8. I caratteri Il presente file costituisce una SINTESI del materiale presentato nel corso delle lezioni. Tale sintesi non deve essere ritenuta esaustiva dell argomento, ma andrà integrata dallo studente attraverso i propri appunti delle lezioni e gli approfondimenti bibliografici.
Nei seimila anni di evoluzione della scrittura si è scritto e inciso su ogni tipo di supporto, con qualsiasi strumento: penna, pennarello, macchina. Si è scritto in tutti i sensi: verticalmente, da sinistra a destra, orizzontalmente, da destra a sinistra. In alcune arre culturali, come quella cinese, giapponese e araba, si è sviluppata la scrittura come arte, in cui pittura e calligrafia non sono dissociabili, mentre in Occidente, quasi perduta questa tradizione, ci si è dedicati a un concetto industriale e meccanizzato dello scrivere. Particolare di una pagina di The works of Geoffrey Chaucer, pubblicato dalla Kelmscott Press nel 1896.
Il continuo incremento di nuovi caratteri da stampa ha orientato alcuni studiosi a individuare criteri di classificazione. La classificazione di Francoise Thimbaudeau del 1921 tiene conto di sue elementi primari, le aste e le grazie, e individua quattro gruppi principali: 1. Caratteri privi di terminali 2. Caratteri con terminali rettangolari 3. Caratteri con terminali triangolari e modellati 4. Caratteri con terminali sottili. 1. Antichi o bastoni o lineari 2. Egiziani 3. Romani antichi 4. Romani moderni
Lo storico francese Maximilian Vox negli anni Cinquanta ampliato le famiglie di caratteri in: Umanistici (Centaur, Kennerley, Jenson) Romani Antichi (Bembo, Caslon, Garamond, Goudy, Palatino, Plantin, Times Roman) Transizionali (Baskerville, Perpetua) Romani Moderni (Bodoni, Bauer Bodoni, Torino) Nuovi Transizionali (Century, Cheltenham) Egiziani (Beton, Clarendon, Memphis, Rockwell) Lineari Grotteschi e Neogrotteschi (Franklin Ghotic, Helvetica, Univers Lineari Geometrici (Avant Garde, Futura, Kabel) Lineari Umanistici (Gill, Goudy Sans, Optima) Lapidari (Albertus, Augustea) Calligrafici Stilizzati
In Italia è stata proposta da Giuseppe Pellitteri, noto esponente grafico, una classificazione basata su un sistema morfologico-decimale. CORSO DI TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE VISIVA PROF. MANUELA CORSO PISCITELLI DI INFOGRAFICA A.A. 2008-2009
La classificazione teorizzata da Aldo Novarese prevede una doppia lettura incrociata, con la rappresentazione dello stile del carattere e del periodo storico in cui lo stile è rappresentato.
CARATTERI TIPOGRAFICI
CARATTERI TIPOGRAFICI
CARATTERI TIPOGRAFICI
Le lettere dell alfabeto occidentale derivano da un sistema di linee che presentano relazioni visive complesse ma pressoché invisibili. Quando le lettere hanno una dimensione di lettura standard, l occhio le percepisce come aventi peso, altezza e larghezza uguali. L uniformità stilistica evita distrazioni nel corso della lettura.
L Ente Italiano di Unificazione ha prodotto alcuni studi (Uni 9874) per standardizzare una nomenclatura confusa e contraddittoria.
L Ente Italiano di Unificazione ha prodotto alcuni studi (Uni 9874) per standardizzare una nomenclatura confusa e contraddittoria.
All interno di una famiglia si possono avere ulteriori differenziazioni. Le denominazioni fondamentali sono 6: 1. maiuscolo, maiuscoletto, minuscolo, quando si fa riferimento alla loro utilizzazione ortografica. 2. Tondo, corsivo, riferendosi all aspetto dritto o inclinato del carattere. 3. Chiarissimo, chiaro, normale, medio, nero, nerissimo, rispetto allo spessore delle aste. 4. Strettissimo, stretto, normale, medio, largo, larghissimo, secondo la larghezza dell occhio del carattere. 5. Semplice, ornato (tratteggiato, ombreggiato, puntinato), per l ornamentazione particolare che può essere data. 6. Positivo, negativo, in base all inversione che un carattere può subire durante il procedimento di stampa.
CARATTERI TIPOGRAFICI
La spaziatura delle lettere nelle parole e nel paragrafo è determinante per creare un valore di grigio uniforme e per ridurre al minimo il rischio di distrazione. Tutti i caratteri tipografici sono caratterizzati da un ritmo tratti-spazio specifico. Questa relazione tra forma e controforma definisce la spaziatura ottimale di un carattere specifico.
Il disegno di un carattere tipografico esercita un impatto sulla percezione delle dimensioni. La discrepanza è il risultato della maggiore altezza del minuscolo nei caratteri senza grazie: in relazione all altezza del maiuscolo le lettere minuscole sono più larghe rispetto a quelle del carattere con grazie. La differenza tra la dimensione impostata e quella visiva può variare addirittura di due o tre punti, a seconda del tipo di carattere.
Le lettere sono costruite su una griglia, per cui le linee curve consistono in una serie di piccoli quadratini che seguono la curva. Quanto più piccoli sono i quadratini, tanto più esatta appare la linea curva. Quindi la qualità di una lettera non deriva solo dalla perfezione del suo disegno, ma anche dalla sua risoluzione digitale.
Il modo tradizionale per affrontare la scelta di una combinazione di tipi di carattere consiste nel selezionare due famiglie per un determinato progetto. Questa regola ha come presupposto l esigenza di creare una gerarchia chiara. Il contrasto è essenziale. L unico motivo che giustifica l utilizzo di un carattere tipografico diverso è la volontà di ottenere un effetto di contrasto, che pertanto deve essere chiaramente percepibile. Tra i font selezionati devono tuttavia sussistere alcune relazioni formali che ne arricchiscano il dialogo visivo. Si possono accostare un font con grazie ed uno senza grazie caratterizzati da un peso o una larghezza approssimativamente uguali. Oppure si possono accostare caratteri simili ma di dimensioni diverse sfruttando il peso dei tratti. Anche le caratteristiche storiche possono avere un ruolo nella combinazione dei caratteri.
La larghezza di un paragrafo dipende dal tipo di carattere utilizzato. Indipendentemente dalla dimensione del carattere, il numero ottimale di caratteri prima di un ritorno a capo è compreso tra i 50 e gli 80 spazi inclusi. L interlinea dipende dalla larghezza del paragrafo, dalla dimensione del carattere e dalla sua spaziatura. I caratteri possono essere composti con differenti tipi di allineamenti. L allineamento del testo influisce sulla spaziatura interna. Nei paragrafi con margini irregolari gli spazi tra le parole sono uniformi. Nei paragrafi giustificati lo spazio tra le parole varia, e bisogna prestare attenzione per evitare la creazione di canaletti, cioè sequenze di spazi bianchi uniti visivamente tra riga e riga. I fine riga con margini variabili sono considerati ottimali se creano una sorta di onda naturale lungo il bordo del paragrafo, senza eccessivi rientri o sporgenze. Un margine variabile è accettabile se resta coerente in tutto il testo. Si può decidere di attenuarlo introducendo uno spazio di interlinea maggiore.