Rassegna Stampa. Martedì 25 Febbraio 2014

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1 Rassegna Stampa Martedì 25 Febbraio 2014

2 Sommario Testata Data Pag. Titolo p. 1. Fondi pensione 46 La vigilanza collaborativa di Covip (Servidio Laura) 1 52 Fondi sanitari: chi finanzia la sanità? (Servidio Laura) 60 UniSalute apre la strada al fondi aperti (Servidio Laura) Previdenza Sole 24 Ore (Il) 25/02/ Domande&Risposte - Con il cumulo la pensioe parte subito (Venanzi Fabio) 7

3 Estratto da pag. 46 SENZA ENTRARE NELLE DECISIONI GESTIONALI DEI SOGGETTI VIGILATI, LA COMMISSIONE DI VIGILANZASUI FONDI PENSIONE GARANTISCE, CON RIGORE E IN OTTICA DI COLLABORAZIONE, LA TRASPARENZA, IL RISPETTO DELLE REGOLE E UNO STIMOLO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE LA VIGI LANZA COLLABORAT! VA DI COVI P SENZA ENTRARE NELLE DECISIONI GESTIONALI DEI SOGGETTI VIGILATI, LA COMMISSIONE DI VIGILANZASUI FONDI PENSIONE GARANTISCE, CON RIGORE E IN OTTICA DI COLLABORAZIONE, LA TRASPARENZA, IL RISPETTO DELLE REGOLE E UNO STIMOLO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE Progetti trasparenti e conformi alle garanzie di legge, da valutare con un approccio dinamico. In quest'ottica Covip tutela il buon funzionamento dei fondi pensione, per i sei milioni di iscritti alla previdenza complementare. "Il nostro - spiega Rino Tarelli, presidente Covip - è un compito molto delicato: vigilare, in modo attivo e oculato sulle forme promosse e gestite dalle imprese di assicurazioni (fondi aperti, Pip), per garantire la trasparenza e il rispetto delle regole, pur senza entrare nei profili assicurativi e nelle scelte gestionali". Negli anni, l'attività di Covip si è andata evolvendo. "Accanto all'attività più strettamente formale, abbiamo valorizzato un approccio più orientato alla valutazione dei fattori di rischio, svolgendo anche un ruolo proattivo di stimolo nei confronti degli organi dei fondi pensione, finalizzato all'adozione delle migliori pratiche del settore. La nostra attività è di vigilare, in modo fermo, sulle scelte fatte, ma sempre in modo collaborativo, per garantire il miglior andamento del settore: un atteggiamento gradito sia ai fondi pensione sia alle casse private, che hanno apprezzato l'assenza di una contrapposizione di principio. Inoltre, nell'ambito dell'attività di vigilanza, abbiamo dato maggiore rilievo all'analisi della struttura organizzativa, dei processi di lavoro e delle procedure informatiche". VERSO UN WELFARE INTEGRATO L'evoluzione di Covip potrebbe non esaurirsi qui. "Dobbiamo prepararci a un futuro di welfare integrato: se, fino ad oggi, l'attenzione della politica è stata orientata alla sostenibilità del sistema sociale, solo in chiave pensionistica, ora è urgente intervenire anche riguardo SENZA ENTRARE NELLE DECISIONI GESTIONALI DEI SOGGETTI VIGILATI, LA COMMISSIONE DI VIGILANZASUI FONDI PENSIONE GARANTISCE, CON RIGORE E IN OTTICA DI COLLABORAZIONE, LA TRASPARENZA, IL RISPETTO DELLE REGOLE E UNO STIMOLO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE Progetti trasparenti e conformi alle garanzie di legge, da valutare con un approccio dinamico. In quest'ottica Covip tutela il buon funzionamento dei fondi pensione, per i sei milioni di iscritti alla previdenza complementare. "Il nostro - spiega Rino Tarelli, presidente Covip - è un compito molto delicato: vigilare, in modo attivo e oculato sulle forme promosse e gestite dalle imprese di assicurazioni (fondi aperti, Pip), per garantire la trasparenza e il rispetto delle regole, pur senza entrare nei profili assicurativi e nelle scelte gestionali". Negli anni, l'attività di Covip si è andata evolvendo. "Accanto all'attività più strettamente formale, abbiamo valorizzato un approccio più orientato alla valutazione dei fattori di rischio, svolgendo anche un ruolo proattivo di stimolo nei confronti degli organi dei fondi pensione, finalizzato all'adozione delle migliori pratiche del settore. La nostra attività è di vigilare, in modo fermo, sulle scelte fatte, ma sempre in modo collaborativo, per garantire il miglior andamento del settore: un atteggiamento gradito sia ai fondi pensione sia alle casse private, che hanno apprezzato l'assenza di una contrapposizione di principio. Inoltre, nell'ambito dell'attività di vigilanza, abbiamo dato maggiore rilievo all'analisi della struttura organizzativa, dei processi di lavoro e delle procedure informatiche". VERSO UN WELFARE INTEGRATO L'evoluzione di Covip potrebbe no all'assistenza sanitaria integrativa, laddove l'aspettativa di vita avanza, la decrescita della fertilità riduce il ricambio generazionale, i bisogni sono inversamente proporzionali alla disponibilità di risorse e la non autosufficienza rappresenta un costo e un peso sensibile. E, se ora, gli aspetti previdenziali sono molto ben disciplinati, così non è per l'assistenza sanitaria integrativa, dove c'è confusione, in alcuni casi, poca scrupolosità e un maggior bisogno di tutele e di trasparenza. Servono regole certe e un'autorità di vigilanza al di sopra delle parti che abbia l'autorevolezza e i poteri necessari per vigilare, così come già accade per la previdenza complementare. In questo senso - conclude il presidente Tarelli - Covip può rappresentare il naturale soggetto preposto a questa funzione: una soluzione di garanzia, trasparenza ed economicità, visti gli incoraggianti risultati già ottenuti con la previdenza". esaurirsi qui. "Dobbiamo prepararci a un futuro di welfare integrato: se, fino ad oggi, l'attenzione della politica è stata orientata alla sostenibilità del sistema sociale, solo in chiave pensionistica, ora è urgente intervenire anche riguardo SENZA ENTRARE NELLE DECISIONI GESTIONALI DEI SOGGETTI VIGILATI, LA COMMISSIONE DI VIGILANZASUI FONDI PENSIONE GARANTISCE, CON RIGORE E IN OTTICA DI COLLABORAZIONE, LA TRASPARENZA, IL RISPETTO DELLE REGOLE E UNO STIMOLO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE Progetti trasparenti e conformi alle garanzie di legge, da valutare con un approccio dinamico. In quest'ottica Covip tutela il buon funzionamento dei fondi pensione, per i sei milioni di iscritti alla previdenza complementare. "Il nostro - spiega Rino Tarelli, presidente Covip - è un compito molto delicato: vigilare, in modo attivo e oculato sulle forme promosse e gestite dalle imprese di assicurazioni (fondi aperti, Pip), per garantire COVIP, TUTELA E ANALISI la trasparenza e il ris stituita nel 1993, Covip ha acquisito la personalità giuridica di diritto pubblico nel 1996 e, dal 2011, svolge anche un'attività di analisi sulle casse professionali privatizzate una relazione che va poi presentata esclusivamente al ministro del Lavoro e al ministro dell'economia etto delle regole, pur senza entrare nei profili assicurativi e nelle scelte gestionali". Negli anni, l'attività di Covip si è andata evolvendo. "Accanto all'attività più strettamente formale, abbiamo valorizzato un approccio più orientato alla valutazione dei fattori di rischio, Fondi pensione Pag. 1

4 Estratto da pag. 52 Fondi sanitarì: CHI FINANZIA L A SAN ITA UN MODELLO DI WELFARE INTEGRATIVO CHE UTILIZZI L'IMPIANTO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE ANCHE PER LA SALUTE. PER LA QUALE URGE UN VERO E PROPRIO SECONDO PILASTRO, CHE PRIVILEGI GLI STRUMENTI CHE TUTELANO I BISOGNI NON COPERTI DAL PUBBLICO. QUESTA LA STRADA PER SOSTENERE IL PESO DEL COMPARTO, IN ITALIA, SECONDO CENSIS ED ESPERTI DI SETTORE di LAURA SERVIDIO di LAURA SERVIDIO Su una spesa complessiva di 800 miliardi di euro, l'italia utilizza, per il welfare, il 49% ovvero 390 miliardi, di cui 110, per la sola sanità, equivalenti a euro procapite. "Su un Pil di miliardi di euro - spiega Alberto Brambilla, coordinatore del comitato tecnico scientifico di Itinerari Previdenziali - questo si traduce in un'incidenza sulla ricchezza del 29%, a cui si aggiunge il fatto che, nella sola Lombardia, sei milioni di abitanti non pagano il ticket sanitario, gravando sui restanti tre milioni. di LAURA SERVIDIO Su una spesa complessiva di 800 miliardi di euro, l'italia utilizza, per il welfare, il 49% ovvero 390 miliardi, di cui 110, per la sola sanità, equivalenti a euro procapite. "Su un Pil di miliardi di euro - spiega Alberto Brambilla, coordinatore del comitato tecnico scientifico di Itinerari Previdenziali - questo si traduce in un'incidenza sulla ricchezza del 29%, a cui si aggiunge il fatto che, nella sola Lombardia, sei milioni di abitanti non pagano il ticket sanitario, gravando sui res Fondi pensione Pag. 2

5 Estratto da pag. 52 Risultato: il costo per il welfare e, in particolare per la È naturale chiedersi chi finanzia questa spesa: "il 52,64% dell'irpef è a carico di appena il 15,68% dei contribuenti: solo il 50% degli italiani presenta la dichiarazione dei redditi (31 milioni) e, di questi, quelli che sostengono il Paese sono il 16% scarso". Una situazione insostenibile per un cittadino che, oltre a pagare i tributi, deve sostenere anche i costi per le prestazioni sanitarie: "se 40 milioni di italiani - conferma Brambilla non pagano né imposte né servizi, pur costando euro a testa, è necessario riversare sui restanti 20 milioni di abitanti il costo della sanità". Anche in materia di ticket sanitari, sono moltissime le agevolazioni e le esclusioni: al sud, la maggior parte non paga alcun ticket, il che spesso provoca un uso abnorme sia di visite sia di medicinali. La Lombardia non fa eccezione, oltre sei milioni non pagano il ticket scaricando sul resto della popolazione costi elevati. "Occorre - continua Brambilla - che lo Stato si adoperi per agevolare il concetto di welfare integrativo e complementare attraverso un'opera di formazione e cultura, veicolata attraverso i media e la scuola, con l'obiettivo di far capire che, continuando così, non esisterà più il welfare di Stato". Qui si inserisce il discorso della sanità integrativa, laddove - secondo il Censis - l'80% degli italiani non è in grado di fronteggiare un evento imprevisto. "In Italia spiega Carla Collicelli, vice direttore Censis la spesa privata aggiuntiva per le prestazioni non coperte è, per Y87%, a carico di pazienti e famiglie, mentre, in altri contesti, esistono forme di copertura assicurativa e inte-carla Collicelli, vicedirettore Censis Carla Collicelli, vicedirettore Censis grativa già consolidate. Da qui l'interesse per un processo di rilancio dei Fondi sanitari integrativi: un comparto che, ad oggi, tutela solo alcune categorie privilegiate, con prestazioni prevalentemente sostitutive rispetto a quanto offerto dal sistema pubblico. Risorse che potrebbero essere meglio impiegate per offrire ciò che il sistema pubblico non da. Siamo in sostanza ancora lontani dalla costituzione di un vero e proprio secondo pilastro della copertura socio-sanitaria, da ripensare rapidamente, specie a favore dei fondi che tutelano i bisogni meno coperti dal pubblico". UN PROBLEMA DI SOVRAPPOSIZIONE Nel quadro della sussidiarietà in sanità, la questione dei Fondi sanitari integrativi è cruciale per tre ordini di motivi, secondo Collicelli: "il peso della spesa privata out of pocket, con cui le famiglie e gli individui pagano di tasca propria ciò che non riescono a ottenere dal servizio pubblico; la continua crescita della spesa sanitaria pubblica e del suo fabbisogno, spesso disatteso, con i noti problemi di disavanzo delle finanze regionali; l'emergenza sociale di patologie e ambiti di cura fino ad oggi rimasti nascosti nelle pieghe dell'autotutela individuale e fami- Carla Collicelli, vicedirettore Censis grativa già consolidate. Da qui l'interesse per un processo di rilancio dei Fondi sanitari integrativi: un comparto che, ad oggi, tutela solo alcune categorie privilegiate, con prestazioni prevalentemente sostitutive rispetto a quanto offerto dal sistema pubblico. Risorse che potrebbero essere meglio impiegate per offrire ciò che il sistema pubblico non da. Siamo in sostanza ancora lontani dalla costituzione di un vero e proprio secondo pilastro della copertura socio-sanitaria, da ripensare rapidamente, specie a favore dei fondi che tutelano i bisogni meno coperti dal pubblico". UN PROBLEMA DI SOVRAPPOSIZIONE Nel quadro della sussidiarietà in sanità, la questione dei Fondi sanitari integrativi è cruciale per tre ordini di motivi, secondo Collicelli: "il peso della spesa privata out of pocket, con cui le famiglie e gli individui pagano di tasca propria ciò che non riescono a ottenere dal servizio pubblico; la continua crescita della spesa sanitaria pubblica e del suo fabbisogno, spesso disatteso, con i noti problemi di disavanzo delle finanze regionali; l'emergenza sociale di patologie e ambiti di cura fino ad oggi rimasti nascosti nelle pie Fondi pensione Pag. 3

6 Estratto da pag. 52 liare, quali l'assistenza ai non autosufflcienti, disabili e malati psichici, con elevati costi indiretti (che comportano una perdita di risorse lavorative o di altro genere) e intangibili (sofferenza psichica e fisica) per le famiglie, e delle cure odontoiatriche, considerate indispensabili e finanziate dai diretti interessati, con parcelle molto esose, nel 92% dei casi". Nel frattempo, in sanità, si continuano a registrare inefficienze e sprechi di risorse, dati dalla sovrapposizione tra le prestazioni coperte dai fondi sanitari integrativi e quelle offerte dal sistema pubblico universalistico e, su una platea di aventi diritto di circa sei milioni di iscritti (che diventano 12 milioni con i familiari), si può capire quanto ingente sia l'area di sovrapposizione. "Una strada utile - propone il vice direttore di Censis - può essere il ripensamento del welfare contrattuale e aziendale in chiave di integrazione tra previdenza, assistenza e sanità, visto che i bisogni sono sempre più spesso integrati". LEVA FISCALE E NORMATIVA Occorre, però, non solo guardare alla sanità integrativa, ma anche alla riduzione del carico fiscale. "È necessario - spiega Brambilla - che tutti i lavoratori godano di ampi sgravi fiscali: ad oggi, il lavoratore dipendente ha la deducibilità della spesa sanitaria fino a euro, mentre il lavoratore autonomo ha la detraibilità fino a 1.291; siamo, quindi, di fronte a una situazione di incostituzionalità a svantaggio anche del servizio pubblico: se il 25% della popolazione aderisse ai fondi sanitari si produrrebbe una riduzione delle liste di attesa". Altro problema, la normativa sulla sanità integrativa. "Serve - spiega Federica Rambaldi, partner di Jenny. Avvocati Studio legale associato - un'armonizzazione della disciplina dei fondi sanitari contrattuali, quali enti, casse e società di mutuo soccorso con finalità assistenziale e dei fondi sanitari integrativi, che sono disincentivati a creare forme di integrazione, perché mancano di UN'OPPORTUNITÀ PER I CANALI DISTRIBUTIVI UN'OPPORTUNITÀ PER I CANALI DISTRIBUTIVI Le prospettive per i fondi sanitari sono molto interessanti in quanto strumento di primaria importanza nel rapporto tra il cittadino e il bisogno di assistenza sanitaria, anche se le attuali condizioni potrebbero ostacolarne la loro evoluzione, soprattutto per quelle categorie che non rientrano nella definizione di lavoratore dipendente "In particolare - spiega Federica Rambaldi, partner di Jenny Avvocati Studio legale associato, i fondi sanitari rappresentano un'allettante opportunità per gli attuali canali distributivi, che possono incasellare nelle loro competenze anche il collocamento di piani di assistenza sanitaria un settore poco esplorato, dove si iniziano a scorgere atteggiamenti concorrenziali da parte di canali distributivi alternativi a quelli professionali, creati appositamente per il settore dei fondi sanitari e delle società di mutuo soccorso Questo rappresenta un monito per le associazioni di categoria - conclude - che dovrebbero sensibilizzare maggiormente i propn associati e fornire maggiore cultura sul tema" UN'OPPORTUNITÀ PER I CANALI DISTRIBUTIVI Le prospettive per i fondi sanitari sono molto interessanti in quanto strumento di primaria importanza nel rapporto tra il cittadino e il bisogno di assistenza sanitaria, anche se le attuali condizioni potrebbero ostacolarne la loro evoluzione, soprattutto per quelle categorie che non rientrano nella definizione di lavoratore dipendente "In particolare - spiega Federica Rambaldi, partner di Jenny Avvocati Studio legale associato, i fondi sanitari rappresentano un'allettante opportunità per gli attuali canali distributivi, che possono incasellare nelle loro competenze anche il collocamento di piani di assistenza sanitaria un settore poco esplorato, dove si iniziano a scorgere atteggiamenti concorrenziali da parte di canali distributivi alternativi a quelli professionali, creati appositamente per il settore dei fondi sanitari e delle società di mutuo soccorso Questo rappresenta un monito per le associazioni di categoria - conclude - che dovrebbero sensibilizzare maggiormente i propn assoc Fondi pensione Pag. 4

7 Estratto da pag MILIARDI sanità l NUMERI DELLA SPESA PUBBLICA 110 MILIARDI sanità una normativa organica, senza dire che, per la disciplina di questi fondi, non vi è ancora la normativa attuativa, tra cui l'indicatore quantitativo sugli ambiti di intervento A compromettere il ruolo della sanità integrativa contribuisce anche la mancanza di una definizione univoca di prestazioni integrative, sostitutive e complementari al servizio sanitario nazionale, erogabili in favore dei cittadini e dei lavoratori dipendenti "Qui esistono potenziali sinergie tra previdenza e assistenza nella fase gestionale e amministrativa dei fondi samtari, finalizzata a un contenimento dei costi Su questo, però, bisognerebbe coinvolgere Covip" Sempre m tema di normativa, sarebbe sufficiente, secondo Brambilla, utilizzare la legislazione che regola la previdenza complementare, m una logica di integrazione tra sanità e previdenza complementare Una normativa - propone - che preveda l'aggancio dei coefficienti 110 MILIARDI sanità una normativa organica, senza dire che, per la disciplina di questi fondi, non vi è ancora la normativa attuativa, tra cui l'indicatore quantitativo sugli ambiti di intervento A compromettere il ruolo della sanità integrativa contribuisce anche la mancanza di una definizione univoca di prestazioni integrative, sostitutive e complementari al servizio sanitario nazionale, erogabili in favore dei cittadini e dei lavoratori dipendenti "Qui esistono potenziali sinergie tra previdenza e assistenza nella fase gestionale e amministrativa dei fondi samtari, finalizzata a un contenimento dei costi Su questo, però, bisognerebbe coinvolgere Covip" Sempre m tema di normativa, sarebbe sufficiente, secondo Brambilla, utilizzare la legislazione che regola la previdenza complementare, m una logica di integrazione tra sanità e previdenza complementare Una normativa - propone - che preveda l'agga di trasformazione e dell'età pensionabile alla speranza di vita (e non dell'anzianità contributiva, come previsto dalla riforma Fornero) e che preveda, per tutte le categorie, la medesima norma, gli stessi sgravi fiscali e il medesimo controllo sui fondi, effettuato dalla stessa autorità di controllo (Covip) Basterebbero questi quattro elementi per consentire sia lo sviluppo della sanità integrativa sia l'attività dei canali distributivi", conclude Brambilla SUSSIDIARIETÀ E NUOVI BISOGNI L'evoluzione del sistema di welfare passa anche per l'applicazione del principio costituzionale di sussidianetà, abbandonando l'attuale meccanismo di riparazione, utilizzato per porre riparo all'inefficienza del sistema pubblico "il legislatore - spiega Rambaldi - non può pensare che le consuetudim, create dall'associazionismo di categoria, possano rappresentare gli interessi dell'intera collettività e sopperire al bisogno assistenziale e previdenziale latente" Secondo Collicelli, è necessario gestire il passaggio dalla protezione pubblica alla sussidianetà m un mix tra pubblico e privato, con una maggiore attenzione ai bisogni m continua modificazione e al ruolo dei nuovi soggetti di responsabilità collettiva, collocati nell'area del terzo settore "In particolare, occorrerebbe che le parti sociali abbracciassero un'ottica di responsabilità concertativa, di poliarchia, di attenzione alle nuove forme di bisogno e ai soggetti tradizionalmente non rappresentati, che gli individui, le famiglie e le imprese fossero messi nelle condizioni di sviluppare una cultura del rischio e della sussidianetà sociale di tipo attivo e promozionale, oltre il garantismo e il corporativismo, che lo Stato si predisponesse a sgonfiarsi nel livello gestionale, ma a rafforzarsi nel ruolo di coordinamento e di collaborazione tra funzioni distinte tra loro, che si lavorasse seriamente a progetti di welfare locale e territoriale autogestiti dal basso, contro le logiche piramidali e i conflitti inter istituzionali, cio dei coefficienti 110 MILIARDI sanità una normativa organica, senza dire che, per la disciplina di questi fondi, non vi è ancora la normativa attuativa, tra cui l'indicatore quantitativo sugli ambiti di intervento A compromettere il ruolo della sanità integrativa contribuisce anche la mancanza di una definizione univoca di prestazioni integrative, sostitutive e complementari al servizio sanitario nazionale, erogabili in favore dei cittadini e dei lavoratori dipendenti "Qui esistono potenziali sinergie tra previdenza e assistenza nella fase gestionale e amministrativa dei fondi samtari, finalizzata a un contenimento dei costi Su questo, però, bisognerebbe coinvolgere Covip" Sempre m tema di normativa, sarebbe sufficiente, secondo Brambilla, utilizzare la legislazione che regola la previdenza complementare, m una logica di integrazione tra sanità e previdenza complementare Una normativa - propone - che preveda l'agga di trasformazione e dell'età pensionabile alla speranza di vita (e non dell'anzianità contributiva, come previsto dalla riforma Fornero) e che preveda, per tutte le categorie, la medesima norma, gli stessi sgravi fiscali e il medesimo controllo sui fondi, effettuato dalla stessa autorità di controllo (Covip) Basterebbero questi quattro elementi per consentire sia lo sviluppo della sanità integrativa sia l'attività dei canali distributivi", conclude Brambilla SUSSIDIARIETÀ E NUOVI BISOGNI L'evoluzione del sistema di welfare passa anche per l'applicazione del principio costituzionale di sussidianetà, abbandonando l'attuale meccanismo di riparazione, utilizzato per porre riparo all'inefficienza del sistema pubblico "il legislatore - spiega Rambaldi - non può pensare che le consuetudim, create dall'associazionismo di categoria, possano rappresentare gli interessi dell'intera collettività e sopperire al bisogno assistenziale e previdenziale latente" Secondo Collicelli, è necessario gestire il passaggio dalla protezione pubblica alla sussidianetà m un mix tra Fondi pensione Pag. 5

8 Estratto da pag. 60 IDEARE SOLUZIONI DI WELFARE ALTERNATIVO ANCHE PER CATEGORIE MENO TUTELATE. PRONTI STRUMENTI SANITARI A COSTI CONTENUTI. UN PERCORSO PIONIERISTICO, ALMENO IN ITALIA UNISALUTE APRE LA STRADA Al FONDI APERTI IDEARE SOLUZIONI DI WELFARE ALTERNATIVO ANCHE PER CATEGORIE MENO TUTELATE. PRONTI STRUMENTI SANITARI A COSTI CONTENUTI. UN PERCORSO PIONIERISTICO, ALMENO IN ITALIA Portare soluzioni di welfare anche a categorie trasversali della popolazione che, nel mondo del lavoro, sono protette solo marginalmente. Questo l'obiettivo di UniSalute in tema di sanità integrativa. "Il passaggio dal modello di assunzione a tempo indeterminato a quello di precariato - spiega riammetta Fabris, vice direttore generale area operativa di Unisalute - ha posto un tema nuovo sul tavolo della parti sociali: ideare situazioni di welfare integrativo anche per le categorie meno tutelate per le quali stiamo ideando strumenti sanitari a costi contenuti. Tra questi, i fondi aperti, che consentono anche a chi ha meno tutele di aderire alla sanità in forma libera. Ancora, però, non siamo arrivati a definire questo percorso, ancora pionieristico in Italia". L'offerta di Unisalute mira a fornire, a grandi numeri di persone, coperture assicurative a costi contenuti, sviluppando un modello integrativo pubblico-privato che, in Italia, ancora non è realtà, laddove non esistono linee guida per affrontare in termini operativi un modello di integratività effettiva e sostanziale. "Il nostro interlocutore è cambiato: sta crescendo l'attenzione verso coperture individuali e verso prodotti mono prestazione (odontoiatria, fisioterapia, diaria, visite), in un'ottica di modello personalizzato. Tutto ciò sarà un'occasione per tutti i canali distributivi, agevolati dal fatto che le urgenze sanitarie sono numerose e crescenti: dalle cure odontoiatriche alle visite specialistiche". MIX TRA PUBBLICO E PRIVATO Sussidiarietà e welfare integrato: quale modello per l'italia? "Nel nostro Paese - spiega Fabris - non è pensabile che esista un sistema a esclusiva matrice privata né un sistema universalistico che possa soddisfare una richiesta di assistenza che sta cambiando e che fa lievitare sempre di più i costi sanitari. È necessa- IDEARE SOLUZIONI DI WELFARE ALTERNATIVO ANCHE PER CATEGORIE MENO TUTELATE. PRONTI STRUMENTI SANITARI A COSTI CONTENUTI. UN PERCORSO PIONIERISTICO, ALMENO IN ITALIA Portare soluzioni di welfare anche a categorie trasversali della popolazione che, nel mondo del lavoro, sono protette solo marginalmente. Questo l'obiettivo di UniSalute in tema di sanità integrativa. "Il passaggio dal modello di assunzione a tempo indeterminato a quello di precariato - spiega riammetta Fabris, vice direttore generale area operativa di Unisalute - ha posto un tema nuovo sul tavolo della parti sociali: ideare situazioni di welfare integrativo anche per le categorie meno tutelate per le quali stiamo ideando strumenti sanitari a costi contenuti. Tra questi, i fondi aperti, che consentono anche a chi ha meno tutele di aderire alla sanità in forma libera. Ancora, però, non siamo arrivati a definire questo percorso, ancora pionieristico in Italia". L'offerta di Unisalute mira a fornire, a grandi numeri di persone, coperture assicurative a costi contenuti, sviluppando un modello integrativo pubblico-privato che, in Italia, ancora non è realtà, laddove non esistono linee guida per affrontare in termini operativi un modello di integratività effettiva e sostanziale. "Il nostro interlocutore è cambiato: sta crescendo l'attenzione verso coperture individuali e verso prodotti mono prestazione (odontoiatria, fisioterapia, diaria, visite), in un'ottica di modello personalizzato. Tutto ciò sarà un'occasione per tutti i canali distributivi, agevolati dal fatto che le urgenze sanitarie sono numerose e crescenti: dalle cure odontoiatriche alle visite specialistiche". MIX TRA PUBBLICO E PRIVATO Sussidiarietà e welfare integrato: quale modello per l'italia? "Nel nostro Paese - spiega Fabris - non è pensabile che esista un sistema a esclusiva matrice p Fiammetta Fabris, vice direttore generale area operativa di UniSalute ivata né un sistema universalistico che possa soddisfare una richiest rio trovare un riposizionamento di ruoli e compiti, in un confronto tra pubblico e privato. Viceversa, non è ipotizzabile un'integrazione tra le dinamiche di sanità e di previdenza integrativa, molto diverse tra di loro: se l'obbligazione del fondo pensione è di lunga durata ed è di carattere volontaristico, quella legata al fondo sanitario, comprende esigenze quasi quotidiane (prevenzione, visite specialistiche, cure dentarie), laddove - conclude - la sola Unisalute gestisce due milioni di prestazioni all'anno su una platea di tre milioni di clienti di fondi sanitari, con alte frequenze di utilizzo delle prestazioni, soprattutto di specialistica". Fondata dal gruppo Unipol nel 1995, Unisalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Conta sul lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie, annoverando 4,3 milioni di assicurati (tra malattia e assistenza) e una centrale di acquisto che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: nove clienti su dieci consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. di assistenza che sta cambiando e che fa lievitare sempre di più i costi sanitari. È necessa- IDEARE SOLUZIONI DI WELFARE ALTERNATIVO ANCHE PER CATEGORIE MENO TUTELATE. PRONTI STRUMENTI SANITARI A COSTI CONTENUTI. UN PERCORSO PIONIERISTICO, ALMENO IN ITALIA Portare soluzioni di welfare anche a categorie trasversali della popolazione che, nel mondo del lavoro, sono protette solo marginalmente. Questo l'obiettivo di UniSalute in tema di sanità integrativa. "Il passaggio dal modello di assunzione a tempo indeterminato a quello di precariato - spiega riammetta Fabris, vice direttore generale area operativa di Unisalute - ha posto un tema nuovo sul tavolo della parti sociali: ideare situazioni di welfare integrativo anche per le categorie meno tutelate per le quali stiamo ideando strumenti sanitari a costi contenuti. Tra questi, i fondi aperti, che consentono anche a chi ha meno tutele di aderire alla sanità in forma libera. Ancora, però, non siamo arrivati a definire questo percorso, ancora pionieristico in Italia". L'offerta di Unisalute mira a fornire, a grandi numeri di persone, coperture assicurative a costi contenuti Fondi pensione Pag. 6

9 Estratto da pag. 27 PENSIONI sul Registro pi&v^ sul Registro pi&v^ Venanzi»pagina 30 sul Registro Roberto Napoletano Martedì 25/02/2014 Domande&Risposte Le soluzioni ai quesiti dei lettori Con il cumulo la pensione parte subito La disciplina non ammette, però, la somma dei contributi accreditati alle Casse dei professionisti Fabio Venanzi II tempo che intercorre tra diverse gestioni, escluse le Casse dei liberi perfezionamento dei requisiti anagrafici e professionisti, mantenendo le regole di calcolo contributivi e accesso alla prima rata di pensione dellegestioninellequalisi può vantare contribuzione. può non essere immediato. Dopo il decreto Salva Non trova applicazione la finestra Italia, la finestra mobile è stata disapplicata nei confronti di quei lavoratori che maturano il diritto mobile. È possibile accedere solo con il a pensione con i nuovi requisiti mentre continua a requisito anagrafico previsto dalla Riforma trovare applicazione se l'accesso al MontiFornero per la pensione di vecchiaia pensionamento avviene con i requisiti previgenti. (di norma 66 anni 3 mesi). Inoltre il E questo il caso degli assicurati lavoratore non deve aver perfezionato il diritto a pensione in nessuna delle gestioni oggetto di cumulo. In entrambi i casi la pensione sarà sempre messa in pagamento che, per non sopportare l'onere di una dall'inps anche qualora a suo carico non eventuale ricongiunzione, decidono di dovesse esserci alcun pro quota. ricorrere alla totalizzazione. Il lavoratore, che nel corso della propria vita lavorativa, avendo Dal lavoro LE GUIDE DEL SOLE Dal svolto attività diverse, è stato iscritto a più lavoro pensioni -> Le prime risposte gestioni previdenziali, può utilizzare i diversi Pubblichiamo le prime risposte ai periodi contributivi ai fini di un unico trattamento, il cui onere è posto quesiti inviati dai lettori in materia di proporzionalmente a carico delle gestioni alle pensioni. A questo tema è stata quali ha versato la propria contribuzione. Tale dedicata la Guida pubblicata ieri sul facoltà può essere esercitata dai lavora Sole 24 Ore. Hanno risposto: Aldo Forte, Pietro Gremigni, Silvano Imbriaci, Claudio Pinna, Giuseppe tori iscritti in due o più forme pensionistiche a carico dell'assicurazione generale obbligatoria Roda, Fabio Venanzi Dal lavoro e delle forme sostitutive, esclusive ed pensioni -> Le prime risposte esonerative della medesima, alle forme Pubblichiamo le prime risposte ai pensionistiche obbligatorie relative ai liberi quesiti inviati dai lettori in materia di professionisti, dai lavoratori iscritti alla pensioni. A questo tema è stata gestione separata dell'inps (che per sua natura dedicata la Guida pubblicata ieri sul non può essere ricongiunta) nonché dagli Sole 24 Ore. Hanno risposto: Aldo iscritti al Fondo di previdenza del clero e dei Forte, Pietro Gremigni, Silvano ministri di culto delle confessioni religiose Imbriaci, Claudio Pinna, Giuseppe diverse dalla cattolica. Di norma la pensione Roda, F Sut sito del Sole 24 Ore, da tota oggi, le risposte agli altri quesiti lizzata è calcolata con le regole del sistema collegati alla Guida del Sole «Da I contributivo salvo che l'interessato non possa lavoro alla pensione» www. far valere, in una delle gestioni, un diritto Hsole24ore. com/pensioni2014 bio autonomo. In tal caso, il pro quota di pensione Venanzi Dal lavoro pensioni -> Le sarà calcolato con le regole previste prime risposte Pubblichiamo le prime dall'ordinamento in questione mantenendo le risposte ai quesiti inviati dai lettori in regole retributive/miste. In regime di materia di pensioni. A questo tema è s totalizzazione, la pensione di vecchiaia si consegue con 65 anni 3 mesi e almeno venti anni di contributi mentre la decorrenza sarà posticipata di 18 mesi. La pen In scadenza la salvaguardia per chi ha assistito familiari I lavoratori, che hanno fruito dei permessi per l'assistenza a familiari in base alla legge 104/1992, possono ancora accedere con le regole precedenti il Decreto Salva Italia ^ La risposta è positiva ma i termini * sono in scadenza. Il DI 102/2013 na esteso la salvaguardia anche nei confronti di questa tipologia di lavoratori nonché a quelli che erano in congedo straordinario biennale in base all'articolo 42 del Digs 151/2001. Il contingente è fissato in unità ma gli interessati devono perfezionare i requisiti anagrafici e contributivi (o solo contributivi), compresa la finestra mobile, affinchè la pensione possa essere messa in pagamento entro il 6 gennaio La domanda va presentata alla competente Dirczione territoriale del lavoro entro domani, 26 febbraio Totalizzazione con 40 anni, finestra di 21 mesi Ho maturato i 40 anni in regime di totalizzazione a settembre 2013: devo aspettare 18 mesi per percepire l'assegno ^ I lavoratori che intendono ricorrere al * pensionamento tramite la totalizzazione nazionale devono soddisfare il requisito contributivo di 40 anni 3 mesi. Dal perfezionamento dei requisiti occorrerà attendere 21 mesi di finestra mobile. sione con il solo requisito contributivo si consegue con 40 anni 3 mesi ma in questo caso il differimento è di 21 mesi. Più favorevole è il sistema di calcolo della pensione in regime di cumulo, introdotta dalla legge di stabilità Con il cumulo è possibile "sommare" i periodi accreditati nelle Previdenza Pag. 7

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