L evoluzione normativa

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L evoluzione normativa

La prima produzione normativa in tema di sicurezza sul lavoro risale alla fine del secolo XIX. Il legislatore dell epoca considerava gli infortuni sul lavoro un fattore inevitabile legato alla produzione industriale.

1930 Codice Penale introduce 2 delitti: la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art.437 c.p.) Questa norma punisce comportamenti dolosi, ma gli infortuni erano e sono dovuti per lo più a comportamenti colposi l omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro (art.451 c.p.) Questa norma si limitava a sanzionare comportamenti avvenuti dopo l infortunio. L autorità giudiziaria, inoltre, riteneva necessario che l omissione o rimozione di cautele ponesse in pericolo l incolumità pubblica e non solo quella del singolo lavoratore. Si trattava quindi di norme del tutto inefficaci dal punto di vista prevenzionale

1942 Codice civile La prima vera e propria norma di carattere prevenzionale è contenuta nel codice civile ed è ispirata al principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile

Art.2087 c.c. (Tutela delle condizioni di lavoro) L imprenditore è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro

1948: la Costituzione Art.32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività Art.35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni Art.41 L iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana

Anni 50 Viene emanata una serie di decreti in materia di sicurezza sul lavoro : D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, (regolamento generale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro) D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 (attività edilizia) D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303. (norme generali per l igiene sul lavoro)

La normativa degli anni 50 4 principi fondamentali: realizzare una protezione obiettiva (eliminazione di qualsiasi situazione di pericolo) tassatività (norme inderogabili non ammettono accorgimenti alternativi) presunzione assoluta di pericolo primato delle esigenze di sicurezza (il d.l. deve munire macchinari e attrezzature delle misure di sicurezza indicate dalle singole norme)

Anni 70 Art.9 Statuto dei lavoratori I lavoratori, mediate loro rappresentanze hanno diritto di controllare l applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l elaborazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

Anni 80 La normativa comunitaria Art.118 A Atto unico europeo del 1986 La sicurezza sul lavoro diventa un obiettivo prioritario dell azione comunitaria Il Consiglio d Europa emana varie Direttive: Direttiva-quadro contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici, biologici (n.80/1107/cee) Direttiva contro i rischi derivanti da esposizione a piombo metallico e suoi componenti (n.82/605/cee) Direttiva contro rischi derivanti da esposizione ad amianto (n.83/477/cee) Direttiva contro i rischi derivanti da esposizione a rumore (n.86/188/cee) Direttiva quadro per l attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori (n.89/391/cee del 12 giugno 1989)

La normativa comunitaria Gli stati membri erano invitati a: individuare nuovi compiti e nuove figure nell ambito della gestione della sicurezza all interno dei luoghi di lavoro a prevenire i rischi prima dell inizio dell attività produttiva a valutare il rischio e a predisporre documento con le misure x eliminarlo realizzare l obiettivo della massima sicurezza tecnologicamente fattibile (obbligo di aggiornamento) formare ed informare i lavoratori, chiamati ad una partecipazione attiva della gestione della sicurezza nel luogo di lavoro

Le principali novità sono: Il d.lgs.626/1994 recepisce i principi CEE la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori la programmazione della gestione della sicurezza più soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza; partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

Decreto Legislativo 626 La materia prevenzionale non è più statica, ma dinamica (evoluzione della tecnologia e dei modi di produzione / aggiornamento delle misure di sicurezza). Passaggio da un modello di protezione oggettiva, finalizzato a garantire un ambiente di lavoro tecnologicamente sicuro, ad un modello di sicurezza basato su comportamenti dei lavoratori soggettivamente sicuri.

Il decreto 81/2008 Art.1 Finalità: riassetto e riforma dell intera materia, mediante il riordino e il coordinamento delle norme vigenti in un testo unico

306 articoli TITOLO I Principi comuni Capo I Disposizioni generali Capo II Sistema istituzionale Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro Capo IV Disposizioni penali TITOLO II Luoghi di lavoro TITOLO III Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI TITOLO IV Cantieri temporanei o mobili TITOLO V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro TITOLO VI Movimentazione manuale dei carichi TITOLO VII Attrezzature munite di videoterminali TITOLO VIII Agenti fisici TITOLO IX Sostanze pericolose TITOLO X Esposizione ad agenti biologici TITOLO XI Protezione da atmosfere esplosive TITOLO XII Disposizioni in materia penale e di procedura penale TITOLO XIII Norme transitorie e finali ALLEGATI - da I a LI

FORMAZIONE Processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi.

La formazione Il datore di lavoro deve fornire una formazione sufficiente ed adeguata sul tipo di produzione nonché sulla sicurezza sul lavoro individuale e collettiva all interno dell ambiente di lavoro con particolare riguardo ai rischi esistenti, ai possibili danni che ne possono derivare e sulle misure richieste per fronteggiarli (art.3, co.1,lett.s)

INFORMAZIONE attività diretta a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze

L informazione Rischi sulla sicurezza individuale e collettiva Misure e accorgimenti per prevenzione e protezione Pericoli x uso sostanze pericolose Procedure di pronto soccorso e antincendio I nominativi del RSPP e del medico competente

Addestramento Complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.

L addestramento Attrezzature da lavoro Uso dei D.P.I. Protezione da agenti chimici

Quando alla costituzione del rapporto di lavoro in caso di trasferimento o cambiamento di mansioni In caso di introduzione di nuove attrezzature o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi essa deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi

Campo di applicazione Le nuove norme: si rivolgono a tutte le persone che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un attivit attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato ( art.2.2) si applicano, non solo nei confronti dei lavoratori subordinati, anche in presenza di contratto: di somministrazione, di lavoro a progetto, di prestazione occasionale di tipo accessorio, di lavoro a domicilio,di lavoro a distanza, ecc.

La valutazione dei rischi La VDR deve essere globale cioè riguardare tutti i rischi presenti nell'ambito dell'organizzazione finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione finalizzata ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza

Tutti i rischi per la prima volta, viene espressamente previsto che la valutazione dei rischi debba riguardare anche quelli: collegati allo stress lavoro correlato delle lavoratrici in stato di gravidanza connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri paesi