ADEGUAMENTO DELLA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI AI CRITERI CLP

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1 ADEGUAMENTO DELLA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI AI CRITERI CLP Safety Day Symposium 2015 Milano, 17 novembre 2015 Tomaso Munari

2 Chi classifica e quale è la finalità della classificazione E il produttore il soggetto tenuto a classificare i rifiuti, poiché è il soggetto che ha l obbligo di predisporre la documentazione funzionale alla successiva gestione: Registri C/S, Formulari di trasporto, Annex I A e B o VII, Sistri(!). Con la Classificazione si definisce: l attività che ha generato il rifiuto; il ciclo che ha generato il rifiuto; lo specifico tipo di rifiuto. Nel caso in cui il rifiuto, sia pericoloso: l indicazione delle caratteristiche di pericolo attribuite al rifiuto. Allo scopo di: semplificare le procedure di gestione del rifiuto (codificando il rifiuto con un Codice CER); indirizzare il rifiuto verso impianti e modalità di gestione adeguati (attribuendo le caratteristiche di pericolo H[P]). 2

3 Origine della codifica Il Catalogo (oggi, Elenco) Europeo dei Rifiuti nasce con la Decisione 94/3/CE, prevista dalla Direttiva 75/442/CEE, così come modificata dalla Direttiva 91/156/CEE. La Decisione nelle premesse indica che: Il catalogo europeo dei rifiuti è un elenco armonizzato, non esaustivo, di rifiuti e sarà pertanto oggetto di periodica revisione e, se necessario, di modifiche Il catalogo vuole essere una nomenclatura di riferimento per tutta la Comunità allo scopo di migliorare tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. il catalogo europeo dei rifiuti dovrebbe diventare il riferimento di base del programma comunitario di statistiche sui rifiuti Ciascun codice dei rifiuti figurante nel catalogo deve sempre essere inserito nel contesto a cui si riferisce. NON PREVEDEVA L INDICAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ DEI RIFIUTI 3

4 Origine della pericolosità L elenco dei rifiuti pericolosi nasce con la Decisione 94/904/CE, prevista dalla Direttiva 91/689/CE. La Direttiva 91/689/CE indica che: L'elenco tiene conto dell'origine e della composizione dei rifiuti e eventualmente dei valori limite di concentrazione. La Decisione 94/904/CE riporta: Si considera che questi rifiuti presentino una o più caratteristiche [H1-H14] e, per quanto riguarda le voci da H3 a H8 una o più delle seguenti caratteristiche: punto di infiammabilità < 55 C, una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale > 0,1%, una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale > 3%, una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale > 25%, una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale > 1%, una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale > 5%, una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale > 10%, una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37, R38 in concentrazione totale > 20%, una o più sostanze riconosciute come cancerogene (categorie 1 e 2) in concentrazione totale > 0,1%. 4

5 Modifiche introdotte dalla Dec. 2000/532/CE La Decisione 2000/532/CE, motivata anche dagli adeguamenti del Reg. (CEE) n. 259/93 relativo al trasporto transfrontaliero dei rifiuti, modifica in maniera sostanziale il Catalogo Europe dei Rifiuti introducendo tre nuovi criteri d impiego : 1) Gerarchia/Priorità dei capitoli da impiegare per l attribuzione dei codici CER; 2) Introduzione di specifici codici CER per rifiuti a specchio, o meglio condizionali, pericolosi/non pericolosi in riferimento alla presenza generica o specifica di sostanze pericolose nei rifiuti e criteri di valutazione; 3) Introduzione di nuove caratteristiche di pericolo rilevanti per i rifiuti (H10 e H11). 5

6 Criteri di selezione CER L elenco dei rifiuti pericolosi previsto dalla Decisione 2000/532/CE, prevede: Identificare la fonte che genera il rifiuto. Ricercare i capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 escluso i codici che terminano con 99. Eventualmente esaminare i capitoli 13, 14 e 15. Se nessuno di questi codici è adeguato, definire il rifiuto con i codici di cui al capitolo 16. Se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso è pericoloso solo se le sostanze raggiungono deter minate concentrazioni, tali da conferire al rifiuto in questione una o più delle caratteristiche di pericolo da H1-H14. Sono previste soglie per le caratteristiche di pericolo da H3 a H8 e H10, H11. Per le caratteristiche H1, H2, H9, H12, H13, H14 la norma europea non prevede criteri. Se un rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, utilizzare il codice 99. 6

7 Intermezzo: Le sostanze da considerare La Decisione 2000/532/CE indica che: per «sostanza pericolosa» si intende qualsiasi sostanza che è o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche. Ma, di nuovo, chi è il soggetto che decide che una sostanza è pericolosa? Il testo originale della Direttiva 67/548/CEE era chiaro: L'allegato I della presente direttiva riporta l'elenco delle sostanze pericolose classificate Le cd. sostanze armonizzate (ora in allegato VI al Reg. (CE) n. 1272/2008, ma questa è un altra storia.) L ultimo testo prima della sua abrogazione recitava, invece: Le sostanze sono classificate in base alle loro proprietà intrinseche I principi generali riguardanti la classificazione e l'etichettatura delle sostanze e dei preparati sono applicati secondo i criteri previsti dall'allegato VI, salvo disposizioni contrarie relative ai preparati [oggi miscele] pericolosi contenute in direttive specifiche. (Ad esempio quanto prescritto dal Regolamento (CE) n. 850/2004) 7

8 La certificazione di pericolosità di un rifiuto La certificazione di pericolosità relativa a un rifiuto non è, semplicemente, riportare cosa si è cercato e con quali metodi ma è: Garantire che si è svolta una verifica sufficientemente approfondita della natura e origine del rifiuto per selezionare le sostanze da ricercare; Garantire che le metodiche impiegate (per il campionamento, la preparazione del campione e per le analisi) sono idonee allo scopo. Definire i limiti di batteria di rappresentatività dell analisi. Garantire che le valutazioni sulla pericolosità delle sostanze individuate sono basate su fonti attendibili. E ovviamente di fondamentale ausilio al produttore per verificare se il codice CER (EER) attribuito sia corretto e se si siano attribuite le corrette caratteristiche di pericolo. 8

9 Novità normative dalla Commissione Europea La Commissione Europea, il 18 dicembre 2014 pubblica il Regolamento (UE) n. 1357/2014, che modifica l allegato III della Decisione 2008/98/CE, e la Decisione 2014/955/UE che modifica radicalmente la Decisione 2000/532/ CE e gli Stati cosa avrebbero dovuto fare? Several MS indicated that they will have to amend national legislation once the amendments are adopted and that it would be challenging to adopt these amendments in time. One MS indicated that the MS should have the freedom to choose how to transpose the amendments into national legislation. The Commission indicated that the amendments will be immediately applicable as of 1 June Member States do not have to amend their legislation, but they are free to do so, without facing time pressure. * RECEPIRE NEL CORPO NORMATIVO SENZA MODIFICHE * COMMITTEE FOR THE ADAPTATION TO SCIENTIFIC AND TECHNICAL PROGRESS AND IMPLEMENTATION OF THE DIRECTIVES ON WASTE ESTABLISHED UNDER ARTICLE 39 OF DIRECTIVE 2008/98/EC (WASTE FRAMEWORK DIRECTIVE) SUMMARY RECORD OF THE MEETING HELD ON 5 JUNE 2014 Criteri per la classificazione dei rifiuti e valutazione della pericolosità 9

10 La Dec. 2014/955/UE DEFINIZIONI Ai fini del presente allegato, si intende per: 1. «sostanza pericolosa», una sostanza classificata come pericolosa in quanto conforme ai criteri di cui alle parti da 2 a 5 dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008; 2. «metallo pesante», qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche nella misura in cui questi sono classificate come pericolose; 3. «policlorodifenili e policlorotrifenili» (PCB), i PCB, conformemente alla definizione di cui all'articolo 2, lettera a), della direttiva 96/59/CE del Consiglio; 4. «metalli di transizione», uno dei metalli seguenti: qualsiasi composto di scandio vanadio, manganese, cobalto, rame, ittrio, niobio, afnio, tungsteno, titanio, cromo, ferro, nichel, zinco, zirconio, molibdeno e tantalio, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche, nella misura in cui questi sono classificati come pericolosi; 10

11 La Dec. 2014/955/UE - 2 VALUTAZIONE E CLASSIFICAZIONE 1. Valutazione delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti Nel valutare le caratteristiche di pericolo dei rifiuti, si applicano i criteri di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE. Per le caratteristiche di pericolo HP 4, HP 6 e HP 8, ai fini della valutazione si applicano i valori soglia per le singole sostanze come indicato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE. Quando una sostanza è presente nei rifiuti in quantità inferiori al suo valore soglia, non viene presa in considerazione per il calcolo di una determinata soglia. Laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto è stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE, prevalgono i risultati della prova. 11

12 La Dec. 2014/955/UE Classificazione di un rifiuto come pericoloso I rifiuti contrassegnati da un asterisco (*) nell'elenco di rifiuti sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 2008/98/CE, a meno che non si applichi l'articolo 20 di detta direttiva. (cfr. tutti i rifiuti prodotti dai nuclei domestici prima della raccolta, previsione ridotta nella norma italiana) Ai rifiuti cui potrebbero essere assegnati codici pericolosi/non pericolosi, si applicano le seguenti disposizioni: L'iscrizione di una voce nell'elenco armonizzato di rifiuti contrassegnata come pericolosa, con un riferimento specifico o generico a «sostanze pericolose», è opportuna solo quando questo rifiuto contiene sostanze pericolose pertinenti che determinano nel rifiuto una o più delle caratteristiche di pericolo da HP 1 a HP 8 e/o da HP 10 a HP 15 di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE. La valutazione della caratteristica di pericolo HP 9 «infettivo» deve essere effettuata conformemente alla legislazione pertinente o ai documenti di riferimento negli Stati membri. 12

13 La Dec. 2014/955/UE Classificazione di un rifiuto come pericoloso - 2 Una caratteristica di pericolo può essere valutata utilizzando la concentrazione di sostanze nei rifiuti, come specificato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE o, se non diversamente specificato nel regolamento (CE) n. 1272/2008, eseguendo una prova conformemente al regolamento (CE) n. 440/2008 o altri metodi di prova e linee guida riconosciuti a livello internazionale, tenendo conto dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1272/2008 per quanto riguarda la sperimentazione animale e umana. Moratoria test vertebrati e cefalopodi Dir. 2010/63/UE e relativo Dlgs. 26/2014 I rifiuti contenenti POPs in quantità superiori ai limiti di concentrazione di cui all'allegato IV del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio devono essere classificati come pericolosi. Su questo, ci torniamo dopo 13

14 La Dec. 2014/955/UE Classificazione di un rifiuto come pericoloso - 3 I limiti di concentrazione di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE non sono applicabili alle leghe di metalli puri in forma massiva (non contaminati da sostanze pericolose). I residui di leghe considerati rifiuti pericolosi sono specificamente menzionati nel presente elenco e contrassegnati con un asterisco (*). Se del caso, prendere in considerazione le note contenute nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008: Note B, D, F, J, L, M, P, Q, R, e U, relative all'identificazione, alla classificazione e all'etichettatura delle sostanze Note 1, 2, 3 e 5, relative alla classificazione e all'etichettatura delle miscele. Dopo la valutazione delle caratteristiche di pericolo di un tipo di rifiuti in base a questo metodo, si assegnerà l'adeguata voce di pericolosità o non pericolosità dall'elenco dei rifiuti. Tutte le altre voci dell'elenco armonizzato di rifiuti sono considerate rifiuti non pericolosi. Questo è importante! 14

15 Il Reg. (UE) n. 1357/2014 Punti salienti Il nuovo allegato III della Dir. 2008/98/CE, oltre a riportare l elenco, e la definizione, delle Caratteristiche di pericolo rilevanti per i rifiuti, ne analizza (quasi sempre) dettagliatamente l applicabilità e la pertinenza. Appare sostanziale un concetto, mutuato dalla norma sulle sostanze e miscele, il Reg. (CE) n. 1272/2008. Non ci si riferisce mai alla sostanza PEGGIORE o al principio di CAUTELA, ma si fa riferimento all OPPORTUNITÀ, alla PROPORZIONE e alla PERTINENZA delle verifiche e valutazioni. Nota: Il Reg. (CE) n. 1272/2008 al 33 considerando recita Poiché l'applicazione alle informazioni dei criteri per le diverse classi di pericolo non è sempre diretta e semplice, per ottenere risultati adeguati i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori a valle dovrebbero ricorrere al giudizio di esperti per determinare la forza probante dei dati. 15

16 Il Reg. (CE) n. 850/2004 Il regolamento ed il suo ultimo emendamento, Reg. (UE) n. 1342/2014 che ne ha modificato gli allegati IV e V, riguardano la ratifica della convenzione di Stoccolma relativa agli inquinanti organici persistenti (POPs). I POPs normati sono quelli riportati nell allegato IV del Reg. (CE) n. 850/2004. Il regolamento, prevede una specifica modalità di gestione di dette sostanze persistenti e dei rifiuti che li contengono (art. 7). Esso prevede l obbligo di gestire i rifiuti in maniera tale da non immettere nell ambiente gli inquinanti elencati nell allegato IV. Nello stesso allegato sono altresì fissate soglie per molti dei POPs, assai più restrittive rispetto alla norma generale sui rifiuti. E possibile che gli Stati Membri, per talune tipologie di rifiuti, elencati nell Allegato V, possano derogare ai limiti del regolamento fino ai limiti indicati nello stesso Allegato V. 16

17 Intermezzo 2: L etichettatura dei rifiuti Previsioni nazionali : 1) Dlgs. 152/2006 Articolo 183 Definizioni Nell ambito dei criteri di definizione del deposito temporaneo si indica che devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose 2) Deliberazione Comitato interministeriale 27 luglio Trasporto dei rifiuti tossici e nocivi non sono considerate trasporto le operazioni di movimentazione di rifiuti tossici e nocivi effettuate all'interno degli insediamenti nei quali essi hanno origine o dove si effettua il loro trattamento, stoccaggio provvisorio o stoccaggio definitivo. Sui contenitori dei rifiuti tossici e nocivi devono essere in ogni caso apposti: a) sui mezzi di trasporto, una targa di metallo di lato di cm 40, a fondo giallo, recante la lettera R di colore nero, alta cm 20, larga cm 15, con larghezza del segno di cm 3. La targa va posta sulla parte posteriore del veicolo, a destra ed in modo da essere ben visibile; b) sui colli, una etichetta inamovibile o un marchio a fondo giallo aventi le misure di cm 15 15, recanti la lettera R di colore nero, alta cm 10, larga cm 8, con larghezza del segno di cm 1,5. I colori delle targhe, delle etichette e dei marchi devono essere indelebili e rispondenti alle caratteristiche cromatiche stabilite dalle norme Uni. 17

18 Intermezzo 2: L etichettatura dei rifiuti -2 Previsioni internazionali : 1) Dir. 2008/98/CE Articolo 19 Etichettatura dei rifiuti pericolosi 1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché, nel corso della raccolta, del trasporto e del deposito temporaneo, i rifiuti pericolosi siano imballati ed etichettati in conformità delle norme internazionali e comunitarie in vigore. 2) Convenzione di Basilea Articolo 7.b) hazardous wastes and other wastes that are to be the subject of a transboundary movement be packaged, labelled, and transported in conformity with generally accepted and recognized international rules and standards in the field of packaging, labelling, and transport, and that due account is taken of relevant internationally recognized practices. Trasporto > Se del caso equiparazione alle merci pericolose (ADR, RID, ADN, IMDG, IATA) Deposito >??? NB: Regolamento n. (CE) 1272/2008 Articolo 1 comma 3 3. I rifiuti quali definiti nella direttiva [n.d.a. 2008/98/CE], non costituiscono una sostanza, una miscela o un articolo ai sensi dell'articolo 2 del presente regolamento. 18

19 Dichiarazione di principio Le regole per la classificazione delle miscele di sostanze sono diverse dalle regole di classificazione dei rifiuti. MISCELE RIFIUTI Le regole per la classificazione dei rifiuti sono quelle previste nella Dec. 2000/532/CE, così come modificata dalla Decisione 2014/955/UE NON Quelle indicate nel Regolamento (CE) n. 1272/

20 HP 1 - Esplosivo Rifiuto che può, per reazione chimica, sviluppare gas a una temperatura, una pressione e una velocità tali da causare danni nell'area circostante. Sono inclusi i rifiuti pirotecnici, i rifiuti di perossidi organici esplosivi e i rifiuti autoreattivi esplosivi. Il rifiuto che contiene una o più sostanze classificate con uno dei codici di classe e categoria di pericolo e uno dei codici di indicazione di pericolo figuranti nella tabella è valutato rispetto alla caratteristica di pericolo HP 1, ove opportuno e proporzionato, in base ai metodi di prova. Se la presenza di una sostanza indica che il rifiuto è esplosivo, esso è classificato rifiuto pericoloso di tipo HP 1. NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Codici di classe e categoria di pericolo Unst. Expl. Expl. 1.1 Expl. 1.2 Expl. 1.3 Expl. 1.4 Self-react. A Org. Perox. A Self-react. B Org. Perox. B Codici di indicazione di pericolo H200 H201 H202 H203 H204 H240 H241 20

21 Esplosivo secondo CLP Sezione Allegato I CLP Sostanza o miscela solida o liquida che può, per reazione chimica, sviluppare gas a una temperatura, una pressione e una velocità tali da causare danni nell area circostante. Le sostanze pirotecniche (destinata a produrre un effetto calorifico, luminoso, sonoro, gassoso o fumogeno o una combinazione di tali effetti, a seguito di r e a z i o n i c h i m i c h e e s o t e r m i c h e automantenute non detonanti) sono comprese in questa definizione [ ]. Le sostanze, le miscele [ ] appartenenti a questa classe sono classificati come esplosivi sulla base del diagramma alla tabella NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO I metodi di prova sono descritti nella parte I delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri. Contribuiscono a classificazione rifiuto HP1 Contribuisce a classificazione rifiuto HP15 Codici di classe e categoria di pericolo Unst. Expl. Expl. 1.1 Expl. 1.2 Expl. 1.3 Expl. 1.4 Codici di indicazione di pericolo H200 H201 H202 H203 H204 Pittogramma Expl. 1.5 H205 - Expl

22 Sostanze/miscele autoreattive secondo CLP Sezione Allegato I CLP Le sostanze o miscele autoreattive sono sostanze o miscele liquide o solide termicamente instabili, che possono subire una decomposizione fortemente esotermica, anche in assenza di ossigeno (aria). Codici di classe e categoria di pericolo Self-react. A Self-react. B Self-react. C e D Self-react. E e F Codici di indicazione di pericolo H240 H241 H242 Pittogramma Le proprietà delle sostanze o miscele autoreattive che sono decisive per la classificazione sono determinate mediante prove [ ] effettuata conformemente alle serie di prove da A a H descritte nella parte II delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri. La procedura di classificazione è descritta nella figura Contribuiscono a classificazione rifiuto HP1 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Self-react. G

23 Perossidi organici secondo CLP Sezione Allegato I CLP Perossidi organici, sostanze organiche liquide o solide che contengono la struttura -O-O- e possono quindi essere considerate come derivati del perossido d idrogeno, nei quali uno o due atomi di idrogeno sono sostituiti da radicali organici. [ ] Codici di classe e categoria di pericolo Org. Perox. A Org. Perox. B Org. Perox. C e D Org. Perox. E e F Codici di indicazione di pericolo H240 H241 H242 Pittogramma Le proprietà dei perossidi organici che sono decisive per la classificazione sono determinate mediante prove [ ] conformemente alle serie da A alla H d e s c r i t t e n e l l a p a r t e I I d e l l e Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri. La procedura di classificazione è descritta nella figura Contribuiscono a classificazione rifiuto HP1 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Self-react. G

24 HP 2 - Comburente Rifiuto capace, in genere per apporto di ossigeno, di provocare o favorire la combustione di altre materie. Il rifiuto che contiene una o più sostanze classificate con uno dei codici di classe e categoria di pericolo e uno dei codici di indicazione di pericolo figuranti nella tabella è valutato rispetto alla caratteristica di pericolo HP 2, ove opportuno e proporzionato, in base ai metodi di prova. Se la presenza di una sostanza indica che il rifiuto è comburente, esso è classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 2. Codici di classe e categoria di pericolo Ox. Gas. 1 Ox. Liq. 1 Ox. Sol. 1 Ox. Liq. 2, Ox. Liq. 3 Ox. Sol. 2, Ox. Sol. 3 Codici di indicazione di pericolo H270 H271 H271 H272 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 24

25 Gas comburente secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per «gas comburente» s intende un gas o una miscela di gas capace, in genere per apporto di ossigeno, di provocare o favorire più dell aria la combustione di altre materie. Codici di classe e categoria di pericolo Ox. Gas 1 Codici di indicazione di pericolo H270 Pittogramma Per classificare un gas comburente è necessario disporre di dati ottenuti mediante prove o calcoli effettuati secondo i metodi descritti nella norma ISO modificata [Determinazione del potenziale di infiammabilità e della capacità ossidante per la scelta dei raccordi di uscita delle valvole per bombole] e nella norma ISO modificata [Bombole del gas Gas e miscele di gas Determinazione della capacità ossidante dei gas e delle miscele di gas tossici e corrosivi] Contribuisce a classificazione rifiuto HP2 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 25

26 Liquidi comburenti secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per liquido comburente s intende una sostanza o miscela liquida che, pur non essendo di per sé necessariamente combustibile, può generalmente cedendo ossigeno causare o favorire la combustione di altre materie. Un liquido comburente è classificato in una delle tre categorie di questa classe secondo i risultati della prova O.2 descritta nella parte III, sottosezione delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri [ ] Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Ox. Liq. 1 Ox. Liq. 2 e 3 H271 H272 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP2 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 26

27 Solidi comburenti secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per solido comburente s intende una sostanza o miscela solida che, pur non essendo di per sé necessariamente combustibile, può generalmente cedendo ossigeno causare o favorire la combustione di altre materie. Un solido comburente è classificato in una delle tre categorie di questa classe secondo i risultati della prova O.1 descritta nella Parte I I I, s o t t o s e z i o n e d e l l e Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri [ ] Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Ox. Sol. 1 Ox. Sol. 2 e 3 H271 H272 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP2 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 27

28 HP 3 - Infiammabile Rifiuto liquido infiammabile: rifiuto liquido il cui punto di infiammabilità è inferiore a 60 C oppure rifiuto di gasolio, carburanti diesel e oli da riscaldamento leggeri il cui punto di infiammabilità è superiore a 55 C e inferiore o pari a 75 C; Rifiuto solido e liquido piroforico infiammabile: rifiuto solido o liquido che, anche in piccole quantità, può infiammarsi in meno di cinque minuti quando entra in contatto con l aria; Rifiuto solido infiammabile: rifiuto solido facilmente infiammabile o che può provocare o favorire un incendio per sfregamento; Rifiuto gassoso infiammabile: rifiuto gassoso che si infiamma a contatto con l'aria a 20 C e a pressione normale di 101,3 kpa; Rifiuto idroreattivo: rifiuto che, a contatto con l'acqua, sviluppa gas infiammabili in quantità pericolose; Altri rifiuti infiammabili: aerosol infiammabili, rifiuti autoriscaldanti infiammabili, perossidi organici infiam mabili e rifiuti autoreattivi infiammabili. 28

29 HP 3 - Infiammabile - 2 Il rifiuto che contiene una o più sostanze classificate con uno dei codici di classe e categoria di pericolo e uno dei codici di indicazione di pericolo figuranti nella tabella è valutato, ove opportuno e proporzionato, in base ai metodi di prova. Se la presenza di una sostanza indica che il rifiuto è infiammabile, esso è classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 3. NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Codici di classe e categoria di pericolo e codici di indicazione di pericolo per i componenti di rifiuti ai fini della classificazione dei rifiuti come rifiuti pericolosi di tipo HP 3 29

30 HP 3 - Infiammabile - 3 Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Flam. Gas 1 H220 Self-react. CD Flam. Gas 2 Aerosol 1 H221 H222 Self-react. EF Org. Perox. CD H242 Aerosol 2 H223 Org. Perox. EF Flam. Liq. 1 Flam. Liq.2 H224 H225 Pyr. Liq. 1 Pyr. Sol. 1 H250 Flam. Liq. 3 H226 Self-heat.1 H251 Flam. Sol. 1 Flam. Sol. 2 H228 Self-heat. 2 Water-react. 1 H252 H260 Water-react. 2 Water-react. 3 H261 30

31 Gas infiammabili secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per gas infiammabile s intende un gas o una miscela di gas con un campo di infiammabilità con l aria a 20 C e a una pressione normale di 101,3 kpa. Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma L infiammabilità è determinata mediante prove o, nel caso di miscele per le quali sono disponibili dati sufficienti, mediante calcoli effettuati secondo metodi approvati dall ISO (cfr. la norma ISO modificata: Gas e miscele di gas Deter minazione del potenziale di infiammabilità e della capacità ossidante per la scelta dei raccordi di uscita delle valvole per bombole). [ ] Flam. Gas 1 Flam. Gas 2 H220 H221 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 31

32 Aerosol infiammabili secondo CLP Sezione Allegato I CLP Gli aerosol [ ] sono recipienti non ricaricabili in metallo, vetro o materia plastica, contenenti un gas compresso, liquefatto o disciolto sotto pressione, con o senza liquido, pasta o polvere e muniti di un dispositivo di dispersione che permette di espellere il contenuto sotto forma di particelle solide o liquide in sospensione in un gas, sotto forma di schiuma, pasta o polvere, o allo stato liquido o gassoso. Gli aerosol sono sottoposti alle procedure di classificazione relative agli aerosol infiammabili [ ] se contengono un componente classificato come infiammabile in base ai criteri enunciati in questa parte, ossia: liquidi con un punto di infiammabilità 93 C [ ]; gas infiammabili; solidi infiammabili. Oppure I valori del calore chimico di combustione possono essere ricavati dalla letteratura, calcolati o determinati mediante prove (cfr. le norme Astm D 240 modificata [ ] 32

33 Aerosol infiammabili secondo CLP - 2 Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Aerosol 1 Aerosol 2 H222 H223 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 33

34 Liquidi infiammabili secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per liquido infiammabile s intende un liquido avente un punto di infiammabilità non superiore a 60 o C. Per la classificazione dei liquidi infiammabili è necessario disporre di dati sul punto di infiammabilità e sul punto iniziale di ebollizione. Questi dati possono essere ottenuti mediante prove, ricavati dalla letteratura o calcolati. Se non sono disponibili dati, il punto di infiammabilità e il punto iniziale di ebollizione sono determinati mediante prove. Il punto di infiammabilità è determinato mediante prove in vaso chiuso [.]. Po s s i b i l i m e t o d i d i p rova p e r l a determinazione del punto di infiammabilità dei liquidi infiammabili sono riportati nella tabella [ ] Codici di classe e categoria di pericolo Flam. Liq. 1 Flam. Liq. 2 Flam. Liq. 3 Codici di indicazione di pericolo H224 H225 H226 Pittogramma Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 34

35 Solidi infiammabili secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per solido infiammabile s'intende un solido facilmente infiammabile o che può provocare o favorire un incendio per sfregamento. Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Le sostanze o le miscele in polvere, granulari o pastose [ ] sono classificate come solidi facilmente infiammabili se la durata di combustione in una o più prove effettuate conformemente al metodo di prova o descritto nella parte III, sottosezione , delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri è inferiore a 45 secondi o se la velocità di combustione è superiore a 2,2 mm/s. Flam. Sol. 1 Flam. Sol. 2 H228 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 35

36 Sostanze/miscele autoreattive secondo CLP Sezione Allegato I CLP Già viste. NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Self-react. A Self-react. B H240 H241 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP1 Self-react. C e D Self-react. E e F H242 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 Self-react. G

37 Perossidi organici secondo CLP Sezione Allegato I CLP Già viste NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Org. Perox. A Org. Perox. B H240 H241 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP1 Org. Perox. C e D Org. Perox. E e F H242 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 Self-react. G

38 Liquidi piroforici secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per liquido piroforico s intende una sostanza o miscela liquida che, anche in piccole quantità, può infiammarsi in meno di cinque minuti quando entra in contatto con l aria. Un liquido piroforico è classificato nell unica categoria di questa classe secondo i risultati della prova N.3 descritta nella parte III, sottosezione delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri, conformemente alla tabella Codici di classe e categoria di pericolo Pyr. Liq. 1 Codici di indicazione di pericolo H250 Pittogramma Contribuisce a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 38

39 Solidi piroforici secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per solido piroforico s intende una sostanza o miscela solida che, anche in piccole quantità, può accendersi in meno di cinque minuti quando entra in contatto con l aria. Un solido piroforico è classificato nell unica categoria di questa classe secondo i risultati della prova N.2 descritta nella parte III, sottosezione delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri, conformemente alla tabella Codici di classe e categoria di pericolo Pyr. Sol. 1 Codici di indicazione di pericolo H250 Pittogramma Contribuisce a classificazione rifiuto HP3 NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO 39

40 Sostanze e miscele autoriscaldanti secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per sostanza o miscela autoriscaldante s intende una sostanza o miscela liquida o solida diversa da un liquido o solido piroforico che, per reazione con l aria e senza apporto di energia, può autori scaldarsi. Una tale sostanza o miscela differisce da un liquido o solido piroforico per il fatto che si accende solo se in grande quantità (chilogrammi) e dopo un lungo lasso di tempo (ore o giorni). Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Pittogramma Una sostanza o miscela è classificata come sostanza o miscela autoriscaldante di questa classe se nelle prove eseguite conformemente al metodo di prova descritto nelle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri, parte III, sottosezione [ ] NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Self-heat 1 Self-heat 2 H251 H252 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 40

41 Sostanze e miscele che a contatto con l acqua sviluppano gas infiammabili secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per sostanze o miscele che, a contatto con l acqua, sviluppano gas infiammabili s intendono le sostanze o miscele solide o liquide che, per interazione con l acqua, possono diventare spontaneamente infiammabili o sviluppare gas infiammabili in quantità pericolose. Una sostanza o miscela che, a contatto con l acqua, sviluppa gas infiammabili è classificata in una delle tre categorie di questa classe secondo i risultati della prova N.5 descritta nella parte III, sottosezione , delle Raccomandazioni delle Nazioni Unite sul tra sporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri, conformemente alla seguente tabella [ ] Codici di classe e categoria di pericolo Water-react. 1 Codici di indicazione di pericolo H260 Pittogramma NON SONO DEFINITE SOGLIE DI CONCENTRAZIONE LIMITE MA POSSO VERIFICARE L EFFETTO Water-react. 2 H261 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP3 Water-react. 3 41

42 HP 4 - Irritante - Irrit. cutanea e lesioni oculari Rifiuto che contiene una o più sostanze in concentrazioni superiori al valore soglia, che sono classificate con uno dei codici di classe e categoria di pericolo e codici di indicazione di pericolo e uno o p i ù d e i s e g u e n t i l i m i t i d i c o n c e n t r a z i o n e è s u p e r a t o o raggiunto, è classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 4. Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Skin Corr 1A, (H314) 1% Eye Dam. 1, (H318) 10% Skin Irrit. 2 (H315) + Eye Irrit. 2 (H319) 20% Valori soglia: Codici Skin corr. 1A (H314), Skin irrit. 2 (H315), Eye dam. 1 (H318) e Eye irrit. 2 (H319) per ogni sostanza 1% NB: La caratteristica di pericolo HP 4 non si applica se il rifiuto è classificato come HP 8. 42

43 Corrosione/irritazione della pelle secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per corrosione della pelle s'intende la produzione di lesioni irreversibili della pelle, quali una necrosi visibile attraverso l epidermide e nel derma [ ]. Codici di classe e categoria di pericolo Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314) Limite di concentrazione Pittogramma 5% 1% e < 5% Skin Irrit. 2 (H315) 10% (10*Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314)) + Skin Irrit. 2 (H315) 10% Per irritazione della pelle s'intende la produzione di lesioni reversibili della pelle a seguito dell'applicazione di una sostanza prova per una durata massima di 4 ore. Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera come mostrato in tabella (tab CLP). Contribuisce a classificazione rifiuto HP8 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP4 Più altre disposizioni particolari (es. acidi con ph 2 e basi con ph 11,5) N.B. Valore soglia è sempre 1% 43

44 Gravi lesioni/irritazione oculare secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per gravi lesioni oculari s'intendono lesioni d e i t e s s u t i o c u l a r i o u n g r a v e deterioramento della vista conseguenti all applicazione di una sostanza di prova sulla superficie anteriore dell occhio, non totalmente reversibili entro 21 giorni dall applicazione. Per irritazione oculare s'intende un'alterazione dell occhio conseguente all applicazione di sostanze di prova sulla superficie anteriore dell occhio, totalmente r e v e r s i b i l e e n t r o 2 1 g i o r n i dall applicazione. Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera come mostrato in tabella (tab CLP). 44

45 Gravi lesioni/irritazione oculare secondo CLP - 2 Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Pittogramma Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Pittogramma Eye Dam. 1 (H318) 3% 1% e < 3% Eye Irrit. 2 (H319) 10% (10*Eye Dam. 1 (H318)) + Eye Irrit. 2 (H319) 10% Contribuiscono a classificazione rifiuto HP4 ma con limiti diversi!!!!!! Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314) + Eye Dam. 1 (H318) (10* Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314) + Eye Dam. 1 (H318)) + Eye Irrit. 2 (H319) 3% 1% e < 3% 10% Più altre disposizioni particolari (es. acidi con ph 2 e basi con ph 11,5) N.B. Valore soglia è sempre 1% 45

46 HP 5 - Tossicità spec. organi bersaglio (STOT) - aspirazione Rifiuto che può causare tossicità specifica per organi bersaglio con un'esposizione singola o ripetuta, oppure può provocare e f f e t t i t o s s i c i a c u t i i n s e g u i t o all aspirazione. Il rifiuto che contiene una o più sostanze classificate con uno dei codici di classe e categoria di pericolo e uno dei codici di indicazione di pericolo, e uno o più limiti di concentrazione figuranti nella tabella è superato o raggiunto, è classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 5. Se il rifiuto contiene sostanze classificate come STOT, la concentrazione di una singola sostanza deve essere superiore o pari al limite di concentrazione affinché il rifiuto sia classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 5. Se il rifiuto contiene una o più sostanze classificate come Asp. Tox. 1 e la somma di tali sostanze è pari o superiore al limite di concentrazione, il rifiuto è classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 5 solo se la viscosità cinematica totale (a 40 C) non è superiore a 20,5 mm2/s. (solo per rif. liquidi). 46

47 HP 5 - Tossicità spec. organi bersaglio (STOT) - aspirazione - 2 Codici di classe e categoria di pericolo e codici di indicazione di pericolo per i componenti di rifiuti e i relativi limiti di concentrazione ai fini della classificazione dei rifiuti come rifiuti pericolosi di tipo HP 5 Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Limite di concentrazione STOT SE 1 H370 1% STOT SE 2 H371 10% STOT SE 3 H335 20% STOT RE 1 H372 1% STOT RE 2 H373 10% Asp. Tox. 1 H304 10% 47

48 Tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione singola) secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione singola) s'intende una tossicità specifica e non letale per organi bersaglio, risultante da un unica esposizione a una sostanza o miscela [ ] Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera come mostrato in tabella (tab CLP). Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Pittogramma 10% STOT SE 1 (H370) 1% e < 10% STOT SE 2 (H371) 10% STOT SE 3 (H335) 20%* * Limite non vincolante Contribuiscono a classificazione rifiuto HP5 N.B. Non c è valore soglia 48

49 Tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione ripetuta) secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione ripetuta) s'intende una tossicità specifica e non letale per organi bersaglio, risultante da un esposizione ripetuta a una sostanza o miscela [ ] Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera come mostrato in tabella (tab CLP). Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Pittogramma 10% STOT RE 1 (H372) 1% e < 10% STOT RE 2 (H373) 10% Contribuiscono a classificazione rifiuto HP5 N.B. Non c è valore soglia 49

50 Pericolo in caso di aspirazione secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per aspirazione s'intende la penetrazione di una sostanza o di una miscela solida o liquida, direttamente attraverso la cavità orale o nasale, o indirettamente per rigurgitazione, nella trachea e nelle vie respiratorie inferiori. La tossicità per aspirazione può avere effetti acuti gravi, quali polmonite chimica, lesioni polmonari di vario grado e il decesso. Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera come mostrato in tabella (parte CLP). Codici di classe e categoria di pericolo Asp. Tox. 1 (H304) 10% Limite di concentrazione Pittogramma Contribuisce a classificazione rifiuto HP5 N.B. Non c è valore soglia 50

51 HP 6 - Tossicità acuta Rifiuto che può provocare effetti tossici acuti in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea, o in seguito all'esposizione per inalazione. Valori soglia: Codici Acute Tox. 1, 2 o 3 (H300, H310, H330, H301, H311, H331) 0,1 %, Acute Tox. 4 (H302, H312, H332) 1 % Errore! Nella traduzione italiana della Decisione c è scritto limite e non soglia! Se il rifiuto contiene più di una sostanza classificata come tossica acuta, la somma delle concentrazioni è necessaria solo per le sostanze che rientrano nella stessa categoria di pericolo. 51

52 HP 6 - Tossicità acuta - 2 Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Limite di concentrazione Acute Tox. 1 (Oral) H300 0,1% Acute Tox. 2 (Oral) H300 0,25% Acute Tox. 3 (Oral) H301 5% Acute Tox. 4 (Oral) H302 25% Acute Tox. 1 (Dermal) H310 0,25% Acute Tox. 2 (Dermal) H310 2,5% Acute Tox. 3 (Dermal) H311 15% Acute Tox. 4 (Dermal) H312 55% Acute Tox. 1 (Inhal.) H330 0,1% Acute Tox. 2 (Inhal.) H330 0,5% Acute Tox. 3 (Inhal.) H331 3,5% Acute Tox. 4 (Inhal.) H332 22,5% 52

53 Tossicità acuta secondo CLP Sezione Allegato I CLP Per tossicità acuta s intende la proprietà di una sostanza o miscela di produrre effetti nocivi che si manifestano in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea di una dose unica o di più dosi ripartite nell arco di 24 ore, o in seguito ad una esposizione per inalazione di 4 ore. Per la classificazione delle miscele è sempre possibile eseguire delle prove dirette, oppure, sulla base dei dati sulle sostanze si opera utilizzando la formula e le tabelle e del CLP. ATEmix = stima tossicità acuta della miscela Ci = concentrazione della componente i ATEi = stima tossicità acuta della componente i (es. LD50) Via di esposizione Valore ATEmix (mg/kg) e categoria di pericolo relativa Via di esposizione Valore ATEmix (mg/kg) e categoria di pericolo relativa 0 < cat < cat < cat < cat Orale 50 < cat Cutanea 200 < cat < cat < cat

54 Tossicità acuta secondo CLP - 2 ATEmix = stima tossicità acuta della miscela Ci = concentrazione della componente i ATEi = stima tossicità acuta della componente i (es. LD50) Via di esposizione Valore ATEmix (ppmv) e categoria di pericolo relativa Via di esposizione Valore ATEmix (mg/l) e categoria di pericolo relativa Via di esposizione Valore ATEmix (mg/l) e categoria di pericolo relativa 0 < cat < cat. 1 0,5 0 < cat. 1 0,05 Gas 100 < cat < cat Vapori 0,5 < cat < cat Polveri/ nebbie 0,05 < cat. 2 0,5 0,5 < cat < cat < cat < cat

55 Tossicità acuta secondo CLP - 3 Individuata la categoria di pericolo Categoria di pericolo Categoria 1 Pittogramma N.B. Il valore soglia per le categorie 1, 2 e 3 è lo 0,1%, per la categoria 4 è 1% Categoria 2 Categoria 3 Contribuisce a classificazione rifiuto HP6 Categoria 4 NB: Secondo CLP sostanze con diverse categorie di pericolo, ma relative ad una stessa via di esposizione, vengono sommate per valutare la pericolosità della miscela NMB: Il metodo di classificazione delle miscele è diverso rispetto a quello di classificazione dei rifiuti 55

56 HP 7 - Cancerogeno Rifiuto che causa il cancro o ne aumenta l incidenza." Se il rifiuto contiene più di una sostanza classificata come cancerogena, la concentrazione di una singola sostanza deve essere superiore o pari al limite di concentrazione affinché il rifiuto sia classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 7. Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Limite di concentrazione Carc. 1A Carc. 1B H350 0,1% Carc. 2 H351 1% NB: La tabella del Regolamento CLP, in italiano, erroneamente riporta H340 56

57 Cancerogenicità secondo CLP Sezione Allegato I CLP È cancerogena una sostanza o una miscela di sostanze che causa il cancro o ne aumenta l'incidenza. Le sostanze che hanno causato l insorgenza di tumori benigni o maligni nel corso di studi sperimentali correttamente eseguiti su animali sono considerate cancerogene presunte o sospette per l'uomo, a meno che non sia chiaramente dimostrato che il meccanismo della formazione del tumore non è rilevante per l uomo. Codici di classe e categoria di pericolo La classificazione di una miscela non deve essere eseguita tramite test ma valutando la concentrazione delle sostanze presenti Limite di concentrazione Pittogramma N.B. Non ci sono valori soglia Carc. 1A (H350) 0,1% Carc. 1B (H350) 0,1% Contribuiscono a classificazione rifiuto HP7 Carc. 2 (H351) 1% 57

58 HP 8 - Corrosivo Rifiuto la cui applicazione può provocare corrosione cutanea Valori soglia: Codici Skin corr. 1A, 1B, 1C (H314) per ogni sostanza 1% Codici di classe e categoria di pericolo Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314) Limite di concentrazione 5% NB: La caratteristica di pericolo HP 4 non si applica se il rifiuto è classificato come HP 8. 58

59 Corrosione/irritazione della pelle secondo CLP Sezione Allegato I CLP Già visto.. Codici di classe e categoria di pericolo Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314) Limite di concentrazione Pittogramma 5% 1% e < 5% Skin Irrit. 2 (H315) 10% (10*Skin Corr 1A, 1B, 1C (H314)) + Skin Irrit. 2 (H315) 10% Contribuisce a classificazione rifiuto HP8 Contribuiscono a classificazione rifiuto HP4 Più altre disposizioni particolari (es. acidi con ph 2 e basi con ph 11,5) N.B. Valore soglia è sempre 1% 59

60 HP 9 - Infettivo Rifiuto contenente microrganismi vitali o loro tossine che sono cause note, o a ragion veduta ritenuti tali, di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi. L'attribuzione della caratteristica di pericolo HP 9 è valutata in base alle norme stabilite nei documenti di riferimento o nella legislazione degli Stati membri. In Italia, i criteri sono fissati nel DPR 15 luglio 2003, n Di fatto, si applica ai soli rifiuti sanitari individuati dalle voci e (Valutazione del sanitario > HP 9 è una caratteristica di pericolo attribuita per origine) 60

61 Infettivo secondo CLP NON ESISTE!!!! 61

62 HP 10 - Tossico per la riproduzione Rifiuto che ha effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità degli uomini e delle donne adulti, nonché sullo sviluppo della progenie. Se il rifiuto contiene più di una sostanza classificata come tossica per la riproduzione, la concentrazione di una singola sostanza deve essere superiore o pari al limite di concentrazione affinché il rifiuto sia classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 10. Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Limite di concentrazione Repr. 1A Repr. 1B H360 0,3% Repr. 2 H361 3% 62

63 Tossicità per la riproduzione secondo CLP Sezione Allegato I CLP Sono sostanze tossiche per la riproduzione le sostanze che hanno effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità degli uomini e delle donne adulti, nonché sullo sviluppo della progenie. [ ] La classificazione di una miscela non deve essere eseguita tramite test ma valutando la concentrazione delle sostanze presenti Codici di classe e categoria di pericolo Limite di concentrazione Pittogramma N.B. Non ci sono valori soglia Repr. 1A (H360) 0,3% Repr. 1B (H360) 0,3% Repr. 2 (H361) 3% Contribuiscono a classificazione rifiuto HP10 Avente effetti sull allattamento o attraverso l allattamento (categoria supplementare) (H362) 0,3% - 63

64 HP 11 - Mutageno Rifiuto che può causare una mutazione, ossia una variazione permanente della quantità o della struttura del materiale genetico di una cellula. Se il rifiuto contiene più di una sostanza classificata come mutagena, la concentrazione di una singola sostanza deve essere superiore o pari al limite di concentrazione affinché il rifiuto sia classificato come rifiuto pericoloso di tipo HP 11. Codici di classe e categoria di pericolo Codici di indicazione di pericolo Limite di concentrazione Muta. 1A Muta. 1B H340 0,1% Muta. 2 H341 1% 64

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