CITTA DI MONDOVI Provincia di Cuneo DIPARTIMENTO TECNICO

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1 CITTA DI MONDOVI Provincia di Cuneo DIPARTIMENTO TECNICO APPALTO DI : SERVIZIO ENERGIA GESTIONE CALORE DEGLI EDIFICI DI PROPRIETA O DI COMPETENZA DELLA CITTA DI MONDOVI. PERIODO (EVENTUALMENTE RINNOVABILE PER ULTERIORI 5 ANNI) Allegato SPECIFICHE IMPIANTI ELETTRICI Mondovì, 25 Maggio 2004 PROGETTISTA CALOR s.r.l. RESPONSABILE DEL PROGETTO CAIROLI P.I. LUIGI DIRIGENTE DIPARTIMENTO TECNICO COMUNE DI MONDOVI PRUCCA Ing. ROBERTO. Pratica SRV2004/003 Documento N. 302-D-28-R0

2 INDICE CAPITOLO A - NORME ED INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE...3 A.1. CARATTERISTICHE DELL IMPIANTO...3 A.2. REQUISITI TECNICO PROFESSIONALI...3 A.3. PROGETTAZIONE...3 A.4. ESECUZIONE DEI LAVORI...3 A.5. NORME E LEGGI DI RIFERIMENTO...3 A.6. VALUTAZIONE DEL PERICOLO DI ESPLOSIONE NELLE CENTRALI TERMICHE...4 A.6.1. DEFINIZIONE DI CENTRALE TERMICA...4 A.6.2. CENTRALI TERMICHE CON APPARECCHI MARCATI CE (DIRETTIVA GAS DPR 66 1/96)...4 A.6.3. CENTRALI TERMICHE CON APPARECCHI NON MARCATI CE (DIRETTIVA GAS DPR 66 1/96)...5 A.7. CARATTERISTICHE DELL IMPIANTO ELETTRICO NELLE CENTRALI TERMICHE...6 A.7.1. TIPO DI IMPIANTO ELETTRICO IDONEO NELLE ZONE CON PERICOLO DI ESPLOSIONE...6 A.7.2. TIPO DI IMPIANTO ELETTRICO IDONEO NELLE ZONE IN CUI NON C È PERICOLO DI ESPLOSIONE...7 A PREMESSA...7 A INTERRUTTORE FUORI PORTA...7 A ALIMENTAZIONE...7 A DISTRIBUZIONE ELETTRICA...7 A.7.3. QUADRI ELETTRICI...8 A.7.4. MACCHINE ROTANTI...9 A.7.5. APPARECCHI ILLUMINANTI...9 A.7.6. MESSA A TERRA...9 A.8. REQUISITI DEGLI IMPIANTI DI RILEVAZIONE DI FUGA DI GAS (METANO)...9 A.9. DISPOSIZIONI DI SICUREZZA OPERATIVE E DI MANUTENZIONE...10 A.9.1. PROVE PRELIMINARI A CURA DELL INSTALLATORE...10 A.9.2. ESERCIZIO E MANUTENZIONE...10 A.9.3. VERIFICA DEI SISTEMI DI CONTROLLO

3 CAPITOLO A - NORME ED INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE A.1. Caratteristiche dell impianto Impianto elettrico a partire dal punto di consegna dell ente distributore. Codice CEI: CIVBT. DESTINAZIONE D USO : TIPO DI INTERVENTO : Civile Trasformazione e nuovi impianti A.2. Requisiti tecnico professionali Gli interventi ricadono nell ambito della legge 46/90 art.1 comma 1 lettera a) e art. 6, nonché del DPR 447/91 art.4 comma 1, se la portata termica degli impianti è superiore a 34,8 kw. A.3. Progettazione Gli impianti sono soggetti all obbligo della progettazione se il luogo di installazione dell'impianto termico è configurabile con pericolo di esplosione e soggetto a normativa specifica del CEI, (DPR 6 dicembre 1991 n.447 Regolamento di attuazione della legge n.46 del 5 marzo 1990 art.4, comma 1 lettere c e f). A.4. Esecuzione dei lavori I lavori dovranno essere affidati ad un impresa installatrice abilitata ai sensi dell art.2 della legge 46/90. Al termine dei lavori l impresa dovrà inviare al committente ed alla C.C.I.A.A., nella cui circoscrizione l impresa installatrice ha sede, la dichiarazione di conformità alla regola d arte con gli allegati previsti. La dichiarazione dovrà essere firmata dal rappresentante legale e dal responsabile tecnico ai sensi dell art. 9 della legge 46/90 e dell art. 7 del DPR 447/91, utilizzando il modello approvato con DM A.5. Norme e leggi di riferimento Gli impianti elettrici dovranno essere conformi alle seguenti norme e leggi: 1) CEI 64-8 parti 1,2,3,4,5,6,7 (terza edizione - ottobre 1992) 2) "Impianti elettrici utilizzatori a tensioni non superiori a 1000 V in corrente 3

4 alternata" 3) Norma CEI 17-13/1 (seconda edizione - dicembre 1990) 4) "Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT)" 5) CEl EN (CEI 31-30) 6) Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. Parte 10: Classificazione dei luoghi pericolosi. Fascicolo ) CEI EN (CEI 31 33) 8) "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. Parte 14: Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione". Fascicolo ) CEI EN (CEl 31-34). 10) "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. Parte 17. Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione". Fascicolo ) Guida CEI ) "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas". Guida alla classificazione dei luoghi pericolosi. 13) Variante V2 alla Guida CEI 31 35, fasc ) "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas". Guida alla classificazione dei luoghi pericolosi. 15) DPR n. 547 del 27 aprile ) "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. 17) DECRETO LEGISLATIVO del 19 settembre 1994, n ) Attuazione delle direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. 19) DPR n. 661 del 15 novembre ) Regolamento per l attuazione della direttiva 90/396/CEE, concernente gli apparecchi termici a gas. 21) DLgs n. 233 del 12 giugno ) Regolamento per l attuazione della direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive. A.6. Valutazione del pericolo di esplosione nelle centrali termiche A.6.1. Definizione di centrale termica Per centrale termica si intende uno o più locali comunicanti direttamente tra loro, destinato/i all installazione di un impianto termico di produzione del calore, la cui portata termica complessiva è superiore a 35 kw. A.6.2. Centrali termiche con apparecchi marcati CE (direttiva gas DPR 66 1/96) 4

5 Nelle centrali termiche che impiegano apparecchi a gas (bruciatori e relativa rampa di alimentazione) soggetti al DPR 661/96 non si considera più il pericolo di esplosione ai fini della realizzazione dell impianto elettrico. Sono soggetti al DPR 661/96, art. 1: a) gli apparecchi utilizzati per la cottura, il riscaldamento, la produzione di acqua calda, il raffreddamento, l illuminazione ed il lavaggio, che bruciano combustibili gassosi e hanno una temperatura normale dell acqua, se impiegata, non superiore a 105 C; essi sono di seguito denominati apparecchi. Sono assimilati agli apparecchi i bruciatori ad aria soffiata, nonché i corpi di scambio di calore destinati ad essere attrezzati con tali bruciatori; b) dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione e i sottogruppi, diversi dai bruciatori ad aria soffiata e dai corpi di scambio di calore destinati ad essere attrezzati con tali bruciatori, commercializzati separatamente per uso professionale e destinati ad essere incorporati in un apparecchio a gas; essi sono di seguito denominati dispositivi. Ai fini del presente regolamento si intende per combustibile gassoso qualsiasi combustibile che sia allo stato gassoso alla temperatura di 15 C e alla pressione di 1 bar. Sono esclusi dal campo di applicazione di cui al comma 1, lettera a), gli apparecchi realizzati e destinati specificatamente ad essere utilizzati in processi industriali in stabilimenti industriali. Gli apparecchi che rientrano nel campo di applicazione del DPR 661/96 devono essere marcati CE ai sensi della direttiva 90/396/CE, a partire dal 11/1/97. A.6.3. Centrali termiche con apparecchi non marcati CE (direttiva gas DPR 66 1/96) Un apparecchio che brucia gas non è soggetto al DPR 661/96, quando: non rientra tra gli apparecchi di cui all art. 1 del decreto stesso, ad esempio apparecchio destinato ad un processo industriale o apparecchio ad acqua calda con temperatura dell acqua superiore a 105 C, oppure rientra nell art. 1 del DPR 661/96, ma l apparecchio è stato messo in commercio prima della sua entrata in vigore (non è quindi marcato CE). In questi casi, occorre considerare il pericolo di esplosione, perché non c è alcuna garanzia che tale pericolo sia stato valutato dal costruttore dell apparecchio a gas (bruciatore e relativa rampa di alimentazione) e siano stati presi i conseguenti provvedimenti nella costruzione dell apparecchio e soprattutto nella sua installazione da parte dell impiantista termico, sulla base delle istruzioni del costruttore stesso (come invece successivamente imposto dal DPR 661/96). Nelle centrali termiche in questione il pericolo di esplosione va valutato 5

6 mediante: la variante V2 alla guida CEI 31-35, se applicabile, oppure la norma EN (CEI 31-30). Se la variante V2 alla guida CEI è applicabile e i requisiti indicati in tale variante sono soddisfatti l impianto elettrico può essere ordinario. Se tali requisiti non sono soddisfatti, oppure la variante V2 alla guida CEI non è applicabile, occorre determinare le zone pericolose secondo il procedimento generale (norma CEI e guida CEI 31-35). Nelle zone pericolose l impianto elettrico dovrà essere conforme alla norma EN (CEI 31-33), mentre al di fuori delle zone pericolose è sufficiente un impianto elettrico ordinario. In tutti i casi, è buona regola tenere i componenti elettrici, per quanto possibile, lontano dalle sorgenti di emissione di gas (almeno venti o trenta centimetri). L impianto elettrico della centrale termica a gas è soggetto a progettazione se il luogo è con pericolo di esplosione, cioè se presenta almeno una zona con pericolo di esplosione di volume non trascurabile (anche in assenza di impianto elettrico in quella zona). A.7. Caratteristiche dell impianto elettrico nelle centrali termiche A.7.1. Tipo di impianto elettrico idoneo nelle zone con pericolo di esplosione In base alla Norma CEI EN (31-30), la scelta dei tipi di impianti elettrici a sicurezza da realizzare nelle zone 0, 1 e 2 deve essere operata in conformità alla tabella seguente: 6

7 A.7.2. Tipo di impianto elettrico idoneo nelle zone in cui non c è pericolo di esplosione A Premessa Nelle zone in cui gli impianti elettrici possono essere di tipo ordinario, dovranno comunque possedere i requisiti minimi di seguito elencati. A Interruttore fuori porta In prossimità dell'ingresso del locale centrale termica, in posizione segnalata, dovrà essere installato, sotto vetro frangibile, un comando di emergenza (CEI 64-8 art ). Tale comando di emergenza dovrà essere munito di led di segnalazione dell integrità dei conduttori di collegamento, in conformità al paragrafo della nuova norma CEI A Alimentazione L'alimentazione della centrale termica dovrà essere realizzata con una linea separata che dovrà partire direttamente dal quadro generale, dove dovrà essere protetta da un interruttore automatico magnetotermico e differenziale. A Distribuzione elettrica Gli impianti e le costruzioni elettriche, se installate a meno di 0,5 metri sotto le aperture di ventilazione, dovranno essere con un grado di protezione non inferiore a IP 44, mentre è sufficiente un grado di protezione IP 40 oltre tale limite. Nell'interno del locale le linee elettriche dovranno essere posate in canalette di tipo chiuso o in tubi protettivi in acciaio zincato a caldo. Le diramazioni per l'alimentazione dei motori e delle altre apparecchiature saranno sempre in tubi in acciaio zincato a caldo con parte terminale in tubo in resina di polivinile rivestita esternamente in calza in acciaio zincato. Tutti i conduttori dovranno essere del tipo non propagante l'incendio (Norme CEI 20.22), con grado di isolamento 3. 7

8 A.7.3. Quadri elettrici I quadri elettrici dovrà essere ad armadietto metallico, con grado di protezione minimo IP40. Nel dimensionare la carpenteria del quadro si dovrà lasciare almeno il 30% di spazio vuoto per apparecchiature future. La sezione dei conduttori dovrà essere adeguata alla portata massima degli interruttori relativi e la densità di corrente dovrà essere pari all'80% del valore ammesso dalle Norme UNEL. Le morsettiere, realizzate con morsetti singoli isolati in steartite, dovranno essere ampiamente dimensionate e singolarmente numerate per una facile individuazione dei circuiti al quale appartengono. I terminali di tutti i conduttori dovranno essere chiaramente contrassegnati con testafili numerati rispondenti esattamente agli schemi di potenza e funzionali. Il quadro dovrà essere altresì munito di cartellini indicatori incisi per una chiara individuazione della destinazione dei singoli circuiti ed apparecchi. NOTA: In conformità con la norma CEI 17-13/1 il costruttore del quadro elettrico dovrà fornire: o 8

9 a) La DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ per quadro elettrico di BT; b) Il RAPPORTO DI PROVA INDIVIDUALE per quadro elettrico di BT; c) La DICHIARAZIONE DEL PRODUTTORE DEI COMPONENTI in merito a prove di tipo realizzate secondo CEI EN (CEI 17-13/1). Il costruttore del quadro dovrà inoltre apporre sul quadro stesso un targa con indicato: 1) Le generalità del costruttore; 2) Il numero di identificazione del quadro. A.7.4. Macchine rotanti Ogni motore dovrà essere protetto individualmente contro le sovracorrenti e con derivazioni e giunzioni racchiuse in custodie aventi grado normale di protezione meccanica non inferiore a IP 40. Gli allacciamenti dei motori dovranno essere realizzati con tubi protettivi flessibili. A.7.5. Apparecchi illuminanti Le lampade ed i relativi accessori dovranno essere contenuti in custodie di materiale autoestinguente, con le parti trasparenti protette contro le sollecitazioni meccaniche e con grado di protezione IP 65. A.7.6. Messa a terra In ogni locale centrale termica dovrà essere realizzato un nodo collettore di terra, tramite un piatto di rame di spessore 3 mm e sezione 120 mm 2, al quale dovranno essere collegate tutte le strutture metalliche (masse e masse estranee) che potrebbero essere messe in tensione per difetto di isolamento o potrebbero (anche se non accessibili) introdurre nel locale un potenziale pericoloso. Al nodo collettore dovranno essere collegati: 1) i morsetti di terra di tutti i quadri 2) i poli di terra di tutte le prese di corrente 3) i canali di distribuzione e gli involucri metallici degli apparecchi illuminanti 4) il collegamento equipotenziale tra le tubazioni dell impianto idrico 5) le tubazioni impianto del gas, dopo aver accertato l esistenza una flangia di materiale isolante all inizio della rete di distribuzione del gas. A.8. Requisiti degli Impianti di rilevazione di fuga di gas (METANO 9

10 I sistemi di rilevazione di fuga di gas devono possedere i requisiti sotto elencati: 1. i sistemi di controllo devono essere almeno due, tra loro indipendenti; vale a dire con almeno due sensori controllati da una o più centraline, in grado di garantire che ogni guasto o modifica di una parte non comprometta il funzionamento dell altra. 2. I punti controllati devono essere ubicati in modo da rilevare il più prontamente possibile, per gli impianti elettrici, la presenza di concentrazioni pericolose di gas o vapori infiammabili nell atmosfera; nella maggior parte dei casi devono essere sistemati tra i centri di pericolo e le apparecchiature elettriche, ad esempio in corrispondenza di aperture controllate che possono trasferire nell ambiente a valle un atmosfera pericolosa. 3. il controllo dell atmosfera deve essere automatico, continuo od intermittente, con intervalli non superiori a 15 min.; 4. l installazione del rilevatore deve essere conforme alle istruzioni e modalità stabilite dal costruttore; 5. il controllo dell'atmosfera deve avvenire nel seguente modo: al raggiungimento di concentrazioni di gas inferiori al 15% del limite inferiore di infiammabilità (5 % in volume per il metano), ogni rilevatore deve azionare un allarme acustico e luminoso in un locale costantemente presidiato al raggiungimento di concentrazioni di gas pari al 30% del limite inferiore di infiammabilità, ogni rilevatore deve operare il blocco automatico delle apparecchiature elettriche, non idonee per la zona AD Il dispositivo di allarme acustico deve essere alimentato tramite una linea autonoma o per mezzo di un gruppo di continuità 6. i guasti del sistema di controllo, compresa la mancanza di alimentazione, devono dare una segnalazione ottica, non tacitabile in luogo presidiato. Qualora non esistesse il luogo presidiato, al verificarsi di un fuori servizio anziché l allarme deve intervenire il blocco dopo 30 minuti. A.9. Disposizioni di sicurezza operative e di manutenzione A.9.1. Prove preliminari a cura dell installatore L'Installatore, prima della messa in servizio degli impianti o di parte di questi, è tenuto ad effettuare per proprio conto tutte quelle prove e verifiche che le vigenti norme e la regola della buona tecnica richiedono per assicurare la sicurezza delle persone e delle cose (in particolare: verifica degli impianti di terra, della continuità dei conduttori di protezione e del corretto funzionamento delle apparecchiature). L'Installatore si assume quindi ogni responsabilità per la messa in sevizio degli impianti. A.9.2. Esercizio e manutenzione L utente dell impianto elettrico, per la salvaguardia della sicurezza, della continuità di funzionamento e della integrità dei componenti elettrici, dovrà: 10

11 effettuare sugli impianti, tramite il proprio personale, solo semplici interventi di ordinaria manutenzione, mentre dovrà affidare a ditte specializzate tutti gli interventi di straordinaria manutenzione ed ampliamenti degli impianti stessi (Legge n.46 del 5 marzo 1990); provvedere, tramite il proprio personale, con scadenza mensile, a verificare con l apposito tasto di prova il buon funzionamento degli interruttori differenziali; far controllare periodicamente, da una ditta specializzata, l efficienza degli impianti elettrici e di sicurezza, riportando i risultati in un apposito registro. A.9.3. Verifica dei sistemi di controllo I sistemi di controllo devono essere verificati a cura di personale addestrato secondo le istruzioni e modalità stabilite dal costruttore; tali controlli devono essere annotati su un apposito registro, indicando la data e l ora di effettuazione. La frequenza dei controlli deve essere determinata dall utilizzatore in funzione delle reali condizioni di servizio, in ogni caso non inferiore a sei mesi. 11

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