In linea con l assetto nazionale la distribuzione delle aree boscate è concentrata prevalentemente nelle aree interne alto-collinari e montane. Entro i limiti amministrativi delle Comunità Montane, su una superficie di ha 604.785, che rappresentano il 62,4 del territorio regionale, ricade il 93% dei boschi marchigiani con un coefficiente di boscosità che in quest area sale così al 40%. Le colline litoranee fuori Comunità Montana, con una superficie territoriale pari al 37,6% di quella totale, comprendono il restante 7% dei boschi regionali; in questi ambiti, dove prevale nettamente l attività agricola, il coefficiente di boscosità scende al 4,6%. Tra le quattro Province quella più boscata risulta essere Pesaro-Urbino con un indice del 32%; Ancona, che comprende un estesa superficie collinare coltivata, si posiziona all ultimo posto con il 15%, mentre le due Province più meridionali si collocano in una posizione intermedia, prossime alla media regionale, entrambe su valori intorno al 26%. I complessi forestali delle Marche sono stati suddivisi a livello gerarchico più elevato in 11 Categorie forestali, 46 Tipi forestali ulteriormente differenziati in sottotipi e varianti. Per una descrizione più dettagliata di tali aspetti si rimanda al lavoro originale ( IPLA, 2000 ). Il territorio delle Marche è stato suddiviso in 17 Aree Forestali, 13 delle quali coincidono con i territori delle Comunità Montane; le restanti 4 aree provinciali esterne alle CM costituiscono le Aree collinari costiere. L assetto di copertura forestale può misurato mediante un Coefficiente di Boscosità, indicatore comunemente utilizzato che esprime la percentuale di copertura forestale di un territorio (fig.2). La maggiore copertura forestale è di pertinenza delle aree montane nelle dorsali Appenninica e pre Appenninica, mentre le aree collinari-costiere hanno valori molto bassi (< al 10%) soprattutto nelle province di Ancona e Macerata. Le Province di Pesaro-Urbino e Ascoli Piceno sono quelle che hanno il maggiore CBT medio (circa il 32%) caratterizzate anche dai più alti valori assoluti nella CM del Catria-Nerone (55%) ed in quella del Tronto (53%). I valori più bassi sono nella Provincia di Ancona (20%), dove anche in ambito montano i valori di copertura forestale non superano il 37% della superficie territoriale. 1 / 6
I TIPI FORESTALI DELLE MARCHE Inventario e Carta Forestale della Regione Marche La conoscenza quali-quantitativa del patrimonio forestale è di fondamentale importanza per la sua corretta gestione, per questo la Regione Marche si è dotata dal 2001 dell Inventario Forestale e della Carta dei Tipi Forestali realizzato dall IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l Ambiente) di Torino. Il progetto realizzato è stato concepito soprattutto per fornire un efficace strumento di supporto alla pianificazione degli interventi, alla razionale utilizzazione, alla valorizzazione polifunzionale e miglioramento del patrimonio forestale regionale nel corso del periodo 2001-2015. Esso ha consentito di raggiungere alcuni importanti obiettivi: Quantificare la consistenza del patrimonio forestale pubblico e privato e verificare i fenomeni dinamici in atto negli ultimi decenni. Valutare, con accettabile approssimazione, il quadro evolutivo dei diversi soprassuoli, verificando le possibili attitudini e destinazioni prevalenti in relazione alle caratteristiche stazionali e all'accessibilità. Stabilire gli indirizzi di intervento selvicolturali e le possibili utilizzazioni, compatibili con le relative priorità, nell'ottica di ottimizzare le finalità e le potenzialità che i diversi popolamenti 2 / 6
possono esplicare. L'impostazione selvicolturale è stata verificata attraverso una corretta definizione dei tipi e delle modalità di intervento, ispirandosi sostanzialmente ai principi della selvicoltura naturalistica. Definire un programma di interventi selvicolturali che quantifichi le masse legnose ritraibili per il quindicennio a venire, con particolare riguardo alle formazioni boscate private e indichi consistenza e localizzazione dei cedui da convertire in base alle potenzialità. Gli interventi previsti sono localizzati su base cartografica per agevolare la loro individuazione nelle fasi pianificatoria e gestionale. La Carta dei Tipi Forestali La definizione e localizzazione dei Tipi forestali rappresenta un elemento innovativo della metodologia elaborata. La loro caratterizzazione deriva non solo dalla classificazione fisionomica, basata sulla specie prevalente, ma sull'analisi delle caratteristiche ecologico-fitosociologiche e sulle condizioni evolutivo-colturali delle cenosi reali. La Regione Marche è stata la prima in Italia a disporre contemporaneamente di una definizione dei tipi e di una loro localizzazione cartografica alla scala 1:25.000, supportata dai rilievi inventariali. In ambito regionale sono state definite 11 Categorie e 46 Tipi forestali con relativi Sottotipi e Varianti (fig.1). 3 / 6
Il tipo è l unità gerarchica principale della classificazione e viene definito in base ai caratteri ecologici, floristici, selvicolturali-gestionali e dinamici. La denominazione fa riferimento all ambiente o alla flora caratteristica (es: lecceta xerofila; pioppeto di pioppo tremolo). Il sottotipo è definito principalmente in base a sottobosco, clima e terreno, mentre la Variante è discriminabile in base a differenze a livello compositivo nello strato arboreo dominante. L Inventario Forestale L IFR presuppone un campionamento sistematico effettuato attraverso un'indagine statistica sul terreno con il rilievo di aree di saggio temporanee e permanenti, a densità variabile in base alla precisione richiesta in relazione all'ambito territoriale minimo di elaborazione dei dati. La densità delle aree di saggio è basata sull'infittimento del reticolo UTM, attraverso maglia semichilometrica o grappoli di punti ogni 1,5 chilometri.la densità di campionamento varia da un'area di saggio ogni 50-100 ha boscati, per un totale di oltre 2400 punti di campionamento (fig.2). 4 / 6
Sul terreno sono rilevate le caratteristiche dei popolamenti compresi nell'area di saggio (tipo di proprietà, assetto strutturale, tipo forestale, stadio di sviluppo, destinazione, intervento, priorità...) e le caratteristiche degli alberi (specie, diametro la cui soglia minima è di 2,5 cm, età, incremento). Le aree di saggio sono circolari con raggio compreso tra 5 e 12 metri. Attraverso l'inventario forestale delle Marche sono state localizzate e rilevate 2.406 aree di saggio (2.193 temporanee e 213 permanenti). Dall indagine si ottengono dati e informazioni di composizione quali-quantitativa (numero piante, provvigioni ripartite per specie o gruppi di specie e classi diametriche), fitosanitarie e gestionali sulle diverse formazioni boscate regionali. Nel volume cartaceo oltre agli aspetti generali sono descritte dapprima le categorie (ognuna identificabile da sigle e da un colore specifico che varia secondo un gradiente xerofilo-mesofilo, es. leccete tendono al rosso, i querceti di roverella gialli e le faggete azzurre), poi per ognuna è riportata la chiave di classificazione che rimanda poi alle schede dei singoli tipi. Ogni scheda riporta le seguenti informazioni mediate per il territorio regionale: - Descrizione - Caratterizzazione fitosociologica - Dendrometria e composizione - Localizzazione e dati inventariali - Variabilità - Caratteristiche stazionali (con 4 diagrammi di forte impatto visivo: distribuzione morfologica, sistemi di terre, ecogramma, esposizione e distribuzione altitudinale) - Interventi antropici più frequenti - Posizione nel ciclo evolutivo e tendenze dinamiche - Struttura e stadi di sviluppo - Indirizzi selvicolturali - Aspetti fisionomici del sottobosco - Elenco delle specie presenti, indicatrici e/o differenziali Nella versione non elettronica della cartografia si arriva al livello di dettaglio della categoria e vengono fornite soltanto carta dei tipi (alla scala 1:100000) e carta dei sistemi di terre, mentre nel SIT fornito con la versione elettronica è possibile apprezzare la trasposizione cartografica anche di sottotipi e varianti (alla scala 1:25000) oltre alle carte degli assetti evolutivo colturali, 5 / 6
delle destinazioni prevalenti e degli interventi selvicolturali (anch esse alla scala 1:25000). Attraverso l interfaccia grafica del SIT è possibile l interrogazione dei molti dati tabulari associati agli oggetti geografici di tutte le carte disponibili (es: estrarre dal database ed evidenziare tutte le faggete localizzate sui rilievi appenninici calcarei). Come illustrato la mole di dati a disposizione è notevole e ben organizzata ed ha prospettive di utilizzo praticamente in ogni settore della gestione territoriale E auspicabile che, oltre alla redazione del progetto, gli enti competenti completino l apprezzabile opera intrapresa con un attività di incentivazione all utilizzo dello strumento da parte di addetti ai lavori e non. Occorre che l inventario e la carta forestale diventino presto uno strumento diffuso e condiviso come base di lavoro e di linguaggio comune in materia forestale. SCARICA L'INVENTARIO FORESTALE DELLA REGIONE MARCHE 6 / 6