Camera dei Deputati Commissione XI (Lavoro Pubblico e Privato) Indagine conoscitiva sull andamento e gestione dei fondi pensione

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1 FONDOPENSIONEBDR FONDO PENSIONE PER IL PERSONALE DELLA BANCA DI ROMA Camera dei Deputati Commissione XI (Lavoro Pubblico e Privato) Indagine conoscitiva sull andamento e gestione dei fondi pensione Audizione del Fondo Pensione per il Personale della Banca di Roma Roma, 9 febbraio 2010

2 Signor Presidente, Onorevoli Deputati, Signore e Signori, desideriamo innanzitutto ringraziare codesta Onorevole Commissione per l invito rivolto al Fondo Pensione per il Personale della Banca di Roma, ai fini dell audizione nell ambito dell indagine conoscitiva sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari. La costante attenzione del Legislatore verso le forme pensionistiche di secondo pilastro conferma che l effettivo sviluppo della previdenza complementare risulta determinante per rafforzare e consolidare le aspettative previdenziali degli italiani. È evidente, difatti, che il primo pilastro previdenziale a seguito delle riforme strutturali varate a partire dagli anni 90 per garantire la sostenibilità e l equilibrio di lungo periodo del sistema pubblico potrà in futuro assicurare tassi di sostituzione sempre più ridotti ai destinatari dei trattamenti. In tale prospettiva può essere senz altro attribuito ai sistemi di previdenza complementare un valore sociale. Come riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale (sentenza 393/2000), il nesso di complementarità tra la previdenza pubblica e privata è ormai un dato immanente nel nostro ordinamento: infatti, i sistemi di primo pilastro e quello complementare risultano funzionalmente collegati e concorrono al raggiungimento degli obiettivi dell art. 38, comma secondo, della Costituzione, componendosi in un quadro unitario diretto ad assicurare ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita per i bisogni dell età anziana. * * * 2

3 Prima di esporre alcune considerazioni sui possibili sviluppi della previdenza complementare, ci sia consentito illustrare sinteticamente le caratteristiche del Fondo Pensione per il Personale della Banca di Roma. Il Fondo, nato dall unificazione tra il Fondo di Previdenza per il personale del Banco di Santo Spirito e il Fondo Pensioni per il personale del Banco di Roma, entrambi operanti dagli anni 50, a seguito delle riforme strutturali adottate in adeguamento al Decreto Legislativo 21 aprile 1993, n. 124, risulta strutturato in due distinte gestioni: Gestione a prestazione definita, alla quale partecipano i dipendenti che alla data del 31 dicembre 1997 erano iscritti al Fondo. Tale sezione garantisce ai propri iscritti all atto del pensionamento un trattamento pensionistico complementare erogato esclusivamente in forma di rendita commisurato agli anni di iscrizione al Fondo e alla retribuzione in essere al 31 dicembre 1997; Gestione a contribuzione definita, alla quale partecipano i dipendenti già iscritti al Fondo alla data del 31 dicembre 1997 e coloro hanno aderito in data successiva. Tale sezione garantisce ai propri iscritti le prestazioni pensionistiche, in forma di rendita e in forma di capitale. * * * Con riferimento all ambito dei destinatari del Fondo, nel tempo, le operazioni di ristrutturazione che hanno interessato il Gruppo di riferimento hanno avuto rilevanti riflessi sulla platea dei destinatari. Dopo l estensione dell area degli iscritti connessa all ampliamento dell allora Gruppo Capitalia, nel 2007, a seguito dell operazione di fusione per incorporazione di Capitalia S.p.A. in Unicredit S.p.A., il Fondo ha perso la posizione di centralità che rivestiva nell ex Gruppo 3

4 Capitalia divenendo, tra l altro, un fondo chiuso a nuove adesioni anche per la sezione a contribuzione definita; in coerenza con gli obiettivi generali di razionalizzazione vigenti nel nuovo Gruppo, difatti, è stato previsto che i dipendenti delle società facenti parte del Gruppo, assunti successivamente al 1 ottobre 2007, siano iscritti al Fondo Pensione per il personale delle aziende del Gruppo Unicredito Italiano. Tuttavia, pur nel mutato contesto, il Fondo conserva una notevole rilevanza e continua a configurarsi come un Fondo di grandi dimensioni: sia con riferimento al numero degli iscritti attivi e pensionati: il numero degli iscritti in servizio, sulla base delle informazioni provvisorie al , ammonta a circa unità, contro una media di iscritti alle gestioni preesistenti di circa iscritti; lo stesso può dirsi avuto riguardo al numero di pensionati che superano le unità; sia avuto riguardo al volume del patrimonio gestito: sulla base dei dati provvisori al , il patrimonio complessivo del Fondo ammonta a circa mln di Euro suddiviso tra la Gestione a Prestazione Definita (1.175 mln di Euro circa, di cui 804 mln riferiti al comparto immobiliare e 371 al comparto mobiliare) e la Gestione a contribuzione definita (circa 271 mln di Euro, di cui 249 mln di Euro nel comparto generale e 22 mln di Euro nel comparto garantito). Il patrimonio complessivo della Gestione a prestazione definita ha registrato nel corso del 2009 un incremento di 10 mln di Euro, pur in presenza di un saldo previdenziale negativo per 55 mln di Euro riconducibile alla circostanza che la gestione deve garantire un 4

5 determinato livello di prestazioni, è chiusa al , mostra un alta incidenza del numero dei pensionati rispetto agli attivi e ha risentito dei ripetuti esodi anticipati di iscritti nel corso dell ultimo decennio, ivi compresi quelli rivenienti dalla integrazione del Gruppo Capitalia nel Gruppo Unicredit che hanno accelerato la contrazione delle risorse finanziarie del Fondo. Relativamente alla Gestione a contribuzione definita, il valore delle quote rappresentative del patrimonio, interamente investito in strumenti mobiliari, ha registrato a fine novembre un incremento del 7,06% con riferimento al comparto generale e dell 1,31% per il comparto garantito; i rendimenti dei comparti su base annua si stimano rispettivamente in +7,72% e +1,41%. * * * Il Fondo ha affrontato negli ultimi anni un percorso di profondo cambiamento. Il mutato contesto normativo, le spinte competitive indotte dalla riforma nel mercato della previdenza complementare, le sollecitazioni della Covip che in questi anni ha, opportunamente ed efficacemente, esercitato un ruolo proattivo nei confronti dei soggetti vigilati, privilegiando metodiche di vigilanza incentrate sulla verifica degli aspetti sostanziali, hanno indotto un processo di radicale ristrutturazione. Così, il Fondo ha adeguato al nuovo modello il suo ruolo. La preesistente struttura, dedicata preminentemente alla gestione delle prestazioni e del patrimonio immobiliare, ha recepito in conformità alle indicazioni normative e alle disposizioni di vigilanza un modello strutturale e organizzativo impostato sulla progressiva 5

6 finanziarizzazione delle attività con riduzione del comparto del real estate come settore primario di investimento. Si è inoltre proceduto all affidamento delle attività a contenuto prevalentemente amministrativo a soggetti terzi (outsourcing). Sono stati altresì rafforzati i meccanismi di controllo interno. Il Fondo ha proseguito il percorso evolutivo intrapreso mediante l adeguamento del proprio assetto ordinamentale al mutato quadro normativo di riferimento risultante dal Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n Gli interventi di modifica dovranno essere completati nei prossimi anni mediante gli ulteriori adeguamenti in ordine agli assetti gestionali cui il Fondo dovrà provvedere secondo le puntuali indicazioni e tempistiche risultanti dalle vigenti disposizioni di legge e prescrizioni dell Autorità. * * * Per quanto riguarda le contingenti vicissitudini, connesse alla perdurante crisi finanziaria internazionale, l eccezionale rilevanza degli avvenimenti che hanno minato la stabilità dei mercati e degli operatori non ha risparmiato il Fondo, anche a causa della maggiore esposizione alle vicende dei mercati finanziari dovuti al richiamato fenomeno della più elevata finanziarizzazione del patrimonio, conseguente ai nuovi orientamenti della disciplina di settore. Nel corso del 2008, in particolare, la concentrazione in tempi relativamente brevi di movimenti ribassisti di ampia portata ha determinato un eccezionale aumento della volatilità, con sostanziale onerosità e difficoltà delle potenziali azioni di copertura. 6

7 Ciò ha causato l insorgere di minusvalenze di prodotti finanziari oggetto di investimento da parte del Fondo. La gestione del Fondo nell ultimo periodo si è pertanto concentrata prevalentemente verso la salvaguardia del patrimonio mobiliare e l ottimizzazione del portafoglio immobiliare, con una particolare attenzione al rapporto rischio/rendimento. I dati ancora provvisori, ma comunque indicativi della tendenza, mostrano un sensibile recupero di redditività dei portafogli rispetto alla situazione generalizzata di perdita rilevata nell anno L asset allocation delle risorse gestite, grazie anche al notevole peso nell investimento immobiliare e nella liquidità, ha consentito un effetto stabilizzatore pur in presenza di condizioni economiche generali di carattere sicuramente straordinario. Per quanto attiene in particolare alla sezione a prestazione definita, caratterizzata da un mix di investimenti immobiliari e mobiliari, si è intervenuti con talune modifiche nella composizione del portafoglio mobiliare, per consentire il recupero dei corsi scesi eccessivamente nel periodo precedente; nel portafoglio immobiliare a gestione diretta si è dato il via ad una progressiva sostituzione degli immobili ad uso residenziale a favore di quelli a destinazione commerciale o turistica che garantiscono un miglior rendimento. Resta alta l incidenza dell immobiliare nel complesso del patrimonio (70%); tale valore scenderà nel corso del 2010 grazie al potenziamento del programma di dismissione della parte residenziale, così da avvicinare il Fondo ai requisiti d investimento stabiliti dal Decreto 10 maggio 2007, n. 62, che prevede, entro il termine del 2012, il contenimento dell investimento diretto in immobili nella misura del 20% del patrimonio. 7

8 Per la sezione a contribuzione definita si nota un rilevante recupero di redditività, anche se non risultano ancora totalmente compensate le perdite subite nell anno precedente; questo indica che la strategia attuata nella gestione ha centrato l obiettivo di salvaguardare nel tempo il capitale degli iscritti. In questo caso una parte importante delle risorse è stata impiegata in strumenti di liquidità, ottenendo di fatto un effetto ammortizzatore dell andamento avverso dei mercati finanziari. Si segnala che, come già avvenuto in occasione di precedenti turbolenze dei mercati finanziari ovvero di vere e proprie crisi strutturali, anche nell attuale momento critico della finanza l investimento immobiliare, accuratamente selezionato e adeguatamente gestito, appare come quello che meglio salvaguarda sia il valore capitale sia la redditività. L attenzione del Fondo, pertanto, si va sempre più concentrando verso la selezione di appropriate occasioni di investimento immobiliare, allo scopo sia di riconvertire gli asset attualmente detenuti sia di integrare le fonti di reddito idonee a generare adeguanti flussi finanziari che compensino le carenze degli investimenti mobiliari. * * * Ci sia consentito ora svolgere alcune considerazioni in ordine ai possibili sviluppi della previdenza complementare. A tre anni dall entrata in vigore del Decreto di riforma dell ordinamento di settore è possibile tracciare un bilancio sull andamento del sistema Fondi e valutare l effettivo grado di sviluppo del mercato previdenziale. Il Decreto 252/05, attraverso l introduzione di principi di concorrenza, la modifica della disciplina in materia di finanziamento e di 8

9 portabilità delle posizioni, il riordino della disciplina fiscale, ha rappresentato un buon risultato, asseverato anche all'andamento delle adesioni che hanno registrato complessivamente una considerevole crescita, benché non generalizzata per settori, classi di età e distribuzione geografica. Permangono, tuttavia, alcune aree di criticità ed è diffusa tra gli operatori la convinzione che sia necessario dare un nuovo impulso al rilancio della previdenza complementare mediante ulteriori interventi volti a migliorare alcuni punti o aspetti specifici della disciplina. Sottoponiamo alla Vostra attenzione alcuni possibili ambiti di intervento. Incentivazione delle rendite pensionistiche: occorrono misure, non solo di carattere normativo, idonee a incentivare il ricorso alle prestazioni in forma di rendita, naturale completamento di un piano di accumulo con finalità pensionistiche. I dati disponibili mostrano ancora un esiguo ricorso alle prestazioni periodiche sia per ragioni di tipo comportamentale sia in rapporto alla intrinseca complessità dello strumento. In tale prospettiva, dovranno essere valutati con favore complessivi interventi diretti a ripristinare la centralità della rendita quali, a titolo meramente esemplificativo: o ulteriori incentivi di carattere fiscale; o campagne di comunicazione dirette ad orientare gli iscritti fra le diverse opzioni disponibili sul mercato delle rendite; o riduzione dell importo complessivo erogabile in capitale in caso di pregresse anticipazioni non reintegrate; le attuali modalità di 9

10 calcolo per la determinazione della prestazione finale erogabile in capitale (50%) non appaiono conformi alla ratio legislativa risultante dall art. 11, co. 3, D. Lgs. 252/05, e rischiano di relegare ad ipotesi del tutto residuali la prestazione in forma di rendita. Disciplina delle anticipazioni: risulta apprezzabile lo sforzo del Legislatore di circoscrivere la fruizione anticipata dei montanti in accumulazione nel Fondo mediante l introduzione di limiti quantitativi (75% della posizione individuale). L intento del Legislatore di garantire la persistenza di un capitale adeguato all erogazione di una rendita adeguata rischia però di essere fortemente ridimensionato da previsioni normative di segno distonico. In tale prospettiva, infatti, non convince la previsione di cui all art. 11, co. 7, lett. e), ai sensi del quale, decorsi otto anni di iscrizione, sono consentite anticipazioni entro il 30% del montante maturato per ulteriori esigenze degli aderenti. L introduzione della causale generica risulta poco coerente con la rinnovata disciplina dell istituto orientata a evitare forme di svuotamento anticipate degli accantonamenti che limitino il potenziale previdenziale dei Fondi pensione. In mancanza di interventi normativi correttivi si rischia di indebolire la coerenza del sistema e di ridimensionare fortemente il potenziale previdenziale delle forme complementari. Revisione della disciplina fiscale: le politiche fiscali possono concorrere ad assicurare alla previdenza complementare le condizioni per un effettivo sviluppo. A tal fine, in coerenza con le esigenze della politica 10

11 economica e i vincoli di bilancio, occorrerebbe valutare la percorribilità di ulteriori interventi volti a: o semplificare lo schema di tassazione mediante la migrazione al c.d. modello EET, in vigore nella maggioranza dei Paesi europei, che prevede l esenzione dei contributi e dei rendimenti, e la sola tassazione delle prestazioni; o la riduzione dell aliquota applicata sui rendimenti al fine di accentuare il vantaggio fiscale riservato al risparmio previdenziale rispetto ad altre tipologie di investimento. Adeguamento dei Fondi Preesistenti: il percorso di adeguamento delle gestioni di risalente istituzione dovrà proseguire con modalità che tengano conto delle peculiarità strutturali e degli assetti di dette gestioni. È necessario che il percorso sia graduale: modalità progressive di allineamento garantiranno ai Fondi preesistenti le condizioni per una attuazione trasparente dei principi e delle norme stabiliti per i Fondi di nuova istituzione. In tale prospettiva, occorre valutare la revisione del limite introdotto dal Decreto 10 maggio 2007, n. 62, che prevede, entro il termine del 2012, il contenimento dell investimento diretto in immobili nella misura del 20% del patrimonio. Benché sia normativamente previsto che i Fondi interessati possano richiedere alla Covip deroghe a fronte di specifiche esigenze, sarebbe opportuno, data la prossima scadenza del termine previsto per l adeguamento, un intervento di carattere correttivo che attenui l area di impatto del vincolo sia in considerazione del peso di tale asset in alcune gestioni preesistenti sia in rapporto alle recenti dinamiche del mercato mobiliare e della riscontrata 11

12 adeguatezza del comparto immobiliare a garantire livelli di rendimento compatibili con gli impegni verso gli iscritti. Disciplina degli investimenti: la revisione delle regole che disciplinano gli investimenti dei Fondi Pensione appare come una necessità non ulteriormente differibile. La normativa di riferimento (DM 703/96) ha rappresentato un utile presidio nella fase di iniziale sviluppo della previdenza complementare e mostra una perdurante validità, confermata peraltro dalla capacità di tenuta mostrata dai Fondi pensione italiani rispetto a quella registrata in altri Paesi a fronte delle gravi turbolenze dei mercati finanziari. Purtuttavia occorrono interventi di manutenzione che tengano conto dell evoluzione dei mercati e degli strumenti finanziari e assicurino ai Fondi le condizioni per una più efficiente gestione degli attivi, una più accurata copertura delle passività presunte e, in definitiva, il raggiungimento delle condizioni di equilibrio. * * * Nel ribadire il ringraziamento per l attenzione prestata alle problematiche della previdenza complementare ed alle tematiche specificamente concernenti il Sodalizio qui rappresentato, auspichiamo che le indicazioni fornite possano risultare utili ai fini dell indispensabile azione normativa di sostegno del settore, nel quale sono riposte ingenti aspettative da parte di tutti i lavoratori. 12

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