UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Giovedì, 27 novembre 2014



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UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Giovedì, 27 novembre 2014

UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Giovedì, 27 novembre 2014 Prime Pagine 27/11/2014 Prima Pagina Il Sole 24 Ore 1 27/11/2014 Prima Pagina Italia Oggi 2 27/11/2014 Prima Pagina La Voce di Romagna 3 Enti locali 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1 L' Europa non tradirà «i figli e i nipoti firmando assegni... 4 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2 «Primo passo per la svolta su crescita e lavoro» 5 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2 Selezionare le priorità e «corsia Ue» per i cantieri 7 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 5 La doppia risposta del Governo 9 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 6 ROMA «Il quadro di riferimento del Jobs act va in una direzione che... 11 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 Imprese 13 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 Rischio local tax per le imprese Nella prima bozza deducibilità... 14 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 Un solo canone a 120 euro al metro per aree e pubblicità 16 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 Irap 18 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 Fisco, accesso pieno alle banche dati Detrazione dei finanziamenti che i... 19 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 Partecipate 21 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 Su Sabatini e made in Italy un primo segnale da non sciupare 22 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 13 La tentazione del voto e i tempi lunghi del dividendo delle riforme 24 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 Il processo di terziarizzazione degli ultimi anni è evidente. 26 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 25 Più stress per via del 'vacancy rate" 28 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 27 I grandi operatori turistici scaldano i motori in vista di Expo 2015. 30 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 37 IL CONVEGNO Abi: le banche hanno già fatto la loro parte. 31 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 41 26.11% in.an. 32 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 43 PrezzoPerf CatFondoData (1)Gior 8a+ Investimenti tel.0332 251411 AAE8a+... 34 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 43 Volume totale(mgl): 87,96; Controvalore totale (mln ): 10,938. 45 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 47 Fattura elettronica, decreto in arrivo 49 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 48 Le percentuali da applicare 51 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 48 Prima di effettuare compensazioni 52 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 50 Imu «provvisoria» sui terreni 53 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 50 Raccolta dei rifiuti, passaggio al Conai con costi aggiuntivi 55 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 51 Bilancio di 56 27/11/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 53 Permessi di costruire senza privacy 57 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 2 EDOARDO NARDUZZI Le chiacchiere non servono, Renzi deve affrontare il cancro della p.a. 58 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 11 Province: più carrozzoni di prima 60 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 29 Le banche non vogliono i crediti p.a. 62

27/11/2014 Italia Oggi Pagina 30 brevi 63 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 32 BEATRICE MIGLIORINI Indagini antiriciclaggio tramite fax 65 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 32 FABRIZIO G. POGGIANI Irap, riduzioni in forse 66 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 35 DA BRUXELLES ANGELO DI MAMBRO Soldi per sforare il patto 68 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 37 SIMONA D' ALESSIO Giornalisti, per l' Inpgi un utile di 10 milioni 70 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 37 SIMONA D' ALESSIO La Cassa dei geometri investe nel welfare 71 27/11/2014 Italia Oggi Pagina 39 Confprofessioni al Single market forum di Roma 72 Web 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Una serata per parlare di sicurezza 73 27/11/2014 PavaglioneLugo.net A Bagnacavallo i consiglieri dei quartieri sono scelti dai cittadini 74 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Alessio Seganti è il nuovo presidente dell'associazione civica... 75 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Welfare e principi solidali 77 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Al via raccoglitori creativi 78 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Andiamo al cinema nella Bassa Romagna 80 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Settimana della lotta contro lo spreco del cibo 81 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Vieni a fare il test per l'hiv combatti la paura 82 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Poltrone donate dall'auser alla casa protetta di Fusignano per il relax... 84 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Inziative per il Natale a Bagnacavallo 85 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Vivi Conselice 86 27/11/2014 PavaglioneLugo.net Un pregiudicato estorce decine di migliaia di euro ad un giovane 87 27/11/2014 PavaglioneLugo.net I soldati canadesi caduti in guerra 88 27/11/2014 lugonotizie Estorsione e minacce: decine di migliaia di euro portate via ad un giovane... 89 27/11/2014 lugonotizie Al Rossini di Lugo si inaugura con Lanzillotta e la Polka per giovani... 90 27/11/2014 lugonotizie Omaggio a Gianfranco Facchini, secondo appuntamento al Teatro Rossini di... 92 27/11/2014 lugonotizie Dai fornai della Bassa Romagna 3500 euro allo IOR. I fondi raccolti... 93 27/11/2014 lugonotizie Verso la Giornata mondiale contro l'aids: il 29 novembre HIV TEST DAY 94 27/11/2014 lugonotizie A Cotignola un incontro pubblico per parlare di sicurezza 96 27/11/2014 lugonotizie Rinnovo dei consigli di zona di Bagnacavallo, terminati gli scrutini 97 27/11/2014 lugonotizie Dal Canada a Villanova di Bagnacavallo una cerimonia per i Caduti per la... 98 27/11/2014 lugonotizie L'Auser dona tre poltrone alle case protette Giovannardi e Vecchi di... 99 27/11/2014 Più Notizie Bagnacavallo: al centro culturale Acrylico grande affluenza per la... 100 27/11/2014 Più Notizie inaugurato il murale realizzato dai ragazzi del San Giuseppe presso la... 101 27/11/2014 Più Notizie Lugo: approda al Rossini il sound della East Coast americana a favore... 102 27/11/2014 Settesere.it Bagnacavallo, pregiudicato estorce denaro a giovane della zona, arrestato 104 26/11/2014 Ravenna Today Inserito da Daniela Al Carmine "una vita nel varietà" con Raffaele Pisu e Davide... 105 26/11/2014 Ravenna Today Redazione Al via "raccoglitori creativi": un corso di 2 livello di intreccio... 107 26/11/2014 Ravenna Today Redazione Live di Franco Beat presenta il suo nuovo album "Radici" e Giacomo Toni in... 109

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La Voce di Romagna Ravenna 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 6 Il moralismo e l' annuncite, le vere bestie da combattere 155 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 11 ALESSANDRO MONTANARI Rontini fa il pieno fuori dai "suoi" confini 157 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 15 Serata Confesercenti In un teatro Alighieri gremito consegnati i premi... 159 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 16 Continuano i festeggiamenti per i 50 anni in occasione del Concerto di... 160 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 36 Estorce migliaia di euro ad un giovane 161 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 36 BAGNACAVALLO CELEBRAZIONI CON 28 VETERANI CANADESI 162 27/11/2014 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 39 Ciak con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Lanzillotta 163 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 36 Il 3 dicembre al centro sociale Il Cotogno si parla di sicurezza 164 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 36 Auser Donate tre comode poltrone alla casa protetta Giovannardi e Vecchi 165 27/11/2014 La Voce di Romagna Pagina 36 Impara l' arte di costruire "raccoglitori creativi" 166

Il Sole 24 Ore Prima Pagina 1

Italia Oggi Prima Pagina 2

La Voce di Romagna Prima Pagina 3

Pagina 1 Il Sole 24 Ore Enti locali INVESTIMENTI REBUS Il passo corto dell' Europa, più speranze che soldi. L' Europa non tradirà «i figli e i nipoti firmando assegni che finiranno per pagare loro». L' Europa non tradirà «i figli e i nipoti firmando assegni che finiranno per pagare loro». Il Presidente della Commissione Jean Claude Juncker, presentando il suo piano per la crescita da 315 miliardi di investimenti, si preoccupa del futuro dei più giovani. E dedica un pensiero politicamente corretto anche al «bambino greco di Salonicco che deve poter entrare in una scuola moderna con il computer». Dunque, niente denari freschi. Ma tante speranze sì. Quella per cui 21 miliardi di capitale iniziale si moltiplicano al pari della fiducia degli investitori privati e ne mobilitano 315, in particolare a favore dei Paesi più sofferenti. O quella per la quale «piacerebbe» a Juncker che siano i Paesi con «più ampi margini di manovra di bilancio» (leggasi Germania) a contribuire di più al costruendo fondo per gli investimenti capace di strappare l' Europa alla stagnazione. La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) deve mantenere il suo rating da "tripla A" e non può assumersi rischi, ha precisato il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen. D' altra parte, la Cancelliera tedesca Angela Merkel approva «in linea di principio» il piano ma si riserva già una verifica appuntita dei progetti. E non è ancora certo che l' eventuale contributo dei singoli stati nazionali sia escluso dal calcolo del deficit e del debito ai fine del rispetto del Patto di stabilità. Insomma la vecchia «nonna Europa», per stare alla tagliente definizione di Papa Francesco, fa il passo che può. Quello corto, e ancora tutto da scrivere prima nei regolamenti e poi nell' economia reale, ma che consente di dire è «il primo» della svolta dopo l' austerity. Alle sue spalle, in tema di azioni procrescita, il fallimento dei piani del 2008 e del 2012. Ci si augura che non finisca così. Cosa può fare l' Italia? Primo: battersi a Bruxelles per riempire quanto più possibile i buchi del progetto le cui incognite sono pari alle sue ambizioni. Secondo: far scattare i piani relativi ai 40 miliardi subito "bancabili" co finanziabili con la Bei di cui ha parlato il ministro Pier Carlo Padoan. Sarebbe già questo un gran risultato. @guidogentili1. 4

Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali «Primo passo per la svolta su crescita e lavoro» STRASBURGO. Dal nostro inviato L' Efsi (il fondo europeo per gli investimenti strategici) da 315 miliardi di euro non sarà certo il nuovo Fondo sovrano dell' Europa come quello che esiste in Cina o in altri Paesi emergenti dove c' è un surplus di risorse da impiegare al meglio ma semmai uno strumento di garanzia per rimettere in moto il ciclo troppo a lungo bloccato degli investimenti privati. In ogni caso, dice il ministro dell' Economia e presidente di turno dell' Ecofin, Pier Carlo Padoan ieri all' Europarlamento di Strasburgo, è un «primo passo molto importante» per dare quello «shock positivo» che serve a un' Europa con previsioni di crescita riviste al ribasso, inflazione troppo bassa e rischio di stagnazione. Certo, ammette Padoan, «ci sono ancora alcuni punti da chiarire come ad esempio l' implicazione sul rispetto del Patto di stabilità, (ossia se i contributi volontari al Fondo verranno e in quale misura stralciati dal calcolo del deficit come annunciato ieri da Juncker n.d.r.) e quali saranno i criteri di riallocazione non tanto sui Paesi quanto sui progetti». E, aggiunge il responsabile di via XX Settembre, il Governo italiano non ha ancora esaminato l' ipotesi di conferire risorse al Fondo, perché «non sappiamo come funziona» anche se appare «ragionevole» l' effetto leva 1 a 15 annunciato dalla Commissione. Ma, avverte davanti all' assemblea di Strasburgo il ministro italiano: «bisogna fare tutto in fretta. Le aspettative dei cittadini sono crescenti come è crescente anche il rischio di una delusione e servirà un pò di tempo per il piano della Commissione». Di qui la necessità, propone Padoan, di «recuperare la fiducia dei cittadini» facendo partire subito almeno una parte di quei progetti selezionati dalla task force Commissione Bei e finanziabili già all' inizio del prossimo anno con gli strumenti esistenti specie nei settori infrastrutture, istruzione, ricerca e sviluppo, energia. In sostanza, senza attendere che il meccanismo dell' Efsi vada a regime a giugno (ma più realisticamente dopo) quei progetti sui quali i valutatori tecnici hanno già trovato un accordo potrebbero ottenere da subito il disco verde. Tra questi almeno parte dei circa duemila progetti italiani per complessivi 40 miliardi di euro inviati Bruxelles dalla task force nazionale. Solo così bruciando i tempi, secondo Padoan, si può «invertire la tendenza» della caduta degli investimenti in Europa. Padoan si dice convinto che l' iniziativa Juncker rappresenti «una svolta» nella politica economica e nella capacità dell' Europa di tornare a produrre crescita e lavoro. L' effetto leva da uno a 15 che, secondo il presidente della Bei, Werner Hoyer è «prudenziale» perché con l' ultimo aumento di capitale da 10 miliardi di euro sono stati attivati investimenti per 180 miliardi, dovrebbe stimolare, a giudizio di Padoan, nuovi investimenti privati con Bei e banche nazionali di sviluppo che si faranno carico di quella componente di rischio che i privati attualmente non si assumono. In una situazione come quella attuale le risorse Continua > 5

Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali pubbliche secondo il ministro sono destinate ad avere un effetto diretto sull' economia, in un momento come questo di domanda aggregata debole e c' è una situazione di «fallimento del mercato». Nessuna preoccupazione da parte di Padoan inoltre sul giudizio della Commissione relativo alla legge di stabilità italiana che verrà reso noto ufficialmente domani ma le cui linee essenziali (ossia promozione con esame a marzo) sono già note. L' Italia, osserva Padoan, ha «assolutamente la coscienza a posto sulla legge di stabilità». Il governo «non ha ancora ricevuto la lettera» con i dettagli delle considerazioni Ue e conferma gli impegni già contenuti nell' ultima lettera ai commissari Dombrovskis e Moscovici. «Abbiamo un ambiziosissimo programma di riforme strutturali che continua rileva Padoan il consolidamento fiscale in Italia fa progressi importantissimi, perché nel 2015 il deficit/pil sarà al 2,6% e quindi scenderà in modo significativo». RIPRODUZIONE RISERVATA. 6

Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali Selezionare le priorità e «corsia Ue» per i cantieri Continua da pagina 1 Per ora abbiamo il record dei progetti presentati a Bruxelles, per un importo di 87 miliardi. Ancora ieri Pier Carlo Padoan ha spiegato però che i progetti finanziabili «da subito» ammontano a 40 miliardi. Ha fatto, cioè, una prima scrematura, quanto mai opportuna, rispetto a un numero poco serio e poco presentabile. D' altra parte il ministro dell' Economia, insieme a Matteo Renzi, ha scommesso fin dal primo minuto sul «piano Juncker»: il premier ne rivendica la paternità politica, Padoan ha dato l' accelerazione operativa decisiva nell' Ecofin di ottobre, invitando i Paesi, come presidente di turno, a presentare l' elenco delle opere finanziabili. In questa cifra di 40 miliardi, in effetti, l' Economia ha messo un gruppo di opere prioritarie e difendibili: strategiche in chiave Ue, cantierabili e finanziabili con quel mix di fondi (europei, nazionali, locali, privati, capitali di rischio, prestiti, bond, garanzie) che sembra, in attesa di chiarimenti esecutivi, la formula privilegiata dal «piano Juncker». Forse per l' Italia serve un passo avanti in più e indicare 4 o 5 priorità: la banda larga (per cui sono stati chiesti 7 miliardi), tre ferrovie veloci come la Torino Lione, la Brescia Padova e la Napoli Bari e il piano per la prevenzione del dissesto idrogeologico che in questo momento è la priorità numero uno per il governo Renzi. Opere che la Ue non potrà non riconoscere come leve fondamentali di crescita. A questi interventi è giusto aggiungere un pacchetto di opere finanziabili con l' apporto di capitali privati: prevalentemente autostrade. Occorre ricordare che l' Italia ha giocato d' anticipo su questo fronte, avendo rilanciato strumenti innovativi (ma dormienti) come defiscalizzazione, credito di imposta e project bond per opere finanziate da capitali privati. Qui è il futuro del finanziamento delle infrastrutture in un mondo in cui sono largamente disponibili capitali privati in cerca di rendimenti e non più disponibili capitali pubblici. Non si può tuttavia pensare che questo cambiamento di rotta di medio periodo che Padoan correttamente richiama da mesi produca quegli effetti sperati di rilancio immediato degli investimenti. Tanto più se si punta su opere come la Orte Mestre. C' è un ultimo punto che bisogna ricordare quando si parla di interventi privati (che hanno bisogno di ridurre drasticamente il rischio amministrativo) o quando si parla di investimenti pubblici urgenti. Le procedure italiane una corsa a ostacoli senza certezze di tempi e di costi non sono adatte e lo sblocca Italia, che ha introdotto alcuni elementi di miglioramento, non è ancora sufficiente. Ci vuole una «corsia preferenziale europea» che consenta di mantenere il rispetto di quella urgenza che lo stesso piano Juncker evoca. Continua > 7

Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali Una corsia speciale che superi, con il bollino Ue, le procedure italiane. E strutture della Pa che consentano di superare la frammentazione e l' inefficienza italiana. Speravamo nell' Agenzia sui fondi Ue per portare un po' di Europa in Italia ma anche quel decollo, atteso già da mesi, non c' è ancora stato. RIPRODUZIONE RISERVATA. 8

Pagina 5 Il Sole 24 Ore Enti locali La doppia risposta del Governo ROMA Un maxi piano, per ora sulla carta, di stabilizzazione, a settembre 2015, di poco più di 148mila precari "storici" (di cui 140mila abilitati iscritti nelle graduatorie a esaurimento); e l' annuncio, molto più importante, del ritorno a concorsi «con cadenza regolare», a cominciare già dal prossimo anno dove, spiega il ministero dell' Istruzione, «verrà emanato un bando da circa 40mila posti» per assumere professori di ruolo. Con queste due "mosse" il Governo prova a rispondere, almeno sul fronte docenti, alla sentenza della Corte Ue di ieri che ha bacchettato l' Italia sull' eccessivo utilizzo (e reiterazione) dei contratti a tempo determinato per coprire posti «vacanti e disponibili». Nessuna richiesta di stabilizzazioni di massa di personale precario (docenti e amministrativi), quindi, è arrivata al nostro Paese, ma solo un sollecito ad attivare le procedure concorsuali per evitare di rinnovare, di anno in anno, contratti a termine per la copertura di queste supplenze annuali (in contrasto con le regole comunitarie). I posti «vacanti e disponibili» (una peculiarità della scuola) in organico di diritto (cioè posti realmente esistenti) sono: 11.200 per docenti "comuni", 3.600 per il sostegno, 3.600 Ata (gli amministrativi), a cui bisogna aggiungere i supplenti annuali nominati fino al 30 giugno, e si arriva così a una cifra di circa 35mila posti complessivi vacanti e disponibili annualmente coperti da personale precario. E che è giusto «immettere in ruolo, compresi coloro che li occupano pur non essendo nelle graduatorie permanenti», ha evidenziato il leader della Uil Scuola, Massimo Di Menna. Il totale dei contratti a termine nella scuola calcolati nel conto annuale della Ragioneria dello Stato di prossima pubblicazione anno di riferimento 2013 sono 147.600, di cui 115mila con durata superiore ai tre anni. Numeri pertanto nettamente inferiori alla maxi tornata di stabilizzazioni a cui pensa il governo e che inoltre costano molto: un miliardo per il 2015 (per coprire le mensilità di stipendio da settembre a dicembre) e tre miliardi a regime; risorse che sono contenute nel Ddl Stabilità che istituisce un fondo ad hoc (per «La Buona Scuola»). Ma che se venisse utilizzato interamente per l' assunzione, al prossimo settembre, degli oltre 148mila precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento rischierebbe di azzerare, da subito, tutte le disponibilità, togliendo risorse ad altre priorità, come il potenziamento delle lingue, dell' informatica e dell' alternanza scuola lavoro, solo per fare alcuni esempi. Maggiormente calzante, a fronte dello specifico rilievo Ue (e più aderente pure alle reali esigenze della scuola italiana), è la seconda risposta che intende dare il Governo: il superamento, in prospettiva, dell' attuale criterio di reclutamento (50% dalle graduatorie dei precari e 50% da concorsi) per arrivare a Continua > 9

Pagina 5 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali bandire procedure concorsuali per assumere il personale a tempo indeterminato (come del resto prevede anche la nostra Costituzione). Limitatamente ai docenti, l' ultima selezione bandita è datata 2012 (voluta da Francesco Profumo ma ancora non conclusa) e prima di questa il concorso precedente è del 1999. Bene quindi l' impegno assunto da Stefania Giannini di voler tornare ai concorsi, con cadenza regolare, «per superare la logica emergenziale». Ma soprattutto serve guardare alle reali esigenze degli studenti che non hanno bisogno di insegnanti in più, ma di docenti selezionati in base al merito. Non è un mistero, infatti, che già oggi, dopo i tagli dell' era Gelmini Tremonti, il rapporto docenti alunni in Italia è nella norma, 1 a 12. E pure al di sotto della media Ue che è di 1 a 15. RIPRODUZIONE RISERVATA. 10

Pagina 6 Il Sole 24 Ore Enti locali ROMA «Il quadro di riferimento del Jobs act va in una direzione che consideriamo positiva. ROMA «Il quadro di riferimento del Jobs act va in una direzione che consideriamo positiva. Ma occorre il coraggio di andare avanti: l' Italia ha un problema di competitività, il mondo cambia, non possiamo avere regole che appartengono al passato». Stefano Dolcetta, vice presidente di Confindustria per le relazioni industriali, commenta la riforma del mercato del lavoro, approvato alla Camera. Dopo il passaggio al Senato, serviranno i decreti attuativi. «Sarà un banco di prova importante per l' efficacia della riforma. Da parte nostra, vogliamo spronare il governo a proseguire con determinazione, la situazione economica è molto difficile non è il momento per abbassare l' asticella del compromesso». La riforma introduce il contratto a tutele crescenti, è un modo per rendere più flessibile e più conveniente il contratto a tempo indeterminato, come Confindustria chiedeva? Non esattamente, anche se può diventare nel tempo un elemento di flessibilità e può ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato. Il limite però è che si crea una nuova tipologia contrattuale, un fattore che può generare confusione, perché le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti. Perché possa essere esteso a tutta la platea dei lavoratori passeranno anni. Sarebbe stato meglio cambiare le regole per tutti. Soluzioni possibili? Se questa novità sarà accolta positivamente e aiuterà l' occupazione stabile, allora sarebbe utile proseguire in questa direzione e applicare anche ai vecchi contratti le soluzioni individuate per quelli a tutele crescenti, in modo da rendere più rapido il passaggio dal vecchio al nuovo sistema. Resta aperta la questione degli indennizzi nel caso dei licenziamenti individuali: le cifre che girano sono più alte della media europea... Saranno definiti nei decreti di attuazione della delega e come si dice il diavolo si nasconde nei dettagli. Meglio essere prudenti. Stiamo comunque parlando di cifre che dovranno indennizzare un licenziamento per motivi economici e penso che il punto di riferimento possa essere ciò che accade nei paesi europei. Va assolutamente evitato un aumento dei costi attuali. C' è anche l' ipotesi di evitare che le controverie finiscano davanti al giudice: è una buona soluzione per stringere i tempi e dare più certezze? Continua > 11

Pagina 6 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali L' idea è positiva, ci sarebbe certezza dei tempi e si eviterebbero le lungaggini dei tribunali. Ma appunto si deve trovare un giusto equilibrio. Ci tengo a sottolineare che le imprese licenziano quando sono costrette. Bisogna tenerlo presente perché altrimenti si finisce per far pagare alle imprese i costi del compromesso politico sull' articolo 18. La riforma tocca di nuovo anche il tema degli ammortizzatori: qual è il vostro obiettivo? Un mercato del lavoro più dinamico, che rilanci le politiche attive, per creare occupazione. Gli ammortizzatori sociali hanno attenuato le ricadute occupazionali della crisi ma il loro uso improprio ha ritardato i processi di ristrutturazione di molte imprese e quindi ha penalizzato la competitività del nostro sistema produttivo. Non ha senso una cassa integrazione che duri per anni anche laddove non c' è possibilità di ripresa. Le risorse vanno bilanciate tra politiche passive di tutela e i servizi o per il lavoro o per la ricollocazione. Nella delega c' è anche questa parte, certamente la più difficile da affrontare vista la situazione di crisi. Sarà impegnativo ma non mi pare si possa sfuggire il problema. È una partita lunga, quindi, ancora... Si giocherà anche nei prossimi mesi. Ed è importante, appunto, che si prosegua avendo in mente la necessità delle aziende di essere più flessibili, più competitive, di ridurre i costi. Il taglio dell' Irap e gli sgravi contributivi per chi verrà assunto a tempo indeterminato il prossimo anno, potrebbero generare una "fiammata occupazionale" e favorire la trasformazione in contratti a tutele crescenti di un numero significativo di contratti a termine. È un obiettivo importante, da perseguire però con gli incentivi economici e normativi senza cedere alla tentazione di limitare la flessibilità caricando di costi i contratti a termine. RIPRODUZIONE RISERVATA. 12

Pagina 8 Il Sole 24 Ore Enti locali Imprese Pochi sconti Il progetto ipotizza una deducibilità da Irpef e Ires per gli immobili strumentali al 20% (oggi l' Imu è deducibile al 20% e la Tasi al 100%). Nella bozza scompaiono anche l' esenzione per i fabbricati invenduti dalle imprese costruttrici e per i rurali strumentali (ma con aliquota all' 1 per mille) 13

Pagina 8 Il Sole 24 Ore Enti locali Rischio local tax per le imprese Nella prima bozza deducibilità solo al 20% per capannoni e fabbricati strumentali MILANO Abitazione principale con aliquota standard al 2,5 per mille e massima al 5 per mille, accompagnate da una detrazione fissa da 100 euro, tetto al 12 per mille sugli altri immobili ma deducibilità limitata al 20% per i capannoni e in genere i fabbricati strumentali alle attività economiche. La prima bozza sulla «tassa unica» locale, emersa dal cantiere governativo che la sta lavorando in vista dell' emendamento alla legge di stabilità da introdurre al Senato, conferma le anticipazioni della vigilia (si veda Il Sole 24 Ore del 15 novembre) ma si rivela più "avara" del previsto sul versante degli "sconti" sul reddito di imprese, artigiani, commercianti e professionisti. Nelle settimane scorse, era stata ipotizzata la possibilità di scontare dal reddito Ires o Irpef almeno il 30% della tassa pagata sugli immobili strumentali, e c' è da sperare che il testo definitivo non vada sotto questa soglia: oggi infatti l' Imu è deducibile al 20% ma la Tasi al 100%, e nei Comuni (la metà del totale) che hanno applicato anche il tributo sui servizi indivisibili a negozi e capannoni il ritorno al 20% si tradurrebbe in un nuovo rincaro fiscale. Il testo, comunque, deve ancora trovare la propria forma definitiva, che dovrebbe ospitare anche la norma annunciata dal sottosegretario all' Economia Enrico Zanetti con cui si escluderà la possibilità (solo per il futuro) di far moltiplicare la base imponibile per la presenza di macchinari «imbullonati». Quella fra sconti e gettito è una partita delicata, tanto più in un contesto nel quale il limite massimo delle aliquote lontano dall' abitazione principale sale al 12 per mille, cioè più in alto del 10,6 per mille attuale (11,4 nei Comuni che hanno previsto detrazioni sull' abitazione principale finanziandole con la «super Tasi»). Scompare, poi, l' esenzione Imu sui fabbricati invenduti dai costruttori (rimane la possibilità di aliquote agevolate scelte dai Comuni) e quella sui rurali strumentali, che incontrano un' aliquota standard dell' 1 per mille (come la Tasi) e massima del 2 per mille. Chiaro, invece, nella bozza appare l' obiettivo della "semplificazione", perseguito attraverso una deroga espressa all' autonomia tributaria (articolo 52 del Dlgs 446/1997) che quest' anno fra Imu e Tasi ha prodotto 200mila aliquote nelle diverse delibere comunali. In base al progetto, la tassa unica potrà essere differenziata solo «nei limiti e nei casi previsti dalla legge», cioè dalla stessa nuova normativa che offre un panorama decisamente più limitato rispetto a quello attuale. Sull' abitazione principale, per esempio, si prevedono possibili aliquote diverse per le case «di lusso» (categorie A/1, A/8 e A/9), per Continua > 14

Pagina 8 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali quelle in cui viva un invalido al 100% o «con situazione di riconosciuta gravità» oppure per le famiglie con più di tre figli conviventi fino a 26 anni di età (nessuno sconto aggiuntivo è previsto per i primi tre figli). Sulle case diverse dalla prima, invece, le aliquote potranno differenziarsi per gli immobili (ufficialmente) vuoti da almeno due anni, per quelli affittati a canone concordato, per quelli in cui il locatario stabilisce la propria abitazione principale e per i comodati a parenti oltre il primo grado (per genitori e figli resta l' assimilazione automatica all' abitazione principale). gianni.trovati@ilsole24ore.com RIPRODUZIONE RISERVATA. 15

Pagina 8 Il Sole 24 Ore Enti locali Un solo canone a 120 euro al metro per aree e pubblicità Una norma fotocopia che dovrebbe semplificare le imposte locali "minori", creando però da subito alcune perplessità. Nel testo della bozza sulla "tassa unica" è contenuto anche il riordino di Tosap, Cosap e affissioni pubblicità. Le prime due sono in sostanza le tasse o i contributi che si pagano per l' occupazione del suolo pubblico (quelle, tanto per intenderci, usate per mettere i tavolini di bar e ristoranti all' aperto o per il «passo carraio»), mentre l' ultima è l' imposta sulla pubblicità che paga più o meno chiunque esponga anche l' insegna di un negozio, sino ai cartelloni di decine di molte decine di metri quadrati sulle facciate cieche dei palazzi. In sostanza, la massima libertà viene lasciata ai Comuni nella determinazione del «canone patrimoniale di concessione o autorizzazione», che in qualche caso potrebbe anche scendere. Intanto, sinché il Comune non delibererà in merito (nella bozza non ci sono termini) tutti pagheranno 120 euro al metro quadrato all' anno (da calcolare in base al periodo di effettiva occupazione), salvo conguaglio (la delibera dovrebbe aver effetto dal 1 gennaio 2015). Inoltre, il «canone» perde le connotazioni fiscali, quindi il contenzioso su queste materie non sarà soggetto alla giurisdizione tributaria ma solo quella civile. Le regole generali saranno le seguenti: 1) il canone sostituisce Cosap, Tosap, imposta su pubblicità e affissioni, canone per autorizzazione all' installazione dei mezzi pubblicitari, canone per l' occupazione di strade e qualunque canone «ricognitorio o concessorio», fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi. È abrogata anche l' imposta municipale secondaria che a loro volta, dal 2011, i Comuni avrebbero potuto istituire per assorbire le stesse tasse elencate prima. Presupposto per l' assoggettamento al canone è l' occupazione (anche abusiva) di beni demaniali o del patrimonio indisponibile di Comuni e Province; 2) la tariffa standard è fissata in tutti i casi a 120 euro al metro quadrato occupato (anche con mezzi pubblicitari) e tale resterà sino all' istituzione ufficiale del canone con regolamento da adottare da parte del consiglio comunale o provinciale. Paga chi effettua l' occupazione e (se viene fatta con mezzi pubblicitari), in solido, anche chi usa il mezzo per diffondere il proprio messaggio pubblicitario; 3) le occupazioni abusive sconteranno un aumento del canone del 50% e una sanzione pari almeno alla stessa somma (ma non superiore al doppio); 4) la tariffa può essere aumentata per certe zone (che non possono essere superiori al 30% del centro abitato) e gli enti locali prevedono, all' occorrenza, riduzioni ed esenzioni (che sono a gradi linee quelle già previste dalla normativa attuale); ma è prevista una norma più generale che recita «I Comuni e le Province possono Continua > 16

Pagina 8 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali prevedere nei rispettivi regolamenti ulteriori esenzioni dal canone», di fatto rendendo illimitato il potere di intervento degli enti locali sul futuro canone; 5) gli enti locali potranno affidare al riscossione agli enti cui già risulterà consegnata la gestione del servizio alla data del 31 dicembre 2014. In particolare, per l' imposta sulla pubblicità, i «metri quadrati» a 120 euro l' uno per anno si calcoleranno sia che le installazioni pubblicitarie occupino il suolo pubblico, sia che vengano collocate su spazi privati visibili dal territorio comunale (come avviene nella maggior parte dei casi quando si tratta di cartelloni di grandi dimensioni); in questo caso, però, il canone è ridotto del 50 per cento. RIPRODUZIONE RISERVATA. 17

Pagina 9 Il Sole 24 Ore Enti locali Irap Estese all' agricoltura le deduzioni per i neoassunti Le deduzioni Irap del costo del lavoro dalla base imponibile previste per i nuovi assunti a tempo indeterminato vengono estese anche ai lavoratori in agricoltura. Le coperture per il beneficio fiscale sono assicurate dalla riduzione delle quantità di gasolio agricolo che godono di un' accisa agevolata. 18

Pagina 9 Il Sole 24 Ore Enti locali Fisco, accesso pieno alle banche dati Detrazione dei finanziamenti che i politici versano al partito Ok al tetto alle pensioni d' oro ROMA Tetto su tutte le pensioni d' oro dal 1 gennaio 2015, nuove e "in essere", con vantaggi in termini di importo dell' assegno dall' obbligo di calcolo col sistema misto. E con una ricaduta diretta sugli assegni di magistrati, professori universitari, medici e grand commis. Stop anche alle penalizzazioni della riforma Fornero sui pensionamenti con meno di 62 anni per chi entro il 2017 maturerà almeno 42 anni e 1 mese di contribuzione (41 anni a 1 mese per le donne). Azzeramento della componente costo lavoro dell' Irap anche per gli stagionali agricoli. Possibilità per l' Agenzia delle entrate di utilizzare totalmente le banche dati per la lotta all' evasione non intrusiva (senza le "liste selezionate" previste dal Salva Italia del Governo Monti) ovvero non solo mirata ai contribuenti a maggior rischio. Estensione del piano di razionalizzazione delle partecipate anche a Camere di commercio, università pubbliche e autorità portuali. E mille euro annui in buoni acquisto per 45mila famiglie con almeno 4 figli con un Isee inferiore a 8.500 euro attraverso la destinazione di 45 milioni al Fondo famiglia. Sono alcuni degli ultimi emendamenti alla legge di stabilità approvati dalla Commissione Bilancio della Camera che, al termine di una una lunga no stop, ha dato l' ok in referente a tarda sera. Da domani la manovra sarà in Aula dove al più tardi sabato il Governo ricorrerà alla "blindatura" del testo approvato dalla commissione ripartito in tre maxi articoli su cui saranno votate altrettante fiducie. Il disco verde di Montecitorio dovrebbe arrivare entro domenica, anche se c' è chi non esclude un prolungamento dei lavori a lunedì. Dalla prossima settimana la "stabilità" sarà al Senato dove saranno affrontati i nodi rimasti in sospeso: dalla tassazione sui fondi pensione all' Irap. Il testo tornerà poi alla Camera e non è escluso che il sì finale arrivi dopo Natale. Tra gli ultimi ritocchi apportati dalla "Bilancio" la possibilità per candidati o eletti alle cariche pubbliche, ovvero i politici, di detrarre tutti i finanziamenti considerati «erogazioni liberali», comprese le quote fisse versate dai partiti per le quali fin qui lo sconto non era automatico. Un correttivo che ha scatenato la reazione del M5S. È poi prorogato al 2015 l' ecobonus energetico del 65% anche per gli interventi di consolidamento antisismico. Viene rivista la disciplina degli agenti della riscossione anche attraverso l' attivazione di un processo semplificato e potenziato di gestione e controllo dei crediti inesigibili. Scatta l' esclusione dal cosiddetto Continua > 19

Pagina 9 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali split payment per i professionisti. Vengono dimezzati i tagli (da 150 a 75 milioni) ai patronati per quali prende il via un piano di riordino anche con l' obiettivo di ridurne un terzo (una decina). Con un emendamento di Fi rispunta la riforma delle commissioni giudicatrici per gli esami di maturità nella scuola. Arrivano 100 milioni nel 2015 per il rilancio del piano di sviluppo degli asili, 7,7 milioni per distribuire pasti ai più poveri attingendo sempre al Fondo famiglia e 110 milioni agli Lsu di Napoli e Palermo. Tornando alla possibilità per l' Agenzia delle entrate di utilizzare le informazioni delle banche dati «per l' analisi del rischio evasione», l' emendamento presentato dal Pd (primo firmatario Marco Causi) prevede che i dati raccolti saranno utilizzati per la definizione della giacenza media annua nei conti correnti bancari e postali ai fini della determinazione Isee. Un altro correttivo del relatore Mauro Guerra (Pd) consente all' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di assumere per il 2015 in via straordinaria personale per coprire i posti vacanti. Via libera anche al rilascio delle frequenze televisive del digitale terrestre non affidate in gara alle emittenti locali. Per tutto il 2015 la spending sugli acquisti di beni e servizi e sulle assunzioni di personale non si applicherà alla società Expo. Sono poi destinati 10 milioni dal 2015 alla lotta contro l' Ebola e benefici previdenziali ai lavoratori colpiti da amianto. Il credito d' imposta sul wi fi per hotel e alberghi sarà concesso solo se il servizio è gratuito e con una connessione di almeno 1 megabit. È saltato il ritocco del Governo sulla social card agli immigrati così come quello del Pd sulla rateizzazione delle cartelle esattoriali. RIPRODUZIONE RISERVATA. 20

Pagina 9 Il Sole 24 Ore Enti locali Partecipate Riordino anche per le società di atenei e camere commercio Stretta sulla razionalizzazione delle società partecipate, non solo degli enti locali, ma anche di «camere di commercio, università e istituti di istruzione universitaria pubblici e autorità portuali». L' obiettivo resta quello di una riduzione entro il 2015 per cui va presentato un «piano operativo» entro il 31 marzo prossimo. 21

Pagina 9 Il Sole 24 Ore Enti locali Su Sabatini e made in Italy un primo segnale da non sciupare Con il vincolo delle risorse sempre lì a frenare, le correzioni alla legge di stabilità arrivate alla Camera sono tutto sommato un buon segnale di attenzione nei confronti dell' industria. Il rifinanziamento della "nuova Sabatini" e la dote trovata in extremis per il Piano straordinario sul made in Italy sono due basi su cui sostenere un buon ciclo di nuovi investimenti e di esportazioni, ma al tempo stesso è solo rinviata al Senato la risoluzione di altre questioni cruciali come la "patrimoniale " sui macchinari e l' ampliamento del credito d' imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Partendo dalle cose portate al traguardo, la "nuova Sabatini" si è dimostrata un buon volano per le imprese manifatturiere, che hanno attinto ai finanziamenti agevolati con una rapidità che porterà a breve all' esaurimento delle risorse che erano state stanziate dal decreto "del fare" (circa 190 milioni di contributi statali per attivare finanziamenti pari a 2,5 miliardi). La nuova dote, perfezionata alla Camera con un emendamento alla Stabilità, consiste in circa 217 milioni spalmati in sette anni che dovrebbero consentire di "accendere" finanziamenti bancari a buon mercato per ulteriori 2,5 miliardi. La leva del credito trova in questo modo un utile supporto. Così come utile alla penetrazione delle nostre imprese all' estero si rivelerà la dote assegnata al Piano straordinario per il made in Italy che era stato inizialmente varato senza risorse nell' ambito del decreto sblocca Italia. Sul piatto, dopo un lungo tira e molla con il Tesoro, quanto richiesto dallo Sviluppo economico: 130 milioni per il 2015, 50 nel 2016 e 40 nel 2017. Ora, è chiaro, il compito più difficile diventa utilizzare lo stanziamento nel modo più efficace possibile se davvero si pensa di guadagnare alla causa dell' export 22mila Pmi che fino ad oggi hanno venduto i loro prodotti esclusivamente entro i confini nazionali. Le attenzioni dell' industria, tuttavia, si spostano ora su cosa potrà accadere a Palazzo Madama. È al Senato che andrà risolto il pasticcio dei cosiddetti "imbullonati" e dell' Imu sui capannoni. Nel primo caso si considera ai fini del calcolo della rendita catastale i "macchinari imbullonati", che sono in realtà dei fattori produttivi e non un patrimonio immobile; nel secondo si limita la deducibilità dell' Imu alle sole imposte dirette (peraltro soltanto al 20%). È possibile che, almeno sul primo fronte e almeno per il futuro, una soluzione si concretizzi al Senato mediante l' introduzione di una disciplina transitoria sulla tassazione degli immobili strumentali. Più difficile, complici le coperture da individuare, intervenire sul secondo punto. E le risorse, ancora una volta, potrebbero essere l' ostacolo da superare anche per il potenziamento del Continua > 22

Pagina 9 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali credito d' imposta per investimenti in ricerca. In questo caso in ballo, almeno per contratti con università ed enti di ricerca, c' è il calcolo del beneficio non più sulla media degli incrementi annuali ma sul valore assoluto degli investimenti. RIPRODUZIONE RISERVATA. 23

Pagina 13 Il Sole 24 Ore Enti locali La tentazione del voto e i tempi lunghi del dividendo delle riforme u Continua da pagina 1 La opzione delle urne a breve, nel giro dei prossimi sei mesi, resta ancora in campo come strategia d' uscita del premier per scavalcare blocchi parlamentari e la pressione delle piazze che certamente incontrerà nelle prossime settimane. Nonostante i messaggi rassicuranti ripetuti ieri a Giorgio Napolitano, a Palazzo Chigi sanno bene che quello che accaduto sul Jobs act è solo l' inizio. Lo strappo nel Pd, le perplessità di un' altra parte della minoranza del partito, l' uscita dall' Aula delle opposizioni per far mancare il numero legale è la prima scena di molte che andranno in onda tra la Camera e il Senato. La strategia adottata da una parte della minoranza Pd è chiara: consumare Renzi e le sue riforme nella guerriglia parlamentare che toccherà l' apice nella elezione per il Quirinale. Nessuno tra le opposizioni fuori e dentro il Pd è pronto per le urne ma nemmeno il premier può pensare di avere la carta del voto in tasca. È un azzardo più che un' opzione. Le previsioni economiche hanno mostrato in varie circostanze imprecisioni ed errori ma su un punto la storia politica ed economica si è rivelata incontrovertibile: le riforme hanno un effetto immediato sulla perdita di consenso e un effetto ritardato sui benefici economici. È in questo arco di tempo che il premier deve muoversi per incassare il dividendo di quello che sta facendo oggi e che gli sta costando in termini di popolarità. La riforma del lavoro divide ma l' unico modo in cui può vincere le opposizioni di piazza è muovere verso il basso una percentuale: il 12,6% di disoccupazione. Stesso discorso sulla legge di stabilità che porta in dote all' elettorato medio basso e alle imprese un pacchetto di 80 euro di bonus Irpef e tagli all' Irap ma avrà bisogno di tempo per attecchire su un clima di aspettative negative ormai consolidato. Ieri l' Istat ha segnalato un nuovo calo della fiducia dei consumatori. E sul Pil il Centro Studi di Confindustria non vede variazioni nel quarto trimestre rinviando la «ripartenza» nel 2015. Non sono condizioni in cui preparare una campagna elettorale. Soprattutto perché all' inizio di un percorso riformatore, si raccoglie solo tempesta. Come racconta Tony Blair nell' articolo in pag.12 «io e Schröder eravamo accusati di agire come conservatori» e ieri in un' intervista a Sky Tg24 diceva «quando si fanno i cambiamenti sembra un inferno, dopo che li hai fatti ne avresti voluti fare di più». E Renzi adesso e nei prossimi mesi sarà «nell' inferno» di cui parla l' ex premier britannico. E potrebbe fare lo stesso racconto Gerhard Schröder che attraversò la recessione, con il numero record di 5 milioni di disoccupati, varò le riforme del lavoro tra cui il pacchetto Hartz IV, il più corposo, a Continua > 24

Pagina 13 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali gennaio 2005. A settembre di quell' anno andò alle urne e perse seppure di misura (ci fu anche la scissione della Linke). In quell' anno la disoccupazione tedesca era quasi quanto quella italiana, sopra all' 11%, ma un anno dopo, nell' agosto del 2006, scese al 10,6% e dopo un anno toccò il livello più basso dei 14 anni precedenti, l' 8,7% (oggi è intorno al 5%). Al Governo era arrivata Angela Merkel che incassò il dividendo delle riforme si guardò bene dal metterle in discussione nonostante la spinta dell' Spd nella Grosse Koalition che voleva tornare indietro. E ancora alle ultime elezioni ha rivendicato il risultato di cambiamenti altrui. Il calcolo dei costi benefici delle riforme è tutto sui tempi. Se si accettano i costi bisogna riuscire a governare fino ai dividendi. RIPRODUZIONE RISERVATA. 25

Pagina 17 Il Sole 24 Ore Enti locali Il processo di terziarizzazione degli ultimi anni è evidente. Bonometti: aggregazioni contro il gap dimensionale. Il processo di terziarizzazione degli ultimi anni è evidente. In dieci anni, dal 2001 al 2011 (secondo il confronto tra le basi di dati degli ultimi due censimenti) il peso del manifatturiero, anche qui tra i capannoni che si affacciano sulla autostrada A4, si è ridotto dal 42,9% al 35,4%, seguendo una tendenza in atto dagli anni Settanta. La patria del ferro non tradisce però la sua vocazione: il 55,9% degli addetti totali del manifatturiero è impiegato nella metallurgia e nella meccanica. A scanso di equivoci, il presidente degli industriali locali, Marco Bonometti, non ha alcun dubbio: «Brescia dice continuerà ad esprimere un ruolo importante nel manifatturiero, anche nel futuro, appropriandosi di un ruolo da leader e di traino in Lombardia, che a sua volta è motore dell' industria italiana». I dati sulla patrimonializzazione delle imprese e sugli investimenti programmati tra le aziende (si veda articolo nella pagina a fianco) sono la conferma che, secondo Bonometti, dopo anni di difficoltà e di disorientamento «gli imprenditori bresciani hanno ritrovato la fiducia in loro stessi». Ora, però, bisogna creare le «condizioni perché possano continuare a credere nell' impresa». Da una parte, nell' analisi del presidente dell' Aib, ci sono gli ostacoli burocratici, o fiscali, come l' Imu sui macchinari, che «va eliminata. Gli impianti industriali non sono immobili da tassare spiega Bonometti. Serve un quadro di certezza, un' operazione semplice che non costerebbe nulla e che darebbe ulteriore fiducia al territorio». Accanto alla risoluzione di questi nodi, le imprese sono però chiamate, secondo il leader degli industriali bresciani, anche ad un «salto culturale» per risolvere il problema dimensionale, vero gap competitivo anche nel confronto con i concorrenti all' estero. Gli sforzi di Aib saranno indirizzati, nei prossimi mesi, proprio in questa direzione. «Dobbiamo spingere di più sui cluster spiega Bonometti, lavorare per favorire l' aggregazione tra le aziende e valorizzare un approccio di filiera». Il vicepresidente di Confindustria Aldo Bonomi, imprenditore dell' area lumezzanese, accusa:«è l' Italia dice a non essere competitiva. Noi possiamo fare una piccola parte, ma ci vuole tempo. Il terreno nei confronti dei nostri competitor l' abbiamo perso in 20 anni di mancate riforme, non in pochi mesi». Anche per Bonomi «è solo questione di fiducia. Brescia può tornare ad essere molto forte, lavorando anche sul fronte delle aggregazioni». Anche Manuel Morandi, piccolo imprenditore creatore del portale Siderweb e della fiera di settore Made in Steel, insiste da tempo su questo tasto, soprattutto per la sua filiera di riferimento, quella siderurgica, Continua > 26