ASPROCARNE PIEMONTE s.c.c.
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- Serena Corradi
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1 ASPROCARNE PIEMONTE s.c.c. Via S. Pellico, Carmagnola TO Torino Martedi 16 Giugno 2009 Centro Congressi Torino incontra Sala Sella La Filiera della carne bovina Come collocare il prodotto sul mercato: aspetti di valorizzazione, tecnici ed esigenze territoriali Il punto di vista dei produttori: attività, punti critici e aspettative future Simone Mellano Direttore Asprocarne Piemonte [email protected]
2 Chi è ASPROCARNE PIEMONTE Organizzazione Regionale dei produttori di carne bovina del Piemonte Cooperativa di servizi costituita da 700 soci che allevano bovini da carne di razza Piemontese e delle principali razze da carne francesi bovini allevati che rappresentano circa un terzo dei bovini da carne allevati in Piemonte
3 AREE DI ATTIVITA Assistenza tecnica specialistica agli allevamenti Commercializzazione del prodotto dei soci Etichettatura volontaria della carne dall allevamento al punto di vendita Gestione delle filiere e dei marchi Promozione del prodotto a marchio
4 ASPROCARNE PIEMONTE SUL MERCATO 12 Punti vendita tradizionali 57 Punti vendita a marchio Allevato in Piemonte 1 Punto vendita a marchio La Blonde 35 Punti vendita Dono di Natura in Sicilia e Toscana 8 Punti vendita a marchio Naturalmente Piemontese c/o ipermercati Auchan 56 Punti vendita
5 LA FILIERA ASPROCARNE 1433 ALLEVAMENTI 54 MACELLI 19 SEZIONAMENTI 134 PUNTI
6 ETICHETTATURA e CERTIFICAZIONE MA NON BASTA L OBIETTIVO E IL MERCATO Risulta quindi fondamentale conoscere il contesto in cui gli allevamenti piemontesi si trovano ad operare
7 IL CONTESTO MONDIALE Crisi dei mercati agroalimentari Andamento altalenante dei prezzi delle materie prime Utilizzo delle materie prime alimentari per bio energie Fine della possibilità di aumento delle superfici agricole Mancanza sul mercato di proteine di origine animale con forte richiesta da parte dei Paesi emergenti Trattative WTO sfavorevoli per l Europa dal punto di vista dell agricoltura
8 IL CONTESTO EUROPEO Diminuzione del potenziale di produzione di carne bovina (diminuzione del numero di vacche nutrici) Fragilità strutturale del settore (cicli di produzione lunghi) Aumento delle importazioni di carne da Paesi terzi Consumi stabilizzati dopo le crisi BSE (con aumenti in alcuni Paesi) In arrivo la revisione dello stato di salute della PAC (che rischia di diventare una vera e propria riforma!)
9 IL CONTESTO NAZIONALE ❿ 4 Regioni producono il 90% della carne bovina nazionale (bacino della Pianura Padana) ❿ Condizioni di produzione sfavorevoli con aumenti sensibili dei costi ❿ Metodi di produzione consolidati negli anni con livelli di qualità molto alti ❿ Il 70% del mercato gestito dalle catene della GDO, lento ma inesorabile declino della macelleria tradizionale ❿ Continuo aumento delle importazioni che hanno raggiunto il 50% dei consumi
10 IL CONTESTO REGIONALE Aumento del numero di vacche nutrici (razza Piemontese) Difficoltà per i centri di ingrasso di reperire bovini di qualità a costi adeguati Formazione di due mercati paralleli (razza Piemontese e altre razze da carne) Mercato del bovino di razze francesi caratterizzato da forte instabilità che limita gli investimenti Crollo del mercato per la razza Piemontese (a partire dal 2007)
11 COSTI Redditività x capo al lordo e al netto dei premi (euro( euro/capo) Piemonte Veneto Incr. capo (kg) Ristallo Alimentazione Altri costi dir Lavoro salariato Costi diretti Lav. famigliare Interes.+amm COSTO TOTALE Ricavo capo Ricavo + aiuti comunitari In Piemonte il costo di produzione è riferito ad un vitellone da macello di razza da carne francese allevato con ciclo di produzione aperto, acquistato al peso di 270 Kg e venduto al peso di 633 Kg, durata del ciclo di ingrasso 253 giorni. FONTE: C.R.P.A. Reggio Emilia
12 E RICAVI 3,6 3,4 3,2 3 2,8 2,6 2,4 2,2 2 1,8 gen-05 giu-05 gen-06 giu-06 gen-07 giu-07 gen-08 giu-08 gen-09 giu-09 Piemontese Blonde d'aquitaine Limousine Charolaise Rilevazione: Commissione Prezzi Camera di Commercio di Cuneo Elaborazione: Asprocarne Piemonte
13 OBIETTIVI E ASPETTATIVE FUTURE RAZIONALIZZAZIONE E MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE SEGMENTAZIONE DEL MERCATO E DIVERSIFICAZIONE DELL OFFERTA OTTIMIZZAZIONE DEI SISTEMI DI TRACCIABILITA RIAFFERMAZIONE DEL RUOLO CHIAVE DEI PRODUTTORI ALL INTERNO DELLA FILIERA. IL PRODOTTO LO GARANTISCE CHI LO PRODUCE NON CHI LO COMMERCIALIZZA! SERVE PIU DIALOGO ALL INTERNO DELLA FILIERA
14 LA PAROLA CHIAVE PER IL FUTURO INTERPROFESSIONE PIU ORGANIZZAZIONE NELLA FILIERA PER AFFRONTARE IL MERCATO GLOBALIZZATO MENO INIZIATIVE DEI SINGOLI SERVE UN MARCHIO OMBRELLO NAZIONALE PER DISTINGUERE LA NOSTRA PRODUZIONE SUL MERCATO E DARE AL CONSUMATORE GLI STRUMENTI NECESSARI PER COMPIERE SCELTE CONSAPEVOLI OCCORRE INVESTIRE IN PROMOZIONE ED INFORMAZIONE AL CONSUMATORE OTTIMIZZANDO LE RISORSE SVILUPPARE E SOSTENERE, DOVE GIA ESISTENTI, LE INIZIATIVE LEGATE ALLE PRODUZIONI NAZIONALI ATTRAVERSO L UTILIZZO DEI SISTEMI DI CERTIFICAZIONE RICONOSCIUTI DALLA COMUNITA
15 GRAZIE PER L ATTENZIONE
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