IL SIGNIFICATO DEL GOAL Il boato dei tifosi sancisce il momento sublime in cui il pallone varca quella fatidica linea bianca posta come confine da difendere a tutti i costi dall assalto degli avversari. Non importa quale sia la posta in palio o la categoria in cui si gioca, né l importanza dello stadio in cui ci si trova o il numero degli spettatori presenti, la sensazione che prova il tifoso è sempre uguale, immensa, incontenibile e razionalmente inspiegabile. In quell attimo, il tifoso trova la forza di sfogare tutta la gioia e tutta la rabbia accumulata, riesce a liberarsi da ogni freno inibitorio, dimentica i problemi, il lavoro, la famiglia, le vicissitudini della vita quotidiana e per un attimo, anche solo per un attimo, riesce ad essere veramente felice. Trovare, infatti, una spiegazione logica risulta difficile e sono certo che gli esperti che si sono cimentati nello studio di tale fenomeno hanno incontrato serie difficoltà nel delineare un quadro puntuale in cui inserire, con l ausilio della logica, ogni atteggiamento ed ogni sensazione che il tifoso vive, e a volte subisce, in quell attimo fatidico. Perché dietro quell urlo liberatorio si nasconde di tutto, la rivalsa sociale della squadra più povera rispetto a quella che può arrivare a schierare un gran numero di campioni o l orgoglio civico del piccolo centro che riesce a vincere contro la grande città, la rivalità può anche avere radici storiche o la semplice rivalità legata alla posizione di classifica. Tutto contribuisce e tutto risulta facilmente spiegabile con la passione, con l orgoglio e con quella rabbia che, purtroppo, spesso si tramuta in violenza, rendendo sempre più astratti quei valori che dovrebbero essere le colonne portanti del gioco del calcio. Il calcio è ormai parte integrante della nostra società e, di conseguenza, ne subisce gli effetti. Non è più solo uno strumento di svago, esso rispecchia in pieno il nostro tempo con tutte le evoluzioni ma anche con tutte le sue storture. L eccessivo costo dei calciatori, la mancanza di strutture adeguate, le indagini giudiziarie che mettono in dubbio la validità di interi campionati, la stampa che, con quotidiana cadenza, distrugge miti e ne crea di nuovi, sollecitano ed indirizzano le opinioni dei tifosi a volte con pericolose conseguenze, le società sempre più attente ai bilanci ed alle quotazioni in borsa, il ridimensionamento dei vivai che penalizza le aspirazioni dei giovani calciatori, rappresentano solo alcuni degli
aspetti di degrado che dovrebbero far riflettere chi muove le fila dello sport più bello del mondo. Del resto anche lo Stato non fa molto né per il calcio né per gli altri sport. Riduce le ore di Educazione fisica nelle scuole invece di ampliarle ed inserire tale insegnamento sin dalle scuole elementari; contestualmente, elimina l insegnamento dell Educazione Civica dalle scuole dell obbligo ed inserisce norme penali per i tifosi violenti, preferendo la repressione all educazione dei cittadini. Ed il tifoso, quello vero? Quello che piange di gioia solo ascoltando l inno della sua squadra? Quello che pur di accompagnare in trasferta la sua squadra cerca di racimolare i soldi nelle pieghe di un bilancio già deficitario? Facciamo in modo da lasciargli questa valvola di sfogo, lasciamolo sognare e dimenticare almeno per novanta minuti le tragedie per la vita, le delusioni della politica e le violenze tra gli uomini, rendiamo questo mondo del calcio più pulito e più credibile. Non gli rubiamo le illusioni e lasciamo che nella sua ingenuità continui ad urlare Goal con tutta la forza e la rabbia possibile. Alunno: FRANCESCO FEDERICO DE FILIPPIS Classe I F Liceo Scientifico Genoino Via Di Marino 84013 Cava de Tirreni