IL MICROSCOPIO OTTICO



Documenti analoghi
Tecniche di microscopia

Esercitazione di Microbiologia generale. Microscopia

La propagazione delle onde luminose può essere studiata per mezzo delle equazioni di Maxwell. Tuttavia, nella maggior parte dei casi è possibile

Il Microscopio. Il microscopio, dal greco micron (piccolo) e. skopein (guardare), è uno strumento che. permette di ottenere un immagine ingrandita

PON C1 L invisibile intorno a noi

A.O. /Liceo Versari/2014_15. parola microscopio è stata coniata dai membri Accademia dei Lincei di cui faceva parte anche ileo Galilei

Cenni di Macrofotografia

Giorgio Maria Di Nunzio

CELLULE EUCARIOTICHE

03/11/15. Metodi vigorosi

PROTOCOLLO CHIRURGICO PER ESPANSORI

Laboratorio di Fisica 3 Ottica 2. Studenti: Buoni - Giambastiani - Leidi Gruppo: G09

MICROSCOPIA OTTICA: INGRANDIMENTO E MICROSCOPIO OTTICO

La parola microscopio è stata coniata dai membri dell Accademia dei Lincei di cui faceva parte anche Galileo Galilei

PREPARATI INCLUSI: l infiltrazione e l inclusione


La lente singola rimane ancora in uso nelle macchine più economiche e, entro certi limiti, dà dei risultati accettabili.

Lo spessimetro ( a cura di Elena Pizzinini)

Lunghezza ocale. Donato Di Bello

Fisica II - CdL Chimica. Formazione immagini Superfici rifrangenti Lenti sottili Strumenti ottici

Ingrandimento totale =Ingrandimento obiettivo x Ingrandimento oculare

Noi vediamo gli oggetti, perché la luce emessa dalla sorgente arriva all oggetto e si diffonde in tutte le direzioni poi la luce che l oggetto

APPLICATION SHEET Luglio

La diffrazione. Lezioni d'autore

Sistema theremino Theremino Spectrometer Tecnologia

Misure di base su una carta. Calcoli di distanze

Scuola Media Piancavallo 2

Relazione di Fisica. IV E a.s. 2011/2012. Badioli Federico, Ciprianetti Sofia, Pasqualini Roberto.

Quinta lezione: Stampare e salvare una mappa

APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE

PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE

Traduzioni & Corsi di Lingue Udine. Via Cussignacco 27/4. P. IVA: tel/fax: scuola@jmi.it

Dettagli per l uso della Mappa del Consumo Sostenibile

Il flusso dell informazione genetica. DNA -->RNA-->Proteine

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE

LA RETTA. Retta per l'origine, rette orizzontali e verticali

Laboratorio di Ottica, Spettroscopia, Astrofisica

Chiavi USB. Personalizzate CONSEGNA ENTRO 5 GIORNI LAVORATIVI A PARTIRE DA 5 PEZZI GARANZIA A VITA. Italiano

ESERCITAZIONI DI BIOLOGIA

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini

Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Rappresentazione in virgola mobile

La pista del mio studio Riflettiamo sulla pista. Guida per l insegnante

Spettrofotometria. Le onde luminose consistono in campi magnetici e campi elettrici oscillanti, fra loro perpendicolari.

352&(662',&20%867,21(

Università degli studi di Messina facoltà di Scienze mm ff nn. Progetto Lauree Scientifiche (FISICA) Prisma ottico

Relazioni statistiche: regressione e correlazione

Il riduttore di focale utilizzato è il riduttore-correttore Celestron f/ 6.3.

Ottica geometrica. L ottica geometrica tratta i. propagazione in linea retta e dei. rifrazione della luce.

Studiare le cellule:

Ottica fisiologica (2): sistemi ottici

Basi di matematica per il corso di micro

L APPARATO CIRCOLATORIO

Consigli per l acquisto del primo strumento

Ottica fotografica. Lezioni per il corso di Fisica per gli studenti del diploma di Ottica

Il microscopio ottico. La parola microscopio è stata coniata dai membri dell Accademia dei Lincei di cui faceva parte anche Galileo Galilei

Orietta Bay - Sestri Levante 2011

RAPPORTO DI PROVA Venezia,. Foglio n. 1 di 7. Protocollo: Luogo e Data della prova: Richiedente: Materiale testato:

~ Copyright Ripetizionando - All rights reserved ~ STUDIO DI FUNZIONE

1 Caratteristiche dei materiali utilizzati in ottica oftalmica di Alessandro Farini 1.1 Caratteristiche ottiche dei materiali oftalmici

Un altro importante parametro di questo processo è la risoluzione che rappresenta la distanza minima che la litografia può apprezzare.

Esecuzione: Ho indossato gli occhiali ( che funzionano come un prisma di vetro), quindi ho osservato una fonte di luce

Lenti Polar e Photo-Polar Persol. Ampia gamma d eccellenza

Acidi e basi. HCl H + + Cl - (acido cloridrico) NaOH Na + + OH - (idrossido di sodio; soda caustica)

Se analizziamo quel segnale luminoso possiamo capire parecchie cose sulla sorgente che lo ha emesso (che si chiama sorgente luminosa).

PRINCIPI DI TRASDUZIONE

IL MIO SISTEMA PER FOTOGRAFARE di Augusto Degiovanni

La propagazione della luce in una fibra ottica

Lenti e ingrandimento

lo PERSONALIZZARE LA FINESTRA DI WORD 2000

10) Se ad una soluzione aumentiamo la temperatura cosa succede? Dire quale delle seguenti affermazioni è corretta.

Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione

Estrazione del DNA. 1. Introduzione

Laboratorio di Ottica, Spettroscopia, Astrofisica

LA MATERIA Suggerimenti didattici e schede

TIPI DI CELLULE : PROCARIOTE ED EUCARIOTE

La cellula è l unità fondamentale di tutti gli organismi viventi ed è la più piccola struttura ad essere classificabile come vivente.

Tratto dal libro Come vivere 150 anni Dr. Dimitris Tsoukalas

ESERCITAZIONI DI BIOLOGIA

RNA polimerasi operone. L operatore è il tratto

Tecnologia e Tradizione nella produzione del vino

Genova TIPOLOGIE DI LAMPADE

28/05/2009. La luce e le sue illusioni ottiche

Corso di Laboratorio di Fisica prof. Mauro Casalboni dott. Giovanni Casini

CHIMICA. Una teoria è scientifica solo se è falsificabile (cioè se è possibile sperimentalmente smentire le sue previsioni)

Costruirsi un cannocchiale galileiano

Riduzione del rumore con Photoshop Cs5. Immagini scattate con ISO elevati

Interferenza e diffrazione

TEST BIOLOGIA 1 ANNO ABEI Da inviare a connesso@alice.it entro e non oltre il 6 novembre 2015

Einstein ci dice che la luce è costituita da unità elementari chiamate fotoni. Cosa sono questi fotoni?

Radiazione elettromagnetica

gestione e modifica di immagini fotografiche digitali

Lenti, Cannocchiali e Telescopi

Sommario Ottica geometrica... 2 Principio di Huygens-Fresnel... 4 Oggetto e immagine... 6 Immagine reale... 7 Immagine virtuale...

E 0 = E E 0. 2 = E h. = 3.2kV / m. 2 1 x. κ 1. κ 2 κ 1 E 1 = κ 2 E 2. = κ 1 E 1 x ε 0 = 8

SISTEMA NERVOSO E ORGANI DI SENSO

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città

Transcript:

IL MICROSCOPIO OTTICO Il microscopio ottico assolve due importanti funzioni: 1. ingrandisce oggetti invisibili ad occhio nudo 2. permette di vedere separati due oggetti che ad occhio nudo appaiono uniti. Un uomo dotato di vista normale, per poter leggere una scritta deve porre gli occhi ad una distanza di almeno 25-30 cm dal foglio. A tale distanza l'occhio è in grado di separare due punti distanti almeno 0,075-0,1 mm. Due punti più vicini vengono quindi visti come un unico punto. Questa distanza viene detta potere o limite risolutivo dell'occhio. Siccome le cellule degli organismi procarioti hanno dimensioni dell'ordine di 2 milionesimi di metro (2 micrometri) e le cellule eucariotiche hanno un diametro medio di 10-30 micrometri, per studiarle è necessario uno strumento ottico che ci permetta di valutarne la morfologia: con un buon microscopio ottico che utilizzi la luce

bianca siamo in grado di discernere nitidamente oggetti con un diametro superiore a 0,2 micrometri. Quindi il potere di risoluzione del microscopio ottico è di 0,2 micrometri e non siamo in grado di osservare oggetti di grandezza minore. Con un adatto sistema di lenti si è in grado di ottenere ingrandimenti superiori a mille volte la dimensione reale dell'oggetto osservato. Risoluzione del microscopio ottico Il potere di risoluzione può essere espresso come: dove λ (lambda) è la lunghezza d'onda della luce incidente, n è l'indice di rifrazione del mezzo interposto tra obiettivo e vetrino ed α (alfa = angolo di apertura della lente) è il semiangolo del cono luminoso entrante. Il prodotto al denominatore viene detto apertura numerica (NA), è un numero adimensionale ed è un modo per esprimere l'angolo di apertura della lente dell'obiettivo senza utilizzare il grado sessagesimale. Schema raffigurante l'apertura numerica di un obiettivo Dalla formula si può osservare che modificando la lunghezza d'onda della luce utilizzata dal

microscopio ottico, si può aumentare o diminuire il limite della risoluzione; tuttavia questo sistema non è molto efficace dato che l'intervallo delle lunghezze d'onda del campo visibile è abbastanza ristretto. Un altro modo per modificare il limite di risoluzione consiste nell'utilizzare una goccia di olio da immersione come l'olio di cedro (n=1,515) da interporre tra preparato e obiettivo. Questo fluido, infatti, ha un indice di rifrazione più elevato di quello dell'aria. In questo modo aumentiamo il valore del denominatore, così che "d" diventa più piccolo; il microscopio ora riesce a risolvere due punti più vicini e l'immagine è quindi più nitida. Particolare degli obiettivi Gli obiettivi portano delle iscrizioni incise sulla loro superficie esterna. Sull'obiettivo a sinistra nell'ultima foto leggiamo: 40/0.65 N.A.160/0.17 40 è il numero di ingrandimenti permesso dall'obiettivo, cioè 40 volte; 0,65 è l'apertura numerica (N.A.) di cui abbiamo parlato prima; 160 è la distanza, espressa in millimetri, che deve intercorrere tra questo obiettivo e l'oculare. 0.17 è lo spessore massimo, espresso in millimetri, che deve avere il vetrino copri oggetto. Per poter osservare un tessuto questo deve essere fissato, incluso in paraffina e sezionato. La fissazione permette di fermare tutti i processi catabolici perché i fissativi (formalina, Bouin...) cross-legano le proteine enzimatiche e impediscono la loro funzione. La inclusione in paraffina permette di fare sezioni del tessuto così sottili (con il microtomo) da garantire l'efficacia del potere di risoluzione del microscopio ottico. Per includere in paraffina è necessario incubare il pezzo da studiare in una serie di alcool crescente che sostituiscono gradatamente l'acqua dei tessuti e poi in solventi della paraffina (come lo xilolo) e, infine, nella paraffina liquida che sostituisce gli alcool. A questo punto, solidificando la paraffina, avremo il nostro pezzo biologico perfuso di paraffina solidificata che potrà essere sezionato con il microtomo. Alle sezioni, per essere colorate ed esaminate, dovrà essere sostituita, con un processo contrario a quello prima descritto, la paraffina con l'acqua. Si utilizza pertanto lo xilolo, che scioglie la paraffina, e si percorre una serie decrescente di alcol reintroducendo gradatamente l acqua.

EMATOSSILINA-EOSINA (EE) ALCUNE COLORAZIONI ISTOLOGICHE L ematossilina (colorante basico) colora le strutture acide di viola scuro o blu. I nuclei cellulari ed il reticolo endoplasmatico rugoso hanno ad esempio una grande affinità per questo colorante per via del loro rispettivo contenuto di DNA ed RNA. E necessario puntualizzare che il DNA attivo non è evidenziabile con l ematossilina, al contrario dell inattivo. Il DNA inattivo (colorabile) può presentarsi distribuito in piccole masse compatte, oppure in un disegno reticoliforme. Il DNA attivo è denominato eucromatina, l inattivo eterocromatina. A volte le cellule nervose hanno un nucleo completamente bianco (DNA molto attivo); viceversa i globuli rossi che stanno per perdere il nucleo, lo presentano fortemente colorato (quasi nero). La presenza di RNA può indurre una colorazione lavanda del citoplasma utilizzando il sistema EE. L eosina (colorante acido) colora le strutture basiche in rosa. Poiché la maggior parte delle proteine citoplasmatiche sono basiche, il citoplasma della cellula normalmente risulta essere di colore rosa. GIEMSA E una tecnica normalmente utilizzata per la colorazione di strisci di sangue o di midollo osseo. I nuclei delle cellule si colorano in blu-violetto, mentre il citoplasma appare blu pallido. I globuli rossi si presentano invece di colore rosa pallido. P.A.S. Questo metodo di colorazione istochimica mette in evidenza i polisaccaridi dei tessuti (es. glicogeno del fegato o del tessuto muscolare), la mucina prodotta dalle cellule caliciformi dell apparato gastro-intestinale e di quello respiratorio ed altre strutture, colorandoli di rosso intenso (tradizionalmente definito magenta ). Risultano P.A.S.-positive anche le membrane basali e l orletto striato dei tubuli renali e dell intestino, così come la cartilagine e, in una certa misura, il collagene. Le sezioni di tessuto vengono sottoposte all azione dell Acido Periodico (IO 4 H) che ossida alcuni radicali alcolici delle sostanze idrocarbonate formando radicali aldeidici. Le sezioni vengono successivamente trattate con il reattivo di Schiff che si lega ai radicali aldeidici formatisi colorandoli di rosso magenta.

MITOSI Microtomo