non riesce ad andare all'estero in squadra. Eppure, anche qui, gli strumenti ci sarebbero: non solo l'assicurazione del credito (tramite Sace o Coface), ma anche la gestione complessiva dei rischi. «Le imprese italiane usano la gestione dei rischi come chi gioca la schedina al lunedì osserva ironico Umberto Ventura, direttore generale di Aon quando le partite si sono già concluse. Prima non si vogliono assicurare, poi quando accadono eventi geopolitici o di altro genere vengono da noi a chiedere come possono gestire il problema. A quel punto, però, è troppo tardi». Insomma: servono più strumenti (o più coordinati), ma anche una diversa cultura. LE FRASI Giovanni Sabatini (Abi) «Stiamo creando misure straordinarie per le aziende: nuovi plafond per le Pmi e una soluzione per i crediti della Pa» Gorno Tempini (Cdp) «Noi abbiamo messo a disposizione 8 miliardi per le Pmi: non vogliamo sostituirci alle banche, ma lavorare al loro fianco» Vito Gamberale (F2i) «In Italia c'è un gap infrastrutturale: serve una militarizzazione, per costringere gli Enti locali a svolgere il loro ruolo» Alessandro Castellano (Sace) «Bisogna creare un unico campo da gioco europeo, perché le differenze normative creano gap non recuperabili con la produttività» Umberto Ventura (Aon) «Le imprese italiane devono assicurare i rischi quando vanno all'estero, invece tendono a preoccuparsi quando gli eventi accadono»
Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia 20-04-2012 Lavoro. L'imposta del 10% per incentivare la produttività e l'efficienza inapplicabile perché manca il decreto su presupposti e condizioni Bloccato il bonus competitività Senza le regole costi più elevati per le imprese e buste paga più leggere per i dipendenti IL LIMITE Per il premio dell'imposta sostitutiva stanziati 1,1 miliardi ma si teme una riduzione della platea dei beneficiari Matteo Prioschi Lavoratori scontenti perché la busta paga è più leggera, imprese preoccupate perché, in una fase già difficile, si aggiunge un ulteriore elemento di incertezza. Anche per il 2012 è prevista la proroga dell'imposta sostitutiva agevolata al 10% per gli elementi retributivi che premiano l'incremento di produttività, di innovazione ed efficienza. Però tale provvedimento, previsto dalla legge di stabilità, al momento è rimasto sulla carta in quanto non è mai stato emanato il decreto che fissa l'importo massimo e il tetto di salario di ogni dipendente a cui tale agevolazione è applicabile. La nota del ministero dell'economia, ufficio relazioni con il pubblico, secondo cui il decreto non sarebbe dovuto, non fa i conti con la necessità per i datori di lavoro di conoscere i presupposti per applicare il bonus (reddito complessivo dei beneficiario e plafond su cui calcolare l'imposta sostitutiva). «Non riusciamo a comprendere il motivo del ritardo commenta Riccardo Giovani, direttore relazioni sindacali di Confartigianato tanto più che per rendere efficaci queste misure è importante la continuità. Un'applicazione a singhiozzo non dà certezze e rischia di diventare inutile dopo che per mesi ci si è impegnati per siglare accordi territoriali di secondo livello». «Tutti parlano della necessità di essere più competitivi osserva Stefano Di Niola, responsabile dipartimento relazioni sindacali della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa ma poi quando serve un decreto per applicare un'agevolazione confermata, il provvedimento non arriva. Dal punto di vista operativo, le aziende che avevano fatto dei budget a inizio 2012 ora si trovano senza avere certezze sul costo del lavoro. Inoltre, in questa fase difficile, a fronte di una commessa improvvisa può essere necessario ricorrere agli straordinari, che però attualmente vengono tassati in modo ordinario e quindi sono più onerosi». L'imposta sostituiva al 10% in passato ha riscosso un buon successo. Secondo i dati disponibili più recenti, nel 2010 ne hanno beneficiato quasi sei milioni di addetti pari a oltre 10 miliardi di euro di quota di retribuzione sottratta all'applicazione ordinaria dell'irpef. L'importo medio per addetto è stato di 1.709 euro. «Il decreto afferma Giorgio Santini, segretario confederale Cisl a rigor di logica andava fatto a gennaio. Attualmente c'è un danno per le buste paga dei lavoratori che hanno sottoscritto accordi di produttività. Auspichiamo che quando arriverà, il decreto abbia decorrenza dal 1 gennaio 2012 in modo da consentire di recuperare quanto già versato». Ma nel mondo imprenditoriale il ritardo nella messa a punto del provvedimento inizia a suscitare qualche preoccupazione legata alla copertura finanziaria dello stesso (sono previsti 1,1 miliardi di euro) con la conseguente ipotesi di una restrizione dei parametri previsti in passato pari a 6mila euro per lavoratore con reddito massimo di 40mila euro. Se tali parametri venissero ridotti, le aziende che hanno applicato la vecchia normativa effettuando delle ritenute più basse del dovuto rischiano di incorrere in sanzioni. Insomma, ci potrebbe essere l'eventualità di vedersi ridurre la platea dei beneficiari e l'applicazione di sanzioni alle imprese che, in questo periodo di incertezza, hanno deciso di applicare i vecchi parametri. Un'eventualità, quella di fondi insufficienti, che la Cisl non prende nemmeno in considerazione: «Non vogliamo nemmeno pensare a tale eventualità precisa Santini. Il ritardo forse è dovuto al fatto che il Governo ha dovuto affrontare emergenze su altri fronti, ma questo non aiuta la contrattazione di secondo livello. Non si può prevedere un incentivo se poi lo stesso non viene erogato».
Infine, c'è un altro aspetto sottolineato dagli addetti ai lavori. L'aliquota ridotta potrebbe favorire l'emersione del lavoro sommerso, con benefici su più fronti. Un'opportunità che però senza il decreto rischia di non essere colta. Il provvedimento 01 IL DEBUTTO Le misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro sono state introdotte con il decreto legge 93 del 27 maggio 2008. Sono state poi prorogate negli anni seguenti e anche per il 2012 02 LA MISURA È prevista una tassazione sostitutiva dell'irpef pari al 10% applicabile a tutti gli emolumenti riconducibili a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa. In un primo momento si è ritenuto che questa agevolazione non si potesse applicare agli straordinari. In seguito l'agenzia delle Entrate ha chiarito che l'aliquota del 10% vale per tutti gli emolumenti legati all'incremento di produttività, efficienza, innovazione, quindi a retribuzioni, premi, indennità, maggiorazioni e anche gli straordinari. In questo modo i dipendenti hanno una busta paga più pesante e le aziende riducono il costo del lavoro 03 I PARAMETRI Nel 2008 era stato previsto che l'aliquota del 10% si potesse applicare a somme erogate ai lavoratori dipendenti per un massimo di 3mila euro e se il reddito del lavoratore non superava i 30mila euro. L'anno seguente i parametri sono stati elevati rispettivamente a 6mila e 35mila euro, per poi passare a 6mila e 40mila euro 04 L'UTILIZZO Nel 2010 l'aliquota ridotta è stata applicata in quasi 6 milioni di casi, per una quota di retribuzione complessiva sottratta all'aliquota ordinaria superiore a 10 miliardi di euro 05 IN STALLO La misura è stata prevista anche per il 2012 (Dl 98/2011) ma per il momento non è effettiva in quanto si attende un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che definisca i parametri (importo massimo e retribuzione del dipendente) di applicazione Ritaglio di stampa non riproducibile. Ad uso esclusivo dei soci CDO Foggia