COMUNE DI SOVICILLE PALAZZETTO DELLO SPORT in loc. S.Rocco a Pilli FORNITURA E POSA IN OPERA DI GRUPPO DI PRESSURIZZAZIONE ANTINCENDIO, RETE IDRICA ANTINCENDIO ED OPERE ACCESSORIE Relazione tecnica generale sull intervento Siena, luglio 2013 Ing.Roberto Morelli
IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO A SERVIZIO DEL PALAZZETTO DELLO SPORT POSTO IN COMUNE DI SOVICILLE IN LOC. S.ROCCO A PILLI Descrizione sommaria dei luoghi e dell impianto- Scelte tipo alimentazione e rete idrica L'edificio in oggetto trova sede in una area ubicata in loc.s.rocco, nel Comune di Sovicille ed è sede del Palazzetto dello Sport, al chiuso. Il complesso fu realizzato agli inizi degli anni 90 ed è oggetto di interventi di ristrutturazione. Sono previste una serie di opere tra le quali, alcune, per adeguare lo stesso a quanto previsto dal D.M 18 marzo 1996 Norme di sicurezza per la costruzione e l esercizio degli impianti sportivi con le modifiche e le integrazioni introdotte dal D.M 6 giugno 2005. Tra queste opere è compreso anche il rifacimento dell impianto idrico antincendio. L impianto è al chiuso, puo ospitare 300 spettatori seduti; non sono previsti posti in piedi. Ai fini della prevenzione incendi l attività rientra nella n.65, sottoclasse 2 categoria C del DPR 151 del 1 agosto 2011 Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianto e centri sportivi, palestre sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone,ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico. Attualmente il complesso sportivo dispone di un idrante UNI 45 ubicato nella zona di ingresso, sull esterno e allacciato alla rete idrica cittadina ( impianto realizzato con la costruzione dell edificio all inizi degli anni 90 (1992).Detto impianto non risponde ai requisiti richiesti dal D.M 18 Marzo 1996 entrato in vigore pochi anni dopo la costruzione del palazzetto, che prevede per impianti al chiuso con un numero di spettatori superiore a 100 e fino a 1000 un impianto a naspi DN20 assicurando ai due naspi ubicati in posizione idraulicamente più sfavorevole una portata non inferiore a 35 l/min ed una pressione non inferiore a 1,5 bar, quando sono entrambi in fase di scarica. L alimentazione (accettata anche la rete idrica) deve assicurare una autonomia non inferiore a 30 min. Qualora l acquedotto non garantisca tali caratteristiche occorre realizzare una riserva idrica di idonea capacità e il gruppo di pompaggio di alimentazione delle rete antincendio deve essere realizzata da elettropompa con alimentazione elettrica di riserva (gruppo elettrogeno ad azionamento automatico) o da moto pompa con avviamento automatico.
Nel nostro caso l acquedotto non garantisce né l alimentazione idonea dell idrante esistente né quanto richiesto dal DM 18 marzo 1996. A suo tempo l Amministrazione Comunale, proprietaria dell impianto, per sopperire a dette carenze,si preoccupò di realizzare un vano, esterno al complesso, in cui inserire il gruppo di pressurizzazione, e ad installare una vasca di accumulo dell acqua, in cls, di circa 10.000 litri. Presumibilmente, per problemi economici, non fu portato a compimento l adeguamento con la realizzazione di rete di naspi che sarà oggetto dell attuale intervento. Le caratteristiche dei Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio sono trattati dalla UNI 11292 dell agosto 2008. questa norma fornisce altresì caratteristiche dimensionali ( vedi l altezza etc) Il locale realizzato a suo tempo non sempre rispetta tale norma, ma ammette dei REQUISITI MINIMI (appendice A punto A.3). Considerando di rientrare nella Modifica Sostanziale Appendice A punto A.2 per sostituzione dell unità di pompaggio (quella esistente non è idonea all uso preposto), i requisiti minimi di cui all appendice A punto A.3 prevede: In caso di modifica sostanziale del locale deve essere rispettato per quanto possibile, quanto indicato ai punti 4.1,5.1,6 e 7. Il punto 4.1 è relativo all ubicazione: e prevede locali: separato (isolato),in adiacenza, entro l edificio protetto dall impianto servito. Nel nostro caso è isolato.il punto 5.1 è inerente la Tipologia costruttiva.il punto 6 tratta le Caratteristiche Funzionali e il punto 7 l Alimentazione dei motori a combustione interna. Si ritiene che il locale in essere, destinato ad ospitare il gruppo di pompaggio e realizzato anni or sono (molto prima del 2008, anno di emanazione della UNI 11292), risponda ai requisiti sopradescritti e pertanto se ne propone l utilizzo. Il 20 dicembre del 2012 il Ministero dell Interno emana un decreto che in allegato riporta la Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Nella Tabella I è riportatola reti di idranti che per l attività Impianti sportivi regolamentati dal DM 18.03.1996, del tipo al chiuso con più di 100 e meno di 1000 spettatori prevede: -Livello di pericolosità secondo la Norma UNI 10779 pari a :1; -Protezione esterna:no; -Caratteristiche minime dell alimentazione idrica richiesta, secondo la norma UNI 12845:singola
E parere oramai condiviso che per gli impianti da realizzare ex novo (rete idrica antincendio e sostituzione del gruppo di pressurizzazione antincendio) sia da seguire la norma UNI di riferimento (UNI 10779 e UNI 12845) e pertanto si propone l impiego di quanto previsto da tali norme per l esecuzione degli impianti di cui sopra. Dal prospetto B1 della UNI 10779-Dimensionamento degli impianti- per livello di pericolosità 1, indica, tra l altro,: Protezione interna: 4 naspi (oppure tutti gli apparecchi installati se inferiori al numero indicato) con 35 litri/min cadauno e pressione residua non minore di 0,2Mpa; protezione esterna:generalmente non prevista; durata :maggiore o uguale a 30 min.. Per quanto riguarda la Scelta del tipo di alimentazione idrica (punto 9.6 UNI 12845, ci riferiremo ad Alimentazioni idriche singole, punto e) :un serbatoio di accumulo con una o piu pompe ( nel ns caso una pompa principale e una pompa pilota (Jolly)) La distribuzione interna è del tipo in acciaio, con tubazioni posate a vista, opportunamente staffate a parete e/o soffitto secondo quanto previsto dalla norma UNI 10779. Le tubazioni in acciaio dovranno avere spessori minimi conformi alla UNI 8863 serie leggera, se poste in opera con giunzioni saldate o che non richiedono asportazione di materiale, oppure alla UNI 8863 serie media, se poste in opera con giunzioni filettare. I tratti di tubazione in polietilene, di nuova realizzazione, sono previsti PN 16 e a norma UNI EN 12201. Norme di riferimento Nei criteri di scelta della tipologia dell impianto idrico antincendio, sopradescritto, e nel suo dimensionamento si terrà in conto di quanto previsto dalle principali norme e decreti, con particolare riferimento: D.M 18 marzo 1996 Norme di sicurezza per la costruzione e l esercizio degli impianti sportivi con le modifiche e le integrazioni introdotte dal D.M 6 giugno 2005 Decreto del 20 dicembre 2012 Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. -Norme UNI 10779, UNI 12845, UNI EN 671-1, UNI EN671-2, UNI 9488, UNI 11292
Tipologia dell impianto antincendio Per quanto sopra descritto si prevede la realizzazione di una rete di naspi DN 25, alimentati da un gruppo di pressurizzazione ( elettropompa principale e elettropompa pilota) servito da una riserva idrica di 10.000 litri circa, esistente. E prevista la installazione anche di un attacco UNI 70 di mandata autopompa VVF, ubicato al limite del fabbricato, lato vano gruppo di pressurizzazione, La conformazione dell impianto si evince dalla TAV.1A. Caratteristiche prestazionali della rete Si prevede il contemporaneo funzionamento di 4 naspi (DN 25), idraulicamente più sfavoriti, ciascuno con una portata maggiore di 35 l/min e una pressione residua maggiore di 2 bar. Autonomia 30 min. La portata minima richiesta non sarà inferiore a 140 l/min che con una autonomia di 30 min porta ad un accumulo non inferiore (trascurando il reintegra da acquedotto) 4200 litri, contro la disponibilità della riserva di circa 10.000 litri. Dimensionamento delle tubazioni Il calcolo della rete idrica antincendio verrà eseguito sulla base dei dati geometrici della rete e con le modalità previste dalla norma UNI 10779. Le perdite di carico distribuite vengono stimate secondo la formula di Hazen Williams: p= 6,05 x Qexp1,85 x 10exp9 /(Cexp1,85 x Dexp4,87) dove: p: è la perdita di carico unitaria in mm c.a/m; Q: portata del tratto in l/min; D: diametro interno della condotta in mm; C: coeff. di scabrezza e pari a 120 per l acciaio e 150 per il polietilene. Le perdite di carico concentrate sono dovute:
Raccordi, curve, Ti e raccordi a croce, attraverso i quali la direzione del flusso subisce una variazione di 45 o maggiore (escluse le curve ed i Ti su cui sono direttamente montati gli erogatori) Alle valvole di controllo e allarme (per le quali le perdite di carico da assumere sono quelle specificate dai costruttori o nei relativi certificati di prova) e a quelle di non ritorno. Le perdite localizzate sono trasformate in lunghezza di tubazione equivalente come specificato dalla norma UNI 10779 del 32007, ed aggiunte alla lunghezza reale della tubazione di uguale natura e diametro In questa fase preliminare si è effettuato un dimensionamento di massima dell impianto che ha portato ai seguenti valori (con 4 naspi idraulicamente piu sfavoriti ), considerando l impiego di tubazioni con diametri non inferiori ai minimi, imposti dalle normative; Portata effettiva circa 190- l/min ( riserva per 30 min di 6000 litri circa) Pressione minima impianto: P= P1 + P2+ H= 2,2+ 0,8+0,1 =3,1 kg/cmq ( arrotondato a 3,5) Dove: P1 è la pressione a monte del naspo e pari alla somma di quella residua al bocchello ( pari a 2 kg/cmq) aumentata di 0,2 kg/cmq che rappresenta la perdita di pressione attraverso il complesso idrante tubazione di nailon; P2 è la perdita media lungo le tubazione e stimata in 0,7 kg/cmq; H è il dislivello tra l asse del gruppo e l asse dell idrante piu sfavorito e valutato in 1,5 m circa In allegato separato si riporta calcolo dettagliato eseguito con l ausilio di software specializzati. Siena li luglio 2013 ing. Roberto Morelli