I FUNGHI COMUNE DI PIEVE EMANUELE
INTRODUZIONE Fra i frutti positivi dell imboschimento degli ultimi anni e dell ampliamento della superficie dei prati, possiamo certamente annoverare la presenza di numerose specie di funghi epigei (con corpo fuori dal terreno) ed ipogei che svolgono numerose funzioni positive all interno del bosco. Senza dilungarsi in complesse trattazioni botaniche diremo che la gran parte dei funghi svolge un ruolo di regolazione all interno del bosco e di degradazione di numerose specie vegetali. Non ultimo aspetto positivo dei funghi è che questi possono essere commestibili e quindi sono ricercatissimi da schiere di appassionati tantoché il legislatore è stato costretto a dover porre una serie di limitazioni e divieti. I funghi però vanno assolutamente conosciuti perché accanto a quelli commestibili abbiamo specie dubbie, tossiche o addirittura letali per l uomo. Non esistono scorciatoie! I funghi si conoscono e basta! Non c è gatto, lumaca, aglio che tenga. Il presente opuscolo nasce quindi dal desiderio di favorire la conoscenza per lo meno delle specie più diffuse sul nostro territorio nella speranza che di fronte a ogni dubbio ci si rivolga ai servizi competenti per il riconoscimento delle specie. L ASSESSORE Dionisio Valentina IL SINDACO Paolo Festa
INDICE 1. Come è fatto un fungo e la loro funzione. 2. I funghi del nostro territorio: Le amanite I prataioli Le russule I boletus I funghi di bosco Funghi del legno Altri funghi
COME è FATTO UN FUNGO E LA LORO FUNZIONE Parliamo soprattutto di funghi epigei ovvero che si trovano sopra il piano di campagna. Il regno dei funghi in realtà è molto più complesso (100.000 specie) ma a noi interessano quelli sopra indicati. I funghi epigei sono fondamentalmente composti da una sorta di radice (micelio), un gambo e un cappello. Fondamentale per la classificazione del fungo è la parte inferiore del cappello che può essere a tubuli o lamelle. Lamelle Basidio Nuclei Fecondazione Cappello Fungo maturo Lamelle Basidiospore cadono a terra Anello Gambo Volva
La riproduzione sessuata è subordinata alla produzione di spore che, prodotte a milioni da ciascun individuo, vengono diffuse sostanzialmente attraverso il vento, l acqua o gli insetti. Tutti i funghi sono eterotrofi, cioè ricavano le sostanze nutritive dall ambiente esterno assorbendole attraverso le pareti; esse rivestono un ruolo ecologico importantissimo perché sono in grado di decomporre il materiale organico presente nel terreno. Essi costituiscono un anello importantissimo dell ecosistema, in quanto permettono la chiusura del ciclo della materia rendendola nuovamente disponibile all organicazione da parte delle piante verdi. L eterotrofia dei funghi li costringe sempre ad un tipo di vita dipendente che si può differenziare in tre modalità, distinte in base ai rapporti del fungo stesso con il substrato di crescita: saprofitismo, parassitismo e mutualismo. A seconda delle loro esigenze nutritive i funghi si dividono in saprofiti, parassiti e simbionti o mutualistici. Meiosi Basidiospore cadono a terra Micelio primario Plasmogamia Ife del micelio Germoglio Sviluppo dell ovulo Micelio secondario
I FUNGHI DEL NOSTRO TERRITORIO LE AMANITE Diffusissime dalle nostre parti negli ultimi anni grazie al rimboschimento, sono praticamente tutte velenose e/o sospette e quindi da evitare. è pur vero che l ovulo buono (amanita cesarea) è forse il fungo più buono che si conosca ma qui è difficilissimo trovarlo. In compenso si trovano la tignosa (amanita verna) e la falloide (amanita phalloides) con esemplari molto belli e sviluppati, ma purtroppo mortali. In ogni caso riconoscerle è piuttosto semplice: sono tutte lamellate, di colori variegati e spesso con granuli sulla cappella. L esemplare adulto si presenta con un bell anello che spicca su quello che resta dell ovulo. L esemplare giovane si presenta col suo involucro che sembra un piccolo uovo (da qui il suo nome). In entrambe le fasi può essere scambiato con altri funghi decisamente migliori quali ad esempio il chiodino, la mazza di tamburo, ecc. Da noi abbonda anche l amanita phanterina mentre l ovulo malefico (amanita muscaria) è più raro. Periodo di crescita: settembre/ottobre. Che fare in caso di ingestione: contattare immediatamente un centro antiveleni, quali ad esempio l ospedale Sacco di Milano. LEGENDA per facilitare la comprensione i funghi commestibili sono segnati in verde e quelli velenosi in rosso
amanita verna amanita verna amanita phalloides amanita phalloides amanita phanterina amanita phanterina
I FUNGHI PRATAIOLI Il loro nome suggerisce l ambiente in cui vivono: si trovano in estate/ autunno dopo le piogge negli spazi erbosi e nelle radure. Se impariamo a conoscerli qui da noi potremmo avere delle belle raccolte di gambe secche (marasmus oreades), coprinus (coprinus comatus) e prataioli (agaricus) classici, tutti lamellati. Ma attenzione vi sono prataioli di dubbia commestibilità. marasmus oreades coprinus comatus
agaricus xanthodermus agaricus campestris
LE RUSSULE Il nome non ci inganni: non sono tutte rosse e ce ne sono verdi, gialle, marroni. Purtroppo non tutte sono buone, anzi per somma sfortuna specie mangerecce e velenose si assomigliano. Un modo per decidere ci sarebbe, ovvero: assaggiarle tutte. Se tossiche il gusto è fortemente pepato mentre se dolci sono commestibili. Ma dopo 2/3 assaggi il palato si guasta. Periodo fine estate/autunno nei boschi di latifoglie. I BOLETI Ecco finalmente almeno da noi una famiglia quasi del tutto commestibile anche se alcuni esemplari come il boletus luridus vanno preventivamente cotti. Nei nostri boschi e radure crescono diverse specie fra cui il famosissimo porcino (boletus edulis), il pinicola e boleti minori quali il boletus fetchneri e boletus queleti a carne variabile. La parte inferiore della cappella è formata da tubuli che in alcuni esemplari assumono un colore bluastro e verdastro. Periodo: estate/autunno fino ad ottobre. Attenzione: la vicinanza con le amanite non altera la commestibilità del fungo. russula sp boletus edulis boletus queleti russula emetica boletus edulis
FUNGHI DI BOSCO Sono forse le specie più numerose presenti sul nostro territorio dopo le amanite. In particolare segnaliamo i chiodini (armillaria mellea), funghi parassiti ma anche saprofiti, commestibili, meglio dopo cottura. è un fungo abbondante e buono ma che può essere confuso allo stato adulto con le amanite o più facilmente col falso chiodino o zolfino (hypoloma fascicolare) che però è molto più giallo ed è velenoso. è anche possibile trovare nei nostri boschi esemplari di mazza di tamburo (macrolepiota procera) fungo buono che può essere confuso con le amanite. E ultimi, infine, i lattari che, a dispetto delle loro dimensioni, sono di dubbia commestibilità, a parte alcune specie da noi non presenti. hypoloma fascicolare
lactarius controversus lactarius deliciosus armillaria mellea
macrolepiota procera
FUNGHI DEL LEGNO Le orecchiette (pleurotus osteanus) e i piopparelli (agrocybe aegerita) sono i rappresentanti, nelle nostre zone, dei funghi commestibili del legno. Sono funghi ottimi che possono essere cucinati in molti modi. Meglio evitare altri funghi del legno che sono perlomeno indigesti e coriacei. ALTRI FUNGHI Contrariamente a quanto si crede, la presenza di tartufi è piuttosto frequente anche da noi, ma non si tratta di esemplari pregiati. Meglio evitarli così come evitare i falsi tartufi del genere scheloroderma che sono leggermente velenosi. Si presentano a forma di palla, con la cuticola dal giallo al marrone ed emanano un intenso e caratteristico odore. Infine, anche le spugnole primaverili (morchella) vanno evitate a meno che non si conoscano perfettamente, infatti alcune specie sono velenose. agrocybe aegerita
pleurotus ostreatus falsi tartufi del genere scheloroderma Testi: Cireddu Dr. Graziano Foto: Frisone Prof.ssa Maria Grazia
INDIRIZZI UTILI Ospedale Sacco (centro antiveleni): 02 66101029 ASL n. 2: 02 98115375-6 / 02 92654805-6 Uff. Ecologia: 02 90788357/54