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PROGRAMMA CORSI DI FORMAZIONE 2012 La nostra sfida? Aiutarvi a raggiungere il massimo risultato sociale. organizzati da

INDICE 4 I PIANI ASSISTENZIALI E RIABILITATIVI INDIVIDUALIZZATI: COME TRADURLI IN PRATICA? Terni, 10 Febbraio 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Fisioterapisti Vicenza, 16 Novembre 2012 22 IL RUOLO DELL ASSISTENTE SOCIALE NELLA PRESA IN CARICO A PARTIRE DALLA S.V.A.M.A. Treviso, 18 Maggio 2012 Crediti per Assistenti Sociali 6 GESTIRE LE RELAZIONI CON I FAMILIARI DELLE PERSONE UTENTI Conegliano, 24 Febbraio 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Psicologi Perugia, 16 Novembre 2012 24 CREARE LE CONDIZIONI PER IL CAMBIAMENTO Vicenza, 25 Maggio 2012 Crediti ECM per Infermieri 8 IL RIMPROVERO DEI COLLABORATORI: STIMOLARE ATTRAVERSO LA CRITICA Vicenza, 9 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi 26 STAGE IN IRLANDA Irlanda, Settembre 2012 10 IL COORDINATORE DI NUCLEO NELLE STRUTTURE PER ANZIANI - CORSO AVANZATO Vicenza, 12-13 Marzo e 4 Aprile 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Terni, 17-18 Ottobre e 7 Novembre 2012 28 POTENZIARE IL BENESSERE RELAZIONALE ATTRAVERSO L INTELLIGENZA EMOTIVA Vicenza, 21 Settembre 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi 12 14 VIVERE BENE CON LA DEMENZA: UN ORIZZONTE POSSIBILE Conegliano, 23 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Psicologi PIANI ASSISTENZIALI INDIVIDUALIZZATI E VIGILANZA: COME RENDERLI OPERATIVI RISPETTANDO I REQUISITI Milano, 30 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri e Fisioterapisti 30 LA VALUTAZIONE DELL ANZIANO ALL AMMISSIONE IN RESIDENZA E LA SUA RIVALUTAZIONE ATTRAVERSO LO STRUMENTO DELLA REGIONE UMBRIA Perugia, 5 Ottobre 2012 Crediti ECM per Infermieri, Fisioterapisti e Psicologi 16 IL RUOLO DELL ASSISTENTE SOCIALE NELLA DECODIFICA DEL BISOGNO SOCIOSANITARIO E NELLA PRESA IN CARICO DELLA PERSONA Terni, 18 Aprile 2012 Crediti per Assistenti Sociali Cagliari, 22 Novembre 2012 32 MOTIVARE, VALORIZZARE E PREMIARE L OPERATO DEL PERSONALE NELLE ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI AGLI ANZIANI Conegliano, 26 Ottobre 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi 18 RILEVAZIONE ED UTILIZZO ORGANIZZATIVO DEI CARICHI DI LAVORO Vicenza, 20 Aprile 2012 Crediti ECM per Infermieri Trento, 23 Novembre 2012 34 INFORMAZIONI GENERALI 20 IL COORDINATORE DI NUCLEO NELLE STRUTTURE PER ANZIANI - CORSO BASE Conegliano, 7-8-9 e 28-29 Maggio 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Milano, 24-28 Settembre 2012 37 SCHEDA DI ISCRIZIONE 2 3

I PIANI ASSISTENZIALI E RIABILITATIVI INDIVIDUALIZZATI: COME TRADURLI IN PRATICA? Prima Edizione: Terni, 10 Febbraio 2012 Seconda Edizione: Vicenza, 16 Novembre 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Fisioterapisti I Piani Assistenziali e Riabilitativi Individualizzati (PAI) hanno sicuramente favorito, nelle organizzazioni che erogano servizi alla Persona, una maggiore attenzione ai bisogni del singolo ed un approccio multidimensionale. Il PAI però non dovrebbe essere visto solo come un elenco di attività da svolgere, letto solamente al momento della stesura e mai aggiornato, ma dovrebbe costituire il punto di riferimento quotidiano per tutte le figure professionali. Come fare allora a tradurre realmente in pratica i Piani Individualizzati? Occorre, prima di tutto, utilizzare strumenti per la valutazione globale dell utente, che coinvolgano tutti gli operatori del servizio e che favoriscano l individuazione del suo potenziale residuo in relazione all ambiente di vita. Occorre imparare a definire obiettivi specifici, coerenti con le risorse disponibili, e a verificarli in maniera oggettiva, misurando effettivamente i risultati ottenuti, senza cadere nell autoreferenzialità. Occorre usare strumenti e modalità di comunicazione snelli, dinamici, sintetici, facilmente consultabili dagli operatori e facilmente aggiornabili in caso di variazioni. Occorre, in altre parole, fare in modo che la somma dei Piani Individualizzati determini i piani di lavoro e non il contrario. Ciò che proponiamo con questo corso non è tanto la modalità per costruire o definire un PAI, bensì le modalità e gli strumenti per metterlo veramente in pratica nella quotidianità. La finalità del corso sarà pertanto fornire ai partecipanti delle chiavi di lettura per analizzare il proprio contesto di lavoro e per capire in quali dimensioni ed in che modo far sì che il Piano Individualizzato diventi uno strumento dell équipe del servizio ed una guida verso gli obiettivi da raggiungere. Saranno presentati a questo scopo esperienze ed esempi provenienti da realtà in cui il lavoro per obiettivi è diventato una modalità operativa, per attivare un confronto diretto e delineare proposte da mettere in pratica da subito. La proposta formativa è rivolta a tutte le figure che operano nell ambito dei servizi alla Persona, sia a livello residenziale che domiciliare: Operatori di Assistenza, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori, Logopedisti, Terapisti Occupazionali, Assistenti Sociali, Medici Geriatri, Medici di Medicina Generale, Psicologi e altri Professionals. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. Verranno affrontati i seguenti argomenti: - La personalizzazione degli interventi attraverso il lavoro per progetti. - Gli elementi che influenzano la traduzione operativa dei Piani Individualizzati. - I requisiti e le fasi di sviluppo di un Piano Individualizzato. - Il coinvolgimento dell equipe ed il processo valutativo. - Elementi essenziali di un progetto. - Analisi e stesura da parte dei partecipanti di alcuni progetti a titolo esemplificativo. - La comunicazione efficace nei Piani Individualizzati. - La gestione operativa ed il monitoraggio dei Piani Individualizzati. - La verifica quali - quantitativa dei risultati raggiunti. Fabio VIDOTTO scientifico Diletta BASSO Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria per Studio VEGA S.r.l. Anesa BRESSAN Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria per Studio VEGA S.r.l 4 5

GESTIRE LE RELAZIONI CON I FAMILIARI DELLE PERSONE UTENTI Conegliano, 24 Febbraio 2012 Perugia, 16 Novembre 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Psicologi La capacità di comunicare in modo efficace e di stabilire una relazione positiva ed emotivamente armonica con la persona assistita e con i suoi familiari è oggi riconosciuta utile in ogni branca della medicina. La relazione fa parte della cura, tant è che in ambito anglosassone si va affermando un nuovo approccio terapeutico sintetizzato dallo slogan from cure to care - dalla cura al prendersi cura. È quindi necessario che tutto il personale socio-sanitario venga appositamente preparato a prendersi cura delle dinamiche relazionali ed emozionali che inevitabilmente emergono nel contatto con la sofferenza dell altro. La gestione costruttiva della relazione è ancor più necessaria nelle strutture che si occupano di persone affette da malattie croniche. La continuità delle cure necessarie a tali pazienti ed il conseguente frequente incontro con essi e i loro familiari obbliga di fatto il personale sanitario a creare con essi relazioni umane strette; ulteriori relazioni vanno poi instaurate con le molteplici altre figure professionali, sanitarie e non, che la natura di tali patologie richiede. La proposta formativa è rivolta a tutte le figure che operano all interno delle strutture residenziali per anziani e che dunque sono in continua relazione con i familiari degli utenti che seguono: Operatori Socio Sanitari, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori, Assistenti Sociali, Medici, Psicologi e altri Professionals. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. Verranno affrontati i seguenti argomenti: - Le premesse per essere dei buoni comunicatori: l equilibrio tra l area fisica, sociale e professionale di sé. - L allineamento delle 6 dimensioni di sé di Robert Dilts per gestirsi nelle relazioni con gli altri. - Le tre zone di controllo della relazione: area della gestione, dell influenza e dell accoglienza dell altro. - Stili comunicativi prevalenti: riconoscere il proprio stile e sintonizzarlo con quello dell interlocutore. - I tre assi della dinamica comunicativa: cognitiva, emotiva, temporale. - I fattori contestuali e di ostacolo al processo comunicativo: criticità e tecniche di superamento. - Elementi caratteristici della relazione d aiuto e richieste verso il servizio. - Come stabilire alleanza di cure con la famiglia. - L approccio al paziente in fase terminale. - La relazione con i familiari nella fase di lutto. - Riservatezza e autorizzazione a dare informazioni. - Le capacità di coping alle situazioni di stress da parte del malato e le risorse della famiglia. - L approccio comunicativo centrato sulla Persona per la gestione delle comunicazioni diagnostiche e terapeutiche: mobilitare le energie delle persone con una motivazione via da oppure verso. - L approccio Goals. Reality. Options. Will. alla costruzione di un percorso di cura. - Analisi di casi reali, auto-etero osservazione dei comportamenti comunicativi. Fabio VIDOTTO scientifico Oscar ZANUTTO Docente Responsabile ufficio qualità e controllo di gestione I.S.R.A.A. di Treviso, Formatore Senior nell ambito della gestione delle risorse umane e della gestione dei servizi socio sanitari assistenziali rivolti agli anziani. 6 7

IL RIMPROVERO DEI COLLABORATORI: STRUMENTI EFFICACI PER STIMOLARE ATTRAVERSO LA CRITICA Vicenza, 9 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Esercitare la critica o il rimprovero non è semplice: chi ha la responsabilità di coordinare altre persone spesso affronta questo compito con ansia o aggressività o, peggio, lo evita perché teme di peggiorare la situazione, ferire le persone, oppure non ha fiducia che possano generarsi cambiamenti. Queste difficoltà influenzano il modo in cui si rimprovera o si evidenziano le criticità, determinandone spesso l inefficacia. Saper gestire in maniera adeguata un momento di confronto con i collaboratori, avente l obiettivo di segnalare potenziali rischi o disagi conclamati, è una competenza importante per chi è chiamato a gestire l operato di un gruppo di lavoro. La gestione efficace della critica e del rimprovero è uno strumento fondamentale per il miglioramento della qualità del servizio e dell organizzazione nel suo complesso. Contrariamente a quanto si possa pensare può inoltre rappresentare uno degli strumenti in dotazione ai responsabili di un gruppo per migliorare la motivazione del proprio personale. Gli obiettivi della giornata sono: - Fornire elementi metodologici utili per la conduzione dei colloqui orientati alla critica e al rimprovero. - Stimolare l acquisizione di uno stile di conduzione efficace, orientato al superamento del problema e alla motivazione delle persone. - Favorire il riconoscimento e il miglioramento del proprio stile comunicativo in situazioni critiche. I destinatari del progetto formativo sono le figure che, all interno dei servizi alla Persona, si trovano a dover coordinare il personale: Dirigenti, Direttori di struttura, Coordinatori, Responsabili dei Servizi. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. I temi fondamentali trattati all interno del corso saranno i seguenti: - Le più comuni cause di errore e i rimedi adeguati. - Gli obiettivi della critica e del rimprovero. - Strategie per la gestione dei colloqui di rimprovero. - Il comportamento assertivo. Fabio VIDOTTO scientifico Claudia FILIPPI Docente Psicologa, Formatore Senior e Presidente della Cooperativa Sociale NOW di Conselve (PD). Esperta di gestione della leadership e gestione dei gruppi. 8 9

IL COORDINATORE DI NUCLEO NELLE STRUTTURE PER ANZIANI - CORSO AVANZATO Vicenza, 12-13 Marzo e 4 Aprile 2012 3 giornate Terni, 17-18 Ottobre e 7 Novembre 2012 3 giornate Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Questa proposta formativa nasce dall esigenza di proseguire il percorso iniziato con il corso base, alla luce delle esperienze fatte dai partecipanti nell arco di tempo successivo alla formazione di primo livello. Molto spesso accade che l applicazione delle metodologie e delle tecniche apprese durante il corso base o l implementazione degli strumenti forniti si scontri con realtà lavorative estremamente complesse e spesso sclerotizzate su modelli organizzativi superati o con dinamiche interne all equipe di tipo competitivo piuttosto che collaborativo. Il Coordinatore si può quindi trovare in difficoltà nel guidare il gruppo di lavoro verso gli obiettivi da raggiungere in un contesto che muta velocemente. Si richiede sempre maggiore flessibilità, capacità di gestire i bisogni degli ospiti organizzando al meglio le risorse a disposizione, capacità di mantenere un buon clima ed un buon livello di motivazione nel gruppo di lavoro, conoscenza dell intera organizzazione, oltre che del proprio nucleo, per favorire l integrazione dei diversi elementi in gioco. Il risultato atteso per la fine di ogni giornata è di aver fornito ai partecipanti indicazioni per interpretare il contesto di riferimento e strumenti di supporto per affrontare le difficoltà e le situazioni critiche che quotidianamente un Coordinatore si trova a gestire. Ogni Coordinatore sarà guidato, rispetto a ciascuna delle tematiche affrontate, nell individuare i propri punti di forza, per favorirne il consolidamento, e le proprie aree di miglioramento, per individuare percorsi di approfondimento e modalità operative di supporto. I destinatari sono tutti coloro che svolgono già il ruolo di Coordinatore di Nucleo/Reparto/Modulo all interno di una struttura residenziale per anziani. Non è richiesto alcun titolo particolare, ma si consiglia o la precedente partecipazione al corso base per Coordinatori di Nucleo organizzato da Studio VEGA S.r.l. oppure una conoscenza di base delle tematiche che sono proposte nello stesso (Valutazione Multidimensionale, lavoro per progetti, gestione della leadership e della delega, gestione del gruppo e programmazione dei turni, motivazione del personale). Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti. Prima giornata - Mantenere la leadership e condurre il gruppo verso gli obiettivi: - Mattina: Approccio alla gestione del cambiamento. Riconoscimento e analisi dei sintomi del cambiamento. - Pomeriggio: Il processo decisionale: caratteristiche, modalità e strumenti. Fattori psicologici e relazionali. che influenzano il processo decisionale. Seconda giornata - Il Coordinatore ed il team work nei diversi livelli organizzativi: - Mattina: Linguaggi diversi per diversi interlocutori. Il ruolo del mediatore perenne. - Pomeriggio: Gestire e prevenire i conflitti altrui. Terza giornata - Strategie per gestire le esigenze dell ospite e l organizzazione del nucleo: - Mattina: Gestire l equipe individuando i fattori che ostacolano il superamento delle criticità. Strumenti organizzativi e gestionali per raggiungere un equilibrio tra esigenze dell ospite e dell organizzazione. - Pomeriggio: Organizzare il lavoro pianificando le attività nell arco delle 24 ore. Fabio VIDOTTO scientifico Responsabile scientifico attività Studio VEGA S.r.l., esperto di Claudia FILIPPI Docente Psicologa, Formatore Senior esperta di gestione della leadership e gestione dei gruppi, Presidente della Cooperativa Sociale NOW di Conselve (PD). Alessandra MAZZOLI Docente Dirigente Assistenza Infermieristica presso l Italian Hospital Group di Guidonia (RM). Giovanni SALLEMI Docente Direttore Casa di Riposo Villa Bianca di Tarzo (TV). Esperto nella gestione e organizzazione di enti no profit e del terzo settore. Facilitatore e valutatore area sociale ARSS del Veneto. Luca SBRISSA Docente Psicologo, Formatore Senior, esperto di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Coordinatore Area Anziani presso la Cooperativa Nuova Vita di Camposampiero (PD). Luciana SPINELLI Docente Dirigente Assistenza Infermieristica presso l Italian Hospital Group di Guidonia (RM). 10 11

VIVERE BENE CON LA DEMENZA: UN ORIZZONTE POSSIBILE Conegliano, 23 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri, Educatori Professionali e Psicologi Questo corso tratta di come fornire una cura centrata sulla Persona a tutti coloro che vivono o che hanno a che fare con la demenza, nella convinzione che l obiettivo terapeutico sia da identificare nell insieme della vita sociale, individuale e spirituale della Persona con demenza. Il corso mira a farci riflettere e a fornire strumenti preziosi per il lavoro di cura. Si tratta infatti di un lavoro complesso che porta con sé difficoltà organizzative, strategiche, psicologiche, dovute alla necessità di prendere decisioni, non solo nella dimensione orizzontale della quotidianità, ma anche nella dimensione verticale del corso biografico delle Persone con demenza. Lavoro dunque che comporta non solo competenze tecniche, ma anche qualità intrinseche: in particolare l abilità di mettersi in relazione con l altra Persona, con e nonostante la sua disabilità; la capacità di rendere l altro indipendente e non dipendente da noi, di riuscire a garantire il più alto livello di autonomia, intesa come il diritto di autodeterminarsi e di amministrarsi liberamente senza ingerenze altrui, sia pure sotto il controllo di organi che garantiscano la legittimità dei propri atti. La cura deve essere accompagnata dal rispetto dell Altro e dall umiltà. I soggetti infatti hanno competenze diverse nella relazione di cura, ma mantengono pari dignità sul piano umano. Per questi motivi, assistere una Persona con demenza deve essere più che una circostanza, una scelta consapevole da confermare periodicamente. I destinatari del progetto formativo sono tutte le figure che, all interno dei servizi alla Persona, operano con Persone con Demenza. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. I temi fondamentali trattati all interno del corso saranno i seguenti: - Aumentare le conoscenze rispetto alla comprensione dei sintomi/problemi cognitivi. - L osservazione dei sintomi della demenza: riconoscerli, comprenderne la natura e gestirne gli effetti. - I bisogni psicologici della Persona con demenza e la Psicologia Sociale Maligna: comprendere il ruolo dell ambiente sociale e fisico sui disturbi del comportamento per elaborare possibili risposte. - La cura centrata sulla Persona e la cornice dei VIPS: per aumentare le capacità di riconoscere i bisogni emotivi, sociali, spirituali, occupazionali e fisici della Persona con demenza; per aumentare lo stato di benessere della Persona e del gruppo di lavoro. - Migliorare le personali capacità di approcciarsi alla Persona con demenza anche attraverso esempi e casi. - Gestire la quotidianità delle Persone con demenza. Offrire opportunità e promuovere l inclusione e il coinvolgimento. - La stimolazione cognitiva, le attività di reminiscenza, la musicoterapia, la pet therapy, l aromaterapia e la snoezeling. Fabio VIDOTTO scientifico Samantha PRADELLI Docente Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, esperta nella gestione dei disturbi comportamentali, specie in ambito geriatrico. Lavora presso l ASL 3 di Bassano del Grappa. 12 13

PIANI ASSISTENZIALI INDIVIDUALIZZATI E VIGILANZA: COME RENDERLI OPERATIVI RISPETTANDO I REQUISITI Milano, 30 Marzo 2012 Crediti ECM per Infermieri e Fisioterapisti La presenza di un Piano di Assistenza Individualizzato (P.A.I.) per ciascun utente costituisce uno dei requisiti fondamentali previsti dalle normative regionali relative all autorizzazione al funzionamento e all accreditamento, a garanzia di un assistenza centrata sui bisogni e propensioni della Persona. Sono innumerevoli i modelli di P.A.I. in uso ed è davvero difficile trovare strutture residenziali che non abbiano un P.A.I. per ogni utente, definito in conseguenza della presa in carico ed aggiornato periodicamente sulla carta! È invece facile incontrare P.A.I. molto articolati, ricchi di obiettivi ed azioni previste, ma poco corrispondenti a quello che avviene quotidianamente con l utente, che riceve un servizio regolamentato più dal piano di lavoro del nucleo che dal suo Piano di Assistenza Individualizzato. Perché è così difficile tradurre nella pratica operativa quello che si scrive nei P.A.I.? Quali sono le principali criticità? Come è possibile superarle? La vera sfida consiste proprio nel superare il momento della costruzione del P.A.I., per passare alla sua concretizzazione, nel concentrarsi sui risultati attesi e sugli esiti prodotti più che sull adempimento, migliorando gradualmente la capacità dell equipe di costruire P.A.I. realizzabili e rendendo davvero l organizzazione flessibile ed in grado di adattarsi alle caratteristiche del singolo utente. Il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa e verificati nell ambito della vigilanza, deve diventare la logica conseguenza di un approccio assistenziale centrato sulla Persona, che è la vera finalità comune. La finalità del corso sarà pertanto quella di fornire ai partecipanti delle chiavi di lettura per analizzare il proprio contesto di lavoro e per capire in che modo far sì che il Piano Individualizzato diventi uno strumento dell équipe del servizio ed una guida verso gli obiettivi da raggiungere. Saranno presentati a questo scopo esperienze ed esempi provenienti da realtà in cui il lavoro per obiettivi è diventato una modalità operativa, per attivare un confronto diretto e delineare proposte da mettere in pratica da subito. La proposta formativa è rivolta a tutte le figure che operano nell ambito dei servizi alla Persona a livello residenziale: Coordinatori, Operatori di Assistenza, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori, Logopedisti, Terapisti Occupazionali, Medici Geriatri, Medici di Medicina Generale, Psicologi e altri Professionals. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. I temi fondamentali trattati all interno del corso saranno i seguenti: - Piani Assistenziali Individualizzati e funzioni di vigilanza: contesto di riferimento e finalità. - Gli elementi che influenzano la traduzione operativa dei Piani Individualizzati. - I requisiti e le fasi di sviluppo di un Piano Individualizzato. - I principali elementi oggetto di verifica. - Il coinvolgimento reale dell equipe ed il processo valutativo. - Analisi da parte dei partecipanti di alcuni progetti a titolo esemplificativo. - La gestione operativa ed il monitoraggio dei Piani Individualizzati: verifiche interne e vigilanza. - La verifica quali-quantitativa dei risultati raggiunti. Fabio VIDOTTO scientifico Diletta BASSO Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria di Studio VEGA S.r.l. Marina GENERALI Docente Direttore Generale del Centro Sanitario Assistenziale Fondazione E. Germani di Cingia de Botti (CR). 14 15

IL RUOLO DELL ASSISTENTE SOCIALE NELLA DECODIFICA DEL BISOGNO SOCIOSANITARIO E NELLA PRESA IN CARICO DELLA PERSONA Terni, 18 Aprile 2012 Cagliari, 22 Novembre 2012 Crediti formativi per Assistenti Sociali Prendere in carico significa individuare, decodificare la domanda, valutare i bisogni, orientare la Persona, la sua famiglia e sostenerla, assumersi la responsabilità di fornire risposte appropriate, attivando azioni, percorsi, strategie e risorse in maniera integrata, secondo un approccio globale. La Persona che necessita di aiuto e la sua famiglia sono spesso disorientati, accedono ai punti (o porte o sportelli ) unici di accesso esprimendo i propri bisogni in maniera parziale, a volte distorta, chiedendo i servizi di cui hanno sentito parlare e che sembrano loro risolutivi, ma che spesso non sono del tutto appropriati a risolvere i loro problemi. Ecco allora che una corretta decodifica del bisogno/ domanda, che consenta di inquadrare correttamente le problematiche sul versante sanitario, ma anche su quello sociale, permette all unità di valutazione territoriale una vera presa in carico globale ed integrata e lo sviluppo di un Progetto Individualizzato appropriato, realizzabile e sostenibile. L Assistente Sociale riveste inevitabilmente un ruolo chiave in questo processo, perché ha il delicato compito di entrare nel contesto ambientale e relazionale di riferimento, valutando le risorse attuali e potenziali e favorendo la reale costruzione di una rete fra tutti gli attori del sistema, che sostenga l utente ed il suo nucleo familiare nel percorso di assistenza e cura. L obiettivo di questa giornata di formazione è quello di offrire una preparazione di base per l Assistente Sociale, illustrando il fondamentale ruolo che egli ha nel complesso processo di presa in carico, dalla decodifica del bisogno/domanda all attivazione del percorso individuato, analizzando processi, modelli, strumenti e modalità per favorire la reale integrazione fra i diversi attori del sistema, fra il sociale ed il sanitario. I destinatari di questo corso sono gli Assistenti Sociali che operano all interno delle Aziende Sanitarie e dei Comuni e che si occupano dei processi di presa in carico nell ambito del contesto sociosanitario. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. I temi fondamentali trattati all interno del corso saranno i seguenti: - Il contesto salute e i paradigmi della presa in carico : domanda, bisogni, offerta. - La presa in carico globale della Persona: livelli e percorsi della presa in carico. - L integrazione sociosanitaria per la presa in carico integrata: i percorsi, i livelli ed i soggetti coinvolti. - I percorsi sanitari e sociosanitari per la presa in carico: percorsi semplici e percorsi complessi. Fabio VIDOTTO scientifico Giuseppe FRAU Docente Direttore Dipartimento dei Distretti Sociosanitari ASL di Cagliari. Antonella SULIS Docente Assistente Sociale presso il Punto Unico d Accesso dell ASL 8 di Cagliari, componente dell Unità di Valutazione Territoriale per l accesso ai servizi sociosanitari. 16 17

RILEVAZIONE ED UTILIZZO ORGANIZZATIVO DEI CARICHI DI LAVORO Vicenza, 20 Aprile 2012 Trento, 23 Novembre 2012 Crediti ECM per Infermieri Le strutture che operano nell ambito dei servizi per anziani hanno visto, negli ultimi anni, aumentare notevolmente la complessità e la variabilità dei contesti in cui operano. Lo stato di salute dell anziano è diventato estremamente dinamico e resistono alcune rigidità organizzative, che diminuiscono la capacità di risposta di fronte ai bisogni dell anziano. Diventa allora necessario dotarsi di strumenti e metodologie in grado di quantificare il bisogno assistenziale e sanitario del singolo utente, del nucleo e dell intera struttura, per interrogarsi sulla propria adeguatezza metodologica, organizzativa e numerica. Procedere alla rilevazione, all analisi e all utilizzo dei tempi e dei carichi di lavoro associati alle caratteristiche bio-psico-sociali degli utenti, sintetizzate attraverso la valutazione multidimensionale, consente di quantificare il fabbisogno assistenziale e sanitario medio dei diversi profili di utenti. Ad ogni variazione (nuovi ingressi, dimissioni, aggravamento o miglioramento dello stato di salute degli ospiti) sarà possibile determinare l effettivo impatto sull organizzazione del lavoro e procedere ai necessari adattamenti. La metodologia di rilevazione proposta può produrre dei risultati importanti anche tra il personale, che in genere vive le rilevazioni dei tempi legate al carico di lavoro come un controllo sul proprio operato. Secondo l impostazione che proponiamo è proprio il personale, assieme al proprio responsabile, a delineare le schede di rilevazione e le modalità per raccogliere i tempi, rilevati sull utente e non sull operatore, rendendo la rilevazione un momento di confronto. L obiettivo della proposta formativa è di fornire ai partecipanti la metodologia e gli strumenti per poter rilevare in modo appropriato le attività ed i tempi e rielaborare i dati per i vari fini indicati in premessa. Saranno inoltre forniti degli spunti di applicazione operativa di questo strumento, presentando esperienze di rilevazione, utilizzo e aggiornamento dei dati. I destinatari di questo corso sono tutti coloro che, esercitando un ruolo di coordinamento o responsabilità nell ambito del proprio servizio, intendano acquisire nozioni relative alla rilevazione dei carichi di lavoro e ai loro possibili utilizzi, con l obiettivo principale di rendere l organizzazione più flessibile e più tempestiva nell adattarsi ai bisogni degli utenti. Per la partecipazione al corso è richiesta una conoscenza di base degli strumenti di Valutazione Multidimensionale. E previsto un numero massimo di 30 partecipanti, al fine di consentire l interazione e lo scambio di esperienze. Verranno affrontati i seguenti argomenti: - Complessità e variabilità: perché occorre essere flessibili? - Misurazione dei carichi di lavoro e flessibilità organizzativa. - Gli strumenti per la misurazione e l analisi dei carichi. - Le verifiche da fare: adeguatezza metodologica, organizzativa e numerica. - Dalla centralità dell organizzazione alla centralità dell utente: programmazione flessibile del lavoro. - Presentazione ai partecipanti di esperienze reali di applicazione di quanto proposto e sperimentazione operativa. Fabio VIDOTTO scientifico Diletta BASSO Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria per Studio VEGA S.r.l. Anesa BRESSAN Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria per Studio VEGA S.r.l. 18 19

IL COORDINATORE DI NUCLEO NELLE STRUTTURE PER ANZIANI - CORSO BASE Conegliano, 7-8-9 e 28-29 Maggio 2012 5 giornate Milano, 24-28 Settembre 2012 5 giornate Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Di fronte ai nuovi tipi di bisogni emersi nel mondo dei servizi agli anziani, non è più possibile rispondere in modo generico, ma occorrono servizi diversificati, flessibili e personalizzati. Si tratta di garantire i massimi risultati con un impiego efficiente delle risorse dove si svolge la vita degli anziani, ovvero nelle stanze, nelle sale, nei luoghi di vita quotidiana, in una parola, nel nucleo. Per fare questo è fondamentale la figura del Coordinatore di Nucleo, il quale può garantire che l insieme degli interventi e delle azioni condotte da tutta l organizzazione sia integrato, coordinato e congruo con i bisogni degli utenti accolti. L obiettivo è quello di fornire, attraverso un percorso formativo di cinque giornate di tipo residenziale fortemente orientate alla pratica operativa, conoscenze, strumenti e competenze specifiche per il di Nucleo all interno di strutture per anziani. Il risultato atteso è l acquisizione, da parte dei partecipanti, di competenze specifiche e trasversali inerenti gli strumenti e le modalità che consentono di gestire il nucleo secondo la logica del lavoro per obiettivi. I destinatari sono tutte le figure che si trovano concretamente a ricoprire un ruolo di coordinamento come responsabili di Reparto/Nucleo/Modulo/ ed operano a diretto contatto con gli anziani nell ambito di servizi residenziali: Infermieri, Operatori Socio Sanitari, Fisioterapisti, Educatori, Logopedisti, Terapisti Occupazionali, Medici Geriatri, Medici di Medicina Generale, Psicologi ed altri Professionals, ecc. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti. Prima giornata: - Mattina: presentazione del corso; mission e ruolo del Coordinatore di Nucleo. - Pomeriggio: il lavoro per progetti e il PAI nei servizi alla Persona. Seconda giornata: - Mattina: strumenti e metodi della VMD. - Pomeriggio: test di Valutazione Multidimensionale. Terza giornata: - Mattina: la gestione della leadership per il quadro intermedio. - Pomeriggio: la gestione della delega. Quarta giornata: - Mattina: il lavoro di squadra: la gestione del gruppo ; strumenti e metodi: la gestione delle riunioni di lavoro. - Pomeriggio: strumenti e metodi: programmi di lavoro, turni di lavoro, approvvigionamento nel nucleo. Quinta giornata: - Mattina: la motivazione del personale e l empowerment. - Pomeriggio: le tecniche di negoziazione efficace; chiusura del corso e consegna degli attestati. Fabio VIDOTTO scientifico Diletta BASSO Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria di Studio VEGA S.r.l. Giovanni GAMBASSI Docente Centro di Medicina dell Invecchiamento, Policlinico Agostino Gemelli, Roma. Membro di un panel di esperti sulle cure palliative presso l Organizzazione Mondiale della Sanità con cui ha pubblicato le linee guida per i servizi di cure palliative per le persone anziane. E esperto internazionale del trattamento di pazienti con demenza in fase terminale. Claudia FILIPPI Docente Psicologa, Formatore Senior esperta di gestione della leadership e gestione dei gruppi, Presidente della Cooperativa Sociale NOW di Conselve (PD). Giovanni SALLEMI Docente Direttore Casa di Riposo Villa Bianca di Tarzo (TV). Esperto nella gestione e organizzazione di enti no profit e del terzo settore. Facilitatore e valutatore area sociale A.R.S.S. - Agenzia Regionale Socio Sanitaria - del Veneto. Erika BORGATO Docente Coordinatrice di Nucleo presso la Casa Soggiorno A. De Giovanni di Barbarano Vicentino (VI). Luca SBRISSA Docente Psicologo, Formatore Senior, esperto di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Coordinatore Area Anziani presso la Cooperativa Nuova Vita di Camposampiero (PD). 20 21

IL RUOLO DELL ASSISTENTE SOCIALE NELLA PRESA IN CARICO A PARTIRE DALLA SVAMA Treviso, 18 Maggio 2012 Crediti formativi per Assistenti Sociali Prendere in carico significa individuare, decifrare la domanda e valutare i bisogni, orientare l utente e la sua famiglia e sostenerli, assumersi la responsabilità di fornire risposte appropriate, attivando azioni, percorsi, strategie e risorse in maniera integrata, secondo un approccio globale alla Persona. È inevitabilmente un processo che può funzionare solamente se si sviluppa in una logica di integrazione, in cui ogni attore svolge il suo ruolo superando gli approcci specialistici e valorizzando il contesto sociale di riferimento. L Assistente Sociale, all interno dell équipe multiprofessionale, deve garantire una valutazione accurata sul fronte sociale, per individuare correttamente le risorse presenti e le criticità, inglobandole all interno del Progetto individualizzato. La scheda S.VA.M.A., adottata da diverse Regioni, prevede al suo interno diverse schede per la valutazione del contesto sociale di riferimento, che, oltre ad avere un peso per la determinazione del profilo dell autonomia, consentono all Assistente Sociale di fornire all Unità di Valutazione Territoriale elementi fondamentali per la definizione del Progetto personalizzato. L obiettivo di questa giornata di formazione è quindi quello di analizzare nel dettaglio il ruolo dell Assistente Sociale all interno del processo di presa in carico sociosanitario, confrontandosi sulle criticità e sulle possibili soluzioni, attraverso la valutazione di strumenti, modalità operative ed esperienze. Particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti per la valutazione sociale offerti dalla scheda S.VA.M.A., impiegata dalle Unità di Valutazione Territoriale come base per la costruzione del Progetto Individualizzato. I destinatari di questo corso sono gli Assistenti Sociali che operano all interno delle Aziende Sanitarie e dei Comuni e che si occupano dei processi di presa in carico nell ambito del contesto sociosanitario. La giornata formativa tratterà i seguenti argomenti: - Presa in carico nell attuale sistema dei servizi: presa in carico professionale (del servizio sociale professionale) e presa in carico plurima multi professionale. - Valutazione professionale, ricomposizione multiprofessionale, i possibili significati della valutazione multidimensionale. - L esperienza dell UVMD, dall applicazione della normativa regionale ad oggi: punti di forza, elementi di debolezza. - Il peso della valutazione, implicazioni giuridiche ed elementi deontologici e valoriali del Servizio sociale professionale. - La scheda S.VA.M.A.: gli elementi che compongono la valutazione sociale. - Strumenti metodologici professionali - visita domiciliare, colloquio, osservazione e trascrizione dei dati. - Lavoro di gruppo a partire da specifiche esperienze - studio di un caso - applicazione degli elementi valutativi e riflessioni su casi scelti. Fabio VIDOTTO scientifico Rossella DI MARZO Docente Dirigente con incarico professionale presso U.O. di disabilità e integrazione sociale Distretto 1 Cadore, U.L.S.S. 1 di Belluno. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. 22 23

CREARE LE CONDIZIONI PER IL CAMBIAMENTO Vicenza, 25 Maggio 2012 Crediti ECM per Infermieri Nell ambito socio sanitario è richiesta alle organizzazioni la capacità di adattarsi con flessibilità e tempestività al contesto di riferimento, ai continui aggiornamenti normativi, alle nuove logiche di allocazione delle risorse in un contesto di continua contrazione della spesa, sapendo nel contempo interpretare i bisogni emergenti per dare risposte appropriate e di qualità elevata. Una sfida sotto tutti i punti di vista, che richiede abilità nel progettare e gestire i processi di cambiamento! Tuttavia chi lavora nelle organizzazioni conosce bene le difficoltà che si incontrano quando si intende apportare anche un piccolo cambiamento e le energie che occorre investire per progettare, proporre, negoziare, vincere le resistenze e infine agire. Come superare queste criticità? In che modo è possibile innestare il germe del cambiamento nei propri gruppi di lavoro? Diversi sono i fattori in grado di influenzare positivamente o negativamente questo aspetto: la vision dell organizzazione, lo stile di leadership del coordinatore/responsabile, il sistema premiante ma anche il vissuto dei gruppi di lavoro. Proprio da queste riflessioni prende spunto questa proposta formativa, per confrontarsi sulle strategie utilizzabili per rendere il cambiamento una opportunità di crescita e di arricchimento per i singoli e per l intera organizzazione. I destinatari di questo corso sono Dirigenti, Responsabili di struttura, Responsabili di area o di servizio, Coordinatori interessati a far crescere all interno del proprio gruppo di lavoro la predisposizione al cambiamento. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. La giornata formativa tratterà i seguenti argomenti: - L approccio al cambiamento quale fattore di successo per la sua gestione. - L individuazione dei segnali del cambiamento. - Ideare, progettare, gestire e comunicare il cambiamento organizzativo. - Implementazione e verifica del cambiamento. - Organizzazione sistemica. - Le basi di un organizzazione che apprende. - Responsabilizzare per generare cambiamento. - I reali protagonisti dell innovazione possibile. Fabio VIDOTTO scientifico Giovanni SALLEMI Docente Direttore Casa di Riposo Villa Bianca di Tarzo (TV). Esperto nella gestione e organizzazione di enti no profit e del terzo settore. Facilitatore e valutatore area sociale ARSS - Agenzia Regionale Socio Sanitaria - del Veneto. Claudia FILIPPI Docente Psicologa, Formatore Senior e Presidente della Cooperativa Sociale NOW di Conselve (PD). Esperta di gestione della leadership e gestione dei gruppi. 24 25

STAGE IN IRLANDA Irlanda, Settembre 2012 L organizzazione ideale è sicuramente quella in cui si riesce a rispettare le abitudini di vita della Persona assistita, personalizzando il servizio, pur muovendosi in un contesto relativamente rigido fatto di regole, piani di lavoro, turni, ecc. Alcuni Paesi, tra cui l Irlanda, sono riusciti a far avverare questo sogno, La proposta formativa è rivolta a tutti coloro che per ruolo o interesse possono trarre beneficio da questo percorso formativo per sé e per la propria organizzazione. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 10 partecipanti. realizzando dei servizi nei quali si percepisce un diverso livello di qualità della vita. Sarà mai possibile attingere ad esperienze altrui e trasferirle in Italia? Noi crediamo di sì! Ma per farlo serve fare un percorso che ci permetta di valutare che cosa sia opportuno trasferire, come e quando farlo, attraverso una visita che ci faccia anche entrare nella cultura locale. La nostra proposta consiste in una visita guidata a strutture e servizi irlandesi (per anziani, disabili, ecc.), accompagnata da momenti di formazione e riflessione in loco. I servizi da visitare saranno selezionati a cura di Studio VEGA, che si farà carico anche dell organizzazione del viaggio, del servizio di accompagnamento, di interpretariato e traduzione, della formazione in loco e di quant altro sarà necessario per il raggiungimento degli obiettivi formativi. Fabio VIDOTTO scientifico/ Accompagnatore Giovanni SALLEMI scientifico/ Accompagnatore Direttore Casa di Riposo Villa Bianca di Tarzo (TV). Esperto nella gestione e organizzazione di enti no profit e del terzo settore. Facilitatore e valutatore area sociale ARSS - Agenzia Regionale Socio Sanitaria - del Veneto. L obiettivo di base è quello di raccogliere la documentazione e le informazioni che possano consentire ai visitatori di valutare, anche attivando una discussione reciproca e attraverso il contributo dei formatori e accompagnatori, quanto possa (e meriti di) essere tradotto e riadattato alla nostra realtà. L articolazione dettagliata del programma, degli spostamenti e dei relativi costi sarà fornita a quanti ci contatteranno per iscriversi al progetto. 26 27

POTENZIARE IL BENESSERE RELAZIONALE ATTRAVERSO L INTELLIGENZA EMOTIVA Vicenza, 21 Settembre 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Strutture Ognuno di noi esercita una forma di influenza sugli altri ed è quindi leader di se stesso e potenzialmente di altri in ogni interazione sociale. Possiamo dire che ciascuno ha dentro di sé un capitale emotivo, da conoscere e, volendo, da potenziare, al fine di migliorare le proprie relazioni. Il successo ed il benessere relazionale sono il frutto della nostra capacità di generare e mantenere risonanza emotiva nelle persone, nei gruppi e, nello specifico, all interno dell organizzazione in cui lavoriamo. Questa risonanza non comporta standardizzazione, allineamento, ma significa sintonia ed ha come conseguenza la nascita ed il mantenimento di umori positivi. Il corso ha l obiettivo di fornire ai partecipanti un opportunità e gli strumenti comportamentali per migliorare il loro modo di gestire le proprie emozioni, pensieri ed azioni in rapporto agli altri. Il partecipante avrà modo di collocarsi all interno di una griglia di lettura delle sue abitudini emotive al fine di divenire consapevole del proprio stile emotivo e, di conseguenza, definire nuovi standard di approccio relazionale. L evoluzione personale nell area della gestione delle emozioni nei rapporti consentirà ai fruitori del corso di sentirsi meglio con se stessi, con i colleghi e con gli utenti. La proposta formativa è rivolta a tutte le figure che operano in ambito socio sanitario che desiderano approfondire la conoscenza dell intelligenza emotiva e che desiderano migliorare il proprio benessere relazionale, con particolare riferimento a quelle che svolgono dei ruoli di coordinamento o responsabilità Verranno affrontati i seguenti argomenti: - Che cos è l intelligenza emotiva? - Intelligenza emotiva nelle relazioni. - Le dimensioni: cognitiva, emotiva e comportamentale nelle relazioni sociali. - Gestire le proprie zone di controllo emozionale verso sé e gli altri. - Esercitare Leadership Emozionale: fondamenti e tecniche. - Come rimanere in una zona di controllo emotivo. - Come mantenere il proprio benessere emotivo e saperlo diffondere negli altri. - Ambienti emotivamente intelligenti. Fabio VIDOTTO scientifico Oscar ZANUTTO Docente Responsabile ufficio qualità e controllo di gestione I.S.R.A.A. di Treviso, Formatore Senior nell ambito della gestione delle risorse umane e della gestione dei servizi socio sanitari assistenziali rivolti agli anziani. di servizi. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. 28 29

LA VALUTAZIONE DELL ANZIANO ALL AMMISSIONE IN RESIDENZA E LA SUA RIVALUTAZIONE ATTRAVERSO LO STRUMENTO DELLA REGIONE UMBRIA Perugia, 5 Ottobre 2012 dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 Crediti ECM per Infermieri, Fisioterapisti e Psicologi La risposta puntuale ed appropriata ai bisogni dell anziano fragile che viene accolto in un servizio residenziale o semiresidenziale dipende in larga parte dal livello di accuratezza con cui vengono valutati ed esaminati i suoi problemi di salute, le sue capacità e potenzialità. La Regione Umbria ha adottato a questo scopo uno strumento di Valutazione Multidimensionale di seconda generazione (interrai Long Term Care Facility VAOR RSA) che consente all equipe di effettuare una valutazione completa, di individuare le aree problematiche e di farsi guidare nella formulazione degli interventi più appropriati. Se da un lato una buona valutazione all ammissione è l unico modo per procedere alla formulazione di un Piano di Assistenza Individualizzato sostenibile, dall altro la rivalutazione dell utente diventa l unico strumento in grado di misurare il livello di raggiungimento degli obiettivi e di fornire indicazioni per la revisione degli interventi attivati. Eppure il processo di rivalutazione non è così scontato nella pratica e spesso rischia di essere influenzato da un approccio puramente adempitivo, in cui l aggiornamento della valutazione avviene per tutti gli utenti a cadenze regolari, perfettamente coincidenti con gli obblighi dettati dai flussi FAR del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS). Se le condizioni e le caratteristiche degli utenti sono molto diverse fra di loro, non dovrebbero esserlo altrettanto i tempi di rivalutazione? Ecco che su alcuni utenti, particolarmente instabili, potremmo avere necessità di rivedere la valutazione, integralmente o in parte, mensilmente, mentre per altre situazioni potrebbe essere sufficiente ogni 3 o 6 mesi. La nostra proposta ha l obiettivo di analizzare le modalità con cui procedere alla valutazione e rivalutazione degli utenti attraverso l interrai LTCF (VAOR-RSA), analizzando le criticità e difficoltà più comuni, in particolare in relazione ai tempi e alle modalità di rivalutazione, complessiva o modulare. L obiettivo è anche quello di fornire ai partecipanti elementi utili a sfruttare appieno le funzionalità offerte dalle soluzioni informatiche adottate proprio in relazione all aggiornamento della valutazione, per fare in modo che il processo di revisione dei dati diventi molto più agevole e possa sostenere adeguatamente il processo decisionale e assistenziale. Saranno a tale scopo presentati esempi operativi e analisi di casi reali. Il corso è destinato a tutte le figure che, all interno delle RSA, Residenze Protette e Centri Diurni per anziani della Regione Umbria, operano con l utente e devono quindi essere coinvolti nei processi di valutazione e rivalutazione dell utente per il successivo sviluppo dei Piani Assistenziali Individualizzati. I destinatari sono quindi: Medici Geriatri, Medici di Medicina Generale, Coordinatori, Infermieri, Operatori di Assistenza, Fisioterapisti, Educatori, Logopedisti, Terapisti Occupazionali, Psicologi ed altri Professionals. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. Verranno affrontati i seguenti argomenti: - L ammissione dell anziano fragile in residenza o centro diurno: come effettuare la valutazione attraverso l interrai LTCF (VAOR-RSA). - Tempi e metodi per la rivalutazione periodica dell utente: oltre l adempimento. - La rivalutazione straordinaria dell utente: motivazioni, finalità, metodi. - Rendere compatibili esigenze assistenziali ed esigenze organizzative: le soluzioni informatiche. - Analisi ed esercitazioni su casi reali. Fabio VIDOTTO scientifico Giuseppe MENCULINI Docente Medico Geriatra, Direttore Sanitario RSA Città della Pieve (PG) e Fondazione Sodalizio San Martino di Perugia. 30 31

MOTIVARE, VALORIZZARE E PREMIARE L OPERATO DEL PERSONALE NELLE ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI AGLI ANZIANI Conegliano, 26 Ottobre 2012 Crediti ECM per Infermieri e Psicologi Nell affrontare le tematiche legate alla gestione del personale nelle organizzazioni che erogano servizi alla Persona non si trascurano mai temi quali: tempi ed organizzazione del lavoro, turnistica, turn over, assenze, costi. Magari ci si azzarda anche a parlare di valutazione, di distribuzione incentivi, ma si fatica ancora molto ad avvicinarsi a quello che costituisce il vero salto di qualità: la motivazione e valorizzazione del personale, lo sviluppo del senso di appartenenza, la crescita individuale. Eppure, in un contesto dove ci si preoccupa della qualità di vita delle Persone (utenti) che ricevono un servizio, come si può trascurare il benessere delle Persone che quel servizio lo erogano? La qualità offerta non sarà influenzata dal livello con cui il personale si sente motivato, valorizzato e premiato per il suo operato? Senza contare il fatto che saper motivare il proprio team di lavoro porta evidenti (e dimostrati) benefici anche sulle economie gestionali. Se sul piano valoriale è piuttosto facile trovarsi d accordo, sul piano operativo nascono le difficoltà. Si guardano con aria sconsolata i bilanci, nella convinzione che l incentivo economico sia l unica forma di premio apprezzata, si costruiscono schede di valutazione, spesso troppo discrezionali, si cerca di accogliere le richieste del personale intervenendo in qualche modo sull organizzazione del lavoro (turnistica, piani di lavoro), con scarsi risultati. Occorre affrontare questo tema partendo dalle origini. Valori, mission e obiettivi dell organizzazione vanno esplicitati per poter essere condivisi. Comunicazione e coinvolgimento del personale devono fungere da guida in un percorso che punti a far crescere il senso di appartenenza. I sistemi di valutazione ed incentivazione devono premiare i comportamenti in linea con gli obiettivi dell organizzazione, evidenziando le modalità operative e gli approcci corretti e disincentivando quelli non adeguati. Occorre infine lavorare sulla leadership e sulle competenze dei quadri intermedi, perché sappiano trarre il meglio da ogni singola risorsa. I destinatari di questo corso sono Dirigenti, Responsabili di struttura, Responsabili di area o di servizio, Coordinatori interessati a motivare e valorizzare le potenzialità di ogni singolo collaboratore per far crescere l intera organizzazione. Il progetto formativo è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, per favorire l interazione e lo scambio di esperienze. I temi fondamentali trattati all interno del corso saranno i seguenti: - Dalla gestione alla valorizzazione del personale. - I costi della demotivazione. - Il punto di partenza: valori, mission e obiettivi dell organizzazione. - Conoscere potenzialità e limiti dei propri collaboratori. - Strumenti, metodi e strategie per la motivazione del personale. - Sistemi di valutazione e sistemi premianti coerenti. Fabio VIDOTTO scientifico Giovanni SALLEMI Docente Direttore Casa di Riposo Villa Bianca di Tarzo (TV). Esperto nella gestione e organizzazione di enti no profit e del terzo settore. Facilitatore e valutatore area sociale ARSS - Agenzia Regionale Socio Sanitaria - del Veneto. Diletta BASSO Docente Consulente e Formatore Senior in area sociosanitaria di Studio VEGA S.r.l. 32 33