PRODUTTORI DI LATTE.

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CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE Processo Legislativo Settore Commissioni Consiliari MOZIONE N.501 MISURE A SOSTEGNO DEI PRODUTTORI DI LATTE. Presentata dai Consiglieri regionali; ROSTAGNO EL VIO (primo firmatario), ALLEMANO PAOLO, APPIANO ANDREA, BARAZZOTTO VITTORIO, BOETI ANTONINO, CONTICELLINADIA, OTTRIA DOMENICO VALTER, ROSSI DOMENICO Protocolio CR n. 35504 Presentato in data 14/10/2015 X LEGISLATURA

Consiglio Regionale del Piemon;, BCOD35504'flOiOGB-04 I4M0M5 CR CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE 11:44 14 Ott 15 R0100B 081887 Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte MOZIONE fj Sod ai sensi dell'articolo 18, comma 4, dello Statuto e dell'articolo Ì02 del Regolamento interno trattazione in Aula I trattazione in Commissione Oggetto: Misure a sostegno dei produttori di latte II Consiglio regionale del Piemonte, premesso che gli allevatori produttori di latte stanno affrontando una grave crisi legata al netto peggioramento delle condizioni di mercato rispetto agli anni passati. A gennaio 2014 in Piemonte il prezzo medio del latte alla stalla era di 39 centesimi al litro, esclusi i premi qualità. Nel 2015 tale prezzo è sceso a 34-35 centesimi al litro, compresi i premi qualità, per arrivare in alcuni casi anche a meno di 30 centesimi al litro; in pratica un litro di latte alla stalla vale oggi meno di 700 lire, stesso prezzo del 1997, ma allora il prezzo al consumo era di 2.000 lire al litro, mentre ora supera le 3.000 lire. II costo della materia prima incide sempre meno: allora pesava per il 35 per cento sul prezzo finale, mentre adesso incide per il 20 per cento; di conseguenza gli allevatori hanno perso margini di guadagno e oggi rischiano di produrre sottocosto;

considerato che a livello mondiale, europeo e italiano si è assistito ad un aumento della produzione connesso anche al termine del regime delle quote latte dell'unione europea, mentre i consumi di latte e derivati sono in calo. A livello internazionale i prezzi sono più bassi rispetto al passato e molta materia prima viene importata: secondo stime accreditate l'italia oggi fa arrivare dall'estero il 42 per cento del latte che consuma; a causa della crisi determinata dalle condizioni illustrate, nel nostro Paese il settore ha perso in 12 anni circa 31mila stalle, di cui ben ornila negli ultimi 5 anni; constatato, infatti, che i costi di produzione in Italia sono più alti rispetto a quelli delle altre Nazioni europee sia per quanto riguarda l'energia (gas, energia elettrica, combustibili), sia per la manodopera - a causa degli elevati oneri sociali -, sia ancora per i prezzi dei terreni (tali prezzi arrivano, ad esempio, a 4-6 volte rispetto alla Francia). Il combianto disposto di tali condizioni determina una perdita di competitivita che penalizza i nostri allevatori; inoltre il sistema di remunerazione degli allevatori piemontesi risulta penalizzante rispetto ad altre regioni limitrofe come la Lombardia - il cui metodo di analisi del latte è differente - e poiché basato su un meccanismo "a fasce",cioè viene maggiormente remunerato chi munge di più creando condizioni di svantaggio per le piccole aziende; rilevato che il prezzo medio del latte viene oggi influenzato dalle poche industrie agro alimentari sul mercato e l'attuale calo determina la perdita dei margini di guadagno da parte degli allevatori, che rischiano di produrre sottocosto; rispetto a tali condizioni di possibile limitazione della concorrenza l'autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nel maggio scorso un'indagine conoscitiva

per verificare la correttezza dei comportamenti degli operatori dell'industria agroalimentare; a livello di Ministero della Salute è attivo un Piano nazionale per il benessere animale ed avviene già che il latte possa essere pagato diversamente dalle catene della grande distribuzione ai produttori in base al rispetto di determinati parametri; reputato che occorra individuare al più presto soluzioni atte a consentire le migliori condizioni per tutte le parti coinvolte nella filiera. A tale riguardo il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 - che sta finalmente ultimando l'iter di approvazione e sta per essere attuato anche in Piemonte - può costituire uno strumento fondamentale per sostenere processi di incentivazione alle politiche di filiera e iniziative da parte dei produttori mirate alla salvaguardia del benessere animale e, di conseguenza, della qualità del latte. In questo modo il settore agroindustriale sarebbe stimolato ad attuare una vera "tracciabilità" di filiera, e invogliato a pagare di più il latte che proviene da quelle aziende che producono meglio promuovendo investimenti per la gestione dei propri animali secondo canoni di benessere animale, ecosistenibilità, riduzione di consumo di farmaci, etc; sia inoltre necessario investire sulla valorizzazione delle produzioni a denominazione d'origine protetta che garantiscono, nei fatti, un miglior apprezzamento della produzione, parallelamente perseguendo una maggiore tutela dalle contraffazioni delle nostre produzioni, sia sul fronte interno che sui mercati internazionali; Tutto ciò premesso IMPEGNA la Giunta regionale del Piemonte a farsi promotrice di un Tavolo di trattativa con il coinvolgimento dei sindacati dei produttori di latte e dei rappresentanti dell'industria agro-alimentare;

a individuare nei nuovi bandi del PSR 2014-2020 legati alla filiera agro-alimentare processi di incentivazione alle politiche di filiera e alle iniziative da parte dei produttori mirate alla salvaguardia del benessere animale e, di conseguenza, della qualità del latte; ad attivarsi presso il Parlamento e il Governo affinchè analoghe iniziative siano assunte a livello nazionale. Torino, 14 ottobre 2015