IL COGNITIVISMO CAP. 3
Assunti sulla rivoluzione cognitivista (anni 50); Modelli della mente e distinzione diversi tipi di conoscenze; Metacognizione; Cognitivismo e istruzione/apprendimento.
Capitolo 3 Il Cognitivismo Messa in discussione del paradigma Stimolo-Risposta Teoria della Gestalt (anni 30 con Koffka e Köhler): la mente umana non è una tabula rasa ; Interazione tra percezioni esterne e schemi mentali interni organizza il materiale percepito in una determinata forma -> Effetto phi : una serie di punti luminosi che si accendono in sequenza temporale viene percepita come un unico punto luminoso in movimento; Bruner movimento New Look on perception : la percezione non è una riproduzione fedele della realtà fisica. Fattori mentali (i bisogni del soggetto, la motivazione, le aspettative) rendono la percezione un atto selettivo ed interpretativo
Capitolo 3 Il Cognitivismo Metodo: studio scientifico della mente come oggetto di studio della psicologia Metafora della mente come il computer, come elaboratore di informazioni Diagrammi di flusso: schemi che rappresentano fasi, con scatole che contengono le operazioni cognitive e «frecce» che segnalano la direzione del percorso dell informazione studiare la mente senza distorsioni soggettive Simulazione al computer per verificare le ipotesi sul funzionamento dei processi cognitivi
Capitolo 3 Il Cognitivismo Filone intelligenza artificiale no un esponente di spicco, ma diversi studiosi Ricerca sui processi cognitivi applicati ai diversi ambiti di conoscenza utilizzando la metafora del computer
Assunti sulla rivoluzione cognitivista (anni 50); Modelli della mente e distinzione diversi tipi di conoscenze; Metacognizione; Cognitivismo e istruzione/apprendimento.
Capitolo 3 Il Cognitivismo Modelli di funzionamento della mente Costrutti teorici di memoria e di processi di elaborazione
Modelli di funzionamento della mente Broadbent (1958): modello a tre stadi, Atkinson e Shiffrin (1978): tre componenti della memoria; Baddeley e Hitch (1974): modello multicomponenziale della memoria di lavoro
Modelli del funzionamento della mente Broadbent (1958): serie di stadi di elaborazione dell informazione presidiati da diverse componenti del sistema cognitivo 1. Primo stadio: analisi sensoriale degli stimoli; 2. Secondo stadio: l informazione entra nel sistema di memoria a breve termine dove viene analizzata e trattenuta per una durata ed una quantità di tempo limitata, 3. Terzo stadio: dopo aver passato il filtro selettivo (un sistema di attenzione) che sceglie le informazioni rilevanti, queste passano nella memoria a lungo termine
Modelli del funzionamento della mente Atkinson e Shiffrin (1968) tre componenti di memoria: 1. Registro sensoriale: dispositivo connesso all organo di senso corrispondente, trattiene l informazione per breve tempo (2 secondi), necessario per il riconoscimento -> trasferito in formato verbale o visuale nella memoria a breve termine. Il materiale non riconosciuto decade ; 2. memoria a breve termine: dispositivo a capacità limitata, 7 + o 2. Informazione ulteriormente elaborata, strategie di mantenimento, come la reiterazione o l organizzazione ; 3. Memoria a lungo termine: archivio potenzialmente illimitato, informazioni immagazzinate in modo tanto più efficace quanto più elevato è il livello di elaborazione. Informazioni recuperate per il riconoscimento dal registro sensoriale e dalla memoria a breve termine
Baddeley e Hitch (1974) Modello multicomponenziale della memoria di lavoro no magazzino passivo
Assunti sulla rivoluzione cognitivista (anni 50); Modelli della mente e distinzione diversi tipi di conoscenze; Metacognizione; Cognitivismo e istruzione/apprendimento.
Diversi tipi di conoscenza (Anderson, 1976) Conoscenza dichiarativa: ha come contenuti fatti, oggetti e concetti (il sapere) Semantica: conoscenza acquisita in forma astratta, senza un riferimento spazio-temporale; Episodica: riguarda specifici episodi che sono ricordati come un tutto integrato. Conoscenza procedurale: concerne il modo di procedere nell affrontare un compito (il saper fare) Conoscenza autoregolativa (Schraw, 2006) che riguarda il proprio personale modo di conoscere e di regolare il proprio apprendimento (il sapere sul sapere)
Diversi tipi di conoscenza (Anderson, 1976) Conoscenza dichiarativa: ha come contenuti fatti, oggetti e concetti (il sapere) Semantica: conoscenza acquisita in forma astratta, senza un riferimento spazio-temporale; Episodica: riguarda specifici episodi che sono ricordati come un tutto integrato. Fattuale: si riferisce a specifici oggetti o fatti (es. sapere cos è un Dobermann) Concettuale: si riferisce a categorie di tipo generale (es. conoscere le caratteristiche distintive di un cane) Come viene organizzata?
Come viene organizzata la conoscenza semantica? Conoscenza strutturale (Jonassen, Beissner, Yacci, 1993): relazioni esplicative (i nessi logico-causali) tra i concetti, ad esempio in una mappa concettuale; Schema (Rumelhart, 1980): unità organizzata di un insieme di informazioni riguardanti oggetti, situazioni, eventi ed azioni (es. schema di cane con quattro zampe, pelo, ecc.): Informazioni organizzate in forma gerarchica; Connessione con altri schemi più facile la ricerca delle informazioni. Teoria della Flessibilità Cognitiva: di fronte ad una situazione nuova, gli individui non applicano un unico schema, ma parti di più schemi contemporaneamente (Spiro, Feltovich, Jacobson, Coulson, 1992). Importante per l apprendimento perché lo schema permette: Organizzazione efficace di una grande quantità di informazioni in una struttura integrata di conoscenze; Riduzione dello sforzo necessario a codificare ed immagazzinare l informazione; Organizzazione in comparti per specifiche informazioni basati su episodi reali
Diversi tipi di conoscenza (Anderson, 1976) Conoscenza dichiarativa: ha come contenuti fatti, oggetti e concetti (il sapere) Semantica: conoscenza acquisita in forma astratta, senza un riferimento spazio-temporale; Episodica: riguarda specifici episodi che sono ricordati come un tutto integrato. Conoscenza procedurale: concerne il modo di procedere nell affrontare un compito (il saper fare) Conoscenza autoregolativa (Schraw, 2006) che riguarda il proprio personale modo di conoscere e di regolare il proprio apprendimento (il sapere sul sapere)
Diversi tipi di conoscenza: procedurale (il saper fare) Ha un formato basato su sequenze di azioni; In genere è consapevole; In genere è automatizzata. In particolare, tre tipi importanti di conoscenza procedurale. Scripts; Algoritmi; Euristiche.
Diversi tipi di conoscenza: procedurale Scripts (copioni): sequenze di azioni per realizzare uno scopo, organizzate nella memoria come singole entità (Ashcraft,1994; Schank, Abelson, 1977); Servono per affrontare i compiti abituali e azioni routinarie; Attività percepite come complesse diventano più semplici; Come gli schemi organizzano la conoscenza dichiarativa, gli script organizzano la conoscenza procedurale e la sequenze di azioni da compiere; Permettono previsioni sulle azioni. Inconveniente: si rischia di agire in modo automatizzato
Diversi tipi di conoscenza: procedurale Algoritmi: in matematica, regole per la soluzione di problemi che funzionano sempre sul piano cognitivo, procedure efficaci per risolvere problemi ben definiti; Euristiche: procedure approssimative, non sistematizzate, che funzionano a volte per la soluzione di problemi: Utili per problemi mal definiti; Sequenza di azioni basate su conoscenza approssimata, che può essere influenzata dalle condizioni contestuali.
Assunti sulla rivoluzione cognitivista (anni 50); Modelli della mente e distinzione diversi tipi di conoscenze; Metacognizione; Cognitivismo e istruzione/apprendimento.
Diversi tipi di conoscenza (Anderson, 1976) Conoscenza dichiarativa: ha come contenuti fatti, oggetti e concetti (il sapere) Semantica: conoscenza acquisita in forma astratta, senza un riferimento spazio-temporale; Episodica: riguarda specifici episodi che sono ricordati come un tutto integrato. Conoscenza procedurale: concerne il modo di procedere nell affrontare un compito (il saper fare) Conoscenza autoregolativa (Schraw, 2006) che riguarda il proprio personale modo di conoscere e di regolare il proprio apprendimento (il sapere sul sapere) metacognizione
Metacognizione Flavell (1976): a) Conoscenza metacognitiva del livello di difficoltà del compito e delle strategie per affrontarlo; b) Esperienza metacognitiva del livello di conoscenza del compito; Brown (1975): metacognizione riferita più generalmente alla meta-memoria, come capacità di ricordare e recuperare le informazioni. Chartier e Lautrey (1992) rintracciano tre fonti già esistenti in letteratura lassica rispetto alla metacognizione: Piaget: sviluppo cognitivo e meccanismi cognitivi utili a risolvere problemi; Vygotskij : origine sociale del controllo cognitivo; I modelli dell elaborazione dell informazione.
Metacognizione Dalla combinazione di questi tre filoni emergono vari modelli di regolamento metacognitivo
Metacognizione Campione e Brown (1978): modello a due livelli 1) stoccaggio e reperimento delle informazioni; 2) regolazione dell azione. Ulteriore modello (Flavell, 1979; Paris, Lipson, Wixson, 1985): Conoscenza metacognitiva: conoscenza di sè, del compito e delle strategie + conoscenza condizionale (perché e quando utilizzare una strategia) ; Processi di controllo metacognitivo: previsione della complessità di una strategia e degli esiti, pianificazione, monitoraggio
Metacognizione Ultimamente ridefinizione della metacognizione: Albanese, Doudin, Martin (1995, 2003): flessibile e diacronica, dipende dalle fasi di sviluppo. Importanza del sistema esecutivo per la presa di decisioni, controllo e monitoraggio delle informazioni, motivazione Efklides (2006): esperienza metacognitiva composta da: sentimenti metacognitivi: piacevolezza o spiacevolezza per una data situazione giudizi metacognitivi: valutazioni su quanto è difficile un compito, quanto tempo o sforzo richiederà, se il risultato prodotto è corretto o desiderato In comune: apprendimento non più acquisizione di informazioni ma qualità delle modalità di apprendere - imparare ad imparare
Assunti sulla rivoluzione cognitivista (anni 50); Modelli della mente e distinzione diversi tipi di conoscenze; Metacognizione; Cognitivismo e istruzione/apprendimento.
Cognitivismo e apprendimento Due filoni di studio: La teoria degli schemi (Rumelhart, Norman, 1978) Problem solving (Mayer, 1992, 2006)
La teoria degli schemi Per accrescimento: informazioni nuove in una struttura di uno schema preesistente. Si aggiungono nuovi casi senza modificare lo schema Per sintonizzazione: schema già in possesso viene adattato ed affinato. I casi nuovi rendono le variabili sempre più potenti, capaci di spiegare nuove situazioni Per ristrutturazione: lo schema preesistente non integra le informazioni nuove Radicale ristrutturazione dello schema
Problem solving: definizione dei problemi Il problem solving ha 4 caratteristiche fondamentali (Mayer, Wittrock, 2006): Natura cognitiva; Rappresentazione e manipolazione della conoscenza; È diretto: il soggetto individua l obiettivo; È personale: la conoscenza del soggetto definisce la facilità o la difficoltà del problema. Ben definiti versus mal definiti Routinari versus non routinari
Problem solving: definizione dei problemi Componenti dei processi cognitivi: Rappresentare il problema: conversione da un livello superficiale ad una rappresentazione mentale interna; Pianificare la soluzione: rintracciare un metodo per risolvere il problema, ad es. suddividerlo in parti Eseguire: applicare la procedura scelta; Monitorare: valutare l appropriatezza e l efficacia della soluzione Apprendimento significativo : trasferimento delle strategie elaborate con una certa attività a nuovi problemi Attenzione alle differenze individuali: stile cognitivo individuale, preferenze per certe strategie piuttosto che altre
Il Modello SOI: Select-Organize-Integrate (Mayer & Wittrock, 2006) Apprendimento significativo 3 componenti: memoria sensoriale -> seleziona; memoria di lavoro -> organizza; memoria a lungo termine -> integra 7 metodi: 1. Ridurre il carico cognitivo: automatizzazione x favorire padronanza di processi di basso livello e lasciare più spazio a quelli di livello più alto; rimozione di vincoli per le attività più semplici ; 2. Basati su strutture: manipolazione di oggetti. Creare connessioni tra situazioni concrete e familiari e conoscenza astratta 3. Basati sull attivazione di schemi: integrazione tra conoscenze attivando schemi già in possesso. Efficace con non esperti. Attivazione di : 1. organizzatori anticipati ; 2. pre-training ; 3. segnalazioni
Il Modello SOI: Select-Organize-Integrate (Mayer & Wittrock, 2006) 4. Generativi: far generare relazioni tra conoscenza già a disposizione e nuova informazione. Possono essere: 1. Elaborativi - > far spiegare la relazione tra il nuovo materiale e con quanto si sa già (grafici, mappe); 2. Prendere appunti; 3. Fornire spiegazioni ; 4. Porsi domande 5. Scoperta guidata: l insegnante fornisce una guida regolatoria 6. Basati sul modellamento: osservazione di un esperto che può: 1. Fornire esempi, per mostrare come si risolve un problema; 2. allestire un apprendistato (Capitolo 8) 7. Insegnamento di abilità di pensiero: a) abilità di problem solving generale, non legate a contenuti specifici; b) abilità specifiche dopo un analisi cognitiva del compito (Cognitive task analysis)