RAPPORTO DI SOSTENIBILITA CONTRIBUTO DI AMBIENTE E RISPARMIO ENERGETICO DI ACEA LUCE
Non compromettere il futuro delle prossime generazioni cercando di soddisfare i bisogni del presente ; in quest ottica il Comune di Roma ha avviato una serie di azioni rivolte al miglioramento della qualità dell aria della nostra città: migliorare l efficienza degli impianti di riscaldamento, controllare i gas di scarico delle automobili circolanti e, per completare il quadro, da gennaio 2004 è scattato il divieto di circolazione, su tutto il territorio comunale, per ciclomotori e motocicli che non abbiano eseguito il controllo dei gas di scarico. Acea Luce SpA, società del gruppo ACEA SpA Holding, svolge un ruolo fondamentale e di primo piano avendo avuto dal Comune di Roma l incarico di coordinare i due progetti di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti che riguardano, per l appunto, le due fonti maggiori di inquinamento della nostra città: veicoli a due e quattro ruote, impianti termici per il riscaldamento domestico. CONTROLLO IMPIANTI TERMICI Il Decreto del Presidente della Repubblica numero 412 dell anno 1993 prevede che, i comuni con più di quarantamila abitanti eseguano, con cadenza almeno biennale, con onere a carico degli utenti e avvalendosi anche di organismi esterni aventi specifica competenza tecnica, i controlli necessari ad accertare l effettivo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici. L obiettivo dell attività è la realizzazione di un sistema di controllo sugli impianti presenti sul territorio comunale, che si inserisca in un quadro di contenimento dei consumi di energia e di riduzione delle emissioni inquinanti. Il Comune di Roma ha regolamentato tutta l attività di controllo sugli impianti termici con una apposita delibera ed ha affidato l incarico dell esecuzione dei controlli e delle attività ad essi connessi, ad Acea Luce con un apposito contratto di servizio. I dati qui riportati sono quelli presenti nel nostro archivio al 31/12/2003, riguardanti gli impianti termici ad uso riscaldamento ricadenti nel territorio del Comune di Roma: impianti termici centralizzati, superiori a 35 kw tipicamente a servizio di più unità abitative e impianti termici individuali, inferiori a 35 kw, i cosiddetti impianti autonomi. Il totale degli impianti centralizzati considerato è di 22.500 (totale degli impianti verificabili), di seguito è riportata la distribuzione per tipologia di combustibile utilizzato:
Distribuzione dei combustili in uso nella nostra città CARBONE 3% GASOLIO 18% METANO 79% CARBONE GASOLIO METANO In termini di risparmio energetico i risultati conseguiti in più di dieci anni di controlli sistematici indicano riduzioni di oltre il 5% legate all effetto del sistema dei controlli e sull incentivazione delle buone pratiche di gestione e manutenzione degli impianti Atti del convegno di Bologna del 9 giugno 2000 sui risultati di una indagine della FIRE sullo stato di attuazione del DPR 412/93. I due diagrammi seguenti mostrano il generalizzato miglioramento del rendimento di combustione medio registrato sul parco impianti termici centralizzati del Comune di Roma negli anni 2002 e 2003, indotto dalla decisa ed integrata azione di promozione e controllo in merito alla corretta manutenzione degli impianti. Rendimenti di combustione rilevazioni anno 2002 5,03% 4,33% 29,50% 61,14% <=85 85/90 90/95 >95
Rendimenti di combustione rilevazioni anno 2003 5,00% 5,15% 26,97% 62,87% <=85 85/90 90/95 >95
L operazione che riguarda, invece gli impianti termici individuali - impianti uso riscaldamento di potenza termica inferiore a 35 kw denominata Caldaie Sicure, avviata ad aprile 2002, è ancora nella fase iniziale ma già a fine anno 2003 si possono registrare, così come è avvenuto in passato per quelli centralizzati, interventi strutturali migliorativi (messa a norma) ed interventi programmati di manutenzione che hanno ridotto anche del 50% le chiamate per guasti nel corso della stagione termica 2003/2004 ( dato fornito da alcuni centri assistenza romani ). Caldaie Sicure a regime consentirà la creazione di un vero e proprio catasto degli impianti ricadenti sul territorio comunale, con l obiettivo di pianificare e controllare la qualità energetica dei singoli edifici, tramite indicatori di consumi e relative emissioni di CO 2 (1) - parametri obbligatori entro il 2006, direttiva Unione Europea -. Le informazioni ricevute nel corso dell anno 2003 riguardano complessivamente 310.486 impianti termici, ovvero circa il 50% degli impianti autonomi presenti nel Comune di Roma: MUNICIPIO NUMERO IMPIANTI < 35 kw 1 17.333 2 9.460 3 4.377 4 19.990 5 23.996 6 10.600 7 17.660 8 32.332 9 9.001 10 20.003 11 10.483 12 23.350 13 26.136 15 10.194 16 13.032 17 7.091 18 15.032 19 21.574 20 18.841 TOTALE IMPIANTI 310.486 Le informazioni raccolte riguardano la tipologia dell impianto, la potenza installata e l efficienza termica; partendo da questi dati sarà possibile, una volta completato l archivio, eseguire delle stime sui consumi e le relative emissioni di CO 2. Nella tabella sottostante si riporta una stima dei consumi e le relative emissioni di CO (monossido di carbonio) e Polveri di un intero quartiere di Roma preso a campione:
Denominazione Consumi CO Polveri Combustibile Toponomastica ktep t/anno t/anno Ostiense Metano 17 291 1 Ostiense Gasolio 4 41 5 La stima dei consumi è stata effettuata partendo dalla ripartizione della potenzialità totale delle singole tipologie e considerando il periodo medio di accensione per gli impianti a Roma. I fattori di emissione, cioè la quantità dei vari inquinanti prodotta mediamente dalla combustione di una certa quantità di combustibile, sono stati estratti da uno studio di K. Gertis e H. Erhorn: Tecniche aggiornate di riscaldamento e di isolamento termico per ridurre l inquinamento in zone ad alta densità abitativa, 1987. Sono state prese in considerazione le emissioni di monossido di carbonio e di polveri, ovvero la percentuale di incombusti presenti nelle singole tipologie di combustibile. Su 86.400 impianti termici autonomi (potenza inferiore a 35 kw) sui quali è stata effettuata la manutenzione periodica annuale, rispondendo così correttamente alla normativa, sono stati rilevati dei livelli di efficienza decisamente più alti se confrontati al campione di 22.860 impianti riscontrati privi della regolare manutenzione. Rendimenti di combustione medi rilevati privi manutenzione Anno installazione Numero impianti Rendimento medio < 1985 3.125 74,00% 1985-1990 6.564 79,00% 1991-2000 13.171 81,00% Totale 22.860 78,00% Rendimenti di combustione medi rilevati da Allegati H Anno installazione Numero impianti Rendimento medio < 1985 12.118 90,00% 1985-1990 18.621 91,87% 1991-2000 55.661 92,40% Totale 86.400 91,42%
(1) CO 2 : il biossido di carbonio è il gas serra più importante, che contribuisce all 80% del totale dell emissioni dell Unione Europea. Con la conferenza di Kyoto, 38 paesi industrializzati hanno firmato un accordo che prevede una riduzione media del 5,2% dei gas serra prodotti su scala mondiale nel 2010, rispetto al 1990 (anno preso come riferimento). L Unione Europea si è impegnata a ridurre dell 8% (rispetto al 1990) le emissioni di gas ad effetto serra, con quote diverse nei singoli paesi; l Italia con la Delibera CIPE del 3 dicembre 1997 si è impegnata ad una riduzione media del 6,5 % rispetto al 1990.
INSERTO Ad aprile 2002 il Comune di Roma, in collaborazione con Acea Luce, ha promosso una specifica campagna informativa rivolta a tutti i cittadini, denominata Caldaie Sicure, i cui contenuti possono così esser riassunti: o la legge prevede che periodicamente debbano essere eseguite le operazioni di manutenzione ordinaria e la determinazione del rendimento di combustione di tutti gli impianti termici; o i responsabili degli impianti termici con potenza inferiore a 35 kw possono avvalersi della facoltà di dichiarare lo stato di manutenzione del proprio impianto, inviando l apposito allegato H, unitamente al versamento di 5,00 Euro. Il bollino Caldaie Sicure può essere richiesto direttamente al manutentore, che può assolvere tutti gli obblighi previsti; o il Comune è obbligato a verificare, almeno con cadenza biennale e con onere a carico degli utenti, l effettivo stato di esercizio e di manutenzione degli impianti termici; o per i soli impianti di potenza inferiore a 35 kw l autodichiarazione è conveniente; il Comune di Roma, tramite Acea Luce, esegue gratuitamente i controlli sull effettivo stato di manutenzione e di esercizio dell impianto termico. Tali controlli sono a campione sul totale degli impianti esistenti che hanno provveduto ad inviare, entro i termini previsti l autodichiarazione; il controllo è, invece, a titolo oneroso 85,00 Euro - per coloro che non si avvalgono di tale facoltà; l autodichiarazione allegato H unitamente al Bollino Blu - devono essere rinnovati ogni due anni.
BOLLINO BLU Gli strumenti per ridurre l inquinamento da traffico sono: interventi industriali sui motori e sui carburanti, interventi dell amministrazione nella gestione della circolazione e interventi individuali sul corretto uso e corretta manutenzione dei nostri veicoli. Ciascun intervento preso singolarmente risolve alcuni aspetti del problema, ciascuno ha una sua efficacia, un suo costo, un suo tempo di attuazione ed un tempo perché se ne manifestino gli effetti. E sempre più evidente, da analisi ed esperienze in corso, che i programmi di controllo e manutenzione hanno il più alto potenziale ed il migliore rapporto costi/benefici per il miglioramento della qualità dell aria. Unitamente ai limiti sempre più stringenti imposti ai veicoli in fase di omologazione in questi ultimi anni, i programmi di ispezione e manutenzione si rivelano sempre più efficaci e di più rapido effetto, soprattutto nella nostra città. Come ormai ogni anno il Bollino Blu è l occasione per una messa a punto generale del veicolo, utile per migliorare l efficienza del motore e ridurre conseguentemente l impatto ambientale (non ci soffermiamo in questa sede sull efficacia della manutenzione per migliorare i livelli di sicurezza). Le tabelle di seguito riportate mostrano un campione significativo di controlli effettuati negli anni 2000, 2001,2002, 2003 e gli andamenti di alcune sostanze quali % di monossido di carbonio, ppm di idrocarburi, % di biossido di carbonio e l indice di opacità K per gli autoveicoli diesel. ANNO 2000 Autoveicoli n CO HC CO 2 K no Kat benzina 361.758 1,92 359 12,6 no Kat GPL 32.583 1,5 420 11,8 Kat benzina 419.722 0,06 50 14,8 Kat GPL 10.139 0,1 77 14 Diesel aspirazione 1.961 1,18 Diesel turbocompressi 120.061 0,98 946.224 ANNO 2001 Autoveicoli n CO HC CO 2 K no Kat benzina 269.944 1,78 338 12,8 no Kat GPL 29.959 1,41 384 12,1 Kat benzina 618.950 0,07 60 15 Kat GPL 21.319 0,09 83 14,3 Diesel aspirazione 1.303 1,11 Diesel turbocompressi 142.258 0,87 1.083.733
ANNO 2002 Autoveicoli n CO HC CO 2 K no Kat benzina 128.569 1,77 333 12,9 no Kat GPL 24.132 1,45 368 12,2 Kat benzina 416.955 0,06 58,4 15,0659 Kat GPL 13.505 0,09 83 14,5 Diesel aspirazione 952 1,17 Diesel turbocompressi 118.504 0,82 702.617 ANNO 2003 Autoveicoli n CO HC CO 2 K no Kat benzina 99.166 1,57 97 11,97 no Kat GPL 34.522 1,39 98 11,84 Kat benzina 530.003 0,39 62 14,3 Kat GPL 20.888 0,2 65 14,1 Diesel aspirazione 1.000 0,97 Diesel turbocompressi 158.142 0,75 843.721 Si osservi come, per le auto non catalizzate è indispensabile mantenere costantemente sotto controllo i parametri di CO ed HC; sono state evidenziate nel corso di questi anni, riduzioni di CO ma anche di HC superiori del 60% a seguito del primo controllo. In apparenza, sulle auto catalizzate gli effetti dei controlli sembrerebbero meno marcati in termini assoluti, grazie al livello decisamente contenuto delle emissioni. In realtà in termini relativi emerge il ruolo fondamentale del mantenimento delle condizioni ottimali di regolazione strettamente dipendenti dalla cura costante del motore, dalla sonda λ, dall iniezione elettronica e da tutta la tecnologia che caratterizza le auto più recenti che rispondono alla Direttiva 91/44/CEE.