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Calcolo Numerico con elementi di programmazione (A.A. 2014-2015) Appunti delle lezioni sui metodi per la soluzione di sistemi di equazioni non lineari

Sistemi di equazioni non lineari Un sistema di equazioni non lineari può essere scritto nella forma f 1 (x 1, x 2,..., x n ) = 0 f 2 (x 1, x 2,..., x n ) = 0...... f n (x 1, x 2,..., x n ) = 0 Supporremo che le funzioni f i : D IR n IR, i = 1,..., n, siano almeno continue in D. Le soluzioni del sistema sono i vettori Ξ = [ξ 1, ξ 2,..., ξ n ] T che annullano simultaneamente tutte le n equazioni. 1

Metodo di Newton per sistemi Sistema non lineare: F (X) = 0 X = [x 1, x 2,..., x n ] T Il metodo di Newton per la soluzione di sistemi non lineari si basa sulla linearizzazione della F (X) = [f 1 (X),..., f n (X)] T Se le funzioni f i (X) hanno derivate parziali limitate, allora si può sviluppare in serie di Taylor la funzione vettoriale F (X) scegliendo come punto iniziale X (k) F (X) = F (X (k) ) + J F (X (k) ) (X X (k) ) +... dove J F (X) = [ fi x j ] i,j=1,...,n è la matrice jacobiana della F (X) 2

F (X (k+1) ) F (X (k) ) + J F (X (k) ) (X (k+1) X (k) ) = 0 X (0) dato X (k+1) = X (k) [ J F (X (k) ) ] 1 F (X (k) ) k 0

Norma di vettore La norma di un vettore V = [v 1,..., v n ] T viene utilizzata per misurare la sua lunghezza. Intorno: V W r Norma due o euclidea: V 2 := n i=1 v i 2 Norma uno: V 1 := n i=1 v i Norma infinito: V := max 1 i n v i Nota. Tutte le norme sono equivalenti: m V p V q M V p 3

Proprietà della norma di vettore V 0, V = 0 V = 0 αv = α V α IR, V IR n V + W V + W V, W IR n (disuguaglianza triangolare) In uno spazio vettoriale normato S è possibile introdurre la distanza tra due punti V e W in S Proprietà della distanza: d(v, W ) = 0 V = W d(v, W ) := V W d(v, W ) = d(w, V ) V, W S d(v, W ) d(v, Z) + d(z, W ) V, W, Z S 4

Convergenza del metodo di Newton Il metodo di Newton è un metodo iterativo la cui funzione di iterazione è Φ N (X) = X [J F (X)] 1 F (X) Teorema. Sia Ξ una soluzione del sistema non lineare F (X) = 0 con F C 2 (D) (D IR n intorno di Ξ). Sia det J F (X) 0 per X D. α) A D tale che, X (0) A, la successione converge a Ξ; {X (k) } = {Φ N (X (k 1) )} β) la convergenza è quadratica: lim k E (k+1) E (k) 2 > 0. 5

Osservazioni sul metodo di Newton per sistemi X k+1 = X k [ J F (X k ) ] 1 F (X k ) La convergenza del metodo è legata all accuratezza dell approssimazione iniziale. Ad ogni passo bisogna verificare che det J F (X (k) ) 0. Nella pratica, si può avere instabilità numerica se det J F (X (k) ) è piccolo conviene utilizzare una precisione elevata. Poiché il costo computazionale del calcolo di det J F (X (k) ) può essere elevato, si preferisce risolvere ad ogni passo il sistema lineare J F (X (k) )Y = F (X (k) ) X (k+1) = X (k) + Y 6

Criterio di arresto: il procedimento iterativo viene arrestato quando X (k+1) X (k) ɛ A volte si preferisce ricalcolare J F (X (k) ) non ad ogni iterazione ma dopo 3-4 iterazioni (metodi di tipo quasi-newton).

Metodo di Newton per sistemi: n = 2 Per n = 2 si ha: { f(x) = f(x, y) = 0 g(x) = g(x, y) = 0 Formula di Taylor di punto iniziale X (k) = [x k, y k ] T : { f(x) = f(x (k) ) + f x (X (k) )(x x k ) + f y (X (k) )(y y k ) + R 1 = 0 g(x) = g(x (k) ) + g x (X (k) )(x x k ) + g y (X (k) )(y y k ) + R 2 = 0 dove R 1 = R 1 (X, X (k) ), R 2 = R 2 (X, X (k) ) rappresentano il resto. La soluzione approssimata del sistema non lineare è la soluzione del sistema lineare che si ottiene trascurando il resto nello sviluppo precedente. { fx (X (k) )(x k+1 x k ) + f y (X (k) )(y k+1 y k ) = f(x (k) ) g x (X (k) )(x k+1 x k ) + g y (X (k) )(y k+1 y k ) = g(x (k) ) 7

Il sistema Metodo di Newton per sistemi: n = 2 f x (X (k) )(x k+1 x k ) + f y (X (k) )(y k+1 y k ) = f(x (k) ) g x (X (k) )(x k+1 x k ) + g y (X (k) )(y k+1 y k ) = g(x (k) ) può essere riscritto in forma matriciale J F (X (k) ) (X (k+1) X (k) ) = F (X (k) ) dove J F (X (k) ) = [ fx (X (k) ) f y (X (k) ) g x (X (k) ) g y (X (k) ) ] è la matrice Jacobiana di F (X) 8

Il sistema lineare ammette soluzione se e solo se J (k) F = det J F (X (k) ) 0 J 1 F (X(k) ) = 1 J (k) F [ gy (X (k) ) f y (X (k) ) g x (X (k) ) f x (X (k) ) ] La soluzione è X (k+1) = X (k) J 1 F (X(k) )F (X (k) ) x k+1 = x k 1 J (k) F y k+1 = y k 1 J (k) F [ f(x k ) g y (X (k) ) g(x (k) ) f y (X (k) ) ] [ g(x k ) f x (X (k) ) f(x (k) ) g x (X (k) ) ] k 0

Esercizio 1 Determinare i punti di intersezione tra il cerchio x 2 +y 2 = 3 e l iperbole xy = 1 con 5 decimali esatti. Soluzione Si devono trovare i punti che annullano simultaneamente le funzioni f(x, y) = x 2 + y 2 3 e g(x, y) = xy 1. Si tratta quindi di risolvere il sistema non lineare { f(x, y) = x 2 + y 2 3 = 0 g(x, y) = xy 1 = 0 9

Separazione grafica: Le due funzioni hanno 4 punti di intersezione: 2 nel primo quadrante e 2 nel terzo. Ne segue che, detti ξ 1 = (x 1, y 1 ) e ξ 2 = (x 2, y 2 ) i punti di intersezione 10

nel primo quadrante, i rimanenti due sono: ξ 3 = ( x 1, y 1 ) e ξ 4 = ( x 2, y 2 ). Inoltre, se il punto di coordinate (x 1, y 1 ) è uno zero sia di f che di g, lo è anche il punto di coordinate (y 1, x 1 ). Ne segue che ξ 2 = (x 2, y 2 ) = (y 1, x 1 ). Il punto ξ 1 = (x 1, y 1 ) è contenuto in I 1 = [0, 1] [1, 3].

{ f(x, y) = x 2 + y 2 3 = 0 g(x, y) = xy 1 = 0 Si verifica facilamente che F (x, y) = [f(x, y), g(x, y)] T C 2 (I 1 ). Inoltre J F (x, y) = [ fx (x, y) f y (x, y) g x (x, y) g y (x, y) ] = [ 2x 2y y x ] e quindi J F (x, y) = 2x 2 2y 2 = 0 x 2 = y 2 J F (x, y) = 0 in I 1 = [0, 1] [1, 3]. Sono verificate le ipotesi di applicabilità del metodo di Newton 11

{ f(x, y) = x 2 + y 2 3 = 0 g(x, y) = xy 1 = 0 J F (x, y) = 2x 2 2y 2 Scegliendo il punto X (0) = (x 0, y 0 ) = iniziale della soluzione si ha x 1 = x 0 y 1 = y 0 = ( 1 2, 3 2 ) come approssimazione 1 J F (x 0, y 0 ) [ f(x 0, y 0 ) g y (x 0, y 0 ) g(x 0, y 0 ) f y (x 0, y 0 ) ] 1 J F (x 0, y 0 ) [ g(x 0, y 0 ) f x (x 0, y 0 ) f(x 0, y 0 ) g x (x 0, y 0 ) ] x 1 = 1 2 + 1 4 y 1 = 3 2 + 1 4 [ ( 1 4 9 ) 1 4 3 2 [ ( ) 3 4 1 + 1 2 3 2 ] ( 1 3 22 1 ) 2 3 2 = 3 2 + 1 8 = 13 8 ] = 1 2 + 1 8 = 5 8 = 12

x 2 = x 1 0.00694 = 0.61806 y 2 = y 1 0.00694 = 1.61806 x 3 = x 2 0.00003 = 0.61803 y 3 = y 2 0.00003 = 1.61803 13

Localizzazione delle radici: rappresentazione grafica in Matlab Per localizzare le radici del sistema si disegnano le superfici z1 = f(x, y) e z2 = g(x, y) e le curve di livello f(x, y) = 0 e g(x, y) = 0. [x,y]=meshgrid(-3:.1:3); z1=x.^2+y.^2-3; z2=x.*y-1; figure, subplot(2,2,1), mesh(x,y,z1), title( z1=f(x,y) ) hold on, contour(x,y,z1,[0 0], r, linewidth,2); % linee di livello f(x,y) = 0 subplot(2,2,2), mesh(x,y,z2), title( z2=g(x,y) ) hold on contour(x,y,z2,[0 0], g, linewidth,2); % linee di livello g(x,y) = 0 subplot(2,2,3), contour(x,y,z1,[0 0], r, linewidth,2); hold on, contour(x,y,z2,[0 0], g, linewidth,2); xlabel( x ), ylabel( y ), legend( z1=0, z2=0,2) title( Intersezioni ) 14

15

Esercizio 2 Dato il sistema non lineare { x 2 + y 2 = 2 y sin( π 2 x) = 0 stabilire se il metodo di Newton è adatto ad approssimare la soluzione ( x, ȳ) = (1, 1). Soluzione Si deve determinare un opportuno intervallo I in cui la soluzione ( x, ȳ) = (1, 1) sia unica. 16

Separazione grafica Disegnando il grafico delle due funzioni e guardando solo il primo quadrante possiamo concludere che I = [0, 2] [0, 2] è un buon intervallo di separazione. 17

{ x 2 + y 2 = 2 y sin( π 2 x) = 0 La funzione F (x, y) = [f(x, y), g(x, y)] T C 2 (I), e la matrice Jacobiana è data da [ ] [ ] fx (x, y) f J F (x, y) = y (x, y) 2x 2y = g x (x, y) g y (x, y) π 2 cos(π 2 x) 1 e quindi J F (x, y) = 2x + πycos( π 2 x) 0 in un opportuno intorno del punto (1, 1) contenuto in I = [0, 2] [0, 2] J F (1, 1) = 2 > 0 Sono verificate quindi le ipotesi di applicabilità del metodo di Newton 18

Esercizio 3 Mostrare che risolvere il sistema precedente è equivalente a risolvere la seguente equazione non lineare x. 2 + sin 2 ( π 2 x) = 2 Risolvere tale equazione con il metodo di Newton-Raphson e confrontare il risultato con la soluzione del sistema ottenuta risolvendo il sistema con il metodo di Newton. 19

Data l equazione non lineare dipendente dal parametro reale λ, Esercizio 4 g(y; λ) = e y 2y λ = 0 1) determinare per quali valori di λ l equazione ammette un unica radice nell intervallo I = [0; 1]; 2) posto λ = 2, verificare se le funzioni di iterazione ψ 1 (y) = 1 2 e y + 1 ψ 2 (y) = y + e y 2y + 2 e y + 2 sono adatte ad approssimare la radice nell intervallo D = [1; 2] con il metodo delle approssimazioni successive; 3) in caso di convergenza, specificare per ciascuna funzione la scelta dell approssimazione iniziale 20

Soluzione 1) La funzione g(y; λ) è monotona decrescente per ogni λ IR, inoltre lim g(y; λ) = + x lim g(y; λ) = x + Per cui la funzione g(y; λ) ha un unica radice ξ IR. Affinchè ξ I = [0, 1] dovremo avere { g(0; λ) > 0 g(1; λ) < 0 1 e 2 λ 1 21

2) Per λ = 2 l equazione diventa g(y; 2) = e y 2y + 2 Per verificare che ψ 1 sia adatta ad approssimare l unica radice nell intervallo D = [1, 2] bisogna verificare che soddisfi le ipotesi del teorema del punto unito. Poichè ψ 1 (y) = 1 2 e y avremo che ψ 1 è una funzione monotona decrescente, per cui y [1, 2] 1 < 1.068 ψ 1 (2) = 1 2e 2 + 1 ψ(x) ψ 1(1) = 1 2e + 1 1.184 < 2 ψ 1 (D) D Inoltre ψ 1 (y) = 1 2 e y è una funzione monotona decrescente, per cui max y [1,2] ψ 1 (y) = 1 2e 0.184 < 1 Possiamo quindi concludere che ψ 1 è adatta ad approssimare la radice 22

La funzione ψ 2 è la funzione di iterazione del metodo di Newton. La funzione g(y; 2) = e y 2y + 2 è infinitamente derivabile, in particolare poichè g (y; 2) = e y 2 < 0 y R g (y; 2) = e y > 0 y R avremo che il metodo di Newton converge sicuramente se si sceglie come approssimazione iniziale l estremo di Fourier dell intervallo D = [1, 2]. 23

3) ψ 1 verifica le ipotesi del Teorema del punto unito, per cui il metodo delle approssimazioni successive converge per qualsiasi y 0 [1, 2]. y k+1 = ψ 1 (y k ), k = 0, 1, 2,... ψ 2 è la funzione di iterazione del metodo di Newton, e poichè la derivata prima e seconda sono non nulle in D il metodo di Newton converge sicuramente se si sceglie come approssimazione iniziale l estremo di Fourier dell intervallo, cioè l unico estremo y 0 per cui. In questo caso y 0 = 1. g(y 0, 2)g (y 0, 2) > 0 24

Esercizio 5 Dato il sistema non lineare { f(x, y) = 2 x 0.0002 x y 0.0001 x 2 = 0 g(x, y) = 4 y 0.0003 y 2 0.0004 x y = 0 i) separare le radici; ii) utilizzare il metodo di Newton per approssimare la radice in D = [3000, 6000] [6000, 9000]. 25

Traccia della soluzione i) Dalle due equazioni si può ricavare y come funzione lineare di x: y = 10 4 0.5 x y = 4 3 (104 x) Le due rette si intersecano solo quando { x = 4000 y = 8000 X = [4000, 8000] è l unica soluzione non banale del sitema dato. 26

ii) Le funzioni f, g C 2 (D). { fx = 2 2 10 4 y 2 10 4 x f y = 2 10 4 x g y = 4 6 10 4 y 4 10 4 x g x = 4 10 4 y Utilizzando come approssimazione iniziale il punto medio del dominio D, dopo 30 iterazioni si ottiene x 30 = 3999.998 y 30 = 8000.001 E (30) = 0.43 10 2 27

Esercizio 6 Approssimare le radici del sistema non lineare f(x, y) = x 2 + y 2 3 = 0 g(x, y) = y x 1 = 0 con il metodo di Newton. (x, y) [0, 3] [0, 2], Traccia della soluzione Il determinante della matrice jacobiana del sistema è det J F (X) = f x (x, y) g y (x, y) f y (x, y) g x (x, y) = = (2x)( x) (2y)( 1 x x ) = 2 1 x x (x3 y) 28

Riferimenti bibliografici L. Gori, Calcolo Numerico: Cap. 3, 3.10 L. Gori, M.L. Lo Cascio, F. Pitolli Esercizi di Calcolo Numerico Cap. 1: 1.28-1.29 Cap. 7: 7.53-7.56 29