P.E.I. Progetto Educativo d Istituto

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Parrocchia di San Ambrogio SCUOLA DELL INFANZIA MARIA IMMACOLATA Via A. Meucci, 15 35010 Pionca di Vigonza PD- Tel e Fax 049646023 E-mail: scuolamaterna@pionca.it SCUOLA MATERNA MARIA IMMACOLATA P.E.I. Progetto Educativo d Istituto Anno scolastico 2011/2012 1

PROGETTO EDUCATIVO DI ISTITUTO INDICE 1. Premessa 2. Identità della scuola 3. Finalità 4. Collaborazione scuola famiglia 5. L idea del bambino 6. Accettazione e accoglienza dei bambini diversamente abili 7. L insegnante 8. La mission 9. Progetto di continuità 10. Servizio di N.P.I. 11. Figure professionali IL PRESENTE PROGETTO EDUCATIVO E APPROVATO DA: IL LEGALE RAPPRESENTANTE E PARROCO Don Cornelio Boesso IL RESPONSABILE LEGALE.. LE INSEGNANTI.......... IL PERSONALE NON DOCENTE... Pionca, 1 settembre 2011 2

1. PREMESSA Il Progetto Educativo di Istituto (P.E.I.) è il documento fondamentale che espone l orientamento culturale e religioso e l indirizzo pedagogico-didattico della scuola. Al P.E.I. si ispira il Piano di Offerta Formativa (P.O.F.). Il P.E.I. e il P.O.F. sono resi pubblici e consegnati ai genitori, sotto forma di sintesi, all atto dell iscizione. 2. IDENTITÁ DELLA SCUOLA La Scuola dell Infanzia Maria Immacolata di Pionca di Vigonza è una scuola Parrocchiale Paritaria. Il raccordo scuola territorio, voluto dalla riforma dell autonomia scolastica, deve trovare vie e metodi appropriati, rispettosi della scuola e delle realtà educative territoriali che interagiscono con esse: famiglia in primo luogo, parrocchia, agenzie educative presenti sul territorio. La scuola svolge una vera funzione di ponte tra scuola, famiglia, comunità parrocchiale, offrendo quel servizio che da essa si attende la comunità cristiana che l ha voluta. La scuola cattolica parrocchiale si qualifica come scuola della comunità cristiana, pertanto i genitori sono chiamati a parteciparvi sia in quanto genitori sia in quanto membri della comunità. La normativa dettata dalla Legge 10 marzo 2000 n. 62, definisce Scuole Paritarie le istituzioni scolastiche non statali e degli enti locali che, a partire dalla scuola dell infanzia, corrispondono 3

agli ordinamenti generali dell istruzione, sono coerenti con la domanda formativa della famiglia e caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia fissati dalla legge medesima. Nel sistema nazionale dell istruzione, le istituzioni scolastiche sia statali che paritarie concorrono nella loro specificità e autonomia, a realizzare l offerta formativa sul territorio. Il gestore, è garante dell identità culturale e del Progetto Educativo della scuola ed è responsabile della conduzione dell istituzione scolastica nei confronti dell Amministrazione e degli utenti. 3. FINALITÁ Nella scuola paritaria parrocchiale, soggetto educante è una comunità composta da: Alunni, Docenti, Genitori, Comunità Religiosa, Personale non docente; tutte queste componenti sono impegnate responsabilmente, secondo il proprio ruolo e le proprie competenze nella realizzazione del progetto educativo. La scuola dell infanzia diviene luogo nel quale ogni bambino attraverso l ascolto, apprende a conoscere se stesso e gli altri; impara a conoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti esprimendoli e ascoltandoli e a riconoscere le emozioni e i sentimenti negli e degli altri. Il bambino diventa regista e attore delle proprie esperienze significative che completano la sua crescita in modo armonico e individuale. Diventa costruttore del suo sapere condividendone le modalità con i suoi amici e quindi ampliando le sue competenze nel rispetto dei tempi individuali. 4

4. COLLABORAZIONE SCUOLA FAMIGLIA I genitori sono i primi responsabili dell educazione dei figli e collaborano con la scuola attivamente, mantenendo un atteggiamento di fiducia, stima e rispetto. Famiglia e scuola diventano così corresponsabili del progetto educativo dei bambini che comporta per i genitori diritti e doveri così riassumibili: conoscere-condividere le linee educative della scuola, l offerta formativa (POF), i regolamenti, gli avvisi; partecipare-collaborare alla realizzazione del progetto formativo (riunioni, serate formative, elezioni dei rappresentanti, partecipazione ai comitati di gestione, feste, gite scolastiche) esprimere pareri e proposte, entrare in dialogo con i docenti intervenendo alle iniziative proposte (assemblee, colloqui individuali, riunioni di sezione) La continuità scuola-famiglia consente di creare un clima relazionale idoneo per la crescita serena, integrale e responsabile del bambino in uno star bene con se stesso e gli altri che caratterizza e qualifica la vita in comunità. 5

5. L IDEA DI BAMBINO L idea di bambino: rispetto del bambino in quanto persona, individuo, unico e irripetibile. La nostra scuola ispirandosi alla pedagogia delle sorelle Agazzi vede l attività del bambino, punto centrale del processo educativo, libero di fare da sé pur rispettando l ordine delle cose e collaborando con gli altri, il bambino con maggior consapevolezza aiuta il compagno momentaneamente in difficoltà. Come sostiene C. Rogers, gli individui hanno in se stessi ampie risorse per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti e i comportamenti. La scuola dell infanzia diventa la scuola dove: il benessere del bambino si accompagna allo star bene dell insegnante che potrà coniugare professionalità, competenza, fantasia. L insegnante diventa regista e attore assieme al bambino, facilitatore dell apprendimento in uno scambio continuo e reciproco e dove le caratteristiche di ognuno si concertano con quelle dell altro mantenendo la propria originalità, unicità e individualità. La scuola diventa luogo dove ognuno potrà mostrare le abilità nell ambito più consono a sé, dando valore alle diverse tipologie di intelligenza di cui parla H. Gardner ( logico-matematica, linguistica, spaziale, musicale, cinestesico o procedurale, interpersonale,intrapersonale,naturalistica,esistenziale). Il bambino seguendo un percorso personale e condivisibile si avvia a crescere e diventare grande nel rispetto dello spazio personale, dove l ascolto precede il saper parlare sia per l adulto che per il bambino. Come sostiene Gordon l ascolto è uno degli strumenti più efficaci, aiuta a liberarsi da ciò che opprime, implica l accettazione e l ascolto passivo aiuta a fluire la comunicazione, implica messaggi di accoglimento e di attenzione. Con la nostra 6

idea di scuola, il giudicare, il valutare, il pregiudizio il rifiuto lasciano il posto al comprendere, accogliere, conoscere, accettare. La modalità privilegiata attraverso la quale il bambino si avvia ad un percorso di crescita, autonomia e responsabilità è il GIOCO in tutte le sue forme: di cooperazione, simbolico, di competizione. Siamo convinti che il gioco rappresenti per eccellenza nell età pre-scolare il principale veicolo di apprendimento nei vari ambiti di sviluppo delle capacità cognitive, affettive, sociali e relazionali del bambino. 6. ACCETTAZIONE E ACCOGLIENZA DEI BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI Accettazione e accoglienza dell altro, del bambino di qualunque religione, razza, cultura e colore esso sia; del bambino diversamente abile e del bambino in senso lato. La centralità della persona implica dal punto di vista educativo un intervento basato sui principi di una pedagogia attiva che si caratterizza per Saper ascoltare, Prestare attenzione, Accompagnare a nuove forme di conoscenza. In tal senso la presenza di bambini diversamente abili e di altra cultura sono una risorsa e un arricchimento personale per tutti noi adulti e bambini. 7

7. L INSEGNANTE L insegnante: è un professionista dell istruzione e dell educazione, un educatore cristiano, il mediatore di uno specifico Progetto Educativo; una persona impegnata in un cammino di crescita e maturazione personale e spirituale. L insegnante è chiamato ad avere competenza professionale e specifiche attitudini conquistate e maturate nel corso del proprio iter formativo. Questo comporta conoscenza di contenuti e metodi d insegnamento, apertura all aggiornamento, capacità di lavoro collegiale e di gruppo, sensibilità e conoscenza del contesto socio-culturale anche nei confronti delle famiglie, la valorizzazione etica e religiosa delle varie culture. In quanto educatore cristiano ha una concezione di educazione come esercizio di libertà che fa perno sull iniziativa della persona per promuoverla e salvaguardarla. Nutre la speranza che la persona umana, qualsiasi sia la sua condizione è sempre educabile e utilizza le proprie capacità di bene mantenendo un atteggiamento di fiducia nelle potenzialità educative. La funzione di mediatore del progetto educativo si esplica attraverso la coerenza tra contenuti e modalità pedagogiche concertate con i contenuti e le tradizioni della fede cristiana e del messaggio evangelico. Il cammino di crescita e maturazione spirituale si caratterizza per la presenza di atteggiamenti coltivati nella consapevolezza di essere guidati dall amore e dai valori cristiani. 8

8. LA MISSION La Mission la nostra scuola: assicura la sua presenza sul territorio attraverso il dialogo, la collaborazione e l attività con le altre scuole (Statali e non), con gli Enti Locali, con le diverse agenzie culturali e sociali. si propone l obiettivo di promuovere la crescita serena e armonica del bambino nella sfera affettiva, sociale, relazionale e cognitiva. assume come propri i valori condivisi da tutti gli insegnanti quali il rispetto dell individuo, la valorizzazione delle differenze, prevede percorsi comuni di accoglienza ed integrazione di bambini diversamente abili o provenienti da altra cultura, tenendo presenti la variante individuale dei ritmi, tempi, e degli stili di apprendimento, le motivazioni e gli interessi personali di ciascun bambino. Quest anno la nostra scuola ha accolto 8 bambini di 2 anni e ½ come previsto dalla Riforma Gelmini e complessivamente sono presenti 80 bambini. 9. PROGETTO DI CONTINUITÁ Si svolge da diversi anni un Progetto di continuità con la Scuola Primaria Statale sede di Vigonza che prevede circa 4 incontri all anno rivolto alle insegnanti dei due ordini di scuola per scambiare idee, progettare attività, verificare e valutare obbiettivi che favoriscono il passaggio dei bambini di 5 e 6 anni alla scuola primaria. 9

10. SERVIZIO DI N.P.I. La scuola collabora con il Servizio di N.P.I. (Neuropsichiatria Infantile) dell ULSS, 15 sede di Peraga - Referente Dr.ssa D Urso e con il Servizio di Integrazione Scolastica-Sociale dell Ulss, 15 Referente per il comune di Vigonza Dr.ssa Maglio. Le insegnanti referenti del progetto di integrazione dei bambini diversamente abili, svolgono durante l anno in collaborazione con le famiglie interessate, incontri con l Equipe di N.P.I. per redarre il P.D.F. (Profilo Dinamico Funzionale) e il P.E.I. ( Piano Educativo Individualizzato) tenendo conto della Certificazione e della Diagnosi Funzionale (Modello C1 e C2) svolta e inviata dall equipe multidisciplinare. Per questo la scuola potrà avvalersi di uno o più operatori OSA (Operatore Socio-Assistenziale) inviato dall Ulss,15 in collaborazione con una cooperativa sociale. La presenza dell Insegnante di Sostegno invece è a carico della scuola ed è dipendente della stessa, rientra pertanto, se prevista, all interno delle risorse professionali e quindi tra le insegnanti. 10

11. FIGURE PROFESSIONALI Figure Professionali: Don Cornelio Boesso (Responsabile Legale) Insegnanti: Bettin Silvia ( Callegaro Francesca (sezione Verde) Finessi Melania () Lenoci Mary (sostituisce alcune funzioni della maestra Mary Lenoci attualmente in maternità sezione Rossa) Totaro Mariangela (sezione Azzurra) Eventuale Insegnante di sostegno Personale non docente Milan Teresa (Operatrice scolastica) Patino Sofia (Operatrice scolastica) Uffici Daniela (Cuoca, svolge alcune funzioni di segreteria) Altre figure professionali esterne: Bano Gianni (Insegnante di Attività motoria) Michela Fontana (insegnante di Lingua Inglese) Operatori Socio-Sanitari 11