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Sonia Cristofaro - Glottologia A - a.a 2008-9 1 6 Il mutamento fonetico 6.1 Alcune nozioni preliminari di fonetica e fonologia [Materiale di riferimento per questa parte: Canepari 1979: 12-34, 40-55, 118-23] (1) Fonetica: studio delle realizzazioni foniche di una lingua a vari livelli di indagine. In particolare: a. fonetica articolatoria: studio della produzione dei suoni linguistici da parte degli organi fonatori; b. fonetica funzionale, o fonologia: studio della funzione che i suoni di una lingua hanno, e dei rapporti che esistono tra loro (2) La non corrispondenza tra livello grafico e livello fonetico: a. Lo stesso simbolo grafico rende suoni diversi: italiano: <g>: [g] (gatto), [Ã] (gelato); francese: <c>: [s] (cent), [k] (cou). b. Lo stesso suono è reso da diversi simboli grafici: italiano: [k]: <c> (cane), <ch> (chino); francese: [ k]: <qu> (quatre), <c> (cru). c. Lo stesso suono è reso da diversi simboli grafici da una lingua all altra: [s]: italiano: <s> (seme); francese:<c> (celéri); d. Lo stesso simbolo grafico rende suoni diversi da una lingua all altra: italiano: <g>: [Ã] (gigante); francese: < g >: [Z] (géant (3) Principi di base dell Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA): i suoni sono identificati in base alle loro caratteristiche articolatorie; ad ogni suono corrisponde un unico simbolo grafico; ad ogni simbolo grafico corrisponde un unico suono (4) Alcuni esempi di applicazione dell IPA ai casi in (2): a. italiano: [ gatto], [Ãe la:to]; b. italiano: [ ka:ne], [ ki:no] (5) L apparato fonatorio: Principali organi fonatori fissi: denti, alveoli, palato (prepalato, prevelo). Principali organi fonatori mobili: labbra, lingua velo palatino, uvula 1 2 Il mutamento fonetico Corde vocali: membrane saldate tra loro anteriormente che si aprono e si chiudono, determinando con le loro vibrazioni le seguenti caratteristiche delle varie articolazioni: a. sordità: le corde vocali sono separate tra loro, e permettono il passagio dell aria (it. [p t k]); b. sonorità: le corde vocali sono leggermente accostate tra loro, e vibrano al passaggio dell aria (it. [b d g]) (6) Classificazione dei suoni: a. Luogo di articolazione: luogo di massima costrizione del tratto vocale nella produzione del segmento fonetico. I principali luoghi di articolazione di un segmento fonetico possono essere labiale, dentale, alveolare, palato-alveolare, alveolo-palatale, palatale, velare, uvulare, faringale, epiglottale e glottale. b. Modo di articolazione: tipo di costrizione del tratto vocale messo in atto nella produzione del segmento fonetico. In base al grado di costrizione i segmenti possono essere classificati come occlusivi (il passaggio dell aria attraverso il tratto vocale è completamente bloccato nella fase di tenuta), fricativi (nella fase di tenuta gli organi fonatori sono vicini, lasciando all aria un passaggio cosi stretto da produrre frizione udibile), sonanti(nella fase di tenuta, gli organi fonatori consentono il passaggio dell aria senza frizione udibile). I segmenti occlusivi e fricativi fanno parte dei contoidi, i segmenti sonanti fanno parte dei vocoidi. (7) Segmenti vocalici, o vocoidi: a. sono prodotti dall aria che fuoriesce liberamente dagli organi fonatori, senza incontrare alcuna ostruzione a parte quella delle corde vocali; b. sono generalmente sonori; c. la posizione articolatoria è mantenuta abbastanza a lungo da rendere il suono stabile e chiaramente percepibile; d. costituiscono il nucleo (ovvero il centro di intensità sonora) delle sillabe che li compongono (8) I vari tipi di vocoidi sono caratterizzati dalla forma assunta dalla cavità orale durante la loro articolazione. Tale forma è definita da tre parametri: a. luogo di articolazione (in base alla zona della volta palatina interessata): palatale, prevelare, velare (o anteriore, medio, posteriore); b. modo di articolazione (in base al grado di elevazione della lingua): alto, medioalto, medio, mediobasso, basso; c. posizione delle labbra: arrotondate, non arrotondate 2

Sonia Cristofaro - Glottologia A - a.a 2008-9 3 4 Il mutamento fonetico I vocoidi possono essere nasalizzati: in questo caso si aggiunge alla normale articolazione linguale l abbassamento del velo palatino, cosicché l aria, oltre che dalla bocca, esce anche dal naso (ad es. fr. [õ Õ] Luogo di articolazione Anteriore Centrale (9) Suoni consonantici, o contoidi: i e E a Posteriore u o O Modo di articolazione Alto Medioalto Medio Mediobasso Basso Figura 1: I vocoidi dell italiano a. il passaggio dell aria attraverso gli organi fonatori è ostacolato totalmente o parzialmente; b. alcuni suoni hanno un articolazione simile a quella di vocoidi alti come [i] e [u], ma una durata molto ridotta ([j], [w]: cfr. it. ieri, uomo). Per le loro caratteristiche ambigue, tali suoni sono spesso detti semivocali, o semiconsonanti. (10) I vari tipi di contoidi sono caratterizzati dal modo in cui viene bloccata la fuoriuscita dell aria attraverso gli organi fonatori. I parametri di definizione sono due: a. modo di articolazione: tipo di ostruzione (totale, parziale) incontrato dall aria: occlusivo: la fuoriuscita dell aria è completamente bloccata dall ostruzione prodotta dal contatto degli organi fonatori. Dopo un certo tempo di tenuta gli organi fonatori si separano, provocando l esplosione dell aria che era stata bloccata (ad es. [p t k b d g]); fricativo: gli organi fonatori, accostati, non bloccano la fuoriuscita dell aria, ma le lasciano un passaggio così stretto da causare frizione (ad es. [f s v z]); 3 approssimante: simili ai fricativi, ma con frizione molto ridotta, cfr. (9b); affricato: nella fase di tenuta, gli organi fonatori producono un occlusione completa del tratto vocale, come per i suoni occlusivi; nella fase di catastasi, il rilascio dell occlusione viene prolungato dando luogo a frizione (ad es. [ts dz]); nasale: nella cavità orale si forma un occlusione completa degli organi fonatori, che consente all aria di uscire solo dal naso attraverso l abbassamento del velo palatino (ad es. [n m]); laterale: la fuoriuscita dell aria è parzialmente bloccata dall accostamento della lingua alla volta palatina, ed avviene attraverso i lati della lingua (ad es. [l ń]); (poli)vibrante: un organo mobile, vibrando leggermente, produce ripetutamente una leggera e breve occlusione con un altro (ad es. [r]) b. luogo di articolazione: organi fonatori che producono l ostruzione: bilabiale ([p b m]); labiodentale ([f v M]); dentale ([t d s z tz dz]); alveolare ([l n]); alveopalatale ([S Z Ù Ã]); palatale ([ń ñ j]); velare ([k g ]); labiovelare ([w]) (11) Fonema: Fonema: due foni hanno valore fonematico in una lingua se sono in grado di distinguere coppie di parole (coppie minime) che abbiano tutti gli altri foni uguali e disposti nello stesso ordine. (12) Allofono: sono allofoni di un fonema le sue realizzazioni fonetiche che non distinguono coppie minime (cfr. (13)) (13) It. sano, santo, fango, anfora: /n/, ma [n] (alveolare), [n] (dentale), [ ] [M] (14) It. cane, pane, tane, tonto, tonfo: /k/, /p/, /t/, /t/, /f/, e [k], [p], [t], [f] (Canepari 1979: 118) 6.2 Il mutamento fonetico [Materiali di riferimento per questa parte: Bynon 1977: cap. 1, Anttila 1989: cap. 4, Lazzeroni 1989, McMahon 1994: capp. 2 e 3] (15) Il mutamento fonetico da una lingua all altra: l imperfetto singolare del verbo portare in greco e sanscrito (Bynon 1977: 13) Greco Sanscrito 1SG é-pher-o-n á-bhar-a-m 2SG é-pher-e-s á-bhar-a-s 3SG é-pher-e á-bhar-a-t sanscrito /a/ = greco /e,o/ 4

Sonia Cristofaro - Glottologia A - a.a 2008-9 5 6 Il mutamento fonetico sanscrito /b h / = greco /p h / sanscrito /-m/ = greco /-n/ sanscrito /-t/ = greco /ø/ (16) L ipotesi della regolarità del mutamento fonetico ( Anttila 1989: 57-8; Hock 1986: 34-5, McMahon 1994: 17-24): il mutamento fonetico tra due lingue imparentate, o da una fase all altra di una stessa lingua, è regolare ed opera senza eccezioni, ovvero ad un particolare suono in determinata fase di una lingua corrisponde sempre lo stesso suono in un altra fase della stessa lingua, o in un altra lingua appartenente alla stessa famiglia di conseguenza, il mutamento fonetico può essere descritto mediante leggi fonetiche, ovvero proposizioni che descrivono le corrispondenze fonetiche tra lingue diverse (ma appartenenti alla stessa famiglia) o tra diverse fasi di una stessa lingua eventuali eccezioni alle leggi fonetiche sono motivate, ovvero possono essere spiegate come l effetto di leggi fonetiche concorrenti; le eccezioni che non possono essere spiegate in questo modo sono sporadiche e dovute a fattori quali il prestito o l analogia (per la quale cfr. lezioni successive) (17) Il rotacismo latino: tutte le s intervocaliche latine diventano r, eccetto che nelle seguenti condizioni: a. divisus, causa: s < d + t b. nisi: composto non ancora formato al tempo di applicazione della legge c. asinus, casa, rosa: prestiti da altre lingue d. miser: s s seguito da r (Anttila 1989: 59-60) (18) La trasformazione dei suoni consonantici dall indoeuropeo al germanico (legge di Grimm): a. occlusive sorde > fricative sorde indoeuropeo *p t k > germanico /f þ x/ b. occlusive sonore > fricative sonore indoeuropeo /b/ /d/ /g/ > germanico /p/ /t/ /k/ c. occlusive sonore aspirate > occlusive sonore indoeuropeo /bh/ /dh/ /gh/ > germanico /b/ /d/ /g/ (19) Eccezioni a (18): a. lat. captus, piscis,, got. hafts, fisks b. gr. hupèr, aat. ubar; gr. hekur`ā, aat. swigurd (20) Ridefinizione della legge di Grimm (McMahon 1994: 23-4; Fox 1995: 30-2): a. le occlusive sorde diventano fricative sorde a meno che non siano precedute da un altro suono occlusivo b. le occlusive sorde in posizione intervocalica diventano fricative sorde se la sillaba precedente è accentata, e occlusive o fricative sonore se la sillaba precedente non è accentata (legge di Verner) (21) Cronologia relativa delle leggi fonetiche: 1) t > þ; 2) d > t (cfr. Anttila 1989: 111; Lazzeroni 1989: 43-5) (22) La diffusione del mutamento fonetico (McMahon 1994: 50-3): L ipotesi tradizionale: un mutamento fonetico si realizza simultaneamente in tutte le parole che contengono i suoni interessati L ipotesi della diffusione lessicale: un mutamento fonetico ha origine in un numero limitato di parole, e successivamente si diffonde in maniera graduale tra tutte le parole che contengono i suoni interessati. Un mutamento fonetico non necessariamente giunge a compimento, ovvero non necessariamente si estende a tutte le parole che contengono i suoni interessati (e questo spiega alcune eccezioni alle leggi fonetiche, cfr. (16)) L ipotesi della frequenza (Bybee 2001: 10-4): un mutamento fonetico non si estende simultaneamente a tutte le parole che contengono i suoni interessati, ma colpisce prima le parole piu frequenti: ad esempio, in inglese, la cancellazione di [t] e [d] in fine di parola dopo consonante è piu comune nelle parole piu frequenti come went andò, just solo o and e. (23) Mutamento fonetico e diffusione lessicale: la scomparsa di [X] in gallese (McMahon 1994: 51): Tempo t 1 t 2 t 3 t 4 t 5 giocare Xware ware ware ware ware pulce Xwanen Xwanen (X)wanen wanen wanen sorella Xwa:ir Xwa:ir Xwa:ir Xwa:ir wa:ir 5 6

Sonia Cristofaro - Glottologia A - a.a 2008-9 7 8 Il mutamento fonetico 6.3 La ricostruzione linguistica [Materiali di riferimento per questa parte: Hock 1986: capp. 17, 18 e 19, Fox 1995: capp. 4 e 7] (24) Ricostruzione comparativa (Hock 1986: 592-5; Fox 1995: cap. 4): ricostruzione delle forme presenti (ma non attestate) in una lingua sulla base della comparazione delle forme attestate nelle lingue da essa discendenti (25) (26) (27) Latino Greco dorico Sanscrito Antico alto tedesco ma:ter ma:te:r ma:ta: muoter latino, greco dorico, sanscrito, antico alto tedesco [m] < indoeuropeo [m] Latino Greco Sanscrito Antico alto tedesco okto: okto: aùúau axto otto ager agros aíras akar campo nella parola per otto, al suono [o] in latino e greco corrisponde un suono [a] in sancrito e antico alto tedesco, nel secondo esempio al suono [a] in sancrito e antico alto tedesco corrisponde [a] in latino e greco quale suono si deve ipotizzare per il protoindoeuropeo? in questo caso, sulla base di altri dati, si può concludere che il suono originario del protoindoeuropeo è [o], che si è tramutato in [a] in sanscrito e antico alto tedesco Italiano Francese Spagnolo [ka:ne] [SjẼ] [pero] (28) Ricostruzione interna (Hock 1986: 532-40; Fox 1995: cap. 7): ricostruzione delle forme presenti (ma non attestate) in una determinata fase di una lingua sulla base delle forme attestate in una fase successiva della stessa lingua (29) latino r ēk-s, r ēg-is: *r ēk-s, *r ēk-iso *r ēg-s, r ēg-is? Cfr. v ōk-s, v ōk-is (30) italiano ami[k]-o, ami[tń]-i 6.4 Mutamento fonetico e mutamento morfologico (31) Il mutamento fonetico e quello morfologico avvengono a diversi livelli strutturali, ma possono essere interconnessi: Un mutamento originariamente fonetico può avere delle conseguenze sul piano morfologico, ovvero portare ad un mutamento nella struttura interna delle parole interessate (morfologizzazione: ad esempio, casi di metafonia) 7 Un mutamento fonetico può di per sè non avere conseguenze sulla struttura morfologica delle parole, ma puø determinare dei fenomeni di mutamento morfologico a carico di tale struttura (interazioni tra mutamento fonetico e analogia) Un mutamento morfologico può determinare delle conseguenze sulla struttura fonetica delle parole interessate. Questo può avvenire o quando particolari morfemi perdono completamente il loro significato, e si trasformano in meri segmenti fonetici, o vengono del tutto eliminati (demorfologizzazione ed erosione fonetica, normalmente in seguito a grammaticalizazione) (32) Metafonia: alternanza vocalica nella radice di una parola dovuta originariamente a fattori esclusivamente fonetici, ma che ha assunto nel tempo una funzione morfologica ((33) (33) Metafonia: inglese foot piede, feet piedi (McMahon 1994: 69): * f ōt piede, *f ōt-i piedi > foot piede, feet piedi (34) Analogia e mutamento fonetico ((35)): Il mutamento fonetico è regolare, ma può produrre irregolatrità nella struttura morfologica dei paradigmi. In questo caso la struttura morfologica dei paradigmi può essere regolarizzata mediante meccanismi analogici Il mutamento fonetico, che è un processo regolare, può produrre irregolarità. L analogia, che è un processo sporadico e irregolare, produce regolarità (paradosso di Sturtevant: Anttila 1989: 94-5) (35) Latino deus dio, dei del dio vs. divus divino divi del divino (Anttila 1989: 94-5) *deiw-os, *deiw- ī> *d ēwos, *d ēw ī> *d ēos, *d ēw ī> *deus, *d ēw ī> deus, d īvi> deus / de ī, d īvus, d īv ī 8

Sonia Cristofaro - Glottologia A - a.a 2008-9 9 (36) Demorfologizzazione: Nel corso della loro evoluzione (ovvero, dei processi di grammaticalizzazione), i morfemi possono arrivare a perdere completamente il loro significato. Questo può portare a mutamenti fonetici a carico delle parole interessate, ovvero a sviluppo di nuovi segmenti fonetici non analizzabili morfologicamente (fonogenesi: Hopper and Traugott 1993: 163-6): (37) Fonogenesi: l evoluzione dei prefissi verbali in irlandese (Hopper and Traugott 1993: 165): Irlandese moderno friotaigh resistere fog andare via faigh ottenere abair dire Antico irlandese frith-to-theg contro-a-andare fo-ad-gab sotto-a-prendere fo-gab sotto-prendere ad-ro-ber a-per-portare Riferimenti bibliografici Anttila, R. (1989). An introduction to historical and comparative linguistics. Amsterdam and Philadelphia: John Benjamins. 2 ed. Bybee, J. (2001). Phonology and Language Use. Cambridge: Cambridge University Press. Bynon, T. (1977). Historical linguistics. Cambridge: Cambridge University Press. Canepari, L. (1979). Introduzione alla fonetica. Torino: Einaudi. Fox, A. (1995). Linguistic Reconstruction. Oxford: Oxford University Press. Hock, H. H. (1986). Principles of Historical Linguistics. Berlin and New York and Amsterdam: Mouton de Gruyter. Hopper, P. J. and E. C. Traugott (1993). Grammaticalization. Cambridge: Cambridge University Press. Lazzeroni, R. (1989). Il mutamento linguistico. In R. Lazzeroni (Ed.), Linguistica storica, pp. 13 54. La Nuova Italia Scientifica. McMahon, A. S. (1994). Understanding language change. Cambridge: Cambridge University Press. 9 10