6. LA SCELTA CORRETTA DELL ALLENAMENTO
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- Maurizio Valerio Pasquali
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1 Teoria dell allenamento 6. LA SCELTA CORRETTA DELL ALLENAMENTO ENRICO ARCELLI Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi di Milano
2 Come vengono scelti gli allenamenti? Nello sport (e dunque anche negli sport di squadra) l evoluzione delle metodiche di allenamento ha seguito una certa evoluzione: imitazione della competizione; imitazione del campione; in base alle qualità fisiche; in base ai modelli.
3 L imitazione della competizione E il criterio più elementare: nei giochi di squadra, per esempio, si fanno partite o partitelle, magari con regole un po cambiate. E indispensabile imitare la partita, specie in certi periodi dell anno (per es. nel precampionato). Ma è sufficiente? Di sicuro certe qualità non possono essere ben allenate: si pensi alla forza o all elevazione.
4 L imitazione della competizione E vero che l allenamento è utile e vantaggioso se l organismo lavora come in partita? No! Se, per esempio, con la preparazione atletica si ripete quello che si fa in partita, tanto vale usare sempre il pallone. In allenamento si deve anche fare qualcosa di molto diverso dalla partita, ma che allena bene qualità che servono in partita, ma che la partita non allena.
5 L imitazione della competizione T. Reilly: Al calciatore serve un aerobico molto efficiente; ma il calcio non allena al meglio l aerobico. L imitazione della competizione, dunque, può costituire soltanto una parte della preparazione; ma non certamente l unico aspetto.
6 L imitazione della competizione In un decalogo del preparatore atletico, al settimo punto, sostengo che la prima caratteristica dell analfabeta dell allenamento è di ritenere che il tipo di lavoro più utile è quello che somiglia alla competizione. L utilità di un dato lavoro si valuta in base al fatto che sia in grado o meno di determinare adattamenti utili per la prestazione di gara.
7 L imitazione del campione L evoluzione delle metodiche di allenamento (in tutti gli sport) si è avuto proprio grazie all imitazione delle metodiche di allenamento degli atleti più forti o delle squadre più titolate. Anche oggi è così, anche se ci sono metodiche di allenamento studiate a tavolino, basate su conoscenze derivate da discipline simili o da ricerche scientifiche.
8 L imitazione del campione Una gran parte dei progressi dei record è dovuta proprio all imitazione dei campioni. Alcune metodiche di allenamento sono nate per caso, spontaneamente; per esempio spaccare la legna per i giavellottisti. C è una selezione delle metodiche: sopravvivono e si diffondono quelle che consentono di ottenere miglioramenti.
9 L imitazione del campione Sulle riviste specializzate vengono riportate le tabelle di allenamento. I tecnici sportivi vanno spesso a vedere come lavorano i propri colleghi. Ma non è mai bene imitare integralmente certe tabelle: prima vanno analizzate e capite. Quello che vale per una certa squadra o per uncerto atleta, potrebbe non valere per gli altri.
10 L allenamento in base alle qualità In questo caso: fisiche si individuano le qualità fisiche più importanti in una certa disciplina; si adottano i mezzi di allenamento più adatti per migliorare queste qualità. E così possibile trasferire mezzi e metodiche di allenamento da una disciplina ad un altra.
11 L allenamento in base alle qualità fisiche Il primo passo è identificare le qualità fisiche importanti in una certa disciplina. Dapprima si è parlato soltanto di: velocità, resistenza, forza. Per i giochi di squadra si diceva che erano tutte e tre importanti.
12 L allenamento in base alle qualità fisiche E vero che nel calcio, nel rugby o nel basket occorrono velocità, resistenza e forza. Ma è una semplificazione eccessiva, per esempio, pensare che esista un solo tipo di velocità o un solo tipo di resistenza o un solo tipo di forza. Il centometrista, per esempio, deve avere velocità: deve sapere accelerare (come il calciatore), ma deve farlo per metri e poi deve sapere mantenere una velocità elevata per metri.
13 L allenamento in base alle qualità fisiche Il maratoneta o il 400ista o il ciclista su strada devono avere resistenza; ma si tratta di una resistenza diversa da quella del calciatore. La forza del sollevatore di pesi è ben diversa da quella del giocatore di pallavolo. Insomma: si corre il rischio di ritenere che una sola parola possa definire le doti richieste in una disciplina. Allora si aggiunge un aggettivo.
14 L allenamento in base alle qualità fisiche Si parla, dunque, di resistenza aerobica o di forza veloce, ma non è sempre sufficiente per chiarire bene le cosa. Questo metodo per scegliere l allenamento era alla base della teoria dell allenamento, quella di tipo sovietico, alla quale ancora oggi molti sono fedeli. La TdA ha avuto senza dubbio molti meriti, ma è, secondo me, del tutto superata.
15 La teoria dell allenamento sovietica Il difetto principale della TdA era che si preoccupava soltanto di che cosa si fa come preparazione ( input ) e di come cambia la prestazione ( output ). L organismo è una scatola chiusa. La TdA non si occupa di capire che cosa succede nell organismo, vale a dire di quali adattamenti avvengono nell organismo come conseguenza dello stimolo allenante
16 La teoria dell allenamento sovietica Si occupa soprattutto dell imput e dell output, ma non di quello che succede nell organismo come conseguenza dell allenamento, per es. degli adattamenti.
17 L allenamento in base ai modelli Può essere importante allenare in base ai modelli fisiologici (Arcelli, 1977). Modello fisiologico = descrizione di tipo fisiologico di quello che succede nel corpo durante un certo impegno sportivo, per esempio una partita di calcio o di basket. Sono importanti il periferico e il centrale.
18 L allenamento in base ai modelli Per prima cosa è importante pensare a quali muscoli intervengono principalmente nel corso di un certo impegno sportivo, come giocare a calcio o correre i metri. Periferico = quali sono i muscoli più importanti e come lavorano: quali fibre, qual è la velocità di contrazione, qual è la forza esercitata.
19 L allenamento in base ai modelli Centrale = è costituito dai servizi, vale a dire da apparati, organi e tessuti che permettono ai muscoli di continuare a lavorare. Il cuore, per esempio, pompa il sangue che porta rifornimenti (ossigeno, glucosio, acidi grassi), e allontana scorie (calore, anidride carbonica, ioni H+, ioni lattato )
20 L allenamento in base ai modelli Nelle prove molto brevi, i servizi non contano, ma nel calcio sono fondamentali. E importante capire che esistono il centrale ed il periferico poiché sono diversi gli stimoli che servono per allenare l uno e l altro. Per l aerobico e per il lattacido, per esempio, è bene dividere il centrale dal periferico.
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