PROGETTAZIONE PARTECIPATA: COME, QUANDO E PERCHÉ

Documenti analoghi
Elisa Carboni Cristiana Verde. Governance e partecipazione: I processi partecipativi

Comunicazione e gestione del rischio attraverso la partecipazione della popolazione

La Comunicazione Pubblica tra l e-government e la Governance

Vantaggi e criticità dei processi partecipativi

Laboratorio «I processi partecipativi nel Piano strategico della Città metropolitana di Genova»

La Cittadinanza europea e i gemellaggi di Città

Guida alla rilevazione degli stakeholder. Requisiti di uno Stakeholder Engagement.

LA LEGGE REGIONALE 5 OTTOBRE 2015 N. 16 ED IL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI

SOCIETA EDUCAZIONE FORMAZIONE. A cura di Tortorici Dorotea

Laboratorio area antropologica

La valutazione partecipata nei servizi per l infanzia 1 - Problematiche

Di Adriana Rava Lunedì 28 Dicembre :45 - Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Novembre :50

I corsi di studio internazionali

SZ IlMetodo di Lavoro GLOBAL CURRICULUM Senza Zaino APPROACH. Per una scuola Comunità

Titolo del progetto LUOGHI COMUNI

MANIFESTO EUROPEO SUI GIOVANI E LO SPORT

CARTA DELLA PARTECIPAZIONE

I.T. A. PARADISI. per il Settore Economico. Amministrazione, finanza e marketing BIENNIO UNICO. -progetto ESABAC

La sussidiarietà e il terzo settore PIERO D ARGENTO BARI - 28 MAGGIO 2011 ASSEMBLEA REGIONALE PER IL VOLONTARIATO

Ref. Prof.ri TIC e Informatica e Laboratorio A PRESENTAZIONE. Tecnologia dell informazione e della comunicazione ALTRI SOGGETTI COINVOLTI

Palazzo Rocca-Saporiti, 10 maggio 2002

STATI GENERALI DEL WELFARE LOCALE DI TRADATE

Carta dei rapporti. tra ULSS 4 Alto Vicentino Comuni della Conferenza dei Sindaci e altri Enti Locali

BOZZA DEL CURRICULO VERTICALE DI EDUCAZIONE DELLA LETTURA: SCUOLA PRIMARIA

ORIENTAMENTO ISTITUTI TECNICI - Quale scuola fare dopo le medie?

WORKSHOP FORMATIVO PER PSICOLOGI LO SPORTELLO DI ASCOLTO A SCUOLA Metodologia e ambiti di applicazione 5/6 maggio 2012

La Carta di Cittadinanza Sociale. a cura di S. Aliberti 1

Information summary: La gestione delle riunioni

Partecipaizone e rendicontazione a Modena.

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE COPERTINO SEZIONE PROFESSIONALE Via Mogadiscio, 41 Tel Copertino

FRANCIACORTA TERRE CULTURE E VINI

Gruppo di lavoro: Infanzia, genitorialità, scuole primarie, bambini e famiglie, multiculturalità. 13 Maggio Verona

Dispositivo di osservazione / valutazione

PROGETTAZIONE FORMATIVA ANNUALE PROGETTAZIONE ANNUALE DIDATTICA:

Pratica di cittadinanza e Legami di comunità nel volontariato ANTEAS 9 Incontro annuale di confronto fra i gruppi ANTEAS della Regione

La comunità territoriale

A.L.E.R.A.MO. ONLUS - ALT 76 1

Scenari futuri per l ex-deposito ATAC Vittoria a Roma

La pianificazione strategica per lo sviluppo dei territori

Spunti, esempi, logiche del comunicare nelle organizzazioni La comunicazione in azienda

Il bilancio di competenze iniziale

COMUNE DI VAIANO (Provincia di Prato) PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL TERRITORIO

LA GESTIONE PROFESSIONALE DELLE RELAZIONI DI RUOLO

Comunicare al pubblico. Giancarlo Sturloni, Master in Comunicazione della Scienza, SISSA Trieste, 8 novembre 2010

PIANO TRIENNALE PER L ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE ANIMATORE DIGITALE INS. RITA FERRETTI TRIENNIO

Il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo in Italia

COMPETENZA CHIAVE COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA

UNA PERSONALITÀ BEN STRUTTURATA

Evoluzione storico giuridica dei diritti riconosciuti alla persona

POLITICHE ED ESPERIENZE ITALIANE DI CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY

Certificazione Pedagogica Europea sull Uso delle Tecnologie digitali. Corso Certificato EPICT LIM - Bronze. Corso EPICT LIM

PROTOCOLLO D INTESA. tra il. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato MIUR) Confindustria

Neoassunti 2015/2016. Risorse per docenti

CURRICOLO di ITALIANO

Ricerca qualitativa: Focus group

Transcript:

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: COME, QUANDO E PERCHÉ A cura del Tavolo interzonale Partecipazione dei ComitatixMilano

Partecipazione DEFINIZIONI Parola-mito, che rimane solo evocativa e simbolica se non la si definisce applicandola a contesti specifici. In politica viene utilizzata per indicare varie forme e vari livelli di coinvolgimento dei membri di una collettività nel governo della stessa. Democrazia partecipativa Modello in cui la partecipazione è assunta quale metodo di governo della cosa pubblica. E un percorso di interazione tra la società e le istituzioni che cerca di riunire decisori, organizzazioni della società civile e cittadini per discutere su temi di rilevanza pubblica e costruire decisioni maggiormente condivise. Comporta il coinvolgimento attivo dei cittadini ma la decisione finale spetta alle istituzioni della democrazia rappresentativa. Progettazione partecipata E la costruzione di un programma condiviso, volto alla trasformazione del territorio, costruito con quelli che saranno gli utenti, i fruitori, i consumatori dell oggetto o del programma medesimo. Mario Spada - Presidente dell USPEL (Ufficio Speciale Partecipazione e Laboratori di quartiere) di Roma Pianificazione e progettazione con, invece che per, le persone. Mark Francis - Esperto di progettazione partecipata - USA partecipazione democrazia partecipativa PROGETTAZIONE PARTECIPATA bilancio partecipato altri processi inclusivi

LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA è un processo che si sviluppa a piccoli passi attraverso una serie di fasi che prevedono a loro volta azioni precise in tempi determinati con obiettivi chiari e possibili con soggetti competenti istituzionalmente e con risorse adeguate serve a facilitare l emergere dei reali bisogni dei cittadini recuperare e inserire nel processo le fasce più deboli avvicinare le istituzioni pubbliche ai cittadini ridurre i conflitti tra le parti e sviluppare maggiori progetti condivisi produrre maggiore motivazione, comprensione e divertimento sviluppare più efficienza e più efficacia

I DIVERSI LIVELLI DELLA PROGETTAZIONE PARTECIPATA La scala della partecipazione di Jeff Bishop 5 - PARTECIPAZIONE: I cittadini partecipano al processo confrontandosi coi tecnici 4 - COINVOLGIMENTO: chi decide coinvolge i cittadini 3 - CONSULTAZIONE: chi decide ascolta l opinione dei cittadini 2 - INFORMAZIONE: chi decide informa i cittadini 1 - INFORMAZIONE NULLA: chi decide non informa i cittadini

COSA DEVE SAPERE E SAPER FARE CHI CURA UN PROCESSO PARTECIPATO è necessario conoscere ed accettare le regole del gioco avere accesso ai mezzi di comunicazione e saperli utilizzare sapersi informare per avere un quadro preciso della situazione saper costruire alleanze saper promuovere azioni basate sulle progettualità tener conto di diversi punti di vista e ricondurli ad una sintesi condivisa saper prefigurare gli ostacoli e prendere decisioni, operare scelte saper svolgere analisi e rilievi dei contesti ambientali, sociali e politici saper ascoltare gli altri saper comunicare questioni tecniche in maniera comprensibile per non esperti

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: QUANDO E consigliabile avviare un processo partecipato quando Le conoscenze dei tecnici sono diverse da quelle degli abitanti e sono necessarie entrambe. Progettare con invece che progettare per i cittadini La decisione rischia di produrre effetti rilevanti su uno specifico gruppo sociale o su una specifica comunità: nessun impatto senza rappresentanza Vale la pena di aprire un processo inclusivo se si è disposti a lasciarsi sorprendere.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: QUANDO In quale stadio del processo decisionale Il più tardi possibile? Le amministrazioni preferiscono presentarsi al confronto pubblico dopo che si sono chiarite le idee ed hanno raggiunto qualche conclusione sufficientemente solida. Meglio il prima possibile! L apertura del processo decisionale inclusivo dovrebbe invece avvenire a uno stadio precoce del percorso progettuale, quando alcune alternative sono ancora possibili. PROGETTAZIONE TRADIZIONALE PROGETTAZIONE PARTECIPATA 1 step START START 1 step 2 step 3 step DECIDI ANNUNCIA DECIDI INSIEME 2 step 4 step 5 step DIFENDI IMPLEMENTA CONDIVIDI E IMPLEMENTA 3 step

CHI BISOGNA COINVOLGERE IN UN PROCESSO PARTECIPATO Come individuare i partecipanti L ideale sarebbe coinvolgere tutti coloro che hanno interesse per la questione, ma questo è spesso impossibile. Occorre compiere ogni sforzo perché tutte le opinioni e gli interessi rilevanti siano effettivamente coinvolti e che nessuno di essi sia escluso a priori. Individuare e coinvolgere gli stakeholder (portatori di interesse) muovendosi sul territorio, incontrando gruppi e persone e ascoltandoli. Saper comunicare è importantissimo. Ma saper ascoltare è ancora più importante. Non c è dialogo senza ascolto. Si possono avviare percorsi che coinvolgono: A) solo istituzioni pubbliche B) anche gruppi organizzati C) anche cittadini non organizzati/comitati Non dovremmo chiederci: chi rappresenta? Ma piuttosto: può contribuire? Luigi Bobbio - A più voci E possibile che le persone non siano disponibili a ragionare sul problema ma preferiscano mobilitarsi contro, oppure che ci siano gruppi che si rifiutano di partecipare. Occorre tenere la porta aperta: devono assumersi loro la responsabilità di restare fuori.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: COME SI FA Per far funzionare un processo inclusivo è necessario: che tutti i partecipanti possano esprimersi che tutti i partecipanti dispongano di informazioni adeguate che tutti i partecipanti provino ad ascoltarsi e a capirsi tenere sotto controllo tempi e costi favorire la comprensione ai non specialisti strutturare il problema secondo regole condivise (i processi inclusivi non possono essere lasciati allo stato brado; le assemblee pubbliche sono una tecnica di discussione molto primitiva) dare il massimo spazio all informalità (piccoli gruppi) impegnarsi nella trasparenza (costruire fiducia) Esistono molte tecniche, nessuna è di per sé risolutiva, bisogna scegliere con l esperienza in base alla situazione.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: COMPETENZE E FORMAZIONE Le procedure partecipative devono essere pianificate e attuate da soggetti qualificati e dotati di adeguate competenze professionali. Può trattarsi di personale interno all amministrazione, opportunamente formato, oppure di soggetti privati esterni (facilitatori o esperti di progettazione partecipata) di cui questa si avvale. formazione Rientra fra gli obiettivi delle politiche partecipative quello di apprestare sedi e momenti di formazione all uso delle tecniche partecipative, finalizzati sia allo sviluppo professionale dei dipendenti pubblici che alla promozione della cultura partecipativa nei cittadini. facilitazione La progettazione partecipata basa i suoi fondamenti sull espressione di bisogni e desideri dei cittadini. Il facilitatore deve, pertanto, migliorare gli schemi comunicativi al fine di superare le incomprensioni e le contrapposizioni che normalmente si creano tra amministratori, tecnici e abitanti. Egli contribuisce a costruire comunità educanti, costruire ponti comunicativi tra le parti, gestire possibili conflitti tra le parti, superare la divisione tra le competenze. (Salvatore Amura, La città che partecipa, Ediesse)

Bibliografia Libri: Marianella Sclavi, (2002), Avventure Urbane, Elèuthera Suzan Podziba, (2006), Chelsea Story, Bruno Mondadori Iolanda Romano (2012), Cosa fare, come fare, Chiare Lettere Materiali scaricabili: Luigi Bobbio (a cura di), (2004), A più voci, manuale, Edizioni scientifiche italiane http://partecipazione.formez.it/node/418 Fabiola De Toffol -Alessandra Valastro, (2012), Dizionario di democrazia partecipativa, Centro Studi Giuridici e Politici della Regione Umbria http://www.consiglio.regione.umbria.it/ilconsiglio/dizionario-di-democrazia-partecipativa Carlo Buttari (a cura di) (2004), Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale, Ministero per l innovazione e le tecnologie, http://biblioteca.formez.it/webif/media/e-democracylg.pdf Tutti i materiali scaricabili sono disponibili anche sul sito www.comitatixmilano.it a questo link: http://www.comitatixmilano.it/?p=documenti&d1=partecipazione