Anno IV - Numero Mercoledì 12 agosto 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40

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1 Anno IV - Numero Mercoledì 12 agosto 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 La proposta Test anti-droga per i parlamentari Vignola a pag. 2 Marò Tribunale di Amburgo: tensione alle stelle Di Giorgi a pag. 3 Sicilia Emergenza rifiuti: e Crocetta scherza Fruch a pag. 9 LE MISURE INUTILI DI RENZI E L INERZIA DI ZINGARETTI MESSE A NUDO DAI DATI ISTAT CHE SONO SEMPRE PIÙ IMPIETOSI E SVELANO IL BLUFF di Francesco Storace Zingaretti sta ingannando i disoccupati del Lazio. Lui e quell altro, Renzi, i governanti di sinistra, imbrogliano sui dati e pensano di darla a bere a chi sta cercando lavoro. È una vergogna, è incivile. Qualche giorno fa il governatore del Lazio ha sparato alto e ha fatto sapere al mondo che il Lazio aveva una specie di record pari al 41 per cento di nuovi contratti a tempo indeterminato. Nessuno, al compagno che presiede la Regione, ha spiegato che non si tratta di nuovi posti di lavoro e che il Lazio è solo al decimo posto nella graduatoria delle regioni in cui trovano applicazione le regole recentemente approvate dal Parlamento e che non portano la felicità in nessuna famiglia: il Friuli è all 82,9 per cento; l Umbria al 67; le Marche al 55,5; il Trentino Alto Adige al 54,3; l Emilia al 52,6; il Piemonte al 52; il Veneto al 45,9; la Liguria al 47,6 e la Lombardia al 41,3. Dopo Roma, il Sud e le isole. Di che cosa si debba gloriare Zingaretti lo sa solo lui. Tanto più che si tratta di contratti che saranno revocabili con maggiore facilità... Il Lazio sta cambiando, ha esclamato nella sua comunicazione, stiamo per chiudere definitivamente la stagione delle crisi e delle difficoltà. Chiudi la bocca che è meglio ed eviti di dire sciocchezze, Nicola. Se il clan che governa la regione non fosse scappato di notte d agosto dalla Pisana, oggi Zingaretti dovrebbe rendere conto del bluff propagandistico che tenta di far passare. Ma basta leggere i dati Istat, che sono ahimé devastanti per il Lazio. Quando la sinistra è arrivata alla Pisana c erano 297mila disoccupati. A fine 2014 erano balzati a 361mila. Ma sono le percentuali a distruggere ogni credibilità di Zingaretti sulle politiche del lavoro. Parlano quindici anni di governi regionali: ebbene, mai la disoccupazione nel Lazio ha raggiunto le cifre attuali. Non pretendo il 7,7 con cui lasciai il tasso dei senza lavoro nel nostro territorio dall 11,2 del 2000; ma il dato attuale - 12,5 a fine non ha precedenti. Terribili le cifre se analizziamo quello che ci dice l Istituto centrale di statistica per la disoccupazione giovanile nel Lazio per le persone fino a 24 anni: 31 per cento nel 2000, percentuale scesa al 26,7 nel 2005, LICENZIATI Record di disoccupati nel Lazio mentre il governatore sventola cifre fasulle. Al 49 per cento i giovani senza lavoro impennata fino al 49 per cento al 31 dicembre scorso. E ancora parla Zingaretti? Le nostre tasse erano al minimo storico, i fondi europei arrivavano, la burocrazia regionale era veloce. Il lavoro cresceva. Con la sinistra l impresa scappa, non assume, delocalizza. Sono i sindacati a calcare la mano sulla disoccupazione della nostra regione. Zingaretti proviene dalla sinistra molto più di Renzi, eppure non viene risparmiato dagli strali delle organizzazioni dei lavoratori, accade con la Cgil come con la Uil, e ne sono testimoni le pagine dei loro siti. Di adesso, non solo di fine Nel Lazio, Cgil il 14 luglio, nuovo record della disoccupazione che tocca quota 360mila unità. È la regione con il maggior incremento di disoccupazione in Italia, fa eco la Uil il 27 luglio. I trombettieri di Zingaretti possono confidare sul giornalismo che non scava nelle cifre vere; ma basta uscire da una redazione e parlare con una famiglia qualunque per rendersi conto della tragedia sociale in corso. E il governatore di una regione così importante non si può davvero permettere di giocare sulla pelle di chi non lavora. GRECIA E UE: NUOVO ACCORDO, TRA MILLE DUBBI Telenovela ellenica Moriconi a pag. 5 MENTRE IN ITALIA SI INASPRISCONO LE POLEMICHE VESCOVI-POLITICA, NELL ISOLA DI KOS È RIVOLTA Immigrati, esplode la bomba greca Ribolle il Mediterraneo alle prese con l emergenza immigrati e, mentre in Italia si acuisce la polemica tra una parte dei vescovi e alcune forze politiche, dalla Grecia arrivano le notizie di scontri tra immigrati e polizia nell isola di Kos e di una situazione a dir poco esplosiva, che rischia di precipitare da un momento all altro, con le forze dell'ordine che hanno già fatto ricorso all uso dei manganelli. Sono diverse centinaia i profughi, soprattutto siriano ed afgani, già stipati nel piccolo stadio di Kos, in attesa di conoscere il loro destino, mentre tutto intorno l isola è una delle mete più gettonate del turismo internazionale la stagione turistica è in pieno svolgimento. La polizia greca, come detto, ha caricato con i manganelli i profughi e ha anche lanciato gas lacrimogeni. Il sindaco di Kos, Yorgos Kyritsis, ha lanciato un appello chiedendo al governo assistenza immediata. "La situazione sull'isola è fuori controllo", ha detto alla tv greca, aggiungendo che la polizia e la guardia costiera non sono in grado di far fronte all'afflusso, che è di almeno " persone al giorno. C è un reale pericolo che la situazione degeneri e scorrerà il sangue". Secondo Kyritsis, sull'isola, che conta appena abitanti, ci sono già ben migranti. Gli ultimi incidenti sono esplosi quando alcuni profughi hanno cercato di forzare un blocco della polizia, pur di ottenere i documenti validi per partire. Un poliziotto, parlando dietro garanzia di anonimato, ha assicurato che presto arriveranno sull'isola agenti in assetto antisommossa e poliziotti in rinforzo dalle isole di Rodi e Syros. L'Onu ha definito "vergognosa" la situazione nell'isola. E a Kos c è anche la presidente del Parlamento tedesco, Claudia Roth, che ha definito la situazione "Un inferno sulla terra. Il caos regna sovrano. Le tensioni aumentano sempre di più, non ho mai visto nulla di simile prima, questa situazione non può continuare". Nei giorni scorsi, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex aveva reso noto che solo a luglio sono arrivati in Grecia circa 50mila migranti, concentrati proprio nell isola di Kos, oltre che in quelle di Lesbos, Chios e Samos. Ma si tratta di cifre probabilmente sottostimate. Igor Traboni (Altri servizi a pag. 4)

2 2 ATTUALITA L ESTATE STUPEFACENTE E MORTALE DEL 2015 SUGGERISCE DI PENSARE A PROVVEDIMENTI RADICALI Test anti-droga anche in Parlamento La proposta del senatore Jonny Crosio (Lega): chi guida il Paese abbia la necessaria lucidità di Robert Vignola Di droga si muore. Una realtà resa ancora più atroce dalla moria di giovani cui l Italia sta assistendo inerme, e che nulla può cambiare. Con buona pace dei sostenitori delle liberalizzazioni a vario titolo e con il Ministero dell Interno che, come ormai da prassi, insegue l emergenza cercando di correre ai ripari con appelli e misure altrettanto d emergenza, destinate tuttavia a lasciare il pessimo tempo che trovano. Tanto che c è da dare il benvenuto, invece, a proposte che cercano di affrontare il tema da un punto di vista culturale, a monte, cercando di rendere non solo la trasparenza e la legalità, ma anche la lucidità le armi più affilare con le quali affrontare il disagio di questi tempi tremendi. Ecco allora rispolverata una proposta troppo presto lasciata nel dimenticatoio, dopo qualche scandalo degli anni passati: e ad avanzarla è il senatore della Lega Nord Jonny Crosio. Noi parlamentari, per primi, nelle vesti di rappresentanti eletti dagli italiani, dobbiamo dare il buon esempio: deputati e senatori dovrebbero essere sottoposti a test antidroga all ingresso in Parlamento, affinché sia assodato che si presentano in aula nelle condizioni richieste dalla complessità delle materie che si vanno a esaminare. Servono massima lucidità, perfetta consapevolezza di sé e delle cose per decidere provvedimenti che andranno a incidere sulla vita dei cittadini. Il minimo è garantirle e un test, chiaro e incontrovertibile, le proverebbe. Nell approfondire la delicata tematica, il senatore leghista estrae dal cilindro una pietra di paragone che semplicemente non può essere messa in discussione: e cioè il parallelo tra chi guida un auto e chi, invece, le sorti di un Paese. Il problema è serio - continua il senatore Crosio - ma, con mio grande sconcerto, vedo in giro troppa superficialità. Si pensa a liberalizzare quando invece bisognerebbe contrastare chi fa del male a sé o agli altri assumendo sostanze stupefacenti. Il discorso è analogo per chi guida: nessuno può permettersi di farlo se non è lucido. Dal Parlamento deve arrivare un segnale. Chi non ha questo tipo di dipendenze non avrà nessun fastidio a sottoporsi al test. Al contrario, se vi fossero parlamentari che fanno uso di droghe prima di entrare in aula e svolgere il proprio lavoro, è giusto che siano smascherati. Chi si riempie la bocca di legalità e trasparenza sarà pronto a sobbarcarsi la felice responsabilità di dare il proprio assenso ad una proposta del genere? Vedremo. Intanto è il caso di accendere i radar e tenerli puntati su qualsiasi proposta parlamentare dovesse approdare ai lavori delle due aule. GOVERNO ALLE STRETTE CON I NUMERI AL SENATO: E PARTONO I PONTIERI VERSO BERLUSCONI Renzi, che fai: torni da Forza Italia? Grandi manovre sotto l ombrellone. Con quel padre della legislatura di cui ampi settori si sentono orfani, al punto da non disdegnare qualche seduta spiritica: così, per vedere l effetto che fa. Perciò la distrazione fin troppo facile in questi giorni d agosto non deve creare trappole ai più attenti osservatori delle cose politiche italiane: lo schiaffo sul Senato elettivo gira minaccioso intorno alla faccia di Renzi e da ciò procede che qualcosa si dovrà pur muovere. Che ci sia aria di mercato delle vacche d altronde è già stato denunciato, anche se sottovoce. Preoccupa quella maggioranza che, seppure per pochi numeri, a Palazzo Madama non c è più sulle riforme costituzionali. Far sorridere Maria Elena Boschi in favor di telecamera non basta, serve qualcos altro. Berlusconi ha così dato adito a pensieri di risurrezioni nazarene, pur disegnando uno scenario di aspra sconfitta per l altro contraente: se vuole far passare le riforme quindi Renzi dovrebbe dimettersi e varare un altro governo, con Forza Italia protagonista. Il che può sembrare una manovra assai spericolata, ma lo è assai meno di un ritorno al voto. E non è un caso se nelle stesse ore in cui il Cav dettava la nuova linea azzurra, secondo cui Forza Italia non farà la stampella al governo ma questa crisi rappresenta una opportunità per cambiarlo, arrivavano nella sua direzione segnali di fumo incoraggianti dal Pd. Che invece si mostra assai chiuso nei confronti della sua dissidenza interna, che evidentemente dispera di poter recuperare. Il presidente Matteo Orfini è duro: Abbiamo dialogato per un anno - ha detto in un intervista al Manifesto - abbiamo modificato legge elettorale e riforma costituzionale. Il ministro Martina ha fatto una proposta ragionevole che è stata rifiutata subito. Non siamo più alla discussione di merito ma a un tentativo di azzerare le riforme. Spero che si possa trovare un accordo. Dopodiché il testo è passato per due letture con un consenso largo e ora un pezzo minoritario del Pd chiede di smontarlo. Perciò sulle riforme si cerca un consenso in Parlamento più largo possibile. Ancora più esplicito il vicesegretario del partito Lorenzo Guerini dalle colonne del Messaggero. Abbiamo fatto un pezzo di strada con Forza Italia che è stato positivo sia per le riforme, sia per affermare un sistema più maturo in cui non ci si delegittima a vicenda: noi lavoriamo al confronto nella chiarezza delle posizioni. Stiamo portando avanti una riforma costituzionale che abbiamo scritto insieme e non vediamo perché ciò che andava bene sette mesi fa, non va più bene oggi. In tutto questo, la dice lunga l intervento di Giorgio Napolitano che è tornato a farsi sentire, chiudendo il cerchio dei giornaloni in una lettera su la Repubblica, difendendo la riforma a spada tratta: segno che le cartucce che il governo Renzi può spararsi sono sempre di meno. R.V. RAI: IL PREMIER PRENDE CARTA E PENNA PER DIFENDERE LE SUE SCELTE Basta con la retorica della società civile Matteo Renzi che scrive su l Unità, per difendere il proprio operato in tema Rai, è solo l ultimo segnale di una sinistra che cambia gattopardescamente pelle con l obiettivo principale di esercitare il potere. Che quest ultimo sia poi fine a se stesso, e non per il bene della nazione, è il male dell Italia. Ma tornando a bomba sull attualità di questi giorni agostani, è dalla rubrica delle lettere del giornale di partito, ultimamente assai appiattito sulle posizioni del padrone, che il premier lancia i suoi strali contro la retorica della società civile che ha investito il dibattito politico dopo le nomine Rai. La Rai deve essere messa in condizione non solo di essere risanata sui conti, come è stato fatto, ma anche di essere rilanciata sui contenuti, è il punto di partenza del presidente del Consiglio, che ad un lettore amareggiato per i risultati del rinnovo delle cariche alla tv pubblica replica così: Permettimi di dire che questa retorica della società civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la società incivile) per me è insopportabile. Non è che se uno non si è mai iscritto a un partito è società civile e invece chi fa il militante alle feste dell Unità o ha una tessera in tasca è incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di società civile. Credo che i tre nomi votati dal Pd - scrive ancora Renzi - nelle persone di Guelfo Guelfi, Franco Siddi, Rita Borioni possano godere della tua stima perché professionisti capaci nel mondo della comunicazione, dell informazione, della cultura. Che sono poi i tre aspetti prioritari per il Consiglio d amministrazione della Rai. Faranno meglio di chi li ha preceduti, credimi. Questo sul fronte partito, ma vale anche e soprattutto per il Governo. Noi abbiamo indicato per la prima volta nella storia recente della Rai figure al vertice che vengono entrambe dalla televisione: Monica Maggioni, giornalista e Antonio Campo dall Orto, manager di aziende televisive anche a livello internazionale, indicato dal Cda. Prima di tutto viene la competenza, dunque. Basterà al popolo della sinistra e della società civile? R.V. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail: Autorizzazione del Tribunale di Roma n 286 del

3 3 ATTUALITA PROSEGUE LA BATTAGLIA LEGALE AL TRIBUNALE DEL DIRITTO DEL MARE Caso Marò: ad Amburgo volano accuse L India: Non fidatevi dell Italia. L ambasciatore Azzarello: Abbiamo sempre rispettato i patti di Cristina Di Giorgi Prosegue la battaglia legale al Tribunale internazionale sul diritto del Mare di Amburgo che vede scontrarsi i rappresentanti del governo italiano e di quello indiano. Oggetto del contendere, la vicenda che ha come protagonisti Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Una storia infinita la loro, della quale in questi giorni si sta appunto scrivendo una nuova pagina. In apertura del procedimento le parti hanno esposto alla Corte le loro ragioni. L Italia ha elencato le violazioni indiane (in particolare il trattenere Girone come ostaggio mentre Latorre è in permesso per curarsi; e questo nonostante non siano ancora stati formalmente incriminati) e l India ha rivendicato la propria giurisdizione sul caso, accusando il nostro Paese di malafede e di voler far passare i due marò come vittime. Le prime schermaglie hanno visto i due contendenti affilare gli artigli, tra accuse e repliche tutt altro che distese. Ieri, nel corso della seconda udienza, il capo del team legale italiano, l avvocato sir Daniel Bethlehem, è intervenuto per rispondere alle accuse indiane ed ha dichiarato che quanto sostenuto dai rappresentanti di New Delhi dimostra che l India Latorre e Girone come già condannati, anche se non sono stati nemmeno incriminati per omicidio dalla giustizia indiana. Ma l India dimostra di disprezzare il giusto processo, mettendo in atto un atteggiamento sbagliato e pericoloso. Salvatore Girone è un ostaggio e la salute di Massimiliano Latorre potrebbe peggiorare se fosse costretto a rientrare in India. Delhi viola i diritti fondamentali dei marò e dell Italia. Bethlehem ha quindi concluso chiedendo al Tribunale di far cessare la giurisdizione illegale dell India e di consegnare i due marinai alla giustizia italiana. E stata poi la volta dell ambasciatore italiano all Aja Francesco Azzarello, che ha innanzitutto definito inaccettabile l affermazione di parte indiana che invitava il Tribunale a non fidarsi dell Italia perché manca di rispetto agli obblighi internazionali. Il nostro rappresentante ha ribadito in proposito che gli impegni presi sono sempre stati onorati ed ha aggiunto ribadendo il dispiacere per la morte dei due pescatori, sentimento questo espresso in molte occasioni anche provvedendo alle necessità delle loro famiglie. Quanto all atteggiamento dell India, il nostro rappresentante diplomatico ha detto che New Delhi sfrutta questa situazione con l unico scopo di creare un pregiudizio contro l Italia davanti a questo Tribunale. Inoltre, rispetto al fatto che l India ha dichiarato di tenere i marò sotto vigilanza giudiziaria per la preoccupazione che l'italia non sia pronta a imporre simili forme di controllo su di loro" se dovessero venire accettate le richieste di rientro, Azzarello si è espresso sostenendo che tale affermazione dimostra l assenza di qualsiasi argomento legale credibile. Ed ha concluso rinnovando la richiesta di far rientrare anche Girone in Italia e di farvi rimanere Latorre, secondo le condizioni che il Tribunale ritiene appropriate. L ambasciatore inoltre, in un intervista all Ansa, ha sottolineato l eccezionale lavoro fatto fino ad ora dal team legale italiano e, ripercorrendo le ultime tappe della vicenda, ha ricordato che l Italia ha tentato in tutti i modi di trovae una soluzione concordata con l India. Ed è stata la mancata intesa a costringere il governo ad attivare una procedura arbitrale internazionale. Poche settimane dopo ha aggiunto ci siamo rivolti al Tribunale di Amburgo chiedendo una decisione d urgenza in attesa che l arbitrato si concluda. Nel pomeriggio è toccato alla controparte indiana illustrare la propria posizione, espressa dettagliatamente per iscritto nelle Osservazioni depositate al Tribunale di Amburgo e pubblicate sul sito dell istituzione (come anche quelle italiane). La decisione del Tribunale non arriverà prima di due o tre settimane, che presumibilmente trascorreranno, data l antifona, in continui botta e risposta. Legali e forse anche politici. ANCORA UNA VOLTA LA BASE SI RIBELLA AI VERTICI CONTRO LE POSIZIONI UFFICIALI M5S: l immigrazione e la censura Ogni qual volta si devia dalle tematiche più care alla sinistra, o tutt al più al giustizialismo, e nel Movimento 5 Stelle son dolori. Puntualmente lo schema si è ripresentato anche a valle dell intervento del consigliere comunale di Torino, Vittorio Bertola, che proponeva quattro giri di vite sull immigrazione. Sotto il cielo a cinque stelle è stato tutto uno strepito, grida di dolore per voler abbandonare i migranti, mentre fuori dai recinti di meet up ed altri luoghi più o meno virtuali di discussione dei seguaci grillini venivano alla luce ben poche e sommesse critiche al verbo espresso dal blog. Ma la censura è arrivata, senza sconti. E sempre dal blog il senatore Maurizio Buccarella ha dovuto così apprendere che le sue elucubrazioni affidate alla bacheca di facebook non erano sfuggite ai vertici del M5S. E son stati dolori. Va ricordato al cittadino Buccarella che nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c è differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull immigrazione. Sempre la voce ufficiale penta stellata, quella registrata dalla casa leggio & Associati, ha anche ricordato che la posizione ufficiale è ben altra. Anche se poi, sul reato di immigrazione clandestina, in Parlamento ne emerse un altra ancora e il tentativo di Grillo di sconfessarla col voto on line fece emergere come la base sia irrimediabilmente schiacciata su posizioni terzomondiste a prescindere. Giova del resto riportare ciò che lo stesso Buccarella ha detto su facebook e che gli è valso la reprimenda: e cioè l accusa al post a firma di Bertola, pubblicato sul sacro blog, di essere stato scritto da chi non conosce a fondo la materia ed ha ceduto alle semplificazioni non informate che tanto forte possono parlare alla pancia di tanti connazionali italici. R.V. LE INDAGINI INFINITE SUL SEQUESTRO E L UCCISIONE DELLO STATISTA DEMOCRISTIANO Gli abiti di Moro nelle mani del Ris Nuove tecniche per un vecchio caso irrisolto. Anzi, il caso: perché come era già stato anticipato in commissione Moro recentemente dal Presidente Giuseppe Fioroni, l organismo parlamentare d inchiesta ha dato incarico al Ris dei carabinieri di indagare su alcuni reperti di via Gradoli tenendo conto anche del profilo genetico di Aldo Moro. Secondo quanto riferito da più fonti nella recente relazione sul tema sarebbero stati prelevati alcuni reperti per compararlo con il profilo genetico di Moro, compresi gli abiti che il Presidente indossava quando venne ucciso. Nel 1978 non esistevano ancora gli esami del Dna e il Ris sta lavorando per estrarre dai campioni il maggior numero di dati. Tutto ciò in vista di un autunno che si preannuncia caldo dal punto di vista delle deposizioni e dell accertamento di altre verità su quei tragici mesi del L ultima pista che in questi giorni viene inseguita è quella che vuole l allora presidente del consiglio prigioniero sì in via Gradoli, ma non nel covo conosciuto delle Brigate RosseUna relazione di lavoro di uno dei magistrati della commissione Moro, Antonia Giammaria, ha riaperto il dossier Gradoli e ora si dovrebbe andare avanti in questa ipotesi di lavoro quantomeno per chiarire la questione e far cadere certe testimonianze accumulatesi nel tempo, tra cui quelle del boss di camorra Cutolo.

4 4 ATTUALITA IL GOVERNATORE VENETO INTERVIENE DOPO CHE IL SEGRETARIO CEI HA DATO DEI PIAZZISTI AD ALCUNI POLITICI Zaia: Perché non aprite i seminari semivuoti? Dito puntato anche contro certe organizzazioni che percepiscono 35 euro per ogni profugo accolto Ai vescovi che predicano accoglienza, compassione e solidarietà chiedo: Siete sicuri di aver fatto tutto quello che dovevate fare per i profughi? Così Luca Zaia, governatore del Veneto, si inserisce nella polemica sull accoglienza degli immigrati che da alcuni giorni a questa parte vede contrapposti i vescovi italiani e una fetta del mondo politico, dopo che Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, ha dato del piazzisti ad alcuni esponenti partitici, con un riferimento neppure troppo velato a leghisti e grillini. Zaia, nel suo intervento, fa riferimento anche a quanto sta accadendo proprio nel Veneto: A Treviso il prefetto aveva chiesto di accogliere i profughi in seminario, ma gli hanno riposto di no, anche se era semivuoto. Li capisco perché due su tre di queste persone non sono profughi e non scappano da guerre. Io sono cattolico, ma esserlo non significa essere bigotti. Rispetto la Chiesa, ma penso che usare termini come piazzisti e altre offese del genere sia prima di tutto un insulto ai cittadini che ci hanno eletto. Che oltretutto qui in Veneto sono quasi tutti fedeli. Ai vescovi che predicano accoglienza, compassione e solidarietà aggiungo: chi è senza peccato scagli la prima pietra". E poi ecco quella che Zaia non ritiene una provocazione, quanto piuttosto una sorta di appello: "Chiedo ai vescovi: siete sicuri di aver fatto tutto quello che dovevate fare per i profughi, visto che chiedete agli altri di fare? Il Pontefice deve predicare il Vangelo e, per definizione, ha sempre ragione, rappresenta Dio in terra. Però è vero che un Papa che ha saputo stupirci, che tutti noi amiamo, dovrebbe secondo me provare a chiamare i preti, senza mediazioni, tentare di parlare con loro, e scoprirà che dicono le stesse cose nostre. I piazzisti da quattro soldi sono quelli che sono stati eletti dal 50% del veneti, che corrispondono, sostanzialmente, a tutti i fedeli. Per cui offendere noi è offendere i veneti". Il governatore del Veneto, intervistato poi da Repubblica, aggiunge un SINGOLARE INIZIATIVA DELLA CONFERENZA ELVETICA Colletta dei presuli svizzeri per le vittime dello Stato Una colletta per le vittime delle cosiddette misure coercitive a fini assistenziali. Domenica prossima 16 agosto, le somme raccolte durante le Messe nelle chiese cattoliche in Svizzera saranno destinate al Fondo per gli aiuti immediati a queste persone. Obiettivo dell iniziativa, spiega un comunicato della Conferenza episcopale elvetica ripreso dal Sir, il Servizio informazione religiosa diretto da Domenico Delle Foglie, aiutare persone che si trovano in situazione finanziaria precaria, vittime, da parte delle autorità statali, di misure di coercizione a fini assistenziali e di collocamenti extrafamiliari. Tra i soggetti in questione figurano altro aspetto per definire il quadro della situazione: "Non spetta a me fare l'avvocato difensore di Salvini, ma penso che lui si riferisse ad alcune associazioni che sono un importante ingranaggio di questa macchina e non alla Cei, che è un'altra cosa. Mi riferisco a quelle organizzazioni che percepiscono 35 euro per ogni profugo che accolgono. minori collocati d ufficio, istituzionalizzati, persone internate attraverso decisioni amministrative, vittime di coercizione (aborto, sterilizzazione o castrazione senza il loro consenso), figli adottati a forza e nomadi. A livello federale sono stati lanciati un disegno di legge e un iniziativa popolare per regolare l aspetto finanziario del destino vissuto da bambini e adolescenti vittime prima del 1981 di misure coercitive, alcuni già in età avanzata, ma i tempi di attesa sono molto lunghi. Per questo è stato istituito un Fondo di assistenza immediata sulla base del diritto privato, alimentato da diverse fonti, tra cui le collette realizzate dalle Chiese riconosciute in Svizzera. Quella della Cei è un'altra partita. È una struttura che ci ha sempre osteggiato perché vede tutto solo dalle stanze di Roma e non ascolta i preti di campagna che sono in prima fila. se oggi la Chiesa predica solidarietà per i profughi, sappia che di questo passo molto presto sarà costretta a predicarla nei confronti degli italiani", conclude Zaia. BOTTA E RISPOSTA SUL MANCATO UTILIZZO DEGLI IMMOBILI RELIGIOSI PER OSPITARE GLI STRANIERI Caritas: Non c è sicurezza, colpa delle Regioni Saltamartini: Perché allora certi Centri vanno bene? Dopo le parole di Luca Zaia, un abbozzo di replica arriva dalla Caritas Italiana, attraverso il responsabile immigrazione Oliviero Forti, rischiando però di aumentare le polemiche, anziché cercare una via concreta per una soluzione, visto che a finire sul banco degli imputati del tribunale messo su dall organizzazione di volontariato che fa capo alla Chiesa cattolica ora sono proprio le Regioni. Che, dal canto loro, sono invece quelle che sul territorio pagano lo scotto maggiore all emergenza profughi. E vero, gli spazi sono tanti afferma Forti tra seminari, canoniche, vecchi istituti ecc. E in generale la chiesa sui territori sarebbe disponibile ad aprirli. Ma non è affatto facile: nella maggior parte dei casi non si possono utilizzare perché non rispondono ai criteri di sicurezza e di igiene stabiliti proprio dalle regioni. Forti prova ad entrare nello specifico, ricordando che mesi fa abbiamo mandato un elenco di strutture potenzialmente disponibili al ministero dell Interno, ma per quasi tutte è stato impossibile avere l accreditamento, c era sempre un problema: la porta non a norma, il bagno non regolare, dimensioni inadeguate E gli interventi richiesti per metterle in regola sono generalmente troppo costosi, o non convenienti sul breve periodo. Per questo il più delle volte, come Caritas, ci troviamo costretti a organizzare un accoglienza diffusa sul territorio, affittando appartamenti e altri locali e ovviamente aprendo tutte le nostre strutture che sono regolari. Secondo la Caritas, serve poi del tempo, e neppure breve, per ovviare alla problematica. Che dunque rischia di trascinarsi all infinito: Se si riuscisse a fare un piano di respiro medio-lungo, si potrebbero prima individuare le strutture, poi definire i criteri condivisi per la loro messa a disposizione e poi organizzare la necessaria formazione e gli altri aspetti logistici. Ma a Oliviero Forti risponde per le rime Barbara Saltamartini, deputato della Lega Nord: ''Non si può continuare a fare del buonismo la bandierina per nascondere l'incapacità del governo sulla gestione dell'immigrazione. Salvini con realismo ha detto che il nostro paese e' al collasso e chi lo nasconde e' in malafede. Così come non e' pensabile che la Caritas cerchi di giustificare il mancato utilizzo Oliviero Forti, Caritas Italiana, e Barbara Saltamartini, della Lega di siti religiosi che, a dire del suo direttore del settore immigrazione Oliviero Forti, non avrebbero le condizioni di agibilità, sicurezza e igiene necessari per una accoglienza decorosa. Allora qualcuno ci spieghi perché in quegli edifici no ma nei mezzanini delle nostre stazioni, nelle tendopoli o in alcuni centri nati appositamente, come il 'Baobab' di Roma che accoglie il triplo dei posti disponibili, invece si può fare accoglienza fregandosene dei requisiti minimi di sicurezza e igiene?''. ''Per non parlare poi dei tanti siti autorizzati da alcuni prefetti, come la scuola di casale San Nicola nella periferia nord della Capitale dove sono arrivati 60 immigrati senza che ci fossero garanzie di agibilità e di sicurezza dell'immobile e nella zona - aggiunge -. E questa vogliono farci credere sia solidarietà? Non lo e', e' solo pelosa accoglienza figlia di un ipocrita buonismo di facciata. In tal senso Forti non perda il suo prezioso tempo nello spiegare alla Lega che l'accoglienza non si improvvisa, lo vada a dire a Renzi e Alfano che continuano a sottovalutare il problema, a scaricarlo sui sindaci, essendo loro incapaci di dare una risposta nazionale seria e soprattutto di arrestare un esodo che l'italia non può più sopportare'' conclude la Saltamartini.

5 5 ESTERI OBIETTIVO ESSENZIALE È AVANZO PRIMARIO DELLO 0,5% NEL 2016 E DELL 1,75% NEL 2017: EUROGRUPPO FISSATO PER VENERDÌ PROSSIMO Grecia, l accordo c è Trentacinque le misure prioritarie, tra cui liberalizzazione del mercato energetico, revisione del sistema previdenziale, tagli ai prezzi dei medicinali generici di Emma Moriconi Grecia-creditori, l'accordo c'è, almeno in termini tecnici: lo riferisce l'agenzia Ana che precisa come si tratti di un passo importante verso un'intesa globale relativamente al terzo pacchetto di aiuti del valore di 82 miliardi di euro, oggetto delle trattative di questo periodo tra la penisola ellenica e Ue, Bce e Fmi. Secondo una portavoce della Commissione europea, però, mancherebbe ancora l'accordo politico. Comunque, a quanto si apprende, dall'incontro notturno è emerso che la Grecia registrerà nel 2015 un deficit primario pari allo 0,25% del Pil, il prossimo anno un avanzo primario dello 0,5% del Pil, nel 2017 dell'1,75% e nel 2018 del 3,5%. Questi obiettivi di bilancio rappresentano una condizione essenziale per il nuovo pacchetto di aiuti. Lo spread greco crolla e cede così 100 punti base passando da oltre a 949: è l'effetto protocollo d'intesa che attende ora la pronuncia del parlamento ellenico e degli altri Paesi, Germania in testa. Entro la fine della settimana ne sapremo di più, nel frattempo la borsa ellenica riprende quota con l'indice Athens General che risale sopra i 700 punti e con Attica Bank tra i titoli migliori con +14% e il titolo della National Bank of Greece con un progresso del 6,6%. La Grecia rimarrà così nell'eurozona, anche se a quanto riferisce il ministro delle Finanze Tsakalotos restano aperte "due o tre piccole questioni", saranno i team tecnici a discutere i dettagli delle misure prioritarie. A quanto risulta, l'intesa è stata raggiunta sulla funzione del fondo di privatizzazione e sull'amministrazione dei non performing loans. Trentacinque le misure "prioritarie", a quanto riferisce il quotidiano Kathimerini, tra cui la liberalizzazione del mercato energetico, la revisione del sistema previdenziale con l'eliminazione delle pensioni anticipate, tagli ai prezzi dei medicinali generici e realizzazione di riforme proposte dall'ocse. Restano ancora in sospeso i temi degli aumenti delle tasse e delle misure sui risparmi e sulle privatizzazioni. In ogni caso occorre ancora una valutazione politica, che sarà il tema delle telefonate che Juncker ha in programma con la cancelliera Merkel e con il presidente Hollande, prevista anche a tal fine una teleconferenza degli sherpa Ecofin, a quanto riferisce una portavoce della Commissione. L'Eurogruppo comunque si riunirà venerdì prossimo per dare il via libera. A riferirlo è Bloomberg basandosi su una dichiarazione del premier spagnolo Mariano Rajoi. Fonti governative greche si dicono soddisfatte per gli accordi raggiunti, che stimano più "morbidi" rispetto alle condizioni che erano state richieste al governo precedente. Sempre secondo le stesse fonti, inoltre, l'accordo, una volta siglato, fornirà liquidità per rifinanziare il debito fino al primo semestre 2018 oltre a denaro "fresco" al mercato che potrà rivitalizzare il sistema imprenditoriale. Inoltre, dicono, contempla una ricapitalizzazione del sistema bancario per la fine dell'anno, con i primi 10 miliardi di euro che eliminerà così il pericolo di ritiro dei depositi. Hanno poi specificato che il governo ha ottenuto "il mantenimento fino alla fine dell'anno della moratoria per gli sfratti abitativi oltre che evitare che i portafogli di crediti inesigibili delle banche siano venduti a fondi privati". AFGHANISTAN Usa, assistente di Obama arrestata e sospesa Aveva minacciato il fidanzato con una pistola: per ora le è stato interdetto l accesso alla Casa Bianca Sarebbe la gelosia il movente che ha spinto Barvetta Singletary, 37 anni, assistente del presidente Obama, a minacciare il suo fidanzato con una pistola. La donna è stata sospesa dal servizio senza stipendio e le è stato revocato il permesso di accesso alla Casa Bianca. Dopo l'arresto la donna è stata scarcerata dopo il pagamento di una cauzione che era stata fissata a 75mila dollari. Barvetta Singletary era entrata alla Casa Bianca lo scorso anno ed era stata inizialmente vice capo dello staff e direttore politico dell'ufficio del deputato della Carolina del Sud James Clayburn. La vicenda viene riferita nei dettagli dal Washington Times: Barvetta avrebbe inviato un messaggio al suo fidanzato, che è un agente di polizia di Capitol Hill, per invitarlo a casa sua per avere con lui un rapporto intimo. I due, poi, in macchina avrebbero discusso: lei lo avrebbe accusato di avere altre relazioni, gli avrebbe sottratto la pistola di servizio e il cellulare, gli avrebbe richiesto la password per leggere tutti i messaggi presenti sul telefono: "Mi hai insegnato come usarla - gli avrebbe detto - non pensare che non lo farò". Secondo la Nbc l'uomo le avrebbe negato il permesso di leggere i contenuti degli sms sul suo cellulare e lei avrebbe perso la testa. Poi avrebbe sparato un colpo a terra, pare solo per spaventarlo, senza colpirlo. Lui sarebbe riuscito a fuggire e a chiamare il 911. Da qui l'intervento della polizia e l'arresto della donna. G.F. DOW JONES CEDE LO 0,39, S&P CALA DELLO 0,41, NASDAQ A -0,64, MALE LE BORSE EUROPEE: SOLO ATENE BENEFICIA DELL EFFETTO-ACCORDO La Cina svaluta lo yuan, Wall Strett ne risente L esperto Hamaui: mossa pericolosa, ci saranno reazioni, gli Stati Uniti non staranno a guardare La Cina svaluta lo yuan del 2% e i mercati reagiscono immediatamente: nel pomeriggio di ieri Wall Strett ha registrato un avvio negativo con il Dow Jones che cede lo 0,39 a ,95 punti, S&P che cala dello 0,41% a 2.095,56 punti e il Nasdaq che perde lo 0,64 a 5.069,12 punti. La decisione è stata presa dalla Cina al fine di rilanciare l'export e con esso l'economia cinese. Una maxisvalutazione che influisce sulle Borse Europee, con Francoforte a -2,45 e Parigi a -1,73. Perdono anche Madrid (-1,26) e Milano (-0,79). Atene, per l'effetto accordo con i creditori, registra invece un +1,04. Anche i listini Usa vanno giù, con Daimler a - 4,89, Porsche a -4,22, Bmw a - 4,07. In controtendenza Google che registra un +4,73%. La mossa della Cina però non convince l'economista Rony Hamaui, docente di economia monetaria all'università Cattolica di Milano: secondo il professore infatti si tratta di una mossa "aggressiva" che porterà conseguenze sul piano degli equilibri politici internazionali e non solo dal punto di vista economico. Secondo l'esperto la mossa non è da sottovalutare e "rischia di innescare una corsa alla svalutazione" non solo nei Paesi dell'area di Asia e Pacifico. Infatti l'evento ha destabilizzato profondamente i mercati nella giornata di ieri, e secondo quanto riferisce il professore all'adn Kronos, è dovuto "alle difficoltà delle autorità cinesi di trovare una soluzione alla recessione". Infatti l'ultimo dato relativo alle esportazioni riporta un calo a luglio dell'8,3% rispetto all'anno scorso e, "se un Paese svaluta, altri lo seguiranno e, guardando al passato, le guerre commerciali giocate sulle tariffe sono molto delicate e spesso hanno portato a equilibri peggiorativi per i Paesi coinvolti". Inoltre, dice ancora Hamaui, "gli Stati Uniti non rimarranno indifferenti e potrebbero intervenire con sanzioni" che ostacolerebbero le importazioni cinesi. Il professore si dice poi stupito: "Finora i cinesi erano molto prudenti nel prendere decisioni di questo tipo. La svalutazione operata è invece molto brusca e molto forte", ha sottolineato. em UNA DODICENNE ARRESTATA, UN AFROAMERICANO DI 15 ANNI UCCISO A INDIANAPOLIS NELLA NOTTE DI DOMENICA SCORSA Ferguson, è stato d emergenza Dopo le manifestazioni in memoria di Michael Brown scattano i fermi e i manifestanti reagiscono AFerguson non c'è tregua: mentre continuano le manifestazioni in memoria di Michael Brown, il giovane afroamericano ucciso un anno fa da un agente di polizia, gli agenti hanno effettuato numerosi arresti scatenando la rabbia dei manifestanti. Tra questi è stata arrestata una ragazzina di 12 anni, che ha scatenato i dimostranti al grido di "no alla violenza" e rimarcando che la giovane ha la stessa età del ragazzino ucciso da un poliziotto nell'ohio. A Indianapolis un ragazzo afroamericano di 15 anni è stato ucciso nella notte di domenica scorsa a colpi di arma da fuoco, si chiamava Andrew Green, non si era fermato a uno stop e aveva accelerato per fuggire a bordo di un'auto forse rubata. Ancora in condizioni gravi Tyrone Harris, 18 anni, ferito da agenti che avevano rilevato che era armato e che avrebbe sparato nella loro direzione. Questo resoconto è stato contestato dal padre, che sostiene che il giovane non possedeva armi: ora il ragazzo è stato operato ma resta grave. Dopo gli incidenti è stato dichiarato a Ferguson lo stato di emergenza. Decine gli arresti, tra cui quello del professore emerito all'università di Princetown e del reverendo Osagyefo Sekou. Nel corso della protesta due poliziotti sono stati feriti. I cortei si erano svolti fino a domenica sera in modo pacifico, poi uno scontro a fuoco (a quanto pare fra due gruppi rivali a West Florissant Aveneu) e episodi di violenza hanno caratterizzato le ore successive. Secondo il ministro della Giustizia americano Loretta Lynch "la violenza oscura ogni messaggio di pace, e mette la comunità e gli agenti che cercano di proteggerla in pericolo". Secondo il capo della polizia Jon Belmar "erano criminali, non manifestanti. I manifestanti sono coloro che parlano di come cambiare. Non ci possiamo permettere nessun tipo di violenza in giornate come queste - ha aggiunto - ma neanche in nessun altro momento se vogliamo muoverci nella giusta direzione". Nella giornata di ieri, però, ancora la violenza ha caratterizzato il territorio, con un uomo che ha aperto il fuoco contro due ragazzi di 17 e 19 anni che camminavano sul marciapiede nei pressi del luogo in cui Michael Brown è stato ucciso lo scorso anno. Sono feriti ma non in pericolo di vita. Benedetta Fontanesi

6 6 STORIA CONDANNE, ARRESTI, CENSURE, SEQUESTRI, POLEMICHE CARATTERIZZANO IL SOGGIORNO TRENTINO DI MUSSOLINI Sfrattato dall Austria Se per noi fu disgrazia, fu per lui un onore; l essere stato a noi violentemente tolto è ragione di maggiore amicizia, di maggiori vincoli fraterni di Emma Moriconi Il periodo trentino, insomma, procede tra botte da orbi sul giornale, condanne, arresti, carcere, censure, sequestri, processi, polemiche e anche qualche scazzottata. Ad agosto Benito Mussolini si prende sette giorni di arresto per aver definito don Tommaso Barra "cane idrofobo", per esempio. Ma il clima è teso, molti trentini erano insofferenti alle prepotenze austriache, al punto che un gruppetto di giovani rivoluzionari si organizzarono per far saltare la sede della polizia: tra essi uno diserterà le file dell'esercito austriaco durante la Grande Guerra per arruolarsi volontario negli alpini, un altro se ne andrà a Fiume e morirà nel famoso Natale di sangue. Di questo tentativo rivoluzionario violento di far saltare la sede della polizia riferirà tal Cesare Berti, che all'epoca aveva 23 anni ed era a capo del "comitato segreto". Ne riferiscono Pini e Susmel, dirà: "Non solo Mussolini non faceva parte del complotto per far saltare la polizia austriaca, ma, quando era tutto pronto e la bomba sperimentata, fu proprio Mussolini che mi dissuase a compiere il gesto adducendo che non era il momento politicamente opportuno. Prima di lui Augusto Avancini, l'avvocato Piscel e Cesare Battisti, che erano i dirigenti politici, avevano tentato l'impossibile per farmi recedere almeno per il momento dal tentativo. In verità fu solo Mussolini che seppe trovare argomenti tanto persuasivi da convincermi a rinviare l'azione. Quindi gli eventi precipitarono: Mussolini fu arrestato, processato e sfrattato dall'austria; io, arrestato, tradotto a Vienna e trattenuto in carcere per una fila di mesi interminabili. Riavuta la libertà (ottobre 1910) riparai a Forlì facendomi dichiarare disertore Mussolini, al centro con il cappello bianco, sfrattato dall Austria, 1910 (dalla mostra Il Giovane Mussolini, Predappio 2014) dall'esercito austriaco". Di certo la penna sferzante di Mussolini, nella ancora austriaca Trento dava parecchio fastidio: aveva messo a nudo le debolezze e le miserie di certa classe sociale senza peli sulla lingua, aveva agitato le acque, "una reazione delle forze da lui disturbate - scrivono Pini e Susmel - non poteva tardare". Mussolini lo sapeva benissimo, ma questo - neanche a dirlo - non servì certo a fermarlo e nemmeno a renderlo più prudente. Anzi. Ad agosto venne annunciata la visita di Francesco Giuseppe, poteva Benito starsene tranquillo? No di certo. Ecco cosa scrisse: "Pagnottisti, è suonata la vostra ora! Chi vuole intascare 70 corone (diconsi settanta corone) e vuol fare gratis un viaggetto fino a Innsbruck a mangiare a ufo Knolden e Sauerkjraut non ha che da iscriversi nei ruoli hoferiani. Ogni città, ogni paese ha l'emissario che provvede alle spese di chi andrà a Innsbruck a fare 'il buon patriota tirolese'. mancano, è vero, i denari per le strade, per gli acquedotti. Ma per mandare a Innsbruck degli idioti pronti a proclamarsi tirolesi, i quattrini ci sono. Avanti, dunque, o pagnottisti". Nel giorno della visita dell'imperatore vennero sottratte dalla Banca cooperativa di Trento 380mila corone. Siccome si pensò ad un complotto irredentista, le carceri vennero riempite di gente e moltissime furono le perquisizioni. In casa di Mussolini non trovarono assolutamente nulla che potesse far pensare ad un suo pur lontano coinvolgimento, però nel cassetto del direttore dell Alto Adige Mario Scottoni era stata rinvenuta una lettera di Mussolini con allegata una copia dell'avvenire del Lavoratore originale, priva dunque della censura, che Benito aveva spedito a Scottoni per fargli comprendere "l'arbitrio e la violenza". Insomma con la scusa dell'ammanco di denaro alla Banca, era stata ispezionata la sua casa e tutte le sue carte erano state sequestrate. Tra queste carte c'era un'opera teatrale scritta da Mussolini e della musica. Il fatto suscitò molte polemiche, in molti si sollevarono in difesa del giovane che riscuoteva molte simpatie. A settembre Mussolini venne interrogato e riferì che si era "limitato a sollecitare, con la lettera a Scottoni, la solidarietà - non ottenuta - di un collega contro atti vessatori dell'autorità", come riferiscono Pini e Susmel, che aggiungono: "Le copie del giornale erano allegate in busta chiusa, quindi non abusivamente diffuse". Chiese la libertà provvisoria, e invece venne sfrattato. Non solo: gli venne impedito di incontrare il suo difensore e così non poté fare ricorso. E pensare che di lì a qualche anno daranno del dittatore a lui... inutili furono i reclami dell'onorevole Avancini, inutili le mobilitazioni delle assemblee operaie, le proteste dei deputati socialisti Adler e Pittoni: Mussolini fu, si, assolto alla fine di settembre, a Rovereto, con formula piena, ma fu trattenuto in carcere. Ancora proteste, lui in carcere fece lo sciopero della fame, un tentativo di pignoramento finì in nulla di fatto perché era talmente povero che in casa sua non venne trovato nulla di pignorabile. Insomma, un bel giorno - era il pomeriggio del 26 settembre - Mussolini venne liberato. Per essere messo su una carrozza e rimandato in Patria. "La polizia aveva cercato di fare le cose clandestinamente - racconterà lo stesso Benito tempo dopo - ma pur tuttavia la notizia del mio sfratto doveva essere trapelata poiché quando la carrozza uscì dal portone delle carceri parecchie decine di persone mi salutarono e mi acclamarono". Mussolini giunse così ad Ala, e da lì giunse a Verona. Il giorno dopo il Trentino viveva uno sciopero generale di protesta contro lo sfratto di Benito Mussolini dall'austria: "Sciopero impressionante e solenne. Tutta la stampa italiana e austriaca si occupò diffusamente del mio sfratto voluto dal clericalismo trentino alleato colla polizia regio-imperiale", scriverà. Cesare Battisti scrisse sul Popolo: "Di lui, della sua fierezza romagnola, della sua vivida intelligenza, della sua forte cultura, non ci è dato dire quel che vorremmo, mentre la censura si ostina a vedere ovunque, nei giornali nostri la ribellione all'ordine e al potere costituito. Questo solo diremo: l'essere stato sfrattato se per noi fu disgrazia, fu per lui un onore; l'essere stato a noi violentemente tolto è ragione di maggiore amicizia, di maggiori vincoli fraterni". MANIFESTAZIONI E SCIOPERI SEGUONO LA PARTENZA DEL GIOVANE SOCIALISTA, IN MOLTI GLI DIMOSTRANO SOLIDARIETÀ Una missione terribile, grave, sublime Il mio grazie si riassume in una promessa: continuerò a scrivere su questo giornale che è l arma migliore della nostra battaglia quotidiana Il buon Cesare Battisti non sa ancora quanto infausta sarà per lui la partenza di Benito: al suo posto, come caporedattore, il direttore del Popolo chiama tal Vasilico Vergani. Benito non ne è per niente contento: "Nel conoscere il nome di colui che mi ha sostituito ho cominciato a vergognarmi di aver fatto parte del Popolo, tua bandiera purissima", scriverà all'amico. Vergani, che Margherita Sarfatti descriverà come "il Giuda che nell'ora dell'imminente supplizio tradì, vendette, vituperò il suo benefattore", avrà infatti delle responsabilità nell'assassinio di Cesare Battisti nel 1916, ma ne parleremo. Dall'Italia Benito scrive ai compagni trentini: "Abbiamo un'opera immensa da compiere: la creazione di un nuovo mondo! Come affermò Sorel, la nostra missione è terribile, grave, sublime". Ancora: "Io devo ringraziarvi delle vostre prove di solidarietà a mio favore. E il mio grazie si riassume in una promessa: continuerò a scrivere su questo giornale che è l'arma migliore della nostra battaglia quotidiana. Il nome dello sfrattato tornerà ancora sovente sotto gli occhi di avversari e procuratori. Mi farò ancora sequestrare. Sarò ancora spiritualmente unito con voi. Separazione nello spazio, non è separazione di anime". Di questo periodo della giovinezza di Benito Mussolini possiamo relazionare al lettore di alcune preziose testimonianze che potemmo visionare lo scorso anno a Predappio, esposte alla mostra dedicata al giovane Mussolini della quale abbiamo spesso parlato in questi giorni. Per esempio un oggetto di estremo interesse è il calendario socialista del 1910, una pubblicazione tascabile che nella quarta di copertina reca il ritratto di Benito Mussolini e all'interno altre immagini relative a personaggi locali noti al tempo, come Domenico Gasperini, Paolo Maraini, Valentino Pittoni, Raimondo Scabar, Giovanni Oliva e Augusto Avancini. Per chi fosse interessato al materiale che venne esposto lo scorso anno, è ancora disponibile anche in libreria il volume "Il giovane Mussolini, La Romagna, la formazione, l'ascesa politica", a cura di Maurizio Ridolfi e Franco Moschi, edizioni Neriwolff, che raccoglie immagini e testi esposti presso la casa natale di Mussolini a Dovia nel Ancora una cosa occorre dire del periodo trentino. È questa l'epoca in cui Benito conosce Ida Dalser. Di lei abbiamo già parlato, ma sarà necessario parlarne ancora, e in maniera approfondita, quando entrerà nella vita di Benito in maniera incisiva per i noti fatti relativi alla nascita di Benito Albino e alla pazzia di entrambi. Lo faremo, come sempre, con i documenti alla mano e con la verità dei fatti così come Terracotta raffigurante Cesare Battisti (mostra Il Giovane Mussolini, Predappio 2014) emergono dai dati oggettivi e non da illazioni e fantasie più o meno degne.

7 7 DA ROMA E DAL LAZIO CHIUSO IL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA CARDIOLOGICA DEL GRASSI, DOVE SONO CROLLATI DEI PANNELLI DEL CONTROSOFFITTO PER INFILTRAZIONI D ACQUA Gli ospedali di Roma? Cadono a pezzi Storace contro Zingaretti: Strutture lasciate marcire da chi governa. Cose da terzo mondo aggiunge Forza Italia di Giuseppe Sarra Gli ospedali del Lazio cadono a pezzi. E successo al Grassi di Ostia la notte tra lunedì e martedì, dove è stata necessaria la chiusura per allagamento dell unità di terapia intensiva cardiologica (Utic). Nel reparto c erano 6 posti letto della terapia sub-intensiva e una parte del centro di rianimazione post operatoria in cui erano ricoverati due pazienti, subito trasferiti. In entrambi i casi si è verificata la caduta di pannelli del controsoffitto. Miracolosamente, nessun paziente è rimasto ferito. Ma il crollo poteva avere conseguenze ben peggiori. Improvvisamente dal soffitto, racconta un operatore della struttura ospedaliera, è iniziata a sgorgare acqua come un fiume in piena. E proprio il tetto soprastante, oggetto di numerose polemiche, era stato interessato da lavori di manutenzione durati diversi anni, costanti ben mezzo milioni di euro, sul quale giacevano gli impianti tecnici, poi spostati, il cui peso avrebbe potuto compromettere la stabilità del piano. Nei padiglioni del nosocomio sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, allarmati dai carabinieri di Ostia, per le operazioni di rito. Nel frattempo montano le polemiche. Alla vigilia del Giubileo il crollo nell ospedale Grassi non è il miglior biglietto da visita. Purtroppo la maggioranza è scappata di notte dal consiglio regionale e quindi rimangono solo i comunicati stampa dei cantori di Zingaretti, ha attaccato Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha aggiunto: Oltre ai capolavori relativi a strutture evidentemente lasciate marcire da chi governa. In cabina di regia, ad Ostia, pessimo film, ha sentenziato il capogruppo regionale de La Destra. Duro anche Antonello Aurigemma, numero uno di Forza Italia alla Pisana. Da un lato Zingaretti continua a fare annunci che non si trasformano in realtà, dall altro certifica, con le sue promesse, la sua completa distanza dal territorio. Non è pensabile - ha sottolineato Aurigemma - che due gocce d acqua bastino a fare chiudere un reparto fondamentale per un territorio che in estate ospita un milione di persone e costringendo chi patisce patologie cardiache acute a recarsi in un altra struttura a chilometri di distanza e di fatto mettendo a rischio la propria vita. Gli ha fatto eco Adriano Palozzi, consigliere regionale azzurro, chiedendo a Zingaretti di spiegare ai cittadini come nel terzo millennio possano accadere ancora cose da terzo mondo. Solo nel tardo pomeriggio di ieri, la direzione della Asl Roma D ha puntualizzato che nelle prime ore di questa mattina i pazienti riprenderanno il loro posto in Cardiologia. L attività sia ordinaria che di urgenza del reparto non ha mai subito alcuna interruzione. La struttura attualmente è funzionante nel suo complesso. Un mese fa, invece, a Sezze (Latina) era crollato un solaio della Casa della Salute, non ancora operativa, inaugurata dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e dal direttore generale dell Asl locale Michele Caporossi lo scorso febbraio. CHIESTO IL GIUDIZIO PER LE 44 PERSONE RAGGIUNTE DALL ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NELLA SECONDA TRANCHE Mafia capitale: la Procura accelera La Procura velocizza i tempi e chiede, per la seconda volta, il processo immediato per Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, ritenuti a capo dell organizzazione dagli inquirenti, insieme ai 44 indagati raggiunti dall ordinanza di custodia cautelare nella seconda tranche dello scandalo di Mafia capitale. La richiesta è stata depositata ieri al giudice delle indagini preliminari a carico delle 44 persone, tra cui il ras delle coop e l ex Nar, raggiunte il 4 giugno dal provvedimento di custodia cautelare, firmato dal gip Flavia Costantini, per associazione per delinquere ed altri reati. I due sono già coinvolti nella prima tornata di arresti del 3 dicembre scorso della stessa inchiesta, cui il gip ha già fissato il processo per 34 persone per il prossimo 5 novembre davanti alla X sezione penale. Nella seconda tranche, invece, sono finiti anche l ex presidente dell Assemblea capitolina Mirko Coratti (Pd), l ex assessore capitolino alla Casa Daniele Ozzimo (Pd), l ex consigliere comunale Giordano Tredicine e l ex consigliere regionale Luca Gramazio. Gli indagati respingono comunque i fatti contestategli, prendendo le distanze dal presunto sodalizio criminale ipotizzato dall accusa. Nel corso degli interrogatori, il gip ha tentato di capirne di più sui presunti favoritismi nei confronti della coop 29 giugno. Ozzimo, come gli altri indagati, lo ha escluso fortemente, e lo dimostrerebbero le delibere e i verbali di giunta dai quali si evince che tutti gli atti sono stati assunti in modo collegiale, aveva spiegato l ex assessore alla Casa di Marino nell interrogatorio di garanzia. Naturalmente conosceva l ex presidente della cooperativa, aveva rapporti con lui e c è stato un contributo elettorale di 20mila euro regolarmente riportato a bilancio, ha chiarito l avvocato Luca Petrucci più volte. Con l ex assessore della giunta Marino aveva rapporti di natura esclusivamente politica - aveva detto il legale al termine dell interrogatorio di garanzia del suo assistito - Buzzi era un iscritto al suo circolo da diversi anni. ARRESTATI DUE STRANIERI IN VIA DELLE COPPELLE. BLITZ DEI CARABINIERI DOPO LE SEGNALAZIONI DEI CITTADINI Rifornivano di cocaina anche due centurioni Rifornivano di droga pure due centurioni, con tanto di corazza ed elmo, che attendono i turisti per una foto nei pressi dei monumenti della Capitale. Un via vai notato dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Centro, che hanno pizzicato in fragranza di reato un kosovaro e un albanese, di 22 e 23 anni, entrambi pregiudicati e domiciliati in un appartamento in via delle Coppelle. Dovranno scrollarsi di dosso l accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari stavano tenendo sotto controllo l abitazione degli stranieri dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di alcuni cittadini preoccupati del continuo flusso di gente che si registravano a tutte le ore del giorno e della notte. Durante i servizi di osservazione, i carabinieri hanno constatato che gli occupanti dell appartamento erano soliti passare intere ore affacciati alla finestra e confabulare con alcuni passanti, che venivano fatti entrare nel portone dello stabile per poi uscirne dopo pochi minuti con le dosi in tasca. Nel corso del servizio di osservazione, i militari hanno visto entrare anche un uomo travestito da centurione romano che, dopo aver scambiato cenni d intesa con uno dei due occupanti dell appartamento, ha preso al volo un mazzo di chiavi, lanciatogli dalla finestra, con il quale ha aperto il portone dello stabile. Dopo pochi minuti, il centurione è uscito dal condominio, ma poco lontano è stato fermato e controllato dai carabinieri che lo hanno trovato in possesso di alcune dosi di cocaina. Pochi minuti dopo, è arrivato un secondo centurione, che si è presentato all uscio dei pusher effettuando la stessa procedura del collega. A differenza di quest ultimo, però, ha commesso l ingenuità di lasciare aperto il portone alle sue spalle, consentendo ai carabinieri di far scattare il blitz, che bloccato i pusher, il centurione e un terzo uomo, trovato in casa mentre stava consumando della cocaina. Nell appartamento, i militari hanno trovato oltre 30 grammi di cocaina, nascosti nel frigorifero della cucina, e euro in contanti. Un centurione è finito nei guai per aver tentato di coprire i suoi fornitori nel corso dell interrogatorio. Nei suoi confronti è scattata la denuncia a piede libero per favoreggiamento.

8 8 ECONOMIA MEDIOBANCA: IL 70% DI QUANTO PRODUCONO LE GRANDI AZIENDE È ESTERO SU ESTERO, CIOÈ NON COINVOLGE IMPIANTI E MANODOPERA NAZIONALE Istat, economia ancora stagnante Tra le cause, il rallentamento del commercio internazionale. Difficile ripresa per costruzioni e mercato del lavoro di Emma Moriconi Il sistema italiano "cresce a ritmo moderato" e l'influenza è determinata "in parte dal rallentamento del commercio internazionale". Ad esprimersi in questi termini è l'istat nella sua nota mensile in cui sottolinea che "le difficoltà di ripresa delle costruzioni e del mercato del lavoro" contribuiscono "a moderare gli impulsi positivi". Secondo l'istituto, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana segna a maggio una modesta diminuzione confermando il rallentamento degli ultimi mesi" e aggiunge che "ai segnali positivi provenienti dall'industria manifatturiera e dalla domanda interna si contrappongono i risultati negativi delle costruzioni e la mancata ripresa dell'occupazione. L'evoluzione dei prezzi - aggiunge - rimane caratterizzata da una generale moderazione" e "la riduzione della produttività e del contributo del capitale per ora lavorata potranno costituire degli ostacoli alla ripresa". Secondo il rapporto, "dall'inizio dell'anno, i livelli occupazionali sono rimasti sostanzialmente stazionari" e "il segnale positivo rappresentato dall'incremento del tasso dei posti vacanti non si è ancora concretizzato in una crescita dell'occupazione". Tra gli ostacoli alla ripresa - sempre secondo l'istat - ci sono "la riduzione della produttività e del contributo del capitale per ora lavorata". E anche secondo Mediobanca il panorama non è per niente roseo: "Nelle attività delle grandi aziende - fa sapere infatti - il potere di acquisto dal 2006 è sceso del 2,3%, con segnali di tenuta solo nella manifattura". Lo scorso anno infatti le vendite, per le grandi imprese produttrici in Italia, sono scese del 2,2%, del 4,3% sul solo mercato interno. Anche l'occupazione cala dell'1,1%: a renderlo noto un rapporto di Ricerche & Studi di Mediobanca che per il 2015 prevede un miglioramento nei soli investimenti rivelando notevole preoccupazione relativamente all'occupazione: i dati in merito sulle 2055 maggiori imprese dell'industria e dei servizi sono negativi infatti dal 2008, e da allora nessun segnale positivo è stato rilevato. Il 2008, l'anno di inizio della grande crisi, segna infatti l'inizio dei tagli che in Italia sono stati da allora dell'8,5% del numero di operai. Nella sola manifattura si parla del 12,3%. Quanto agli impiegati, il taglio è stato in questo periodo del 2%. I gruppi di proprietà estera sono quelli che hanno ridotto maggiormente i dipendenti, con tagli del 19% degli operai e di quasi l'8% degli impiegati. Non solo: il potere di acquisto dal 2006 è sceso del 2,3% e solo la manifattura pare aver tenuto con un +1% e con un costo del lavoro nei gruppi pubblici che si attesta di media oltre il 25% rispetto ai privati. Sempre secondo i dati rilevati da R&S Mediobanca, le imprese di pelle e cuoio hanno incrementati i fatturati di oltre il 33%, le imprese di costruzione del 26%, il conserviero del 21% e l'alimentare in genere tutto in positivo. A -38% invece sono calati i prodotti per l'edilizia, a -36% stampa ed editoria, -24% i ricavi nelle telecomunicazioni. Gli investimenti invece sono cresciuti del 9%, la manifattura del 4%, mentre i servizi sembrano lentissimi ad uscire dalla crisi. I dati comunque sono pessimi: dal 2005 le attività italiane hanno tagliato il 31% di investimenti. Le aziende pubbliche calano del 43%, il terziario del 52%. Sempre a quanto riferisce l'indagine Mediobanca, l'occupazione ha sofferto moltissimo, l'industria paga ancora lo scotto sebbene qualche segnale di ripresa pare avvistarsi all'orizzonte. L'indagine è stata condotta su società di medie e grandi dimensioni: il campione è infatti costituito da tutte le aziende con più di cinquecento dipendenti e circa 20% di quelle medie, da 50 a 499 addetti; e al centro dell'attenzione c'è il decennio L'occupazione, in generale, comunque, è sotto dell'8,5%, mentre il manifatturiero perde il 12,3% e le imprese grandi calano del 10,2%. Le medie imprese, invece, perdono ma "solo", se così si può dire, l'1,4% dell'occupazione. D'altro canto registrano un incremento del 6,6% degli impiegati. Solo il terziario sale con dipendenti in aumento del 10,2%. Altro dato che emerge è il ritiro delle banche dal settore industriale: le imprese sono riuscite infatti a finanziarsi con forme alternative, prevalentemente obbligazioni: questo dato è relativo all'ultimo biennio. A conti fatti, e tirando le somme, le vendite sono scese del 2,2% nel 2014 e l'occupazione è ulteriormente calata dell'1,1%. Altro dato che fa pensare, infine, è che il 70% si quanto prodotto dalle grandi imprese italiane è "estero su estero": per dirla in parole povere, il 70% di quanto le grandi aziende producono non coinvolge impianti e manodopera italiana. E forse questo è l'aspetto più triste. Mutui: i tassi calano ma restano elevati Interessi più alti del 9% rispetto all area dell Euro, altro record negativo per l Italia: seconda solo ai Paesi Bassi di Giuseppe Sarra CASA - LO STUDIO DELLA CGIA DI MESTRE ABITUDINI CHE CAMBIANO, COMPLICE LA CRISI Sotto l ombrellone torna il pranzo al sacco Secondo Coldiretti il 29% in spiaggia preferisce l insalata di riso Calano i tassi di interesse dei mutui sulla casa, ma restano più alti del 9% rispetto all'area dell'euro. È la fotografia scattata dalla Cgia di Mestre, che rileva come tra i Paesi che usano la moneta unica siamo secondi solo ai Paesi Bassi. Insomma l'italia continua a dare il meglio di sé in negatività: secondo la Cgia a giugno scorso il tasso medio riferito ai nuovi acquisti di abitazione attraverso la sottoscrizione di un mutuo si attesta nel Bel Paese al 2,20%, la media europea è del 2,02%. Certo, fa notare la Cgia, negli ultimi anni il differenziale si è ridotto. Basti pensare che nel 2012 lo scarto era del 20,7%, e l'anno successivo il gap risultante arrivava addirittura al 22,4%. Nel 2014 si era ridotto al 13,2. Che è comunque un'enormità. A giugno scorso si è attestato all'8,9%, è dunque diminuito, se questo dato può considerarsi una consolazione. Incremento nel settore delle consistenze erogate alle famiglie in Europa, che dal 2011 al 1015 è stato del 2,6%. In Italia, neanche a dirlo, scende dello 0,7%, pari a 359 miliardi di euro. In Olanda le cifre parlano di 401,9 miliardi di euro, in Spagna di 565,8 miliardi, in Francia di 875,8 miliardi (+9,4%), in Germania udite udite di 1.061,3 miliardi (+9,3%). Gli italiani, comunque, dimostrano nell'ultimo periodo una propensione al credito, sia per comprare casa che per altre spese. La causa principale è che sono migliorate sensibilmente le condizioni per chi deve accendere un mutuo o effettuare una surroga. Necessità fa virtù, per gli istituti bancari, insomma. Secondo il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che raccoglie i dati relativi a oltre 77 milioni di posizioni creditizie, la domanda di mutui ha registrato nel mese di luglio 2015 un incremento del 63,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e addirittura nei mesi di maggio e giugno si parla rispettivamente di +84,5% e +81,15. Il dato è in crescita, comunque, da un biennio, dopo il disastro degli anni Gli importi, però, sono contenuti, prevalentemente si osservano mutui dai 100mila ai 150mila euro: segnale che le famiglie sono comunque prudenti, il che è sottolineato dal fatto che la durata prevalente dei mutui richiesti supera i 15 anni. È così, infatti, in due casi su tre. Insomma cresce il numero dei richiedenti il mutuo, ma calano gli importi e, di pari passo, aumenta il periodo di rimborso. Resta un problema, e non è di poco conto: la pressione fiscale che opprime chi decide di comprare casa. Per dare una svolta al settore immobiliare, che si ripercuoterebbe a caduta in senso positivo sull'intera economia legata al settore dell'edilizia, infatti, sarebbe opportuno mettere mano anche a questo annoso problema. Benedetta Fontanesi Un bel ritorno alla tradizione tutta italiana del pranzo al sacco in spiaggia: è quanto rivela uno studio della Coldiretti che segnala un ritorno alle antiche abitudini del nostro popolo. Certo, qualche decennio fa nel frigo portatile trovavano spazio lasagne e melanzane alla parmigiana e oggi si parla più di insalata di riso, pollo o mare, ma il dato è che il pranzo sotto l'ombrellone torna di moda, forzatamente o no. Complice la crisi, certamente. La Coldiretti fa una statistica e scopre che il 29% dei vacanzieri in spiaggia predilige insalata di riso, pollo o mare, mentre il 22% opta per la fresca e sana caprese con mozzarella e pomodoro. Per il 17% dei turisti da pranzo al sacco la cosa migliore è una fresca macedonia, ma non mancano le classiche frittate di verdure e la pasta: è la scelta dell'11%. Calano la parmigiana, che si assesta al 6% delle preferenze, e la lasagna che registra un misero 4%, la stessa percentuale delle polpette. Di certo se è vero che è principalmente la crisi a determinare questa inversione di tendenza nelle abitudini degli italiani, bisogna anche dire che il pasto preparato in casa, se adeguatamente conservato, è garanzia di migliore qualità. Ancora, dallo studio di Coldiretti si nota come il 49% degli italiani, spiaggia o non spiaggia, sceglie di mangiare prevalentemente in casa propria o di amici o parenti. Resiste il 35%, che continua ad andare prevalentemente al ristorante mentre il 12% opta per la pizzeria e l'8% sceglie la soluzione degli agriturismi. em

9 9 DALL ITALIA I RIFIUTI APRONO L ENNESIMO SQUARCIO SULLA GESTIONE DELLA SICILIA Tra Governo e Regione spunta l immondizia Il sottosegretario minaccia: O si interviene entro sessanta giorni o commissariamo. Ma Crocetta lo sberleffa: Si è messo a fare il notificatore? Non occorre che lui o Renzi ci dicano come fare di Barbara Fruch Il Governo nazionale diffida la Regione Sicilia sulla gestione dei rifiuti e arriva l ultimatum: o ci sarà una riforma in 60 giorni o scatterà commissariamento. Al centro della disputa c è, ancora una volta, l amministrazione di Rosario Crocetta. Il Governatore, più volte finito nel mirino per la discutibile gestione, pare continui a mettere in difficoltà proprio il Governo nazionale. Palazzo Chigi, che, dal canto suo, in diverse occasioni ha spalleggiato il Presidente. E anche per la questione rifiuti non si può certo dire che l intervento sia stato tempestivo. Dopo mesi di diatribe, ritardi, debiti e gravi situazioni igienico-sanitarie, arriva il provvedimento comunicato dal sottosegretario all Istruzione Davide Faraone. Il governo nazionale, con un intervento della Presidenza del consiglio dei ministri, proposto dal ministero dell'ambiente ha attivato, in materia di rifiuti, la procedura di esercizio del potere sostitutivo sul governo regionale siciliano scrive sul suo profilo il sottosegretario Faraone, dettando poi la tempistica per intervenire. Entro 30 giorni scrive si dovrà ridefinire la perimetrazione degli ambiti territoriali ottimali (Ato) e il numero andrà ridotto da 18 a 5 (isole comprese). Entro 120 giorni dalla nuova perimetrazione, gli Ato andranno resi operativi. Entro 60 giorni, andrà adeguata la legislazione regionale in materia di gestione dei rifiuti urbani e in particolare, andrà organizzato il servizio, scelta la forma di gestione, determinate le tariffe per i cittadini (per quanto di competenza) e criteri di affidamento della gestione e relativo controllo. Ma non è finita. Entro 60 giorni - continua - andrà approvato il piano regionale di gestione dei rifiuti. Se la Regione Sicilia non porterà a temine quanto stabilito nella diffida - aggiunge - il governo nominerà un Commissario per sbloccare questa situazione. Stiamo parlando di una regione, la Sicilia, ultima in Italia per la raccolta differenziata (appena al 9%). Stiamo parlando di discariche al collasso e di debiti che si sono sommati fino a sfiorare i 2 miliardi di euro. Insomma un disastro annunciato, a cui ora il Governo nazionale vuole dare una risposta. E lo fa minacciando proprio il Governatore. O quest ultimo interviene oppure il settore verrà commissariato. Crocetta dal canto suo continua per la sua strada, facendosi beffe della misura imposta. Faraone forse fa il messo notificatore del Governo? - dice il presidente della Regione Siciliana A parte l'ironia, perché non chiamava l'assessore ai Rifiuti invece di fare un comunicato stampa su una decisione che non gli appartiene. Non occorre che Renzi, né Faraone ci dicano come fare sui rifiuti. Decisamente più conciliante l assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto. Ora vedremo quali sia la regolamentazione del settore, con le indicazioni che vengono date dalla presidenza del Consiglio dei ministri il cui scopo è identico al nostro: mettere chiarezza e dare soluzioni veloci. Prendo la nota come uno stimolo a fare meglio non come una critica o altro. Che rischi il posto dopo una frase così? D altronde pare che gli assessori non siano altro che pedine su una scacchiera per il buon Rosario. Ma il terreno sotto i suoi piedi pare sia sempre più precario. Con la questione rifiuti si apre l ennesimo screzio tra il Governo nazionale e la Regione. Ma nemmeno questo preoccupa Crocetta, che, nonostante tutto, continua a pensare di governare benissimo. E si vede LA SEDICENNE DI MESSINA STRONCATA DELL ECSTASY Droga assassina, scatta l allarme Si sospetta invece una malformazione cardiaca per il decesso del ragazzo leccese Potrebbe essere morta dopo aver ingerito dell ecstasy. È la pista privilegiata dalla procura di Messina che coordina le indagini sulla morte di Ilaria Boemi, la 16enne trovata cadavere sulla spiaggia del lungomare Ringo a Messina. Un ipotesi, quella dell assunzione di droga o altre sostanze ingerite per via orale che dovrà essere confermata dagli esami tossicologici. Intanto ieri l autopsia ha escluso l esistenza di malformazioni o patologie congenite. Secondo quanto riportano alcuni quotidiani, domenica sera la ragazzina, dopo aver bevuto alcune birre in compagnia degli amici, si sarebbe allontanata per cercare una pasticca di ecstasy. E la pista privilegiata dagli investigatori è proprio quella di mdma. Se dovessimo trovare conferma - spiega il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita - avvieremo controlli anche con le altre procure che trattano casi analoghi per verificare se in Italia stia girando dell ecstasy letale. Intanto sono stati identificati ieri pomeriggio i due giovani che erano la ragazza nel momento in cui ha perso i sensi. Si tratta di un ragazzo maggiorenne e di una minorenne, coetanea di Ilaria. La polizia sta cercando di ricostruire con loro gli ultimi momenti della vita della giovane e di capire come mai i due si siano allontanati dopo aver chiesto aiuto ad un ciclista di passaggio che ha fatto arrivare un ambulanza. Purtroppo ormai era troppo tardi. Dopo l autopsia sono già stati prefissati i funerali della giovane che si terranno oggi alle 10 nella chiesa cristiana avventista di Via XXIV maggio. Ieri pomeriggio invece nell'istituto tecnico commerciale A.M. Jaci, la scuola che Ilaria frequentava, i compagni e gli amici si sono riuniti per una veglia di preghiera. Non ci sarebbe invece la droga dietro la morte di Lorenzo Toma, il 19enne deceduto domenica mattina davanti alla discoteca Guendalina a Santa Cesarea Terme (Lecce). L autopsia svolta sul corpo del giovane all ospedale Fazzi di Lecce, ha evidenziato una cardiomiopatia ipertrofica, che può causare anche una morte improvvisa specie in situazioni di particolare stress. L'esame è stato eseguito dal dottor Alberto Tortorella, incaricato dal sostituto procuratore presso il tribunale di Lecce Stefania Mininni. Saranno comunque valutate eventuali concause quali l assunzione di sostanze stupefacenti o alcol. I risultati degli esami tossicologici saranno depositati entro i prossimi sessanta giorni. Al momento quindi gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi e prosegue il lavoro investigativo. Il corpo del ragazzo, dopo l'autopsia, è stato restituito alla famiglia e ieri alle 17,30 a Lecce si sono svolti i funerali. B.F. TORINO - LA PROCURA AVEVA APERTO UN INDAGINE SUL CASO Morto durante Tso: collo stretto per troppo tempo L autopsia su Andrea Soldi, affetto da schizofrenia, rivela una manovra errata, forse fatale Quella manovra che gli hanno praticato per tenerlo fermo potrebbe essergli stata fatale. Emergono particolari inquietanti sulla morte di Andrea Soldi, il 45enne torinese affetto da schizofrenia, deceduto dopo essere stato caricato a forza in un ambulanza per un Tso. Secondo i risultati dell autopsia disposta dal pm Guariniello una manovra coercitiva esercitata per un tempo eccessivo potrebbe essere una delle concause del decesso. Per immobilizzare il 45enne, gli era stato stretto il collo. E per salvare l uomo, emerge ancora dall indagine, bisognava eseguire un intervento di rianimazione durante il trasporto in ambulanza, manovra impossibile perché ammanettato e prono. Andrea non è morto per strangolamento ma in termini tecnici, l'ipotesi formulata dal medico legale Valter Declame è quella di una morte per shock da compressione latero-laterale al collo. A sostenerla, secondo quanto si apprende, c'è un ematoma sottocutaneo scoperto nel corso dell autopsia. La manovra con stretta eseguita dagli agenti della polizia municipale intervenuti sul posto deve avere una durata massima, è l opinione dell esperto, di una quindicina di secondi. Diversamente, secondo l esperto, provoca una riduzione dell'afflusso di sangue al cervello con perdita del respiro, del controllo urinario e della coscienza. Andrea era molto conosciuto nel suo quartiere, amato da parenti e amici. Ma quella patologia di cui era schiavo non gli dava pace. Così il trattamento sanitario obbligatorio era stato chiesto dai suoi familiari. Ma non potevano certo pensare che le cose sarebbero andate così. Sulla morte di Soldi, lo scorso 8 agosto, era stata aperta un'inchiesta per omicidio colposo. Sul registro degli indagati erano finiti tre vigili urbani e uno psichiatra. Lo stesso giorno sono emersi i primi risultati dell autopsia che ha escluso l asfissia meccanica evidenziando però segni di compressione toracica. In seguito al decesso, avvenuto il 5 agosto, infatti diverse testimonianze avevano evidenziato il trattamento brutale riservato alla vittima. Il 45enne aveva dato in escandescenza mentre si trovava a piazzetta Umbria, a Torino. Sul luogo era intervenuta una pattuglia di Vigili Urbani ed era stata allertata l Asl per un Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio) che aveva visto presente anche il suo medico psichiatra. I vigili urbani e lo psichiatra, tentarono di immobilizzare Soldi, ma qualcosa non andò nella giusta direzione. L uomo era orto in ospedale, dopo esser trasporto d urgenza. B.F.

10 810 DALL ITALIA CONTINUANO GLI SBARCHI. E LE TRAGEDIE Ancora un naufragio al largo della Libia Ieri l ultimo dramma, ci sarebbero cinquanta dispersi. Soccorsi più di 1500 extracomunitari SANITÀ, S INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO Bimbo dimesso e poi morto: aperto fascicolo a Firenze di Barbara Fruch Èancora emergenza immigrazione. Tra polemiche politiche gli sbarchi continuano. E anche le tragedie. Un gommone è naufragato ieri al largo delle coste della Libia. Cinquantadue gli stranieri, che si trovavano ancora a bordo dell imbarcazione, semiaffondata sono stati tratte in salvo dagli uomini della Marina Militare. Proprio secondo il racconto dei superstiti ci sarebbero cinquanta dispersi. A bordo del gommone, secondo le loro testimonianze, c erano un centinaio di persone. Al momento, tuttavia, le ricerche hanno dato esito negativo. Il naufragio sarebbe avvenuto ad una quarantina di miglia dalla Libia. Il gommone in difficoltà, in parte già sgonfio, è stato avvistato dall'elicottero della nave Mimbelli, che ha immediatamente lanciato le zattere di salvataggio e ha comunicato la situazione di emergenza. A quel punto è partita la nave Fenice, che nella mattinata di ieri aveva effettuato un altro intervento di soccorso, per recuperare gli stranieri e trasferirli su una motovedetta della Guardia Costiera diretta a Lampedusa. Prima di questo salvataggio erano stati oltre gli stranieri tratti in salvo ieri nel corso di 7 distinte operazioni di soccorso, a largo delle coste libiche, coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli extracomunitari si trovavano a bordo di 4 gommoni e 3 barconi. Mentre non si ferma quindi l'emergenza sbarchi, continuano gli arresti. La polizia di Ragusa ha arrestato quattro scafisti, due senegalesi e due gambiani, per aver condotto 500 extracomunitari, a bordo di quattro gommoni, dalla Libia verso le coste italiane, intercettati il 9 agosto scorso. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo dopo la denuncia dei genitori di un bambino di sette mesi morto a Firenze all'ospedale pediatrico Meyer, dove era stato portato tre giorni dopo essere stato dimesso dall'ospedale di Borgo San Lorenzo (Firenze). Nei prossimi giorni il pm Christine von Borries disporrà l'autopsia. Al momento non ci sono indagati. I carabinieri hanno acquisito copia della cartella clinica del piccolo. Come da prassi in casi simili, anche l'asl ha avviato verifiche e accertamenti interni. Il bambino era stato ricoverato al pronto soccorso di Borgo San Lorenzo mercoledì, a causa di una forte disidratazione da gastroenterite acuta. Il piccolo, ha ricostruito l'asl, non aveva segni di febbre. «Dopo due giorni - ha spiegato l'azienda sanitaria - le sue condizioni cliniche generali sono risultate buone, normalizzati gli elettroliti, così come rimasti nella norma i parametri vitali e in via di ordinaria ripresa l'attività intestinale, per cui è stato dimesso prescrivendo una opportuna terapia». Tre giorni dopo di nuovo un'emergenza sanitaria. Alle 23 di domenica, i genitori del bambino hanno chiamato il 118, segnalando che il loro figlio era in arresto cardiocircolatorio. «I medici della centrale - ripercorre l'asl in una nota - hanno guidato i genitori telefonicamente alla prime operazioni di emergenza. Alle è giunta sul posto l'ambulanza ed i sanitari hanno iniziato la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco, operazione che ha proseguito il medico giunto con l'auto medica alle Alle è arrivata una ambulanza medicalizzata partita alle 0.18 alla volta del Meyer dove è giunta alle Anche lì i medici di turno hanno proseguito i tentativi di rianimazione risultati vani». Le indagini dovranno appurare, fra l'altro, se vi sia una relazione fra il malessere per il quale il bambino era stato ricoverato a Borgo San Lorenzo e quello che lo ha colpito domenica. In vista dell'autopsia, ed eventualmente per garantire la presenza di periti di parte, il pm dovrà anche valutare se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. TREVISO Allontanati dopo la protesta il Tar reintegra i profughi Bloccarono una strada creando disagi Ma per il tribunale è un loro diritto febbraio scorso avevano bloccato la Statale L 11 Alemagna a Vittorio Veneto, per protestare contro le condizioni precarie in cui venivano ospitati nella struttura di Serravalle, gestita dal Ceis. Una manifestazione che, a quattro di loro, era costata un provvedimento di revoca dell ospitalità da parte dell ex prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu. Ma ora a reintegrarli ci pensa il Tar. Come riporta il Corriere del Veneto l allontanamento sarebbe illegittimo perché, e lo hanno stabilito i giudici del Tribunale amministrativo regionale, i profughi hanno diritto di protestare se lo fanno in modo pacifico. In seguito a quella protesta, la procura aveva aperto un indagine e indagato il presidente don Gigetto De Bortoli e quattro collaboratori per maltrattamenti. Ma il prefetto Marrosu, recentemente rimossa dal governo proprio per la gestione dell emergenza profughi in provincia, aveva deciso di revocare l accoglienza ai quattro giovani perché durante quella manifestazione non autorizzata, avrebbero tenuto comportamenti giudicati eccessivi. A presentare ricorso al Tar, per conto dei quattro stranieri provenienti da Nigeria, Mali e Costa d Avorio, è stato l avvocato Giuseppe Romano che ha assistito i sedicenti profughi insieme all associazione Razzismo Stop e al circolo Gallo Rosso di Fregona. Quel tipo di provvedimento può essere emesso solo in caso di accertati e ripetuti atti violenti - spiega Romano - Ma i ragazzi non avevano fatto altro che scendere in strada e bloccare le auto per manifestare il disagio che stavano patendo. Senza nessuna violenza. La legge stabilisce infatti, tra i motivi adducibili per revocare le misure di accoglienza, i comportamenti gravemente violenti. Non solo. Il tribunale ha ritenuto inoltre che dalla relazione dei carabinieri non vi fossero elementi specifici in merito alla condotta dei quattro giovani rispetto alla protesta (che ne aveva coinvolti 50). In realtà comunque i quattro profughi di fatto non hanno mai lasciato il centro di Serravalle perché, il giorno in cui i carabinieri erano arrivati per eseguire il provvedimento, nel giugno scorso, era scoppiata una nuova protesta. Insomma gli extracomunitari hanno diritto di protestare bloccando le strade e creando inevitabilmente disagi ai cittadini italiani. E per questo non possono essere puniti. È un loro diritto, secondo la giustizia italiana. BRESCIA - UN REGOLAMENTO DI CONTI? Agguato in pizzeria: uccisi marito e moglie Si indaga nella vita privata dei due: avevano denunciato un giro di spaccio ed erano in difficoltà per alcuni fallimenti Agguato in pieno giorno a Brescia. Francesco Seramondi, 65 anni, e la moglie Giovanna Ferrari, 63, sono stati uccisi in una sparatoria avvenuta ieri mattina, attorno alle 10, davanti al loro locale, la pizzeria da asporto Da Frank nella zona Mandalosa, un area problematica alle porte della città. I killer, probabilmente due, avrebbero sparato da un motorino, facendo poi perdere le proprie tracce. La donna è stata colpita alla testa ed è morta subito, il marito è rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato all'ospedale, dove è morto poco dopo. In totale sono stati sparati due, al massimo tre colpi di arma da fuoco con un'arma a calibro lungo. I proiettili, per entrambi, sono andati a conficcarsi tra collo e torace. E sono stati sparati da una distanza ravvicinata, al massimo di due metri. Le vittime sono state trovate da un passante che ha visto davanti al locale alcune macchie di sangue e ha scoperto i due riversi a terra. Immediato l allarme. Sul posto al momento dell'omicidio non c'erano testimoni, le informazioni per ricostruire quanto accaduto dovrebbero arrivare dalle immagini registrate da diverse telecamere nella zona. Al momento comunque si fa largo l'ipotesi di un regolamento di conti. Sull'accaduto indaga la squadra mobile della Questura di Brescia, che sta ricostruendo la vita delle due vittime per capire il movente del duplice omicidio: si cerca di approfondire ogni particolare del passato dei due. La coppia si trovava in un momento di difficoltà economica dovuta a diversi fallimenti imprenditoriali. I coniugi, in passato, avevano inoltre denunciato lo spaccio di droga all'esterno della loro pizzeria. Un elemento che però almeno per ora gli inquirenti non collegano direttamente al duplice omicidio. Le due vittime, ha ricordato l'ex assessore alla sicurezza del Comune di Brescia, Fabio Rolfi, che le conosceva bene, da tempo denunciavano il degrado sociale della zona dove vivevano. La pizzeria si trova in una zona di transito di Brescia da tempo sotto controllo delle forze dell'ordine e dove in passato ci sono stati anche degli arresti. Francesco Serramondi, ha detto la polizia, non era l'unico commerciante né l'unica persona della zona a lamentarsi. Resta anche da chiarire l'eventuale legame tra il duplice omicidio di ieri e l'episodio che circa un mese fa ha coinvolto un dipendente della pizzeria, un 43enne di origine albanese: era rimasto ferito nel corso di un altro agguato mentre era a bordo della sua auto e stava andando proprio al locale. Ignoti spararono da un'auto in corsa. I responsabili di quell'agguato non sono mai stati identificati e non è escluso che si possa trattare delle stesse persone. B.F.

11 11 CULTURA MILANO: PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LE INSTALLAZIONI DI HIDETOMO KIMURA, FINO AL 23 AGOSTO Il Kingyo: opera d arte vivente, fra natura e tradizione di Cristina Di Giorgi Nella millenaria cultura tradizionale del Sol Levante il pesce rosso, considerato raro e prezioso, è un simbolo di prosperità e fortuna. Che Hidetomo Kimura, professore alla Tokyo Communication Art School e designer d acquari, ha scelto come fulcro delle sue particolarissime rappresentazioni. Da artista ha dichiarato - sono particolarmente attratto dai pesci colorati per la loro grazia ed eleganza innata. In particolare, mi colpisce la bellezza misteriosa e la naturale semplicità di cui il Kingyo (pesce rosso) è dotato. Per questo nei miei lavori lo prediligo, perché è già da solo un opera d arte. Un opera che è diventata un progetto esposizione decisamente interessante ed innovativo: Art Aquarium (in mostra fino al 23 agosto a Milano presso il Circolo filologico di via Clerici 10; tutte le informazioni sul sito costituisce infatti un esperimento che, come ha spiegato lo stesso Kimura, si propone di ricreare ed evocare la tradizione nipponica, per unirla alle innovazioni artistiche e tecnologiche e diventare un palcoscenico per i Kingyo, un modo unico per far conoscere all uomo la loro bellezza ed eleganza. Natura e realtà, musica e giochi di luce, design moderno e arte contemporanea, strutture e installazioni dalle atmosfere magiche e forme futuristiche, che uniscono il fascino della flora e della fauna acquatici a giochi di luce, suoni e proiezioni. La mostra, inserita nel programma degli eventi del Fuori Expo ed al suo debutto internazionale fuori dei confini del Giappone, attraverso le monumentali installazioni in cui nuotano, lenti e delicati, i pesci rossi, è un eccellente opportunità per i visitatori di entrare in contatto con la cultura giapponese e non solo: nei miei acquari dice ancora l artista in una delle rare interviste rilasciate in Italia c è la bellezza che questo pianeta ha creato: il Kingyo è il segno tangibile della provvidenza di madre natura. Spero che attraverso l incontro con la mia opera, i visitatori possano fare esperienza della sublime arte dell acquario, possano percepire e meglio comprendere il suo messaggio, sentire il desiderio di conoscere, proteggere e amare la bellezza che la natura ha creato. L esposizione, strutturata su due pani, vede al primo una grande sala con al centro una vasca a forma di fontana, con a lato diverse vasche più piccole con vari tipi di pesci rossi all interno. Una delle installazioni più spettacolari è Oiran (cortigiana), ispirata ai quartieri di piacere del periodo Edo. Attraversata da fasci di luce che cambiano colore ogni pochi secondi e illuminano le centinaia di pesci che nuotano al suo interno, Orian crea un atmosfera affascinante e misteriosa. Sempre al primo piano, in due sale laterali, si trovano la particolare vasca bidimensionale a forma di Kimono, ispirata alla manifattura del tradizionale abito giapponese, e la Kaleidorium, che è molto lunga e illuminata da tre colori diversi contemporaneamente. Al secondo piano c è un installazione a forma di prisma, che crea illusioni ottiche molto belle con i pesci rossi all interno, e la particolarissima Byoburium, una vasca a forma di paravento larga nove metri, che mostra, al ritmo di musica giapponese, l evolversi e l alternarsi delle quattro stagioni. Ed ancora, sempre con evidente richiamo alla cultura nipponica tradizionale, la Giyamanrium (ispirata ai diamanti e al vetro del periodo Edo, con luci e colori che fanno brillare la vasca e i pesci rossi al suo interno), la Bonborium (che ricrea i famosi giardini giapponesi e la luce delle lanterne) e la Sakura-rium (ispirata ai fiori di ciliegio). Tutte le vasche sembrano prendere vita grazie ai movimenti lenti e sinuosi dei pesci, che si presentano al pubblico in questi particolari palcoscenici creati ad arte per farne conoscere ed apprezzare al meglio l eleganza e la bellezza. Oltre a questo, come è dettagliatamente spiegato nel sito dedicato al progetto, va ricordato che gli acquari in mostra sono un ecosistema complesso, che va oltre ciò che è direttamente visibile: Hidetomo Kimura ha creato un sistema efficiente per filtrare l acqua e liberare i batteri necessari al benessere degli animali, unendo ricerca tecnica e innovazione. Kimura è l inventore e l unico al mondo in grado di gestire questo ecosistema, nel massimo rispetto degli animali. A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DI UNA PARTE DEL PATRIMONIO ARTISTICO DELL UMANITÀ La furia iconoclasta dell estremismo islamico Gian Micalessin: Vogliono un mondo opaco, senza storia e senza identità La Venere di Cirene, ovvero la copia romana di età adrianea della bellissima Venere Cnidia di Prassitele (definita da Plinio il Vecchio come la statua più bella del mondo ), era stata rinvenuta in Libia - nel territorio dell antica Cirenaica, pieno di vestigia romane - nel periodo in cui il Paese era una colonia italiana (1913). Trasportata in seguito in Italia, la splendida scultura in marmo bianco nel 2008 è stata rimpatriata. Ora, a quanto pare, se ne sono perse le tracce. Ne riferisce Gian Micalessin su Il Giornale: Di quella vestigia di donna nuda, senza braccia e senza testa, amorevolmente curata per 92 anni nella nostra Roma, non ci sono più notizie. Bengasi, la città dove Berlusconi la riconsegnò a Gheddafi, è diventata prima la culla della rivoluzione, poi la base delle milizie islamiste ed, infine, la prima linea della guerra tra queste ultime e il governo in esilio di Tobruk. L ennesimo caso di scempio di tesori artistici tornati alla luce ricorda Micalessin grazie al lavoro svolto dagli archeologi italiani durante e dopo la colonizzazione libica? Probabilmente purtroppo sì. La profanazione dell inestimabile patrimonio dell umanità ivi fino ad allora conservato inizia nel maggio 2011, quando i reperti del cosiddetto Tesoro di Cirene vengono saccheggiati e rivenduti sul mercato clandestino delle opere d arte. E prosegue due anni dopo, quando la zona viene occupata da un orda di nuovi barbari che trasforma 200 delle sue tombe e dei suoi siti archeologici in case e negozi. E non è tutto. L avanzata dello Stato Islamico infatti che ha già dato prova di considerare l arte millenaria e la cultura in genere come elementi da distruggere in ogni modo in nome dell estremismo religioso e della furia ideologica dei quali si è fatto portatore mette a rischio anche la necropoli romana di Sabratha, la vicina Basilica cristiana di Giustiniano, La consegna della Venere di Cirene a Gheddafi, nel 2008; a destra un francobollo coloniale del 1934 il teatro romano. A poca distanza da tali importantissimi monumenti infatti, si trova addirittura un campo di addestramento dell Isis. Capolavori di arte millenaria che rischiano di scomparire per sempre. E non solo a causa della violenza distruttrice dello Stato islamico: se infatti, sottolinea Micalessin, l indifferenza per una cultura estranea e distante viene alimentata dal fanatismo religioso, il pericolo è proprio quello dell eliminazione di ogni traccia di tutto ciò che contrasta con i principi alla base di detto fanatismo. Come quando, nel novembre 2014, a Tripoli è stata distrutta la Fontana italiana, che riproduceva una gazzella abbracciata da una donna seminuda. Come nel caso dei Buddha di Bamiyan, fatti saltare dai talebani afghani. Tutti i tesori del passato sono dunque minacciati. In Libia, in Siria ed in Iraq, la distruzione è già cominciata. E se è senz altro vero che la perdita di monumenti e beni artistici non vale quella delle tante vite umane spezzate dalla stessa mano brutale e feroce, è altrettanto certo che cancellare la Storia è soltanto il primo passo sulla strada di un mondo senza storia e senza identità. Un mondo su cui il Califfato sogna di rimodellare i cuori e le menti degli uomini. Un mondo opaco conclude Micalessin - dove una preghiera, un libro e un ordine lanciato dal pulpito di una moschea sono l'unico orizzonte dell'esistenza. Un mondo dove non esiste la sensazione dell'orrore perché non esiste quella della bellezza. Dove non è permesso sognare un futuro perché non esiste più un passato. CdG

12 12 SCIENZA & TECNOLOGIA NUOVA STRUTTURA SOCIETARIA PER BIG G: SI CHIAMERÀ ALPHABET, CON UNA DISTINZIONE DAL CLASSICO WEB Google cambia e pensa a Twitter Sempre più probabile l acquisizione dell uccellino azzurro che potrebbe sostituire G+ Google ha annunciato una nuova struttura societaria che sa un po di rivoluzione, visto che separa l attività di ricerca sul web, YouTube e le altre società internet da quelle che sono invece le divisioni di ricerca e investimento. La nuova struttura societaria darà vita ad Alphabet, la nuova holding. Larry Page sarà l amministratore delegato di Alphabet, mentre l altro cofondatore di Google, Sergey Brin, sarà il presidente. Sundar Pichai sarà promosso amministratore delegato di Google Inc. La G sta per Google. Come io e Sergey abbiamo scritto 11 anni fa, Google non è una società convenzionale. E non vogliamo che lo diventi. In questo ambito vi abbiamo detto di aspettarvi piccole scommesse in aree che potrebbero sembrare speculative o addirittura strane se confrontate con le attività attuali afferma Page sul blog di Google, sottolineando che i due fondatori hanno fatto cose che sembravano da pazzi allora. Molte di queste cose hanno ora più di un miliardo di utilizzatori, come Google Maps, You- Tube, Chrome e Android. E non ci siamo fermati. Stiamo ancora tentando di fare cose che altri pensano siano da pazzi e delle quali noi siamo molto contenti. La nostra società funziona bene oggi, ma riteniamo che possa essere migliore. Per questo creiamo una nuova società, chiamata Alphabet, che è una collezione, una raccolta di società, la maggiore delle quali è Google. Ma questa nuova Google è un po dimagrita, con le società che si occupano di altro rispetto ai prodotti internet che saranno contenute in Alphabet evidenzia inoltre Page, precisando che Alphabet Inc sostituirà Google Inc come società quotata e tutte le azioni Google saranno automaticamente convertite nello stesso numero di azioni Alphabet, con gli stessi diritti. Google diventerà una controllata di Alphabet. Intanto negli ultimi tempi si è fatto più insistente l interesse di Google per Twitter. Secondo Fortune, Google sarebbe tra tutte la pretendenti la più motivata a ingabbiare l uccellino azzurro di Twitter. Qualche giorno fa Google ha anche annunciato che gli utenti non saranno più costretti a creare un account G+ quando cercheranno di loggarsi su Youtube o su altri siti della galassia di Google. Insomma, Big G potrebbe lasciare G+ per puntare su Twitter. E, sempre di recente, Google ha stretto un accordo con Twitter per ottenere l accesso ai dati della compagnia. Le due compagnie sono state partners nei primi anni di vita di Twitter, ma appena il sito di microblogging è cresciuto, in vista della sua quotazione in Borsa, ha chiesto NUOVA FASE PER IL PROGETTO ANDROID ONE Smartphone supereconomici: l iniziativa riparte dall India nuovi termini di accordo, rispetto ai quali Google prima ha nicchiato e poi è stato tagliato fuori del tutto. Ma da pochi mesi i cinguetti sono visibili nei risultati delle ricerche su Google che ha iniziato anche a evidenziarli nel suo one box display. Google potrebbe anche continuare a pagare Twitter per Google ha intenzione di rilanciare il progetto Android One, presentato l'anno scorso per creare degli smartphone economici per i mercati dei paesi in via di sviluppo. Intervistato dal Financial Times, il direttore della compagnia per l'india e il sudest asiatico, Rajan Anandan, ha spiegato come ripreso dall agenzia Ansa - che i nuovi piani per l'iniziativa saranno svelati nelle prossime settimane. L obiettivo dichiarato è quello di mettere in commercio dispositivi sotto i 50 dollari, la metà rispetto a quelli lanciati un anno fa. Come in passato, però, Google non si occuperà dell'hardware. Android One, infatti, si basa su una serie di specifiche che aiutano i costruttori a creare smartphone economici e di buona qualità. Anandan ha ammesso che l'esperienza dello scorso anno non ha soddisfatto le aspettative, ma ha ribadito l'impegno di Google ad andare avanti su questo fronte. I nuovi smartphone, ha aggiunto il manager indiano, avranno applicazioni e servizi pensati proprio per il mercato indiano. Per venire incontro alla tipologia di connessioni internet con poca larghezza di banda, i dispositivi dovrebbero consentire, ad esempio, di usare le mappe in modalità offline, e avere pagine di ricerca che si ricaricano velocemente. La fascia di prezzo sarà tra le e le rupie, euro. questi accessi, come fanno altri, ma adesso che il suo social network ha dimostrato di essere inutile come connettore tra i diversi servizi, a Big G fanno notare gli analisti - serve qualche altro mezzo per ottenere i dati real-time in modo illimitato e Twitter è di certo il miglior metodo disponibile. Il 25 settembre si rinnova l'appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori, iniziativa che si svolge ogni anno in tutta Europa l'ultimo venerdì di settembre e che quest'anno giunge alla sua decima edizione. DREAMS, primo progetto classificato in Europa, coinvolge diverse città italiane, Roma e Frascati, Trieste, Bologna, Milano, Ferrara, Bari, Cagliari, Pavia e Pisa, ed è organizzata dall'associazione Frascati Scienza grazie al supporto dei più importanti istituti di ricerca e atenei italiani e il sostegno dell'unione Europea. La Notte Europea dei Ricercatori si conferma un punto di incontro tra il mondo della ricerca e il grande pubblico attraverso iniziative, eventi, spettacoli, aperitivi scientifici, attività per bambini, tutte volte ad avvicinare la scienza ed i ricercatori ai cittadini e in particolare ai più giovani. In particolare, Frascati Scienza ha riscosso un successo sempre crescente e che è arrivato, durante la scorsa edizione, a toccare la cifra record di A ROMA E A FRASCATI I PRIMI APPUNTAMENTI DEL TRADIZIONALE INCONTRO CON IL GRANDE PUBBLICO Una Notte Europea per la ricerca Centinaia i partecipanti al Trivial Pursuit nella capitale e tanto spazio ai temi eco-sostenibili presenze. L'evento lancio de La Notte Europea dei Ricercatori sarà The Science Pursuit un Trivial Pursuit scientifico che si terrà a Roma il 20 settembre e che coinvolgerà centinaia di partecipanti in una sfida all ultima domanda con prove di biologia, chimica, architettura, elettronica, fisica, informatica, astronomia, matematica. Tra le grandi novità di questa edizione, la realizzazione del SAPERmercato, uno spazio pubblico rigenerato e interamente ri-progettato con materiali eco-sostenibili, che ospiterà a Frascati, a partire dal 21 settembre, incontri, presentazioni di libri, esperimenti, video installazioni, laboratori didattici e un kindergarten scientifico. La Sostenibilità: come nel 2014, è il tema cardine della Notte Europea dei Ricercatori. Secondo la definizione del World Commission on Environment and Development, è sostenibile ciò che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. In questo quadro la scienza è chiamata a sviluppare nuovi strumenti, metodi e modelli che grazie alla condivisione e collaborazione degli scienziati nel modo ci permetteranno di avere nuovi scenari sostenibili per il nostro pianeta. Il ricercatore in questo nuovo paradigma studia per ottenere cambiamenti e soluzioni concrete, la diffusione della cultura scientifica e l'avvicinamento della ricerca al grande pubblico resta essenziale per sviluppare questo nuovo scenario. La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea, coordinato e realizzato da Frascati Scienza in collaborazione con l'assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, Comune di Frascati, Asi, Cnr, Enea Frascati e Casaccia, Ego Virgo, Esa-Esrin, Inaf Osservatorio Astronomico di Roma, Inaf-Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali e Inaf Bologna, Infn Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Frascati, Milano, Pavia, Pisa, Roma e Trieste, con Sapienza Università di Roma e il Dipartimento di Management, Università Tor Vergata e Università Roma Tre, Explora il Museo dei Bambini di Roma. L'evento vede la partecipazione, in qualità di partner di Frascati Scienza, di Ingv, Telethon, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, G.Eco, Associazione Tuscolana di Astronomia (Ata), Accatagliato, Associazione Arte e Scienza, Istituto Salesiano Villa Sora, Gruppo Astrofili Monti Lepini, Associazione Culturale Chi sarà di scena.

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