Manovre di autosoccorso: Paranchi



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Transcript:

Angela Montanari Paranchi Pag. 1/8 Manovre di autosoccorso: Paranchi Recupero di ferito con paranco mezzo Poldo con piastrina. Questo sistema di recupero va adottato, oltre che in alpinismo su ghiaccio e su roccia, anche nella pratica sci alpinistica. Non è molto veloce ma garantisce il successo del recupero anche se ad operare si è da solo. TAV. A - PARANCO MEZZO POLDO

Angela Montanari Paranchi Pag. 2/8 Recupero mediante paranco mezzo poldo con piastrina e spezzone ausiliario. Questo sistema di recupero va adottato, oltre che in alpinismo su ghiaccio e su roccia, anche nella pratica sci alpinistica. E un evoluzione della manovra precedente: minore la velocità ma risulta inferiore anche lo sforzo (in assenza di attriti sarebbe la metà); è utile quando il compagno caduto è molto pesante. TAV. B - PARANCO MEZZO POLDO CON SPEZZONE AUSILIARIO

Angela Montanari Paranchi Pag. 3/8 Sequenza delle operazioni: 1 Bloccare il mezzo barcaiolo, al quale è assicurato il compagno caduto, mediante asola di bloccaggio e contro asola, avendo l accortezza di lasciare almeno 60 cm di asola lasca in uscita dalla contro asola di sicurezza. 2 Fare passare l asola lasca all interno del moschettone sul quale è realizzato il mezzo barcaiolo, ricongiungerla con se stessa e chiuderla con un moschettone a ghiera (A). Su questo moschettone inserire la piastrina di recupero B. 3 Realizzare sul tratto di corda lasca in uscita dal mezzo barcaiolo (chiuso con asola e controasola di bloccaggio), un nodo autobloccante (Prusik o Machard con moschettone) con cordino assicurato all imbracatura tramite moschettone a ghiera (autoassicurazione). 4 Svincolarsi ora dal capo di corda al quale si era legati. Seq. 1 Seq. 2 Seq. 3 5 Inserire ora un moschettone a base larga (possibilmente a ghiera) nel foro libero della piastrina C. 6 Su questo moschettone va fissato, con un barcaiolo (nodino di sicurezza), un capo dello spezzone ausiliario.

Angela Montanari Paranchi Pag. 4/8 7 Nel caso si voglia realizzare il paranco di recupero mezzo poldo con piastrina si può usare come primo spezzone la stessa corda di cordata (vedi il sistema di recupero ultimato nella tavola A ) 8 Portarsi con l altro capo dello spezzone sul bordo del terrazzino e sul ramo di corda in tensione e realizzare, nel modo più corto possibile, un nodo machard con moschettone (moschettone 1). 9 Far passare il capo libero dello spezzone ausiliario nel moschettone del machard e quindi formare un nodo barcaiolo (con nodino di sicurezza) dove inserire un moschettone (moschettone 2) 10 Collegare il moschettone 3 al capo libero della corda di cordata e far passare quest ultima attraverso il moschettone 2 (che a sua volta è agganciato allo spezzone). 11 Ritornare con la corda all ancoraggio e farla passare nel moschettone a base larga (C) dove è fissato con barcaiolo il primo capo dello spezzone ausiliario. 12 Ripassare infine il medesimo ramo di corda nel moschettone 3. 13 Il paranco è terminato, bisognerà quindi inserire la corda in tensione dentro la piastrina. Seq. 4 Seq. 5 Seq. 6 14 Recuperare l infortunato fino a che sul ramo in tensione si crei un lasco tale da consentire l inserimento nella piastrina della corda sotto carico.

Angela Montanari Paranchi Pag. 5/8 15 A questo punto bloccare il recupero sul moschettone 3 con asola e contro asola di sicurezza. 16 Inserire la corda, ora non più in tensione, nella piastrina (B) utilizzando possibilmente un moschettone a ghiera (D). 17 Recuperare, grazie alla piastrina, tutto il lasco della corda in tensione. 18 Sciogliere contro asola, asola di bloccaggio e continuare il recupero, dopo avere eventualmente riposizionato tutto il paranco. 19 Il lasco che si formerà durante la manovra sulla corda in tensione verrà recuperato con la piastrina (B). Seq. 6 Seq. 7 Nota: nel caso si rendesse necessario il recupero dell infortunato fino all ancoraggio si può operare nel seguente modo: quando questi giunge in prossimità del terrazzino, staccare il machard presente sulla corda in tensione e agganciare il moschettone 1, ora libero, all imbracatura dell infortunato.

Angela Montanari Paranchi Pag. 6/8 Il movimento del recupero nei particolari Ad ogni recupero effettuato sul ramo di corda in uscita dal moschettone 3 corrisponderà l avvicinamento di quest ultimo verso il moschettone C (moschettone al quale è fissato con il barcaiolo lo spezzone ausiliario). Per recuperare ulteriore spazio d azione del paranco potrò, inizialmente, riportare il moschettone 3 vicino al moschettone 2 mediante il semplice scorrimento della corda (movimento indicato dalle frecce ai lati del tratto annerito di corda). Una volta esaurito lo spazio di recupero ottenibile con l azione appena descritta bisogna riabbassare l autobloccante a cui è collegato lo spezzone ausiliario, riportandosi nelle condizioni iniziali della manovra. Utilizzando al posto della piastrina il nodo edi è chiaro che bisogna inserire il moschettone C in un'altra sede rispetto alla posizione indicata in figura. Una soluzione può essere posizionarlo in corrispondenza del vertice della sosta (vicino al moschettone in cui era costruito il ½ barcaiolo di recupero). ATTENZIONE: Nel caso in cui il ferito è collegato ad una mezza corda, si potrebbe verificare la pericolosissima situazione in cui, una volta terminata la parte iniziale della manovra ed inserita la corda nella piastrina pronta per il recupero, questa una volta sotto tensione si ribalti invertendo automaticamente i capi e passando quindi dalla posizione di recupero a quella di scorrimento. A questa malaugurata eventualità, resa possibile dal fatto di utilizzare una singola corda di piccolo diametro, si può comodamente ovviare posizionando il moschettone D in senso longitudinale (non trasversale come normalmente avviene) per riuscire ad agganciarlo al moschettone A Questa semplice operazione renderà impossibile la rotazione del moschettone D e quindi di fatto impedirà il ribaltamento della corda.

Angela Montanari Paranchi Pag. 7/8 Nodo bloccante cuore Il nodo a cuore deve essere eseguito con due moschettoni uguali, entrambi trapezoidali e privi di ghiera. Si tratta di un sistema autobloccante semplice ed efficace che però deve sempre essere tenuto sotto un certo carico in quanto i moschettoni potrebbero incrociarsi e dare problemi. Considerando che il carico sia a sinistra, si passa la corda dentro i due moschettoni e si fa rientrare il tratto di corda che esce dal moschettone destro dentro il solo moschettone sinistro, entrando da sinistra. E importante che l asola che avvolge i due moschettoni sia un po verso l alto, sul corpo centrale di essi.

Angela Montanari Paranchi Pag. 8/8 Nodo bloccante edi o lorenzi Il nodo edi può sostituire il cuore. Ha il vantaggio di essere realizzato con moschettoni qualsiasi e in assenza di carico non rischia di mettersi in posizioni critiche. Considerando che il carico sia a sinistra, si passa la corda nel moschettone agganciato all ancoraggio e si raddoppia la spira in modo da creare un anello. Si fa salire questo anello lungo l asse maggiore del moschettone e si aggancia ora il secondo moschettone (quello inferiore) in modo che venga schiacciato dall anello. Poi si inseriscono nel moschettone i due tratti di corda che scendono da quello principale.