Rischio Ergonomico, Ambienti lavoro e Videoterminali

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CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO FACOLTÀ DI BIOSCIENZE a.a. 2016/17 Rischio Ergonomico, Ambienti lavoro e Videoterminali Docente: Dr Cecaro Massimo

Indice argomenti trattati I. Microclima II. Illuminazione; III. Videoterminali; IV. Stress lavoro-correlato; V. Movimentazione manuale carichi

1. MICROCLIMA Condizioni ambientali sfavorevoli possono creare disturbi quali: Secchezza delle mucose, degli occhi o della gola dovute a scarsa umidità o cattiva qualita dell aria per la presenza di inquinanti (fumo di sigarette, sostanze chimiche rilasciate dagli arredi e dall uso delle fotocopiatrici); Situazioni di mancato comfort dovuti a temperatura troppo alta o troppo bassa o per la presenza di correnti d aria fastidiose che colpiscono una zona circoscritta del corpo (ad es. la nuca, le gambe).

Negli uffici si raccomanda una temperatura media ottimale di circa 20 C d inverno (18-22 C) e di circa di 26 C nel periodo estivo L umidità relativa deve essere compresa tra il 40% e il 60%. Il ricambio d aria deve essere adeguato. È necessario che la postazione di lavoro non sia posta in vicinanza di fonti di calore radiante e che sia evitata la presenza di correnti d aria fastidiose. È inoltre importante che le apparecchiature e i corpi illuminanti siano a bassa emissione di calore in modo da non contribuire ad innalzare la temperatura ambientale.

II. ILLUMINAZIONE L illuminazione dell ambiente di lavoro deve essere tale da permettere una facile lettura del documento da digitare e di riconoscere chiaramente i caratteri della tastiera. Non deve essere però troppo forte, altrimenti si avra difficoltà a leggere le informazioni che appaiono sul monitor. L illuminamento dovrebbe essere regolabile tra 300 e 500 lx (lux). Per la lettura delle informazioni direttamente dallo schermo bastano 300 lux; se invece occorre leggere un documento da digitare, sono giustificati 500 lux.

Ubicazione dei posti di lavoro al videoterminale e disposizione dell illuminazione nei locali dotati di finestre

III. VIDEOTERMINALI La maggior parte degli operatori preferisce una distanza visiva minima che varia da 50 a 70 cm lavorando su schermi delle dimensioni abitualmente in uso. Postazione di lavoro corre0a al videoterminale: la schiena è leggermente inclinata all indietro

POSTAZIONE CORRETTA AL PC E FREQUENTI ERRORI

La tastiera ed mouse devono essere sistemati davanti all operatore, in posizione non troppo distante dall operatore, per evitare che egli debba torcere il collo e/o il busto.

POSTAZIONE IDEALE DEL VIDEOTERMINALISTA

CORRETTA POSTAZIONE DI LAVORO

Nelle pause di lavoro (ufficiali e non) evitare di rimanere seduti e di impegnare la vista (es. leggendo il giornale o navigando su Internet) Art.175 D.Lgs.81 - Pause stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale ma in assenza si ha il diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

IV. STRESS LAVORO CORRELATO Richiamati dall Organizzazione Mondiale della Sanità che ha indicato come entro il 2020 la principale causa di inabilità al lavoro sara la depressione, gli stati membri e le comunita scientifiche e professionali si stanno interrogano sulla strutturazione di interventi efficaci. Il luogo di lavoro costituisce l ambiente privilegiato per la prevenzione dei disturbi psicologici e la promozione di una migliore salute mentale ed è importante capire la portata degli interventi che possono essere costruiti anche in relazione alle norme che ne regolano la vita organizzativa (Commissione delle Comunita Europee, 2007).

L individuazione di un problema di stress lavoro correlato, puo implicare l analisi di fattori che riguardano: inadeguatezza nella gestione e nell organizzazione dei processi di lavoro: disciplina dell orario, grado di autonomia, corrispondenza tra competenze e requisiti professionali richiesti, carichi di lavoro, ecc.. condizioni di lavoro ed ambientali: esposizione a comportamenti illeciti, rumore, calore, sostanze pericolose, ecc.. comunicazione: incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive d impiego, ai possibili cambiamenti, ecc.. fattori soggettivi: tensioni emotive e sociali, sensazioni di non poter far fronte alla situazione, percezione di mancanza di attenzione nei propri con- fronti, ecc..