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ALESSANDRO MAGNO Alessandro Magno, figlio di Filippo II (re di Macedonia) e della sua terza moglie Olimpiade, nacque a Pella nel 356 a.c. Tra gli 11 e i 13 anni ebbe come maestro il filosofo greco Aristotele. Quando aveva solo 16 anni, a causa di un'assenza del padre, assunse il governo del paese svolgendo le funzioni di un vero e proprio re. Negli anni successivi si distinse anche in battaglia portando al successo alcune importanti campagne militari (ad esempio contro la tribù tracia dei Maidi) e, soprattutto,la battaglia di Cheronea in cui riuscì a sconfiggere i tebani. Dopo questa battaglia, e anche per il fatto che il padre aveva lasciato Olimpiade per sposare un'altra donna (Cleopatra Euridice), iniziarono alcuni contrasti fra Alessandro e Filippo II; questi problemi familiari si risolsero, infine, con la morte di Filippo, avvenuta per mano di un ufficiale macedone (per alcuni storici Alessandro e Olimpiade avrebbero avuto un qualche ruolo in questa morte). Alessandro, acclamato re da un esercito entusiasta, si occupò presto di eliminare i possibili pretendenti al trono, facendo uccidere anche alcuni suoi parenti. Dopo di che iniziò a dimostrare la sua forza militare: nel 335 a.c. soffocò una rivolta distruggendo Tebe e rendendone schiava la popolazione. A questo punto formò con i greci la Lega di Corinto e si avviò a conquistare la Persia con 40 mila uomini e 160 navi. Liberò le città greche che erano in mano ai persiani e nella battaglia di Isso sconfisse Dario III (re persiano) facendolo fuggire a Babilonia. In seguito occupò la Siria, la Fenicia e poi conquistò l' Egitto (governato dai persiani) dove fondò la città di Alessandria. Proseguì quindi il suo viaggio dirigendosi in Mesopotamia e conquistando le più importanti città persiane (Babilonia, Susa e Persepoli). Egli non voleva apparire un conquistatore feroce, ma un buon sovrano e, anche per questo, sposò una giovane nobile, figlia di un re persiano. Instancabile conquistatore, Alessandro continuò la sua marcia vittoriosa nei territori del medio oriente, spingendosi fino all'india settentrionale.
Una rappresentazione della famosa "falange macedone" A questo punto le truppe erano sfinite e il fiume Indo si rivelò un ostacolo troppo grande da superare in quel momento. Inoltre, Alessandro si rese conto che il suo vasto impero aveva bisogno della sua presenza, quindi ritorna in Persia e sposa la figlia di Dario. In questo modo volle dare un concreto esempio di quella integrazione fra differenti culture che fu un caposaldo del suo modo di governare. Alessandro rispettò le tradizioni e ammise usi, costumi e religioni di tutti i territori che facevano parte dell impero. Contemporaneamente volle diffondere la cultura e l arte greca e per questo chiamò alla sua corte artisti famosi, come lo scultore Lisippo e il pittore Apelle. Fondò inoltre nuove città: le 34 "Alessandrie" furono centri d irradiazione della civiltà greca, anche se non tutte raggiunsero la fama e il prestigio culturale che ebbe invece Alessandria d Egitto. Alessandro muore al culmine del suo potere, portato via da una violenta febbre, all'età di 33 anni. Con la sua morte crolla anche il suo impero: purtroppo non era riuscito a proclamare un successore e, in mancanza di una guida forte, i più importanti fra i generali macedoni (i cosiddetti "diadochi") si sentirono autorizzati a formare regni propri. I 40 anni successivi alla morte di Alessandro videro una seria infinita di intrighi sanguinosi e di guerre. La situazione si stabilizzò intorno al 280 a. C. circa. A quella data i diadochi erano quasi tutti scomparsi e con loro era svanita anche l illusione di riuscire a ricreare il grande impero universale, a cui Alessandro aveva per breve tempo dato vita. Tre furono i regni più vasti: quello d Egitto con Tolomeo II; quello d Asia, che corrispondeva per estensione all antico impero persiano, con Antioco I; e infine quello di Macedonia con Antigono Gonatica.