Modulo 4: Rischio chimico in ospedale Il rischio chimico nella nostra Azienda è alquanto differenziato e questo è dovuto alla diversità delle sostanze che il personale manipola e con le quali viene a contatto. Laboratori: può esserci esposizione a diversi tipi di sostanze pericolose: acidi e basi forti (acido cloridrico, idrato di sodio), acidi organici (acidi acetico, picrico, formico), aldeidi e chetoni (glutaraldeide, formaldeide, acetone), alcoli, eteri, ecc...; Ambulatori e corsie di degenza: può esserci esposizione a disinfettanti organici, inorganici e detergenti (glutaraldeide, formaldeide, alcoli, cloro e suoi derivati); Ambulatori di endoscopia: può esserci esposizione ad acido peracetico e glutaraldeide, formaldeide; Strutture che utilizzano chemioterapici (5-fluorouracile, citarabina, gemcitabina, ciclofosfamide):può esserci esposizione durante la loro preparazione, somministrazione, smaltimento; Sale operatorie: può esserci esposizione a gas anestetici (protossido di azoto, alogenati); Locali radiologici: può esserci esposizione a sostanze utilizzate per lo sviluppo e fissaggio di lastre radiologiche (glutaraldeide, acido acetico, dietilglicol); Ufficio cartelle cliniche: può esserci esposizione a sostanze che si sviluppano mentre vengono fotocopiate le cartelle (VOC, formaldeide, ozono). Tutte queste sostanze possono contaminare l ambiente di lavoro sotto forma di gas o vapori e rappresentare una fonte di rischio per la salute degli operatori. I principali rischi professionali a cui si va incontro possono essere: incendi provocati da alcuni composti volatili ed infiammabili; irritazioni e causticazioni se i tessuti vengono a contatto con acidi e basi; intossicazioni acute se si inala, si viene a contatto cutaneo, si ingerisce una sostanza tossica; intossicazione cronica per esposizioni prolungate a basse dosi di sostanze tossiche. 1
Per quanto riguarda i Laboratori dell Azienda Ospedaliera di Perugia e convenzionati verranno ulteriormente approfondite le problematiche inerenti la valutazione del rischio delle specifiche realtà lavorative, l utilizzo delle sostanze, i DPI utilizzati, i dispositivi di protezione collettivi presenti durante la parte di formazione residenziale che seguirà questa parte propedeutica di formazione in e-learning. Durante tali incontri gli operatori si potranno confrontare ed essere propositivi in particolar modo per le problematiche eventualmente riguardanti i propri laboratori. 2
Rischi speciali in alcuni settori dell'azienda Ospedaliera Rischio da anestetici per inalazione L inquinamento da anestetici rappresenta uno dei potenziali rischi per la salute esistenti nelle sale operatorie. Gli anestetici volatili maggiormente usati nella pratica anestesiologica sono: protossido di azoto N2O, un gas che viene impiegato in miscela con l ossigeno, l enfluorano, l isofluorano, il sevofluorano. Gli ultimi tre, alogenati, sono per lo più somministrati dopo miscelazione a varie concentrazioni con N2O od ossigeno, a seconda della fase di anestesia (induzione o mantenimento). La presenza di anestetici nell aria dell ambiente può dipendere: 1. dalla struttura della S.O.: cubatura dei loca li, numero di ricambi d aria (almeno 10-15), sistemi di evacuazione (rimozione dei gas); 2. dai sistemi di erogazione degli anestetici non ben tarati, dalle perdite dal palloncino o dai tubi (non sottoposti a manutenzione periodica); 3. dalla tenuta non perfetta della maschera indossata dal paziente da cui possono uscire gas e vapori. L inquinamento da anestetici viene valutato mediante il monitoraggio ambientale in continuo durante gli interventi, il monitoraggio biologico, tramite la determinazione dell anestetico nelle urine degli operatori esposti. In Italia il Ministero della Sanità ha emanato la Circolare n. 5 del 14/3/1989 relativa alla esposizione professionale ad anestetici in S.O. Nella Circolare si fissa il limite di esposizione massimo per i vari gas che non deve essere mai superato e fa riferimento alle raccomandazioni del National Institute for Occupational Safety and Health (N.I.O.S.H.) statunitense, che, a partire dal 1977, ha fissato i valori limite di esposizione ed i metodi analitici di controllo. 3
Sale operatorie (costruite dopo il 1989) N2O Ambientale TLV-TWA 25 ppm Anestetici alogenati (sevofluorano, influorano, ecc.) ambientali TLV-CEILING 2 ppm se usati da soli TLV-CEILING 0,5 ppm se miscelati con N2O Monitoraggio Biologico Protossido di azoto urinario 27 ppb per conc. amb. di 50 ppm Sevoflurano urinario non riportato Esposizioni protratte e ripetute a basse dosi potrebbero causare alcuni effetti negativi sulla salute. Neuropsicologici: cefalea, difficoltà concentrazione, disturbi sonno, episodi esilaranti da N2O; Epatotossici: nei lavoratori esposti è stato segnalato un eccesso di epatopatie con aumento di enzimi; Aumento della abortività spontanea nelle lavoratrici esposte; Citogenetici: alcuni studi hanno documentato aberrazioni cromosomiche e scambi di cromatidi fratelli; Tali disturbi e patologie vanno comunque interpretati con attenzione visto che altri fattori di rischio sono presenti nelle S.O. La IARC ha classificato i gas anestetici tra le sostanze per le quali non esistono sufficienti evidenze di cancerogenicità. 4
Rischio da farmaci antineoplastici I farmaci usati in chemioterapia costituiscono un gruppo eterogeneo di sostanze che inibiscono la proliferazione delle cellule dei tumori con meccanismi diversi, prevalentemente genotossici, ma non risparmiano i tessuti normali ad elevata capacità proliferativa (bulbo dei peli, epitelio intestinale, midollo osseo). I principali gruppi sono rappresentati da agenti alchilanti (ciclofosfamide), antimetaboliti (metotrexate), antibiotici (adriamicina), antimitotici (vinblastina). La maggior parte di queste sostanze è risultata mutagena, cancerogena e teratogena in sistemi sperimentali. Alcuni farmaci, specialmente alchilanti, si sono dimostrati in grado di indurre neoplasie, quali leucemie acute in pazienti trattati. Queste sostanze devono pertanto essere manipolate con particolari accorgimenti per evitarne l inalazione ed il contatto con la cute. In ambiente ospedaliero si può avere rischio di contatto ed assorbimento durante tali manovre: Preparazione delle dosi da somministrare; Somministrazione dei farmaci nei reparti ed ambulatori oncologici; Eliminazione del materiale contaminato e degli escreti dei pazienti trattati. Nel nostro Ospedale per evitare potenziali esposizioni e facendo riferimento a quanto riportato nelle Linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario G.U.n.236 del 7/10/1999 la preparazione dei farmaci è eseguita in una unità centralizzata, segnalata, chiusa, isolata, protetta. L'aria in entrata ed in uscita è filtrata mediante filtri HEPA, la pressione è negativa rispetto all esterno, il numero di ricambi di aria nel locale preparazione è di circa 40 V/h, i locali (accettazione, spogliatoio, area filtro, preparazione) sono realizzati con pavimenti e pareti in PVC, lavabili, con sguscio agli angoli. Anche le stanze di somministrazione hanno pavimenti e pareti in PVC, lavabili, con sguscio agli angoli; hanno un lavandino ed un bagno per i pazienti. Il numero di ricambi è di 5-6 V/h. Durante la preparazione, somministrazione e smaltimento il personale utilizza i seguenti dispositivi di protezione individuali (DPI): Camici Idrorepellenti in TNT: marcatura CE, DPI III classe in ottemperanza alle Norme UNI/EN vigenti (340, 463, ecc.); Guanti: marcatura CE, DPI III classe in ottemperanza alle Norme UNI/EN vigenti (374, 388); Maschere facciali filtranti FFP3 SL: marcatura CE, DPI III, omologati secondo Norma EN 149; Occhiali: marcatura CE, DPI III classe, omologati secondo Norma EN166. Cuffia, Sovrascarpe in TNT. L inquinamento da chemioterapici viene valutato mediante il monitoraggio ambientale eseguendo prelievi nelle superfici di lavoro (wipe test), mediante il monitoraggio biologico, attraverso la determinazione di chemioterapici nelle urine degli operatori esposti. 5
Locale di preparazione antiblastici In molti lavori sono stati dimostrati effetti citogenetici, quali aumento di aberrazioni cromosomiche, scambi cromatidi fratelli in gruppi di personale che aveva manipolato chemioterapici senza alcuna precauzione. Altri studi hanno dimostrato un rischio doppio di aborti nel primo trimestre di gravidanza. Data la tossicità di tali sostanze è importante l utilizzo di tutti i DPI e dispositivi di protezione collettivi messi a disposizione. 6
Rischio Allergologico Uno dei principali rischi in ambiente ospedaliero è quello del Rischio Allergologico. L uso di disinfettanti (sali di ammonio quaternario, cloramina T, glutaraldeide, formaldeide) utilizzati per la disinfezione della cute, sterilizzazione degli strumenti chirurgici, endoscopi, disinfezione degli ambienti, é un rischio specialmente per il personale infermieristico. L uso di detergenti è un rischio soprattutto per il personale ausiliare. Questi due tipi di prodotto possono causare dermatite da contatto alle mani e alle braccia. Dermatiti da contatto si possono avere anche con l uso di antibiotici (betallatamici, neomicina, cloramfenicolo, ecc.). Negli ambulatori dove si effettuano trattamenti aerosolici si sono avuti casi di sensibilizzazione con asma. Uno dei maggiori fattori di rischio per il rilevante utilizzo e per l elevato potere allergizzante, è rappresentato dai guanti contenenti latice. E esposto a rischio tutto il personale che li indossa e quello che svolge la sua attività in ambienti confinati, dove se ne fa largo uso. Infatti le particelle di latice possono aderire alla polvere lubrificante (amido di mais) contenuta all interno del guanto e possono liberarsi all esterno al momento dell apertura della confezione sigillata scatenando reazioni allergiche per inalazione. Si possono avere dermatiti da contatto, manifestazioni sistemiche nella cute e mucose come orticaria, edema delle palpebre e labbra, dell occhio (congiuntivite), dell apparato respiratorio (rinite,asma), fino ad arrivare a tachicardia, ipotensione ed un vero shock anafilattico. In ambiente ospedaliero il latice oltre che nei guanti si può trovare nei cateteri, tubi endotracheali, maschere anestesiologico ecc... Il latice ha epitopi comuni con banane, castagne, nocciole, kiwi dando luogo a reazioni crociate. Chi è allergico al latice deve evitare gli alimenti sopra menzionati. Sono utili misure preventive per combattere questo tipo di rischio allergico. Per la prevenzione delle allergie respiratorie, ancora poco studiate, si deve intervenire sull ambiente: frequente pulizia, sufficiente numero di ricambi/ora. Per la prevenzione della dermatite da contatto si devono utilizzare guanti il più possibile ipoallergenici. E necessaria una prevenzione individuale: uso di saponi a ph 7 non irritanti, non strofinare troppo le mani e gli avambracci per non ledere il film idrolipidico che protegge la cute. 7
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