Alcune regole di grammatica
Sommario degli argomenti INTRODUZIONE...3 1. L ELISIONE...3 2. IL TRONCAMENTO...5 3. SEGNI DI INTERPUNZIONE...6 2
INTRODUZIONE Il manualetto che state per leggere, è un breve riepilogo di alcune regole di grammatica sulle quali ogni tanto normalmente viene qualche dubbio. Le indicazioni che riportiamo possono essere utili da consultare velocemente o per ripassare piccole regole dimenticate. 1. L ELISIONE Elisione significa soppressione. Essa è appunto l eliminazione della vocale finale non accentata di una parola, quando essa precede un altra parola che comincia per vocale. Il posto della vocale soppressa viene preso da un segno grafico: l apostrofo. lo amico = l amico ci è = c è una oca = un oca quallo uomo = quell uomo ecc. Vediamo ora come l elisione si applica ai principali elementi del discorso. Gli articoli LO, LA, le preposizioni articolate composte con essi (dello, alla, nello, sulla, ecc.) e gli aggettivi quello/a, bello/a sono generalmente soggetti all elisione: la acqua = l acqua sulla onda = sull onda lo indiano = l indiano quello uomo = quell uomo dello eroe = dell eroe bella azione = bell azione L articolo plurale GLI, le preposizioni articolate con esso composte (negli, degli, ecc.) e gli aggettivi quegli e begli si elidono soltanto davanti a i : gli intrusi = gl intrusi quegli inglesi = quegl inglesi Ma: degli uomini begli occhi L articolo plurale LE, le preposizioni articolate con esso composte (delle, sulle, ecc.) e gli aggettivi quelle e belle non si elidono: le erbe sulle ortiche quelle amiche belle imprese L articolo indeterminativo UNA ed i suoi composti alcuna, nessuna, ecc. si elidono davanti a vocale accentata, mentre possono conservare la forma intera davanti a vocale non accentata: una isola un isola nessuna aula nessun aula alcuna offerta e alcun offerta una estate e un estate La preposizione DA si elide solamente in determinate espressioni avverbiali: d altronde, d ora in poi, sin d ora, ecc. La preposizione DI si elide di norma nei nomi propri e in determinate espressioni avverbiali: Santa Teresa d Avila, d accordo, ecc. In tutti gli altri casi l elisione è facoltativa: parola d amico e parola di amico ecc. Per le particelle pronominali mi, ti, si, vi, ne, l elisione è facoltativa: m arrabbiai e mi arrabbiai ecc. CI (particella pronominale o avverbio) si elide sempre davanti alle voci del verbo essere che cominciano per e. 3
L elisione è facoltativa davanti a e ed i, mentre è esclusa davanti alle altre vocali ANCHE può elidersi davanti a e ed i: vengo anch io e vengo anche io L aggettivo POVERO si elide nell espressione POVER UOMO. OSSERVAZIONI: Alcuni grammatici consigliano di evitare l elisione quando può dal luogo ad ambiguità: l artista, l omicida (elisione di LO o LA?) Come si va a capo? Quando la parola con cui termina la riga ha subito elisione, si può procedere in due modi: a) concludere la riga con l apostrofo, esattamente come se si trattasse della parola intera:.quell uomo. b) Interrompere la parola alla penultima sillaba:.quell uomo Non ha invece alcun significato riscostruire, come qualcuno fa, la parola intera: quello uomo 4
2. IL TRONCAMENTO Il troncamento è la soppressione della vocale o della sillaba finale di una parola. Può avvenire davanti a parola che comincia sia per vocale sia per consonante: un amico, bel fiore, San giuseppe Troncamento in consonante La parola tronca finisce per l, r, m oppure n e non richiede l apostrofo. Il troncamento avviene in parole di numero singolare (soltanto l aggettivo grande si tronda anche al plurale es. gran bestie) e, generalmente, di genere maschile (tale, quale, grande si troncano anche in parole di genere femminile): bel bambino, cuor di leone, ecc. Non si ha troncamento davanti a Z, X,SC, PS, PN, GN e a S seguita da altra consonante ( S impura ) Suora si tronca in suor davanti a nomi di persona: suor Anna, suor Beatrice, ecc. Troncamento in vocale La parola tronca finisce per vocale e richiede l apostrofo. I troncamenti in vocale più comuni sono: le parole poco = po es. un po di pane modo = mo es. a mo di ornamento gli imperativi: dai = da dici = di ecc. la parola piede, che si tronca in pié, richiedendo l accento anziché l apostrofo: a pié fermo frate, che si tronca in fra (scritto anche frà o fra) davanti a nome di persona che comincia per consonante: frà Carmelo, fra Galdino, fra Bartolomeo 5
3. SEGNI DI INTERPUNZIONE Le virgolette ( ; - -) racchiudono le frasi di un discorso diretto, indicano cioè le esatte parole pronunciate da un personaggio. Quanto agli altri segni, si possono dividere in segni d intonazione e segni di pausa. A) I segni di intonazione Il punto interrogativo (?) esprime un dubbio o una domanda e si trova normalmente dopo un discorso diretto. Il punto esclamativo (!) viene sempre dopo un discorso diretto e sottolinea un ordine o un esclamazione. - Per isolare una proposizione non essenziale per il significato generale del discorso, si usano talvolta i trattini (- -) o le parentesi tonde ( ): comprate quel libro sempre che sia possibile- e datemelo - I puntini sospensivi (.) servono ad indicare: una sospensione del discorso o una esitazione. B) I segni di pausa La virgola (,) serve: - a separare i termini di una elencazione (vorrei degli spaghetti, una bistecca, ecc.); - a unire delle proposizioni (quando il treno fu arrivato alla stazione, una folla di persone si accalcò agli sportelli). Il punto e virgola (;) indica una pausa più forte di quella rappresentata dalla virgola ed è normalmente posto tra due proposizioni di senso compiuto che, per significato, sono in rapporto tra di loro: il rosario era finito; tutte le porte della casupola si erano chiuse; per il vicolo rimasto buio non passava anima viva. (L. Capuana). I due punti (:) precedono di norma: un elencazione; un discorso diretto; la spiegazione di quanto è stato preannunciato nella proposizione precedente. Il punto fermo (.) separa, con la pausa più lunga, frasi di senso perfettamente compiuto (si va diffondendo sempre di più l uso del punto fermo anche al posto del punto e virgola). 6