EPILESSIA PRIMO SOCCORSO

Documenti analoghi
Lodi 13 marzo 2014 Dr.ssa Cristina Resi UONPIA Azienda Ospedaliera Lodi

Epilessia. Fossombrone 17 Aprile Monitore Cri Guido Guidi

CORSO OSS DISCIPLINA: PRIMO SOCCORSO MASSIMO FRANZIN

Farmaci a scuola: Gestione della crisi epilettica

GESTIONE DELLE CRISI CONVULSIVE A SCUOLA

LABORATORIO DI EMERGENZA IN AREA PEDIATRICA Quinta Parte MAGGIO 2014 SONIA BASIGLI-CHIARA NARDINI-RITA BLACO

Istituto G.Galilei S. Eraclio. Epilessia e scuola. Dott. Francesco Pezzella S. Neurofisiopatologia ASL 3 Umbria

LE CONVULSIONI A SCUOLA

Le convulsioni febbrili semplici

INFORMAZIONI GENERALI PER LA LA GESTIONE DELLA CRISI EPILETTICA A SCUOLA

Crisi epilettiche ed Epilessie. Dott. Sergio Agostinelli Dirigente Medico U.O. Pediatria Neurologia Pediatrica Area Vasta 5 ASUR Marche

Perdite di sensi. Malori dovuti a disturbi. del Sistema Nervoso

Svenimento. malori. coperta SLACCIARE CINTURE E VESTITI VENTILARE TENERE SOTTO CONTROLLO IL RESPIRO. NON dare da bere. NON alzarlo rapidamente

CORSO BASE PER OPERATORI VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE

ALBERO DECISIONALE. 1) Controllo dello stato di coscienza. 2) Controllo respiro

LE CAUSE DI PERDITA DI COSCIENZA

LE EPILESSIE. Dott. Edoardo Ferlazzo

PROCEDURE HEMS ASSOCIATION VIE DI SOMMINISTRAZIONE ALTERNATIVE DEI FARMACI. Dott. Andrea Paoli Dott. Giovanni Cipolotti

Lorenzo Bertoli Capo Monitore della Croce Rossa Italiana

Convulsioni febbrili. Quale terapia preventiva? Quando approfondire?

S.V.T. Supporto vitale di base nel paziente traumatizzato


PBLS Lattante PBLS Bambino. Modulo 2 Lezione B Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

IRC I C OM O UNI U T NI A T A BLS

Le EPILESSIE A cura del Prof. Oriano Mecarelli Parte Generale

PEDIATRIC BASIC LIFE SUPPORT

DEFINIRE LO SCOPO DELLA VALUTAZIONE PRIMARIA ACQUISIRE LO SCHEMA DI COMPORTAMENTO PER LA VALUTAZIONE E IL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE TRAUMATIZZATO

ATTUALI STRATEGIE NELLA GESTIONE E NEL FOLLOW UP DELLE CONVULSIONI FEBBRILI. Lorenzo Pavone Dipartimento di Pediatria Policlinico di Catania

CAPITOLO J_3 SECONDO MODULO

VALUTARE LA COSCIENZA

GIORNATA DELLA SALUTE. Maranello, 7 Novembre 2010

Il Trattamento Primario

Dr Daio Benedini 1 ARRESTO CARDIO RESPIRATORIO. La rianimazione cardio-polmonare è una procedura di mantenimento temporaneo e

Principali traumi nel volley. Primo soccorso: l allenatore. Taping funzionale: dita e caviglie

Concetti base di primo soccorso. Dr. Giuseppe Quarta Biologo

Traumi multipli CADUTE DALL ALTO - SCHIACCIAMENTO SE VOMITA

Dott.ssa LORENA FILIPPI Pediatra DISOSTRUZIONE VIE AEREE DA CORPO ESTRANEO

IL CORRETTO USO DEI SISTEMI DI EMERGENZA-URGENZA. Campagna informativa del Ministero della Salute

Assenze (piccolo male)

Il veleno è una sostanza che introdotta nell organismo, in quantità sufficiente, provoca danni temporanei o permanenti

PBLSD SUPPORTO DI BASE DELLE FUNZIONI VITALI IN ETA PEDIATRICA E DEFIBRILLAZIONE PRECOCE

Rianimazione Cardio Polmonare. di base

Croce Rossa Italiana BLS. Rianimazione cardiopolmonare di base B L S. (linee-guida scientifiche ERC-ILCOR 2010)

Croce Rossa Italiana Trentino 2007 B.L.S PERSONALE LAICO LINEE GUIDA 2005 SEQUENZA B.L.S

BLS-D Basic Life Support Defibrillation

ARRESTO CARDIACO B.L.S.

Artrite: gli esercizi fisici che riducono il dolore

Primi Sintomi della Meningite

DISTORSIONI, LUSSAZIONI FRATTURE E COMPLICANZE

TRASPORTO SANITARIO SEMPLICE

Conferenza Regionale Misericordie Ufficio Formazione

VALUTAZIONE CLINICA. Gravità Lieve Moderata Grave Arresto respiratorio Imminente. Fr. respiratoria Normale Aumentata Aumentata Bradipnea/G asping

Termine generale che indica qualsiasi lesione ai danni del cranio e del cervello

Cap. 9 APPARATO DIGERENTE

RICEVUTA LA COMUNICAZIONE DI ALLARME, I COMPONENTI DELLA SQUADRA DI PRONTO SOCCORSO

ATTUALI STRATEGIE NELLA GESTIONE E NEL FOLLOW UP DELLE CONVULSIONI FEBBRILI. Lorenzo Pavone Dipartimento di Pediatria Policlinico di Catania

Apparato Muscolo-Scheletrico


Manuale per la formazione. Capitolo 4 Nozioni sugli effetti delle ustioni: quali sono i danni da ustione pediatrica


29/03/2015. FtR LAZZERI MARTA. 7.5 milioni gli italiani con malattie respiratorie croniche come asma o BPCO

MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI.

MAI COSA NON FARE. Mettere a repentaglio la propria sicurezza. Muovere l infortunato. Dare da bere

SEDAZIONE in ETA PEDIATRICA

PRIMO SOCCORSO RISCHI LAVORATIVI E MISURE PREVENTIVE PER I LAVORATORI STAGIONALI E OCCASIONALI

Valutazione Primaria

PBLS. Supporto di base delle funzioni vitali in età pediatrica. Secondo le linee scientifiche SIMEUP - IRC - ERC ILCOR 2005

L Associazione Scientifica CARDIO PULSAFETY in col aborazione con propone l evento formativo R GBY SENZA

Elettrocuzione. Insieme degli effetti biologici nocivi e/o letali provocati da una scarica di corrente elettrica che abbia attraversato l'organismo

DIFTERITE, TETANO E PERTOSSE

Influenza. A(H1N1)v. Informazioni utili per difendersi e contrastare la diffusione del virus

Ictus: cause, sintomi e terapie Salute e Benessere Inviato da : Kristina Bella Pubblicato il : 3/8/2016 8:20:00

Convulsione febbrile Edizione 2010

IMMOBILIZZAZIONE E TRASPORTO DEL PAZIENTE (Le immagini dei presidi presentati sono riprodotte per gentile concessione della ditta FERNO)

PROTOCOLLI D INTERVENTO PER VOLONTARI DEL SOCCORSO BARELLA A CUCCHIAIO

Corso per volontari del soccorso

VetPenTM Un nuovo modo di gestire il diabete dei cani e dei gatti

PBLS EVENTO MANTENERE LA CALMA

Allegato III. Emendamenti ai paragrafi pertinenti del riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglio illustrativo

Supporto vitale di base nel paziente traumatizzato

IL PBLS-D. Deve essere praticato nei soggetti con una o più funzioni vitali compromesse

RIALLINEAMENTO E IMMOBILIZZAZIONE DEGLI ARTI

LIPOTIMIA o PRE-SINCOPE (Svenimento)

Croce Ro oce R ssa Italiana BLS Rianimazione cardiopolmonare base corso esecutori per personale laico

SCHEDA PAZIENTE. Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI. Corso formativo PSTI per i Volontari della Croce Rossa Italiana OBIETTIVI

Incontro con la Polizia Locale di Milano. Gestione del soccorso in animali avvelenati

Manifestazioni di una alterazione dello stato di coscienza

CROCE ROSSA ITALIANA Comitato Regionale Veneto SETTORE EMERGENZA SISTEMA REGIONALE DI FORMAZIONE

Formazione generale dei lavoratori. FORMAZIONE DEI LAVORATORI EX D.Lgs. 81/08 (art. 37) E ACCORDO STATO-REGIONI 21/12/2011

Fattori predittivi del comportamento violento

Foglio illustrativo: informazioni per l utilizzatore

La gestione delle emergenze: il Piano di Primo Soccorso CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA. Unità didattica 3.

CORSI NAZIONALI INSEGNANTI TECNICI. Elementi di Medicina dello Sport

Transcript:

EPILESSIA PRIMO SOCCORSO

Mezzo milione di persone in Italia soffrono di epilessia e nella metà dei casi si tratta di bambini o adolescenti. La maggior parte delle crisi in persone con epilessia nota non rappresenta una emergenza medica e termina, senza danni, dopo 1-2 minuti dall inizio. Bambini a scuola o in altri contesti possono essere colpiti da una crisi convulsiva, ma in molti casi non ricevono cure tempestive e adeguate. La possibilità che un bambino riceva i farmaci d emergenza dipende principalmente dalla presenza di personale disposto ad assumersi la responsabilità di somministrare il trattamento.

Eppure è molto importante che il bambino epilettico riceva il trattamento immediatamente se una crisi persiste per più di cinque minuti dall insorgenza. Invece la maggior parte degli insegnanti sceglie di non somministrare i farmaci d emergenza per le crisi, a meno che non sia prevista una formazione o una disposizione specifica e preferisce invece chiamare un ambulanza, causando possibili ritardi nel trattamento della crisi.

L'epilessia è un'affezione nervosa che sfocia in crisi caratterizzate dalla perdita improvvisa di coscienza e dalla caduta a terra dell'individuo con o senza convulsioni. Durante la crisi epilettica l'infortunato perde coscienza e cade a terra, ha gli occhi rovesciati all'indietro e, in alcuni casi, manifesta convulsioni e spasmi. Gli arti si muovono in modo scoordinato in tutte le direzioni. In questa fase l'epilettico rischia di farsi male e procurarsi escoriazioni e traumi. La faccia è contratta, talvolta compare una schiuma alla bocca.

Passata la crisi segue un periodo di alcuni minuti di coma e di incoscienza. Al risveglio l'epilettico non ricorda cosa sia successo (amnesia) Le crisi epilettiche non vanno confuse con le crisi isteriche: queste ultime avvengono senza perdita di coscienza, senza amnesia finale, senza che l'infortunato si ferisca e soltanto in pubblico.

Le crisi convulsive possono essere distinte in generalizzate e parziali: le prime si presentano di regola accompagnate da alterazioni dello stato di coscienza e possono essere associate a fenomeni motori. E' altrettanto importante sottolineare come l'80% degli episodi convulsivi nel bambino sia di breve durata e non richieda alcun trattamento farmacologico

Chiunque sia presente al momento della crisi convulsiva, deve provvedere - immediatamente dopo la fase di contrazione muscolare - a mantenere pervie le vie aeree per facilitare una sufficiente ventilazione. A tale scopo vanno attuate alcune semplici manovre: una dolce iperestenzione della testa, in modo da estendere il collo, da attuare con una mano sulla fronte, mentre con l'altra si solleva l'angolo mandibolare, oppure con la manovra di sollevamento della mandibola, da attuare con ambedue le mani, ponendosi posteriormente alla testa del bambino e sollevando gli angoli mandibolari con due dita.

Crisi di Grande Male In caso di crisi epilettica generalizzata di tipo tonicoclonico:

Cosa fare: Prevenire la caduta a terra. Se il soggetto è già a terra, porre sotto il capo qualcosa di morbido, in modo che se la crisi continua, non continui a battere ripetutamente la testa sulla superficie dura. Terminata la crisi, slacciare il colletto e far assumere la posizione laterale di sicurezza per favorire la fuoriuscita di saliva e permettere una respirazione normale. Evitare raggruppamenti di persone intorno al soggetto: la confusione non lo aiuterebbe a riprendersi con calma.

Cosa non fare: Non tentare di aprire la bocca. Non tentare di inserire in bocca oggetti morbidi o rigidi. Non bloccare le braccia e le gambe. Questi interventi, oltre ad essere inutili, sono anche pericolosi: potrebbero comportare al soggetto in crisi lussazioni mandibolari, fratture dentarie e dolori muscolari intensi. Al soccorritore potrebbero invece provocare lesioni alle dita.

Piccolo Male In caso di assenze, quindi crisi di lieve entità non occorre fare nulla, eccetto che segnalarle.

Crisi epilettiche del lobo temporale Durante le quali si possono manifestare comportamenti strani e il livello di coscienza può essere compromesso:

Cosa fare: Occorre limitarsi a vigilare il soggetto durante la crisi per evitare che involontariamente faccia del male a se e agli altri. Cosa non fare: Non cercare di far tornare in se il soggetto tormentandolo con continue richieste: il soggetto potrebbe comprendere ma senza riuscire ad esprimersi nel modo corretto. Non cercare di limitare i movimenti del soggetto nella stanza; ciò potrebbe determinare reazioni inconsulte.

Stato di male epilettico La crisi è molto prolungata senza che il soggetto riprenda coscienza oppure quando ad una crisi ne segue un altra e un altra ancora: Chiamare l ambulanza per portare il paziente in Pronto Soccorso.

Di fronte a una crisi epilettica è inutile tentare di frenare i movimenti convulsi, bisogna invece cercare di adagiare l'infortunato su un materasso o su un luogo morbido evitando che si ferisca con i violenti spasmi. Bisogna perciò fare spazio e togliere gli oggetti contundenti. E' importante prestare attenzione alla testa che non sbatta violentemente. Si può tenere la testa dell'infortunato tra le mani da dietro, ma bisogna stare attenti a non essere colpiti dagli arti in convulsione. E' molto importante prestare attenzione alla bocca che frequentemente si serra in modo violento e può ferire la lingua.

Non mettere mai le dita in bocca all'infortunato poiché potrebbe serrarla violentemente. Se possibile, è bene mettergli in bocca un fazzoletto per evitare che si ferisca la lingua. Dopo la crisi, nella fase di coma, è bene prestare attenzione alle funzioni vitali, respirazione e polso. E' importante stare vicino all'epilettico e confortarlo al momento del risveglio. Passata la crisi è consigliabile condurre l'epilettico in ospedale.

Poiché vi sono evidenze che il trattamento riduce significativamente la necessità d'interventi successivi e limita complessivamente la durata delle convulsioni e il rischio della loro ricorrenza, si ritiene comunemente che il trattamento debba essere iniziato il prima possibile, anche prima di giungere all'ospedale, quando una crisi convulsiva duri per più di 15 m ricorrendo al midazolam (Ipnovel) per via rettale al dosaggio di 0,5 mg/kg, perché in tal modo si riduce notevolmente la durata delle convulsioni ed eventualmente dello stato di male epilettico.

Buccolam è un medicinale che contiene il principio attivo midazolam. È disponibile come "soluzione per mucosa orale" (una soluzione somministrata in un lato della bocca, nello spazio fra la gengiva e la guancia) in siringhe preriempite. Ogni siringa contiene 2,5 mg, 5 mg, 7,5 mg o 10 mg di midazolam. Buccolam viene usato per arrestare crisi convulsive prolungate, acute (improvvise) in bambini e adolescenti (da 3 mesi a meno di 18 anni di età). Buccolam viene somministrato in un lato della bocca del bambino. La dose raccomandata varia da 2,5 mg a 10 mg, in funzione dell'età del bambino. L'intero contenuto della siringa preriempita deve essere somministrato lentamente nello spazio fra la gengiva e la guancia. Se necessario, è possibile suddividere la dose fra i due lati della bocca. Buccolam deve essere somministrato dai genitori o da persone che prestano assistenza solo a pazienti che abbiano ricevuto una diagnosi di epilessia. Chi presta assistenza al paziente deve somministrare solo una singola dose. Se la crisi non cessa entro 10 minuti dalla somministrazione di Buccolam, deve essere richiesta assistenza medica immediata.

Intervallo di età Dose Colore dell etichetta da 3 a 6 mesi contesto ospedaliero 2,5 mg Giallo da >6 mesi a <1 anno 2,5 mg Giallo da 1 anno a <5 anni 5 g Blu da 5 anni a <10 anni 7,5 mg Viola da 10 anni a <18 anni 10 mg Arancione