ASPROCARNE PIEMONTE s.c.c.
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- Annibale Riccardi
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1 ASPROCARNE PIEMONTE s.c.c. Via Sommariva, 31/ Carmagnola TO Torino Martedi 29 Novembre 2011 Centro Congressi Torino Incontra La valorizzazione del prodotto agroalimentare La tracciabilità tra cogenza e volontarietà La tracciabilitàdelle carni in Piemonte Simone Mellano Direttore Asprocarne Piemonte [email protected]
2 Chi èasprocarne PIEMONTE Organizzazione Regionale dei produttori di carne bovina del Piemonte nata nel 1986 Cooperativa di servizi costituita da 700 soci che allevano bovini da carne di razza Piemontese e delle principali razze da carne francesi bovini allevati che rappresentano circa un terzo dei bovini da carne allevati in Piemonte
3 AREE DI ATTIVITA Commercializzazione del prodotto dei soci Assistenza tecnica specialistica agli allevamenti Etichettatura volontaria della carne dall allevamento al punto di vendita Gestione delle filiere e dei marchi Promozione e Valorizzazione del prodotto
4 ASPROCARNE PIEMONTE SUL MERCATO 15 Punti vendita tradizionali 66 Punti vendita a marchio Allevato in Piemonte 1 Punto vendita a marchio La Blonde 25 Punti vendita Dono di Natura in Liguria e Toscana 8 Punti vendita a marchio Naturalmente Piemontese c/o ipermercati Auchan 75 Punti vendita supermercati Gulliver Portale di vendita on-line
5 L APPROVAZIONE DEL DISCIPLINARE Il disciplinare di etichettatura volontaria di Asprocarne Piemonte è stato approvato con Decreto Ministeriale n del 25 Febbraio 2000 Il codice di autorizzazione rilasciato dal MIPAAF IT 005 ET Uno dei primi disciplinari approvati a livello nazionale
6 LA FILIERA ASPROCARNE 1688 ALLEVAMENTI 46 MACELLI 21 SEZIONAMENTI 160 PUNTI VENDITA
7 L EVOLUZIONE DAL 2001 AD OGGI
8 LA REGIONE PIEMONTE UNA REGIONE ALL AVANGUARDIA! LA FILIERA ALLEVATO IN PIEMONTE : DALLA LEGGE REGIONALE 35/88 ALL ETICHETTATURA VOLONTARIA Nel 1988 la Regione Piemonte è la prima Regione italiana ad istituire, con la legge 35, un marchio di qualitàper la carne bovina I controlli vengono affidati alla Sanità Pubblica e la gestione della filiera alle Organizzazioni di produttori (Asprocarne e AgriPiemontecarni) Nel 2001 le macellerie aderenti erano 313, oltre gli allevamenti e oltre i capi commercializzati
9 LA FILIERA ALLEVATO IN PIEMONTE : DALLA LEGGE REGIONALE 35/88 ALL ETICHETTATURA VOLONTARIA Con l entrata in vigore del Reg. (CE) 1760/00 la Legge Regionale 35/88 viene superata dalla normativa comunitaria Nel 2001 ha inizio l iter di abrogazione della Legge Regionale La Regione Piemonte decide di dare continuità al progetto affidando il marchio e la gestione della filiera alle Organizzazioni di produttori
10 LA FILIERA ALLEVATO IN PIEMONTE : DALLA LEGGE REGIONALE 35/88 ALL ETICHETTATURA VOLONTARIA DAL 2006 Viene introdotto il marchio registrato Allevato in Piemonte Viene prodotto un nuovo disciplinare di produzione per gli allevamenti aderenti Si vincolano i punti vendita intenzionati ad esporre il nuovo marchio ad aderire al disciplinare di etichettatura di Asprocarne Piemonte Viene incaricato INOQ quale ente di controllo per tutte le fasi della filiera
11 La nostra etichetta e il documento informativo
12 LA FILIERA OGGI 550 ALLEVAMENTI ADERENTI AL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE 57 PUNTI DI VENDITA CHE ESPONGONO IL MARCHIO ALLEVATO IN PIEMONTE
13 L EVOLUZIONE DEI CAPI COMMERCIALIZZATI DAL 2006 A OGGI
14 LE DIFFICOLTA A SVILUPPARE IL SISTEMA Le macellerie tradizionali perdono costantemente quote di mercato a favore della DO. Nonostante ciò riscontriamo ancora molte difficoltàad inserire nuovi punti vendita nel sistema La DO negli anni si è organizzata e gestisce in modo autonomo le filiere e l etichettatura, spesso fornisce poche informazioni al consumatore dando risalto in primo luogo al proprio marchio commerciale e differenziando molto la gamma di prodotti L eccessiva regolamentazione del sistema genera diffidenza da parte degli operatori (sia tra i P.V. che tra gli allevatori)
15 LE CRITICITA DEI SISTEMI DI ETICHETTATURA VOLONTARIA DELLA CARNE BOVINA Il Reg. 1760/00 è superato! Occorre rivederlo in chiave attuale ma non deve essere abolito come qualcuno auspicherebbe per la parte volontaria!! Sistemi di etichettatura validi tecnicamente ma poco adatti a comunicare con il consumatore Procedure troppo spesso molto complicate che non incentivano gli operatori ad aderire (soprattutto quelli del dettaglio tradizionale) Pressione dei controlli esasperata su chi aderisce spesso superiore a chi resta fuori dal sistema Troppi disciplinari, la maggior parte non gestita dai produttori
16 I PUNTI DI FORZA La BSE è lontana ma non è così scontato che in futuro non si dovranno fronteggiare altre crisi di tipo sanitario. Oggi i sistemi sono in grado di rassicurare il consumatore e la filiera è più preparata di 10 anni fa ad affrontare un eventuale crisi Il consumatore è più abituato a ricevere informazioni La carne bovina è uscita dall anonimato, non è più soltanto una commodity, alcune informazioni risultano determinanti nella scelta finale di acquisto da parte dei consumatori (provenienza su tutte ma non solo)
17 IN PROSPETTIVA L etichettatura volontaria è la base, un ottimo punto di partenza per l inserimento sul mercato di un marchio Nazionale della carne bovina secondo quanto previsto dal nuovo decreto ministeriale sull SQN (Sistemi di Qualità Nazionali in Zootecnia)
18 GRAZIE PER L ATTENZIONE Simone Mellano Direttore Asprocarne Piemonte [email protected]
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