COMUNE DI CERVIA Provincia di Ravenna EDIFICIO PRIVATO AMBITO PRIMA TRAVERSA I DIRIGENTI DI SETTORE PROGETTO DEFINITIVO EDIFICIO PRIVATO PROGETTO PREVENZIONE INCENDI Relazione tecnica 12/09/2013 Rev 01 1:500 PTP004_000pdf PTP004 000
INDICE PREMESSA 3 1 AUTORIMESSA (ATTIVITÀ N 754C) DM 01/02/1986 6 11 CLASSIFICAZIONE DELL ATTIVITA 6 12 AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA DI PARCAMENTO SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI 7 121 ISOLAMENTO 7 122 ALTEZZA DEI PIANI 7 123 SUPERFICIE SPECIFICA DI PARCAMENTO 7 124 STRUTTURE DEI LOCALI 7 125 COMUNICAZIONI 8 13 SEZIONAMENTI 8 131 COMPARTIMENTAZIONI 8 14 ACCESSI 9 141 INGRESSI 9 142 RAMPE 9 15 PAVIMENTI 9 16 VENTILAZIONE 10 161 VENTILAZIONE NATURALE 10 162 VENTILAZIONE MECCANICA 11 17 MISURE PER LO SFOLLAMENTO DELLE PERSONE IN CASO DI EMERGENZA 12 171 DENSITA DI AFFOLLAMENTO E CAPACITA DI DEFLUSSO 12 172 VIE DI USCITA 12 173 SCALE ED ASCENSORI 13 18 IMPIANTI TECNOLOGICI 13 181 IMPIANTI DI RISCALDAMENTO 13 182 IMPIANTI ELETTRICI 13 19 MEZZI ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ED ESTINSIONE DEGLI INCENDI 13 191 IMPIANTI IDRICI ANTINCENDIO 13 192 MEZZI DI ESTINZIONE PORTATILI 14 110 IMPIANTO DI SPEGNIMENTO DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI 15 111 VERIFICA CAPACITÀ VASCA DI ACCUMULO COMUNE ALLE ATTIVITA 15 112 IMPIANTO DI RIVELAZIONE INCENDI E FUMI 17 113 IMPIANTO FISSO DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO (SPRINKLER) 17 114 SEGNALETICA DI SICUREZZA 17 115 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA 18 116 MISURE DI PREVENZIONE 18 117 CONTROLLO E MANUTENZIONE DEI PRESIDI ANTINCENDIO 19 118 REGISTRO DEI CONTROLLI 19 119 PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO 20 120 INFORMAZIONE E FORMAZIONE 21 121 ISTRUZIONI DI SICUREZZA 22 2 CIVILE ABITAZIONE (ATTIVITÀ N 77C) DM 01/02/1997 N 246 22 21 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 23 211 CLASSIFICAZIONE 23 22 COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE STRUTTURE 23 221 RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE 23 222 REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI 23 21 SCELTA DELL AREA 23 211 ACCESSO ALL AREA 23 22 COMPARTIMENTI 24 23 SCALE 24 24 ASCENSORI 25 241 VANO CORSA 25 242 MISURE DI PROTEZIONE ATTIVA 26 File PTP004_000_REV1doc Pag 1
25 COMUNICAZIONI 26 26 SCALE, ANDRONI E PASSAGGI COMUNI - REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI 26 27 IMPIANTI DI PRODUZIONE CALORE E PRESENZA DI GAS COMBUSTIBILI 27 28 IMPIANTI ELETTRICI 27 29 IMPIANTO FOTOVOLTAICO 27 3 APPENDICE RELATIVA AD I REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE INSTALLATI IN ATTIVITA DISCIPLINATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI 28 File PTP004_000_REV1doc Pag 2
PREMESSA L intervento prevede la realizzazione di un complesso residenziale e commerciale, comprensivo di una superficie dedicata a parcheggi a servizio degli stessi Nello specifico si prevede la realizzazione di una nuova piazza pedonale di uso pubblico e di un complesso architettonico di cui: - 15400 mq SLP residenziale nuova edificazione (TORRE RESIDENZIALE) - 1500 mq SLP commerciale, paracommerciale e servizi - 7820 mq Parcheggio privato a servizio di residenze La torre residenziale prevede uno sviluppo in elevazione di 16 livelli (il 17 corrisponde alla copertura); il parcheggio pertinenziale si sviluppa nei due livelli interrati al di sotto della torre e della nuova piazza antistante l edificio La piazza accoglie la piastra di servizi commerciali ad solo livello fuori terra ed in corpo di fabbrica distinto rispetto alla torre Si specifica che per servizi commerciali si intendono attività di vendita aperte al pubblico <400 mq di superficie, che si affacciano direttamente su luogo sicuro identificato nella piazza antistante la quale non risulta coperta, quindi non può essere definita come galleria commerciale L intervento è localizzato nel Comune di Cervia, località Milano Marittima, in prossimità del canale di adduzione delle acque alle Saline di Cervia (denominato Canalino) nelle quali è compreso il complesso della Villa Idrovora L area di intervento complessiva, è interessata da un progetto che comprende le aree per gli interventi privati e per gli interventi pubblici ricadenti su aree di proprietà o nella disponibilità del Soggetto privato Il Piano urbanistico contestuale all approvazione del presente progetto definitivo, localizza i parcheggi pubblici (oggetto di altra istanza) nelle aree poste a Sud dell asta del Canalino da realizzare esclusivamente in interrato/seminterrato al fine di salvaguardare l area sottoposta a vincolo di tutela che in superficie risulta completamente sistemata a verde pubblico File PTP004_000_REV1doc Pag 3
INQUADRAMENTO TERRITORIALE AREA DI PROGETTO AMBITO PRIMA TRAVERSA File PTP004_000_REV1doc Pag 4
RENDER DI PROGETTO In particolare ricadono nel presente intervento le seguenti attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, secondo il DPR 1 Agosto 2011: 1 Attività n 754C : Autorimesse con oltre 3000 mq 2 Attività n 77C: Edifici destinati ad uso civile con altezza antincendi >24 m File PTP004_000_REV1doc Pag 5
1 AUTORIMESSA (ATTIVITÀ N 754C) DM 01/02/1986 Nei piani interrati delle nuove residenze Il Canalino sarà dunque realizzata un autorimessa privata con più di 9 posti auto; essa risulterà pienamente rispondente ai dettami del DM 01/02/1986 Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l esercizio di autorimesse e simili L autorimessa con la realizzazione del presente intervento, avrà le seguenti caratteristiche: - numero di livelli (interrati) : 2 - numero di posti auto Primo Livello Interrato: 107 + 22 BOX - numero di posti auto Secondo Livello Interrato: 94 + 36 BOX - numero di posti auto complessivi: 201 + 58 BOX Le corsie di manovra consentiranno il facile movimento degli autoveicoli e avranno ampiezza non inferiore a 5 metri nei tratti antistanti i posti auto, ortogonali alla corsia, e quindi rispondenti alla Normativa Vigente 11 CLASSIFICAZIONE DELL ATTIVITA Ai sensi dell Art 11 del DM 01/02/1986 l Autorimessa potrà essere classificata: - di tipo mista in quanto ubicata in edificio destinato ad altri usi/attività soggette; - di tipo interrata in quanto il primo dei due piani di parcamento (Primo Piano Interrato) è ubicato a quota relativa pari a -1,90 rispetto alla quota della piazza esterna assunto al valore relativo di +1,00; - di tipo chiusa in relazione alla configurazione delle pareti perimetrali, in quanto munita di aperture perimetrali su spazio libero che non realizzano una superficie di aerazione superiore al 15% della superficie in pianta, né realizzano una superficie di aerazione superiore al 60% delle superficie delle pareti; - di tipo sorvegliata in quanto saranno previsti per essa sistemi automatici di controllo ai fini antincendio per mezzo di un impianto di rivelazione incendi e fumi, ed impianto fisso di spegnimento automatico del tipo a pioggia (sprinkel); - di tipo a spazio aperto e a box in base all organizzazione degli spazi interni, essendo previsti sia box chiusi che posti auto liberi al suo interno File PTP004_000_REV1doc Pag 6
12 AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA DI PARCAMENTO SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI 121 ISOLAMENTO Ai sensi dell Art 31 del DM 01/02/1986 relativo all isolamento, l autorimessa risulta separata dai locali con differenti destinazioni d uso con strutture di tipo non inferiore a REI 120 Le caratteristiche delle strutture saranno tali da garantire una resistenza al fuoco non inferiore a R/REI 120 per il solaio, i pilastri, le travi, le pareti divisorie fra i due differenti compartimenti antincendio, i locali tecnici ed i filtri a prova di fumo 122 ALTEZZA DEI PIANI L altezza netta di ciascuno dei due piani è di 2,40 m secondo quanto prescritto nell Art 32 del citato decreto 123 SUPERFICIE SPECIFICA DI PARCAMENTO La superficie specifica di parcamento risulterà pari a: Compartimento 1= 29,88 m² (per correttezza è stato escluso dal calcolo il corsello che distribuisce al piano inferiore) Compartimento 2= 27,39 m² (considerando il singolo box come unico posto auto) Compartimento 3= 37,54 m² (considerando il singolo box come unico posto auto ed escludendo la rampa dal conteggio) Compartimento 4= 28,83 m² (considerando il singolo box come unico posto auto) tutte superiori a 10 m², secondo quanto specificato nell Art 33 del DM 01/02/1986, essendo l autorimessa del tipo sorvegliato 124 STRUTTURE DEI LOCALI Ai sensi dell Art 341 del DM 01/02/1986 relativo alle strutture dei locali, l autorimessa risulta realizzata con strutture non separanti non combustibili di tipo R 90 File PTP004_000_REV1doc Pag 7
Il solaio che divide l attività autorimessa dalla attività fuori terra civile abitazione e commercio sarà del tipo R/REI 180 125 COMUNICAZIONI Ai sensi dell Art 353 del DM 01/02/1986 relativo alle comunicazioni, l autorimessa risulta comunicare attraverso filtri a prova di fumo di resistenza al fuoco R/RE120 con le attività n 77 e n 69 13 SEZIONAMENTI 131 COMPARTIMENTAZIONI L autorimessa è stata suddivisa in 4 compartimenti antincendio denominati rispettivamente: Compartimento 1 : posto a quota -1,90 m rispetto al piano di riferimento +1,00 di superficie lorda pari a 1343,97 m², in cui saranno presenti n 30 posti auto di tipo aperto, con dimensioni mediamente pari a 2,50x5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 12,50 m²; Compartimento 2 : posto a quota -1,90 m rispetto al piano di riferimento +1,00, di superficie lorda pari a 2712,50 m² in cui saranno presenti n 77 posti auto con dimensioni mediamente pari a 2,50x5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 12,50 m² e n 22 box con dimensioni mediamente pari a 3,00 x 5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 15,00 m²; Compartimento 3 : posto a quota -4,80 m rispetto al piano di riferimento +1,00, di superficie lorda pari a 1239,07 m² in cui saranno presenti n 13 posti auto con dimensioni mediamente pari a 2,50x5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 12,50 m² e n 17 box con dimensioni mediamente pari a 3,00 x 5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 15,00 m²; Compartimento 4 : posto a quota -4,80 m rispetto al piano di riferimento +1,00, di superficie lorda pari a 2969,70 m² in cui saranno presenti n 84 posti auto con dimensioni mediamente pari a 2,50x5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 12,50 m² e n 19 box con dimensioni mediamente pari a 3,00 x 5,00 m, corrispondenti ad una superficie di circa 15,00 m²; File PTP004_000_REV1doc Pag 8
L Art 361 del DM 01/02/1986 prevede che le superfici dei compartimenti non siano superiori a 2500 m² per il Primo Livello Interrato e 2000 m² per il Primo Secondo Interrato; tali superfici possono essere raddoppiate in presenza di un impianto fisso di spegnimento automatico, come nel caso dell autorimessa in esame Tutti i compartimenti di progetto rispettano quindi i limiti imposti dalla normativa 14 ACCESSI 141 INGRESSI In conformità all Art 370 del citato decreto, l ingresso all autorimessa avverrà mediante una rampa aperta, scoperta in sommità, che collegherà l esterno piano di riferimento (quota + 2,47) e di circolazione della viabilità ordinaria comunale (Viale 2 Giugno alla quota di +1,57 m) con il piano di calpestio dell autorimessa a quota -0,43 coincidente con il Primo Piano Interrato 142 RAMPE In rispetto del Comma 372 del DM 16/02/1982, il Primo livello interrato sarà servito da una rampa a doppio senso di marcia di tipo aperto, rettilinea, con ampiezza pari a 6 m e pendenza pari al 15%, mentre il Secondo livello interrato sarà servita da una coppia di rampe a doppio senso di marcia, rettilinee, con ampiezza pari a 6 m e pendenza pari al 15%, quindi pienamente rispondenti ai dettami normativi In particolare il Compartimento 3 posto al livello -2, sarà servito esclusivamente da una rampa aperta a doppio senso di marcia che presenta il 30% della superficie in pianta della stessa di areazione laterale 15 PAVIMENTI I pavimenti, in conformità a quanto prescritto all Art 38 del DM 16/02/1982, saranno realizzati in materiale antisdrucciolo ed impermeabile, avranno una pendenza sufficiente per il convogliamento in collettori delle acque reflue, saranno provvisti di un dispositivo per la separazione di liquidi infiammabili dalle acque residue (pozzetto disoleatore) Le soglie dei vani di comunicazione fra il compartimento e il vano scala a prova di fumo e fra il compartimento e la rampa di accesso avranno un livello lievemente superiore (3-4 cm), a quello dei pavimenti contigui per evitare lo spargimento di liquidi da un compartimento ad un altro File PTP004_000_REV1doc Pag 9
16 VENTILAZIONE 161 VENTILAZIONE NATURALE Coerentemente ad i dettami dell Art 39 del DM 16/02/1982, la ventilazione naturale, essendo realizzata attraverso l apertura della rampa verso l esterno e da aperture grigliate a tutta luce ricavate sulle pareti perimetrali, in corrispondenza ad un intercapedine dedicata, risulterà non inferiore ad 1/25 della superficie lorda in pianta per ciascun compartimento antincendio, e più precisamente: Compartimento antincendio 1 S11 = 85,58 m² (intercapedini di ventilazione perimetrali); S12 = 2,00 m² (intercapedine di ventilazione perimetrale); S13 = 14,40 m² (rampa); per un totale di superficie di aerazione permanente e naturale pari a 101,98 m² maggiore di 1/25 della superficie in pianta (1343,97/25 = 53,75 m²) Compartimento antincendio 2 S21 = 16,72 m² (intercapedini di ventilazione perimetrali); S22 = = 34,43 m² (intercapedine di ventilazione perimetrali); S23 = = 55,00 m² (intercapedine di ventilazione centrale); S24 = = 3,5 m² (intercapedine di ventilazione perimetrali); per un totale di superficie di aerazione permanente e naturale pari a 109,65 m² maggiore di 1/25 della superficie in pianta (2712,50/25 = 108,50 m²) Compartimento antincendio 3 S31 = 3,50 m² (intercapedini di ventilazione centrale); S32 = = 85,02 m² (intercapedine di ventilazione perimetrali); per un totale di superficie di aerazione permanente e naturale pari a 8852 m² maggiore di 1/25 della superficie in pianta (123907/25 = 49,56 m²) Compartimento antincendio 4 S41 = 61,53 m² (intercapedini di ventilazione perimetrali); S42 = = 17,90 m² (intercapedine di ventilazione perimetrali); S43 = = 37,93 m² (intercapedine di ventilazione centrale); per un totale di superficie di aerazione permanente e naturale pari a 117,36 m² maggiore di 1/25 della superficie in pianta (2923,70/25 = 116,92 m²) File PTP004_000_REV1doc Pag 10
Il sistema di ventilazione è indipendente per ogni piano, come richiesto dalla normativa Per maggiori dettagli, si rimanda all Elaborato Grafico PTP004002 (Planimetrie) Come già indicato l autorimessa, ai sensi dell Art 11 del DM 01/02/1986, è del tipo chiuso pur presentando una buona superficie di aerazione permanente e naturale superiore a quella richiesta dalla normativa all Art 390 del citato decreto La disposizione contrapposta delle superfici di aerazione, oltre a soddisfare il requisito di uniformità per l intera autorimessa, sarà garanzia di un efficace ricambio dell aria I box prevedono una superficie non inferiore ad 1/100 di quella in pianta dello stesso box destinata ad apertura priva di serramento direttamente sulla corsia di manovra 162 VENTILAZIONE MECCANICA Il sistema di areazione naturale risulta integrato con un sistema di ventilazione meccanica essendo presente un numero di autoveicoli per ogni piano, indipendentemente dalla suddivisone in compartimenti, superiore a quanto riportato nell art 392 del del DM 01/02/1986, ossia: - numero di posti auto Primo Livello Interrato: 107 + 22 BOX (> di 125) - numero di posti auto Secondo Livello Interrato: 94 + 36 BOX (> di 100) La portata dell'impianto di ventilazione meccanica sarà superiore a tre ricambi orari Il sistema di ventilazione meccanica sarà indipendente per ogni piano ed azionato con comando manuale o automatico, ubicato in prossimità delle uscite L'impianto deve essere azionato nei periodi di punta individuati dalla contemporaneità della messa in moto di un numero di veicoli superiore ad 1/3 o dalla indicazione di miscele pericolose segnalate da indicatori opportunamente predisposti Essendo l autorimessa oggetto della presente istanza di capienza minore ai 500 posti auto, è prevista l installazione di indicatori di miscele infiammabili, ubicati e in numero e in posizione congrua alla geometria delle superfici Il loro numero non sarà comunque inferiore a due per ogni piano Gli indicatori saranno inseriti in sistemi di segnalazione di allarme e di azionamento dell impianto di ventilazione ove necessario File PTP004_000_REV1doc Pag 11
17 MISURE PER LO SFOLLAMENTO DELLE PERSONE IN CASO DI EMERGENZA 171 DENSITA DI AFFOLLAMENTO E CAPACITA DI DEFLUSSO La densità di affollamento è stata calcolata in ragione di 0,01 persone/m², (come stabilito dal DM 01/02/1986 all Art 3100), in quanto l autorimessa risulterà del tipo sorvegliato ; con tali premesse si avrà una densità massima presunta di: 14 persone per il Compartimento 1 ; 28 persone per il Compartimento 2 ; 13 persone per il Compartimento 3 ; 30 persone per il Compartimento 4 La capacità di deflusso per il dimensionamento delle uscite di sicurezza per i quattro compartimenti antincendio è stata considerata pari a 37,5 persone/modulo poiché ubicata entro il terzo piano interrato (DM 01/02/1986 all Art 3101) Per il compartimento antincendio 1 occorrono 14/37,5 = 0,37 moduli; saranno presenti per il comparto, n 4 moduli antincendio per l esodo orizzontale e verticale, afferenti al vano scala S1 a prova di fumo e alla rampa aperta che adduce direttamente in esterno Per il compartimento antincendio 2 occorrono 28/37,5 = 0,74 moduli; saranno presenti per il comparto, n 4 moduli antincendio per l esodo orizzontale e verticale suddivisi su 2 uscite di sicurezza, afferenti verso i vani scala S2 ed S3, a prova di fumo Per il compartimento antincendio 3 occorrono 13/37,5 = 0,34 moduli; saranno presenti per il comparto, n 4 moduli antincendio per l esodo orizzontale e verticale suddivisi su 2 uscite di sicurezza, afferenti verso i vani scala S1 ed S2, a prova di fumo Per il compartimento antincendio 4 occorrono 13/37,5 = 0,34 moduli; saranno presenti per il comparto, n 4 moduli antincendio per l esodo orizzontale e verticale suddivisi su 2 uscite di sicurezza, afferenti verso i vani scala S2 ed S3, a prova di fumo 172 VIE DI USCITA Secondo i dettami dell Art 3102 e seguenti del DM 01/02/1986, le vie di esodo orizzontali saranno almeno 2 per ciascuna zona di ciascun singolo compartimento, poste in maniera ragionevolmente contrapposta ed adducenti verso l esterno o verso vani scala interni a prova di fumo File PTP004_000_REV1doc Pag 12
ed indi direttamente all esterno; le uscite di sicurezza sono state organizzate in maniera da garantire un deflusso rapido e ordinato degli occupanti verso l esterno con la richiesta sufficiente contrapposizione I percorsi di esodo per raggiungere l esterno saranno sempre inferiore a 50 m per ciascun singolo compartimento antincendio, pienamente rispondente alla Normativa (Art 3105 del DM 01/02/1986), che fissa la lunghezza massima in 50 m, nel caso di autorimesse protette da un impianto automatico di spegnimento; per maggiori dettagli, si rimanda all Elaborato Grafico PTP004002 Ai sensi dell Art 353 del DM 16/02/1982 l autorimessa comunicherà con l esterno, mediante vani scala a prova di fumo, S1,S2 e S3 dotate ciascuna di filtri aerati naturalmente, con aperture verticali con superficie di ventilazione non inferiore a 1 m² o con canne di ventilazione indipendenti con superficie di ventilazione non inferiore a 0,1 m² (di cui al DM 301183) 173 SCALE ED ASCENSORI Secondo i dettami dell Art 3107 del DM 01/02/1986, essendo l autorimessa ubicata in edificio avente altezza antincendi maggiore di 32 m, le scale e gli ascensori sono a prova di fumo 18 IMPIANTI TECNOLOGICI 181 IMPIANTI DI RISCALDAMENTO Nell autorimessa non sarà previsto il riscaldamento 182 IMPIANTI ELETTRICI L impianto elettrico sarà realizzato secondo quanto disposto dalla legge del 1 marzo 1968 n 186 e secondo le principali norme CEI, e le successive modifiche ed integrazioni oltre che le regole di buona tecnica Ai sensi dell Art 52 del DM 01/02/1986 sarà necessario dotare l autorimessa di un sistema di illuminazione di sicurezza alimentato da energia indipendente da quello della rete di energia normale 19 MEZZI ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ED ESTINSIONE DEGLI INCENDI 191 IMPIANTI IDRICI ANTINCENDIO Come già indicato e secondo i dettami dell Art 610 del DM 01/02/1986, l autorimessa sarà protetta da un impianto di spegnimento degli incendi; essa sarà, infatti, dotata di idranti UNI45 disposti File PTP004_000_REV1doc Pag 13
presso ogni uscita; saranno pertanto presenti n 2 idranti UNI45 per il Compartimento 1, n 5 idranti UNI45 per il Compartimento 2, n 2 idranti UNI45 per il Compartimento 3 e n 5 idranti UNI45 per il Compartimento 4, tutti custoditi in punto ben visibile, dotati di sportello in vetro trasparente, di larghezza e altezza non inferiore a 0,35 e 0,55 e una profondità che consenta di tenere a sportello chiuso, manichette e lancia permanentemente collegate La tubazione flessibile delle lance sarà costituita da un tratto di tubo di tipo approvato e di lunghezza che consenta di raggiungere col getto ogni punto dell area protetta La rete idrica antincendio, costituita da una rete di tubazioni ad anello, sarà realizzata con tubi di ferro zincato o materiali equivalenti protetti contro il gelo e sarà indipendente dalla rete dei servizi sanitari 192 MEZZI DI ESTINZIONE PORTATILI In ottemperanza all Art 62 del DM 01/02/1986 sarà necessario prevedere l installazione di estintori portatili di tipo approvato per fuochi delle classi A, B, C con capacità estinguente non inferiore a 21 A e 89 B I mezzi di estinzione portatili saranno di tipo approvato e conforme al DM 07/01/2005 Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio UNI EN3/7 Il numero di estintori sarà il seguente: uno ogni 5 autoveicoli per i primi 20 autoveicoli; per i rimanenti, fino a 200 autoveicoli, uno ogni 10 autoveicoli Gli estintori saranno disposti presso gli ingressi o comunque in posizione ben visibile e di facile accesso Pertanto si avranno: Compartimento antincendio 1 N posti auto = 30 N estintori portatili = 5 Compartimento antincendio 2 N posti auto = 72 N estintori portatili = 12 Compartimento antincendio 3 N posti auto = 72 N estintori portatili = 5 Compartimento antincendio 4 N posti auto = 103 N estintori portatili = 13 File PTP004_000_REV1doc Pag 14
110 IMPIANTO DI SPEGNIMENTO DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI Caratteristiche idrauliche L impianto sarà dimensionato in modo da garantire una portata sufficiente per il funzionamento contemporaneo del 50% degli idranti con autonomia non inferiore a 30 ; esso sarà in grado di garantire l'erogazione ai 5 idranti, corrispondenti al 100% del compartimento maggiore, in posizione idraulica più sfavorita, assicurando a ciascuno di essi una portata non inferiore a 120 l/min con una pressione al bocchello di 2 bar Il fabbisogno massimo della rete idranti risulta, quindi, pari a: 6 x 120 l/min = 720 l/min La capacità idraulica della vasca antincendio dovrà risultare non inferiore a: 720 l/min x 30 min= 21060 l pari a 21,6 m³ Conseguentemente la vasca di accumulo, comune per le diverse attività, con capacità idraulica pari a 64,8 m 3, garantirà un autonomia idraulica all impianto antincendio dell autorimessa pari a 90 La centrale di pompaggio sarà progettata e realizzata secondo la UNI 11292-2008 La vasca di accumulo sarà realizzata del tipo in opera ubicata interrata al di sotto della rampa nord che porta al 2 interrato Le motopompe saranno del tipo sottobattente Il riempimento sarà continuo dalla rete dell acquedotto pubblico, con allacciamento diretto dedicato con la dotazione di disconnettere idraulico Collegamento delle autopompe VVF In corrispondenza dell ingresso carrabile dell autorimessa, saranno installati due attacchi di mandata per il collegamento con le autopompe VVF, uno per la rete idranti e un secondo per la rete sprinkler 111 VERIFICA CAPACITÀ VASCA DI ACCUMULO COMUNE ALLE ATTIVITA ATTIVITA 754C : AUTORIMESSA RETE SPRINKLER Normativa di riferimento: UNI EN 12845 File PTP004_000_REV1doc Pag 15
- AUTORIMESSA: Livello di pericolosità OH2 Area Operativa: 144 m 2 Densità di Scarica: 5 mm/min Tempo: 60 min Volume necessario per rete sprinkler autorimessa : 144 x 5 x 60 = 43,2 m 3 RETE IDRANTI - AUTORIMESSA: 50% di tutti gli idranti tot 12 idranti => 6 idranti Portata da garantire: 120 l/min Tempo: 30 min Volume necessario per rete idranti autorimessa : 6 x 120 x 30 = 21,6 m 3 ATTIVITA 77C : CIVILE ABITAZIONE Per i criteri di dimensionamento degli impianti, il livello di pericolo, con riferimento alla UNI 10779, è così stabilito: - Altezza antincendi = 57m categoria d - 3 idranti più sfavoriti Con gruppo di pressurizzazione con alimentazione alternativa (motopompa + elettropompa) Portata da garantire: Tempo: 120 l/min 30 min Volume necessario per rete idranti civile abitazione : 3 x 120 x 60 = 21,6 m 3 CAPACITÀ TOTALE DELLA VASCA: Come prescrive il punto 9322 della UNI EN 12845 la quota riservata allo sprinkler è da destinare esclusivamente allo sprinkler Il criterio di dimensionamento della vasca è quindi: Volume Invaso = Volume rete sprinkler + max Volume calcolato per le reti idranti Non viene considerato il caso di possibile contemporaneità tra le richieste delle diverse attività soggette Volume Invaso = 43,2 + 21,6 = 64,8 m 3 I VOLUMI SONO DA CONSIDERARE NETTI E RIFERITI PERTANTO ALLA CAPACITA EFFETTIVA DEL SERBATOIO DI ASPIRAZIONE File PTP004_000_REV1doc Pag 16
112 IMPIANTO DI RIVELAZIONE INCENDI E FUMI Ad integrazione e completamento dell impianto antincendio idrico ad idranti UNI45, si prevedrà la realizzazione di un impianto di rilevazione incendi gestito da un unica centrale implementata a 2 zone con microprocessore in modo da poter identificare correttamente le diverse tipologie di allarme e razionalizzare gli interventi necessari La centrale prevista per la gestione è del tipo modulare a rack e potrà controllare in modo continuo lo stato dei rilevatori previsti, di tipo indirizzato del complesso, è dotata di pannelli d allarme remoti, da installarsi nella zona da concordare con il gestore; la suddetta centrale sarà prevista con la possibilità di inserire nuovi moduli di rilevazione ed attuazione all interno dell armadio già previsto in questa fase I rilevatori saranno installati all interno in corrispondenza dei posti auto e nelle zone comuni coperte; essi saranno raggruppati per zone e dotati di indicatore luminoso che ne segnali l intervento e saranno del tipo a singolo indirizzamento L impianto sarà completato da pulsanti posti lungo le vie di fuga e/o sulle porte di uscita verso il vano scala a prova di fumo Le linee di collegamento dei rilevatori e pulsanti saranno costituite da cavo di tipo bus antifiamma a due conduttori più un conduttore per la determinazione dell indirizzo degli stessi, e saranno posate entro tubazioni in PVC antifiamma posato a vista o sottotraccia a parete I rilevatori saranno installati nelle zone comuni coperte, come previsto dalla Norma UNI 9795 Quanto sopra opportunamente riportato nel registro dei controlli, saranno inoltre presenti su ogni piano, bene in vista, le precise istruzioni relative al comportamento del personale e del pubblico in caso di emergenza, corredate da opportune planimetrie e dai percorsi da seguire per raggiungere le scale e le uscite e l ubicazione delle attrezzature antincendio 113 IMPIANTO FISSO DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO (SPRINKLER) Per il dimensionamento dell impianto di estinzione automatico a pioggia di tipo sprinkler con alimentazione ad acqua si terrà conto delle norme UNI EN 12845 Apparecchiature per estinzioni incendi Impianti fissi di estinzione automatica a pioggia (sprinkler) 114 SEGNALETICA DI SICUREZZA Nell intera autorimessa saranno posizionati cartelli di facile comprensione per l individuazione delle vie di uscita in caso di pericolo, in modo tale da rispettare la Normativa Vigente in materia, ovvero il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n 81 File PTP004_000_REV1doc Pag 17
In particolare la cartellonistica indicherà: - le uscite di sicurezza e i relativi percorsi di esodo; - i punti di raccolta e gli spazi calmi; - l ubicazione degli mezzi fissi e portatili di estinzione incendi; - i divieti di fumare e usare fiamme libere, - il divieto di usare ascensori e scale mobili, in caso di incendio, ad esclusione di quelli antincendio, - i pulsanti di sgancio dell alimentazione elettrica; - i pulsanti di allarme 115 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA Nell Autorimessa saranno applicate tutte le norme e le procedure organizzative per la gestione della sicurezza; sarà creato il piano di emergenza, inerente le misure di prevenzione, le procedure da attuarsi in caso di incendio, il registro periodico dei controlli e delle prove effettuate, la formazione e l informazione sia del personale sia delle squadre antincendio e di soccorso Sarà, quindi, realizzato il suddetto piano di emergenza con l affissione di appositi cartelli in punti strategici del sito A seguito della valutazione del rischio di incendio si procederà: - alla designazione degli addetti alla prevenzione incendi, alla lotta antincendio ed alla gestione delle emergenze nell ambito del servizio di prevenzione e protezione; - al programma per l attuazione ed il controllo delle misure di sicurezza poste in atti, con particolare riguardo a: 1) misure per prevenire il verificarsi di un incendio e la sua propagazione (divieti, precauzioni di esercizio, controlli); 2) controllo e manutenzione dei presidi antincendio; 3) procedure da attuare in caso d incendio; 4) informazione e formazione del personale 116 MISURE DI PREVENZIONE Sarà richiamata l attenzione del personale sui pericoli d incendio più comuni e saranno impartite al riguardo precise disposizioni, con particolare riferimento a: - deposito e manipolazione di materiali infiammabili; File PTP004_000_REV1doc Pag 18
- accumulo di rifiuti e scarti combustibili; - utilizzo di fiamme libere o apparecchi generatori di calore; - utilizzo di impianti ed apparecchiature elettriche, - divieto di fumare; - lavori di ristrutturazione e manutenzione; - aree non frequentate In particolare, ogni intervento di manutenzione e modifica di strutture ed impianti sarà avviato previo ottenimento di apposito permesso di lavoro rilasciato dal servizio di prevenzione e protezione, allo scopo di consentire l esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza prevedendo le possibili cause d incidenti, fornendo all esecutore del lavoro ed al servizio di prevenzione e protezione tutte le informazioni sui rischi specifici dell area e delle operazioni, stabilendo le misure precauzionali da adottare, conoscendo tempo di inizio e durata dei lavori Inoltre saranno attuati regolari controlli per garantire: - la sicura tenuta degli ambienti; - la fruibilità delle vie di esodo; - la funzionalità delle porte resistenti al fuoco; - la visibilità della segnaletica di sicurezza; - la sicurezza degli impianti elettrici 117 CONTROLLO E MANUTENZIONE DEI PRESIDI ANTINCENDIO Le attrezzature mobili (estintori), gli impianti di spegnimento manuali (idranti) ed automatici, gli impianti di segnalazione ed allarme incendio, l impianto di illuminazione di emergenza, saranno oggetto di regolari controlli e di interventi di manutenzione, in conformità a quanto previsto dalla normativa cogente e ove mancante dalla normativa tecnica e dalle istruzioni dei costruttori ed installatori Le centrali tecnologiche saranno affidate a personale qualificato, in conformità alle norme vigenti Saranno mantenuti costantemente in efficienza gli impianti elettrici, di comunicazione e diffusione sonora, di riscaldamento, ecc 118 REGISTRO DEI CONTROLLI Sarà predisposto un registro dei controlli periodici, dove saranno annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi alla efficienza degli impianti elettrici, di illuminazione, di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo delle aree a rischio specifico e della osservanza File PTP004_000_REV1doc Pag 19
della limitazione dei carichi di incendio dei vari ambienti dell attività, nonché le riunioni di addestramento e le esercitazioni di evacuazione Tale registro sarà mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco 119 PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO A seguito della valutazione del rischio di incendio, sarà predisposto e tenuto aggiornato un piano di emergenza per il luogo di lavoro, che conterrà: a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso d incendio; b) le procedure per l evacuazione dal luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e da altre persone presenti; c) le disposizioni per chiedere l intervento dei Vigili del Fuoco e per informarli al loro arrivo Il piano di emergenza identificherà un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste I fattori da tenere presenti nella predisposizione del piano saranno: - le caratteristiche dei luoghi, con particolare riferimento alle vie di esoso; - i sistemi di allarme; - il numero di persone presenti e la loro ubicazione; - lavoratori esposti a rischi particolari (disabili, appaltatori, ecc); - numero di incaricati al controllo dell attuazione del piano e all assistenza nell evacuazione; - livello di addestramento fornito dal personale Il piano sarà basato su chiare istruzioni scritte ed includerà: a) i doveri del personale di servizio incaricato a svolgere specifiche mansione con riferimento alla sicurezza antincendio (telefonisti, custodi, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza, personale medico e paramedico ecc); b) i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso d incendio; c) i provvedimenti per assicurare che tutto il personale sia informato ed addestrato sulle procedure da attuare; d) le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; e) specifiche misure per le aree ad elevato rischio d incendio; f) procedura di chiamata dei Vigili del Fuoco e di informazione al loro arrivo e di assistenza durante l intervento Il piano includerà anche una planimetria nella quale saranno riportare: File PTP004_000_REV1doc Pag 20
- le caratteristiche planovolumetriche dei luoghi (distribuzione e destinazione dei vari ambienti, vie di esodo); - attrezzature ed impianti di spegnimento (tipo, numero ed ubicazione); - ubicazione degli allarmi e dalla centrale di controllo; - ubicazione degli interruttori generali dell illuminazione elettrica, valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, di gas e fluidi combustibili) 120 INFORMAZIONE E FORMAZIONE Ogni lavoratore conoscerà come prevenire un incendio e le azioni da adottare a seguito di un incendio Il datore di lavoro fornirà al personale una adeguata informazione e formazione al riguardo Obblighi informativi e formativi Il datore di lavoro, i dirigenti ed i predisposti, nell ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, assicureranno che ciascun dipendente riceva adeguata informazione e una formazione, sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza antincendio, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni Il personale incaricato di svolgere incarichi di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze avrà una specifica formazione La formazione includerà delle esercitazioni pratiche sull uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale Esercitazioni antincendio In aggiunta alla formazione, il personale parteciperà periodicamente (almeno due volte l anno) ad una esercitazione antincendio per mettere in pratica le procedure di evacuazione, nonché a riunioni di addestramento e di allenamento all uso dei messi di soccorso, di allarme e di chiamata di soccorso Dove vi sono vie di esodo alternative, l esercitazione si baserà sul presupposto che una di esse non possa essere utilizzata a causa di un incendio L esercitazione sarà condotta nella maniera più realistica possibile, senza mettere in pericolo i partecipanti L esercitazione avrà inizio dal momento in cui viene fatto scattare l allarme e si concluderà una volta raggiunto il punto di raccolta e fatto l appello dei partecipanti File PTP004_000_REV1doc Pag 21
121 Istruzioni di sicurezza Istruzioni da esporre all ingresso All ingresso della struttura saranno esposte bene in vista precise istruzioni relative al comportamento del personale e del pubblico in caso di sinistro ed in particolare una planimetria dell edificio per le squadre di soccorso che indicherà la posizione: - delle scale e delle vie di evacuazione; - dei messi e degli impianti di estinzione disponibili; - dei dispositivi di arresto degli impianti di distribuzione del gas e dell elettricità; - del quadro generale del sistema di rivelazione e di allarme; - degli impianti e locali che presentano un rischio speciale; - degli spazi calmi Istruzioni da esporre in ciascuna zona In ciascuna zona sarà esposta una planimetria d orientamento, in prossimità delle vie di esodo, precise istruzioni, esposte bene in vista, indicheranno il comportamento da tenere in caso d incendio Queste istruzioni saranno accompagnate da una planimetria semplificata del piano, che indichi schematicamente la posizione della cartellonistica rispetto alle vie di evacuazione, alle scale ed alle uscite di sicurezza Le istruzioni attireranno l attenzione sul divieto di usare gli ascensori in caso di incendio e su altri divieti 2 CIVILE ABITAZIONE (ATTIVITÀ N 77C) DM 01/02/1997 n 246 L edificio di nuova costruzione sovrastante l autorimessa, trattata nei capitoli precedenti, destinato a residenze, è composto da 17 livelli fuori terra per un altezza totale di 60,5 m, quindi si può definire a tutti gli effetti una tipologia a torre Si prevede la distribuzione verticale da n 2 nuclei che contengono scale, ascensori e montacarichi Ogni livello è contornato da profonde terrazze che aumento la qualità edilizia del fabbricato Il Decreto Ministeriale di riferimento per la verifica dal punto di vista della prevenzione incendi è il DM 1 Febbraio 1997 n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione File PTP004_000_REV1doc Pag 22
21 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 211 CLASSIFICAZIONE Essendo l edificio di civile abitazione di nuova costruzione e con altezza antincendi di 57 m, secondo i dettami dell art 20 del DM 1 Febbraio 1997 n 246, risulta classificato tipo d, per cui saranno rispettati i seguenti criteri di prevenzione incendi: MASSIMA SUPERFICIE DEL COMPARTIMENTO = 4000 m² MASSIMA SUPERFICIE DI COMPETENZA DO OGNI SCALA PER PIANO = 500 m² TIPO DI VANI SCALA E DI ALMENO UN VANO ASCENSORE = almeno a prova di fumo interno con filtro avente camino di ventilazione di sezione non inferiore a 0,36 m² CARATTERISTICHE REI DEI VANI SCALA E ASCENSORE, FILTRI, PORTE, ELEMENTI DI SUDDIVISIONE TRA I COMPARTIMENTI = 90 22 COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE STRUTTURE 221 RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali saranno valutati secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dal DM 16 Febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione e dal DM 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei VVF 222 REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI Si veda il Cap 4 APPENDICE RELATIVA AD I REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE INSTALLATI IN ATTIVITA DISCIPLINATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI 21 SCELTA DELL AREA 211 ACCESSO ALL AREA L accesso all'area ove sorgono gli edifici oggetto della presente relazione, in ossequio all art 220 del DM 1 Febbraio 1997 n 246 presenta i seguenti requisiti minimi: - larghezza: 3,50 m; - altezza libera: 4,00 m; File PTP004_000_REV1doc Pag 23
- raggio di volta: 13,00 m; - pendenza: non superiore al 10%; - resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull'asse anteriore e 12 sull'asse posteriore; passo 4,00 m) 22 COMPARTIMENTI Sono stati individuati i seguenti compartimenti secondo la Tabella A riportata nell art 20 del DM 1 Febbraio 1997 n 246 che individua l edificio oggetto della relazione, di tipo D : COMPARTIMENTO A = 1736,22 m² (Livello 0 e 1 ) COMPARTIMENTO B = 3267,96 m² (Livelli 2,3,4,5 ) COMPARTIMENTO C = 3213,52 m² (Livelli 6,7,8,9 ) COMPARTIMENTO D = 3026,70 m² (Livelli 10 11,12,13 ) COMPARTIMENTO E = 2424,66 m² (Livelli 14,15,16 ) Se ne desume che tutti compartimenti riportano una superficie < di 4000 m² Nell ottica di annullare le possibili interferenze fra compartimenti adiacenti in prossimità dei fori, i compartimenti sono stati individuati raggruppando i piani in modo tale che le zone a doppia/tripla altezza interne ( fori architettonici ) fossero sempre ricomprese all interno di uno stesso compartimento A tal proposito si veda la tavola PTP004_009 Sezioni 23 SCALE Le scale, denominate per facilità di individuazione S2 e S3, sono a prova di fumo interno e presentano una larghezza netta pari a 1,20 m Esse sono a servizio delle superfici di competenza di piano le quali risultano sempre minori o uguale a 500 m² Le rampe sono rettilinee con la pedata del gradino di 30 cm e pianerottoli di riposo intermedi Il vano scala presenta una superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 m² Nel vano di areazione sarà consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici File PTP004_000_REV1doc Pag 24
24 ASCENSORI Gli ascensori, in numero di tre per ogni nucleo di collegamento interno, sono così classificati: N 2 ascensori protetti N 1 ascensore a prova di fumo Per gli impianti di sollevamento presenti nella struttura in esame si rispetterà il DM 15 settembre 2005 "Regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi" 241 VANO CORSA L ascensore classificato a prova di fumo sbarca direttamente su filtri a prova di fumo REI 90 Per gli impianti di sollevamento presenti nella struttura in esame si rispetterà il DM 15 settembre 2005 "Regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi" Al fine di soddisfare la definizione di vano a prova di fumo, il vano di corsa soddisferà i seguenti requisiti: - le pareti del vano di corsa sono separate dal resto dell'edificio a tutti i piani e su tutte le aperture, ivi comprese le porte di piano, mediante filtro a prova di fumo Il filtro a prova di fumo sarà in comune con il vano scale; - le pareti del vano di corsa, comprese le porte di piano, avranno le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento, ossia REI90; gli eventuali fori di passaggio di funi, cavi e tubi relativi all'impianto, che debbono attraversare gli elementi di separazione resistenti al fuoco, avranno le dimensioni minime indispensabili in relazione a quanto stabilito al punto 2 Disposizioni generali del DM 15 settembre 2005 ; - le porte di piano risultano accessibili direttamente dai filtri a prova di fumo Non sono presenti locali o spazi macchinario in copertura essendo le tipologie del tipo monospace, ossia senza locale macchine L'aerazione del vano di corsa è del tipo permanente e realizzata mediante aperture, in copertura, non inferiori al 3% della superficie in pianta del vano di corsa con un minimo di: - 0,36 m² per il vano di corsa, come richiesto dal DM 16 maggio 1987 n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione File PTP004_000_REV1doc Pag 25
Dette aperture saranno realizzate nella parte alta delle pareti del vano saranno, inoltre, protette contro gli agenti atmosferici e contro l'introduzione di corpi estranei (animali vari, volatili ecc); tali protezioni non devono consentire il passaggio di una sfera di diametro maggiore di 15 mm Il vano definito tipo protetto soddisferà invece i seguenti requisiti: le pareti del vano di corsa, comprese le porte di piano, le porte di soccorso e porte e portelli d'ispezione, le pareti del locale del macchinario, se esiste, le pareti del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, nonché gli spazi del macchinario e le aree di lavoro, se disposti fuori del vano di corsa, devono avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento; gli eventuali fori di passaggio di funi, cavi e tubi relativi all'impianto, che debbono attraversare gli elementi di separazione resistenti al fuoco, devono avere le dimensioni minime indispensabili in relazione a quanto stabilito al punto 2 Disposizioni generali del DM 15 settembre 2005; tutte le porte di piano, d'ispezione e di soccorso devono essere a chiusura automatica ed avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento 242 MISURE DI PROTEZIONE ATTIVA Essendo gli impianti di sollevamento esaminati in vano protetto e a prova di fumo, quando le esigenze di compartimentazione dell'edificio lo richiedono, prima che la temperatura raggiunga un valore tale da comprometterne il funzionamento e previo comando proveniente dal sistema di rilevazione di incendio dell'edificio, gli impianti di sollevamento devono inviare la cabina al piano predeterminato di uscita e permettere a qualunque passeggero di uscire 25 COMUNICAZIONI Essendo l edificio comunicante con l autorimessa (attività a rischio specifico) ubicata nei due livelli interrati, si applicano le disposizioni vigenti come da art 3 del DM 1 Febbraio 1997 n 246 Le comunicazioni fra le due attività avverranno tramite filtri a prova di fumo REI 120 per la parte interrata (come richiesto dal DM 01/02/1986 Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l esercizio di autorimesse e simili ) e REI 90 per la parte fuori terra (come richiesto dal DM 1 Febbraio 1997 n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione ) 26 SCALE, ANDRONI E PASSAGGI COMUNI - REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI Le scale ed i gradini per gli androni e passaggi comuni saranno realizzati con materiali di classe 0 File PTP004_000_REV1doc Pag 26
Non sono soggetti a tali prescrizioni le scale e i passaggi ubicati all'interno della stessa unità immobiliare 27 IMPIANTI DI PRODUZIONE CALORE E PRESENZA DI GAS COMBUSTIBILI E prevista l installazione di n 4 pompe di calore con condensazione ad aria sia per il riscaldamento che per il riscaldamento degli alloggi Le stesse saranno ubicate in locale separato esterno all edificio (alle spalle dei servizi commerciali) Non è prevista alcuna presenza di gas nell edificio grazie all installazione dei piani di cottura ad induzione Il tutto al fine di una maggiore sicurezza dell edificio dal punto di vista della prevenzione incendi e esplosioni 28 IMPIANTI ELETTRICI Saranno realizzati in conformità della legge 1 marzo 1968, n 186 Sarà installato un sistema di illuminazione di sicurezza, che garantirà un'affidabile illuminazione e la segnalazione delle vie di esodo Esso avrà alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento 29 IMPIANTO FOTOVOLTAICO Sulla copertura dell edificio è prevista l installazione di pannelli fotovoltaici atti a rendere l edificio il più possibile, dal punto di vista ambientale, sostenibile Nell ottica delle prevenzione incendi, gli impianti fotovoltaici non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del DPR n 151/2011 Nonostante ciò, l installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di un attività soggetta, richiede gli adempimenti previsti dal comma 6 dell art 4 del DPR n 151/2011 Per tanto, prima e durante l installazione dell impianto, si dovranno rispettare i requisiti tecnici e l elaborazione dei documenti richiamati nella Guida per l installazione degli impianti fotovoltaici Anno 2012 emanata dal Ministero dell Interno con Nota Prot N 1324 del 07/02/2012 File PTP004_000_REV1doc Pag 27
3 APPENDICE RELATIVA AD I REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE INSTALLATI IN ATTIVITA DISCIPLINATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI In ossequio a quanto previsto dal Decreto del Ministero dell Interno 15/03/2005 Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione eurpeo e della CIRCOLARE N9 - MISA Secondo i dettami dell Art 1 specifichiamo di seguito le caratteristiche di reazione al fuoco che possiederanno i prodotti installati nelle attività sopra menzionate secondo la codifica che recepisce le direttive europee e suddivide i materiali in classi principali e classi aggiuntive e precisamente: Prodotti incombustibili (Art 2 DM 15/03/2005): Classe italiana Classe europea Classe 0 A1 Impiego a parete e soffitto A1FL Per impiego a pavimento A1L Per l isolamento d installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare Prodotti non classificati (Art 3 DM 15/03/2005): Classe italiana Classe europea Non classificati F Impiego a parete soffitto A1FL Per impiego a pavimento A1L Per l isolamento d installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare File PTP004_000_REV1doc Pag 28
Prodotti installati lungo le vie di esodo (Art4 DM 15/03/2005): Negli atrii nei corridoi nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere in luogo di prodotti di classe 1 (e nei limiti delle specifiche disposizioni di prevenzione incendi) Classe italiana Classe europea Classe 1 (A2FL-s1) (BFL-s1) Impiego a pavimento (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (Bs2,d0), (B-s1,d1) Impiego a parete (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0), (B-s2,d0) Per l impiego a soffitto Prodotti installati in altri ambienti (non di esodo) - (Art5 DM 15/03/2005): In tutti gli altri ambienti non facenti parti delle vie di esodo in luogo dei prodotti di classe 1,2,3, saranno installati prodotti classificati in una delle clssi di reazione al fuoco riportati nelle seguenti tabelle in funzione del tipo di impiego previsto: Tabella 1 - Impiego a Pavimento Classe italiana Classe europea I Classe 1 (A2FL-s1), (A2FL-s2), (BFL-s1), (BFL-s2) II Classe 2 (CFL-s1), (CFL-s2) III Classe 3 (DFL-s1), (DFL-s2) Tabella 2 - Impiego a Parete File PTP004_000_REV1doc Pag 29
Classe italiana I Classe 1 II Classe 2 III Classe 3 Classe europea (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s3,d0), (A2-s1,d1), (A2-s2,d1), (A2-s3,d1), (B-s1,d0), (B-s2,d0), (B-s1,d1), (B-s2,d1) (A2-s1,d2), (A2-s2,d2), (A2-s3,d2), (B-s3,d0), (B-s3,d1), (B-s1,d2), (B-s2,d2), (B-s3,d2), (Cs1,d0), (C-s2,d0), (C-s1,d1), (C-s2,d1) (C-s3,d0), (C-s3,d1), (C-s1,d2), (C-s2,d2), (C-s3,d2), (D-s1,d0),(D-s2,d0), (D-s1,d1), (D-s2,d1) Tabella 3 -- Impiego a Soffitto Classe italiana I Classe 1 II Classe 2 III Classe 3 Classe europea (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s3,d0), (A2-s1,d1), (A2-s2,d1), (A2-s3,d1), (B-s1,d0), (B-s2,d0) (B-s3,d0), (B-s1,d1), (B-s2,d1), (B-s3,d1), (C-s1,d0), (C-s2,d0) (C-s3,d0) (C-s1,d1), (C-s2,d1), (C-s3,d1), (D-s1,d0), (D-s2,d0) Prodotti isolanti installati lungo le vie di esodo (Art6 DM 15/03/2005): 1Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, in luogo di prodotti isolanti di classe 1, e nei limiti per essi stabiliti dalle specifiche disposizioni di prevenzione incendi, saranno installati prodotti isolanti classificati per impiego a pavimento e a parete (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (Bs2,d0)e (B-s1,d1) File PTP004_000_REV1doc Pag 30
perimpiego a soffitto (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0) e (B-s2,d0) 2 In alternativa il prodotto isolante potrà essere protetto in sito affinché lo stesso non sia direttamente esposto alle fiamme, in tal caso saranno utilizzate le seguenti classi di reazione al fuoco: a) protezione con prodotti ricompresi in una delle classi di reazione al fuoco indicate nell articolo 4 della citata norma (entro i limiti consentiti dalle specifiche disposizioni di prevenzione incendi per i materiali 4 combustibili): per impiego a pavimento e a parete perimpiego a soffitto (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (Bs2,d0)e (B-s1,d1) (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0) e (B-s2,d0) b) protezione con prodotti e/o elementi da costruzione aventi classe di resistenza al fuoco non inferiore a EI 30: prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate nelle righe I, II e III dell allegata tabella 2 precedente per qualsiasi tipo di impiego (pavimento, parete e soffitto) Prodotti isolanti installati in altri ambienti (non di esodo) (Art7 DM 15/03/2005): 1In tutti gli altri ambienti non facenti parte delle vie di esodo, in luogo di prodotti isolanti di classe 1,saranno installati prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate nella riga I della tabella 2 di cui sopra, per impiego a pavimento e a parete, e nella riga I dell allegata tabella 3 per impiego a soffitto In luogo di prodotti isolanti di classe 2 saranno installati prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate nella riga II dell allegata tabella 2 per impiego a pavimento e a parete, e nella riga II della tabella 3 allegata per impiego a soffitto 2 In alternativa il prodotto isolante potrà essere protetto in sito affinché lo stesso non sia direttamente esposto alle fiamme, in luogo delle classi italiane richieste saranno ammesse le seguenti classi di reazione al fuoco, in funzione delle caratteristiche della protezione adottata: a) protezione almeno con prodotti ricompresi in una delle classi di reazione al fuoco riportate nella riga I delle tabelle 1, 2 e 3 allegate: prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate File PTP004_000_REV1doc Pag 31
nella riga I della tabella 2 allegata per impiego a pavimento e a parete, e nella riga I della tabella 3 allegata per impiego a soffitto b) protezione con prodotti di classe di reazione al fuoco almeno (A2-s3,d0) ovvero (A2FL-s2) con esclusione dei materiali metallici: prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate nelle righe I e II della tabella 2 allegata per impiego a pavimento e a parete, e nelle righe I e II della tabella 3 allegata per impiego a soffitto; c) protezione con prodotti di classe di reazione al fuoco (A1) ovvero (A1FL) con esclusione dei materiali metallici: prodotti isolanti classificati in una delle classi di reazione al fuoco riportate nelle righe I, II e III della tabella 2 allegata per impiego a pavimento e a parete, e nelle righe I, II e III della tabella 3 allegata per impiego a soffitto; d) protezione con prodotti e/o elementi da costruzione aventi classe di resistenza al fuoco almeno EI 30: prodotti isolanti classificati almeno in classe (E) di reazione al fuoco per qualsiasi tipo di impiego(pavimento, parete e soffitto) Prodotti isolanti per installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare (Art8 15/03/2005): DM 1 Lungo le vie di esodo (atri, corridoi, disimpegni, scale, rampe, passaggi in genere), sarà ammesso l isolamento di installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare con prodotti classificati in una delle seguenti classi di reazione al fuoco: (A2L-s1,d0), (A2L-s2,d0), (BL-s1,d0), (BL-s2,d0) 2 In tutti gli altri ambienti non facenti parte delle vie di esodo, sarà consentito l isolamento di installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare con prodotti classificati in una delle seguenti classi di reazione al fuoco: (A2L-S1,d0), (A2L-s2,d0), (A2L-s3,d0), (A2L-s1,d1), (A2L-s2,d1), (A2L-s3,d1), (BLs1,d0), (BL-s2,d0) 3 Qualora l installazione tecnica sia ubicata all interno di un intercapedine orizzontale e/o verticale delimitata da prodotti e/o elementi da costruzione aventi classe di resistenza al fuoco almeno EI 30, saranno utilizzati, lungo le vie di esodo, prodotti isolanti ricompresi in una delle seguenti classi di reazione al fuoco: (A2L-s1,d0), (A2L-s2,d0), (A2L-s3,d0), (A2L-s1,d1), (A2L-s2,d1), (A2L-s3,d1), (A2L-s1,d2), (A2Ls2,d2),(A2L-s3,d2), (BL-s1,d0), (BL-s2,d0), (BL-s3,d0), (BL-s1,d1), (BL-s2,d1), (BL-s3,d1), (BL-s1,d2), (BL-s2,d2),(BL-s3,d2), (CL-s1,d0), (CL-s2,d0), (CL-s3,d0), (CL-s1,d1), (CL-s2,d1), (CL-s3,d1), (CLs1,d2), (CL-s2,d2),(CL-s3,d2), (DL-s1,d0), (DL-s2,d0), (DL-s1,d1), (DL-s2,d1); in tutti gli altri ambienti File PTP004_000_REV1doc Pag 32
non facenti parte delle vie di esodo potranno essere utilizzati prodotti isolanti classificati almeno in classe di reazione al fuoco (EL) Requisiti di posa in opera ( Art 9 DM 15/03/2005): 1 I prodotti ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco saranno posti in opera in conformità alle effettive modalità di installazione e posa in opera a cui è stato sottoposto il prodotto in prova e tenendo altresì conto delle possibili estensioni del risultato di classificazione definite al punto 13 della norma EN 13501-1 e nella norma UNI EN 13238, nonché, eventualmente, nelle norme armonizzate di prodotto 6 2 Qualora i prodotti siano vegano installati non in aderenza agli elementi costruttivi in maniera da delimitare una intercapedine orizzontale e/o verticale, all interno della quale siano presenti possibili fonti di innesco, occorrerà determinare, nel caso di prodotti aventi sezioni trasversali asimmetriche, anche la classe di reazione al fuoco relativa alla superficie interna all intercapedine Tale classe di reazione al fuoco sarà non inferiore a quanto stabilito agli articoli 4 e 5 deldecreto citato, a seconda che si tratti di prodotti installati nelle vie di esodo o in altri ambienti, in funzione del tipo di impiego previsto Art 10 Impiego dei prodotti per i quali è prescritta la classe di reazione al fuoco (Art 10 DM 15/03/2005): I prodotti per i quali è prescritta la classe di reazione al fuoco potranno essere impiegati nelle opere in cui è prescritta la loro classe di reazione al fuoco, secondo l uso conforme alla loro destinazione, se muniti della marcatura CE prevista dalle disposizioni comunitarie In mancanza di dette disposizioni comunitarie ed in attesa della loro emanazione si applica la normativa italiana vigente che prevede specifiche clausole di mutuo riconoscimento stabilite dal DM 5 agosto 1991 Il tecnico abilitato Arch Silvia Testa File PTP004_000_REV1doc Pag 33