L ACQUEDOTTO DEL NOTTOLINI Grandiosa opera d ingegneria idraulica con valenza artistica e ambientale che si è perfettamente inserita nel paesaggio urbano e rurale arricchendolo di uno spettacolare monumento.
L acquedotto del Nottolini è una delle tre opere colossali di Lucca; le altre due sono le mura urbane e le opere di regimazione del Serchio (arginatura).
Nel 1822 viene emanato dalla duchessa Maria Luisa di Borbone il decreto per la costruzione dell acquedotto a servizio della città di Lucca (supervisione dei lavori iniziata dall arch. Giuseppe Valentini ma poi passata a Lorenzo Nottolini che li seguì fino alla fine). Nei primi mesi del 1834 l acquedotto era praticamente concluso anche se alcuni manufatti sono datati 1853 e 1902 (interventi di completamento o di manutenzione).
L ACQUEDOTTO COMPRENDEVA: le opere di captazione con gallerie d ispezione (18 sorgenti disposte lungo il fondovalle del Rio S. Quirico e del Rio della Valle) che consentivano di disporre di acqua ad uso potabile erogata da una serie di fontanelle talvolta realizzate con elementi di pregio.
la serra vespaiata: l area delle sorgenti nella zona di compluvio del Rio S. Quirico e del Rio della Valle, chiamata alle parole d oro a causa dell iscrizione sull acquedotto in lettere d ottone Duca Carlo Borbone. dedicata Ludovico al di
due gallerie filtranti delle acque superficiali dei due Rii che consentivano di disporre di acqua di lusso, di ornamento o di utilità erogabile da fontane monumentali con funzione esclusivamente decorativa; tempietti secondari di accesso alle condotte e alle sorgenti, per permettere ispezione ed eventuali lavori di manutenzione.
due condotte seminterrate di adduzione delle acque dalla serra vespaiata al tempietto a monte (comprensive di pozzetti d ispezione, decantazione e di presa d acqua). In luogo di uno di questi pozzetti vi accedevano gli acquaioli con i loro micci per questo fu chiamato ai miccetti.
due condotte rettilinee parallele, a pelo libero e contorno chiuso, sopraelevate, facenti capo al tempietto a monte e a quello monumetale alle tagliate a S. Concordio.
Tempietto a monte
È un sistema monumentale (3269 m) detto il Torrione o Archi delle fontane, costituito da 459 archi a tutto sesto (5,17 m) su 460 pilastri in muratura di mattoni e pietra (432 a pianta rettangolare; 26 contrafforti con pianta a croce, segnalati con targhette di marmo bianco; 2 addossati ai rispettivi tempietti).
due condotte forzate a tubi di ghisa, che dal tempietto a S. Concordio entrano nel centro storico attraverso una galleria vuota di mattoni archivoltata, accessibile e percorribile a piedi. Il progetto iniziale doveva portare l acqua con le arcate fino nel centro storico, ma furono eliminate 46 arcate finali; la nuova soluzione prevedeva il termine del sistema delle arcate prima delle mura urbane per rispettare la continuità visiva della cerchia murata, ponendo termine al sistema delle arcate con un tempietto analogo a quello a monte. Da qui l acquedotto penetra in città attraverso un condotto sotterraneo in galleria seminterrata.
- I primi del 1900 il Comune di Lucca voleva estendere la distribuzione dell acqua potabile ad un area suburbana più consistente, utilizzando acque delle sorgenti e delle gallerie filtranti. Nel 1908, dopo vari accertamenti sulla portata nei periodi di magra, iniziarono le opere per l utilizzo potabile delle acque delle gallerie filtranti (realizzazione di un filtro in muratura coperto in c.a. a cui confluivano le acque del Rio S. Quirico, dove è stata apposta una targa in pietra marcata 1908). Venne realizzato anche un serbatoio cilindrico ed una cabina di manovra, oggi rudere.
- Nel 1911 le originarie condotte in laterizio del Torrione furono sostituite con un unica tubazione in c.a. interrata a condotta forzata, lungo e al piede delle condotte stesse.
- Nel 1933 con la costruzione dell autostrada Firenze-Mare, ad una sola corsia di circa 8 m, vengono demoliti un pilastro e due archi (le condotte furono ricollegate con una tubatura sostenuta da una travatura di cemento ma il manufatto perdeva acqua e durò fino all ultima guerra (1944) quando il crollo coinvolse altri archi e pilastri).
- Nel 1961 con il raddoppio dell autostrada vengono demoliti 6 archi, 4 pilastri, 1 contrafforte (contaddistinto con il n 7) per un totale di 42 m.
restauro dell acquedotto alla fine degli anni 70 - nel 1978 si avviarono urgenti e consistenti lavori di manutenzione (notevoli danni alle strutture e inquinamento dell acqua) con disagi dovuti a lunghi tempi di esecuzione delle opere necessarie e conseguente interruzione dell erogazione dell acqua. - Si trattava di interventi immediati sulle opere di captazione, sul serbatoio di accumulo, sulle fontanelle e di sostituzione delle tubazioni in ghisa le quali non erano più in grado di trasportare l acqua potabile in condizioni igieniche adeguate.
l acquedotto oggi - Rimasto abbastanza integro dal punto di vista architettonico (ad esclusione dell interruzione dell autostrada) ma non ha più la funzione di adduzione dell acqua alla città di Lucca.
nuova rete dell acquedotto Metà del 1900 si estende l acquedotto civico alimentato dai pozzi di Salicchi, ed altri pozzi periferici per cui si riducono e confondono le fontanelle eroganti acqua di Guamo. La nascita dell acquedotto civico (acqua più dura e per la quale a volte è necessaria la clorazione) fece perdere d importanza l acqua di sorgente di Guamo,