Bob Noorda è tra i principali artefici del rinnovamento della grafica italiana, nacque ad Amsterdam il 15 luglio del 1927. Nella città natale studiò all IVKO ( istituto per l educazione alle arti industriali ) diplomandosi nel 1950. Maturò presto l idea di spostarsi e, indeciso fra Stati Uniti e Italia, scelse Milano dove si stabilì nel 1952 attrato dal clima di fermento industriale e culturale che in quegli anni richiamava molti progettisti stranieri, specie dalla Svizzera e dal Nord Europa. A partire dalle maggiori, come Olivetti, Italsider, Montecatini, La Rinascente, Necchi, Rai, Pirelli, le aziende affidarono ai grafici il compito di tradurre in artefatti comunicativi moderni la loro immagine pubblica e promuovere la diffusione degli ogetti industriali. Conobbe allora Pavel Michael Engelmann, grafico americano di origini cecoslovacca, che lo introdusse nello studio di pubblicità Sigla di Mario Bellavista, dove realizzò il restyling del marchio Pavesini, e nel 1953 nel Servizio propaganda Pirelli diretto da Arrigo Castellani. Fu però soprattutto il rapporto professionale con Castellani a segnare la sua attività. La facilità di gestione dell immagine complessiva, la versalità nell uso dinamico degli elementi grafici e tipografici, l abilità nell esprimere sinteticamente i contenuti furono fondamentali per tradurre le scelte strategiche di Castellani che nel 1961 lo volle come art director.
L esperienza con Pirelli, chiusa nel 1962 con la fondazione del proprio studio, aiutò Noorda ad assimilare la cultura del progetto italiano e a consolidare le relazioni con l ambiente imprenditoriale milanese. di una fascia continua superiore che ripetendo il nome della stazione a intervalli costanti, rendeva più rapida e sicura la discesa, divenne parte di un modello destinato a far scuola in tutto il mondo. Nel 1963 divenne consulente artistico per l imballaggio di Upim e nello stesso anno fu chiamato da Franco Albini a partecipare al progetto delle stazioni della linea 1 della metropolitana milanese. Il suo lavoro, fondato su scrupolosa indagine, su flussi e disposizione logica degli spazi, su meticolosa verifica dei dettagli tipografici in base a criteri di leggibilità in movimento, sull invenzione il progetto della segnaletica metropolitana di Milano,realizzato agli inizi degli anni 60, lo ha reso celebre in tutto il mondo. Noorda voleva creare una simbiosi tra l arredamento delle stazioni e le indicazioni che servivano da orientamento per i viaggiatori, dando così vita alle famose fasce colorate identificative dalle diverse linee, rosso per la 1 e verde per la linea 2
E stata questa l idea rivoluzionaria di Noorda sostituire i cartelli indicanti i nomi delle stazioni con una fascia colorata lungo tutte le stazione, ripresa poi in tutto il mondo per la chiarezza visiva e la coerenza grafica. USCITA Si trattava di una fascia rosso-arancio alta 25 metri in cui il nome della stazione in bianco si ripeteva ogni 5 metri, accorgimento efficace in quanto consentiva ai passegeri di capire dove si trovano anche con il treno in movimento, e serviva sia da guida per i treni, sia per indicare l uscita. Studiò la spaziatura tra le lettere, considerando che una scritta in negativo, nel suo caso bianca su fondo rosso, tendeva otticamente ad allargare, ridisegnò il carattere con uno spessore tra il bold e l extrabold. Diversi anni prima però la prima linea della metropolitana milanese fu sottoposta a lavoro di manutenzione e adeguamento, che hanno alterato i delicati equilibri grafici e percettivi da Noorda. Il colore è stato modificato e i caratteri riproposti con una vernice lucida a discapito della leggibilità. il consolidarsi di tale amicizia lo portarono alla realizzazione di Unimark International. Fondata il 4 gennaio 1965 da Ralph Eckrstrom, Jim Fogleman, Wally Gutches, Larry Klein, Noorda e Vignelli, l organizzazione composta da più unità in sedi distinte, Chicago, New York, Milano, Londra, Detroit, Denver, San Francisco e Johannesburh. Unimark si impose come l esperienza mondiale più dirompente di una grande multinazionale del corporate design. Fu concepita infatti per gestire l immagine aziendale dei grandi colossi mondiali. Tra i vari clienti possiamo ricordare American Airlines, Gilette, Ford Motor. Inoltre per evitare che il riflesso delle luci del treno ostacolasse la chiarezza delle parole, Noorda decise che la fascia doveva essere opaca. Per l occasione venne studiato un carattere nuovo partendo dall helvetica, ridisegnando a mano tutte le lettere. Noorda ridisegnò a mano tutte le lettere, attenuò le curvature accordò tutti i tratti ascendenti e discendenti per rendere l occhio del carattere più grande. Tutto questo è stato fatto senza interpellare Noorda, che rammaricato ha affermato : Tutti i lavori pubblici in Italia sono malmessi, manca il gusto estetico. Nel 1963 Noorda iniziò a collaborare con Massimo Vignelli. Grazie all esperienza di Unimark, a metà anni 60, fu tra i primi grafici a sperimentare metodologie progettuali più sistematiche per offrire alle aziende quei servizi chiamati allora di disegno coordinato.
Un sistema di mobili per ufficio distribuito anche negli Stati Uniti. Numerose altre imprese Italiane di settori differenti si rivolsero Noorda: Italtel, Max Meyer, Luciano Soprani, Banco di Desio, Banca commerciale Italiana, Cassa di risparmio di Torino, Barilla, Chiari e Forti, Coop. Con quest ultima inaugurò nel 1984 una lunga collaborazione per la ridefinizione dell identità visiva che comprese: restayling del marchio, archigrafie, segnaletiche, disposizione dei punti vendita. Noorda è stato uno dei primi a capire che un azienda ha bisogno di un identità forte che va al di la del semplice marchio, non occore creare per forza le novità, occore invece trovare l idea forte che sta dietro a un fatto, a un evento a una marca, quello che la rende unica e riconoscibile. Nel 1972 affrontò la nuova identità internazionale di Agip-Eni per la quale elaborò un ampio programma di interventi, caratterizzato da codici cromatici precisi, una gabbia strutturale e nuovi pittogrammi. Oltre a sperimentare soluzioni per Total e Truman s Beer, partecipò al gruppo guidato da Hans Von Klier, che definì il nuovo sistema di identificazione Olivetti proponendo una inedita soluzione per gli imballi e nel tempo lavorò con altre multinazionali come General Electric, Rank Xerox, Mitsubishi Motors, Philips. Si distinse per le collaborazioni con le più note aziende del design italiano, disegnando marchi e strutture più estese, come per Arflex, Cassina, C&B, Fusital, Richard Ginori, Lema, fino a spingersi nel 1968 a progettare Modulo 3. Un buon progetto di design non deve essere influenzato dalle mode del momento, ma deve poter durare il più possibile. Bob Noorda disegna il marchio avendo in mente non solo l aspetto commerciale di un azienda, ma anche l aspetto culturale e pensava ad un immagine che potesse durare nel tempo senza mai essere superata.
New York City Subway The Bronx Stations and connections Subway Services always stops 1 7 Avenue Local Harlem River weekdays only 2 7 Avenue Express weekdays peak direction only 3 7 Avenue Express rush hours only service in one direction only no regular service 4 Lexington Avenue Express 5 Lexington Avenue Express 6 Lexington Avenue Local free transfer 7 42 Street-Flushing Local Long Island Sound out-of-station transfer A 8 Avenue Express C 8 Avenue Local E 8 Avenue Local B 6 Avenue Express D 6 Avenue Express Hudson River Manhattan East River Brooklyn Queens Jamaica Bay F 6 Avenue Local M 6 Avenue Local G Crosstown Local J Nassau Street Local Z Nassau Street Express L 14 Street-Canarsie Local N Broadway Local Q Broadway Express R Broadway Local In questi 60 anni di professione, realizzò oltre 170 marchi. Importanti furono anche le sue collaborazioni in campo editoriale, cominciate nei primi anni 60 con le elaborazioni di riviste come Questo e altro e Aut Aut per Lampugnani Nigri Editore. Assume anche incarichi per le case editrici come La Feltrinelli e Mondadori, Touring Club Italiano. Il rapporto con la Feltrinelli cominciò nel 1966 insieme a Massimo Vignelli, progetto coordinato su più collane. Nel 1969 progettò il marchio per Mondadori, la lettera A con la M inscritta al suo interno. Anche il rapporto con il Touring Club Italiano, iniziato con il redesign del marchio, trasformatosi poi in un incarico per l art direction, lo vide realizzare progetti per collane e pubblicazioni, oltre all immagine coordinata istituzionale. Innovativa fu l edizione di un sistema di oltre 150 micropittogrammi da alternare al testo per garantire rapidità di lettura e armonia visiva. New York Harbor Staten Island Atlantic Ocean
L impegno per il riconoscimento della professione del grafico è documentato dalla sua partecipazione attiva a organismi nazionali e internazionali. Iscritto all ADI ( Associazione per il disegno industriale ) dal 1961, e partecipò all ICSID ( International council of societies of industrial design ). A queste esperienze affiancò una costante attenzione: nel 1974 entrò a far parte del Comitato scientifico didattico dell ISIA ( istituto superiore per le industrie artistiche ) a Urbino, dal 1980 svolse attività di docenza e coordinamento all istituto europeo di design a Milano. Dal 1996 al 2001 insegnò alla facoltà di design del Politecnico di Milano, che nel 2005 gli conferì la laurea ad honorem in disegno industriale. Ha ricevuto molti altri riconoscimenti, tra cui 4 compassi d oro e 2 premi bodoni per l editoria. Massimo Vignelli ricorda il lavoro di Bob Noorda: Agli inizi degli anni 60 Bob Noorda era il designer con cui volevo collaborare. Il suo celebre lavoro per la metropolitana di Milano era di altissimo livello. La nostra amicizia nacque recandoci insieme ogni settimana in auto a Venezia per insegnare graphic design industriale. Quell esperienza e quella vicinanza hanno cementato la nostra amicizia e nel 1946 abbiamo deciso di unire i nostri uffici. Questo accade quando insieme ad altri amici di Chicago, fondammo Unimark International. Abbiamo lavorato insieme ad alcuni progetti, tra i quali la segnaletica di New York. Ricordo quando Bob venne a New York, trascorreva l intera giornata sottoterra nella metropolitana, per osservare il flusso del traffico e individuare i punti chiave in cui collocare la segnaletica. Bob aveva una mente molto ordinata, era un piacere vedere come in lui la logica prevalesse sui fattori emotivi per trovare la maggiore soluzione possibile. La sua figura elegante e i modi gentili gli hanno aperto tutte le porte della società milanese. Bob Noorda è stato un designer che ha contribuito enormemente al riconoscimento della nostra professione, una persona nobile verso cui tutti noi siamo debitori. il suo esempio rimarrà un faro per tutti noi.
Ho scelto di parlare di Bob Noorda per la sua semplicità nel modo di costruire un marchio, per il suo gusto nel scegliere i colori, ma soprattutto per lo stile. Lo stile di Bob Noorda era semplice ma allo stesso tempo unico ed elegante e lo possiamo notare nel suo lavoro della metropolitana di Milano, dove riuscì a portare l eleganza anche sottoterra. Bob Noorda dalle sue origini olandesi ma dalla personalità completamente italiana ha dato il meglio di se per portare avanti il nome dell Italia nel mondo della grafica. Ma Noorda non era semplicemente un grande grafico, era un grande uomo ed è per i suoi modi di fare che viene ricordato come il grafico gentile.