Il rischio vulcanico Lic. Scientifico A. Meucci Aprilia Sesta parte Prof. Rolando Neri
2 Alcuni eventi pericolosi nell attività di un vulcano. (Rielaborato da Press e Siever). Il loro verificarsi può provocare gravi danni a persone e cose, costituendo un notevole rischio, che richiede un accurata preparazione per una prevenzione efficace.
3 La pericolosità dei vulcani è legata alle caratteristiche della loro attività. I vulcani caratterizzati da attività unicamente effusiva sono i meno pericolosi. I vulcani caratterizzati da attività esplosiva sono i più pericolosi; possono causare enormi catastrofi, soprattutto se inattivi da lungo tempo.
4 Il rischio vulcanico è un parametro che dipende da tre fattori: pericolosità dell evento vulcanico cioè la probabilità che si verifichi un eruzione in un certo intervallo di tempo e in una data area; vulnerabilità del territorio cioè la capacità del territorio (persone, edifici, infrastrutture, attività economiche) di tollerare gli effetti di un eruzione; esposizione del territorio cioè l entità dei danni economici e i costi in perdite di vite umane che l evento vulcanico potrebbe produrre. Il rischio vulcanico è traducibile nell equazione: RISCHIO VULCANICO = PERICOLOSITÀ X VULNERABILITÀ X ESPOSIZIONE
5 A determinare il rischio vulcanico concorrono numerosi fattori, tra i quali: la storia eruttiva del vulcano; l evoluzione magmatica del vulcano; il «periodo di ritorno» dell attività vulcanica; la morfologia dell edificio vulcanico; i venti prevalenti nell area del vulcano.
6 Con i dati relativi a tutti questi parametri si elaborano carte utilizzate per piani di evacuazione e per le pianificazioni urbanistiche. Carta della pericolosità dell area del Vesuvio.
7 Il primo passo per una buona previsione è la realizzazione di una rete di monitoraggio per registrare eventuali segni premonitori di un eruzione. Rete di monitoraggio dell area del Vesuvio.
8 Generalmente un eruzione vulcanica è preceduta da fenomeni precursori che si verificano all approssimarsi del magma alla superficie terrestre: improvvise emissioni di gas e vapore acqueo; piccole e frequenti scosse sismiche; sollevamenti e deformazioni del suolo; variazioni del campo magnetico locale; variazioni del regime termico; variazioni di livello nell acqua dei pozzi.
9 La sorveglianza del vulcano si effettua mediante campionamenti e rilevazioni strumentali e satellitari.
10 I dati raccolti sul campo possono essere integrati con dati storici relativi alle eruzioni del passato.
11 È necessario inoltre definire i livelli di allerta e predisporre efficaci piani di evacuazione. Livello di allerta Stato del vulcano Probabilità di eruzione Tempo di attesa dell eruzione BASE Nessuna variazione significativa dei parametri controllati Molto bassa Indefinito, comunque non meno di parecchi mesi ATTENZIONE I parametri monitorati superano le soglie prestabilite; il sistema di monitoraggio viene potenziato e la popolazione e le autorità civili sono costantemente informate sull'evolversi della situazione. Variazione significativa dei parametri fisico-chimici controllati Bassa Indefinito, comunque non meno di alcuni mesi PREALLARME Aumenta la probabilità di un'eruzione; tutti i soggetti coinvolti nel piano di emergenza devono essere pronti a intervenire e dislocati nelle aree da evacuare (zona rossa). Ulteriore variazione dei parametri controllati Media Indefinito, comunque non meno di alcune settimane ALLARME L'eruzione è ormai imminente; la popolazione deve essere evacuata dalla zona rossa. Comparsa di fenomeni e/o indicazioni di dinamica preeruttiva dai parametri controllati Alta Da settimane a giorni
12 La difesa dalle eruzioni si attua evitando di costruire insediamenti nelle zone ad elevata pericolosità.