IL CEMENTO DELLE API: LA CERA La cera d api fu per tempo ritenuta di origine vegetale: si pensava, infatti, che essa fosse raccolta dalle api direttamente dagli essudati di alcune piante. Solo verso la fine del XVII secolo, la presenza di scaglie di cera tra i segmenti addominali di api operaie venne segnalata da John (1691). Circa un secolo dopo Duchet (1771) diede la prima descrizione delle ghiandole ciripare dell ape. La conferma che la cera veniva direttamente prodotta all interno dei segmenti addominali dell ape, si ebbe agli inizi dell 800 a seguito delle accurate osservazioni di Huber (1814). Questo elaborato dell ape è stato accompagnato da un significato mistico, connesso alla leggenda dell ape vergine che si credeva discesa sulla terra direttamente dal cielo. L uomo ha appreso a servirsi di questa sostanza fin dai tempi più remoti. Essa veniva usata nelle arti magiche o per preparare medicamenti; per illuminare templi ed abitazioni, nella pittura e nella scultura; per preparare tavolette cerate usate per la scrittura. Ancora oggi la cera d api è usata in candele religiose ed in certi riti di magia nera. C è, inoltre, chi ritiene che le fortune marinare degli antichi vichinghi, fossero da ricollegare al fatto che i guerrieri navigatori calatafavano le chiglie delle loro navi con cera d api. A parte le leggende mistico fantastiche, resta il fatto che la cera d api è un composto chimicamente stabile e resistente e ciò spiega l uso in molteplici settori di questo prodotto naturale. Produzione della cera da parte delle api L ape operaia di casa non deve soltanto prendere in consegna il nettare e il polline che le vengono portati dalle api esterne e tenere pulito l alveare, ma deve fare anche l architetto. La costruzione delle celle e la relativa copertura quando queste sono piene di miele e di granelli compressi di polline, fanno parte delle sue incombenze. Quando le api ricevono il nettare dalle bottinatrici e non dispongono più di celle libere per depositarvi il miele, si dispongono in catene pendenti dal soffitto nei punti dell arnia dove esiste ancora spazio. Il fatto che le api non possano depositare il miele nelle celle e siano costrette a nutrirsene, porta a quel processo metabolico tipico che trasforma il miele in cera, fornendo così la materia prima per la costruzione di nuovi favi. La produzione di cera è operata dalle giovani api operaie: ad un certo momento le ghiandole deputate alla trasformazione del nettare in miele scompaiono e tra gli anelli http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 1/7
del loro fondo schiena spuntano le ghiandole della cera. La cera, prodotta dopo ingestione di molto miele, è secreta sottoforma di minuscole scaglie molto fragili, ad una temperatura di 36 C e, quando esce dal corpo dell insetto, è quasi bianca e solo successivamente assume il tipico colore dal giallo bruno al verde bruno, dovuto alla presenza aggiuntiva di polline e propoli. Le api sfregano poi la zampa posteriore sull addome sganciando la cera ed afferrandola con le mandibole; la masticano aggiungendovi della saliva e la depositano sul bordo delle celle in costruzione. Occorrono dai 9 ai 12 Kg di miele per ottenere 1 Kg di cera. La maggior produzione si ha durante il periodo primaverile. Caratteristiche fisiche ed organolettiche In Farmacopea e sul Medicamenta, la principale distinzione è fatta fra CERA GIALLA (cera flava) e CERA BIANCA (cera alba). La prima, detta anche cera citrina, cera vergine o cera d api, costituisce il prodotto ottenuto senza particolari manipolazioni; la seconda è la cera gialla sbiancata per azione dell aria e della luce o con mezzi chimici ossidanti (cloro, acido cromico, acqua ossigenata). La cera vergine è una massa colorata, opaca, untuosa al tatto, molle e plastica al calore della mano, di odore gradevole, aromatico, che ricorda il miele e di sapore debolmente balsamico. Fonde a 62 66 C in un liquido quasi limpido; è insolubile in acqua, poco in alcool freddo, parzialmente in alcool bollente, abbastanza solubile in etere e benzolo, totalmente solubile in cloroformio, solfuro di carbonio, trementina. Miscibile allo stato fuso con altre sostanze grasse. La cera bianca è una massa fragile, poco untuosa al tatto, di debole e particolare odore. Fonde a 63 65 C in un liquido incolore e limpido. Le qualità tipiche della cera d api possono essere così elencate: punto di fusione relativamente poco elevato spiccata plasticità buona emulsionabilità splendore e lucentezza Composizione chimica La cera consiste principalmente in esteri di alcoli lineari da C24 a C36 con acidi grassi lineari da C18 a C36. Questi esteri sono in miscela con idrocarburi lineari da C20 a C33. Le cere sono dei lipidi risultanti dall esterificazione di un alcool a lunga catena con un acido grasso. Sono corpi chimicamente molto stabili, resistono all idrolisi e http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 2/7
all ossidazione, non sono intaccati né dagli acidi né dai succhi gastrici. L analisi spettroscopica e gascromatografica della cera d api dopo saponificazione, indica che essa è composta da: idrocarburi 16% monoli 31% dioli 3% ossiacidi 13% acidi 31% pigmenti, propoli, 6% La composizione tal quale della cera vergine è stata invece così stabilita: esteri di acidi cerosi 70.9% esteri sterolici 1.1% lattoni 0.6% flavonoidi 0.3% alcoli liberi 1 1.25% acidi liberi 13.5 14.5% idrocarburi 10.4 13.6% umidità e sostanze estranee 1 2% E proprio a questa diversità di componenti che la cera d api deve le sue proprietà leganti, emulsionanti ed idrorepellenti. Metodi di raffinazione della cera La cera d api, così come è ottenuta dai favi dai quali il miele è stato estratto, è un prodotto che non incontra le richieste della maggior parte degli usi ai quali è deputata. La qualità della cera non dipende solo dall origine del miele raccolto o dalla flora, ma anche dal metodo usato per ottenerla e da come il miele viene estratto. E necessario raffinare la cera al fine di eliminare tutte le impurità. Inoltre per molti impieghi è necessario eliminare i pigmenti della cera che possono dare una colorazione http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 3/7
che va dal giallo al grigio scuro. A volte è sufficiente eliminare parte del pigmento indesiderato al fine di ottenere un colore giallo medio, ma in altri casi è necessario rimuovere tutti i pigmenti attraverso un processo di sbiancamento allo scopo di ottenere una cera bianca pura ( cera alba ). I tipi di cera sbiancata più usualmente impiegati sono quelli sbiancati al sole e quelli derivati dal contatto con terre sbiancanti e carbone attivato. Lo sbiancamento chimico con agenti ossidanti o attraverso precedente saponificazione e seguente frattura delle cerosaponine risultanti, non è indicato per la cera destinata ad essere utilizzata in prodotti cosmetici ed in preparazioni farmaceutiche, poiché comporta modificazioni della struttura ed inoltre la cera così trattata potrebbe contenere residui acidi o alcalini che non vengono completamente allontanati durante il processo di sbiancamento. Impieghi cosmetici Esiste una vasta gamma di forme cosmetiche in cui la cera d api viene utilizzata. Generalmente è presente solo una piccola percentuale di cera, ma il suo ruolo è sempre molto importante. La ragione per cui interviene in così tanti prodotti, risiede nelle sue interessanti proprietà. Essendo una sostanza soffice, flessibile, con basso punto di fusione, innocua, insolubile in acqua, saponificabile, miscibile con una vasta gamma di sostanze organiche, plastica, brillante e molto stabile, è resa idonea per molti scopi, utilizzandola indirettamente come veicolo per altri principi attivi o per modificare alcune proprietà del prodotto finito, come la consistenza, il punto di fusione o la viscosità. Quindi non si può affermare che la cera d api rivesta un ruolo molto specifico nei cosmetici, ma rappresenta un componente estremamente valido, che può essere impiegato per molti scopi grazie alle sue proprietà e soprattutto alla sua innocuità. In campo cosmetico figura in numerose preparazioni sia anidre che idrate, dagli stick labiali ai lipoligeli e alle emulsioni A/O ed O/A. Negli stick e negli unguenti è presente a dosi comprese fra il 5 ed il 15%, mentre nelle emulsioni si ritrova fra il 2.5 ed il 5%. La cera d api, quale lipide idrorepellente, collabora nell azione protettiva dello strato corneo, evitando una eccessiva perdita di acqua da parte della pelle. E utilizzata in creme struccanti, creme emollienti e protettive, creme da massaggio, ombretti, mascara, matite per labbra, lucida labbra e rossetti. L uso è sostanzialmente come eccipiente, ma studi recenti hanno evidenziato la presenza nella cera di sostanze ad attività antisettica. Forme cosmetiche Paste emulsioni A/O emulsioni unguenti fusioni Classi di prodotti O/A e lipogeli solide e stick A) prodotti http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 4/7
perioculari struccanti perioculari ombretti mascara matite B) prodotti per viso detergenti struccanti normalizzanti notte particolari C) prodotti per labbra protettivi rossetti D) prodotti corpo emollienti filtri UV Usi della cera in cosmetica Esempi formulativi CREMA EMOLLIENTE O/A sorbitan stearato 2% sorbitan (20) stearato 3% lanolina 10% cera d api 5% http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 5/7
acqua q.b. a 100% conservante 0.5% profumo 0.5% OMBRETTO cera liquida di jojoba 35% cera api bianca 6% cera carnauba 5% cera candelilla 10% olio di ricino 10% squalano 30% pigmenti 4% antiossidante q.b. MATITA PER OCCHI alcool cetilico 5% glicerilstearato 5% alcool oleilico 29% cera d api 2% cera candelilla 6% cera carnauba 6% olio di ricino 22% ozocherite p.f. 70 72 C 15% pigmenti 10% antiossidante q.b. ROSSETTO http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 6/7
alcool oleilico 25% olio di ricino 45% squalano 4% cera d api bianca 2% ozocherite p.f. 70 72 C 5% cera carnauba 6% cera candelilla 5% coloranti (anche insolubili) q.b. pigmenti 8% profumo q.b. antiossidante INDICE q.b. http://www.ottolinamiele.it/tesi/cap%206.htm 7/7